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Diario di una quarantena

La spesa in lockdown – Le tenebre del Mes – Diario di una quarantena

La spesa in lockdown – Le tenebre del Mes – Diario di una quarantena

LA SPESA IN LOCKDOWN

Ciao Diario di una quarantena. Dopo un mese di lockdown sono uscita per andare a far spesa. Sensazione stranissima. Devi prima ufficiare al rituale uscita in lockdown perchè sei strettamente super visionata dai controlli esterni:

  • Preparo guanti e mascherina, obbligatori in Calabria;
  • Preparo autocertificazione;
  • Mi bardo come se stessi andando a compiere “mission impossible” e il virus non mi deve riconoscere.

Jeans, camicia nera, piumino, scarpe basse sportive nere. Nel vestirmi, non ho cambiato nulla, il nero rimane il mio colore preferito. Mi trucco in viso, un filo di cipria nude, un pò di colore nude sulle  palpebre, contorno l’occhio con matita kajal nera, dipingo le ciglia con il mascara. Tristemente niente rossetto, sporca la mascherina, niente fondotinta e pensare che mesi fà, non era assolutamente concepibile  per me, uscire senza fondotinta. Tutto dev’essere semplice, pratico, veloce, devo stare attenta che ciò che mi circonda, non deve entrare a contatto con le persone, dev’essere lavabile, o usa e getta. Ormai dopo un mese che resto a casa, sono “abituata” al mio mondo, ovattato dai profumi e abitudini; questo nuovo modo di uscire e  di imporre a me stessa una serie di inclusioni al mio status per via di forze esterne, mi dà fastidio, è una presenza forzata alla libertà individuale. E’ come se avessi un gendarme alla porta che ti aspetta e ti controlla. Riesco in me stessa a passare l’uscio di casa, esco dal portone, il sole è tiepido,  batte sulla scocca dell’auto dando la rifrazione a specchio. Finalmente, caro Diario, sono in auto. Io vivo la maggior parte della giornata con la mia “Principessa”, dalle ore di lavoro, al tempo che dedico per la mia vita Solo guardarla è un’emozione stupenda. Apro lo sportello, mi scontro con il calore che ha riscaldato il cruscotto e la pelle degli interni, mi avvolgono con i loro odore, mi siedo e mi ritorna in mente quella sensazione che ho scelto quando avevo 16 anni, voler guidare per essere libera, indipendente, non è mai cambiata. Inserisco la chiave, collego il cellulare, accendo l’aria per raffreddare l’interno, premo il pulsante di accensione, si avvia un pò goffamente, i giorni di lockdown, anche la mia bella “Principessa”, li sta condividendo con me! La lascio ferma col motore acceso, per ascoltarla, certo non è più come prima, ora devo controllare la voglia di prendere la mia auto ed essere libera di poter raggiungere un posto, un luogo, una persona che desidero vedere, ora accanto, poggiata sul sedile passeggero ho la mascherina e i guanti e ad accompagnarmi l’autocertificazione. Che dirti Diario, ho sentito che, il concetto di libertà, può assumere una caratura più alta, quando viene limitato. Inserisco la marcia e percorro il tragitto piano, ascoltando il rumore delle gomme sull’asfalto che adoro. E’ un fruscio di gomma che si differenzia secondo la strada su cui aderiscono. In lontananza, a sirene spiegate i carabinieri, davanti me altre macchine, ci accostiamo tutte sulla destra, sorpassano quasi volando, in questo periodo la loro vita è cambiata, il rischio è triplicato, chissà dove andavano! Avvicinandomi al centro urbano, uno strano silenzio avvolge, ma non è un silenzio dovuto all’assenza, è un silenzio che comprime l’esistenza del sistema, protagonista assoluta delle abitudini che ci circondano! Ora, siamo in quella fase in cui, dobbiamo capire che, quel continuo modo di fare di un tempo “passato”, ma non lontano, per via della parola “tempo”, è riportato alla parola “passato”. Può essere cambiato da un lento spostamento dell’asse su cui ruotiamo. Prima che il mondo lo comprenda passeranno molte fasi! Ci saranno contrasti, perchè la società vuole nuovamente tutto come prima, poi si accetterà che il nuovo è un’opportunità al presente e solo allora la parola “presente”, farà parte del sistema.

Arrivata al supermercato, prima di scendere dalla macchina, indosso guanti e mascherina per entrare. Prendo il carrello, mi rendo conto che, anche le abitudini di accoglienza al cliente sono variate. C’è un nastro rosso che divide il corridoio in entrata e in uscita, in modo da tenere distanti le persone. Per fortuna non c’è fila all’esterno, quindi entro facilmente. Mi ricordo aver visto in tv le file chilometriche di gente che aspettano distanziate, sono fortunata! Entrando al supermercato, mi sovviene un ricordo abituale che mi lascia attonita, mi aspettavo di vedere le pile di bancali stracolme di merce dopo le festività, perchè tutto dev’essere abbondante, non deve finire, ma mi rendo conto che non ci sono. Il passo è libero, puoi fare la spesa anche con una certa tranquillità, al banco salumi non c’è quella solita interminabile fila che ogni volta mi fa desistere dall’acquisto. Trovare me tra la confusione è come trovare l’ago nel pagliaio. E’ tutto un limite con le dovute distanze, tutto ha un perimetro a strisce rosse. I prodotti a scaffale sono presenti, ciò che prima era in abbondanza, ora è presente nella giusta proporzione. La parte triste è vedere realmente ciò di cui parlano in televisione, manca il banco pescheria, il luccichio argenteo del pesce non c’è, è fermo, le barche e i piccoli gusci, sono ormeggiati! Compro tutto doppio per evitare di uscire, osservo il comportamento di ciascuno di noi, spontaneamente ci distanziamo. Mentre prima del coronavirus, ci ammassavamo a chi prende per prima, ora aspettiamo l’uscita dell’altro dalla corsia per poter entrare. Su alcuni bancali sono appoggiati i sacchi da 5/10 chili di farina, proporzioni di peso che prima, caro diario, come racconto in “Il tuo quaderno di cucina”, li vivevo con papà recandomi al mulino.  Controllo il mio pizzino di carta in cui ho scritto la lista. C’è tutto! Davanti le casse è presente il distributore per sanificare i guanti. Le cassiere sono gentili, non hanno quell’aria tra l’incavolato e lo scocciato di un tempo, tant’è che ho pensato che, l’aria del virus ci porta la sindrome della gentilezza. Vuoi vedere che anzichè litigare possiamo anche essere civili per sbaglio? Metto tutto nel carrello, pago e vado via. Ho fatto la spesa! Senza ansia! Raggiungo la macchina e metto in busta tutto ciò che ho comprato, accanto me ci sono due uomini che parlano di politica, per un attimo ho pensato si fossero messi accanto perchè sapevano che questi argomenti mi piacciono, mentre imbusto li ascolto e così mi faccio compagnia, sentendo i discorsi di torto e ragione tra regione e governo. Poi entro in macchina e via a casa! Io a casa! Io quella che prende la macchina e soltanto perchè ama le ruote non torna prima di sera! Caro Diario in quel momento ho detto a me stessa che potranno togliermi e cambiare tutto, ma io e la mia “Principessa” i 180 km orari li toccheremo sempre!

A casa la spesa ha riempito il frigo, ho trovato un pò di tutto. La spesa è un budget importante in questo periodo, bisogna bilanciarlo tra le offerte da volantino. I soldi non sono tanti. Lo stato ultimamente ha erogato per la classe autonoma 600 euro di bonus, una miseria tra i poveri. Dopo anni di contributi e tasse, in emergenza sanitaria 600 euro è davvero vergognoso! Per non dire del tempo che c’è voluto per avere questi soldi! Da Marzo in cui è stato emesso il decreto, ad oggi, 17 Aprile 2020. Soldi nostri, del popolo. Se ascolti la gente, sembra che, i politici abbiano fatto un favore ad una parte del popolo, quella più sottomessa al tributo! Naturalmente bisognerebbe far capire al popolo che, non è un favore, ma è un diritto, e che ci spetterebbe molto di più. Ad oggi non ho visto un politico tagliarsi lo stipendio! Anzi fanno i vaghi.

Queste settimane sono state alquanto coinvolgenti.  Pasqua e Pasquetta chiusi in casa con gli elicotteri che ronzano sulla testa, direi coivolgente! Se non da libro con titolo; “Storie di un virus e il suo controllore”. Avremo un lockdown fino al 3 Maggio, riapriranno le libreria e i negozi per la vendita di vestiti per bambini e neonati, ripartono le attività produttive silvicoltura e industria del legno. E’ stata nominata una task force che si occuperà della fase 2. Che cos’è? E chi sono? Semplice, per poter riprendere il sistema economico sociale graduatamene e non vi sia uno shock e un impatto sociale drastico, bisogna elaborare dei modelli sociali e di organizzazione al lavoro che rispettino le misure di contenimento che l’emergenza ha causato e che ci ritroveremo nel medio lungo temine. Ti ricordi prima quando ti ho detto del lento spostamento dell’asse su cui ruotiamo, ecco quello, ci studiano e poi prendono le decisioni!

LE TENEBRE DEL MES

In funzione di tutto ciò, quando il presidente del consiglio Conte, inizierà a parlare di Mes! Ah no no! Scusa mi ero dimenticata volutamente! Porca miseria come sono arrivata col pensiero fin qui? Bah casualità! Le misure di cui decide la task force, sono anche in funzione della politica economica dell’unione europea, che il nostro governo deve accettare o non accettare! Ora ti racconto.

C’è stato lo sfodero della spada del nostro beneamato presidente del consiglio, all’insorgere delle opposizioni nella tarda notte del 09 Aprile. Nella “tenebra notte” in cui si batteva la notizia di un accordo da parte dell’eurogruppo di un pacchetto per finanziare il sistema sanitario e la liquidità alle imprese. Insomma un mes chiamato con un’altro nome e mentre Germania e Olanda brindavano,

il popolo del web insorge al Presidente del consiglio e i suoi ministri al grido:

“Traditore hai accettato il MES”.

In realtà, la manifestazione di malcontento alla decisione dell’eurogruppo, è per l’Italia la rivoluzione intrinseca a ciò che il popolo subì negli anni della crisi economica dal 2000 ad oggi. Crisi in cui il popolo si ritrovò azzerato in tutto: risparmio – lavoro – pensioni – 

Oggi la generazione di coloro che hanno 40 anni, cerca di risalire l’aspra montagna fatta di roccia argillosa. Alla prima mossa falsa cadi nel precipizio, per via della sottomissione alle regole Europe.

Questo è ciò che è avvenuto quando il governo Berlusconi vende l’Italia all’Unione Europea, sotto forma di MES nel 2011. L’attuazione della politica austera arriva nelle mani del governo tecnico con a capo Mario Monti, dal 2011 al 2013 . Il popolo scivola lungo il precipizio. Tutto ciò in funzione del fatto che, l’Italia è stata data in mano a qualcosa che si chiama Unione Europea e che oggi mi trova orgogliosa a NON averla scelta! Ne sono purtroppo succube, ma altrettanto combattente all’indipendenza di un “Italia libera”! 

Quindi, caro diario, continuo il racconto e ti pongo all’ascolto di quello che è il “passato” , ciò che prima ti ho descritto come condizionato del “tempo”.

La riduzione del prodotto interno lordo iniziò dal 2006 con la crisi immobiliare americana, il fallimento delle grandi banche e multinazionali americane, portò una recessione globalizzata, che, per via ovvia, implicò un inasprimento delle condizioni economiche e sociali degli stati. In parole semplici, non circolando soldi, lo stato aumenta le tasse, questo si riversa sugli investimenti delle medie e grandi imprese che si ritrovano a sopportare costi esosi, tra cui il costo del lavoro, con una notevole riduzione della domanda di mercato, ma ponendo in essere un’offerta alta. Le stesse industrie, per sostenere i costi, ammortizzano sul costo del lavoro, creando il fenomeno della disoccupazione che in Italia – Grecia – Spagna, quindi i paesi del sud dell’unione europea, si diffonde a macchia capillare, ma nei paesi del nord europa come Germania – Francia – viene arginata in breve tempo. (Non mi spiego, dopo aver letto tanto, come abbiano i paesi del nord europa, magicamente tessuto il sistema economico, rimbalzando la retrocessione con ottimi risultati! Secondo le teorie si parla di didascalie come: capienza minima di deficit accumulato, Pil ricostruito nel breve periodo, partecipazione al fondo MES. Io parlerei del fatto che l’unione europea trova la visione nei fondatori dei paesi del nord europa, in funzione di questo vi sia una specie di manipolazione agli intenti di dominio su alcuni stati, caso vuole che la Grecia più che essere aiutata è stata sottomessa al volere di Bruxelles).

Dobbiamo fare un passo indietro nel tempo. Il potere d’acquisto della nuova moneta, entrante in Italia nel 2000, l’Euro, con valore di cambio di 1936.27, prometteva un auspico e aulico valore macro e micro economico. In realtà negli anni successivi, il valore della vecchia moneta italiana “Lira”, fù rimpianta dal popolo, e non solo, ma anche da chi aveva votato perchè fossimo in unione europea tutti con la stessa moneta, pensando secondo me che, la casa in Francia, costasse meno della casa in Germania, la così detta società borghese. Nel confronto, in termini di potere di acquisto, ci si rese conto che qualcuno in quegli anni ci aveva presi in giro raccontandoci che, con l’euro, non sarebbe cambiato nulla, anzi, che avremmo avuto un potere d’acquisto maggiore rispetto all’attuale moneta svalutata sui mercati, e ne avremmo guadagnato. Quindi il popolo, ingannato come sempre dalle parole saccenti e dalla FIDUCIA data all’uomo politico, abbocca all’euro, ma i fatti lo riportano alla triste realtà da combattere giornalmente. Ci raccontarono che un chilo di pane, che costava 1500 lire, l’avremmo comprato neppure con un euro pieno, perchè valeva di più  e che saremmo potuti andare in America in vacanza, perchè costava di meno, visto che l’euro valeva di più del dollaro! Puoi immaginare la felicità del popolo. Finché non arrivammo all’era del cambio nel 2000! Per magia tutto restò invariato… tranne i prezzi sugli scaffali, che incrementano il PIL, rimasero gli stessi, ma con un potere di acquisto dell’euro inferiore. Un chilo di pane che prima costava 1500 lire, ora lo dovevi compare con 2.00 euro. Quindi partì tra il popolo la “coscienza al costo” e sugli scontrini che, nel 2000 venivano stampati con l’importo in euro e in lire, si notò che, facendo un calcolo, al valore di 1936.27 x 2.00 = 3 872.54 lire, quindi costava tutto il doppio e gli stipendi erano gli stessi, coloro che prima guadagnavano 1800.000 MilaLire, oggi hanno un potere di acquisto pari a 900.000 Lire. In compenso nel corso degli anni e la crisi avvenuta, per poter pagare i debiti che avevamo fatto con l’unione europa per via del fondo salva stati, MES, e salvarci dalla retrocessione, le tasse aumentarono graduatamene, l’europa variava le condizioni di accesso e tassi d’interesse al fondo, non solo, più questa politica variava, più in Italia il popolo veniva messo in povertà. La politica austera di innalzamento graduale delle tasse, portò le  industrie ai  licenziamenti e cassa integrazione. Gli ammortizzatori sociali,  non ebbero un potere determinante per arginare la povertà, tanto più che le condizioni per accedere alla domanda di disoccupazione, erano davvero improponibili rispetto all’offerta di lavoro. Il popolo toccò e a tutt’oggi tocca, la soglia della povertà. Si verificano i casi di impoverimento in numero esponenziale: il fallimento economico per grandi medi e piccoli imprenditori, tra il popolo la mancanza di moneta e la privazione alla dignità personale, portano a numerosi suicidi, atti di isterismo, violenza domestica. Quando l’Unione Europea con Mario Draghi decise di aiutare i paesi in recessione attuando la politica di un fondo salva stati MES, si dimenticò di spiegare agli italiani che dovevano restituire i soldi a tassi d’interesse fissi e variabili, dimenticò di dire che quei tassi avevano e avrebbero avuto un’austerità sulla popolazione e l’impoverimento della stessa. L’approvazione del Mes nel 2012 con il governo tecnico di Mario Monti fù la scelta della legislatura del governo Berlusconi, Ma fù anche la scelta dei governi precedenti che favoreggiarono l’europa unita.

Oggi, con grande orgoglio caro Diario, mi sento fiera di non aver mai votato e di non essere mai stata partecipe a questa unione che ha portato il salasso italiano!

In quegli anni di forte dominanza politica, gli italiani pensavano a racimolare beni materiali per poter affrontare un futuro incerto, erano gli anni in cui si gridava di voler spostare la capitale a Milano ampliandola sempre più e decentrando l’economia, di un ipotetico futuro risanato, all’estremo nord, confinante con l’Unione Europea. Furono gli anni in cui il sud Italia trascinò la sua recessione, dimenticato dalla Stato! La gente del sud era emarginata dal grido “Terroni ladri”. Ma nonostante questo, oggi al sud, si è fieri di combattere la guerra al coronavirus pur non avendo nulla!

Quindi, caro Presidente del consiglio Conte, divenuto oggi per molte donne il recondito desiderio, è vero Salvini e Meloni avranno gridato nelle tenebre:

MA GLI ABISSI SONO STATI SCAVATI IN GRAN SEGRETO TRA LE GROTTE DELL’UNIONE EUROPEA E DECISI DAI GOVERNI ANTECEDENTI 

E’ dalla fine della seconda guerra mondiale che nasce la dipartita di fondare l’unione europea e dal 2000 che manovrate il popolo, direi che ci siamo francamente rotti le palle e non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno se vogliamo uscire dallo strozzinaggio legalizzato e dalla sottomissione a regole che, non sono parte della nostra costituzione. E siccome finchè il popolo potrà esserci, la volontà è sovrana, al grido: “Traditore ci hai venduto approvando il MES”, io rifletterei da politico, non sull’isteria del popolo, come impropriamente menzionata dalla vostra classe politica, ma alla sofferenza che al popolo continuate a voler dare!

ARTICOLO 1 COSTITUZIONE

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Non appartiene all’unione europea!

Caro diario, mi ritrovo nuovamente a cucire la mia bandiera, e come me militiamo in tanti lo stesso desiderio.

A presto!

 

 

©©© Copiare è reato, siamo sempre attenti alle riproduzioni:

Diario di una quarantena - 25 Marzo 2020 - Lo sbarco bloccato - Italia divisa

Diario di una quarantena – 25 Marzo 2020 – Lo sbarco bloccato – Italia divisa

Diario di una quarantena – 25  Marzo 2020 – Lo sbarco bloccato – Italia divisa

Ciao Diario di una quarantena,

ho appena terminato di scrivere l’articolo sul blog riferito all’ultimo decreto di contenimento che chiude diverse attività industriali…

No no aspetta !…

Ho sbagliato a scrivere, non è l’ultimo decreto! Ci saranno altri colpi di scena!

Sono rimasti davvero in pochi a lavorare, oltre medici e infermieri, gli autotrasporti rischiano la loro vita giornalmente. I corrieri resistono ancora per poco, sono piccoli grandi soldati che corrono per recapitare ciò che è utile e garantire la continuità di una filiera del lavoro attivo e di vita sociale ormai spezzata. Anche loro si preparano alla cassa integrazione.

Aleggia aria di contrasto politico – sociale, per via delle mille decisioni prese e non ancora realmente attuate. Gli aiuti al popolo decretati non sono realmente attivi. Il sito dell’inps, a tutt’oggi 25 Marzo, non è operativo rispetto le domande da presentare per garantire gli ammortizzatori sociali. Tutto ciò porta a non far entrare soldi a casa.

La classe operaia traballa a casa. La classe ricca è a casa ma col gruzzoletto. Naturalmente nessuno dei nostri parlamentari ha rinunciato al suo stipendio o ad abbassarsi il fruttuoso onorario che il popolo italiano paga mensilmente.

La mia domanda è? Ora che nessuno è in grado di pagare le tasse dove prenderete i soldi per i vostri lussi? Ma la risposta la ho!

Lo sfruttamento dell’europa in termini economici serve anche a garantire la classe politica. Cascano sempre in piedi! Come fù durante il dopo guerra, faranno in modo che, il popolo, si accontenti di farina, allevamento e agricoltura per potersi sfamare. La media del paniere dei beni parla chiaro, l’articolo più venduto è: farina e acqua, la carne a costo basso il pollame, la frutta e verdura scalano la classifica. Rimarrà nel tempo anche la possibilità di investire nel piccolo artigianato che rifiorirà. Tutto in una prospettiva futura di crescita, non per il sud, ma per il ricco nord che guarda tra: il monte bianco e il monte rosa, l’europa.

Ecco perchè, anche questa volta, il governo ha aperto una voragine disastrosa tra nord e sud, l’esodo che riparte per la terza volta. Come in una buona armata pronta al combattimento i comandanti si posizionano. I presidenti delle regioni del sud cercano di chiudere le regioni con le ordinanze ed evitare la contaminazione. Si rischia il tracollo completo del mezzogiorno, uno sterminio di razza che non avrebbe uguali, al sud gli ospedali non garantiscono capienza e supporto alla sanità. L’impegno costante dei sindaci e della regione, in questi giorni ha portato in calabria la realizzazione:

  • 21 Marzo 2020 –   struttura modulare area adiacente Azienda Ospedaliero Universitaria Mater Domini di Catanzaro. La struttura conterrà 80 nuovi posti terapia intensiva e subintensiva si potranno gestire in sinergia con il policlinico ulteriori 1000 casi di possibile contagio. Questi nuovi posti letto si andranno ad aggiungere ai 141 allestiti negli scorsi giorni in tutta la regione.
  • 340 i medici che hanno dato disponibilità per essere impiegati durante l’emergenza Coronavirus in Calabria.
  • ASP avviato le graduatorie degli idonei per l’assunzione, sempre a tempo determinato, di 270 infermieri e 200 Oss oltre che a biologi e tecnici di laboratorio.

L’ordinanza più importante della regione è emessa il 20 Marzo, la Calabria è chiusa, chiunque entri o esca dal territorio lo deve fare con comprovate motivazioni. Ciò non è sufficiente a bloccare le fughe incoscienti verso il sud

Il 22 Marzo, il presidente della regione Calabria rilascia questo comunicato:

Sono felice che il governo abbia compreso le preoccupazioni del Sud ed abbia cercato di porvi rimedio varando un’ordinanza del ministero dell’Interno e della Salute che vieta a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi in un comune diverso da quello in cui si trovano, quindi di evitare “fughe verso Sud”. La Calabria aveva necessità di risposte concrete per evitare nuovi contagi.Ringrazio il Presidente Tajani ed i colleghi parlamentari e consiglieri regionali che ieri ed oggi hanno fatto ‘squadra Calabria’ per raggiungere il risultato. Ringrazio il Ministro Lamorgese ed il Ministro Speranza che hanno subito compreso la gravità delle nostre preoccupazioni.Si tratta di una vittoria per la Calabria, ma anche per tutto il Sud Italia che rischiava di dover fronteggiare una nuova ondata di arrivi che avrebbe reso più critica la situazione attuale.

Tutto ciò non è bastato. A oggi, ti assicuro caro diario, l’esodo è sbarcato nel regno delle due Sicilie. L’affluenza delle macchine ha raggiunto l’apice a Villa San Giovanni notte del 22, quando, chiunque, con motivazioni più o meno certe di veridicità, traghetta, ma questa volta non sono solo residenti italiani al sud, ma anche gli stranieri da oltre Alpi. Viaggiatori sconclusionati riescono a passare il confine italiano e comodamente percorrere lungo tutta la penisola per riuscire ad imbarcarsi allo stretto.

La mia domanda è: come ha fatto questa gente a passare il controllo alle frontiere e poi percorrere l’autostrada da nord verso sud e passare nei vari caselli autostradali? Possibile, lungo il percorso, non ci sia mai stata una volante della stradale? In Italia non esistono telecamere lungo i percorsi autostradali da segnalare anomalie? Dove sono i Ministri?

Sembra l’Italia dei persi per caso!

Fatto sta che, i viaggiatori senza titolo di viaggio autodichiaranti, per decreto pinco pallo, arrivano alla soglia delle stretto. Alcuni sbarcano in Sicilia, altri rimangono intrappolati tra le dodici zampe, presi a morsi dalle grandi fauci dalle sei teste di cane di Scilla. Cariddi li rifiuta.

Il sindaco di Messina, impavido guerriero, scende a difendere il suo popolo, non li vuole! Ha ragione! Accanto a lui, il presidente della regione Sicilia dichiara che, dev’essere lo stato ad intervenire e sbloccare la situazione, poichè è il medesimo ad averla creata!

Il sud delle due Sicilie, non è terra di sbarco per coloro che hanno scelto di andare via, non è solo la terra del sole e del mare e del tutto gratis per via di mamma e papà, è la terra che ha bisogno, da parte di tutti rispetto e sopratutto che lo Stato sia presente, o che lasci liberi Scilla e Cariddi.

La lotta del sindaco di Messina De Luca ha la meglio, vengono bloccate le macchine che non sono in regola con il decreto. Lo stato è muto, non interviene, lascia solo il sindaco della città metropolitana a far fronte al problema, un sindaco  che, si dimostra all’altezza della situazione e cerca di far rientrare l’ordine al blocco. Distribuisce, con la collaborazione del sindaco di Villa San giovanni, del prefetto e della protezione civile, ristoro alle famiglie accampate in macchina, sposta lo sbarco dei tir su Reggio calabria. La polizia è in assetto anti sommossa.

Tra la voce lecita dei sindaci e la voce mesta del popolo, si attua decisivamente il blocco dei traghetti dall’intrepida Scilla. La screanzata decisione degli adulti purtroppo coinvolge anche i bambini, mettere a rischio la vita dei propri figli, è l’ennesimo atto di egoismo che l’essere umano compie! Passano le ore, si raggiunge un compromesso tra le parti delle due sponde, il sindaco De Luca e il presidente di regione ammettono il rientro in sicilia di donne e bambini, restano in calabria 90 macchine, un centinaio di persone vengono messe in quarantena a Villa San Giovanni, ne dà comunicato il sindaco Falcomatà:

Sto scortando personalmente con l’ausilio della Polizia Municipale, della Polizia Metropolitana, della Guardia Costiera e della Questura di Reggio Calabria le prime 150 persone, tutte residenti in Sicilia, che rientreranno a casa dal porto di Reggio per motivi di sicurezza.

Finalmente questa assurda situazione si è sbloccata grazie all’intervento dei Ministri Lamorgese, De Micheli, Boccia e del Presidente dell’Anci Decaro.

Trovo sinceramente vergognoso che ancora rimangano 80 persone in Calabria perchè chi di dovere non è capace di assumersi la responsabilità di decidere.

La politica è una cosa seria, non è uno show. Chi ancora non riesce a comprenderlo, sta mettendo a serio rischio la salute e la sicurezza di un popolo, quello reggino, che con enormi sacrifici e tanta responsabilità, sta rispettando le regole fin dall’inizio di questa complicata emergenza.

Le persone non si respingono come pacchi. Finalmente sblocchiamo una situazione che ha messo in discussione la dignità di ogni essere umano. Non è possibile che più di 200 persone, tra le quali tanti bambini, siano lasciate per quasi 36 ore su una banchina portuale, senza possibilità di andare in bagno, senza viveri, ostaggio di istituzioni incapaci di far rispettare le loro ordinanze e i loro decreti.

E’ ricomparso timidamente lo Stato, sbagliando nelle decisioni.

Fosse stato per me, caro diario, non avrei concesso alcuno sbarco ne ospitalità, ognuno sarebbe tornato da dov’è partito.

Ora in calabria ci troviamo ad avere un focolaio attivo altamente pericoloso in una zona strategica della provincia di Reggio Calabria.

E’ così che, per l’ennesima volta, lo stato riesce a cavarsela dalla sommossa!

A parere mio non hanno capito cosa sta accadendo!

Non hanno capito che le regioni del sud si sono stancate dell’ indifferenza dello Stato ai problemi interni.

Che, il popolo del sud, ha gli stessi diritti, in termini di risorse, come il nord.

E’ finito il tempo in cui si faceva apparire il sud come il luogo in cui il popolo non vuole crescere, per poi parcheggiarlo nell’oblio della parole: Mafia e Ndrangheta.

Il tempo in cui ci hanno messo allo scarto e ci chiamavano terroni e ladri è terminato, perchè questi termini non sono nati dal nord per caso, ma da gente fatta entrare in parlamento a cui è stato dato il libero arbitrio a denigrarci.

Non hanno saputo osservare che, è terminato il tempo dell’indifferenza che hanno usato, quando tra Dicembre e Gennaio il magistrato Gratteri ha liberato la calabria da una parte di oppressione, restituendo legalità e lo stato non ha fatto cenno di merito, neppure durante la manifestazione svoltasi per il nostro encomiabile magistrato.

In serata del 24 Marzo, il colpo di scena dell’annuncio di un nuovo decreto che in aggiunta inasprisce le sanzioni a chi viola le misure di contenimento, l’ammenda sale vertiginosamente al tetto dei 3 mila euro. Lo stato racimola nella disgrazia dal popolo obbligato a rinchiudersi a casa per mancanza di attenzione, preparazione e intervento al virus cinese.

Che dirti caro diario, è Italia, quella fatta di un’immensa storia e di tanti governi irrisori, quella che amo per la sua bellezza, ma che vorrei avesse un pò dell’America.

E’ il principio del lento sfilare della pelle del serpente quando muta, la trascina su di se fino staccarla completamente senza accorgersene. Ecco l’Italia oggi.

Ti allego caro diario il documento che spiega: cos’è il corona virus e la sperimentazione dei farmaci di cui abbiamo sentito parlare, per alcuni casi risulta abbia salvato vite!

Covid-19 – Conosciamolo – La sperimentazione del farmaco Coronavirus –

A presto

Diario di una quarantena

Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020

Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020

Ciao Diario di una quarantena. Non mi sono dimenticata di te, sono le innumerevoli situazioni che mi circondano a non lasciarmi il tempo per scrivere, ne sento davvero la mancanza. Quindi ho dato una regola a me stessa e ho proporzionato la mia giornata lasciando spazio a me.

La situazione Coronavirus ha coinvolto tutto il mondo. Il mondo segue  il “Modello Coronavirus Italia”. Mi fa sorridere questa cosa, considerando che, i paesi a noi confinanti, di nostro come modello non hanno mai voluto nulla, anzi hanno sempre messo in discussione il nostro paese. Ora seguono il modello “come evitare morte”.

All’interno del nostro paese i dissensi passati riaffiorano! Pensavo che il “canto ai balconi”, avesse davvero unito l’Italia! Ma è una recondita utopia!

Continuano le diatribe che, per anni, hanno massacrato il sud! Non c’è equità nella distribuzione delle risorse da parte dello stato, esso stesso continua a volgere il naso verso su, senza  capire comprendere e attuare una manovra decisa per tutelare il sud.

In questo momento in Calabria la forza politica regionale lotta contro il tempo. L’irresponsabilità della codardia egoistica di taluni, può portare ad uno sterminio massificato. Questo dal punto di vista statistico è la previsione reale. Ma si sa a raccontarci canzonette i nostri politici sono bravi. Ad affievolire la mente degli italiani sono maestri, ora si buttano con epiteti poetici che dribblano in campo la razionalità per spostare l’attenzione dalle attività di palazzo. Vale la teoria attuata da secoli,  più il sentimento sovrasta la ragione, più tu sei propenso a non comprendere!

Dopo l’accordo tra il governo e le parti sociali, alias sindacati per meglio spiegarti: rappresentanti della classe lavoratori, quindi direttamente correlati con gli imprenditori, si sono divulgate le notizie di tutti coloro che avrebbero continuato a produrre e tutti coloro che avrebbero chiuso l’azienda. Ecco partire la macchina cinica e senza dignità morale di coloro che io, ho sempre chiamato “avvoltoi”, la diffusione della notizia da parte dell’ufficio stampa del governo attraverso retrovie recondite! Tipo quando leggi o guardi in tv gli episodi del “Commissario Montalbano”. Chiama la stampa per diffondere la notizia in incognito e avere effetti sull’indagine. In questo caso gli effetti sono quelli di ponzio pilato! Tipo Mussolini da sempre giornalista! Comunque, segue alla diffusione, il secondo esodo che porta l’assalto ai treni verso il sud! Si ripete il cordone unito di irresponsabili che per mano e diffondendo il virus volgono alla grande meta del sud! Non so dirti se sono arrabbiata, o delusa, o estremamente stanca dell’essere umano, so che, questa gente che ha viaggiato anche con febbre a 37.5, avrà sulla coscienza altra gente,  per quanto il senso di egoismo non pervaderà le loro menti, rimarrà sempre una coscienza propensa alla “lordia dell’essere”. Ciascuno di noi è responsabile di se stesso e questo è responsabile in comunità. C’è stata quindi una nuova invasione, controllata dai nostri sindaci locali che in questo periodo davvero stanno coordinando in maniera encomiabile l’attività del territorio. Nel frattempo i dati dei contagi sono saliti, ad oggi si registra un morto. Mi auguro non ce ne siano più. Il presidente della mia regione calabria chiede i militari per il controllo interno, io ne sono d’accordo, non puoi entrare e uscire da una regione in stato di emergenza sanitaria solo perchè la usi come sanatorio! Le innumerevoli presenze che si sono massificate in queste ore sono portatori di virus, alcuni non registrano la loro presenza sul territorio come previsto da ordinanza, questo ha provocato in alcuni paesi il completo isolamento, sono stati scoperti denunciati e posti in quarantena forzata.

Questi soggetti sono coloro che, da anni sono andati via dalla mia terra, sono coloro che, dal nord hanno comprato casa per villeggiatura nella mia terra, (tanto costa tutto poco). Noi non siamo il club med resort, siamo una regione la cui sanità non esiste a causa di sbagli fatti tra stato e enti locali. In un Twitt di risposta al presidente del consiglio mi sono ritrovata a costatare come la divisione tra nord e sud prosegua nella offesa di chiamarci: “Ladri – Coloro che non pagano le tasse”.  Mi sento di dire che le tasse devono essere pagate in proporzione ai servizi resi e qui non ne abbiamo! Il nostro problema è, difendere gli ospedali da possibili contagiati, non possiamo avere un epidemia con numeri uguali al nord. Al nord, l’unico problema che c’è stato, è quello di piangere sui vizi tolti, diffondendo il virus attraverso atteggiamenti di rivolta silente e trasgredendo la regola di non uscire!

Ma l’offesa immensa ricevuta, è questa risposta che scrivo e che dovrebbe far riflettere tutti quei genitori che mettono la valigia in mano ai figli per andare all’università del nord, siete voi i primi complici che rendono la nostra terra nullità. Noi l’università l’abbiamo da napoli in giù! Siete voi che per superare voi stessi buttate i figli tra coloro che pensano questo:

«Ridicola chi è scappato non è certo quello che ha la seconda casa ma i figli vostri rincoglioniti! E voi pure a proteggerli! Idioti che non siete altro. Siete senza cervello e spina dorsale. E lamentatevi che vi prendete il virus. Non fate altro che lamentarvi».

Questa è L’italia, fatta di gente con odio recondito verso le regioni del sud!

Lasciate i vostri figli nella vostra terra per poter mandare avanti il vostro territorio. Se lo stato capisce che abbiamo alternativa a non stare al sud spostandoci al nord, guarderà sempre a testa in su, se comprende che giù manifestiamo la voglia di espanderci in tutti i sensi dovrà per forza guardare a testa in giù. Roma non è lontana e marciare su Roma è un nostro diritto. E’ questo caro diario che vorrei diffondere sempre a tutta la gente del sud.

Allo stato attuale il presidente di regione con illustri personalità scientifiche ha creato una task force che ci mette un pò al sicuro. Ma fino a questo momento lo stato non ha mosso un dito, ha solo creato caos, diffondendo notizie per creare volutamente l’esodo al sud, loro sapevano che sarebbe successo, quindi era nelle loro piene funzioni istituzionali chiudere le regioni!

Questa è una cosa che io non perdonerò mai! Mettere a rischio la salute del sud, senza niente e garantire il nord! Comunque si sa, è da lì che gli investimenti ripartiranno alla fine di tutto. Ma è dal sud che è partita la spedizione dei mille!

Ecco perchè oggi ti dico, caro diario di una quarantena, che per me esiste solo  la mia terra, come avevo già deciso tanti anni fa quando recandomi al nord per lavoro itinerante entrando in un ristorante che sventolava bandiera verde mi fù detto « Noi i meridionali non li vogliamo» . Potrei star qui a raccontarti anche quando negarono casa ai miei genitori che, per solo un’anno di lavoro nell’insegnamento, avrebbero dovuto risiedere al nord. Arrivati sul posto gli fù detto « Non possiamo darvi casa, avete troppi figli e i condomini non sono d’accordo». Potrei raccontarti tanto altro, ma va bene così. Ora ho la mia piccola grande soddisfazione!

L’Italia è divisa! Al nord c’è un’attenzione costante seria e puntuale, al sud i nostri sindaci sono il nostro stato, il presidente della regione ci rappresenta.

Un giorno al risveglio di tutto, considerando il nuovo decreto Cura Italia, vedrò cadere a picco qualcuno!

Gli investimenti previsti non solo non sono a lungo raggio, ma non sono equivalenti agli investimenti che le aziende dovranno far fronte considerando il costo del lavoro Non dimentichiamoci che, l’europa è fatta di nazioni come Germania e Francia e non solo, non si calcola che l’America ha il grande presidente che già sta lottando per il futuro della sua nazione prevedendo manovre finanziarie lungimiranti, ama l’Italia ma ama il suo popolo.

Ecco questo è al momento ciò che vivo. Siamo forti in calabria e lotteremo anche contro chi sa che la condanna a morte qui è certa!

Sono arrivate donazioni, sono stati rivisti i bilanci nei comuni per l’acquisto di materiale sanitario e respiratori. I nostri medici ci curano, gli infermieri non si fermano. Grazie davvero.

Parlano dell’Italia come fosse tutto unito. Parlate dell’Italia, ma come tratto di cartina geografica segmentato da linee intervallate.

Guardo il Presidente degli Stati Uniti d’America e lo ascolto con ammirazione profonda, in ogni discorso ha dato sempre il senso di protezione al suo popolo unendolo, nonostante fazioni opposte. Lo ha rassicurato per il futuro, lo difende dal coronavirus rischiando lui stesso.

Ecco io vorrei un presidente così.

Ora vado diario, oggi voglio fare un video di cucina. Prenderò una ricetta del mio libro e la regalo a tutti facendo vedere come si fà. Ho saputo che negli ospedali chi può guarda e legge e sapere che possiamo essere utili è un grande gesto di altruismo. Sto cercando di mettermi in contatto con i volontari, magari accetteranno un pò d’aiuto.

Ti lascio, ma ti raccomando prima di chiudere la copertina caro diario, rileggiamo insieme queste parole.

Andrea Camilleri, contro l’odio, le sue parole:

“Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre, possono essere pallottole. Bisogna saper pesare il peso delle parole e soprattutto far cessare il vento dell’odio che è veramente atroce. Lo si sente palpabile attorno a noi. Ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me allo specchio. È di oggi la notizia di quel pazzo che entra in una sinagoga e uccide 11 persone urlando: “Gli ebrei tutti a morte!”. Ma ci si rende conto a che livelli ci abbassiamo quando non solo lo diciamo, ma siamo capaci di pensare questo. Peggio degli animali che hanno la fortuna di non parlare. Le parole della senatrice Liliana Segre dovrebbero essere dette e scritte all’ingresso di ogni scuola perché il terribile è che stiamo educando una gioventù all’odio. Il motivo? Perché abbiamo perso il senso dei valori. I veri valori della vita li abbiamo persi”.

La lotta all’odio non è cosa semplice: il web, in questo senso, è una polveriera impossibile da controllare e censire. L’unico rimedio, ancora una volta, è l’educazione: dobbiamo trasmettere l’idea che odio e violenza non sono strumenti, dobbiamo aiutare i ragazzi a distinguere la determinazione dall’aggressione. Abbiamo bisogno di un programma massiccio di educazione emotiva, a cui va aggiunto l’impegno civico di ciascuno di noi. Questa pericolosa cultura si può combattere solo contrapponendole un’altra cultura, quella della ragione e della gentilezza.

Dobbiamo anche educare all’uso delle parole, alla consapevolezza del linguaggio: oggi regna l’idea che le parole non siano importanti, che siano un fatto trascurabile. Non è così: le parole hanno il potere di cambiare il mondo, ma con la stessa facilità possono distruggerlo.

A presto.

Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020

Diario di una quarantena

Diario di una quarantena

Diario di una quarantena – 12 Marzo 2020 –

Oggi è tutto molto diverso, le lancette dell’orologio vanno avanti velocemente, a dir il vero già da ieri un senso di adeguamento al tempo fa scandire il tic toc delle lancette.

Tutti a casa! Il decreto firmato in data 11 Marzo dal Presidente del consiglio restringe ancora di più la possibilità di uscire.

Possiamo andare a: fare la spesa, a comprare un farmaco, a lavorare, ma poi dobbiamo andare a casa, è per il nostro bene, per il bene dei nostri figli e per il bene sopratutto di chi ha genitori anziani , nonni che amiamo. E’ per il bene dell’Italia, che sta lottando per mandar via questo virus.

Sembra sia un insegnamento ai popoli delle diverse razze. Convid_19 è presente in tutto il mondo.

Le caratteristiche sintomatiche che lo distinguono sono: forte febbre e blocco respiratorio.

Da ieri pomeriggio, ho introdotto un nuovo vocabolo nel mio dizionario “Pandemia” l’organizzazione mondiale della sanità l’ha chiamata così, oramai e quasi in tutto il mondo. L’unica cosa che possiamo fare per debellarlo è: cercare un vaccino adeguato che, però, richiede tanto tempo per via della sperimentazione; stare a casa per non diffonderlo tra di noi.  In Cina lo hanno fatto.

E’ partito tutto da Wuhan, provincia cinese Hubei, a Dicembre 2019, il mondo si sveglia capisce che stavano lottando contro un virus che, i virologi, hanno chiamato Corona virus – Convid_19. Sembrava fosse lontanissimo per i chilometri che ci separano, ma a febbraio anche l’Italia è stata invasa da Convid_19. Da questo momento la vita degli Italiani cambia, passa diversi stadi:

Consapevolezza

Accettazione

Sopravvivenza

Rinuncia

Rispetto

Regole

Oggi il sole intiepidisce l’aria, è bellissimo sentire il tepore  dei raggi . Sono sempre più innamorata del luccichio del mare che si rifrange tra Trinacria e i monti aspri, sono sempre in attesa di poter essere fortunata e vedere, Fata Morgana, l’amore maledetto di Scilla e Cariddi l’ho già visto. C’è un’aria leggera, sono seduta sulla panchina in balcone, ho un gelsomino sbocciato con i fiori gialli e sto aspettando che la pianta fiorisca i calla, uno dei miei fiori preferiti. Sento le voci della gente in fila al supermercato, faccio capolino per vedere se rispettano ciò che c’è stato detto, anziché ammucchiarsi, sono distanti l’un dall’altro, mascherina e guanti. Sento discorrere su ciò che sta succedendo e su ciò che si potrebbe o si sarebbe potuto fare. Questa cosa mi fà stare bene, vuol dire continuità di vita. Io la spesa lo già fatta, senza accalcarmi! Ho sempre avuto l’abitudine di prevedere che, possa “succedere qualcosa” durante la settimana normale, lavoro, partire, spostarsi per la famiglia, l’amore per la cucina, quindi le provviste ci sono! Molte volte mi sono presa gli insulti di chi mi sta attorno di essere una pastiglia vagante ansiogena e ansiolitica, ma stavolta si sono ricreduti un pò tutti! E’ stata una soddisfazione sentirmi dire: beata te che ti sei fatta la spesa prima!

I primi giorni l’assalto al cibo è stato eclatante,

sembrava finisse tutto subito, nonostante il governo ci avesse avvisato che i negozi alimentari non avrebbero chiuso e la merce sarebbe arrivata, la gente è corsa al supermercato sfidando un possibile contagio. E’ prevalso il senso di panico! Riempire i cofani della macchina di ben 3/4  carrelli di spesa!  Litigare per il posto auto. Scene apocalittiche!

Per non descrivere quando l’ 8 marzo è stato firmato il decreto che chiudeva come zona rossa la lombardia, scena davvero da film,! La sera trapela la notizia sui network, la gente del nord si riversa al sud senza alcun senso di responsabilità verso il prossimo e con un pericolo di contaminazione altissimo. Tutti di corsi ai treni/aerei, gente che partiva in macchina di nascosto, verso il sud! Il sud Italia in quel momento non registrava numeri alti di Covid_19, quindi coloro che sono emigrati al nord e ancora si ritrovano parenti, amici e casa al sud, hanno ben pensato che giù non avrebbero avuto alcun pericolo. In realtà, dopo neppure un giorno, la loro azione irresponsabile è sfociata nella contaminazione. Il sud ha una grave mancanza nel sistema sanitario, gli ospedale sono fatiscenti rispetto al nord i cui ospedali funzionano! Quindi noi gente che abitiamo al sud da sempre e non abbiamo mai lasciato e rinunciato alla nostra terra ci siamo incavolati e direi non poco!

Convid_19, ci ha fatto vedere come l’essere umano non abbia più il senso dell’altruismo, ma l’egoismo che imparerà a gestire con la conseguenza dei gesti.

E’ così mi ritrovo ad oggi  a scrivere sul Diario di una quarantena. Io amo scrivere, il 2019 dopo tanto tempo mi ha regalato l’opportunità di poter pubblicare un libro di cucina, lo amo più di me stessa. Anche io nel mio piccolo sono tra i fogli delle immense librerie. Stò scrivendo nuovamente, i miei personaggi stanno nascendo come fossero reali, il bello sta proprio nel creare ciò che vuoi tra le lettere della tastiera. Sono Italiana e gli italiani sono sempre stati scrittori, poeti, naviganti, scopritori, artisti, e questa cosa mi ha reso sempre fiera.

Ora caro Diario di una quarantena penso a cosa cucinare stasera, non ho molta fame in questi giorni, però cucinare ti dà un senso di libertà, unisci i sapori che vuoi con gli ingredienti che metti in ricetta. Sono costretta a chiudere, altrimenti passerò anche la notte a scrivere e leggere.

Ci rivediamo domani Diario di una quarantena, al momento il silenzio della strada avvolge tutto.

Io non esco. Rispetto le regole. Sto in casa e svolgo ciò che amo.

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