Diario di una quarantena

Diario di una quarantena

La verità del forzato Lockdown – 7 Agosto 2020

Ciao Diario di una quarantena, ecco è arrivata: La verità del forzato Lockdown – 7 Agosto 2020

Non c’è da stupirsi; ti ricordi, lo avevo scritto, era tutto troppo strano, rinchiuderci e azzerare completamente l’Italia.

Possiamo dire che, la grande paura dei politici di rischiare la pelle davanti il plotone dei cittadini, è costata la vita a innumerevoli persone. Il vanto del governo, di essere nel mondo come “Modello Italiano” da seguire, rinchiudendoci, sotto il falso consiglio dei medici, è tutto frutto di fantasia distorta.

L’esecutivo si è superato dall’alto del suo impero impositivo, ha cambiato le frasi del comitato tecnico scientifico,

che non ha mai scritto di isolare la nazione intera, ma di isolare le zone rosse in modo da evitare i contagi, inoltre, il cts, continuava a sollecitare di, evitare gli ingressi provenienti dalla Cina, che da Gennaio erano in piena evoluzione virus.

Non è stato l’esemplare “Modello Italia” a riaprire la nazione, è stata la volontà di farcela degli italiani. Alcuni stati europei hanno seguito il lockdown dell’Italia, ma in maniera meno ristretta, ora proseguono il cammino affrontando il virus con un pò più di forza economica, senza dover strascicare povertà e chiedere aiuto all’unione europea come fossimo un paese sottosviluppato.

E’ il modello cinese ad avere devastato il nostro paese. L’imposizione violenta cinese non è stata applicata, perchè il nostro stato è pur sempre una repubblica democratica, ma è stato certamente imposto l’obbligo di doverci rinchiudere quando non ce n’era bisogno; multe, arerei che si abbassavano sulla gente, le forze dell’ordine costrette a fare da gendarmi, eppure era semplice, bastava che l’esecutivo rispettasse ciò che era stato consigliato dalla task force.

Il presidente degli Stati uniti d’America ha isolato la nazione, ma non l’ha chiusa completamente, oggi si contano le vittime, ma si ricostruisce l’America! E Trump lotta per sapere la verità sulla pandemia provocata dalla Cina, continua a difendere la sua nazione dagli attacchi cinesi che pensavano di aver indebolito la più grande potenza al mondo, L’America. In Italia lottiamo per il Recoveryfund!

Certo è, che ora parlano i verbali pubblicati. Rallentare l’azione produttiva di un paese, per bloccarla definitivamente, porta non a una lenta risalita come in Cina, stato che ha una differente idea economica e sociale ed è strutturalmente stato regime, ma ad attendere gli aiuti dell’unione europea per il 2021.

Nel frattempo gli italiani boccheggiano.

Cosa succede nel sud Italia?

Beh la stagione turistica è partita al 50%  rispetto la produttività degli anni scorsi. Nonostante i protocolli di sicurezza, chissà se veritieri, emanati dal governo su consiglio del comitato tecnico scientifico, ci ritroviamo a dover ricostruire il doppio. Al termine della stagione estiva, se non vi sarà investimento produttivo al meridione, i posti di lavoro attivi barcolleranno, le aziende non ce la fanno in termini di commesse. Vuol dire che se la domanda è bassa, la produttività sarà bassa, l’offerta idem, e pur avendo una riduzione della pressione fiscale e un incentivo alle assunzioni, se non vi è domanda, non esiste offerta.

Ma siccome questo governo ha molta didattica cinese, è possibile che ci imporrà di produrre mille magliette e comprarle tutte! Così che, tutti inquadrati con la stessa possibilità economica, possiamo continuare a produrre a ritmo di forza lavoro pari a mille magliette, e ruoteremo sempre intorno alla ruota del criceto. Se tu guadagni 1200 euro puoi spendere per 600 euro, gli altri 600 sono per sostenerti. Se in questi 1200 euro tu vuoi affrontare le spese straordinarie per una vita dei tuoi figli, devi calcolare che hai bisogno della banca, e questa se non sei dipendente statale o un grosso possedente o un dipendente aziendale con contratto a tempo indeterminato, difficilmente ti dà soldi!

Allora cosa accade?

Devi sapere caro diario che, per alleggerire il peso della mancanza di lavoro, il governo ha trovata l’alienazione alla mente del ceto medio!

Il ceto medio si è completamente dimenticato della fame e si è buttato a capofitto entrando in libreria come una faina che osserva le galline da fuori il pollaio, per comprare testi di concorso per la scuola, (ex scuola, ora è tablet scuola con banchi ridotti a rotelle); quindi dicevo, che il ceto medio studia per il concorso, si sono dedicati a compilare la domanda per entrare nelle graduatorie d’istituto per il personale insegnante, (fai il supplente), la cosa particolare in questa domanda è, che dovevi avere, tra le opzioni date, una cosa che si chiama, Crediti formativi universitari, basta pagare un istituto privato che magicamente li otteni, quindi in questa domanda, il privato è entrato a gamba tesa nella scuola Pubblica!

Ed io non finirò di dire che questa non è più scuola, ma college, che i banchi non ospitano libri, ma sono a dimensione tablet, che le campanelle che possono suonare quando vogliono, perchè non hanno sviluppo di continuità nelle lezioni; lo scolaro che si ritrovava nella classe pollaio, con i banchi senza rotelle e la sedia di legno, sapeva di dover seguire le ore prefissate scolastiche. Questo metodo studiato da gente competente dà il senso all’alunno di coordinazione, continuità, regola.

E così ritorna lo stato del 1970- 1980 del posto fisso.

Questo statalismo porta a una mentalità deleteria per l’espansione industriale dei diversi territori delle regioni italiane; la regione Calabria non milita una grande identità di aiuto allo sviluppo industriale. In passato sono stati erogati tanti soldi, ma non hanno fatto una buona fine! Quindi ridurre la pressione fiscale in una regione le cui aziende produttive saranno 10, è molto semplice! 

Ma per il governo, l’azione giusta in questo momento, dopo averci chiusi è: saturare gli italiani con continui sbarchi.

Il flusso migratorio è contaminato, la guerra ai decreti sicurezza Salvini, ha massacrato gli italiani. Il sud dell’Italia, è la tendopoli dell’Unione Europea.

Devi sapere caro diario, che Di Maio in un intervista afferma che, i nostri porti sono prima dell’Unione europea e poi dell’Italia, quindi gli sbarchi hanno saturato i centri accoglienza. La cosa grave è, che questa gente scappa appena sbarca, aumentando il rischio contagio. Il governo nel frattempo continua a garantire i trattati commerciali con la Tunisia, con lettere segrete al presidente tunisino.  La Tunisia mira a entrare in Unione Europea, per farlo ha bisogno di incrementare la sua forza commerciale e il ministero degli esteri italiano ne è complice, tutto ciò porta i tunisini a sentirsi padroni dell’Italia! Non di meno è il lato del versante ionico della Puglia con gli sbarchi di immigrati turchi e iraniani.

Gli Italiani sono immigrati confinati nella propria nazione.

Si continua una politica anti democratica, basata sul contentino del popolo italiano e sul compromesso all’Unione Europea.

Nel frattempo si usano parole come Parità di genere per sistemare le liste elettorali in previsione delle votazioni del 20 e 21 settembre 2020.

C’è fomento tra le poltrone, te lo dico abbassa voce, ci sarà il referendum per tagliare poltrone. Non puoi capire, stanno ansimando, zitto zitto, caro diario che ho la tessera elettorale sul comodino già pronta, non la uso da almeno 10 anni! Stavolta vado dò un colpo di sciabola a matita e taglio i parlamentari.

Dice così:

Testo del quesito del referendum:
«Approvate il testo della legge costituzionale concernente”Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblciato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019?»

Ho copiato il testo dal Dipartimento degli Affari Interni Territoriali, c’è un refuso, hanno sbagliato finanche a scrivere, vedi non sono la regina incontrastata dei refusi! 

Caro diario, hanno pensato che il risveglio dal lockdown ci avesse intorpidito, ma non hanno riflettuto che, molti di noi, hanno compreso che sarebbe andato tutto a cazzo!

Se alcuni di noi non sono scesi in piazza, è per garantire a molti di evitare completamente la fame e non distruggere la vita dei piccoli figli del popolo italiano. In questo periodo l’opposizione non ha garantito una giusta risposta a un governo semi cinese. Il grande partito di Berlusconi zoppica, un tempo immenso nella sua opposizione, ha ammorbidito la sua linea lasciando spazio a un governo disfattista sulla pelle del popolo. 

Caro diario, oggi dopo aver dichiarato lo stato d’emergenza, i nostri politici preparano la valigia per andare in vacanza. Mentre è in corso La verità del forzato Lockdown – 7 Agosto 2020

Molti di noi la vacanza la sognano nella speranza di un lavoro;

Tanti di noi la vacanza la pensano nella felicità di un futuro per i figli;

Alcuni di noi, non sognano e nè pensano, sono rimasti in quei grandi carrarmati che hanno portato via un pezzo d’Italia.

A presto

La verità del forzato Lockdown – 7 Agosto 2020

Estate - Diario di una quarantena

Estate – Diario di una quarantena

Estate – Diario di una quarantena

Si, finalmente!

Nonostante tutto quello che stiamo vivendo.

Oggi 29 Giugno 2020, ci sono 31 gradi. Il mare è azzurro tonalità estate, è completamente statico nel suo moto, calmo sotto il sole che riscalda finalmente la terra e che riflette negli occhi. Le strade sono infuocate, le scarpe basse e aperte fanno sentire che l’asfalto scotta. Ti guardi intorno e cerchi l’ombra. La pelle brucia al sole, ha già cambiato colore, è tra il rossastro e il bianco, è marcata dalle linee degli abiti. L’unica cosa che pensi è:” La voglia di andare a mare”.

Non c’è sicuramente l’atmosfera degli altri anni. La grande folla si è ridotta. In questo periodo nei piccoli paesini si montavano i palchi per le cosiddette: “Feste per quando vengono i turisti”,  si guardavano le locandine delle sagre. Ogni giorno c’era l’attesa di andare in un posto diverso e cercare un’allegria nuova. Ma quest’anno la paura ci ha segnato, e sono scomparse le bancarelle, le ballate nelle piazze sotto il palco, le risate tra i tavolini con il vassoio dei prodotti tipici; non ci sono, vuoto, forse spento, tutto assopito. Ma nonostante tutto la voglia di farcela non ce la toglie nessuno. Quindi ho tolto fuori tutto ciò che è estate. Ho messo in borsa il telo mare, ho aggiunto un borsellino per mettere la mascherina, il solare che certamente non utilizzerò, predico bene e razzolo male! Aggiungerò un libro per l’estate che devo comprare come al solito passando all’ultimo momento in libreria, quest’anno mi farò compagnia con – Riccardino – l’ultimo libro dello scrittore Andrea Camilleri. Naturalmente lascerò fisso fino settembre nel portabagagli il fastidioso ombrellone, che ormai ha la sua storia, orfano della punta al bastone; che poi mi sono sempre chiesta: ma come fà a sparire nella sabbia la punta? Anche se sai dove l’hai puntato e scavi, non la trovi! Bah misteri! Ho messo in freezer i contenitori del ghiaccio per la borsa termica, perchè è tassativo che se vai a mare qualcosa te la devi mangiare!

In questi giorni ho fatto un giro per perlustrare i posti dove c’è poca gente, ma non è una novità per me, ho sempre amato i luoghi tranquilli, quelli che nelle vicinanze hanno i bar. Così da sentire da lontano la musica dell’estate e dopo aver fatto il bagno, andare a sedermi al tavolino di plastica scottante di colore blu, e mangiare lo stecco! Penso sia la cosa più bella delle vacanze. Che dirti l’immensa libertà di nuotare è scontato che lo dica, ma quest’anno aggiungo al mio set di cose inutili e ingombranti un super ciambellone che ho visto in pubblicità. Mi ci metto su e mi faccio trasportare.

Sicuramente caro diario avrai capito che l’estate è la mia stagione preferita. 

Facendo un giro ho notato quanta difficoltà ci sia ad adeguarsi ai nuovi protocolli di sicurezza per il distanziamento. C’è chi ha rispettato le distanze, c’è chi le ha un pò accorciate, ma va bene così, è giusto vivere, è giusto che quei pochi soldi che ancora circolano siano per tutti, perchè se stiamo ad aspettare, il lezzo politico ci invade e la loro ingordigia ci fa morire. In questi giorni hanno rimesso i vitalizi alcuni senatori, hanno paura di morire di fame in vecchiaia, visto che il covid gli ha fatto vedere come si può essere minuscoli davanti a ciò che non conosci; poverini, miseri dentro l’anima e fuori d’aspetto! Giocano sulla bontà del popolo! Mi auguro crepino tra lezzo e ingordigia pensando a tutto ciò che tolgono agli italiani. Esponenti di destra hanno rievocato il loro stile ormai abitudinario il “ladroniggio legalizzato”. Nel frattempo la storia del pagamento della cassa integrazione e indennità non ha avuto esito tranne che, uno striminzito interessamento da parte del presidente del consiglio Conte che ha chiamato in udienza il ministro dell’economia e il presidente dell’inps. E’ in tendenza social Salvini che è di nuovo in tour per racimolare le comunali, nel suo sogno di governare. Dall’altro lato Di Maio continua a twittare l’aumento in busta paga per i lavoratori. Ma chi lavora? I dipendenti statali e quelli che da anni sono stati messi in contratto a tempo indeterminato, per il resto noi poveri autonomi stiamo ancora aspettando! Ma soldi niente! E tasse molte! E il lavoro è diminuito.

Comunque caro diario io mi metterò su quella grande ciambella, tanto sono piccola e ci entro, e me ne fotto di tutto. Covid mi ha insegnato a vivere alla giornata.

Meglio essere felici con ciò che hai di tuo. Perchè sapere di avere tanto ma con il compromesso di averlo tolto, ti farà sentire un fastidioso ingombrante peso che, alla fine del percorso, porterà via a te ciò che resta di te stesso.

A presto

Estate - Diario di una quarantena

Estate – Diario di una quarantena

La pelle e il sole – Protezione – Integratori e Abbronzatura

La maturità della mascherina - Diario di una quarantena

La maturità della mascherina – Diario di una quarantena

La maturità della mascherina – Diario di una quarantena

Ciao Diario di una quarantena,

oggi 17 Giugno 2020 la scuola riapre alla maturità della mascherina.

Perchè la chiamo così? Perchè è un maturità che i ragazzi affrontano con una consapevolezza diversa da quella che sicuramente ho avuto io e tanti come me.

Mi sono svegliata nel mio piccolo letto, mi sono vestita, recata a scuola e ho iniziato il precorso della maturità. Ho fatto le prove scritte, tante ore che sono volate. Ricordo il bilancio redatto per l’esame di Ragioneria, non aveva neppure un errore, era la mia materia preferita e quell’anno per fortuna era uscita. Come ricordo l’orale che temevo tanto, non ho fatto a tempo a sedermi di fronte ai professori che già era finito e tutte le paure del: chissà se mi ricordo tutto, erano passate. Eravamo tutti vicini, c’erano i compagni di classe e gli amici ad aspettare e festeggiare.

Oggi i ragazzi entrano a scuola, i cancelli finalmente si riaprono, ordinatamente aspettano, indossano la mascherina, mantengono il distanziamento, niente abbracci, niente amici ad aspettarli, niente compagni. Bisogna fare un’ora di orale, le prove scritte sono state vietate per il distanziamento sociale. Anche se del loro volto traspaiono solo gli occhi, non ingannano l’emozione, non ne sono capaci. L’attesa con ansia c’è. Forse c’è la paura ma con un concetto modificato da questi mesi difficili. Sono estremamente sensibili, pur dimostrando la grande spensieratezza. Il  decreto non prevede gli scritti, ma l’orale di un’ora, tutto accuratamente distanziato.

Li ammiro tanto per come si sono preparati, da un piccolo schermo di telefono o computer che ha reso difficile prepararsi per gli esami. 

Bravi gli insegnanti, attenti e coscienziosi a comprendere i loro scolari. Bravi ragazzi siete un esempio per noi grandi. La maturità questa volta l’ avete data voi a noi con il coraggio di affrontare la vita anche con la mascherina. 

Ora non rimane che divertirvi per tutta l’estate e se potete continuate a studiare! Guardate la cultura come avete fatto in questi mesi di covid-19, non come un peso ma come il merito più bello per voi stessi. E se non avete voglia di studiare, lottate per il vostro futuro lavorando, non vi accontentate mai. Non fate che gli altri siano padroni della vostre scelte o le condizionino. Non siate mai servi, ma padroni! 

Fate come quei giovani che mi hanno detto: 

C’è il virus, ma prima del virus che c’era? Niente! E allora, combattiamo una cosa in più! Siete voi grandi che fate le tragedie!

Auguri Maturi

A presto

La maturità della mascherina - Diario di una quarantena

La maturità della mascherina – Diario di una quarantena

Il mondo sotto sopra nello spazio- Diario di una quarantena

Il mondo sotto sopra nello spazio- Diario di una quarantena

Il mondo sotto sopra nello spazio- Diario di una quarantena

Ciao Diario di una quarantena, oggi è il 1 Giugno,

non ho voglia di racchiudere in una sola parola questi giorni, sicuramente in una didascalia ne trovo più senso: “Il mondo sotto sopra nello spazio”-

L’America in fiamme

L’ America è in fiamme! Il concetto di mancanza di rispetto per la dignità umana ha acceso gli animi sia di coloro che combattono per i diritti di uguaglianza, sia di coloro che amano creare il caos al sistema che li domina. Dopo il soffocamento da parte di un’agente di polizia Derek Chauvin, ad un uomo di colore afroamericano George Floyd, sono partite le rivolte: ” Fuoco e fiamme”, scontri tra civili e forze armate, il caos. Come se dal caos si volesse trarre giustizia per la propria dignità. Non è esattamente così! Un popolo che ama la sua nazione non la porta a fuoco e fiamme ma la fà vivere per il perseguimento dei diritti umani. Le sommosse emulano Joker, un personaggio dei fumetti diventato famoso per la sua trasgressione al sistema che lo rifiuta. In realtà Joker non provoca la rivolta per andare contro il sistema, provoca la rivolta perchè il sistema non riconosce la sua diversità e lo fa soffrire! Il senso di privazione, abbandono e umiliazione, porta Joker a contrastare i concetti sociali, a tal punto che la gente lo identifica come esempio da seguire per lottare fuori dagli schemi sociali, “Fuori non Contro”!! Ma Joker è un fumetto da cui estrapolare piccole parti di se stessi! Per avere un Joker reale dentro di noi bisogna perseguire i propri principi dimostrando non l’anarchia dell’essere, ma la lotta per l’affermazione del pensiero. L’inverso è il contrario di tutto!

Qualcuno dovrebbe fermare il popolo americano in rivolta e far capire che, l’uguaglianza tra bianco e nero esiste, ma con forme di accettazione sociale differente e da lì che si dovrebbe globalizzare il concetto.

In Italia, oggi 01 giugno 2020, in Fase 2A, è partita la regolarizzazione degli extracomunitari con l’articolo 103 del decreto Rilancio, vengono messi in regola con il permesso di soggiorno, si offre un contratto di lavoro! Ma si da la menzione a questa gente come “Invisibili”!

Quindi come capirai bene caro diario, possiamo evolvere qualunque tipo di inserimento sociale, ma resterà pur sempre la storia che ha visto questi popoli soffrire delle differenze. E’ così, e lo sarà sempre, nonostante i loro diritti devono essere affermati!

Fermate la rivolta in America o arriverà ovunque! 

Le vacanze

In Italia si fanno gli ennesimi conti con i morsi della fame. E’ tutto un lento ripristino di nuovi sistemi che si integrano in noi con il passare del tempo! Il concetto d’Europa va sbriciolandosi lentamente tra le discussioni su: un fondo di soldi che pare sia vuoto, un fondo di debiti sul sacrificio dei risparmi italiani, e i concetti di discriminazione tra stati membri dell’unione europea.

L’Olanda in questo periodo massacra l’Italia a suon di: “I soldi che vi diamo ce li dovete ridare con gli interessi!”; sapendo che l’ Italia in questo momento è in lenta retrocessione. Naturalmente dare all’Italia il colpo di grazia vuol dire per l’Olanda acquisire maggiore potenza nel parlamento e in commissione europea. Non solo, vuol dire uscire da quella menzione che la attanaglia da anni “Un piccolo stato dei paesi bassi conquistato dai romani”! Ma questo è, e questo sarà nella storia! Ritorno a ribadire un concetto importante storico, e dalla storia non si scappa!  L’antico impero romano ha sovrastato i barbari, nonostante abbiano subito la loro efferatezza nelle lotta!

La Croazia intelligentemente ha preservato il suo stato di salute interno e ha investito sul turismo incentivandolo! Approfitta del fatto che, in questo momento, l’Italia per via del distanziamento sociale frena il turismo, sfrutta le proprie risorse e sfreccia lungo il percorso della ripartenza. Sà che l’Italia è in retrocessione, le attività non riescono a sostenere i costi di adeguamento al distanziamento sociale. Quindi, dopo aver posto in un primo momento il veto agli italiani di entrare in Croazia e poi averlo tolto, si prepara ad una stagione turistica efficiente nonostante il virus! Aiuta le attività d’impresa al turismo e porta soldi alla propria nazione!

La Grecia seleziona gli italiani secondo il luogo di provenienza! Li mette in quarantena e forse poi ce li restituisce! Quindi andare in vacanza in Grecia non sò quanto convenga ad un italiano!

Certo è che, io italiana, abituata fin da piccola con mamma e papà in 127 blu a esplorare interamente la nostra penisola, oggi me ne fotto di tutti gli stati esteri, e continuo a scoprire dell’Italia le sue bellezze!

Anziché rifilare i soldi a l’arcipelago Greco, andrò a visitare le isole presenti nei mari italiani: le isole Eolie, o le isole Egadi, o le isole Tremiti.

Anziché rifilare i soldi alla città di Atene e al suo parco archeologico, percorrerò la strada che porta da Siracusa fino a Trapani, così da incontrare le bellezze greco romane di appartenenza italiana decantate da Omero! Andrò alla Valle dei Templi, e ripercorrerò i canti di Omero nella immensa distesa che ti fa sembrare di essere una ninfa tra i templi. Magari sarò fortunata a rincontrare gli archeologi che l’anno scorso continuavano a pulire dai sedimenti le colonne dei templi ed erano intenti a fotografare il ritrovamento di una vasca di lavorazione di fronte il tempio. Cercherò di comprendere come l’arte si è intrecciata tra la letteratura e come questa sia fonte di continui studi! O semplicemente mi farò incantare dal percorso stupendo della costa siciliana. Posso fare ciò che voglio, parlare la mia lingua italiana e scoprire nuovi sapori in cucina, perchè sono nella Mia nazione!

Ogni qualvolta che ho scelto l’Italia ho sempre sentito la frase:” Ti chiudi e non conosci altro!”. Oggi mi sento dire. ” Hai fatto bene, abbiamo regalato i nostri soldi a popoli che ci hanno denigrato come fossimo appestati”; ed ecco caro diario che ritorna il concetto di diversità. Magari la Grecia si è dimenticata degli imprenditori italiani presenti nel loro paese che incrementano il loro prodotto interno lordo, e le loro casse semi vuote dalla pressione che applica l’unione europea per via del famosissimo Mes!

Le Correnti

Fa nulla, terrò per me la bella Italia nonostante i nostri maestosi politici continuino a massacrarla! Ora si sono cacciati in guai grossi già annunciati dai magistrati Falcone e Borsellino. Viviamo il momento delle correnti! Che cos’è? Nulla! Una cosa di affare  scontato: il potere esecutivo si intrinseca inginocchio al potere giudiziale seguendo la corrente del momento. Sono volate delle teste in cariche alte per via di dichiarazioni e chat venute fuori. Il contenuto è tutto aggrovigliato tra le file del potere giudiziario. Questo naturalmente porta a far vomitare tutto o in parte quello che è il retroscena dei teatrini disonesti ai danni dei cittadini! Ed è così che sta venendo fuori quella che è l’anima delle indagini delle vittime di mafia oneste. La corrente partirebbe dal Colle per arrivare a Montecitorio e scendere per le varie correnti. Una cosa scontata come non mai! Si aspettava solo la prova provata!

Crew Dragon2 Lo spazio americano

Ora caro Diario, metto un golfino, perchè nonostante sia il 1 giugno tanto caldo non fà, c’è un cielo nuvoloso che porta un pò di pioggia. Guardo a testa in su e penso: chissà come stanno gli astronauti della Crew Dragon2, Doug Hurley e Bob Behnken e l’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale?

Il razzo Falcon9 a cui è stato inserito la navicella Crew Dragon2, è partito il 27 maggio. Space X, società americana aerospaziale, ha realizzato la navicella effettuato il lancio e gestito l’intera operazione. La società è stata fondata dal sudafricano Elon Musk amministratore delegato di Tesla Motors.

Dopo soli 12 minuti la navicella ha raggiunto l’orbita tratterreste, il razzo si è staccato in pezzi, uno è rientrato a terra,  l’altro si è perso nell’atmosfera. La navicella ha girato per 19 ore intorno l’orbita terrestre fino a raggiungere l’altezza in cui è posizionata la stazione spaziale internazionale, a cui si è agganciata con una procedura automatica. Bellissimo l’abbraccio tra gli astronauti della Crew Dragon2 che sono usciti dalla propria navicella per entrare e incontrare gli astronauti della stazione spaziale internazionale.

E’ una bellissima conquista!

Il mondo sotto sopra nello spazio- Diario di una quarantena

Crew Dragon aggancia la stazione spaziale internazionale. 31 Maggio 2020

A presto

Capaci 23 Maggio 1992 - 23 Maggio 2020

23 Maggio 1992 – Capaci – 23 Maggio 2020

23 Maggio 1992 – Capaci – 23 Maggio 2020

Il collaboratore di giustizia Buscetta parla dei magistrati Falcone e Borsellino dopo le stragi. Fa intendere che vi siano accordi tra Stato e Mafia

Signor Buscetta lei è stato un’uomo d’onore vuole spiegare alla corte che cosa significa uomo d’onore?

E’ una domanda molto ampia a rispondere, io mi accingo, quando mi direte che vi siete stancati mi direte basta non ne parli più! Cos’è un uomo d’onore? Un uomo d’onore è una persona che nella vita fù raccolto da altre persone avvicinato sperimentato e dopo questa sperimentazione la famosa parola “combinato”  e quindi appartenente ad una determinata famiglia di un determinato rione che ha dei limiti o di un paese.

Spieghi alla corta che cos’è casa nostra?

Per quello che mi è stato detto, prima si chiamava i Carbonari, poi i beati Paoli in ultimo cosa nostra. E’ stata costituita perchè, in tempi lontani, i ricchi sovrastavano i poveri e i  poveri si erano organizzati in una maniera di avere una autodifesa dove lo stato non c’era, tanto che fino oggi credo, ma per lo meno fino ai tempi in cui ero in senno a cosa nostra, si giurava di aiutare sempre i deboli, quindi è una cosa che si tramanda di cooperazione fra un gruppo di persone che si chiamò “cosa nostra.

Cosa nostra quella in cui militava quali finalità ha?

Una volta la finalità di cosa nostra era raggiungere il potere, oggi si cerca di raggiungere l’arricchimento perchè con l’arricchimento viene il potere. Ormai con i mezzi economici che si possiedono dentro cosa nostra si ha il potere, si ha tutto quello che si vuole, mentre una volta si cercava l’affermazione personale del membro di cosa nostra.

In che modo opera cosa nostra per raggiungere le finalità e che tipo di rapporti intrattiene con gli uomini dello stato e con le istituzioni ?

Io ho già detto che i rapporti fra mafia e politica ci sono stato. Ci sono dei procedimenti in corso del quali non desidero assolutamente parlarne ed è la dimostrazione più ovvia che i rapporti fra mafia e politica ci sono stati, sempre i mafiosi hanno cercato l’appoggio dei politici, perchè i politici è il condimento della cosa nostra, era la chiave per l’apertura delle varie casseforti che esistevano per un appalto, per tutto quello che potevano concernere il commercio, ma questo direi che è una cosa più attuale

Che tipo di rapporti cosa nostra ha teso intrattenere con i rappresentanti della legge come poliziotti magistrati?

Il rapporto cosa nostra l’ha cercato sempre con le autorità, e quasi sempre devo dire che ci sia riuscita, anche se questo rapporto è un rapporto che può basarsi anche per finalità amichevoli e non a scopi pecuniari, certe volte si può cercare la corruzione senza apporto di denari e per via d’amicizie. Si è sempre cercato il rapporto per aggiustare i processi. e si sono trovati.

Le risulta che cosa nostra faccia attentati senza un ritorno?

No assolutamente no la mafia se fa un attentato deve avere un ritorno, senza un ritorno non c’è attentato.

Per via d’Amelio qual’è stato il ritorno?

Per via  d’Amelio non c’è ritorno.  L’attentato di via d’Amelio è un’attentato inusitato non di normale amministrazione cosa nostra. L’attentato di via d’Amelio è un attentato che esce fuori dalle regole di cosa nostra e viene fatto subito dopo un attentati di Capaci. Questa concomitanza di date una vicino all’altra fanno pensare essere un omicidio collegato ai processi. La mia opinione non è questa, la mia opinione è un’altro, ho sempre cercato di dirlo non è una novità, oggi quello che è stato detto agli altri, anche in seno a cosa nostra, è un processo è un attentato che noi dobbiamo fare, perché questi ci stanno disturbando, ma in quel momento il dottore Borsellino non stava disturbando cosa nostra nel vero senso della parola come si era potuto definire per il dottore Falcone. Il dottore Falcone si era adoperato nel vero senso della parola nel lavorio del famoso processone, ma il dottore Borsellino no! Borsellino lo trovo troppo anomalo, Borsellino è  un fatto che va al di là dell’interessamento di Borsellino ai processi. Quindi ritengo che è una cosa che la legge dovrebbe cercare in altri risvolti qual’è la morte. Qual’è la ragione della morte del dottore Borsellino.

Il processo continua. Da quel processo, nasce la certezza che la mafia si è insinuata nello stato.

Oggi il ricordo della strage di Capaci lascia merito a frasi convenzionali che vengono scritte ogni anno alla data della commemorazione, ma in questi giorni i magistrati Falcone e Borsellino hanno fatto sentire la loro presenza tra le file della giustizia.

Ricordo solo che c’erano grida, sgomento, una semplice esclamazione!

-L’hanno ammazzato! Con lui la sua scorta e la moglie. E ora che facciamo? Questi non hanno paura di niente! –

Non l’hanno ammazzato, hanno solo reso più forte il valore della giustizia che continua a farlo vivere. Come vivono:

Paolo Borsellino – Rocco Chinnici – Alberto Giacomelli – Antonio Scopelliti – Piersanti Mattarella – Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

E tutti gli uomini di legge che, pur non essendoci fisicamente, hanno lasciato la grande eredità del coraggio alla verità.

Grazie a tutti voi per averci dato la possibilità di conoscere il pericolo della paura contro la mafia. 

Grazie per averci insegnato che uniti, possiamo vivere senza paura, che la “voce” dà sgomento alla mafia.

Anche se la mafia ti stringe forte al collo, arriva un punto in cui la stretta si allenta perchè sei tu a renderla debole davanti la verità.

Non sentiamoci mai soli difronte a nulla.

Meglio un urlo ascoltato che un silenzio sottomesso.

Capaci 23 Maggio 1992 - 23 Maggio 2020

Diario di una quarantena

Gli indifendibili – Il monopattino – La spazzatura – L’imbuto

Ciao Diario di una quarantena oggi 21 Maggio 2020, fase 2A pandemia Covid-19, ti racconto: Gli indifendibili – Il monopattino – La spazzatura – L’imbuto

Gli indifendibili

Caro diario il guardasigilli italiano è riuscito a salvare il sigillo dalla sfiducia.

Era stato messo all’angolo dal Magistrato Di Matteo con le sue coraggiose dichiarazioni. Come fosse un romanzo poliziesco, Di matteo racconta la vicenda dell’incontro con il guardasigilli. Quest’ultimo lo convoca per la nomina al Dap, ma pare sia stata, per detto del guardasigilli una percezione di Di Matteo. L’incarico venne dato ad altro soggetto! A felicità di alcuni boss che già lamentavano la presenza del magistrato Di Matteo come capo Dap. Quindi possiamo dire che in questo guazzabuglio aggrovigliato da azzeccagarbugli, la chiarezza sia andata a farsi fottere. La cosa intricata è, sbrogliare la matassa rimessa a nodo dal collaboratore di giustizia Mutolo, che scuote nuovamente i palazzi della giustizia e si intrinseca con l’esecutivo. In mezzo c’è  la trattativa stato-mafia. Quindi, se per qualcuno il mondo era diventato libero nonostante i crimini di mafia e la sparizione dei nostri magistrati, Falcone e Borsellino, quello stesso qualcuno che ad oggi non ha nome, deve rifare i conti con il passato.

Non solo, ad aggravare le posizioni sono state le azioni incompiute di mancata gestione delle carceri durante l’emergenza covid-19, con conseguenza di rivolte ed evasioni dei detenuti. Ciliegina sulla torta la liberazione dei boss successivamente ratificate da un decreto.

Il 20 Maggio in aula del senato le mozioni presentate dal centrodestra: Lega, Fratelli di Italia e Forza Italia e +Europa con Emma Bonino, Azione di Carlo Calenda, sono state bocciate. 

Quindi l’Italia  o meglio, il movimento 5 stelle, ha ancora il suo Ministro di grazia e giustizia. Con il piede traballante sotto le sedie, pronti al colpo di stato, i grillini vedevano lesa la loro maestà e integrità sul fronte giustizia! Entra in campo anche il loro leader Bebbe Grillo che sfodera Trilussa puntando il dito verso l’atteggiamento di Renzi, che all’ultimo momento, con i voti di Italia Viva, salva il guarda sigilli votando contro la mozione di sfiducia. Scontato come non mai!

Ti menziono ciò che Trilussa scrisse:

Un Cane Lupo, ch’era stato messo
de guardia a li cancelli d’una villa,
tutta la notte stava a fa’ bubbù.
Perfino se la strada era tranquilla
e nun passava un’anima: lo stesso!
Nu’ la finiva più!
Una Cagnola d’un villino accosto
je chiese: – Ma perché sveji la gente
e dài l’allarme quanno nun c’è gnente? –
Dice: – Lo faccio pe’ nun perde er posto.
Der resto, cara mia,spesso er nemmico è l’ombra che se crea
pe’ conserva’ un’idea:
nun ce mica bisogno che ce sia.

Praticamente taccia Renzi di persona che pur di non perdere il posto china la testa.

Dichiara:

Lei è l’unico responsabile insieme al pd dell’entrata in vigore della norma sciagurata che blocca la prescrizione!

Tribunali aperti in pandemia anche per i processi ordinari, chiusi molto dopo. Con la conseguenza che avvocati, personale di cancelleria magistrati si sono ammalati. 

Non so quanto lei sia a conoscenza del fatto che, nel momento in cui si sospendono le norme del Codice di procedura penale, si sospendono ovviamente delle norme molto importanti.

Lei sa che in questo periodo tantissime donne sono state ostaggio di violenze a casa? Lei sa che a queste donne che cercavano aiuto e si rispondeva: che è inutile che invocate di essere sentite nell’immediatezza dei tre giorni perché sono sospesi i termini del Codice rosso? “.

Lei lo sa che è riuscito a sospendere i termini del Codice rosso, o non sa nemmeno questo?”.

La risposta della maggioranza insensibile probabilmente all’argomento è stata come di consueto gridare: “Non speculare”

La senatrice Bongiorno prosegue il discorso:

Non c’è da speculare, c’è da prendere atto dell’incapacità di questo governo, ha risposto la leghista. Mi spiace molto che, di fronte a un’evidente défaillance del vostro Ministro, che probabilmente non è nemmeno consapevole di ciò, una donna anziché tutelare le donne si alzi. Si vergogni!

La norma acchiappa boss è una norma vuota che aggiunge solo qualche parere. Se doveva fare una scelta sulle scarcerazioni mi spiega perché non ha fatto uscire chi era in custodia cautelare, presunti innocenti, invece dei condannati definitivi? Poi parla di norme antiche, ma lei non è di passaggio. Se quelle norme non vanno bene le deve cambiare. Non capisco quando escono è colpa del magistrato perchè io non ho competenza, quando entrano la competenza è mia, c’è qualcosa che non va.

Questione Di Matteo, c’è stato un periodo in cui bastava un solo sospiro di un collaboratore di giustizia per aprire processi, è stato un periodo buio, io non credo ai pentiti, lei sa che un pentito Mutolo ha dichiarato per quanto riguarda la scelta di Di Matteo, ovvero la non scelta al dap, come ripercussione della trattativa stato mafia?  E’ una dichiarazione gravissima. Io non ci credo ai pentiti, ma è grave quello che ha detto Mutolo, lei rappresenta lo stato: cosa intende fare di fronte questa dichiarazione di Mutolo? Assumerà iniziative? Perchè se sta calunniando qualcuno è lei che deve prendere iniziative. Perchè dice che è stato frutto di una trattativa quello che è successo per Di Matteo e la mancata nomina? Ne vogliamo parlare? Assuma iniziative!

Questo intervento è stato dettato dalla realtà di fatti avvenuti che vengono celati da alternative verità supportate dal sistema di giustizia italiano. Purtroppo la presunzione a non ammettere di aver sbagliato porta ancora di più a capire che questo governo non ha la mentalità aperta al dialogo tra le parti.

Su una cosa non sono d’accordo, i pentiti ci hanno aiutato, i pentiti sono coloro che hanno aiutato i magistrati onesti! I pentiti sono coloro che a tutt’oggi detengono il potere della verità e mi auguro la vogliano dire. I pentiti sono coloro che, al momento dei confronti, hanno voltato pagina alla dominanza mafiosa e si sono confrontati, mentre all’esterno massacravano intere famiglie! Il buio menzionato dalla senatrice a chi è riferito? Perchè più che buio, in quegli anni, c’è stata chiarezza e a questa deve succedere la verità. Non avvalliamo le persone che con parafrasi dissentono dall’operato della giustizia sana, perchè poi sentiamo espressioni in cui si radicano ideali come:” Sei un buscetta!” – “O sei uno schifoso pentito!” – “Oh tu sei nu fetusu pecchi parrasti!”.

RISPETTO!   

Fatto sta, caro diario, che proseguono le schermaglie a danno del popolo che, in questo momento sta lottando per la riapertura del commercio al dettaglio. Mentre la gente per reazione alla costrizione si aggrega al famoso assembramento, viene fuori la manovra economica del decreto detto “Rilancio”. Insomma altri numeri che vanno a sottolineare che, per poterli recuperare dobbiamo noi popolo, massacrarci nuovamente!

Intanto gli ammortizzatori sociali promessi subiscono ritardi da Marzo! Il popolo con fierezza va avanti, i politici continuano a mangiare a nascondere e a non comprendere!

Se vuoi sapere una novità, tra  le loro idee fantasiose che vengono messe in campo come fosse di assoluta necessità all’evento pandemia, e da ciò si comprende bene come siano lontani dalle esigenze del popolo, tra i meandri dei 266 articoli del decreto Rilancio,  nasce un Buono che mai mi sarei aspettata considerando i miliardi di aiuti che si possono dare al cittadino:

Il Buono mobilità

Il monopattino – La bicicletta

Per la tutela dell’ambiente!

Ti cito il contenuto in parte dell’articolo

“buono mobilità”, pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica di cui all’articolo 33- bis del decreto – legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, ovvero per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture. Il
“buono mobilità” può essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle
destinazioni d’uso previste. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono definite le modalità e i termini per l’ottenimento e l’erogazione del beneficio di cui al terzo periodo del presente comma, anche ai fini del rispetto del limite di spesa. Al fine di ridurre le emissioni climalteranti, le risorse relative agli anni dal 2021 al 2024
sono destinate nei limiti della dotazione del fondo di cui al primo periodo e fino ad esaurimento delle risorse, alla concessione, ai residenti nei comuni interessati dalle procedure di infrazione comunitaria n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per la non ottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE che rottamano, dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021, autovetture omologate fino alla classe Euro 3 o motocicli
omologati fino alla classe Euro 2 ed Euro 3 a due tempi, di un “buono mobilità”, cumulabile con quello previsto al terzo periodo, pari ad euro 1.500 per ogni autovettura e ad euro 500 per ogni motociclo rottamati da utilizzare, entro i successivi tre anni, per l’acquisto, anche a favore di persone conviventi, di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale, nonché di biciclette anche a pedalata assistita, e di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica di cui all’articolo 33- bis del decreto – legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8 o per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale.”

Cosa me ne faccio del monopattino o la bicicletta se non ho da mangiare e nè da lavorare. Dove vado in bici se le strade sono piene di buche? Ma sopratutto perchè devo andare in monopattino quando ho la macchina comoda mentre tu politico, sei con un auto che ti pago io per scarrozzarti in giro e quando passi hai sempre il lampeggiante blu come se la fretta ce l’hai solo tu e tutti gli altri sono coglioni!

La Spazzatura

Ma sopratutto del tutto, vacci tu in giro con il monopattino in periodo pandemia e non solo, devo rischiare la salute mentre le strade sono piene di spazzatura in compagnia di ratti, bratte, colombe, zanzare e altri piacevoli inquilini che passeggiano tra le strade; magari ne metti sotto o e ti becchi una multa da pagare; sei a spasso in bici e ti vedi arrivare dietro le spalle la municipale o la stradale che ti dici: : “Ehi lei ha pestato un ratto, 400 euro di multa per la tutela degli animali!” –  “Ehi lei non si è fermato mentre la colomba mangiava i rimasugli della spazzatura buttati a terra e quindi con le ruote sta sporcando il suolo pubblico!”. Caro diario guarda che sono capaci di tutto ciò! Non sanno più dove prendere soldi e continuano a massacrare i nostri portafogli. Finchè la stanchezza non porterà a Roma! E’ di questi giorni la notizia che i sindaci si sono recati in regione Calabria per lamentarsi del disservizio della spazzatura. La regione non ha dato risposta, aumentando ancora di più le incomprensioni tra sindaci  e regione che indossano colori di fazione opposta. Tutto ciò si aggiunge ad altri intrighi di palazzo reale! Si chiede aiuto al governo centrale che continua a fottersene, a parte i ministri fare dispetti e differenze alle ordinanze emesse tra regioni del nord e del sud, perdura lo schifo all’ambiente in Calabria. A breve la stagione turistica tra mille difficoltà sarà aperta, pensa a passare tra il fetore della spazzatura che lievita al calore mentre siamo in pandemia. Ma la cosa che lascia interdetta è il fatto di far spendere soldi ai comuni per sanificare e poi lasciarli in preda alla spazzatura! Prendete una decisione a palazzo, o ci lasciate nella merda o ci togliete dalla merda, ma in tutti i sensi pero!   

Comunque, qualora fossi interessata alla proposta, ma non penso perchè la mia indole non è mai stata sportiva, farò il pensiero per la Bicicletta! Informate alcuni politici che l’italia non è l’Austria, né la Svizzera, né il Belgio e né l’Olanda, dove i mezzi come la bicicletta sono usati, quelli sono altri stati dove l’amministrazione pubblica magari funziona!

L’imbuto

A proposito di indole sportiva, mi ricordo quando andavo a scuola! Io ho avuto la fortuna di formarmi tra i banchi non di un liceo ma della ragioneria, dove davvero te la dovevi lottare! All’ora di educazione fisica, non si sa perchè, mi sentivo sempre male! Bei tempi! Chissà se torneranno mai più le scuole in cui varcavi il portone, entravi in aula e facevi lezione faccia a faccia con l’insegnante! Per ora c’è un nuovo metodo di insegnamento quello dell’imbuto!

Il ministro dell’istruzione oltre a lasciare nell’oblio la scuola vorrebbe impartire la didattica come fosse qualcosa da inserire nel cervello con contenuti prestabiliti. L’è nata  la graziosa e fantasiosa idea di rappresentare l’insegnamento attraverso la metafora di Norimberga che descrive un bambino seduto con la lavagna in mano e il docente che gli versa le nozioni scolastiche  attraverso un imbuto ficcato nel cervello Esempio becero, misero e poco dignitoso nei confronti della scuola e degli insegnanti che, in questo periodo, lottano per poter continuare a far conoscere il sapere agli alunni che aspettano di ricevere la notizia finalmente dell’apertura delle scuole. Secondo me è un tentativo di fermare l’insegnamento per chiudere le scuole pubbliche, si cerca di inserire l’insegnamento privato sempre per dare beneficio alle casse dello Stato. Ma in Italia l’insegnamento è pubblico, come diritto costituzionale! Troppi meccanismi di competenza privata! Poi diciamocela tutta in questi anni i grilli non è che abbiano contribuito alla crescita didattica da lasciare un segno distintivo, ma ogni governo segue l’origine della sua cultura!

Carissima ministro dell’istruzione, la cultura è di tutti, le forme della cultura sono aggraziate dall’apprendimento libero che ciascuno di noi esplica nel sociale. Chi adotta una dottrina assolutistica dell’insegnamento come l’imbuto, non ha ben capito che la scuola è fatta di cervelli pensanti! Se lo ponga lei in testa l’imbuto! Io per me stessa la mia cultura la pongo nel cervello con libertà di scelta!

Quindi caro diario dopo l’austerità e la dittatura dei decreti, ora si vorrebbe la dittatura scolastica!

Ricordo ai signori del governo di ripassare la costituzione e che tanti come me difficilmente si fanno comandare. So di stare poco simpatica, ma male per voi esisto! E come me ci saranno altri e poi le nuove generazioni e a quel punto il canto del grillo diverrà canto della cicala!

Vabbè ora ti lascio, vado a fare un giro sul sito dell’ inps per vedere se la razza lavoratori autonomi è stata contaminata dal bonus di 600 euro, che ci avevano detto salisse a 800 ma poi ci hanno ripensato.

Sto studiano il decreto!

A presto

Apri e Chiudi - Dap e Boss - Diario di una quarantena

Apri e Chiudi – Dap e Boss – Diario di una quarantena

Apri e Chiudi – Dap e Boss – Diario di una quarantena

Ciao Diario di una quarantena siamo arrivati al 12 Maggio 2020. Ti devo raccontare un sacco di cose interessanti, spero tu abbia tanta pazienza nell’ascoltarmi. 

Apri e Chiudi – Regioni e Governo a colpi di ordinanza

Gentili clienti il servizio a vostra disposizione offre l’asporto di cibo e vivande. Consultate il menù. Prenotate il vostro ordine. Presto torneremo a riempire le vostre giornate con un servizio completo. Grazie. 

Dal 4 Maggio siamo partiti con il gioco dell’oca, dunque la prima casella era: Fase 1 – ora siamo siamo andati avanti di un’altra casella dopo esserci fermati per due mesi e siamo passati alla casella Fase 2A. Possiamo uscire, hanno riaperto le industrie e il commercio all’ingrosso. Coloro che hanno ancora qualche soldo risparmiato, continuano a lottare per non far morire la propria attività. Il decreto concede l’attività di asporto ai bar, gelaterie, ristoranti, pizzerie.

Mentre il nord Italia riparte con l’economia industriale, e in alcune zone come in Trentino Alto Adige, regione autonoma a statuto speciale, l’ordinanza emanata dal governatore dà la possibilità di riaprire la maggior parte delle attività commerciali: parrucchieri, mercati, negozi; la Calabria, con la stessa ordinanza di apertura rivolta alle attività commerciali, viene bloccata dal governo che, “Boccia”,  non solo come verbo ma anche come Ministro, l’ordinanza, riponendo in chiusura la regione. Anche in Trentino, il Ministro Boccia impugna l’ordinanza e dice di volerla rigettare, ma la decisione e l’accanimento non ha certamente lo stesso rilievo di quella avuta in Calabria. La logica è conseguenziale all’azione, il differente colore politico della Santelli, governatrice della Calabria, posizionata sul partito di Berlusconi – Forza italia –  rappresentante della destra nazionale, va nettamente in conflitto con la sinistra del partito democratico e del movimento cinque stelle. Ancora ricordo in aula le bagarre contro Berlusconi di Beppe Grillo! Quindi è normale che, il Ministro Boccia appartenente al Partito Democratico, abbassi la testa al volere dei cinque stelle. E nonostante Berlusconi stia dando esempio di comportamento legittimo evitando polemiche e guerre tra partiti e cercando di evitare una crisi di governo, la maggioranza continua l’atteggiamento poco rispettoso nei confronti del popolo calabrese, che ad oggi, combatte il virus senza niente, rimediando tamponi da altre regioni, uguale discorso è fatto per le introvabili mascherine nonostante la Farnesina ha assicurato in termini di scorte e reperibilità, così la fornitura da parte della protezione civile agli ospedali, ricordando che in Calabria le strutture ospedaliere sono cadenti per via di una sanità posta all’estremo dalla cattiva amministrazione.

Ma il governo, imperterrito nella sua forza come un generale ai tempi del dominio austro ungarico, fa capire che il suddito deve abbassare la testa! Prosegue, alza lo scudo e punisce i calabresi dal carattere ribelle, chiudendoli nel loro recinto senza niente, così che non possano muoversi e stare zitti! Ma caro governo, amar per te sappi che troverai sempre un calabrese che ti aiuta se lo rispetti, ma non troverai mai un calabrese che abbassa la testa come l’asino perchè ti piace! 

E’ notizia di ieri, 11 Maggio, che a Cosenza, davanti la prefettura, alcuni manifestanti si sono scontrati con la Polizia. La loro richiesta è: voler parlare con il prefetto delle condizioni economiche disagiate in cui riversano i lavoratori, sopratutto coloro che lavorano in nero, perchè caro diario, mentre il nord riapre in linea legale, e mentre si pensa a mettere in regola gli immigrati, la calabria fà  i conti con il tasso di disoccupazione alto, che porta l’operaio ad accontentarsi di qualunque offerta di lavoro, fà i conti con la malavita presente, fà i conti con lo stato che, non curante, chiude il sud per coprire i suoi affari. L’incongruenza degli aiuti economici del governo centrale e il balletto delle ordinanze, fermentano e mettono in dissidio continuo la popolazione! Ecco che i manifestanti, davanti la prefettura, portano con loro il simbolo di cassette vuote, per gridare che: non hanno più soldi per fare la spesa e le casse sono vuote. Nonostante ciò, il governo, continua a chiudere la Calabria, non per un fine di espansione ma per un atto di autorità! 

E’ nota l’affermazione del magistrato Gratteri di sollecitare gli aiuti alla calabria:

Per un capo mafia dare 100 o 200 euro è come per noi pagarne 5. Verrà visto come un benefattore, uno che arriva sempre prima dello Stato. E quando si tratterà di dare una riposta, quell’intera famiglia che ha ricevuto semplicemente 200 euro se ne ricorderà e voterà per il candidato prescelto dal capomafia 

Nel frattempo, la disperazione di chi ha perso i propri cari è ancora forte, ma il cinismo del nostro governo non si arresta al pianto, non c’è tempo, arriva il conto della fattura da saldare dei corpi cremati, delle urne, del trasporto delle salme con i carri armati. Ancora lo sento lo strisciare nel silenzio buio di quegli enormi carri. Tutto a spese del cittadino che ha visto andar via i propri cari senza poter dire addio, né laico né Cattolico o di altro credo. Cimiteri chiusi, loculi indisponibili. Il fiume di morte ha la stessa forma della rosa dei venti, per ogni punta a queste anime non è concesso nulla, solo spirare ed essere portati via dalla corrente. Il gesto di recapitare la fattura, a chi ancor medita la perdita e a chi ancor non comprende cosa accade, caro diario, è la cosa più schifosa, infida e malamente intenta alle intenzioni che uno Stato può fare al cittadino! Senza neppure sapere se quella fattura si è in grado di poterla pagare, senza sapere se e come si sta vivendo la tristezza, senza sapere cosa il covid-19 ti ha lasciato e cosa tu Governo hai tolto! Bestie da macello!

Vergogna!  Il popolo lotta tra mille difficoltà stentando la fame! Gli aiuti non esistono se non limitatamente alle poche capacità di organizzazione burocratiche di uno stato assente.

Si muove tutto intorno a decreti. 

Non esiste un punto di riferimento stabile, traspare chiaro che, chi fa da portavoce, è il frutto della mente di coloro che, per anni, hanno aspettato la debolezza del voto per lo sprezzante risentimento degli anni vissuti dietro le poltrone a gridare e ora rendono succubi gli italiani di quella satira velenosa.

Ma nonostante le lacrime e gli stenti, come volessero nuovamente aver voce, appaiono dal passato alcuni uomini di giustizia che ormai non ci sono più, quasi a risvegliare gli animi assopiti e stanchi di ciascuno di noi, come se volessero dirci “Svegliatevi perchè abbiamo bisogno di voi”!

Devi sapere, caro diario che, quando hai una carica importante e ti viene tolta o hai paura di perderla, cerchi di evitare, facendo tutto il possibile. Se hai lavorato onestamente non hai nulla da perdere, ma se nel tuo percorso ciò fosse il contrario, le conseguenze porterebbero a gesti pochi compiuti e irreparabili. Solo se hai l’onesta, la dignità e il coraggio, puoi portare avanti le tue idee. Solo se non hai paura e non vendi le tue idee al sistema puoi essere parte di una “giustizia”. 

Dap e Boss

Scandaloso in questo momento l’uscita dalle carceri di detenuti che scontano la pena con il 41 Bis. L’assoluto isolamento carcerario, non potrebbe mai portare alla contaminazione del virus. Eppure sono stati liberati!

Ora perchè si capisca cosa stia accadendo e in funzione del fatto che il cittadino deve essere informato e sopratutto istruito, cercherò caro diario di ripeterti le lezioni che ascoltavo all’università di diritto costituzionale. Si hai ragione! Mi mettevano un gran sonno! Ma questa vicenda anziché rendere statica la scrittura tra soggetti giuridici e organi costituzionali, mi permette di vederli in movimento come fossero soggetti inventati in uno scritto! Quindi ora ti racconto l’intrigo di palazzo tra le stelle!

C’ è da dire che, in Italia la Costituzione prevede il principio di separazione di poteri:

  • Legislativo: Parlamento;
  • Esecutivo:  Governo – Ministeri-  Ministero della giustizia;
  • Giudiziario: Magistratura –  Consiglio superiore della magistratura

(E’ scontato che la menzione ai poteri, è la sintesi dei soggetti coinvolti dal punto di vista di persone giuridiche, rispetto il caso di cui ti sto parlando).

Sono poteri che tra loro non si possono incrociare, non possono intervenire nelle decisioni, ma possono coordinarsi. In casi di necessità, esempio come questo, il potere legislativo si incontra con il potere esecutivo tramite i decreti legge, legiferando. 

In questa vicenda i protagonisti sono: Il Ministro della giustizia che fà parte del potere esecutivo; il Consiglio superiore della magistratura, i magistrati che fanno parte al potere giudiziario.

La scarcerazione dei boss, è decisione autonoma del potere giudiziario, in cui è presente il Consiglio superiore della magistratura. Esso non può essere né imposto, né sottoposto al potere esecutivo, che ha il compito, attraverso il Ministero della giustizia di coordinare l’uscita dalle carceri. Solo in caso di necessità urgente il Ministro della giustizia può intervenire!

Il Ministero di giustizia è composto da quattro dipartimenti, uno dei quali ha il nome di DAP, dipartimento di polizia penitenziaria. Esso è suddiviso in Direzioni generali, per il caso specifico la tutela è posta alla Direzione generale del trattamento dei detenuti, con il compito della assegnazione e trasferimento dei detenuti. Particolare attenzione è posta ai detenuti che scontano il carcere con l’articolo 41 Bis, il massimo carcere rigoroso che un detenuto può avere. Il 41 Bis è stato fortemente voluto dal magistrato Falcone per evitare che i mafiosi avessero contatti o potessero inviare messaggi all’esterno e inquinare i processi, come successe in diversi casi.  

Dopo le stragi di Capaci: 23 maggio 1992 in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la scorta; la strage di Via d’Amelio, il 19 luglio 1992 in cui venne ucciso Paolo Borsellino insieme alla scorta; il 41-bis si inasprì ancora di più grazie al decreto antimafia – legge 8 giugno 1992, n. 306 voluto fortemente dall’allora Ministro della giustizia Claudio Martelli e il Ministro degli interni Vincenzo Scotti. Il decreto fù convertito in legge il 7 agosto 1992, n. 356. Il 41 Bis. Da questo momento i detenuti non possono avere alcun contatto con l’esterno, qualora lo avessero sono strettamente controllati, posti a distanza in modo che gli agenti di polizia penitenziaria possano controllare, debitamente registrati da telecamere di controllo. Non hanno contatti con altri detenuti, l’ora d’aria è breve e sola, in cella sono da soli.

“Soli”, una parola caro diario che fà riflettere. Se non erro il virus lo prendi se vieni a contatto con le persone, ma se sei da solo non lo prendi e allora tutti questi boss a che servivano fuori? 

E’ previsto nel contenuto della legge che: “In casi eccezionali di rivolta o di altre gravi situazioni di emergenza, il Ministro della giustizia ha facoltà di sospendere nell’istituto interessato o in parte di esso l’applicazione delle normali regole di trattamento dei detenuti e degli internati. La sospensione deve essere motivata dalla necessità di ripristinare l’ordine e la sicurezza e ha la durata strettamente necessaria al conseguimento del fine suddetto”.

E’ così è stato durante la rivolata delle carceri, per paura della contaminazione del virus già diffuso all’interno tra gli agenti di polizia penitenziaria. L’assenza di ospedali destinati ai carcerati ha prodotto il panico, la rivolta e l’evasione. Ma questo in regime di detenzione normale, non di isolamento con il 41 bis. 

Fatto sta che questa cosa di liberare i detenuti con il 41 bis, non è piaciuta neppure ad uno dei pentiti che ha collaborato con i giudici Falcone e Borsellino, aiutandolo a scavare tra le ombre della trattativa stato – mafia. I pentiti nascono dall’idea non di liberarsi del carcere, ma di poter essere da giustizia agli errori commessi e che si commetteranno. Dopo un pò di tempo, ai vertici se ne dimenticano, pensando che ormai i morti sono morti, ma il sussulto del coraggio e l’eredità lasciata dai giudici li riportano in vita, questa volta con la

dichiarazione del collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo ex mafioso di Cosa nostra con 22 omicidi alle spalle:

Le scarcerazioni dei boss mafiosi “fanno parte della trattativa tra Stato e mafia. E’ stata la prima cosa che ho pensato quando ho letto delle scarcerazioni dei boss. Cioè, che ci potevano essere ancora quei patti anche se fatti in ritardo. Basti pensare a quello che sta facendo Giuseppe Graviano dal carcere. Lancia segnali con le sue dichiarazioni nel processo di Reggio Calabria. Prima non sarebbe stato immaginabile. Fa tutto parte della stessa strategia, la trattativa tra Stato e mafia non è mai finita. Vedrete. Lo Stato ha perso, ma non adesso. Ha perso tempo fa, quando ha avviato la trattativa con Cosa nostra che continua tuttora, la nomina di Nino Di Matteo a capo del Dap è saltata per questo motivo. Ha fatto moltissimo contro la mafia e al Dap avrebbe potuto fare danni ai boss.

Parole che risuonano e che vengono echeggiate durante una trasmissione televisiva “Non è l’Arena”, il magistrato Di Matteo nel corso di una telefonata di chiarimento sulla vicenda della mancata nomina a Dap, si scontra con il Ministro della giustizia Bonafede che rigetta le sue dichiarazioni!

Di Matteo dichiara:

 Il 18 giugno 2018 Bonafede mi chiamò al telefono. Mi pose un’alternativa: andare a dirigere il Dap oppure prendere il posto di capo degli Affari penali. Aggiunse che dovevo decidere subito perché mercoledì ci sarebbe stato l’ultimo plenum utile del Csm per presentare la richiesta di fuori ruolo. Richiesta che era urgente per il Dap, ma non lo era per la direzione degli Affari penali. Gli dissi che sarei stato a Roma il giorno dopo e mi sarei recato da lui al ministero. Bonafede chiuse il telefono dicendomi – scelga lei –  Il giorno seguente, mi sedetti davanti a Bonafede e gli dissi che accettavo il posto di capo del Dap. Lui però, a quel punto, replicò che aveva già scelto Basentini, mi chiese se lo conoscessi e lo apprezzassi. Risposi di no, che non lo avevo mai incontrato. Bonafede insistette sugli Affari penali, parlò di moral suasion con la collega Donati perché accettasse un trasferimento. Non dissi subito no, ma manifestai perplessità. Siamo a giugno, disse Bonafede, lei mi manda il curriculum, a settembre sblocchiamo la situazione. Il giorno tornai dal Ministro Bonafede e gli comunicai che a queste condizioni non era più disponibile. Gli dissi di non tenermi più presente per alcun incarico, lui ribatte che per gli Affari penali non c’è dissenso o mancato gradimento che tenga. Una frase che, se riferita al Dap, mi fece pensare. Di Matteo racconta ancora che dopo le elezioni alcuni giornali scrissero che c’era un’ipotesi di una mia nomina al Dap. Mi chiamarono da Roma dei colleghi per dirmi che c’era una cosa molto brutta che mi riguardava. In più penitenziari, per esempio all’Aquila, boss di rango avevano gridato: dobbiamo metterci a rapporto col magistrato di sorveglianza per protestare contro questa eventualità. Subito dopo 52 o 57 detenuti al 41 bis, avevano chiesto di conferire. A quel punto era stata fatta un’informativa diretta a più uffici di procura e al Dap. Il ministro fù informato. Pensai allora, e ho sempre pensato, di essere stato trattato in modo non consono per la mia dignità professionale. Del comportamento di Bonafede mi turbò il fatto che dal ministro arrivò prima una proposta, poi un’altra. Da allora mi sono sempre chiesto cos’era accaduto nel frattempo. Se, e da dove, fosse giunta un’indicazione negativa, magari uno stop degli alleati o da altri, questo io non posso saperlo. 

A queste affermazione il Ministro Bonafede chiama in trasmissione e replica:

Ero convinto che il progetto fosse completo, ma Di Matteo mi chiamò e mi chiese di vedermi il giorno dopo. Ero convinto che volesse entrare nel merito del progetto. Ma tornò e disse che non era più disponibile, perché preferiva il Dap. Lo appresi con sorpresa, ma gli dissi  che avevo già inviato al Csm la richiesta di fuori ruolo per Basentini. Gli spiegai anche chi fosse Basentini. Un magistrato alla quinta valutazione di professionalità di cui la procura nazionale antimafia diceva che aveva saputo far fronte alla mole di lavoro per l’esperienza maturata proprio sulla mafia. Ovviamente  nessuno vieta a Di Matteo di non condividere mia scelta. Le cosiddette esternazioni dei boss in cella riportate in un rapporto del Gom, la struttura che ha al vertice il generale Mauro D’Amico e che monitora il comportamento dei detenuti ristretti al 41 bis. Non si tratta di intercettazioni vere e proprie ma di scambi di messaggi tra i detenuti raccolti dagli agenti. Quelle esternazione dei boss erano note dal 9 giugno, quindi prima della telefonata, nella quale lo stesso Di Matteo mi parlò delle frasi dei boss. Tant’è che lo stesso Di Matteo ha chiarito a Repubblica che il ministro era informato della questione. Non vi fu alcuna interferenza né diretta, né indiretta sul Dap. Quindi tanto meno quella dei mafiosi.

Ed è così che, tornano come fossero tra noi da sempre i magistrati Falcone e Borsellino, aleggia l’aria dei complotti passati che hanno oscurato l’attività dei magistrati durante le loro inchieste. Tanti particolari non detti, tante verità nascoste, tanti documenti che tutt’oggi si cerca di portare alla luce della trattativa tra Stato e Cosa nostra. La presenza dei giudici e di tutti coloro che hanno perso la vita per dare luce ad una nuova giustizia non finirà mai. Hanno lasciato l’immensa eredità di voler continuare ciò che loro non hanno potuto fare. 

Caro diario, mi vengono in mente quei momenti in cui l’esercito italiano fù mandato in Sicilia nel 1992, con l’operazione dei “Vespri siciliani” vennero catturati diversi esponenti della Mafia e si ebbe la consapevolezza che nello stato c’è la mafia.

Oggi nonostante il virus dilaghi, l’effimera pretesa di Icaro di volare in alto per arrivare al sole lo porta a morire. Così sono quelle persone che per una voglia suprema di essere sopra le parti perdono il controllo e non sanno gestire. Le due figure coinvolte in questa vicenda dovrebbero essere indagate rispetto alle affermazioni date. Sopratutto si dovrebbe comprendere perchè vi sia stata una tale libertà di intenti a scarcerare chi ha seminato terrore, chi ha ucciso senza scrupolo, chi ha sottomesso l’italia alla paura! 400 boss fuori carcere con il 41 bis, l’unica nazione al mondo che fà uscire i criminali dal carcere!

Ormai lo sbaglio è fatto e come dice in una dichiarazione il collaboratore di giustizia ed ex killer di Cosa nostra, Pasquale Di Filippo, 

I boss di Palermo hanno di sicuro festeggiato per quelle scarcerazioni, so come ragionano, sono stato anche io un mafioso. Hanno festeggiato per la disorganizzazione dell’antimafia. Dopo le stragi Falcone e Borsellino, lo Stato si è messo a fare seriamente la lotta alla mafia, i boss lo sanno. E neanche loro si aspettavano tanta disorganizzazione e confusione. Ma quando hanno capito che una grande maglia si era aperta, ne hanno approfittato subito, con decine, centinaia di istanze. Ne è venuto fuori un disastro, che non fa certo onore a chi è morto per mettere in carcere tutti quei mafiosi. Intanto, le richieste di scarcerazione continuano ad aumentare. Certo, non sarebbe dovuto accadere. Perché Cosa nostra vive anche di segnali. E questo è stato davvero brutto. Davanti ai mafiosi non si indietreggia, mai. Altrimenti ti fregano, un’altra volta.

Il ministro Bonafede viene sfiduciato dal centro destra. Le motivazioni della sfiducia: la vicenda Di Matteo, la rivolta nelle carceri, la scarcerazioni di decine di detenuti, tra cui numerosi boss della criminalità, legate all’emergenza coronavirus.

Si apre il capitolo di un nuovo decreto per le scarcerazioni:

La settimana scorsa abbiamo approvato un decreto che rende obbligatoria la richiesta del parere della direzione nazionale e delle direzioni distrettuali antimafia e antiterrorismo, prima di assegnare la detenzione domiciliare, e, stando ai dati di questa prima settimana, sta già dando i suoi frutti: abbiamo fermato l’emorragia. Oggi chiudiamo il cerchio. 

Il Ministro della giustizia

Caro diario, mi ritrovo di nuovo come tanti anni fà, quando avevamo paura che lo spettro della mafia potesse essere ovunque. E’ ritornato! Quando lo stato vacilla, la mafia lo sostituisce.

E seppur tutta la vicenda sembrano il racconto di uno scritto, è purtroppo la realtà dei contorti giochi di palazzo.

Ecco questo è ciò che sta accadendo nella grande confusione del virus. Sembra quasi che tutta questa fase sia un modo per poter far uscire il meglio o il peggio.

Certo è, che questo paese in cui vivo, anziché andar avanti e pensare a Ri- strutturare sta tornando indietro.

Nel frattempo ti annuncio che a breve ci sarà l’uscita di un nuovo numero di decreto. Sembro quando vado in cartoleria a chiedere: Signora, ha il nuovo numero del giornalino?

A presto e che Dio ce la mandi buona.

Apri e Chiudi - Dap e Boss - Diario di una quarantena

La talpa e il 4 Maggio - Diario di una quarantena

La talpa e il 4 Maggio – Diario di una quarantena

La talpa e il 4 Maggio – Diario di una quarantena

Ciao Diario di una quarantena, meno sei alla: ” Riapertura del Tessuto socio economico Italiano”. A questo proposito, di “Italiano”, c’è ben poco.

Ricordi, l’ho scritto nei giorni passati, la ripresa o riapertura avrebbe portato differenze già ampiamente consolidate, ancora più forti tra nord e sud Italia, ma non per colpa degli italiani, popolo all’arrembaggio, ma per la politica che ci sta “manovrando”, cercando di stordirci.

Il governo, fà ripartire la forza lavoro dal 4 Maggio: le fabbriche, il commercio all’ingrosso, successivamente il commercio al dettaglio.

Le condizioni economiche proposte dal nuovo decreto, sono poco favorevoli per garantire la copertura dei costi a cui dovrà far fronte il piccolo, medio e grande imprenditore. Molti di essi si pongono davanti un bilancio spesa negativo, pensando già ad abbassare definitivamente le serrande delle proprie attività. Si aggiunge che, alcune categorie, apriranno solo il primo giugno. Questo lungo periodo di chiusura forzata, non è garantito da ammortizzatori sociali tali, da non morire di fame. Le banche non si fidano della garanzia posta dal governo, probabilmente perchè non hanno fiducia di esso. La Banca, nasce come strumento di utilizzo del contante o del mercato finanziario, non come ente di beneficenza. Dichiarazione e invito del presidente Conte alle banche – “Le banche facciano un’atto d’amore” –  Se io cittadino vado a chiedere una somma anche irrisoria, la banca necessita delle garanzie, cospicue e ben consolidate. Le garanzie consolidate, da che letteratura si voglia risalire, sono funzione di certezze effettive sul mercato, non sono rappresentate dal governo che baratta gli aiuti finanziari con la commissione europea cercando un concordato ancora da definirsi! A conti fatti per gli italiani una certezza dal governo viene sicuramente chiarita durante la conferenza stampa che annuncia il nuovo dpcm: bisogna risanare il deficit pubblico, che continua a crescere, mentre il prodotto interno lordo decresce. In sintesi dal governo c’è l’incarico di assunzione di responsabilità al cittadino, di: alzarsi la mattina, andare a lavorare e non ammalarsi. Qualora la curva epidemica dovesse risalire nella zona in cui risiedi: il “rubinetto si chiude” e tu resti a serrande abbassate. Quindi se vuoi bene ai tuoi sacrifici , se vuoi mangiare, devi andare a lavorare, inquadrato come un soldato a testa bassa, produrre per il deficit, pagarti i prestiti e rischiare di perdere tutto! Questa è la fase 2, quella che ci vede in fila al banco dei pegni, quella in cui si vende ciò che è costoso per racimolare qualche soldo. Da lì a breve, come è stato in passato, riapriranno le catene dei vendi e compro oro. Insomma siamo ritornati indietro!

Si aggiunge, nel futuro più presente, l’attesa risposta della commissione europea, alle condizioni del nuovo “Recovery fund”, che andrà a incastrarsi, con altri meccanismi salva stati, già presenti, (MES) e che porterà ulteriori cambiamenti a livello globale. Garantiscono che, questi soldi, non abbiano interessi da restituire. Ancora devo trovare un libro di economia e giuro lo sto cercando, o una persona, che presta soldi gratis, neppure al tempo del baratto! Non mi sembra in Cina si elargisce moneta gratis, lo scrivo perchè, questo governo, ama tantissimo i consigli del regime cinese e cerca di portarli in Italia, ma non ha capito che anche in questo momento in cui io e tanti come me scrivono: E’ ESPRESSIONE LIBERA DEL PENSIERO! CHE NON MI TOGLI NEPPURE CON LA PAURA DEI MANGANELLI!

Nel frattempo l’esecutivo, formato dai cinque stelle, o quattro? Dipende da quanti ne resteranno, unito al partito che rappresenta i democratici di sinistra, ha dimenticato, scrivendo il decreto, di guardare a testa in giù l’Italia formata da piccole attività imprenditoriali: negozi, bar, piccole aziende locali che per decreto, riapriranno a data lungo termine. L’esecutivo, con l’attento comitato tecnico, mentre analizzava e scriveva,  avrebbe dovuto distinguere le aperture territoriali nazionali, suddividendole per regioni, secondo il fabbisogno interno regionale, avrebbe potuto lasciare in mano le competenze alle regioni e comuni, risparmiando tempo e dando maggiore certezza agli imprenditori. Dai su non è difficile capire che, se tu stato garantisci me economicamente, io imprenditore produco a te stato, mi pago il deficit pubblico e ti garantisco occupazione! Questo governo è partito al contrario, io stato racimolo soldi per via delle banche, che li presta a te imprenditore che metterai in moto la produttività, garantendo la forza lavoro. Il popolo sarà comunque assicurato da una parte di ammortizzatori sociali, la cassa integrazione, di cui ancora nessuno ha visto nulla, non si sa dove sia! Ho preso in mano i miei libri di economia politica e scienze delle finanze e sinceramente si arriva al settore bancario quando le banche sono sottomesse allo stato e devono agire in funzione di esso! Ma qui non ricordo bene, siamo in Italia? Quello stato che sta facendo nascere istituti finanziari che fungono da banche? Quelle che vediamo passare in pubblicità eti propongono la carta senza conto? Non ricordo ci sia una banca sottomessa allo stato, o meglio, se vogliamo mettere nel calderone tutto, potremmo infilarci la banca d’italia, e allora perchè non stampare moneta per far ripartire l’Italia e sfamare il popolo? No non si può, c’è l’Europa e poi non sapremmo come ripagare questo flusso di moneta in più, considerando che fino al 2000 avevamo la LIRA moneta italiana, mentre ora dobbiamo inchinarci all’Euro e i suoi trattati! Questo Stato Italiano è il porto di tutti, non esiste più una politica interna al territorio!

In data 27 Aprile, il Presidente Conte afferma ai giornalisti, recandosi in visita a Milano, che il decreto è nato per essere la linea guida al paese, Verrà comunque adeguato in termini di competenze territoriali,  in modo da dare la gestione alle regioni e si adatti alle realtà territoriali secondo la diffusione del virus! Afferma che:

Questo governo non cerca consensi, questo governo cerca di fare le cose giuste e continuerà a fare le cose giuste, anche se questo dovesse scontentare il gran numero dei cittadini. Però i cittadini devono avere fiducia sul fatto che le nostro decisioni, sono decisioni responsabili nell’interesse generale collettivo di tutti.”

Ci ritroviamo allora che, in data 27 aprile 2020, qualora la curva di contagio salga, il governo provvederà a “Chiudere i rubinetti”, alle zone interessate.

Si è dimenticato di aggiungere Conte, che è contemplato anche lo sbarco di immigrati dalle coste siciliane, alle coste calabresi.

Ora, io non ho nulla contro queste persone immigrate, né ho una mentalità di non volerli in Italia, ho fatto l’abitudine a capire che, se voglio incontrare un italiano, devo andare in America, ma in questo momento di pandemia, in cui il virus in Africa è incontrollabile a causa della totale mancanza igenico sanitaria, secondo il Presidente del consiglio Conte e il partito democratico che appoggia i porti aperti e secondo la commissione sanitaria, cosa portano gli immigrati? Salute e benessere tra i posti incantati delle meraviglie del deserto?

E’ naturale che, all’indomani della notizia del possibile sbarco di 50 immigrati in calabria, la reazione della Presidente di regione Jole Santelli, e del popolo calabrese, sia stata quella di chiedere al governo di assumersi la responsabilità degli immigrati. In questo momento il governo, vede il sud Italia, in particolare calabria e sicilia, come il luogo dove continuare a parcheggiare i propri errori, contribuendo ad accendere gli animi dei cittadini italiani tra discussione il cui tema è:” l’inferiorità ” della gente del sud. Distoglierli dall’aspetto principale di divisione interna che crea il governo tra: occupazione al nord e povertà al sud.

Uno stato consapevole, atto a voler bene all’intero territorio e all’unità d’Italia, è uno stato che lotta senza distinzioni di massa, per far vivere il proprio popolo.

Quindi, caro diario, non ci spaventiamo se in questo momento la povertà è come il tunnel scavato dalla talpa. La talpa riesce metodicamente a dare forma al tunnel in modo perfetto, farà in modo che la terra sovrastante non gli possa cadere addosso per non morire schiacciata. La talpa, la luce non la vede! Ma sente! Ecco, in questo momento, la povertà è come la talpa, scava tra la gente formando un tunnel, cerca di non far vedere la luce, saremo noi con la nostra forza a voler sentire!

Accontentare il popolo alla povertà, attraverso ammortizzatori sociali incompiuti, privi di ogni aspettativa alle esigenze dignitose della vita, vuol dire approfittare di un popolo sottomesso! Che non vuole la guerra, magari perchè sente ancora sulla pelle il racconto di chi l’ha vissuta, quelli che sono rimasti! 

Imperterrito, il bello delle donne, oggi frutto della fantasia di molte, annuncia nel decreto l’incoerenza totale: la riapertura a chi vuol rientrare a casa dei fuori residenti con comprovato motivo, fregandosene o omettendo le ordinanze di divieto di spostamento interregionale.

Peccato non averti avuto davanti, perchè ti avrei voluto dire Presidente: che lo metti a fare nel decreto il chiarimento al futuro esodo? Basta che il tuo ufficio stampa faccia uscire la notizia!

Così come è stato i primi di marzo al primo esodo. Continuato a fine marzo, al secondo esodo, in cui si è verificato il blocco a Villa San Giovanni, per ben 72 ore. I sindaci delle due sponde hanno cercato inutilmente di fermare l’esodo,  mentre veniva chiesto l’intervento dell’ esecutivo. Avete risposto dopo 72 ore che: si poteva entrare in regione solo per comprovati motivi come da dpcm! Una risposta senza alcun senso rispetto alla necessità di non far passare gente che avrebbe aumentato il rischio di contaminazione. I controlli sulle autostrade, agli imbarchi o alle stazioni, non sono stati efficienti da bloccare macchine e persone. Nel frattempo la gente e il virus si sono insediati in calabria, hanno sbarcato in Sicilia e le curve di contagio sono aumentate! Mettendo in pericolo due regione la cui sanità non esiste! E’ latente, per mancanza negli anni dello Stato sul territorio, permettendo così che la malavita si potesse ancor di più ramificare e dando vita alla mattanza di uomini illustri di legge della nostra patria! Giusto per ricordare!

Ma questo caro diario, il bello delle donne non se l’è neppure ricordato! Da capitano dell’armata delle forze reali ha alzato la spada e ha indetto il lascia passare. La reazione della presidente della Calabria e i cittadini si è fatta sentire, ma vedi è consono secondo me rammentare una parte di cantico di Dante Alighieri che fà intendere molto sulla reazione non curante dell’esecutivo alla lamentela del popolo: ” Non ragioniam di loro, ma guarda e passa”.

Quindi, caro diario aspettiamo il 4 maggio insieme alla talpa, sperando che la divisione economica e sociale che il governo sta creando non divida completamente l’Italia. 

I teatrini successi in questi giorni di gente che va in televisione offendendo il sud e il sud rispondendo con dignità, non sono certo scatenati dal pazzo popolo italiano, o da crisi isteriche di giornalisti il cui ego fà della televisione una fonte di comunicazione. Ma sono state create dalla storia passata e presente dei governi che hanno disseminato differenze.

A questi giornalisti “mattatori di odiens”, si potrebbe ricordare che: il giornalismo è fatto di frasi compiute su carta stampata che profuma di informazione vera! Non di talk show o da dirette facebook!

Lottiamo per un obiettivo, uscire dal tunnel della talpa.

Riprendiamoci l’italia, non a testa bassa. Non dobbiamo avere paura, qualunque forma di comunicazione lecita è fonte di ribellione all’oppressione! Formiamo un Italia libera!

«Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.»

L’illustre sommo poeta Dante Alighieri

A presto.

Diario di una quarantena

Il filo e la Tela del ragno tra nord e sud – Diario di una quarantena

Il filo e la Tela del ragno tra nord e sud – Diario di una quarantena

Ciao caro diario di una quarantena, ti racconto: “Il filo e La tela del ragno tra nord e sud”

Posso affermarti con certezza che qualcosa sta cambiando in Italia. Sembra quasi di tendere un filo attaccato al piolo di una sedia per non annodarsi. Lo avvolgi, ed è pronta la bobina per tessere, devi stare solo attento che non lo prenda la tela del ragno.

E’ il filo che, a fine seconda guerra mondiale, periodo di Rinascita per l’Italia, ha attaccato al piolo della sedia la popolazione del mezzogiorno di Italia: aprivano le fabbriche al nord. Al sud il lavoro non c’era, ma non per mancanza di volontà della forza lavoro, ma per uno strano motivo dopo l’unità d’Italia, che ha portato a decidere lo Stato che, il nord si dovesse sviluppare e il sud dovesse indietreggiare ponendosi in un ostro caldo chiamato malavita. Ah beh si, “quella”, si è tessuta come la tela del ragno! Certo, ogni tanto è stata spezzata, dall’ostro caldo, ma non rotta. Il ragno, non ha mai abbandonato la sua tela, né mai è stato schiacciato, né mai gli è stata data la possibilità di far vedere che ogni tanto cambiava luogo.

Il sud quindi partì per il nord. Un nord contornato da immenso verde di cui prendersi cura. Poi, con l’espansione industriale, sorsero quelli che chiamavamo noi del sud ” I caseggiati grandi”.

Ed è così che dopo un pò di anni dal sud, guardavamo arricchirsi le grandi regioni di: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia romagna. Tutto concentrato in un sistema intrecciato che non permetteva alcuna apertura al sud. Certo, lo Stato cercò di aiutare il sud, creando finanche una banca, ma il filo attaccato al piolo ormai era talmente teso che la bobina ruotava sempre avanti e non permetteva di fermarsi.

Fù così che caddero alcuni dei grandi uomini che cercarono di allentare la tensione del filo, uomini di legge che volevano liberare il sud dalla tela del ragno. Gli anni andarono avanti, oggi viviamo la pandemia e il ragno in questo momento è fermo al centro della sua tela, non tesse, ma lascia che la sua tela si tenga da un capo all’altro. L’una maestosa, l’altra sconnessa dall’ostro caldo. Ciascuno di noi sente il libero arbitrio di portare avanti il pensiero che si è diviso tra nord e sud. Un nord che per alcuni ha maturato l’idea del sud così: terroni, trogloditi, ladri, inferiori, persone rancorose e soddisfacenti del fatto che il nord stia soffrendo più del sud a causa del covid-19. Improperi che vengono avvallati quasi quotidianamente da una televisione scissionista che porta ad un divario sempre più alto.

A dire il vero il sud, ha fatto bene a rispondere al nord impettorito, questa volta. Perchè sai caro diario, è nato un movimento anni fà chiamato, Lega nord, che ha iniziato a dividere definitivamente l’Italia. Quindi, se eri del sud e salivi al nord per vacanza, vedevi nelle loro città le bandiere verdi. All’entrata dei ristoranti le scritte: “Non si accettano meridionali”, ancora tutt’oggi, chi deve affittare casa ad un meridionale, dice di no, perchè non si fida di chi sia o di che famiglia provenga! Ad avallare ancora di più la discriminazione è lo stato, creando le differenze di espansione economica e sociale in un paese fondato sull’unità nazionale.

Arriviamo ad oggi, il sud viene nuovamente offeso da un giornalista durante una trasmissione televisiva di una rete ammiraglia privata. Viene chiamato “inferiore”. Voglio essere chiara e specificare perchè non menziono nomi e cognomi; sei talmente prezioso caro diario e ti prendi cura di ascoltare il mio pensiero che, non voglio imbrattarti inserendo nomi superflui alla mia crescita personale e alla mia assidua battaglia alla libertà del sud Italia. Quindi menzionerò solo i fatti accaduti.

Ricevute le offese, il mezzogiorno si difende. Ti assicuro che, dal tempo della nascita della Lega da cui il sud subì un accanimento passivo, arriva dallo stesso una risposta forte e chiara da parte delle istituzioni.

La presidente della regione Calabria Jole Santelli scrive:

L’attacco mediatico subito in queste ore dalla Calabria e dall’intero Mezzogiorno è intollerabile, tanto più in questo momento storico in cui l’unità nazionale è valore imprescindibile.

Mi rammarica molto ascoltare stupide affermazioni campanilistiche che sbeffeggiano il popolo meridionale. Sono da sempre a difesa della mia gente, della mia terra e non permetto a nessuno di denigrarla con leggerezza e cattiveria. La verità è che questa pandemia è sicuramente servita ad abbattere lo stereotipo del calabrese incurante delle regole e del bene comune.

Dico questo perché la Calabria, i calabresi hanno saputo dare buona prova di sé e da un evento fortemente negativo usciamo rafforzati e ci sentiamo di essere esempio positivo in quanto a rispetto delle regole. Nessun complesso di inferiorità quindi, tanto meno nella gestione di questa emergenza sanitaria affrontata con grande dignità.

Abbiamo offerto il nostro aiuto al Nord ad inizio pandemia, ci siamo offerti per curare i loro pazienti e l’abbiamo fatto con grande affetto e professionalità. La nostra grande essenza la si trova proprio in queste occasioni in cui dimostriamo la vera grandezza di un popolo che merita e chiede rispetto, oggi più che mai. Viva il Sud, viva il Nord, viva l’Italia unita, coraggiosa e solidale.

L’articolo The New York times:

riconosce l’encomiabile lavoro svolto dalle istituzioni calabresi  e dal popolo calabrese che ha saputo rispettare le regole e contenere l’epidemia che avrebbe portato la morte di tante persone per via del divario dell’efficienza delle strutture sanitarie tra nord e sud e della diversità d’intervento da parte dello stato italiano tra i due opposti della nazione, l’una assistita, l’altra che lotta il virus e la fame.

Di  

Per l’Italia meridionale, il Coronavirus diventa una guerra su 2 fronti

Mentre affronta le devastazioni del virus, il sud meno sviluppato dell’Italia affronta anche una carneficina economica che non si vede da subito dopo la seconda guerra mondiale, con i poveri che si rivolgono a dispense.

ROMA – Il coronavirus era già un disastro per Meorina Mazza. A marzo, ha ammalato suo fratello, ucciso suo cugino e spinto i funzionari della regione meridionale della Calabria in Italia a mettere in quarantena la sua città costiera di San Lucido.

Ma il blocco l’ha anche tagliata fuori dai suoi turni di lavoro come una mano in cucina e ha reso più difficile fare domanda per il benessere. Ora fa affidamento su donazioni di farina per sfamare le sue figlie, ma non ha ancora soldi per pagare le bollette della luce.

“Siamo davvero diretti verso la totale disperazione”, ha detto la signora Mazza, una madre di due figli di 53 anni.

L’epidemia di coronavirus in Italia, tra le più mortali al mondo con oltre 24.000 morti, è esplosa per la prima volta nel ricco nord del paese , dove ha portato al limite uno dei sistemi sanitari più sofisticati d’Europa. Ma è il sud più povero e meno sviluppato del paese che ha incombuto su tutta la crisi e ha avuto un ruolo di primo piano nella decisione del governo di bloccare tutta l’Italia il mese scorso.

Ora, con il piano del governo italiano di iniziare una riapertura graduale del paese il 4 maggio, alcuni leader del sud rimangono così spaventati dal potenziale del virus di devastare le loro regioni che hanno suggerito che avrebbero bandito i settentrionali se si fossero affrettati a sollevare il blocco .

Gli italiani del sud stanno già combattendo una guerra su due fronti, affrontando sia le furie del virus sia una crescente carneficina economica non vista dal periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale.ù

La diffusa eruzione del virus in Calabria “sarebbe stata una catastrofe”, ha detto Jole Santelli, presidente calabrese, che ha compiuto il drastico passo di chiusura dell’intera regione a marzo, contribuendo a prevenire un disastroso scoppio. Ma il danno economico, ha detto, “sarà enorme”.

Quel bilancio è già evidente, anche se il sud ha generalmente evitato il peggio della pandemia.

I poveri, abituati a cercare posti di lavoro nell’economia informale, sono sempre più dipendenti dalle dispense. Le notizie preoccupanti, se sparse, di disordini sociali hanno perforato la narrativa italiana del sacrificio patriottico. I funzionari temono che il crimine organizzato stia sfruttando la crisi intervenendo come prestatore di prestiti e, in alcuni casi, cibo.

Il senso di appartenenza e la dignità del popolo del sud trova oggi la massima espressione di protesta, alcune edicole decidono di non vendere il quotidiano per cui lavora il giornalista e le libreria restituiscono il testo da egli scritto.

Questa è la forma più dignitosa che l’essere umano può compiere nei confronti di chi sedimenta discriminazione.

Per quanto riguarda la e le trasmissioni che ospitano campagne e persone che fomentano divisioni dell’unità d’Italia, bisognerebbe chiuderle o se non si vuole intaccare la libera espressione, porli nella condizione acculturata di sapersi relazionare con il pubblico appartenente tutto alla stessa nazione. Da parte mia l’invito alla popolazione nord e sud di evitare di guardare spettacoli che anche a me hanno in un primo momento indotto a pensare che si potesse parlare con la voce del popolo. In realtà è stato teso lo specchietto alle allodole dai saltimbanco.

Io nel mio cammino ho subito molto la discriminazione inter territoriale, decidendo sempre di tendere quel filo dalla parte opposta e fare in modo che la tela del ragno tra nord e sud sia tolta.

Continua la mia lotta che, ad oggi, in pandemia trova questo scritto, che non dimenticherò mai, mentre esprimevo il mio pensiero all’esodo provocato dal governo nella diffusione dei contenuti del decreto del 17 marzo, in cui si annunciava una prima chiusura di scuole e aziende.

«Ridicola chi è scappato non è certo quello che ha la seconda casa ma i figli vostri rincoglioniti! E voi pure a proteggerli! Idioti che non siete altro. Siete senza cervello e spina dorsale. E lamentatevi che vi prendete il virus. Non fate altro che lamentarvi».

L’animo della gente del sud si è svegliata, il virus ha restituito quella parte di coraggio che avevamo allentato. E per coloro che pensano che siamo inferiori, ogni giorno dimostriamo in tutti campi che, quando arriva una mente del sud, il nord la prende come fosse l’ultimo pezzo di un puzzle, il più importante.

Caro nord sei bello con i tuoi riflessi rosa, ma ricorda che l’ostro caldo è fonte della tua ricchezza. E’ per questo che l’Italia è unita.

Ricordati caro diario di quando ti ho raccontato quella parte  di Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020 – L’esodo al sud del nord – Avevamo capito che già sarebbe successo qualcosa in più. Oggi 23 Aprile aspettiamo la che il Presidente del Consiglio Italiano faccia onore alla nostra bandiera al Consiglio Europeo La spesa in lockdown – Le tenebre del Mes – Diario di una quarantena

Il grande Maestro Camilleri dice:

Bisogna pesare ogni parola che si dice e far cessare questo vento dell’odio, che è veramente atroce e lo si sente palpabile intorno a noi

A presto

Diario di una quarantena

La spesa in lockdown – Le tenebre del Mes – Diario di una quarantena

La spesa in lockdown – Le tenebre del Mes – Diario di una quarantena

LA SPESA IN LOCKDOWN

Ciao Diario di una quarantena. Dopo un mese di lockdown sono uscita per andare a far spesa. Sensazione stranissima. Devi prima ufficiare al rituale uscita in lockdown perchè sei strettamente super visionata dai controlli esterni:

  • Preparo guanti e mascherina, obbligatori in Calabria;
  • Preparo autocertificazione;
  • Mi bardo come se stessi andando a compiere “mission impossible” e il virus non mi deve riconoscere.

Jeans, camicia nera, piumino, scarpe basse sportive nere. Nel vestirmi, non ho cambiato nulla, il nero rimane il mio colore preferito. Mi trucco in viso, un filo di cipria nude, un pò di colore nude sulle  palpebre, contorno l’occhio con matita kajal nera, dipingo le ciglia con il mascara. Tristemente niente rossetto, sporca la mascherina, niente fondotinta e pensare che mesi fà, non era assolutamente concepibile  per me, uscire senza fondotinta. Tutto dev’essere semplice, pratico, veloce, devo stare attenta che ciò che mi circonda, non deve entrare a contatto con le persone, dev’essere lavabile, o usa e getta. Ormai dopo un mese che resto a casa, sono “abituata” al mio mondo, ovattato dai profumi e abitudini; questo nuovo modo di uscire e  di imporre a me stessa una serie di inclusioni al mio status per via di forze esterne, mi dà fastidio, è una presenza forzata alla libertà individuale. E’ come se avessi un gendarme alla porta che ti aspetta e ti controlla. Riesco in me stessa a passare l’uscio di casa, esco dal portone, il sole è tiepido,  batte sulla scocca dell’auto dando la rifrazione a specchio. Finalmente, caro Diario, sono in auto. Io vivo la maggior parte della giornata con la mia “Principessa”, dalle ore di lavoro, al tempo che dedico per la mia vita Solo guardarla è un’emozione stupenda. Apro lo sportello, mi scontro con il calore che ha riscaldato il cruscotto e la pelle degli interni, mi avvolgono con i loro odore, mi siedo e mi ritorna in mente quella sensazione che ho scelto quando avevo 16 anni, voler guidare per essere libera, indipendente, non è mai cambiata. Inserisco la chiave, collego il cellulare, accendo l’aria per raffreddare l’interno, premo il pulsante di accensione, si avvia un pò goffamente, i giorni di lockdown, anche la mia bella “Principessa”, li sta condividendo con me! La lascio ferma col motore acceso, per ascoltarla, certo non è più come prima, ora devo controllare la voglia di prendere la mia auto ed essere libera di poter raggiungere un posto, un luogo, una persona che desidero vedere, ora accanto, poggiata sul sedile passeggero ho la mascherina e i guanti e ad accompagnarmi l’autocertificazione. Che dirti Diario, ho sentito che, il concetto di libertà, può assumere una caratura più alta, quando viene limitato. Inserisco la marcia e percorro il tragitto piano, ascoltando il rumore delle gomme sull’asfalto che adoro. E’ un fruscio di gomma che si differenzia secondo la strada su cui aderiscono. In lontananza, a sirene spiegate i carabinieri, davanti me altre macchine, ci accostiamo tutte sulla destra, sorpassano quasi volando, in questo periodo la loro vita è cambiata, il rischio è triplicato, chissà dove andavano! Avvicinandomi al centro urbano, uno strano silenzio avvolge, ma non è un silenzio dovuto all’assenza, è un silenzio che comprime l’esistenza del sistema, protagonista assoluta delle abitudini che ci circondano! Ora, siamo in quella fase in cui, dobbiamo capire che, quel continuo modo di fare di un tempo “passato”, ma non lontano, per via della parola “tempo”, è riportato alla parola “passato”. Può essere cambiato da un lento spostamento dell’asse su cui ruotiamo. Prima che il mondo lo comprenda passeranno molte fasi! Ci saranno contrasti, perchè la società vuole nuovamente tutto come prima, poi si accetterà che il nuovo è un’opportunità al presente e solo allora la parola “presente”, farà parte del sistema.

Arrivata al supermercato, prima di scendere dalla macchina, indosso guanti e mascherina per entrare. Prendo il carrello, mi rendo conto che, anche le abitudini di accoglienza al cliente sono variate. C’è un nastro rosso che divide il corridoio in entrata e in uscita, in modo da tenere distanti le persone. Per fortuna non c’è fila all’esterno, quindi entro facilmente. Mi ricordo aver visto in tv le file chilometriche di gente che aspettano distanziate, sono fortunata! Entrando al supermercato, mi sovviene un ricordo abituale che mi lascia attonita, mi aspettavo di vedere le pile di bancali stracolme di merce dopo le festività, perchè tutto dev’essere abbondante, non deve finire, ma mi rendo conto che non ci sono. Il passo è libero, puoi fare la spesa anche con una certa tranquillità, al banco salumi non c’è quella solita interminabile fila che ogni volta mi fa desistere dall’acquisto. Trovare me tra la confusione è come trovare l’ago nel pagliaio. E’ tutto un limite con le dovute distanze, tutto ha un perimetro a strisce rosse. I prodotti a scaffale sono presenti, ciò che prima era in abbondanza, ora è presente nella giusta proporzione. La parte triste è vedere realmente ciò di cui parlano in televisione, manca il banco pescheria, il luccichio argenteo del pesce non c’è, è fermo, le barche e i piccoli gusci, sono ormeggiati! Compro tutto doppio per evitare di uscire, osservo il comportamento di ciascuno di noi, spontaneamente ci distanziamo. Mentre prima del coronavirus, ci ammassavamo a chi prende per prima, ora aspettiamo l’uscita dell’altro dalla corsia per poter entrare. Su alcuni bancali sono appoggiati i sacchi da 5/10 chili di farina, proporzioni di peso che prima, caro diario, come racconto in “Il tuo quaderno di cucina”, li vivevo con papà recandomi al mulino.  Controllo il mio pizzino di carta in cui ho scritto la lista. C’è tutto! Davanti le casse è presente il distributore per sanificare i guanti. Le cassiere sono gentili, non hanno quell’aria tra l’incavolato e lo scocciato di un tempo, tant’è che ho pensato che, l’aria del virus ci porta la sindrome della gentilezza. Vuoi vedere che anzichè litigare possiamo anche essere civili per sbaglio? Metto tutto nel carrello, pago e vado via. Ho fatto la spesa! Senza ansia! Raggiungo la macchina e metto in busta tutto ciò che ho comprato, accanto me ci sono due uomini che parlano di politica, per un attimo ho pensato si fossero messi accanto perchè sapevano che questi argomenti mi piacciono, mentre imbusto li ascolto e così mi faccio compagnia, sentendo i discorsi di torto e ragione tra regione e governo. Poi entro in macchina e via a casa! Io a casa! Io quella che prende la macchina e soltanto perchè ama le ruote non torna prima di sera! Caro Diario in quel momento ho detto a me stessa che potranno togliermi e cambiare tutto, ma io e la mia “Principessa” i 180 km orari li toccheremo sempre!

A casa la spesa ha riempito il frigo, ho trovato un pò di tutto. La spesa è un budget importante in questo periodo, bisogna bilanciarlo tra le offerte da volantino. I soldi non sono tanti. Lo stato ultimamente ha erogato per la classe autonoma 600 euro di bonus, una miseria tra i poveri. Dopo anni di contributi e tasse, in emergenza sanitaria 600 euro è davvero vergognoso! Per non dire del tempo che c’è voluto per avere questi soldi! Da Marzo in cui è stato emesso il decreto, ad oggi, 17 Aprile 2020. Soldi nostri, del popolo. Se ascolti la gente, sembra che, i politici abbiano fatto un favore ad una parte del popolo, quella più sottomessa al tributo! Naturalmente bisognerebbe far capire al popolo che, non è un favore, ma è un diritto, e che ci spetterebbe molto di più. Ad oggi non ho visto un politico tagliarsi lo stipendio! Anzi fanno i vaghi.

Queste settimane sono state alquanto coinvolgenti.  Pasqua e Pasquetta chiusi in casa con gli elicotteri che ronzano sulla testa, direi coivolgente! Se non da libro con titolo; “Storie di un virus e il suo controllore”. Avremo un lockdown fino al 3 Maggio, riapriranno le libreria e i negozi per la vendita di vestiti per bambini e neonati, ripartono le attività produttive silvicoltura e industria del legno. E’ stata nominata una task force che si occuperà della fase 2. Che cos’è? E chi sono? Semplice, per poter riprendere il sistema economico sociale graduatamene e non vi sia uno shock e un impatto sociale drastico, bisogna elaborare dei modelli sociali e di organizzazione al lavoro che rispettino le misure di contenimento che l’emergenza ha causato e che ci ritroveremo nel medio lungo temine. Ti ricordi prima quando ti ho detto del lento spostamento dell’asse su cui ruotiamo, ecco quello, ci studiano e poi prendono le decisioni!

LE TENEBRE DEL MES

In funzione di tutto ciò, quando il presidente del consiglio Conte, inizierà a parlare di Mes! Ah no no! Scusa mi ero dimenticata volutamente! Porca miseria come sono arrivata col pensiero fin qui? Bah casualità! Le misure di cui decide la task force, sono anche in funzione della politica economica dell’unione europea, che il nostro governo deve accettare o non accettare! Ora ti racconto.

C’è stato lo sfodero della spada del nostro beneamato presidente del consiglio, all’insorgere delle opposizioni nella tarda notte del 09 Aprile. Nella “tenebra notte” in cui si batteva la notizia di un accordo da parte dell’eurogruppo di un pacchetto per finanziare il sistema sanitario e la liquidità alle imprese. Insomma un mes chiamato con un’altro nome e mentre Germania e Olanda brindavano,

il popolo del web insorge al Presidente del consiglio e i suoi ministri al grido:

“Traditore hai accettato il MES”.

In realtà, la manifestazione di malcontento alla decisione dell’eurogruppo, è per l’Italia la rivoluzione intrinseca a ciò che il popolo subì negli anni della crisi economica dal 2000 ad oggi. Crisi in cui il popolo si ritrovò azzerato in tutto: risparmio – lavoro – pensioni – 

Oggi la generazione di coloro che hanno 40 anni, cerca di risalire l’aspra montagna fatta di roccia argillosa. Alla prima mossa falsa cadi nel precipizio, per via della sottomissione alle regole Europe.

Questo è ciò che è avvenuto quando il governo Berlusconi vende l’Italia all’Unione Europea, sotto forma di MES nel 2011. L’attuazione della politica austera arriva nelle mani del governo tecnico con a capo Mario Monti, dal 2011 al 2013 . Il popolo scivola lungo il precipizio. Tutto ciò in funzione del fatto che, l’Italia è stata data in mano a qualcosa che si chiama Unione Europea e che oggi mi trova orgogliosa a NON averla scelta! Ne sono purtroppo succube, ma altrettanto combattente all’indipendenza di un “Italia libera”! 

Quindi, caro diario, continuo il racconto e ti pongo all’ascolto di quello che è il “passato” , ciò che prima ti ho descritto come condizionato del “tempo”.

La riduzione del prodotto interno lordo iniziò dal 2006 con la crisi immobiliare americana, il fallimento delle grandi banche e multinazionali americane, portò una recessione globalizzata, che, per via ovvia, implicò un inasprimento delle condizioni economiche e sociali degli stati. In parole semplici, non circolando soldi, lo stato aumenta le tasse, questo si riversa sugli investimenti delle medie e grandi imprese che si ritrovano a sopportare costi esosi, tra cui il costo del lavoro, con una notevole riduzione della domanda di mercato, ma ponendo in essere un’offerta alta. Le stesse industrie, per sostenere i costi, ammortizzano sul costo del lavoro, creando il fenomeno della disoccupazione che in Italia – Grecia – Spagna, quindi i paesi del sud dell’unione europea, si diffonde a macchia capillare, ma nei paesi del nord europa come Germania – Francia – viene arginata in breve tempo. (Non mi spiego, dopo aver letto tanto, come abbiano i paesi del nord europa, magicamente tessuto il sistema economico, rimbalzando la retrocessione con ottimi risultati! Secondo le teorie si parla di didascalie come: capienza minima di deficit accumulato, Pil ricostruito nel breve periodo, partecipazione al fondo MES. Io parlerei del fatto che l’unione europea trova la visione nei fondatori dei paesi del nord europa, in funzione di questo vi sia una specie di manipolazione agli intenti di dominio su alcuni stati, caso vuole che la Grecia più che essere aiutata è stata sottomessa al volere di Bruxelles).

Dobbiamo fare un passo indietro nel tempo. Il potere d’acquisto della nuova moneta, entrante in Italia nel 2000, l’Euro, con valore di cambio di 1936.27, prometteva un auspico e aulico valore macro e micro economico. In realtà negli anni successivi, il valore della vecchia moneta italiana “Lira”, fù rimpianta dal popolo, e non solo, ma anche da chi aveva votato perchè fossimo in unione europea tutti con la stessa moneta, pensando secondo me che, la casa in Francia, costasse meno della casa in Germania, la così detta società borghese. Nel confronto, in termini di potere di acquisto, ci si rese conto che qualcuno in quegli anni ci aveva presi in giro raccontandoci che, con l’euro, non sarebbe cambiato nulla, anzi, che avremmo avuto un potere d’acquisto maggiore rispetto all’attuale moneta svalutata sui mercati, e ne avremmo guadagnato. Quindi il popolo, ingannato come sempre dalle parole saccenti e dalla FIDUCIA data all’uomo politico, abbocca all’euro, ma i fatti lo riportano alla triste realtà da combattere giornalmente. Ci raccontarono che un chilo di pane, che costava 1500 lire, l’avremmo comprato neppure con un euro pieno, perchè valeva di più  e che saremmo potuti andare in America in vacanza, perchè costava di meno, visto che l’euro valeva di più del dollaro! Puoi immaginare la felicità del popolo. Finché non arrivammo all’era del cambio nel 2000! Per magia tutto restò invariato… tranne i prezzi sugli scaffali, che incrementano il PIL, rimasero gli stessi, ma con un potere di acquisto dell’euro inferiore. Un chilo di pane che prima costava 1500 lire, ora lo dovevi compare con 2.00 euro. Quindi partì tra il popolo la “coscienza al costo” e sugli scontrini che, nel 2000 venivano stampati con l’importo in euro e in lire, si notò che, facendo un calcolo, al valore di 1936.27 x 2.00 = 3 872.54 lire, quindi costava tutto il doppio e gli stipendi erano gli stessi, coloro che prima guadagnavano 1800.000 MilaLire, oggi hanno un potere di acquisto pari a 900.000 Lire. In compenso nel corso degli anni e la crisi avvenuta, per poter pagare i debiti che avevamo fatto con l’unione europa per via del fondo salva stati, MES, e salvarci dalla retrocessione, le tasse aumentarono graduatamene, l’europa variava le condizioni di accesso e tassi d’interesse al fondo, non solo, più questa politica variava, più in Italia il popolo veniva messo in povertà. La politica austera di innalzamento graduale delle tasse, portò le  industrie ai  licenziamenti e cassa integrazione. Gli ammortizzatori sociali,  non ebbero un potere determinante per arginare la povertà, tanto più che le condizioni per accedere alla domanda di disoccupazione, erano davvero improponibili rispetto all’offerta di lavoro. Il popolo toccò e a tutt’oggi tocca, la soglia della povertà. Si verificano i casi di impoverimento in numero esponenziale: il fallimento economico per grandi medi e piccoli imprenditori, tra il popolo la mancanza di moneta e la privazione alla dignità personale, portano a numerosi suicidi, atti di isterismo, violenza domestica. Quando l’Unione Europea con Mario Draghi decise di aiutare i paesi in recessione attuando la politica di un fondo salva stati MES, si dimenticò di spiegare agli italiani che dovevano restituire i soldi a tassi d’interesse fissi e variabili, dimenticò di dire che quei tassi avevano e avrebbero avuto un’austerità sulla popolazione e l’impoverimento della stessa. L’approvazione del Mes nel 2012 con il governo tecnico di Mario Monti fù la scelta della legislatura del governo Berlusconi, Ma fù anche la scelta dei governi precedenti che favoreggiarono l’europa unita.

Oggi, con grande orgoglio caro Diario, mi sento fiera di non aver mai votato e di non essere mai stata partecipe a questa unione che ha portato il salasso italiano!

In quegli anni di forte dominanza politica, gli italiani pensavano a racimolare beni materiali per poter affrontare un futuro incerto, erano gli anni in cui si gridava di voler spostare la capitale a Milano ampliandola sempre più e decentrando l’economia, di un ipotetico futuro risanato, all’estremo nord, confinante con l’Unione Europea. Furono gli anni in cui il sud Italia trascinò la sua recessione, dimenticato dalla Stato! La gente del sud era emarginata dal grido “Terroni ladri”. Ma nonostante questo, oggi al sud, si è fieri di combattere la guerra al coronavirus pur non avendo nulla!

Quindi, caro Presidente del consiglio Conte, divenuto oggi per molte donne il recondito desiderio, è vero Salvini e Meloni avranno gridato nelle tenebre:

MA GLI ABISSI SONO STATI SCAVATI IN GRAN SEGRETO TRA LE GROTTE DELL’UNIONE EUROPEA E DECISI DAI GOVERNI ANTECEDENTI 

E’ dalla fine della seconda guerra mondiale che nasce la dipartita di fondare l’unione europea e dal 2000 che manovrate il popolo, direi che ci siamo francamente rotti le palle e non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno se vogliamo uscire dallo strozzinaggio legalizzato e dalla sottomissione a regole che, non sono parte della nostra costituzione. E siccome finchè il popolo potrà esserci, la volontà è sovrana, al grido: “Traditore ci hai venduto approvando il MES”, io rifletterei da politico, non sull’isteria del popolo, come impropriamente menzionata dalla vostra classe politica, ma alla sofferenza che al popolo continuate a voler dare!

ARTICOLO 1 COSTITUZIONE

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Non appartiene all’unione europea!

Caro diario, mi ritrovo nuovamente a cucire la mia bandiera, e come me militiamo in tanti lo stesso desiderio.

A presto!

 

 

©©© Copiare è reato, siamo sempre attenti alle riproduzioni:

Diario di una quarantena

Lettere 01 Aprile 2020 – Le Scuse dell’Europa – La risposta dell’Italia

Di seguito: Le Lettere 01 Aprile 2020 – Le Scuse dell’Europa – La risposta dell’Italia Pubblicate dalla testata giornalistica La Repubblica.

Come fossero due innamorati pronti a lasciarsi, intrepidi nel dolore straziante e alla ricerca di una soluzione, ecco l’avvicendarsi degli episodi passionevoli.

Dopo gli aiuti chiesti all’Unione Europea e l’avversità di Germania e Olanda, zoppicante dell’ausilio della Francia che combatte il nemico invisibile Covid-19. L’Unione Europea fa un passo indietro e arguisce il suo intrepido impegno di collaborazione con questa lettera che media le scuse e non è chiara negli intenti. Come da storia passata, ancora una volta, l’Italia immobile al confine franco austriaco, aspetta l’avanzare dell’armata oltralpe:

Lettera di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea a Repubblica

L’Italia è stata colpita dal coronavirus più di ogni altro Paese europeo. Siamo testimoni dell’inimmaginabile. Migliaia di persone sottratte all’amore dei loro cari. Medici in lacrime nelle corsie degli ospedali, col volto affondato nelle mani. Un Paese intero – e quasi un intero continente – chiuso per quarantena.

Ma il Paese colpito più duramente, l’Italia, è diventato anche la più grande fonte di ispirazione per noi tutti. Migliaia di italiani – personale medico e volontari – hanno risposto alla chiamata del governo e sono accorsi ad aiutare le regioni più colpite. Le industrie della moda ora confezionano mascherine protettive, i produttori di amaro imbottigliano disinfettante per mani. La musica dai balconi ha riempito le strade deserte – scaldando i cuori di milioni di persone.

Gli italiani stanno dimostrando la loro solidarietà reciproca nella quotidianità con migliaia di piccoli gesti – allo stesso tempo discreti ed eroici. E solo la solidarietà può farci riemergere da questa crisi – quella tra persone come quella tra Stati.

Oggi l’Europa si sta mobilitando al fianco dell’Italia. Purtroppo non è stato sempre così. Bisogna riconoscere che nei primi giorni della crisi, di fronte al bisogno di una risposta comune europea, in troppi hanno pensato solo ai problemi di casa propria. Non si rendevano conto che possiamo sconfiggere questa pandemia solo insieme, come Unione. È stato un comportamento dannoso e che poteva essere evitato. In questi giorni la distanza tra individui è fondamentale per la nostra sicurezza: la distanza tra nazioni europee, al contrario, mette tutti in pericolo.

Nel frattempo però l’Europa ha cambiato passo. Abbiamo fatto tutto il possibile per portare i Paesi europei a ragionare come una squadra e assicurare una risposta coordinata a un problema comune. E abbiamo visto più solidarietà qui in Europa che in qualsiasi altra parte del mondo.

Nell’ultimo mese, la Commissione europea non ha lasciato nulla di intentato per aiutare l’Italia. Grazie alla nostra azione, 25 Paesi europei hanno unito le forze e hanno spedito milioni di mascherine in Italia e in Spagna, per la protezione di tutti e in particolare degli operatori sanitari.

Abbiamo tenuto aperto il Brennero e gli altri valichi di frontiera, assicurando il flusso di merci che è la linfa della nostra economia. Abbiamo aiutato a rilocalizzare la produzione di materiale sanitario qui in Europa. Abbiamo finanziato la ricerca per un vaccino. Abbiamo sospeso alcune regole per dare al governo italiano lo spazio di manovra necessario ad agire rapidamente e con forza. Abbiamo convogliato miliardi di investimenti alla lotta contro il virus ed i suoi effetti.

E continueremo a fare ancora di più. Ieri la Commissione europea ha annunciato una nuova iniziativa economica, una “cassa integrazione europea”. In questo momento, milioni di italiani non hanno la possibilità di lavorare – ma non per questo possono smettere di pagare le bollette o di fare la spesa. Le aziende continuano a pagare gli stipendi anche se l’attività è ferma – dalle imprese edili agli alberghi rimasti vuoti, dalle grandi industrie agli artigiani. Migliaia di aziende forti e in salute si trovano in difficoltà a causa del coronavirus. Hanno bisogno di un sostegno per superare la crisi attuale: l’Europa sta intervenendo in loro aiuto.

Esistono già strumenti a livello nazionale per aiutare i lavoratori e le aziende in tempi di crisi, ma la situazione attuale sta mettendo a dura prova le finanze dei Paesi europei. L’Europa vuole dare una mano, stanziando nuove risorse per finanziare la cassa integrazione. L’Unione stanzierà fino a cento miliardi di euro in favore dei Paesi colpiti più duramente, a partire dall’Italia, per compensare la riduzione degli stipendi di chi lavora con un orario ridotto.

Questo sarà possibile grazie a prestiti garantiti da tutti gli Stati membri – dimostrando così vera solidarietà europea. Tutti i Paesi membri contribuiranno a rendere possibile questo nuovo strumento, che si chiama “Sure”. Aiuterà lavoratori e impiegati, aiuterà le aziende e sarà una boccata d’aria fresca per le finanze pubbliche italiane.

Questo sostegno europeo alla cassa integrazione aiuterà a salvare posti di lavoro – anche in un momento di minore attività. Quando la quarantena sarà finita, e la domanda e gli ordinativi torneranno a crescere, quelle stesse persone potranno tornare a lavorare a tempo pieno. E questo è fondamentale per far ripartire al più presto il motore dell’economia europea. Questa iniziativa fa parte di un pacchetto più ampio.

Ieri abbiamo anche proposto che ogni euro ancora disponibile nel bilancio annuale dell’Unione europea venga speso per affrontare la crisi. Aiuteremo agricoltori e pescatori, che ogni giorno danno da mangiare al nostro continente. Allo stesso tempo, la Banca europea di investimenti sta aiutando le imprese europee – in particolare le piccole e medie – a trovare i finanziamenti di cui hanno bisogno in questa situazione di emergenza. Questa crisi è una prova per l’Europa. E non possiamo permetterci di fallire. Le decisioni che prendiamo oggi verranno ricordate per anni. Daranno forma all’Europa di domani. Credo che l’Europa possa riemergere più forte da questa situazione, ma dobbiamo prendere le decisioni giuste – qui ed ora. Abbiamo già intrapreso alcune azioni coraggiose. Molte altre saranno ancora necessarie.

Preferiremmo tutti vivere tempi più facili. Ma oggi quello che possiamo decidere è come reagire. Ho in mente un’Europa fondata sulla solidarietà – la nostra più grande speranza e il nostro investimento in un futuro comune.

Un coro unanime avvolge l’Italia, le scuse e i soldi spiccioli non bastano. La soglia della mancanza di fiducia aleggia, gli intenti di questa visione di unione, vacilla. Ognuno lotta per la propria nazione, è natura stessa dalla libertà nazional popolare. Da secoli,  le guerre, si combattono per l’ indipendenza della patria. Se si fosse voluta formare l’Europa, sarebbe già nata da secoli, da quando l’Impero Romano aveva unito più mondi. Ma ahimè, anche la lunga e grande egemonia fu spezzata non solo dalle guerre perse, ma da una grande epidemia che indebolì Roma. Fu così, che il sacro romano impero, divenne nel corso dei secoli, Italia. Ancora oggi inneggia la frase – Roma caput mundi regit orbis frena rotundi – Roma capitale del mondo regge le redini dell’orbe rotondo –

Raccontiamo la storia, magari qualcuno l’abbia dimenticata!

Fatto sta che, il nostro Presidente del consiglio, Giuseppe Conte, risponde all’Unione Europea. Con il vessillo in mano, il tricolore nel petto e l’emozione dei tanti caduti in guerra che lacrime portarono al suo volto, sfodera l’arma affondando la penna nell’inchiostro e risponde:

La lettera del Presidente Conte alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, pubblicata sul quotidiano “la Repubblica”

Cara Ursula,

ho apprezzato il sentimento di vicinanza e condivisione che ha ispirato le parole con cui ieri, dalle pagine di questo giornale, ti sei rivolta alla nostra comunità nazionale e, in particolare, al nostro personale sanitario, che, con grande sacrificio e responsabilità, è severamente impegnato nel fronteggiare questa emergenza. Le tue parole sono la prova che la determinazione degli italiani ha scosso le coscienze di tutti, travalicando i confini nazionali e ponendo la riflessione oggi più urgente: cosa è disposta a fare l’Europa non per l’Italia, ma per se stessa.

In questi giorni ho ricordato spesso come l’emergenza che stiamo vivendo richieda una risposta straordinaria, poiché la natura e le caratteristiche della crisi in corso sono tali da mettere a repentaglio l’esistenza stessa della casa comune europea. Non abbiamo scelta, la sfida è questa: siamo chiamati a compiere un salto di qualità che ci qualifichi come “unione” da un punto di vista politico e sociale, prima ancora che economico.

L’Italia sa che la ricetta per reggere questa sfida epocale non può essere affidata ai soli manuali di economia. Deve essere la solidarietà l’inchiostro con cui scrivere questa pagina di storia: la storia di Paesi che stanno contraendo debiti per difendersi da un male di cui non hanno colpa, pur di proteggere le proprie comunità, salvaguardando le vite dei suoi membri, soprattutto dei più fragili, e pur di preservare il proprio tessuto economico-sociale.
La solidarietà europea, come hai tu stessa ricordato, nei primi giorni di questa crisi non si è avvertita e ora non c’è altro tempo da perdere.

Accogliamo con favore la proposta della Commissione europea di sostenere, attraverso il piano “Sure” da 100 miliardi di euro, i costi che i governi nazionali affronteranno per finanziare il reddito di quanti si trovano temporaneamente senza lavoro in questa fase difficile. È una iniziativa positiva, poiché consentirebbe di emettere obbligazioni europee per un importo massimo di 100 miliardi di euro, a fronte di garanzie statali intorno ai 25 miliardi di euro.

Ma le risorse necessarie per sostenere i nostri sistemi sanitari, per garantire liquidità in tempi brevi a centinaia di migliaia di piccole e medie imprese, per mettere in sicurezza occupazione e redditi dei lavoratori autonomi, sono molte di più. E questo non vale certo solo per l’Italia. Per questo occorre andare oltre.
Altri player internazionali, come gli Stati Uniti, stanno mettendo in campo uno sforzo fiscale senza precedenti e non possiamo permetterci, come italiani e come europei, di perdere non soltanto la sfida della ricostruzione delle nostre economie, ma anche quella della competizione globale.

Quando si combatte una guerra, è obbligatorio sostenere tutti gli sforzi necessari per vincere e dotarsi di tutti gli strumenti che servono per avviare la ricostruzione.
A questo proposito, nei giorni scorsi ho lanciato la proposta di un European Recovery and Reinvestment Plan. Si tratta di un progetto coraggioso e ambizioso che richiede un supporto finanziario condiviso e, pertanto, ha bisogno di strumenti innovativi come gli European Recovery Bond: dei titoli di Stato europei che siano utili a finanziare gli sforzi straordinari che l’Europa dovrà mettere in campo per ricostruire il suo tessuto sociale ed economico. Come ho già chiarito, questi titoli non sono in alcun modo volti a condividere il debito che ognuno dei nostri Paesi ha ereditato dal passato, e nemmeno a far sì che i cittadini di alcuni Paesi abbiano a pagare anche un solo euro per il debito futuro di altri.

Si tratta – piuttosto – di sfruttare a pieno la vera “potenza di fuoco” della famiglia europea, di cui tutti noi siamo parte, per dare vita a un grande programma comune e condiviso di sostegno e di rilancio della nostra economia, e per assicurare un futuro degno alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori, e a tutti i nostri figli.
Al termine dell’ultimo Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, ci siamo dati due settimane di tempo per raccogliere questa sfida. Purtroppo, alcune anticipazioni dei lavori tecnici che ho potuto visionare non sembrano affatto all’altezza del compito che la storia ci ha assegnato.

Si continua a insistere nel ricorso a strumenti come il Mes che appaiono totalmente inadeguati rispetto agli scopi da perseguire, considerato che siamo di fronte a uno shock epocale a carattere simmetrico, che non dipende dai comportamenti di singoli Stati.
È il momento di mostrare più ambizione, più unità e più coraggio. Di fronte a una tempesta come quella del Covid-19 che riguarda tutti, non serve un salvagente per l’Italia: serve una scialuppa di salvataggio solida, europea, che conduca i nostri Paesi uniti al riparo. Non chiediamo a nessuno di remare per noi, perché abbiamo braccia forti.

“Le decisioni che prendiamo oggi verranno ricordate per anni. Daranno forma all’Europa di domani”, hai scritto ieri nel tuo intervento. Sono pienamente d’accordo. Il 2020 sarà uno spartiacque nella storia della Ue. Ciascun attore istituzionale sarà chiamato a rispondere, anche ai posteri, delle proprie posizioni e del proprio operato. Solo se avremo coraggio, solo se guarderemo davvero il futuro con gli occhi della solidarietà e non col filtro degli egoismi, potremo ricordare il 2020 non come l’anno del fallimento del sogno europeo ma della sua rinascita.

La bandiera italiana,  sul torrione del Quirinale sventola nuovamente. Anni or sono passati, quando i nostri compatrioti fuggivano per non essere colpiti dai bombardamenti degli alleati che ci liberavano dall’oppressore.

Oggi l’Italia in prima linea bombarda l’europa del senso di umanità.

Voi grandi che siete al di là di tutto, e che dei caduti ne avete fatto numero:

“Mettetevi una maschera! Noi Italiani indossiamo in campo la mascherina!

Diario di una quarantena Diario di una quarantena
Diario di una quarantena

13 Aprile #iorestoacasa – Diario di una quarantena

#iorestoacasa 13 Aprile – Diario di una quarantena

Ciao Diario di una quarantena,

#iorestoacasa continua. Il Presidente del consiglio Conte ha annunciato in conferenza stampa in serata del 01/04/2020 che rimarremo a casa fino il 13/04. Niente Pasqua, niente pasquetta!

Eppure l’assalto al cibo continua, supermercati pieni. Ti ricordi ho scritto Consigli per gli acquisti – La spesa al tempo del coronavirus . Rimane un’ottimo promemoria per gestirci quando andremo a far la spesa.

A proposito di cibo. Si è diffusa la mancanza di forza economica per coloro che, il lavoro non lo avevano, o pur avendolo, la remunerazione bastava a coprire la vita quotidiana. Il fomento di una blanda rivolta si è avvertito, sono iniziate le manifestazioni di dissenso di fronte banche e supermercati!

Tutto ciò ha portato il Presidente del Consiglio, a firmare il “Decreto Sostegno ai comuni” in data 28 marzo. E’ previsto, da decreto, che i comuni, distribuiscano per alcune categorie di cittadini, “Buoni spesa”. Quindi, distribuite le risorse tra i vari comuni, si è dato il via all’inoltro della domanda per aver diritto alla misura di sostegno. Il valore dei buoni avrà diversi tagli da 10 – 25 – 50 euro, così è scritto nell’avviso pubblico per la raccolta delle domande di accesso ai buoni spesa. L’ammontare dipende dal nucleo familiare e dal sostegno pubblico legato all’emergenza, questo vuol dire che se in tasca non ti entra nulla il valore ha la soglia massima a persona e a nucleo familiare, se invece si percepisce un sostegno pubblico, esso si dimezza. La domanda può essere presentata da tutti coloro che non hanno la possibilità di reddito. Si scarica il modello rispetto al comune di pertinenza, si compila, lo si invia tramite mail e si aspetta la risposta.

In tutta sincerità, come ben sai, ho criticato tanto questo governo, ma questo volta, è stato velocissimo. Dopo aver percepito il fiuto delle rivolte, ha messo in moto la distribuzione economica ai comuni e questi ultimi sono stati velocissimi allo svolgimento, ottenendo così, le convenzione con i punti vendita e la pubblicazione dell’avviso! Davvero contenta di questo! Quindi, io cittadino, con i requisiti esatti e giustamente con il relativo controllo delle autorità competenti, posso inoltrare al comune di residenza il modello di richiesta buoni spesa con una semplice e-mail. Il comune provvederà al resto. Per un attimo ho pensato di risiedere in uno stato estero e che tutta questa velocità e prontezza potesse essere l’inizio di un cambiamento sostanziale alla burocrazie che affossa il paese. Pensa quante volte ci saremmo trovati bene se il governo non avesse rotto le scatole con carte e scartoffie!

Dall’altro lato però, nella stessa conferenza stampa del 28 marzo, vengono chiariti i tempi di presentazione di domanda per beneficiare degli ammortizzatori sociali previsti dal decreto Cura Italia del 17 Marzo. In particolare ti racconto dell’indennità chiamata “Bonus 600 euro”, rivolto alle varie categorie di riferimento: partite IVA – collaboratori coordinati e continuativi – artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri – lavoratori stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali – OTD agricoli – lavoratori dello spettacolo, iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo. 

Si annunciava un famoso click day, cioè un giorno programmato in cui 5000 mila lavoratori appartenenti alle categorie che ti ho menzionato avrebbero dovuto presentare domanda! Da Italiani, è subito iniziata l’ansia al: sto aspettando il click day! Messa a fine dalla dichiarazione che diceva – niente click day intaserebbe il sistema e quindi vi daremo una data da destinarsi – L’ira funesta degli italiani via web ha prodotto i suoi effetti, dopo aver allungato i tempi, sia perchè i soldi non ci sono, sia perchè si litiga con l’Europa, sia per via della burocrazia, viene detto che il primo aprile si può inoltrare la richiesta! Secondo te, diario, cosa è accaduto? Ma si, si, quello proprio quello. Ahahah, sei veggente! Come l’animale che agguanta la preda, gli italiani hanno agguantato la preda Inps, e poiché lo stare a casa a molti non fà dormire, alla mezzanotte, già erano davanti al pc a schiacciare il click, finché nelle prime ore della giornata si comincia a borbottare che: il sito non funzionasse, che era stato hackerato, (che vuol dire in italiano: attaccato dai predatori convulsi dei sistemi operativi che ti infilano virus per prendere i tuoi dati sensibili), e naturalmente la chiusura momentanea del sito! Non ti nascondo che ne sono stata felice! Avevo previsto l’assalto alla preda, l’ingordigia viene sempre misurata dal limite dell’esistenza. Naturalmente mi sono presa la mia bella soddisfazione leggendo gli innumerevoli commenti che si dimenavano tra: siete incompetenti – non sapete gestire – ci avete presi in giro – questo governo non va bene – Nel pomeriggio il sito riprende a funzionare e ritorna la corsa alla preda inps. Questo dimostra come la fame avanza, le tasse siano tante e come il governo non regali mai nulla al cittadino, il quale, trovando da mangiare con i suoi stessi soldi, allarga le fauci, agguanta la preda e non la molla, non aspetta neppure di osservarla! 

Mentre questo film reale passava sotto i miei occhi, mi sono seduta al bordo del mio letto, e ascoltavo la radio che continuava a dire di non avventarsi sul sito! In me stessa ho riflettuto e mi sono augurata che, il governo cominciasse a pensare ad un equa distribuzione delle risorse future.

Oggi mentre ti scrivo è il 02/04/2020, si afferma dentro me ancora di più questa convinzione, considerando che, la presidente dell’unione europea, chiede scusa all’Italia per la mancanza di collaborazione degli stati membri e annuncia che l’europa vuole starci vicina con:

Lo stanziamento di fondi fino a cento miliardi per finanziare una cassa integrazione europea, in favore dei Paesi colpiti più duramente, a partire dall’Italia, per compensare la riduzione degli stipendi di chi lavora con un orario ridotto. Questo sarà possibile grazie a prestiti garantiti da tutti gli Stati membri – dimostrando così vera solidarietà europea

Questo vuol dire che l’economia può pensare di iniziare a farcela e che il popolo può tentare, dopo aver combattuto il virus, di non morire di fame. Dal canto mio, come sai diario, io in questa europa non ci credo e non ci crederò mai! Non l’ho votata e non ritengo necessario che accanto al tricolore che sventola sul torrione del quirinale, sia presente un’altra bandiera che non ha mai fatto parte della nostra storia, delle nostre lotte, e di coloro che muoiono per l’Italia.

Io la mia bandiera la voglio cucire nella mia nazione! 

L’ America nasce Stati Uniti, noi siamo nati Italia! 

Il Presidente della Repubblica, il 31 Marzo, ha voluto sentire e ringraziare per telefono il partigiano “Malerba” che gli ha inviato un video messaggio d’onore. Il partigiano porta al collo la bandiera simbolo che ha accompagnato sempre in lotta la resistenza. 

L’Italia è degli italiani! E’ del popolo che ha lottato e a cui si deve onore e rispetto! L’Italia non è la compravendita di un titolo, è la dignità di un popolo che muore per salvare la sua patria!

Finisco con lo scriverti qualcosa che sta accadendo da due giorni. Quella maledetta curva si sta abbassando, i sacrifici che stiamo facendo saranno ricompensati. C’è gente che muore senza la pietà di alcuno, trascinando dietro se anche lo scontro politico sociale. Il virus è invisibile ci attacca e moriamo, ma noi essere umani, il virus della cattiveria, non lo leveremo mai, neppure davanti al papa che, salendo i gradini delle scale del sagrato sotto la pioggia dirompente, ci ha chiesti di unirci, amarci e ci ha dato il perdono!

Ma già lo abbiamo dimenticato!

A presto

 

Diario di una quarantena

I Buoni Spesa – Diario di una quarantena

I Buoni Spesa – Diario di una quarantena

Ciao Diario di una quarantena,

oggi 29 Marzo 2020, ti voglio raccontare qualcosa che stavo scrivendo nel mio racconto in bozza per poi pubblicarlo. Lo riporto tra queste righe per testimoniare ciò che un giorno i figli racconteranno alla nuova generazione, anche se sarà letto da 1 -2 – 10 o nessuno, ciascuno di noi sarà importante in tutto.

Stamattina, come ogni mattina, ho sentito Mamma al telefono, non è più come prima che sfuggivo alla chiamata per tempo o per voglia di non farlo. Mamma e papà sono blindati a casa, perchè con le mie sorelle abbiamo tanta paura. La loro età è quella degli insegnamenti passati, quella della memoria che negli anni ha lottato per sopravvivere al dopoguerra, oggi è costretta a nascondersi in casa da un nemico invisibile che si accompagna al “silenzio”. Vaga senza timore, ti osserva, ti passa accanto, decide, senza lasciarti la volontà di scegliere ne per un saluto, ne per un abbraccio, hai soltanto il tempo di prendere le tue ceneri e seguirlo.

Mamma ha 78 anni, ha gli occhi verdi e fattezze non mediterranee. E’ bella, come le foto in bianco e nero custodite nei cassetti delle scrivanie a casa, la ritraggono con i capelli lunghi e lisci che la adornano. E’ vestita perfetta, poiché nonno da sarto le ha insegnato a cucire. Sempre distinta, vestita bene, con la grande forza di chi ha dovuto lottare per farcela durante il periodo del dopo guerra, indipendente, lavoratrice di un mestiere che mi ha portato a capire cosa vuol dire cultura, l’insegnamento.

«Pronto».

«Buongiorno, allora oggi c’è il sole li da te?»

«Mamma, si c’è il sole!»

E’ abituata a sentirmi incavolata, sa che è il mio modo di essere. Lei è l’unica che comprende che, questo è proprio lo status che ho scelto per me stessa, mi permette di rimanere sempre razionale. 

«Che c’è, oggi incavolata di nuovo?»

«Sono arrabbiata che è peggio! Per ciò che ci stanno facendo. Dopo che il popolo del sud ha sempre lavorato e sofferto negli anni della crisi, continuano a trattarci come poveracci! Abbiamo perso tutto in un attimo, senza che loro dall’alto avessero consapevolezza di ciò che stava accadendo, prendendo tutto con facilità, portandoci così a rinunciare a noi stessi per proteggerci da un cazzo di virus che abbiamo importato da oltre oceano. Ora non sanno gestire l’economia del paese! Tutto perchè ci hanno imposto a non essere liberi nella nostra patria, obbligandoci ad un europa che io non ho voluto pur votando! Costretti a stare attenti ai colpi di stato della solita Germania che ho conosciuto nei libri di storia e che ho visto mentre percorrevo le stanze del milite ignoto a Roma. Ancora è vivo il ricordo dello sterminio che abbiamo subito, ancora ricordo il sacrificio dei militari in quella sequenza storica fotografica, le innumerevoli testimonianze che finanche nonno ci ha raccontato. Dopo ciò, ora, ci ritroviamo ad affrontare un’organizzazione latente da ciò che è veramente il bisogno del popolo, l’europa. Hai sentito ora dei buoni spesa? La carità al popolo monitorata dai servizi sociali. Monitorati finanche nella povertà! Dividono la società tra chi può morire di fame e chi può ostentare. Pensano che il popolo sia stupido, giocano con la classe debole che si accontenta per necessità. Io non ho voglia di accontentarmi, ho voglia di far crescere la mia terra che è stata sempre messa da parte, non capiscono che alimentano le rivoluzioni. Sono mesi, ancor prima succedesse tutto, che si parla di massoneria! Giocano a carte con l’europa: se non mi dai i soldi che mi servono come ti dico io, per me l’europa finisce; nel frattempo muoiono persone, rischiano la vita medici e infermieri e si espande la pandemia e la crescita economica si allunga sempre di più portandoci alla recessione! Però, dall’alto dell’egocentrismo tra sedie e cravatte, virtù loro storica vuole che: ognuno si fregi di aver lottato per avere la meglio e non disfare l’europa! Poi se il popolo è senza niente, se le aziende per cui lavoravi non riaprono, se le attività che avevi costruito falliscono, di quello un progetto specifico non esiste! Di che viviamo?  Che gli frega! Lo stipendio loro mica se lo sono toccati!»

«Lo so, io e papà abbiamo paura non per noi, ormai noi la nostra vita ce la siamo fatta, erano altri tempi, ma per voi. Mai avremmo potuto pensare di ritornare al tempo del dopoguerra. Questi hanno fatto come quando ero ragazza io, alle famiglie davano una tessera, con quella tu avevi diritto a comprarti un quantitativo di mangiare, ma non quello di adesso, allora non c’era niente! Pensa, noi, grazie al lavoro di nonno come sarto, ce la cavavamo bene rispetto chi non aveva nulla; confezionava le divise dei militari, rammendava, cuciva i cappotti per i governanti, gli veniva chiesto di cucire le bandiere all’esercito. Non dimenticherò mai quando nonna mi metteva in mano quella tessera della spesa una volta al mese e mi diceva – vai a prendere le cose che ci danno – io andavo e se serviva lo zucchero ci veniva spezzato da un grosso blocco e dato a grammi, lo stesso il sale, ci veniva distribuito come fossero sassi, la pasta incartata in una carta oliata blu o grigia, tutta pesata, la farina distribuita come fosse oro. Eravamo nove noi a casa, ma ti ripeto, con il lavoro di nonno avevamo la fortuna di una casa, di poter scambiare il lavoro con l’acquisto di animali, per mangiare, i soldi non esistevano, li vedevi solo se ti pagavano i militari e i governatori. Siamo tornati così! Bisogna affrontarla, dovete farvi sentire e far capire quello che volete per il vostro futuro, non sottoponetevi a tutto per comodità. E’ così purtroppo, noi possiamo solo chiedervi scusa per avervi dato un mondo così brutto. Hai visto il papa? »

«Mamma, non incominciare con la storia del papa, la chiesa e altro, perchè la gente ha iniziato ad avere le visioni, cercano sempre il di più, invece di tenersi con i piedi per terra. Prima i balconi, poi gli abbracci, ora le visioni, è così che distraggono le persone e vengono assuefatte dal pensiero!»

«Lo so che ti da fastidio e che credi come vuoi tu, però il papa ha detto soltanto che il mondo deve cambiare, di unirci e di pregare, perchè la più grande punizione che stiamo ricevendo è toglierci tutto ciò che abbiamo di materiale per sentirci impauriti, smarriti. Noi pensiamo che al di sopra non ci sia altro, ora è arrivato il momento in cui dobbiamo credere e capire che il mondo è un unica terra!»

«Va bene mamma, hai ricominciato con la stessa storia! Un giorno crederò, per ora credo che voglio avere i miei affetti senza che nessuno me li tolga, al resto sono abituata, qui il lavoro è sempre stato un incognita, mi ricostruirò, come faranno tanti di noi! »

«Non avere paura, stavolta ti dico io a te quello che mi hai detto quando avevi 10 anni  – la paura non esiste – »

«Si va bene mamma, ciao».

Mio nonno cuciva le bandiere per la mia Italia,

Oggi tu governo cuci la bandiera all’Europa!

Diario di una quarantena - 25 Marzo 2020 - Lo sbarco bloccato - Italia divisa

Diario di una quarantena – 25 Marzo 2020 – Lo sbarco bloccato – Italia divisa

Diario di una quarantena – 25  Marzo 2020 – Lo sbarco bloccato – Italia divisa

Ciao Diario di una quarantena,

ho appena terminato di scrivere l’articolo sul blog riferito all’ultimo decreto di contenimento che chiude diverse attività industriali…

No no aspetta !…

Ho sbagliato a scrivere, non è l’ultimo decreto! Ci saranno altri colpi di scena!

Sono rimasti davvero in pochi a lavorare, oltre medici e infermieri, gli autotrasporti rischiano la loro vita giornalmente. I corrieri resistono ancora per poco, sono piccoli grandi soldati che corrono per recapitare ciò che è utile e garantire la continuità di una filiera del lavoro attivo e di vita sociale ormai spezzata. Anche loro si preparano alla cassa integrazione.

Aleggia aria di contrasto politico – sociale, per via delle mille decisioni prese e non ancora realmente attuate. Gli aiuti al popolo decretati non sono realmente attivi. Il sito dell’inps, a tutt’oggi 25 Marzo, non è operativo rispetto le domande da presentare per garantire gli ammortizzatori sociali. Tutto ciò porta a non far entrare soldi a casa.

La classe operaia traballa a casa. La classe ricca è a casa ma col gruzzoletto. Naturalmente nessuno dei nostri parlamentari ha rinunciato al suo stipendio o ad abbassarsi il fruttuoso onorario che il popolo italiano paga mensilmente.

La mia domanda è? Ora che nessuno è in grado di pagare le tasse dove prenderete i soldi per i vostri lussi? Ma la risposta la ho!

Lo sfruttamento dell’europa in termini economici serve anche a garantire la classe politica. Cascano sempre in piedi! Come fù durante il dopo guerra, faranno in modo che, il popolo, si accontenti di farina, allevamento e agricoltura per potersi sfamare. La media del paniere dei beni parla chiaro, l’articolo più venduto è: farina e acqua, la carne a costo basso il pollame, la frutta e verdura scalano la classifica. Rimarrà nel tempo anche la possibilità di investire nel piccolo artigianato che rifiorirà. Tutto in una prospettiva futura di crescita, non per il sud, ma per il ricco nord che guarda tra: il monte bianco e il monte rosa, l’europa.

Ecco perchè, anche questa volta, il governo ha aperto una voragine disastrosa tra nord e sud, l’esodo che riparte per la terza volta. Come in una buona armata pronta al combattimento i comandanti si posizionano. I presidenti delle regioni del sud cercano di chiudere le regioni con le ordinanze ed evitare la contaminazione. Si rischia il tracollo completo del mezzogiorno, uno sterminio di razza che non avrebbe uguali, al sud gli ospedali non garantiscono capienza e supporto alla sanità. L’impegno costante dei sindaci e della regione, in questi giorni ha portato in calabria la realizzazione:

  • 21 Marzo 2020 –   struttura modulare area adiacente Azienda Ospedaliero Universitaria Mater Domini di Catanzaro. La struttura conterrà 80 nuovi posti terapia intensiva e subintensiva si potranno gestire in sinergia con il policlinico ulteriori 1000 casi di possibile contagio. Questi nuovi posti letto si andranno ad aggiungere ai 141 allestiti negli scorsi giorni in tutta la regione.
  • 340 i medici che hanno dato disponibilità per essere impiegati durante l’emergenza Coronavirus in Calabria.
  • ASP avviato le graduatorie degli idonei per l’assunzione, sempre a tempo determinato, di 270 infermieri e 200 Oss oltre che a biologi e tecnici di laboratorio.

L’ordinanza più importante della regione è emessa il 20 Marzo, la Calabria è chiusa, chiunque entri o esca dal territorio lo deve fare con comprovate motivazioni. Ciò non è sufficiente a bloccare le fughe incoscienti verso il sud

Il 22 Marzo, il presidente della regione Calabria rilascia questo comunicato:

Sono felice che il governo abbia compreso le preoccupazioni del Sud ed abbia cercato di porvi rimedio varando un’ordinanza del ministero dell’Interno e della Salute che vieta a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi in un comune diverso da quello in cui si trovano, quindi di evitare “fughe verso Sud”. La Calabria aveva necessità di risposte concrete per evitare nuovi contagi.Ringrazio il Presidente Tajani ed i colleghi parlamentari e consiglieri regionali che ieri ed oggi hanno fatto ‘squadra Calabria’ per raggiungere il risultato. Ringrazio il Ministro Lamorgese ed il Ministro Speranza che hanno subito compreso la gravità delle nostre preoccupazioni.Si tratta di una vittoria per la Calabria, ma anche per tutto il Sud Italia che rischiava di dover fronteggiare una nuova ondata di arrivi che avrebbe reso più critica la situazione attuale.

Tutto ciò non è bastato. A oggi, ti assicuro caro diario, l’esodo è sbarcato nel regno delle due Sicilie. L’affluenza delle macchine ha raggiunto l’apice a Villa San Giovanni notte del 22, quando, chiunque, con motivazioni più o meno certe di veridicità, traghetta, ma questa volta non sono solo residenti italiani al sud, ma anche gli stranieri da oltre Alpi. Viaggiatori sconclusionati riescono a passare il confine italiano e comodamente percorrere lungo tutta la penisola per riuscire ad imbarcarsi allo stretto.

La mia domanda è: come ha fatto questa gente a passare il controllo alle frontiere e poi percorrere l’autostrada da nord verso sud e passare nei vari caselli autostradali? Possibile, lungo il percorso, non ci sia mai stata una volante della stradale? In Italia non esistono telecamere lungo i percorsi autostradali da segnalare anomalie? Dove sono i Ministri?

Sembra l’Italia dei persi per caso!

Fatto sta che, i viaggiatori senza titolo di viaggio autodichiaranti, per decreto pinco pallo, arrivano alla soglia delle stretto. Alcuni sbarcano in Sicilia, altri rimangono intrappolati tra le dodici zampe, presi a morsi dalle grandi fauci dalle sei teste di cane di Scilla. Cariddi li rifiuta.

Il sindaco di Messina, impavido guerriero, scende a difendere il suo popolo, non li vuole! Ha ragione! Accanto a lui, il presidente della regione Sicilia dichiara che, dev’essere lo stato ad intervenire e sbloccare la situazione, poichè è il medesimo ad averla creata!

Il sud delle due Sicilie, non è terra di sbarco per coloro che hanno scelto di andare via, non è solo la terra del sole e del mare e del tutto gratis per via di mamma e papà, è la terra che ha bisogno, da parte di tutti rispetto e sopratutto che lo Stato sia presente, o che lasci liberi Scilla e Cariddi.

La lotta del sindaco di Messina De Luca ha la meglio, vengono bloccate le macchine che non sono in regola con il decreto. Lo stato è muto, non interviene, lascia solo il sindaco della città metropolitana a far fronte al problema, un sindaco  che, si dimostra all’altezza della situazione e cerca di far rientrare l’ordine al blocco. Distribuisce, con la collaborazione del sindaco di Villa San giovanni, del prefetto e della protezione civile, ristoro alle famiglie accampate in macchina, sposta lo sbarco dei tir su Reggio calabria. La polizia è in assetto anti sommossa.

Tra la voce lecita dei sindaci e la voce mesta del popolo, si attua decisivamente il blocco dei traghetti dall’intrepida Scilla. La screanzata decisione degli adulti purtroppo coinvolge anche i bambini, mettere a rischio la vita dei propri figli, è l’ennesimo atto di egoismo che l’essere umano compie! Passano le ore, si raggiunge un compromesso tra le parti delle due sponde, il sindaco De Luca e il presidente di regione ammettono il rientro in sicilia di donne e bambini, restano in calabria 90 macchine, un centinaio di persone vengono messe in quarantena a Villa San Giovanni, ne dà comunicato il sindaco Falcomatà:

Sto scortando personalmente con l’ausilio della Polizia Municipale, della Polizia Metropolitana, della Guardia Costiera e della Questura di Reggio Calabria le prime 150 persone, tutte residenti in Sicilia, che rientreranno a casa dal porto di Reggio per motivi di sicurezza.

Finalmente questa assurda situazione si è sbloccata grazie all’intervento dei Ministri Lamorgese, De Micheli, Boccia e del Presidente dell’Anci Decaro.

Trovo sinceramente vergognoso che ancora rimangano 80 persone in Calabria perchè chi di dovere non è capace di assumersi la responsabilità di decidere.

La politica è una cosa seria, non è uno show. Chi ancora non riesce a comprenderlo, sta mettendo a serio rischio la salute e la sicurezza di un popolo, quello reggino, che con enormi sacrifici e tanta responsabilità, sta rispettando le regole fin dall’inizio di questa complicata emergenza.

Le persone non si respingono come pacchi. Finalmente sblocchiamo una situazione che ha messo in discussione la dignità di ogni essere umano. Non è possibile che più di 200 persone, tra le quali tanti bambini, siano lasciate per quasi 36 ore su una banchina portuale, senza possibilità di andare in bagno, senza viveri, ostaggio di istituzioni incapaci di far rispettare le loro ordinanze e i loro decreti.

E’ ricomparso timidamente lo Stato, sbagliando nelle decisioni.

Fosse stato per me, caro diario, non avrei concesso alcuno sbarco ne ospitalità, ognuno sarebbe tornato da dov’è partito.

Ora in calabria ci troviamo ad avere un focolaio attivo altamente pericoloso in una zona strategica della provincia di Reggio Calabria.

E’ così che, per l’ennesima volta, lo stato riesce a cavarsela dalla sommossa!

A parere mio non hanno capito cosa sta accadendo!

Non hanno capito che le regioni del sud si sono stancate dell’ indifferenza dello Stato ai problemi interni.

Che, il popolo del sud, ha gli stessi diritti, in termini di risorse, come il nord.

E’ finito il tempo in cui si faceva apparire il sud come il luogo in cui il popolo non vuole crescere, per poi parcheggiarlo nell’oblio della parole: Mafia e Ndrangheta.

Il tempo in cui ci hanno messo allo scarto e ci chiamavano terroni e ladri è terminato, perchè questi termini non sono nati dal nord per caso, ma da gente fatta entrare in parlamento a cui è stato dato il libero arbitrio a denigrarci.

Non hanno saputo osservare che, è terminato il tempo dell’indifferenza che hanno usato, quando tra Dicembre e Gennaio il magistrato Gratteri ha liberato la calabria da una parte di oppressione, restituendo legalità e lo stato non ha fatto cenno di merito, neppure durante la manifestazione svoltasi per il nostro encomiabile magistrato.

In serata del 24 Marzo, il colpo di scena dell’annuncio di un nuovo decreto che in aggiunta inasprisce le sanzioni a chi viola le misure di contenimento, l’ammenda sale vertiginosamente al tetto dei 3 mila euro. Lo stato racimola nella disgrazia dal popolo obbligato a rinchiudersi a casa per mancanza di attenzione, preparazione e intervento al virus cinese.

Che dirti caro diario, è Italia, quella fatta di un’immensa storia e di tanti governi irrisori, quella che amo per la sua bellezza, ma che vorrei avesse un pò dell’America.

E’ il principio del lento sfilare della pelle del serpente quando muta, la trascina su di se fino staccarla completamente senza accorgersene. Ecco l’Italia oggi.

Ti allego caro diario il documento che spiega: cos’è il corona virus e la sperimentazione dei farmaci di cui abbiamo sentito parlare, per alcuni casi risulta abbia salvato vite!

Covid-19 – Conosciamolo – La sperimentazione del farmaco Coronavirus –

A presto

Diario di una quarantena - Festa del papà

Diario di una quarantena – Festa del papà

Diario di una quarantena – Festa del papà

Ciao Diario di una quarantena, oggi 19Marzo 2020, festa del Papà.

Un’augurio immenso a tutti i papà del mondo, sopratutto coloro che sono lontani dai figli.

«Ciao Papà, auguri»

«Grazie figlia mia, a data da destinarsi dobbiamo festeggiare».

« Si Papà. Come sempre. Mi raccomando non uscire».

Non abbiamo mai avuto lunghi dialoghi, ma il silenzio è parte di noi, questo ci fà capire molto di più.

Lui è il mio Papà! Penso sia la cosa più bella che puoi avere nella vita. E’ lui che mi ha insegnato la capacità di credere nei miei ideali fino in fondo. E’ lui che mi ha sempre detto: “l’indipendenza è tutto”, è lui che oggi vede me piangere, ma da egli, non sgorga una sola lacrima solo per darmi forza. E’ lui che su un immenso spartito ha composto la più bella opera, “la famiglia”.

Quindi papà, grazie della vita che mi hai dato. Grazie per avermi insegnato a cavarmela in qualunque situazione, grazie per avermi fatto capire che il silenzio dell’anima vale le parole, grazie per la cultura che mi hai trasmesso, per il senso di responsabilità, grazie per avermi fatto capire che, magari, anche l’amore può essere parte di noi stessi condividendo.

Quando finirà tutto questo, quando come ti dicevo oggi, quel leggero e improvviso soffio di vento gelido che porta le membra a staccarsi dal corpo sarà terminato, staremo tutti insieme, in quella grande immensa caciara che ti avvolge ogni volta che, le piccole donne della tua vita, ti sono attorno. I nipoti ti amano per un grande immenso motivo, il tuo silenzio che insegna. Non so come tu faccia a capire prima che accada tutto, ma mi ritrovo le tue parole sempre nel mio cammino e pur volendo scansarle le ritrovo ad aspettarmi e tu li a insegnarmele qualunque cosa accada.

Grazie papà, non per le case, i soldi, le macchine, il volere, grazie per l’immenso amore.

Diario di una quarantena – Festa del papà

Diario di una quarantena

Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020

Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020

Ciao Diario di una quarantena. Non mi sono dimenticata di te, sono le innumerevoli situazioni che mi circondano a non lasciarmi il tempo per scrivere, ne sento davvero la mancanza. Quindi ho dato una regola a me stessa e ho proporzionato la mia giornata lasciando spazio a me.

La situazione Coronavirus ha coinvolto tutto il mondo. Il mondo segue  il “Modello Coronavirus Italia”. Mi fa sorridere questa cosa, considerando che, i paesi a noi confinanti, di nostro come modello non hanno mai voluto nulla, anzi hanno sempre messo in discussione il nostro paese. Ora seguono il modello “come evitare morte”.

All’interno del nostro paese i dissensi passati riaffiorano! Pensavo che il “canto ai balconi”, avesse davvero unito l’Italia! Ma è una recondita utopia!

Continuano le diatribe che, per anni, hanno massacrato il sud! Non c’è equità nella distribuzione delle risorse da parte dello stato, esso stesso continua a volgere il naso verso su, senza  capire comprendere e attuare una manovra decisa per tutelare il sud.

In questo momento in Calabria la forza politica regionale lotta contro il tempo. L’irresponsabilità della codardia egoistica di taluni, può portare ad uno sterminio massificato. Questo dal punto di vista statistico è la previsione reale. Ma si sa a raccontarci canzonette i nostri politici sono bravi. Ad affievolire la mente degli italiani sono maestri, ora si buttano con epiteti poetici che dribblano in campo la razionalità per spostare l’attenzione dalle attività di palazzo. Vale la teoria attuata da secoli,  più il sentimento sovrasta la ragione, più tu sei propenso a non comprendere!

Dopo l’accordo tra il governo e le parti sociali, alias sindacati per meglio spiegarti: rappresentanti della classe lavoratori, quindi direttamente correlati con gli imprenditori, si sono divulgate le notizie di tutti coloro che avrebbero continuato a produrre e tutti coloro che avrebbero chiuso l’azienda. Ecco partire la macchina cinica e senza dignità morale di coloro che io, ho sempre chiamato “avvoltoi”, la diffusione della notizia da parte dell’ufficio stampa del governo attraverso retrovie recondite! Tipo quando leggi o guardi in tv gli episodi del “Commissario Montalbano”. Chiama la stampa per diffondere la notizia in incognito e avere effetti sull’indagine. In questo caso gli effetti sono quelli di ponzio pilato! Tipo Mussolini da sempre giornalista! Comunque, segue alla diffusione, il secondo esodo che porta l’assalto ai treni verso il sud! Si ripete il cordone unito di irresponsabili che per mano e diffondendo il virus volgono alla grande meta del sud! Non so dirti se sono arrabbiata, o delusa, o estremamente stanca dell’essere umano, so che, questa gente che ha viaggiato anche con febbre a 37.5, avrà sulla coscienza altra gente,  per quanto il senso di egoismo non pervaderà le loro menti, rimarrà sempre una coscienza propensa alla “lordia dell’essere”. Ciascuno di noi è responsabile di se stesso e questo è responsabile in comunità. C’è stata quindi una nuova invasione, controllata dai nostri sindaci locali che in questo periodo davvero stanno coordinando in maniera encomiabile l’attività del territorio. Nel frattempo i dati dei contagi sono saliti, ad oggi si registra un morto. Mi auguro non ce ne siano più. Il presidente della mia regione calabria chiede i militari per il controllo interno, io ne sono d’accordo, non puoi entrare e uscire da una regione in stato di emergenza sanitaria solo perchè la usi come sanatorio! Le innumerevoli presenze che si sono massificate in queste ore sono portatori di virus, alcuni non registrano la loro presenza sul territorio come previsto da ordinanza, questo ha provocato in alcuni paesi il completo isolamento, sono stati scoperti denunciati e posti in quarantena forzata.

Questi soggetti sono coloro che, da anni sono andati via dalla mia terra, sono coloro che, dal nord hanno comprato casa per villeggiatura nella mia terra, (tanto costa tutto poco). Noi non siamo il club med resort, siamo una regione la cui sanità non esiste a causa di sbagli fatti tra stato e enti locali. In un Twitt di risposta al presidente del consiglio mi sono ritrovata a costatare come la divisione tra nord e sud prosegua nella offesa di chiamarci: “Ladri – Coloro che non pagano le tasse”.  Mi sento di dire che le tasse devono essere pagate in proporzione ai servizi resi e qui non ne abbiamo! Il nostro problema è, difendere gli ospedali da possibili contagiati, non possiamo avere un epidemia con numeri uguali al nord. Al nord, l’unico problema che c’è stato, è quello di piangere sui vizi tolti, diffondendo il virus attraverso atteggiamenti di rivolta silente e trasgredendo la regola di non uscire!

Ma l’offesa immensa ricevuta, è questa risposta che scrivo e che dovrebbe far riflettere tutti quei genitori che mettono la valigia in mano ai figli per andare all’università del nord, siete voi i primi complici che rendono la nostra terra nullità. Noi l’università l’abbiamo da napoli in giù! Siete voi che per superare voi stessi buttate i figli tra coloro che pensano questo:

«Ridicola chi è scappato non è certo quello che ha la seconda casa ma i figli vostri rincoglioniti! E voi pure a proteggerli! Idioti che non siete altro. Siete senza cervello e spina dorsale. E lamentatevi che vi prendete il virus. Non fate altro che lamentarvi».

Questa è L’italia, fatta di gente con odio recondito verso le regioni del sud!

Lasciate i vostri figli nella vostra terra per poter mandare avanti il vostro territorio. Se lo stato capisce che abbiamo alternativa a non stare al sud spostandoci al nord, guarderà sempre a testa in su, se comprende che giù manifestiamo la voglia di espanderci in tutti i sensi dovrà per forza guardare a testa in giù. Roma non è lontana e marciare su Roma è un nostro diritto. E’ questo caro diario che vorrei diffondere sempre a tutta la gente del sud.

Allo stato attuale il presidente di regione con illustri personalità scientifiche ha creato una task force che ci mette un pò al sicuro. Ma fino a questo momento lo stato non ha mosso un dito, ha solo creato caos, diffondendo notizie per creare volutamente l’esodo al sud, loro sapevano che sarebbe successo, quindi era nelle loro piene funzioni istituzionali chiudere le regioni!

Questa è una cosa che io non perdonerò mai! Mettere a rischio la salute del sud, senza niente e garantire il nord! Comunque si sa, è da lì che gli investimenti ripartiranno alla fine di tutto. Ma è dal sud che è partita la spedizione dei mille!

Ecco perchè oggi ti dico, caro diario di una quarantena, che per me esiste solo  la mia terra, come avevo già deciso tanti anni fa quando recandomi al nord per lavoro itinerante entrando in un ristorante che sventolava bandiera verde mi fù detto « Noi i meridionali non li vogliamo» . Potrei star qui a raccontarti anche quando negarono casa ai miei genitori che, per solo un’anno di lavoro nell’insegnamento, avrebbero dovuto risiedere al nord. Arrivati sul posto gli fù detto « Non possiamo darvi casa, avete troppi figli e i condomini non sono d’accordo». Potrei raccontarti tanto altro, ma va bene così. Ora ho la mia piccola grande soddisfazione!

L’Italia è divisa! Al nord c’è un’attenzione costante seria e puntuale, al sud i nostri sindaci sono il nostro stato, il presidente della regione ci rappresenta.

Un giorno al risveglio di tutto, considerando il nuovo decreto Cura Italia, vedrò cadere a picco qualcuno!

Gli investimenti previsti non solo non sono a lungo raggio, ma non sono equivalenti agli investimenti che le aziende dovranno far fronte considerando il costo del lavoro Non dimentichiamoci che, l’europa è fatta di nazioni come Germania e Francia e non solo, non si calcola che l’America ha il grande presidente che già sta lottando per il futuro della sua nazione prevedendo manovre finanziarie lungimiranti, ama l’Italia ma ama il suo popolo.

Ecco questo è al momento ciò che vivo. Siamo forti in calabria e lotteremo anche contro chi sa che la condanna a morte qui è certa!

Sono arrivate donazioni, sono stati rivisti i bilanci nei comuni per l’acquisto di materiale sanitario e respiratori. I nostri medici ci curano, gli infermieri non si fermano. Grazie davvero.

Parlano dell’Italia come fosse tutto unito. Parlate dell’Italia, ma come tratto di cartina geografica segmentato da linee intervallate.

Guardo il Presidente degli Stati Uniti d’America e lo ascolto con ammirazione profonda, in ogni discorso ha dato sempre il senso di protezione al suo popolo unendolo, nonostante fazioni opposte. Lo ha rassicurato per il futuro, lo difende dal coronavirus rischiando lui stesso.

Ecco io vorrei un presidente così.

Ora vado diario, oggi voglio fare un video di cucina. Prenderò una ricetta del mio libro e la regalo a tutti facendo vedere come si fà. Ho saputo che negli ospedali chi può guarda e legge e sapere che possiamo essere utili è un grande gesto di altruismo. Sto cercando di mettermi in contatto con i volontari, magari accetteranno un pò d’aiuto.

Ti lascio, ma ti raccomando prima di chiudere la copertina caro diario, rileggiamo insieme queste parole.

Andrea Camilleri, contro l’odio, le sue parole:

“Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre, possono essere pallottole. Bisogna saper pesare il peso delle parole e soprattutto far cessare il vento dell’odio che è veramente atroce. Lo si sente palpabile attorno a noi. Ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me allo specchio. È di oggi la notizia di quel pazzo che entra in una sinagoga e uccide 11 persone urlando: “Gli ebrei tutti a morte!”. Ma ci si rende conto a che livelli ci abbassiamo quando non solo lo diciamo, ma siamo capaci di pensare questo. Peggio degli animali che hanno la fortuna di non parlare. Le parole della senatrice Liliana Segre dovrebbero essere dette e scritte all’ingresso di ogni scuola perché il terribile è che stiamo educando una gioventù all’odio. Il motivo? Perché abbiamo perso il senso dei valori. I veri valori della vita li abbiamo persi”.

La lotta all’odio non è cosa semplice: il web, in questo senso, è una polveriera impossibile da controllare e censire. L’unico rimedio, ancora una volta, è l’educazione: dobbiamo trasmettere l’idea che odio e violenza non sono strumenti, dobbiamo aiutare i ragazzi a distinguere la determinazione dall’aggressione. Abbiamo bisogno di un programma massiccio di educazione emotiva, a cui va aggiunto l’impegno civico di ciascuno di noi. Questa pericolosa cultura si può combattere solo contrapponendole un’altra cultura, quella della ragione e della gentilezza.

Dobbiamo anche educare all’uso delle parole, alla consapevolezza del linguaggio: oggi regna l’idea che le parole non siano importanti, che siano un fatto trascurabile. Non è così: le parole hanno il potere di cambiare il mondo, ma con la stessa facilità possono distruggerlo.

A presto.

Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020

Diario di una quarantena

Diario di una quarantena – 14 Marzo 2020

Diario di una quarantena – 14 Marzo 2020

Caro Diario di una  quarantena sono le 08:03 del mattino, mi sveglio sempre presto per abitudine, ti dico cosa vedo difronte me. La grande montagna è per metà innevata, l’altra metà è tutta nera, come se ad un pittore fossero caduti i colori sulla tela e avessero diviso il dipinto in due, La bocca fuma, ma a ciò, noi dirimpettai dello stretto Scilla e Cariddi, siamo abituati, non abbiamo paura. Ai suoi piedi la grande distesa blu del mare calmo, sarà una mia impressione ma, non vedo passare tante navi che, all’occhio dell’orizzonte, per quanto siano grandi, sembra possa toccarle. Il resto del paesaggio è rappresentato dalla mitologia di Scilla e Cariddi, quindi l’incanto continua. E’ così che prendo il mio caffè tutte le mattine. Avvolta nel silenzio come fosse la mia coperta.

In un giorno raccontarti cosa succede è davvero un’impresa. Quando non esisteva il Coronavirus eravamo tutti di corsa a raggiungere i nostri obiettivi, ora siamo un popolo sotto un’unico tetto dalla grande voce.

Sono stupende le voci di tutti gli italiani che cantano al balcone. Ieri ci siamo uniti da nord a sud ognuno con la propria musica, è stata un’immenso abbraccio che ha ridato forza a tutti. Un pò come quando canti l’inno di Mameli e ad un certo punto la tua voce continua ad alzarsi per far sentire meglio che l’Italia si è desta … Te lo scrivo, così anche tu Diario, lo avrai tra le tue righe sempre con te, qualunque cosa il futuro ci riservi:

Fratelli d’Italia,
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Fratelli d’Italia,
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte,
Siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
L’Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
Siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
L’Italia chiamò!
E’ scritto da Goffredi Mameli e rappresenta il CANTO DEGLI ITALIANI, durante il Risorgimento. E’ così è successo ieri tra i balconi di tutta la nazione unita. Abbiamo trovato la nostra Italia libera in un unico canto.
Vedi, nonostante la chiusura, le giornate non mancano di emozioni che ti portano a piangere di sentimenti contrastanti in essere: la felicità e la speranza. Che dirti? tutto il mondo è su una grande arca di Noè.
Oggi in America Trump dichiara lo stato di emergenza al Coronavirus, quell’America che per me è sempre stata la terra da scoprire!
L’Europa per noi Italiani ha riservato un’altro colpo di scena, dopo il discorso della Presidente della Commissione Europea è  intervenuta il 13 Marzo, la Presidente della Banca centrale europea con una frase che leggeremo nei testi di storia:
“Ci saremo usando tutta la flessibilità, ma non siamo qui per chiudere gli spread. Questa non è la funzione né la mission della Bce, ci sono altri strumenti e altri attori per interventi su questi aspetti”.
In sintesi crollano le borse. Legarde sfiducia i mercati.
Il presidente della Repubblica Mattarella in un comunicato dice:
L’Italia attraversa una condizione difficile e la sua esperienza sarà utile per tutti. Si attende quindi, quanto meno nel comune interesse, solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione
Si chiedono dall’Italia le dimissioni di Legarde. Ci si convince sempre più che, l’Italia, non è parte dell Unione Europea
In serata La presidente della BCE dichiara:
Sono pienamente impegnata ad evitare qualsiasi frammentazione dell’area euro in un momento difficile. Gli spread elevati inficiano la trasmissione della politica monetaria.

In sintesi la Bce aiuterà le banche dell’Eurozona mantenendo i tassi già negativi senza variarli, in modo da poter aiutare i prestiti alle medio e piccole imprese.

120 miliardi saranno destinati all’acquisto di titoli di debito da parte della BCE, che già investe attualmente in 20 miliardi alle imprese

I titoli di debito sono: titoli emessi ai debitori i quali hanno bisogno di liquidità. I titoli vengono acquistati dai creditori in questo caso la BCE. Il prestito tra creditori e debitori prevede gli interessi, che al termine, dovranno essere restituiti in sommatoria al capitale.

Ecco scoperto l’arcano di tutto il casino che è stato causato da parole inutili.

Come dice il maestro Camilleri

Le parole hanno un peso

Magari lo capiremo tutti con questo insegnamento che stiamo ricevendo.

Ecco come capirai Diario non ci si annoia mai durante queste giornate di chiusura.

Non ti nascondo che io amo i colpi di scena, i complotti di palazzo, il pragmatismo e amo osservare le retrovie del cinismo. Oltretutto un giorno farò parte dei libri di storia che racconteranno di questo momento.

Ieri sono arrivati dalla Repubblica popolare Cinese i medici ad aiutarci. Hanno regalato all’Italia bancali di: dispositivi medici, respiratori e ventilatori, sono di grande aiuto ai nostri medici che si trovano al fronte in prima linea. Si proprio come la trincea in guerra. Gli accampamenti sono gli ospedali, i soldati sono i medici, gli infermieri e i volontari. Loro sono la nostra speranza in tutto. La Cina è l’unico paese che in questo momento collabora con l’Italia al contrasto del Coronavirus. Si vocifera di una medicina che va a ridurre l’infiammazione che causa il coronavirus alle vie respiratorie. Ho chiesto a mia sorella farmacista cosa sia e voglio riscriverlo così da ritrovare nel mio diario e essere informata anch’io.

Nello specifico questo farmaco diminuisce il fattore di necrosi tumorale la cui inibizione si è visto potenziare in maniera esponenziale l’attività dell’antivirale. E’ una cosa ottima

Così mi scrive Imma in un messaggio whatsapp. Tutto ciò da speranza.

La cosa bella di questo momento è che il calore delle mie sorelle è aumentato in maniera esponenziale mentre prima era tiepido e mite come se si volesse assopire.

Ora vado, continuo le cose da fare in casa, magari ci aggiorniamo in giornata, altrimenti ti scriverò presto.

A presto, Diario di una quarantena

#iorestoacasa #coronavirusitalia

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Diario di una quarantena

Diario di una quarantena

Diario di una quarantena – 12 Marzo 2020 –

Oggi è tutto molto diverso, le lancette dell’orologio vanno avanti velocemente, a dir il vero già da ieri un senso di adeguamento al tempo fa scandire il tic toc delle lancette.

Tutti a casa! Il decreto firmato in data 11 Marzo dal Presidente del consiglio restringe ancora di più la possibilità di uscire.

Possiamo andare a: fare la spesa, a comprare un farmaco, a lavorare, ma poi dobbiamo andare a casa, è per il nostro bene, per il bene dei nostri figli e per il bene sopratutto di chi ha genitori anziani , nonni che amiamo. E’ per il bene dell’Italia, che sta lottando per mandar via questo virus.

Sembra sia un insegnamento ai popoli delle diverse razze. Convid_19 è presente in tutto il mondo.

Le caratteristiche sintomatiche che lo distinguono sono: forte febbre e blocco respiratorio.

Da ieri pomeriggio, ho introdotto un nuovo vocabolo nel mio dizionario “Pandemia” l’organizzazione mondiale della sanità l’ha chiamata così, oramai e quasi in tutto il mondo. L’unica cosa che possiamo fare per debellarlo è: cercare un vaccino adeguato che, però, richiede tanto tempo per via della sperimentazione; stare a casa per non diffonderlo tra di noi.  In Cina lo hanno fatto.

E’ partito tutto da Wuhan, provincia cinese Hubei, a Dicembre 2019, il mondo si sveglia capisce che stavano lottando contro un virus che, i virologi, hanno chiamato Corona virus – Convid_19. Sembrava fosse lontanissimo per i chilometri che ci separano, ma a febbraio anche l’Italia è stata invasa da Convid_19. Da questo momento la vita degli Italiani cambia, passa diversi stadi:

Consapevolezza

Accettazione

Sopravvivenza

Rinuncia

Rispetto

Regole

Oggi il sole intiepidisce l’aria, è bellissimo sentire il tepore  dei raggi . Sono sempre più innamorata del luccichio del mare che si rifrange tra Trinacria e i monti aspri, sono sempre in attesa di poter essere fortunata e vedere, Fata Morgana, l’amore maledetto di Scilla e Cariddi l’ho già visto. C’è un’aria leggera, sono seduta sulla panchina in balcone, ho un gelsomino sbocciato con i fiori gialli e sto aspettando che la pianta fiorisca i calla, uno dei miei fiori preferiti. Sento le voci della gente in fila al supermercato, faccio capolino per vedere se rispettano ciò che c’è stato detto, anziché ammucchiarsi, sono distanti l’un dall’altro, mascherina e guanti. Sento discorrere su ciò che sta succedendo e su ciò che si potrebbe o si sarebbe potuto fare. Questa cosa mi fà stare bene, vuol dire continuità di vita. Io la spesa lo già fatta, senza accalcarmi! Ho sempre avuto l’abitudine di prevedere che, possa “succedere qualcosa” durante la settimana normale, lavoro, partire, spostarsi per la famiglia, l’amore per la cucina, quindi le provviste ci sono! Molte volte mi sono presa gli insulti di chi mi sta attorno di essere una pastiglia vagante ansiogena e ansiolitica, ma stavolta si sono ricreduti un pò tutti! E’ stata una soddisfazione sentirmi dire: beata te che ti sei fatta la spesa prima!

I primi giorni l’assalto al cibo è stato eclatante,

sembrava finisse tutto subito, nonostante il governo ci avesse avvisato che i negozi alimentari non avrebbero chiuso e la merce sarebbe arrivata, la gente è corsa al supermercato sfidando un possibile contagio. E’ prevalso il senso di panico! Riempire i cofani della macchina di ben 3/4  carrelli di spesa!  Litigare per il posto auto. Scene apocalittiche!

Per non descrivere quando l’ 8 marzo è stato firmato il decreto che chiudeva come zona rossa la lombardia, scena davvero da film,! La sera trapela la notizia sui network, la gente del nord si riversa al sud senza alcun senso di responsabilità verso il prossimo e con un pericolo di contaminazione altissimo. Tutti di corsi ai treni/aerei, gente che partiva in macchina di nascosto, verso il sud! Il sud Italia in quel momento non registrava numeri alti di Covid_19, quindi coloro che sono emigrati al nord e ancora si ritrovano parenti, amici e casa al sud, hanno ben pensato che giù non avrebbero avuto alcun pericolo. In realtà, dopo neppure un giorno, la loro azione irresponsabile è sfociata nella contaminazione. Il sud ha una grave mancanza nel sistema sanitario, gli ospedale sono fatiscenti rispetto al nord i cui ospedali funzionano! Quindi noi gente che abitiamo al sud da sempre e non abbiamo mai lasciato e rinunciato alla nostra terra ci siamo incavolati e direi non poco!

Convid_19, ci ha fatto vedere come l’essere umano non abbia più il senso dell’altruismo, ma l’egoismo che imparerà a gestire con la conseguenza dei gesti.

E’ così mi ritrovo ad oggi  a scrivere sul Diario di una quarantena. Io amo scrivere, il 2019 dopo tanto tempo mi ha regalato l’opportunità di poter pubblicare un libro di cucina, lo amo più di me stessa. Anche io nel mio piccolo sono tra i fogli delle immense librerie. Stò scrivendo nuovamente, i miei personaggi stanno nascendo come fossero reali, il bello sta proprio nel creare ciò che vuoi tra le lettere della tastiera. Sono Italiana e gli italiani sono sempre stati scrittori, poeti, naviganti, scopritori, artisti, e questa cosa mi ha reso sempre fiera.

Ora caro Diario di una quarantena penso a cosa cucinare stasera, non ho molta fame in questi giorni, però cucinare ti dà un senso di libertà, unisci i sapori che vuoi con gli ingredienti che metti in ricetta. Sono costretta a chiudere, altrimenti passerò anche la notte a scrivere e leggere.

Ci rivediamo domani Diario di una quarantena, al momento il silenzio della strada avvolge tutto.

Io non esco. Rispetto le regole. Sto in casa e svolgo ciò che amo.

Se vi è piaciuto e avete voglia di interagire e condividere a destra c’è il pulsante della chat scrivetemi.

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