Le carceri e il sollazzo al piacer – Gratteri al Costanzo

Le carceri e il sollazzo al piacer - Gratteri al Costanzo

Le carceri e il sollazzo al piacer – Gratteri al Costanzo

Non ho molte parole, magari i concetti estrapolateli dalle parole del magistrato e conserviamoli come insegnamento.

E quindi tra una domanda all’altra, tra un provocare inutile e una risposta esaudiente, tra un raccontare come la terra di calabria sia massacrata delle ndrine e dall’assenza dello Stato che continua ad offuscare la mente del popolo, si fa chiarezza su ciò che il parlamento italiano continua a confondere.

Mesi e anni e ancora anni che viviamo in seno alla confusione, la grande stoccata, presa come opportunità tra compromessi e litigi, è stata la pandemia e ora le guerre, guerre uso il plurale, perchè anche se non ve lo dicono, gli sbarchi che avvengono nell’Italia del sud, non sono frutto di piacevoli crociere, ma sono frutto di una guerra gestita male dalle grandi potenze mondiali, che ad oggi, hanno ritratto la testa nella sabbia e all’Italia hanno lasciato il fardello e l’onere di migliaia di profughi di guerra che, per ciascuno di loro, oltre ad esserci una storia triste, c’è anche la storia di chi fa da navetta alle mafie:armi, droga, capitale illecito, compromessi tra stati e oggi si aggiunge l’oro nero che fà un passo avanti rispetto tutto.

KFOR

I nostri militari sono ancora in missione, la NATO è protagonista. Il 16 gennaio 2022 si è svolta la cerimonia di cambio del comando del Regional Command West. La missione KFOR, Kosovo Force, è costituita da 27 nazioni, a comando italiano, con una forza di oltre 3400 tra militari e civili.

La sua presenza resta necessaria per garantire la sicurezza e la stabilità in Kosovo, considerato l’attuale clima di sicurezza in cui le varie comunità del Kosovo possono vivere e sottolineando come il lavoro di squadra e la coesione, sono caratteristiche necessarie per rispondere al meglio al mandato ricevuto, qualità che i “Diavoli Gialli” del contingente uscente hanno saputo esprimere nel più stretto significato del motto “Duty Realibility Commitment”, coniato per la KFOR XXVI”.

KFOR è la missione più consistente della NATO

per numero di militari, con i suoi 3.700 uomini e donne impiegati, di cui circa 628 sono italiani, che giornalmente contribuiscono a un ambiente sicuro e alla libertà di movimento per tutte le comunità che vivono in Kosovo, in conformità con la risoluzione dell’ONU n. 1244 del 1999.

Quindi caro lettore come vedi di spesa militare siamo ben messi oltre quello che ti dicono ultimamente! Certo incentivare una guerra con altre armi non è sicuramente il metodo giusto per uscire dalle guerre! Ma questo è il gravoso onere che l’Italia paga avendo al posto di comando l’ideologia, secondo me fallita, di un europa che doveva essere una comunità di popoli volta al fine dell’uguaglianza tra le nazioni europee, in realtà si è rivelata un continuo contrasto tra nazioni ampiamente più forti economicamente su cui si regge l’economia europea e nazioni che per debiti non finiranno mai di essere colonizzate.

Il bonus

Mentre le manovre di bilancio allineano i conti, le manovre della mafia si arrampicano sui soldi delle manovre di bilancio, il bonus sull’edilizia è diatriba inutile tra destra e sinistra, lo stesso è protagonista e fa gola tra i costruttori che in questi anni hanno gestito cantieri piccoli e grandi, e nei piccoli centri dell’Italia del sud diventano grande opportunità di investimento sociale intrecciato con le amministrazioni locali e di mezzo anche se non la vediamo c’è la mafia, ma questo i report e i dati promulgati non lo menzionano, ma c’è.

I pacchetti

Mentre arrivano i soldi alle regioni, alle provincie e ai comuni, con l’obiettivo delle elezioni, la compravendita dei “pacchetti di voti”, iniziano a girare tra le case delle famiglie deboli, lo slogan è: la speranza effimere del: ti darò lavoro – Ti comprerai casa”.

Nel frattempo per offuscare il pensiero, l’attenzione è spostata con grande maestria all’argomento: destinazione amara del reddito di cittadinanza; tu scansafatiche, povero e maledetto, sei un truffatore, un mangia pane a tradimento di 500 euro, mentre io che sono stato privilegiato dal tuo voto e che ho comprato ville e castelli e ho fatto imperi e mi sono goduto la vita come fossi Luigi XIV, mangio su dite! In tutto questo la mafia sguazza, perchè il torna conto politico, genera economia illegale e il reddito di cittadinanza arriva nelle mani della mafia!

Diceva qualcuno che la mafia è una montagna di merda, non sono d’accordo, troppo semplice, si dovrebbe rendere palese quella merda da chi è stata messa, come ha fatto a diventare montagna e come riesce a rigenerarsi.

Le carceri e il sollazzo al piacer

Quindi, in visione di una riforma della giustizia che di quella montagna di merda ne farà un rudimento di opportunità attraverso il referendum che ancora parte d’Italia non sa di cosa si tratta e cosa si voglia ottenere, e che con furbizia si lascia in mano agli italiani in modo poi da dire: sono stati gli italiani a volerlo”, ragion per cui invito a porre attenzione ai vostri SI o NO, l’attenzione si sposta clandestinamente al problema delle carceri.

Prima sapientemente discusso senza soluzioni sul sovraffollamento, poi sul maltrattamento dei detenuti, poi sul libera tutti, poi le rivolte all’interno delle carceri e le evasioni, ora la costruzione delle case dell’amore per beneficiare dei momenti animaleschi corporei, che, per trovare un analogia ad un sentimento romantico inizio 800, sono dipinti così:

“Le unità abitative sono pensate come luoghi adatti alla relazione personale e familiare e non solo
all’incontro fisico, un tempo troppo breve infatti rischia di far tramutare la visita in esperienza
umiliante e artificiale. Per tale ragione si è inteso prevedere che la visita possa svolgersi all’interno di
un lasso di tempo sufficientemente ampio. L’assenza dei controlli visivi e auditivi serve a garantire la
riservatezza dell’incontro”.

“Particolare cura è altresì dedicata a coltivare i rapporti affettivi”.

Ora, uno che ha macellato gente, o un detenuto che fino ieri ha ben pensato come massacrare qualcuno o essere artefice di malaffare, non credo abbia bisogno di rivedere la moglie per potersi soddisfare e sodomizzare gli istinti, o incontrare una prostituta che poi chiamerà amante, favorendo la mentalità della prostituzione e sopratutto continuando a usare l’immagine della donna come oggetto da poter essere usato! Ne abbiamo abbastanza di bunga bunga!

Il detenuto ha bisogno di un percorso che lo induca al cambiamento mentale, per essere parte di un sistema sociale che collabori. Il pensiero della politica italiana che attua le riforme è quello di eludere la costituzione e far diventare un diritto, un raggiro. Un mafioso, che in carcere trova il benestare non applica una condizione di costrizione in se stesso, ma lo induce a proseguire la via che arriva al di fuori delle carceri propensa all’illegalità, perchè lo stato si dimostra debole e libertino!. Ma questo concetto che esprimo io, da non conoscente della materia, ma semplice osservatrice, dovrebbe essere basico per il potere legislativo.

Che dire, ancora una volta la spesa pubblica gravata sulla testa dei cittadini, decisa da gente che non si sa che ruolo abbia effettivamente nel sistema sociale italiano.

E per quanto riguarda le telefonate

“All’articolo 3 si interviene sulle modalità attuative del diritto alla corrispondenza telefonica,
modificando la norma regolamentare nella frequenza e nella durata dei colloqui telefonici, che
potranno essere svolti quotidianamente da tutti i detenuti e per una durata massima raddoppiata, non
superiore ai venti minuti. Si propone, infine, di superare le ingiustificate restrizioni, nel numero dei
colloqui telefonici, riservate ai detenuti del circuito di alta sicurezza.
È infine auspicabile che, nelle more dell’applicazione della legge, il Dipartimento dell’amministrazione
penitenziaria dia avvio ad interventi di sperimentazione e di adeguamento delle strutture penitenziarie
presenti sul territorio nazionale al fine di garantire, con l’entrata in vigore della presente legge (articolo
4), il diritto alla visita in almeno un istituto per regione, con l’obiettivo di rendere effettivo tale diritto
in tutti gli istituti penitenziari entro l’arco temporale di sei mesi.

E qui davvero non voglio scrivere cosa penso, ma se potessi esprimerlo in calabrese non lascerei dubbi all’interpretazione, ho una sintesi però:”Mangiu, mbivu e mindi “futtu””.

Le carceri e le case dell’amore quanto costano al popolo e come sono previste

Il costo distribuito nel 2022 è 3,6 milioni di euro a cui si aggiungeranno altri 24,7 milioni di euro

una prima fase in cui si dovrà garantire il diritto alle visite in almeno un istituto per regione (20
istituti);
una seconda fase, dai sei mesi successivi all’entrata in vigore, in cui si dovrà garantire il diritto di
visita in tutti gli istituti (quindi anche nei restanti 170 istituti).

Quindi vi faccio un riassunto,

coloro che hanno destinato la morte di innocenti tra cui anche giudici, facendoli saltare in aria o che oggi vogliono ammazzare il magistrato Gratteri, coloro che hanno collaborato con le mafie internazionali incrementando la criminalità organizzata e distribuendo morte attraverso la droga e seminando il terrore attraverso il commercio di armi, godranno del beneficio delle casette dell’amore e di fare una telefonata quotidianamente, magari si sentono soli!

Ma in che cazzo di stato vivo? Ma questa gente che ha presentato questo disegno di legge a chi protegge? Perchè è bene che sappiano che, al di là del fatto che questa merda criminale debba scaricarsi l’uccello, all’interno delle carceri un non controllo del detenuto porta il contatto diretto con l’esterno che, certamente, manderà comandi per gestire traffici, riassetto di organizzazioni criminali, decisioni di condanne a morte di chi, tutti i santi giorni rischia per il popolo italiano! Ma che razza di individui occupano le poltrone rosse del parlamento?

Il guardasigilli dovè? Il Presidente del consiglio un idea non la coltiva?

E inoltre, la polizia penitenziaria, perchè deve essere costretta a scortare un essere senza senso sociale presso una casa, chiuderlo la dentro per il suo beneficio di una visita al mese, della durata minima di sei ore e massima di ventiquattro ore? Con il rischio che questo individuo riesca ad eludere il controllo con mezzi illeciti e scappare? Ma per caso questa gente ha avuto pietà di mettere i 500 kg di tritolo a Falcone o far saltare in aria Borsellino, o ammazzare il generale Dalla Chiesa o il Presidente della regione sicilia Piersanti Mattarella? E potrei continuare ancora con una lunga lista! Vi risulta che questi infami abbiano lasciato il tempo di fare una telefonata a chi amavano per poter dire mi stanno ammazzando? E tutti i morti per droga voluti da questa gente che fa ricchezza propria con il narcotraffico?

Marcello Pecci era il procuratore antimafia del Paraguay.
Era impegnato nella lotta contro i narcotrafficante e il terrorismo internazionale.
Ad arrivare e catturare esponenti dei grandi clan dei cartelli che dominano il Sud America a livello internazionale.
Era riuscito a sgominare i traffici internazionali.
Era riuscito a far giustizia.
In aprile si era sposato con la giornalista Claudia Aguilera, era in viaggio di nozze nell’isola di Barù in Colombia, aveva rinunciato alla scorta per trascorrere un pezzo della sua vita in normalità.
È stato ammazzato 11 maggio,
la moglie è stata risparmiata solo perché incinta, come vuole il codice d’onore dei mafiosi!
La giustizia vacilla! L’uccisione del procuratore è il chiaro segno di come la mafia si stia riorganizzando e vuole dominare!
Il magistrato Gratteri lo aveva affermato in diverse occasioni, ma nessuno ascolta gli uomini di legge, è così la mafia trova terreno fertile per insediarsi!
Uno stato debole nella giustizia, è uno stato morto e il mandate è sempre lo stesso, gli uomini d’onore!

Intrecciare la mafia vuol dire perdere se stessi. rendersi complici della mafia fa morire gli uomini. E’ meglio un grido di impeto che un silenzio assordante.


Ringrazio il magistrato Gratteri per l’affermazione data sulla testa tosta delle donne calabresi, ha detto la verità. Dottore Gratteri:”A testa tosta non fa fracassu”.

Ieri sera è andato in onda il Maurizio Costanzo c’era Gratteri, ma c’era il ricordo.

Senti Diario in tutto questo ti ricordi: Era il 26 Settembre 1991 e io facevo 18 anni quel giorno. Delle feste me ne fregavo, mi sono fatta fare un pan di spagna da mia mamma ricoperto di crema pasticcera, il pomeriggio l’ho trascorso a casa con alcuni amici più cari, la sera guardavo la tv come sempre e in quel periodo Maurizio Costanzo per me era una compagnia, di lì a poco sarei dovuta partire per l’università e quel programma apriva gli occhi su tanti aspetti di vita sociale che io non conoscevo, la mia era una piccola città che oggi grazie, al magistrato è una grande città, Vibo Valentia, ma quella sera quando andò in onda e Falcone parlava e io lo guardavo attonita, tutto è iniziato a cambiare, e la coscienza a capire! In un attimo i vespri siciliani!

Ora mi ritrovo in uno Stato che non ha rispetto!

“Ci sono loro ma ci siamo anche noi” .

Magistrato Gratteri

Il nuovo libro di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso

“La Costituzione attraverso le donne e gli uomini che l’hanno fatta”

Ci sarà occasione di un evento e averlo firmato, poterlo leggerlo e rileggerlo, perchè a imparare non serve una volta ma tante.

A presto


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