Apertura Italia Aspettando il 26 Aprile 2021

Ciao Diario di una quarantena, Apertura Italia Aspettando il 26 Aprile 2021, ci si prepara a modificare il nostro stile di vita

Inconsciamente non si ha una reale presa di coscienza, perchè continuiamo a vivere la nostra piccola vita giornalmente, ma qualcosa questa volta cambierà.

La manovra del governo di iniziare ad aprire porterà l’Italia a essere consapevole di due aspetti:

  • Responsabilità
  • Investimento per il futuro.

Chi ce l’ha fatta sta guardando a farcela. Chi deve continuare a lottare per ciò che ha, sta muovendo con più coraggio se stesso e scende in piazza, poi, c’è chi ha perso tutto e qui inizia il percorso di innovazione personale #reinventarsi è la parola chiave per andare avanti.

La responsabilità

ci porterà a decidere se continuare a sbagliare nel solito moto perpetuo del esco e mi ammucchio, o prendere coscienza che anche uscire deve essere per noi stessi un punto di vista differente, una nuova prospettiva che si deve intersecare durante la nostra giornata.

Esco per lavoro, studio, per far spesa, per incontrare un amica/o, un parente, per andare a fare sport, ma tutto ciò lo faccio con la consapevolezza che da ora, la priorità è la mia vita, perchè prima un virus non lo incontravo, adesso posso anche conoscerlo.

Poi c’è l’investimento al futuro,

lo aspettiamo e ci arrabbiamo, sopratutto quando il governo non segue le nostre aspettative in termini di necessità primarie: la fame, la realizzazione personale, la voglia di sopravvivere, l’intrinseca attitudine a tornare come prima o almeno approssimare un nuovo tornare come prima.

Non dimenticherò mai la donna che durante la manifestazione che chiedeva la riapertura del settore ristorazione, si è inginocchiata per chiedere di riaprire e poter tornare a vivere per se stessa e la sua famiglia, ha perso tutto ciò per cui aveva investito.

Da questo momento la parola chiave è “investimento al futuro”. Parte dei soldi dell’europa arriveranno nelle varie regioni italiane, ma non equamente, ciò riporterà nuovamente a dividere i territori.

L’Italia non è stata, non è attualmente un paese unito. E’ un ammucchiata di regioni che seguono, sopratutto in questo momento, l’istinto alla sopravvivenza.

Come fossimo tanti piccoli stati riuniti in un unico posto chiamato Italia, che lavora secondo una certa costituzione, in sinergia con le leggi regionali e il divario social creato da anni tra nord e sud.

Tutto ciò sembra non influire nel complesso, ma non è così, lo stiamo pagando a duro prezzo nella campagna vaccinale. Se l’impegno del nuovo governo di accelerare le vaccinazioni seguisse un uniformità tra le regioni d’Italia, saremmo quasi tutti allineati verso lo stesso obiettivo. Così fluttuiamo tra ritardi nelle consegne, tra amministrazioni che speculano, e tra commissariamenti alla sanità. Questo incide e inciderà nell’investimento al futuro!

Quindi, prepariamoci ad aprire accettando anche che chi abbiamo messo al governo prima e ora; è frutto anche del non esserci fatti sentire prima, ma aver accettato in silenzio il continuo fagocito spreco di risorse dei nostri governanti. Abbiamo in essere un particolare oblio alla mente dato dal contentino e dalla ormai abitudine a convivere con la fame della disoccupazione. Hanno saputo gestire le nostre vite, chi è arrivato con la bandiera “faremo per il popolo”, l’ha ammainata dai miliardi di euro che si è preso, e oggi tu cittadino muori di fame, lui si contorna di vizi e virtù, continuando a sedimentare disparità sociale.

Dobbiamo custodire anche per il futuro il diritto a manifestare, quando qualcosa ci viene imposto ingiustamente, almeno porterà a modificare le azioni di alcuni politicanti che mangiano sul popolo chiedendo la carità in vitalizi.

Siamo pronti ad accogliere due date importanti di questo momento storico che entreranno nei libri di storia:
  • Il 26 Aprile inizio apertura
  • Il 30 Aprile i progetti futuri italiani Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilenza), arriva in Commissione europea

Da qui inizia la ripartenza, certo caduca, ma stavolta ripartenza. Me lo fa sperare sopratutto il vedere tornare a scuola i ragazzi, riaffiorare dall’incubo del libro chiuso la scuola. Fosse per me in tutta italia rappresenterei questa giornata aprendo i libri storici delle antiche e storiche libreria d’Italia.

Nel 700 vi fù un momento storico culturale molto importante che prese come punto di riferimento del pensiero dell’uomo la sua razionalità, è un periodo storico che io ho sempre riflettuto e letto in questo periodo e che rivedo scorrere per alcuni concetti che viviamo.

Il filosofo Immanuel Kant definì l’Illuminismo così

L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità di cui egli stesso è colpevoleMinorità è l’incapacità di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro. Colpevole è questa minorità, se la sua causa non dipende da un difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi di essa senza essere guidati da un altro. 

Sapere aude!

Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! Questo dunque è il motto dell’illuminismo.

Pensateci a queste parole, perchè è ciò che viviamo. Portate in voi stessi il bagaglio della razionalità, vi servirà per affrontare scelte che cambieranno la vostra vita.

Non fatevi prendere dal concetto della massa non esiste più e per coloro che vi dicono, che ciò che è passato è vecchio rispondete che dal passato si costruisce il presente.

Conservate lo spirito di manifestazione.

A presto!

Ti ricordo cosa vivevamo in Aprile 2020 Leggi l’articolo Lettere 01 Aprile 2020 – Le Scuse dell’Europa – La risposta dell’Italia

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