Il vaccino libero SOBERANA02: la favola cubana

Il vaccino libero SOBERANA02: la favola cubana

Daniele Silvestri, nel testo della sua canzone intitolata Cohiba canta:

” C’è, in un’isola lontana, una favola cubana che vorrei tu conoscessi almeno un po’”.

Ed è proprio a Cuba, isola dell’America Centrale, situata nel mar dei Caraibi, che nasce il vaccino Soberana02, oggi in fase III di sperimentazione, frutto della ricerca dell’Istituto de Finlay de Vacunas ad Avana, capitale cubana.

L’istituto vanta la collaborazione di ricercatori provenienti da paesi di tutto il mondo, tra questi, c’è anche l’Italia con il Dottor Fabrizio Chiodo, siciliano di nascita e con la vocazione di ricercatore. Dopo aver lavorato in Spagna e Olanda, da ottobre scorso, il dottor Chiodo si stabilisce a Pozzuoli, in provincia di Napoli, per collaborare con il Centro Nazionale di Ricerca. Ma è proprio in Olanda, grazie a diversi progetti Erasmus, che nasce la collaborazione tra il dottore e Cuba. Collaborazione, che ancora perdura e che ha permesso la sintesi del vaccino cubano. 

Perché è importante il vaccino cubano?

Principalmente i motivi sono due.

Il primo è un motivo sociale. Il vaccino di Avana è un vaccino pubblico, che verrà somministrato gratuitamente ai cittadini caraibici. In più, Soberana02 è totalmente prodotto a scopo no profit, poiché è stato lo stato cubano a finanziare il progetto, escludendo così lotte tra case farmaceutiche. Il vaccino è frutto dello sforzo di un paese che non gode certo di una buona condizione economica, ma nonostante questo, vanta nel campo della ricerca immunologica la nascita di vaccini utilizzati in campo pediatrico, come quelli della polmonite e della meningite.

L’altro motivo, per me affascinante, consiste nella piattaforma utilizzata, che seppur vecchia rispetto a quella degli innovativi vaccini di Pfizer e Moderna, di cui ho parlato in questo post, risulta essere ancora oggi fortemente utilizzata.

La piattaforma a Sub-unità: i vaccini coniugati.

I Vaccini coniugati sono composti dall’insieme di più unità. Per definizione un frammento della frazione di una proteina viene coniugato con quella polisaccaridica di un batterio. Diversamente da quanto accade con i vaccini a mRNA, i quali utilizzano l’intera proteina per richiamare la risposta immunitaria, il vaccino coniugato utilizza soltanto una particolare porzione della Spike: il Recettor Binding Domain RBD (In verde nella Fig1).

L’RBD rappresenta il sito elettivo d’attacco tra il virus e il recettore ACE delle cellule umane (Fig2). Per i vaccini coniugati è necessario quindi produrre in laboratorio una grande quantità di porzione RBD. La porzione da sola però, non è capace di richiamare tutti i protagonisti della risposta immunitaria, ovvero i linfociti B e i linfociti T. È da essi che origineranno le cellule atte a conferire l’immunità immediata verso la malattia e quella di memoria.

Per poter quindi attivare tutta la linea di difesa, i ricercatori dell’istituto di Finlay hanno pensato di coniugare all’RBD un carrier, ovvero un trasportatore, rappresentato dall’anatossina B tetanica. L’ anatossina tetanica rappresenta la tossina del batterio Clostridium tetani, responsabile del tetano, privata del suo potere tossico. Per ottenere l’anatossina, la tossina batterica è stata svuotata degli elementi che la rendono tossica e le vengono lasciati sulla superficie esterna tutti i costituenti polisaccaridici antigenici, indispensabili a richiamare la risposta immunitaria (figura 3). L’anatossina tetanica è stata già utilizzata con successo per produrre vaccini contro la pertosse, la difterite e l’epatite B.

Come ultimo punto, per ottenere una immediata e forte risposta del sistema immunitario, i ricercatori di Finlay hanno aggiunto uno degli adiuvanti più economici ma efficaci presenti sul mercato: l’idrossido di alluminio. È attraverso tutte queste fasi che è nato così Soberana02, il vaccino socialista cubano.

Vaccini a mRNA e coniugati: le differenze

La prima grande differenza consiste nel meccanismo d’azione.

I vaccini a mRNA sono definiti dalla comunità scientifica dei veri e propri cavalli di Troia. L’involucro esterno, il cavallo, è rappresentato dalle palline di liposomi, con struttura molto simile a quelli della membrana citoplasmatica, con la quale si fondono perfettamente. La fusione permette all’esercito, costituito da mRNA, di entrare nella cellula muscolare dove avverrà la sintesi delle proteine Spike. Le proteine prodotte verranno portate, per gemmazione, all’esterno della cellula e verranno immesse in circolo pronte a scatenare la risposta immunitaria.

I vaccini coniugati invece, possono considerarsi un vero e proprio esercito contro cui dobbiamo imparare a difenderci. La porzione RGB coniugata all’anatossina è l’agente estraneo verso cui i linfociti si attrezzano al fine d’immunizzare l’individuo.

L’altra differenza è rappresentata dai tempi di sintesi.

Il processo di sintesi della proteina Spike, con le nuove tecniche di biotecnologie, diviene piuttosto veloce. In breve tempo si possono creare copie e copie di materiale genetico che trascriverà per la Spike.

I vaccini coniugati invece per poter funzionare richiedono il dominio RBD. Esso deve essere sintetizzato in laboratorio. La sintesi del dominio richiede più tempo rispetto a quella dell’mRNA, ed è per questo motivo che i vaccini coniugati sono ancora in fase III di sperimentazione, fase che si sta ultimando con ottimi risultati e che permetterà allo stato cubano di uscire da questa fase pandemica.

Link consultati e di approfondimento:

https://www.biocubafarma.cu/noticias/noticia-post.php?id=271

https://www.biorxiv.org/content/10.1101/2021.02.08.430146v1.full

https://jtd.amegroups.com/article/view/1209/html

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