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Capaci 23 Maggio 1992 - 23 Maggio 2020

23 Maggio 1992 – Capaci – 23 Maggio 2020

23 Maggio 1992 – Capaci – 23 Maggio 2020

Il collaboratore di giustizia Buscetta parla dei magistrati Falcone e Borsellino dopo le stragi. Fa intendere che vi siano accordi tra Stato e Mafia

Signor Buscetta lei è stato un’uomo d’onore vuole spiegare alla corte che cosa significa uomo d’onore?

E’ una domanda molto ampia a rispondere, io mi accingo, quando mi direte che vi siete stancati mi direte basta non ne parli più! Cos’è un uomo d’onore? Un uomo d’onore è una persona che nella vita fù raccolto da altre persone avvicinato sperimentato e dopo questa sperimentazione la famosa parola “combinato”  e quindi appartenente ad una determinata famiglia di un determinato rione che ha dei limiti o di un paese.

Spieghi alla corta che cos’è casa nostra?

Per quello che mi è stato detto, prima si chiamava i Carbonari, poi i beati Paoli in ultimo cosa nostra. E’ stata costituita perchè, in tempi lontani, i ricchi sovrastavano i poveri e i  poveri si erano organizzati in una maniera di avere una autodifesa dove lo stato non c’era, tanto che fino oggi credo, ma per lo meno fino ai tempi in cui ero in senno a cosa nostra, si giurava di aiutare sempre i deboli, quindi è una cosa che si tramanda di cooperazione fra un gruppo di persone che si chiamò “cosa nostra.

Cosa nostra quella in cui militava quali finalità ha?

Una volta la finalità di cosa nostra era raggiungere il potere, oggi si cerca di raggiungere l’arricchimento perchè con l’arricchimento viene il potere. Ormai con i mezzi economici che si possiedono dentro cosa nostra si ha il potere, si ha tutto quello che si vuole, mentre una volta si cercava l’affermazione personale del membro di cosa nostra.

In che modo opera cosa nostra per raggiungere le finalità e che tipo di rapporti intrattiene con gli uomini dello stato e con le istituzioni ?

Io ho già detto che i rapporti fra mafia e politica ci sono stato. Ci sono dei procedimenti in corso del quali non desidero assolutamente parlarne ed è la dimostrazione più ovvia che i rapporti fra mafia e politica ci sono stati, sempre i mafiosi hanno cercato l’appoggio dei politici, perchè i politici è il condimento della cosa nostra, era la chiave per l’apertura delle varie casseforti che esistevano per un appalto, per tutto quello che potevano concernere il commercio, ma questo direi che è una cosa più attuale

Che tipo di rapporti cosa nostra ha teso intrattenere con i rappresentanti della legge come poliziotti magistrati?

Il rapporto cosa nostra l’ha cercato sempre con le autorità, e quasi sempre devo dire che ci sia riuscita, anche se questo rapporto è un rapporto che può basarsi anche per finalità amichevoli e non a scopi pecuniari, certe volte si può cercare la corruzione senza apporto di denari e per via d’amicizie. Si è sempre cercato il rapporto per aggiustare i processi. e si sono trovati.

Le risulta che cosa nostra faccia attentati senza un ritorno?

No assolutamente no la mafia se fa un attentato deve avere un ritorno, senza un ritorno non c’è attentato.

Per via d’Amelio qual’è stato il ritorno?

Per via  d’Amelio non c’è ritorno.  L’attentato di via d’Amelio è un’attentato inusitato non di normale amministrazione cosa nostra. L’attentato di via d’Amelio è un attentato che esce fuori dalle regole di cosa nostra e viene fatto subito dopo un attentati di Capaci. Questa concomitanza di date una vicino all’altra fanno pensare essere un omicidio collegato ai processi. La mia opinione non è questa, la mia opinione è un’altro, ho sempre cercato di dirlo non è una novità, oggi quello che è stato detto agli altri, anche in seno a cosa nostra, è un processo è un attentato che noi dobbiamo fare, perché questi ci stanno disturbando, ma in quel momento il dottore Borsellino non stava disturbando cosa nostra nel vero senso della parola come si era potuto definire per il dottore Falcone. Il dottore Falcone si era adoperato nel vero senso della parola nel lavorio del famoso processone, ma il dottore Borsellino no! Borsellino lo trovo troppo anomalo, Borsellino è  un fatto che va al di là dell’interessamento di Borsellino ai processi. Quindi ritengo che è una cosa che la legge dovrebbe cercare in altri risvolti qual’è la morte. Qual’è la ragione della morte del dottore Borsellino.

Il processo continua. Da quel processo, nasce la certezza che la mafia si è insinuata nello stato.

Oggi il ricordo della strage di Capaci lascia merito a frasi convenzionali che vengono scritte ogni anno alla data della commemorazione, ma in questi giorni i magistrati Falcone e Borsellino hanno fatto sentire la loro presenza tra le file della giustizia.

Ricordo solo che c’erano grida, sgomento, una semplice esclamazione!

-L’hanno ammazzato! Con lui la sua scorta e la moglie. E ora che facciamo? Questi non hanno paura di niente! –

Non l’hanno ammazzato, hanno solo reso più forte il valore della giustizia che continua a farlo vivere. Come vivono:

Paolo Borsellino – Rocco Chinnici – Alberto Giacomelli – Antonio Scopelliti – Piersanti Mattarella – Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

E tutti gli uomini di legge che, pur non essendoci fisicamente, hanno lasciato la grande eredità del coraggio alla verità.

Grazie a tutti voi per averci dato la possibilità di conoscere il pericolo della paura contro la mafia.

Grazie per averci insegnato che uniti, possiamo vivere senza paura, che la “voce” dà sgomento alla mafia.

Anche se la mafia ti stringe forte al collo, arriva un punto in cui la stretta si allenta perchè sei tu a renderla debole davanti la verità.

Non sentiamoci mai soli difronte a nulla.

Meglio un urlo ascoltato che un silenzio sottomesso.

Capaci 23 Maggio 1992 - 23 Maggio 2020

Diario di una quarantena

Lettere 01 Aprile 2020 – Le Scuse dell’Europa – La risposta dell’Italia

Di seguito: Le Lettere 01 Aprile 2020 – Le Scuse dell’Europa – La risposta dell’Italia Pubblicate dalla testata giornalistica La Repubblica.

Come fossero due innamorati pronti a lasciarsi, intrepidi nel dolore straziante e alla ricerca di una soluzione, ecco l’avvicendarsi degli episodi passionevoli.

Dopo gli aiuti chiesti all’Unione Europea e l’avversità di Germania e Olanda, zoppicante dell’ausilio della Francia che combatte il nemico invisibile Covid-19. L’Unione Europea fa un passo indietro e arguisce il suo intrepido impegno di collaborazione con questa lettera che media le scuse e non è chiara negli intenti. Come da storia passata, ancora una volta, l’Italia immobile al confine franco austriaco, aspetta l’avanzare dell’armata oltralpe:

Lettera di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea a Repubblica

L’Italia è stata colpita dal coronavirus più di ogni altro Paese europeo. Siamo testimoni dell’inimmaginabile. Migliaia di persone sottratte all’amore dei loro cari. Medici in lacrime nelle corsie degli ospedali, col volto affondato nelle mani. Un Paese intero – e quasi un intero continente – chiuso per quarantena.

Ma il Paese colpito più duramente, l’Italia, è diventato anche la più grande fonte di ispirazione per noi tutti. Migliaia di italiani – personale medico e volontari – hanno risposto alla chiamata del governo e sono accorsi ad aiutare le regioni più colpite. Le industrie della moda ora confezionano mascherine protettive, i produttori di amaro imbottigliano disinfettante per mani. La musica dai balconi ha riempito le strade deserte – scaldando i cuori di milioni di persone.

Gli italiani stanno dimostrando la loro solidarietà reciproca nella quotidianità con migliaia di piccoli gesti – allo stesso tempo discreti ed eroici. E solo la solidarietà può farci riemergere da questa crisi – quella tra persone come quella tra Stati.

Oggi l’Europa si sta mobilitando al fianco dell’Italia. Purtroppo non è stato sempre così. Bisogna riconoscere che nei primi giorni della crisi, di fronte al bisogno di una risposta comune europea, in troppi hanno pensato solo ai problemi di casa propria. Non si rendevano conto che possiamo sconfiggere questa pandemia solo insieme, come Unione. È stato un comportamento dannoso e che poteva essere evitato. In questi giorni la distanza tra individui è fondamentale per la nostra sicurezza: la distanza tra nazioni europee, al contrario, mette tutti in pericolo.

Nel frattempo però l’Europa ha cambiato passo. Abbiamo fatto tutto il possibile per portare i Paesi europei a ragionare come una squadra e assicurare una risposta coordinata a un problema comune. E abbiamo visto più solidarietà qui in Europa che in qualsiasi altra parte del mondo.

Nell’ultimo mese, la Commissione europea non ha lasciato nulla di intentato per aiutare l’Italia. Grazie alla nostra azione, 25 Paesi europei hanno unito le forze e hanno spedito milioni di mascherine in Italia e in Spagna, per la protezione di tutti e in particolare degli operatori sanitari.

Abbiamo tenuto aperto il Brennero e gli altri valichi di frontiera, assicurando il flusso di merci che è la linfa della nostra economia. Abbiamo aiutato a rilocalizzare la produzione di materiale sanitario qui in Europa. Abbiamo finanziato la ricerca per un vaccino. Abbiamo sospeso alcune regole per dare al governo italiano lo spazio di manovra necessario ad agire rapidamente e con forza. Abbiamo convogliato miliardi di investimenti alla lotta contro il virus ed i suoi effetti.

E continueremo a fare ancora di più. Ieri la Commissione europea ha annunciato una nuova iniziativa economica, una “cassa integrazione europea”. In questo momento, milioni di italiani non hanno la possibilità di lavorare – ma non per questo possono smettere di pagare le bollette o di fare la spesa. Le aziende continuano a pagare gli stipendi anche se l’attività è ferma – dalle imprese edili agli alberghi rimasti vuoti, dalle grandi industrie agli artigiani. Migliaia di aziende forti e in salute si trovano in difficoltà a causa del coronavirus. Hanno bisogno di un sostegno per superare la crisi attuale: l’Europa sta intervenendo in loro aiuto.

Esistono già strumenti a livello nazionale per aiutare i lavoratori e le aziende in tempi di crisi, ma la situazione attuale sta mettendo a dura prova le finanze dei Paesi europei. L’Europa vuole dare una mano, stanziando nuove risorse per finanziare la cassa integrazione. L’Unione stanzierà fino a cento miliardi di euro in favore dei Paesi colpiti più duramente, a partire dall’Italia, per compensare la riduzione degli stipendi di chi lavora con un orario ridotto.

Questo sarà possibile grazie a prestiti garantiti da tutti gli Stati membri – dimostrando così vera solidarietà europea. Tutti i Paesi membri contribuiranno a rendere possibile questo nuovo strumento, che si chiama “Sure”. Aiuterà lavoratori e impiegati, aiuterà le aziende e sarà una boccata d’aria fresca per le finanze pubbliche italiane.

Questo sostegno europeo alla cassa integrazione aiuterà a salvare posti di lavoro – anche in un momento di minore attività. Quando la quarantena sarà finita, e la domanda e gli ordinativi torneranno a crescere, quelle stesse persone potranno tornare a lavorare a tempo pieno. E questo è fondamentale per far ripartire al più presto il motore dell’economia europea. Questa iniziativa fa parte di un pacchetto più ampio.

Ieri abbiamo anche proposto che ogni euro ancora disponibile nel bilancio annuale dell’Unione europea venga speso per affrontare la crisi. Aiuteremo agricoltori e pescatori, che ogni giorno danno da mangiare al nostro continente. Allo stesso tempo, la Banca europea di investimenti sta aiutando le imprese europee – in particolare le piccole e medie – a trovare i finanziamenti di cui hanno bisogno in questa situazione di emergenza. Questa crisi è una prova per l’Europa. E non possiamo permetterci di fallire. Le decisioni che prendiamo oggi verranno ricordate per anni. Daranno forma all’Europa di domani. Credo che l’Europa possa riemergere più forte da questa situazione, ma dobbiamo prendere le decisioni giuste – qui ed ora. Abbiamo già intrapreso alcune azioni coraggiose. Molte altre saranno ancora necessarie.

Preferiremmo tutti vivere tempi più facili. Ma oggi quello che possiamo decidere è come reagire. Ho in mente un’Europa fondata sulla solidarietà – la nostra più grande speranza e il nostro investimento in un futuro comune.

Un coro unanime avvolge l’Italia, le scuse e i soldi spiccioli non bastano. La soglia della mancanza di fiducia aleggia, gli intenti di questa visione di unione, vacilla. Ognuno lotta per la propria nazione, è natura stessa dalla libertà nazional popolare. Da secoli,  le guerre, si combattono per l’ indipendenza della patria. Se si fosse voluta formare l’Europa, sarebbe già nata da secoli, da quando l’Impero Romano aveva unito più mondi. Ma ahimè, anche la lunga e grande egemonia fu spezzata non solo dalle guerre perse, ma da una grande epidemia che indebolì Roma. Fu così, che il sacro romano impero, divenne nel corso dei secoli, Italia. Ancora oggi inneggia la frase – Roma caput mundi regit orbis frena rotundi – Roma capitale del mondo regge le redini dell’orbe rotondo –

Raccontiamo la storia, magari qualcuno l’abbia dimenticata!

Fatto sta che, il nostro Presidente del consiglio, Giuseppe Conte, risponde all’Unione Europea. Con il vessillo in mano, il tricolore nel petto e l’emozione dei tanti caduti in guerra che lacrime portarono al suo volto, sfodera l’arma affondando la penna nell’inchiostro e risponde:

La lettera del Presidente Conte alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, pubblicata sul quotidiano “la Repubblica”

Cara Ursula,

ho apprezzato il sentimento di vicinanza e condivisione che ha ispirato le parole con cui ieri, dalle pagine di questo giornale, ti sei rivolta alla nostra comunità nazionale e, in particolare, al nostro personale sanitario, che, con grande sacrificio e responsabilità, è severamente impegnato nel fronteggiare questa emergenza. Le tue parole sono la prova che la determinazione degli italiani ha scosso le coscienze di tutti, travalicando i confini nazionali e ponendo la riflessione oggi più urgente: cosa è disposta a fare l’Europa non per l’Italia, ma per se stessa.

In questi giorni ho ricordato spesso come l’emergenza che stiamo vivendo richieda una risposta straordinaria, poiché la natura e le caratteristiche della crisi in corso sono tali da mettere a repentaglio l’esistenza stessa della casa comune europea. Non abbiamo scelta, la sfida è questa: siamo chiamati a compiere un salto di qualità che ci qualifichi come “unione” da un punto di vista politico e sociale, prima ancora che economico.

L’Italia sa che la ricetta per reggere questa sfida epocale non può essere affidata ai soli manuali di economia. Deve essere la solidarietà l’inchiostro con cui scrivere questa pagina di storia: la storia di Paesi che stanno contraendo debiti per difendersi da un male di cui non hanno colpa, pur di proteggere le proprie comunità, salvaguardando le vite dei suoi membri, soprattutto dei più fragili, e pur di preservare il proprio tessuto economico-sociale.
La solidarietà europea, come hai tu stessa ricordato, nei primi giorni di questa crisi non si è avvertita e ora non c’è altro tempo da perdere.

Accogliamo con favore la proposta della Commissione europea di sostenere, attraverso il piano “Sure” da 100 miliardi di euro, i costi che i governi nazionali affronteranno per finanziare il reddito di quanti si trovano temporaneamente senza lavoro in questa fase difficile. È una iniziativa positiva, poiché consentirebbe di emettere obbligazioni europee per un importo massimo di 100 miliardi di euro, a fronte di garanzie statali intorno ai 25 miliardi di euro.

Ma le risorse necessarie per sostenere i nostri sistemi sanitari, per garantire liquidità in tempi brevi a centinaia di migliaia di piccole e medie imprese, per mettere in sicurezza occupazione e redditi dei lavoratori autonomi, sono molte di più. E questo non vale certo solo per l’Italia. Per questo occorre andare oltre.
Altri player internazionali, come gli Stati Uniti, stanno mettendo in campo uno sforzo fiscale senza precedenti e non possiamo permetterci, come italiani e come europei, di perdere non soltanto la sfida della ricostruzione delle nostre economie, ma anche quella della competizione globale.

Quando si combatte una guerra, è obbligatorio sostenere tutti gli sforzi necessari per vincere e dotarsi di tutti gli strumenti che servono per avviare la ricostruzione.
A questo proposito, nei giorni scorsi ho lanciato la proposta di un European Recovery and Reinvestment Plan. Si tratta di un progetto coraggioso e ambizioso che richiede un supporto finanziario condiviso e, pertanto, ha bisogno di strumenti innovativi come gli European Recovery Bond: dei titoli di Stato europei che siano utili a finanziare gli sforzi straordinari che l’Europa dovrà mettere in campo per ricostruire il suo tessuto sociale ed economico. Come ho già chiarito, questi titoli non sono in alcun modo volti a condividere il debito che ognuno dei nostri Paesi ha ereditato dal passato, e nemmeno a far sì che i cittadini di alcuni Paesi abbiano a pagare anche un solo euro per il debito futuro di altri.

Si tratta – piuttosto – di sfruttare a pieno la vera “potenza di fuoco” della famiglia europea, di cui tutti noi siamo parte, per dare vita a un grande programma comune e condiviso di sostegno e di rilancio della nostra economia, e per assicurare un futuro degno alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori, e a tutti i nostri figli.
Al termine dell’ultimo Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, ci siamo dati due settimane di tempo per raccogliere questa sfida. Purtroppo, alcune anticipazioni dei lavori tecnici che ho potuto visionare non sembrano affatto all’altezza del compito che la storia ci ha assegnato.

Si continua a insistere nel ricorso a strumenti come il Mes che appaiono totalmente inadeguati rispetto agli scopi da perseguire, considerato che siamo di fronte a uno shock epocale a carattere simmetrico, che non dipende dai comportamenti di singoli Stati.
È il momento di mostrare più ambizione, più unità e più coraggio. Di fronte a una tempesta come quella del Covid-19 che riguarda tutti, non serve un salvagente per l’Italia: serve una scialuppa di salvataggio solida, europea, che conduca i nostri Paesi uniti al riparo. Non chiediamo a nessuno di remare per noi, perché abbiamo braccia forti.

“Le decisioni che prendiamo oggi verranno ricordate per anni. Daranno forma all’Europa di domani”, hai scritto ieri nel tuo intervento. Sono pienamente d’accordo. Il 2020 sarà uno spartiacque nella storia della Ue. Ciascun attore istituzionale sarà chiamato a rispondere, anche ai posteri, delle proprie posizioni e del proprio operato. Solo se avremo coraggio, solo se guarderemo davvero il futuro con gli occhi della solidarietà e non col filtro degli egoismi, potremo ricordare il 2020 non come l’anno del fallimento del sogno europeo ma della sua rinascita.

La bandiera italiana,  sul torrione del Quirinale sventola nuovamente. Anni or sono passati, quando i nostri compatrioti fuggivano per non essere colpiti dai bombardamenti degli alleati che ci liberavano dall’oppressore.

Oggi l’Italia in prima linea bombarda l’europa del senso di umanità.

Voi grandi che siete al di là di tutto, e che dei caduti ne avete fatto numero:

“Mettetevi una maschera! Noi Italiani indossiamo in campo la mascherina!

Diario di una quarantena

Diario di una quarantena

Brexit Non una fine ma un nuovo inizio

Brexit Non una fine ma un nuovo inizio

Brexit “Non una fine ma un nuovo inizio”.

E’ cosi che il Primo Ministro Britannico, Boris Johnson, descrive alla nazione l’uscita dall’ Unione europea. Un’ottimo auspicio per un grande inizio.

Con la Brexit la Gran Bretagna riprende la sua identità indipendente.

Il brusio del popolo in piazza si fa sentire. Tutto è cambiato dal referenduma del 23 giugno 2016. Le bandiere sventolano, si aspetta lo scoccare della mezzanotte al numero 10 di Downing Street a Londra.

01 febbraio 2020 diventa storia.

Allo scoccare del Big Ben vengono tolte le bandiere dalle sedi del Parlamento Europeo, un momento emozionante che la storia non dimenticherà mai.

Il reciproco interesse degli stati, nel garantire una efficiente collaborazione, determina nuovi scenari politici, economici e sociali. 

Il popolo rimane sovrano alla propria nazione.

In Italia il Referendum è previsto dalla Costituzione all’articolo 75. Recita:

E` indetto referendum popolare per deliberare l’abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali.Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali .

Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati.

La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

La legge determina le modalità di attuazione del referendum.

Diario di una quarantena

Astensionismo non è Assenteismo

Elezioni politiche Calabria 26-01-2020, ha visto protagonista l’Astensione alle urne in Calabria. Ma l’Astensionismo non è Assenteismo.

Leggendo gli innumerevoli articoli in cui vi sono elencate le percentuali degli attivi partecipanti al voto si evince che: in Emilia Romagna vi è piena partecipazione, in Calabria non vi è interesse. Ma cosa distingue le due concause? Non è difficile, basta analizzare il profilo psicologico che il cittadino segue in funzione di ciò che riceve dal politico.

Se ti rechi in Emilia Romagna per un qualunque motivo di vita, noterai come le infrastrutture sono allineate a un certo modo di vivere che, la politica segue costantemente e in maniera totalizzante. Nel momento in cui il cittadino è chiamato ad uno dei diritto più belli della costituzione, ovvero il voto, si reca alle urne.  Ma il dato estremamente significante è, la coerenza della logica perseguita nella scelta al voto, ovvero l’Emilia Romagna è politicamente di sinistra! E nasce sopratutto da questo il movimento delle sardine. Per quanto i partiti possa agire in campagna elettorale, comunque il popolo esprime il suo pensiero con coerenza.

Se vai in Calabria dove il mare, il cibo, la gente è stupenda, troverai tante persone che ti rispondono così

” Che fai vai a votare?”

“Io? E a chi? Sono bravi solo a parlare, e poi ci lasciano con i soliti problemi!”

Questo è ciò che accade tra la gente! Questo vuol dire che la cosa pubblica non è gestita bene se non per nulla dalle amministrazioni locali. Il cittadino è isolato e non contestualizzato in un unità nazionale, egli vede e comprende le differenze e gestisce la sua vita per – andare avanti – con i pro e i contro. Ultimamente il contro si è sviluppato, attraverso la partecipazione alla lotta contro la Ndrangheta, in una reazione di partecipazione, grazie al Magistrato Gratteri e la sua squadra.

Contestualizzando ciò si verifica, l’assenteismo alle urne!

“Sei andato a votare?”

Ndaju mpicci! A iji vaju e viju e i cazzati loro!” Tradotto vuol dire – Non ho tempo da perdere dietro cazzate –

Questo è ciò che accade realmente! Le fantomatiche teorie emerse nelle ultime ore riguardo l’assenteismo, che si cerca di confondere con l’astensionismo, lasciano il tempo che trova.

Naturalmente, non tutta l’erba è un fascio, ci sono coloro che vanno a votare per un’idea personale e coloro che votano per il favore ricevuto!

Ora la nuova tendenza è, confondere le acque con le parole:

Specifico che: l’Assenteismo è dovuto a diverse causali:

  • assenza d’interesse all’argomento
  • impossibilità fisica ed economica
  • impegni di vita

L’astensione è dovuta

  • mancanza di fiducia del cittadino nella politica
  • disinteresse a partecipare
  • mancanza di cultura al voto

Cari politici attivisti appena spuntati per creare il movimento – anti qualcosa – quando parlate o rilasciate interviste ad uno dei vostri giornalisti amici e cumpari, raccontate le cose come stanno.

In calabria il popolo si è annoiato e lo ha espresso, per vostra informazione si chiama Astensione al voto, che in parlamento e al senato, esercitate spesso e volentieri, condannando il popolo che non si reca alle urne. Idem fate con l’assenteismo, parcheggiate la poltrona al banco e percepite lo stipendio con il sacrificio dei contribuenti.

A chi mi legge specifico che: io non ho partito se non il mio, quello di un “Italia Libera”, e che scrivo per farvi comprendere ciò che cercano di confondere.

Se avete voglio di parlare con me a destra c’è la chat con il simbolo.

Altrimenti scrivete sotto i vostri commenti e uniamo le nostre idee. L’unica cosa da non non fare è stare in silenzio!

Legittimate la vostra idea in democrazia, e ricordate che la carta costituzionale non è dei politici ma nostra!

L’articolo 48 della Costituzione italiana sancisce il diritto di voto.

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.

Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.

La legge stabilisce requisiti e modalità per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all’estero e ne assicura l’effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l’elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.

Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

L’Astensionismo non è Assenteismo

Diario di una quarantena

Risultati Elezioni regionali 26-01-2020

Ecco cosa è accaduto andando alle urne. Risultati Elezioni regionali 26-01-2020

Ci tengo a dire che la presa dell’Emilia Romagna del centro destra è fallita!

Questo non mi rende felice completamente! Perchè?, Beh, saremo costretti a subire altre dipartite in parlamento tra, chi grida: “Dimissioni” e chi continua a governare spalmando sardine ovunque. Ma, considerando che, ormai, il cittadino italiano ne ha fatto l’abitudine, è vera la teoria che, l’attenzione sarà limitata in rapporto alla divulgazione giornalistica.

Ebbene si! Le testate giornalistiche hanno mosso le molteplici “#” di tendenza tra salviniani e sardine.

Quello che abbiamo vissuto in questo periodo è la completa espugnazione della -coscienza politica – Ovvero ciò che è il nostro pensiero è stato manipolato dalle tendenze, dai giornali, portato tra i social e sapientemente gestito in parlamento. Se riflettete ad un certo punto quasi tutte le forze politiche erano in tendenza tranne una, il Movimento cinque stelle, quello si è confinato nelle retrovie, a tutt’oggi lo cercano tra le poltrone!

La Calabria. Che dirvi, mi vergogno per tanti motivi della vittoria avuta dal centro destra, ve ne elenco qualcuno in modo molto semplice:

  • Il passato del centro destra in calabria non ha portato espansione ma un mucchio di debiti, e tanti commissariamenti, caso più eclatante è Reggio Calabria! La ndrangheta dilaga e il Magistrato Gratteri da Catanzaro, continua la sua rivoluzione in silenzio. No no! Non è certamente lo stesso silenzio omertoso dei giornalisti che hanno sapientemente nascosta l’attività del magistrato e la partecipazione di una parte del popolo;
  • Il magistrato Gratteri ha messo mani su diversi politici, scomodando certi intrecci loschi del partito di Berlusconi – Lega- Fratelli d’italia – ma il popolo calabrese ama il feudo e per non perderlo china la testa e fa finta di “Nenti sacciu”;
  • La lega è il partito che fino ad un mese fà ha visto protagonista il suo ex fondatore chiamare i calabresi terroni. Devono lavorare nella propria terra altrimenti invadono il nord come gli extracomunitari. Ricordo, a chi l’ha votato, che Salvini promette di voler creare lavoro in modo che, la gente del sud emigrata al nord torni al sud: “Perchè ognuno deve stare nella propria regione!” Il federalismo che ha massacrato la regione Calabria è partito dalle grida in parlamento della Lega e la coalizione con Berlusconi.
  • Che dire di Berlusconi, 20 anni e passa di dominio politico per poi finire in recessione, non mi sembra dover aggiungere altro, tranne porre l’attenzione al baciamano del sindaco di Soriano al cavaliere.
  • La candidata vincente, che con epiteto galante del cavaliere, chiarisce di non avergliela data, dovrà dimostrare il suo potere decisionale tra forze politiche di coalizione predominante. L’opposizione non mancherà a farsi sentire, sopratutto quella in termini legali!
  • Meloni? Magari incidere un disco, giusto per non dimenticare che, tutti siamo donne, mamme, lavoratrici e che in Italia il diritto ad essere indipendeni non dipende dalla politica!

Da ciò si può dedurre il legittimo motivo nel chiedere, da parte mia, di evitare di votare.

Auguro alle forze politiche di iniziare a lavorare, costruire ciò che avete distrutto quando, con la gestione della cosa pubblica vi siete intrecciati con la malavita, caso contrario i cittadini come me vi aspettano in Calabria.

Non metto numeri, griglie e percentuali, li ritengo davvero forvianti rispetto al risultato, vi lascio i nomi dei candidati vincenti.

STEFANO BONACCINI CENTRO SINISTRA VINCENTE IN EMILIA ROMAGNA

JOLE SANTELLI CENTRO DESTRA VINCENTE IN CALABRIA

Elezioni regionali 26-01-2020

Elezioni regionali 26-01-2020

Elezioni regionali 26-01-2020

Carissimi lettori, condividiamo insieme la passione per la cucina, ma anche ciò che ci circonda è parte di noi stessi.

Per cucinare un buon piatto abbian bisogno delle materie prime, ma se, come si chiama in letteratura, “la cosa pubblica”, non è gestita sapientemente, le materie prime risultano essere irraggiungibili o selezionate ad una sola categoria di utenti.

È per questo che io oggi non andrò a votare! Perché non vi è un cambiamento di forza politica che prospetta al miglioramento del futuro, vi è in questo momento, una chiara sovrapposizione di idee confuse tra coalizioni che hanno come obiettivo il potere della poltrona!

Non sono di destra, né di sinistra, non sono una sardina, sono una semplice cittadina stanca di essere presa in giro! E vi dirò, che l’unico faro a cui faccio riferimento e a cui fortemente credo e che incarna i valori di una “Italia libera” e pulita, è il nostro magistrato il dottor Nicola Gratteri! Riflettete, in lui non c’è propaganda, ma il contrario, c’è il silenzio, al fine del compimento del bene sociale! 
Vi invito a disertare le urne amico dell’Emilia-Romagna e Calabria,  isolandoli rimangono nell oblio.

Finché il popolo darà un segno di coscienza politica verso loro, la politica avrà modo di intrecciarsi con tutto!

In questo giorni gli arresti tra alcuni politici sono stati diversi da nord a sud.

Non votate. Esprimete la vostra volontà con il silenzio, isolateli.

Vi ringrazio per aver letto, anche questo è parte di me! Ecco perché il mio blog si chiama

GS Graziella Soriano

Arte

Cucina 

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