Il Ritardo dei vaccini – Il Ricordo di Aldo Moro

“Ciao Diario di una quarantena oggi è il giorno di Il Ritardo dei vaccini – Il Ricordo di Aldo Moro”.

“Ciao!”

“Da ieri abbiamo cambiato colore in tutta Italia”.

“Ieri? Quando? Se non me lo scrivi io cosa ne so?”

“Ah ah ah. Sei un mito Diario, hai ragione, mai dare nulla per scontato nella conoscenza. Ti aggiorno, oggi 16 Marzo 2021”.

“Bene siamo vicini come l’anno scorso alla festa del Papà…”.

“Si, quest’anno abbiamo un arma in più per combattere il virus, mentre l’anno scorso combattevamo contro il tempo per morire sempre meno, oggi lo combattiamo per velocizzare le vaccinazioni”.

“Bene allora sei di ottimo umore pensando finalmente al futuro!”

“No!”

“Me l’aspettavo, quindi cosa hanno combinato?”

“Sai Diario, se tu potessi trasformarti in persona, io ti farei gironzolare in Italia per renderti conto del punto di ripristino che si cerca. Tipo il computer che per non perdere i dati rielabora il ripristino quando si è spento male…”

“Quindi dove andrei se fossi animato?”

“Andresti in Parlamento Europeo”.

“Ammazza che onore”.

“La domanda è: data la precarietà della situazione, l’attesa e la paura di non farcela in termini di vaccinazione, la sapiente e virtù d’istruzione dei membri, perchè, non è stato programmato il ritardo di consegna vaccini o la possibilità di ritardo della produttività causa terzi? E perchè non si è calcolata la possibilità degli effetti collaterali al vaccino nonostante i controlli svolti dall’EMA? In questo momento, il vaccino AstraZeneca è bloccato. Il 10 marzo 2021. Sono stati segnalati 30 casi di eventi tromboembolici tra quasi 5 milioni di persone vaccinate con il vaccino COVID-19 AstraZeneca nello spazio economico europeo; così riferisce Ema. Quindi capirai che chi oggi aspettava di essere vaccinato non lo è stato. Non solo in questo momento si cerca di proteggere la categoria degli insegnanti per poter garantire le aperture scolastiche future”.

“Ma la scuola che fine ha fatto?”

“La scuola è chiusa, è ferma è anch’essa al punto di ripristino. Cambiato il ministro, dato il nuovo governo Draghi-Verde-Destro, le regioni, aprono, chiudono, Dad totale, al cinquanta per cento. Litigano con il ministero, con i sindacati, con il tribunale che rigetta le ordinanze a colpi di chiusura e apertura.

Poi, qualcuno crede di avere la regione sotto il proprio dominio, senza alcuna presenza del governo. In alcuni posti ci sono regioni che pensano di essere colonizzate rispetto alla rappresentanza del partito. Insomma in questa mbuina (confusione), chi ci rimette sono i ragazzi che non hanno punti di riferimento, che continuano a isolarsi e che creano intorno loro un mondo alternativo. Nonostante tutto la scuola continua a dare esempio di coerenza allestendo finanche classi all’esterno delle aule pur di fare lezione. E poi vedi le foto dei neo laureati davanti al pc che si dicono: Finalmente dottore!”.

“Beh non è per niente positivo tutto ciò che mi racconti”.

“Se vuoi ti aggiungo anche che, per il periodo pasquale c’è lo stop a tante regioni, ossia 19 su 20, passandole in colore rosso. Questo porta ancora più fame!”

“Insomma mi scrivi ancora passi indietro anzichè avanti. Ma i famosi soldi dell’europa?”

“Sono in recovery Plan”.

“Sono ricoverati?”

“Ah ah ah, no no stanno bene, aspettano di essere pianificati per poi avere effettività di investimento nei vari settori.”

“Il Sud ci rientra?”

“Vorrai dire del sud quale rientro vorranno avere e ottenere senza investire più di tanto per non togliere al nord!”

“Beh mi avevi scritto vero, per anni è stato sempre “Prima il nord””!”

“Eh si con l’intento ora di colonizzare la terra del sud”.

“Intento però!”

“Già, già caro diario!”

“Volevo solo ricordare con te un momento importante della storia italiana. Oggi ricorre l’anniversario del rapimento di Aldo Moro, fu il 16 Marzo 1978”.

Eletto Presidente del consiglio, Aldo Moro fù fondatore dell’ideologia della Democrazia Cristiana come massima espressione democratica del dopoguerra. Lottò per una visione e un fondamento di governo di centro-sinistra, a lui si deve il concetto di alleanza tra diversi partiti, allora presenti in parlamento, il partito socialista italiano, il partito comunista e il nuovo partito di democrazia cristiana, contrastando i partiti estremisti di destra. La crescita economica avuta dall’Italia nel dopoguerra sfocia in malessere ideologico rivoluzionario ramificandosi in rivolte sociali di massa. Nascono le brigate rosse, organizzazione terroristica dalla finalità di deturpare le nuove alleanze a danno della democrazia e del nuovo pensiero di sinistra. E così questa organizzazione rapisce Aldo Moro, e dopo  55 giorni nel covo di via Camillo Montalcini, Aldo Moro viene caricato in macchina fatto stendere nel portabagagli, e messa fine la sua vita con 12 colpi di pistola.

L’uccisione di Aldo Moro è il più grande attacco alla libertà democratica.

Passi compiuti dal Governo Aldo Moro dal sito del Senato

Dopo le elezioni politiche del 28 aprile 1963, fallito un tentativo di accordo con i socialisti promosso da Moro, il 21 giugno Leone forma un governo monocolore democristiano.

In dicembre Moro forma il primo governo di centro-sinistra “organico”, cioè con la partecipazione di ministri socialisti accanto a quelli democristiani, socialdemocratici e repubblicani.

Il 16 maggio del 1963 Cesare Merzagora viene eletto Presidente del Senato.

Nel giugno 1964 i contrasti tra socialisti e democristiani portano alle dimissioni del governo Moro, che il 6 agosto sarà nuovamente chiamato a guidare un governo quadripartito. Negli stessi giorni il Presidente della Repubblica Segni è colpito da una grave malattia che gli impedisce l’esercizio delle funzioni.
Il 21 agosto muore Palmiro Togliatti, gli succede Luigi Longo alla guida del Pci. In seguito alle dimissioni di Segni, il 28 dicembre il socialdemocratico Giuseppe Saragat è ne eletto presidente della Repubblica.

Il 15 marzo 1965 il governo Moro varava il cosiddetto “superdecreto” (decreto-legge 15 marzo 1965, n. 124, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1965, n. 431). Si trattava di un complesso di provvedimenti diretto a tonificare l’economia in alcuni settori base: l’edilizia, specia quella a carattere popolare, la viabilità, i porti, l’agricoltura e alcune produzioni dell’industria meccanica, tendeva anche a sostenere le esportazioni attraveso un’azione di finanziamento a medio termine.

Il 22 gennaio 1966 si dimette il governo Moro, lo stesso uomo politico formerà un nuovo esecutivo di centro-sinistra “organico”, che rimarrà in carica sino a fine legislatura. Nei mesi successivi provocano scalpore le rivelazioni su presunti progetti di colpo di Stato promossi nel 1964 da settori di forze armate e servizi segreti. Nell’ottobre 1966 si attua la riunificazione di Psi e Psdi nel Partito socialista unificato (PSU).

Nel luglio 1967 è varata la legge sulla programmazione economica nazionale (legge 27 luglio 1967, n. 685).

Il 6 novembre del 1967 il Presidente del Senato, Cesare Merzagora, annunzia le proprie dimissioni che vengono respinte dall’Assemblea.

Il 7 novembre del 1967 il Presidente del Senato, Cesare Merzagora, conferma le proprie dimissioni.

L’8 novembre del 1967 Ennio Zelioli Lanzini viene eletto Presidente del Senato.

Nel febbraio 1968 vengono approvate

  • la legge elettorale regionale (legge 17 febbraio 1968, n. 108) e
  • la riforma ospedaliera (legge 12 febbraio 1968, n. 132), che prevedeva una vasta riorganizzazione dei servizi sanitari, una strutturazione più democratica dei consigli di amministrazione degli enti ospedalieri e delle cliniche universitarie.
  • Nel marzo 1968 viene istituita la scuola materna statale (legge 18 marzo 1968, n. 444).
  • Nei primi mesi del 1968 si estende il movimento delle agitazioni studentesche, iniziato l’anno precedente, che porta all’occupazione di numerose facoltà universitarie e a grandi manifestazioni di massa.

16 Marzo 2021 gli italiani non votano dal 4 Marzo 2018. Le riforme di Aldo Moro erano italiane non appartenevano ad alcun organo esterno all’Italia. La ripartenza del dopoguerra fù frutto di sacrifici di vite umane ma nonostante tutto il perseguimento patriottico trovò sempre fondamento.

A Presto caro diario

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