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Diario di una quarantena

Conte dichiarazioni al Senato – Intervista a Süddeutsche Zeitung

Conte dichiarazioni al Senato – Intervista a Süddeutsche Zeitung – Verso il 23 Aprile al consiglio europeo.
 
Di Oliver Meiler

Presidente, molti Italiani trovano che il Suo Paese sia stato lasciato solo all’inizio della crisi dai suoi vicini, dai suoi partner storici in Europa. E ne sono irritati. A ragione?

È innegabile che l’Italia si sia trovata sola. Anche Ursula von der Leyen la vede così, a nome dell’UE si è scusata per questo nel suo intervento al Parlamento Europeo. Devo dire che ho molto apprezzato questo gesto.

Proprio Cina e Russia ne hanno approfittato – con Charter pieni di mascherine protettive, apparati respiratori, medici ed esperti, mentre persino la Germania aveva trattenuto le forniture nella prima fase. Che effetto le ha fatto?

Trovo che la solidarietà che alcuni Paesi ci hanno manifestato sia stata troppo fortemente giudicata e interpretata sul piano geopolitico.

A torto, per quanto concerne Cina e Russia?

In realtà, abbiamo ricevuto sostegno morale e concreto da tantissimi Paesi: dall’Egitto, al Qatar a Cuba. Anche dalla Russia e dalla Cina, certamente. La Cina, in considerazione della sua esperienza appena maturata, si è resa disponibile a darci una mano; così come lo eravamo stati noi quando la Cina si trovava nella sua fase più acuta dell’epidemia.

Cuba, Qatar – a proposito dell’Occidente?

Abbiamo ricevuto aiuti concreti anche dagli Usa, da vari paesi europei e dalla stessa Germania che ringrazio per la disponibilità offerta, anche nell’ospitare pazienti italiani nelle proprie strutture ospedaliere.

Tuttavia non ci è voluto molto e da entrambe le parti si sono riscaldati gli animi, sono risorti tra Germania e Italia vecchi luoghi comuni e cattiverie. Lei questo come se lo spiega?

Alcuni luoghi comuni mi fanno sorridere, altri non li trovo affatto divertenti. Tra questi quello di uno Stato spendaccione. A questo riguardo, sottolineo che negli ultimi ventidue anni, ad esclusione del 2009, l’Italia ha registrato un avanzo primario. Questo significa che i governi italiani hanno sempre speso meno di quanto incassato. Il nostro deficit è dovuto alle somme pagate per gli interessi sul debito che abbiamo ereditato dal passato dai tempi della Lira. Quindi, non solo lo Stato italiano non è spendaccione, ma rispetta i criteri europei sul deficit. Invece del 2,2 per cento del PIL che era stato concordato, abbiamo realizzato l’1,6 per cento. E onoriamo sempre regolarmente i propri debiti. Gli addetti ai lavori sanno bene che l’Italia è un pagatore molto affidabile, direi eccellente. L’Italia è anche, come la Germania, un contributore netto nell’UE, anche questo viene spesso dimenticato.

Nel Nord si guarda soprattutto all’immensa montagna del debito italiano.

Sì, anche nel dibattito sul contrasto della crisi domina di nuovo questo errore. Si sostiene che gli Italiani vogliano solo che altri Stati paghino i propri debiti. E’ un’insinuazione più che falsa, sorprendente. La storia, anche quella meno recente, dimostra invece il contrario: che l’Italia è sempre in prima fila quando si tratta di offrire la propria solidarietà ad altri Paesi che debbono ripartire dalle macerie lasciate da eventi epocali, come è stato all’indomani dell’ultimo conflitto mondiale. In quella occasione non offrimmo solo una prova di solidarietà fine a sé stessa, ma esprimemmo una visione del futuro, confermata dalla edificazione del progetto europeo. Anche oggi che siamo tutti colpiti da un evento per il quale nessuno possa fare qualcosa, serve prima di tutto solidarietà gli uni con gli altri. Prima di tutto si tratta di regalare ai nostri figli e nipoti un futuro comune.

A proposito della seconda guerra mondiale: quando gli Italiani sono cattivi verso i Tedeschi, si ricordano sempre della guerra, nel loro risentimento. L’altro giorno un parlamentare ha detto che si è stufi di stare “sotto le imposizioni dei nipoti di Hitler”.

Questo non è un luogo comune, è una sciocchezza, un’idiozia. Quando parlo di cliché, intendo gli stereotipi che evidentemente non si possono eliminare dal mondo, non simili stupidaggini.

Lei dice spesso che questo è un momento decisivo su tutto per l’Europa. Lei dice anche che non si stancherà di lottare finché i Partner non accetteranno debiti comuni – dunque gli Eurobond o i Coronabond. Il 23 aprile si riunisce il Consiglio Europeo. Lei è pronto a bloccare tutto col suo veto, se gli Eurobond non passeranno?

Vede, viviamo il più grave shock dal dopoguerra ad oggi, l’Europa deve dare una risposta all’altezza. Alcune decisioni importanti sono state già prese, come l’intervento della Bce, la sospensione del Patto di stabilità, la costituzione di Sure, i fondi di garanzia della Bei.

… questo è già molto, no?

Sì, ma è ancora troppo poco, se si pensa che abbiamo a che fare con una pandemia che sta mettendo seriamente a rischio il mercato comune. L’Europa si può salvare se pensa in grande, se mostra più coraggio e se proietta lo sguardo oltre i propri confini.

Questo funziona solo con gli Eurobond? Lei sa che le resistenze di alcuni Paesi contro una mutualizzazione dei debiti è molto grande – in Germania, nei Paesi Bassi, in Austria, in Finlandia.

Le nostre economie sono interconnesse. Se un Paese va in difficoltà si crea un effetto domino che va evitato a tutti i costi. Qui serve tutta la potenza di fuoco dell’Unione europea attraverso l’emissione di titoli comuni che consentano a tutti i Paesi di finanziare in maniera equa e adeguata i costi di questa crisi. Non si tratta di mutualizzare il debito passato o futuro, ma solo di finanziare tutti insieme questo sforzo straordinario.

Gli avversari nel Nord temono che questo strumento rimanga.

Non sarà usato un solo euro dei tedeschi per pagare il debito italiano. Questa solidarietà totalmente specifica e temporanea ci rafforzerà enormemente sui mercati. Essa invia anche al mondo un messaggio politico molto potente: l’Europa è solida e unita.

Come farebbero i governi a Berlino e a L’Aja a spiegare ai loro cittadini che è il momento di fare gli Eurobond dopo tutti i no degli ultimi anni?

Non posso certo suggerire io ad Angela Merkel o a Mark Rutte, come parlare ai loro cittadini. Non ho titolo per farlo. Posso solo ripetere che il punto di vista deve cambiare. E deve cambiare adesso. Dobbiamo tutti guardare all’Europa da Europei, il che è accaduto troppo di rado. Spesso ogni comunità nazionale guarda all’Unione europea solo dalla propria prospettiva e pensa di essere in credito con l’Europa, di dare più di quanto riceve. Prendiamo ad esempio la questione delle bilance commerciali: la Germania ha da anni un enorme avanzo commerciale e viene per questo criticata perché esso è più elevato rispetto a quanto prevedano le regole dell’UE. Col suo avanzo l’economia tedesca non fa da locomotiva dell’Europa, bensì da freno. Dobbiamo rafforzare la nostra casa comune e farlo rapidamente per poterci confrontare alla pari con le altre potenze economiche mondiali. Per questo lo strumento giusto è uno strumento finanziario comune, ambizioso ed equo.

Le chiedo di nuovo: se questo non ci fosse, Lei porrebbe il veto?

Sono assolutamente deciso ad impegnarmi non solo per il bene del mio Paese, ma per il bene dell’Europa intera.

Sì o No?

Lascio a Lei l’interpretazione.

Un altro strumento per liquidità aggiuntiva è il MES. In ampie parti della politica italiana il MES è un concetto tossico.

Sì, il MES ha una cattiva reputazione in Italia. Non abbiamo dimenticato che ai Greci nell’ultima crisi finanziaria sono stati imposti sacrifici ben oltre l’accettabile per ottenere crediti. Di qui la mia posizione fondamentalmente scettica.

Anche se esso, come ora viene proposto, fosse per spese mediche e non collegato a condizionalità? Si tratta comunque di circa 35 miliardi di Euro.

Vediamo se la nuova linea di credito nei fatti sarà senza condizioni.

Lei sembra molto scettico. E’ un Europeista convinto?

Non mi appassiono alle categorie dello spirito. Dico solo che le derive nazionaliste fanno male all’Europa tanto quanto l’europeismo ipocrita, che tutto vuol prendere e nulla vuol dare. Quel che serve oggi all’Europa è un europeismo critico, ma costruttivo. Viviamo un momento storico che esige un salto di qualità politico. Con Macron la pensiamo allo stesso modo: siamo convinti che è in gioco il progetto europeo. E non parlo solo delle prossime elezioni, ma dell’idea stessa di Europa.

In Italia cresce il disagio sull’Europa. Negli ultimi sondaggi solo il 35 per cento degli Italiani ripongono le proprie speranze nell’UE.

Questo sentimento nasce dal fatto che ci sentiamo abbandonati proprio dai Paesi che traggono vantaggi da questa Unione. Prendiamo l’esempio dei Paesi Bassi, che col loro dumping fiscale attraggono migliaia di multinazionali – che trasferiscono lì la propria sede – ed ottengono un flusso di entrate fiscali massicce, che vengono sottratte ad altri partner dell’Unione: vengono così sottratti agli altri Stati Membri dell’UE 9 miliardi di euro ogni anno, come riporta un’analisi di Tax Justice Network.

Anche l’Italia trae beneficio dall’appartenenza all’Unione: la BCE ha sottoscritto negli anni passati titoli di debito italiani in grande quantità.

Chiaro, tutti ricevono vantaggi. Dico solo che nessuno si deve raffigurare come il migliore della classe, non ci sono migliori della classe. Una condotta fuori luogo, soprattutto adesso.

L’Italia è stata colpita prima di ogni altro paese europeo da questo virus. Come ha vissuto l’avvento della crisi? Quando si è reso conto che era un evento enorme?

Quando abbiamo deciso di stringere un cordone sanitario intorno a undici Comuni tra Lombardia e Veneto, centro di due focolai. Nella storia della Repubblica italiana non era mai avvenuto. Quando poi il numero di decessi è iniziato a crescere anche in altre zone d’Italia, si è aperta una ferita nel Paese e dentro di noi. Queste immagini di medici e operatori sanitari stanchi e con i volti segnati non le dimenticherò mai.

Le è toccato per primo decidere su limitazioni della vita pubblica mai viste nel mondo democratico occidentale e inimmaginabili solo due mesi prima: anche il lockdown dell’economia è avvenuto per la prima volta in Italia, con tutte le sue conseguenze. Come si vive una tale responsabilità?

Non solo come un Presidente del Consiglio che ha la responsabilità verso 60 milioni di italiani, ma anche come un padre di famiglia che ha doveri nei confronti dei propri figli.

Ciononostante riesce a dormire bene?

Si dorme poco, è un fardello oneroso. Ma ho l’onore di guidare un popolo che ha una storia fatta di tenacia e resistenza, specie nel momento della difficoltà.

I suoi avversari le rimproverano che decide da solo, con apparizioni notturne davanti al popolo.

Sono intervenuto ogniqualvolta ho ritenuto necessario informare e comunicare le decisioni prese. Sono in consultazione permanente con i miei Ministri e col comitato tecnico-scientifico. In Italia la sanità è in mano alle Regioni, abbiamo tessuto un fitto dialogo con tutti. Quando è in ballo la salute del Paese bisogna azzerare le polemiche.

Lei dice spesso che la Storia giudicherà l’operato del governo. Si considera un apripista per altri governi europei? L’hanno copiata in tanti.

Avrei fatto volentieri a meno di questo primato. Ma sono senza dubbio orgoglioso del senso di responsabilità manifestato dagli italiani in questa situazione e della grande risposta che, nel complesso, sta offrendo il nostro sistema sanitario nazionale. Il nostro è diventato un modello di riferimento riconosciuto anche dall’Oms. E’ vero, alla fine sarà la Storia a giudicarci.

Pensa che certi Paesi vicini abbiano sottovalutato i rischi per la salute?

Questa pandemia colpisce tutti indistintamente. Sarebbe irresponsabile sottovalutarla.

Come uscirà l’Italia da questa crisi?

Ci cambierà, ci indurrà a modificare alcune delle nostre abitudini preferite. Ma, allo stesso tempo, sta facendo emergere il profilo migliore della nostra società fatto di competenza, dedizione, capacità di sacrificio, coraggio, altruismo.

Quando pensa che potremo andare di nuovo in un bar per un caffè e stare al bancone?

Prima dobbiamo togliere il lockdown, riavviare le fabbriche. Solo dopo andremo di nuovo al bar.
 
 

 
Il 23 Aprile 2020 il Presidente del Consiglio Italiano rappresenterà l’Italia al Consiglio Europeo.
 
Non è dato sapere, se la nostra nazione sarà venduta all’asta ad un fondo salva stati simile al MES. Anche adesso, appena battute le dichiarazioni al senato, il presidente spiega, ma non afferma.
Non c’è dubbio durante l’intervista al quotidiano tedesco che, sia espressa a chiare lettere, la domanda tendenziosa in buona fede, ai vecchi nazionalismi, del periodo della seconda guerra mondiale, frutto del ricordo della sofferenza di un popolo che, ad oggi, pur fidandosi e porgendo generosità, si è trovato a fare i conti con alcuni stati che, non hanno avuto remora, a non essere solidali verso l’Italia.  
Mi auguro che, il 23 Aprile sia un momento di presenza Italiana in Unione Europea determinante e non sia la vendita delle vacche al mercato europeo.
Personalmente non ho fiducia, non l’ho mai avuto nei confronti di un unione che non appartiene ad alcuna forma passata di lotta per l’unità d’Italia.
E’ già presente la divisione interna tra nord e sud, non tanto ideologica, quanto politica, portando divergenze di crescita differenti nel paese. Figuriamoci gestire la dominanza socio economica di un Unione esterna. 
Buona fortuna presidente!
Non se la prenda se, la sua scelta, non piacerà a molti cittadini italiani. Sà, abbiamo bisogno di certezze e non del mercato delle vacche.
Naturalmente ci saranno i suoi sostenitori a fianco. C’è chi ama la partecipazione al mercato della vendita delle vacche.
Resta comunque un presidente che si aggiunge alla lista della lunga serie di legislatura italiana.
 
In diretta dal senato le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a ridosso del Consiglio Europeo del 23 Aprile 2020
 
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Presidente Regione Calabria - Ordinanza 20 Marzo 2020 - Convid-19

Presidente Regione Calabria – Ordinanza 20 Marzo 2020 – Convid-19

Presidente Regione Calabria – Ordinanza 20 Marzo 2020 – Convid-19

Di seguito il comunicato della Presidente Regione Calabria, Jole Santelli, in merito alle disposizioni per: la prevenzione e il contenimento dell’emergenza sanitaria in corso.

Oggi ho firmato un’ulteriore ordinanza per la prevenzione e il contenimento dell’emergenza sanitaria in corso. Sono ancora in tanti, infatti, coloro che affrontano con superficialità questo momento, mettendo a repentaglio la propria salute e quella degli altri calabresi.
Pertanto l’ordinanza prevede che fino al 3 aprile sono consentiti esclusivamente: gli spostamenti individuali temporanei con comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute ovvero le esigenze primarie delle persone, svolte nel tempo strettamente indispensabile.
Nell’ordinanza è contenuto un riferimento agli spostamenti con gli animali da affezione che sono consentiti solo in prossimità della propria abitazione.
Le uscite per gli acquisti essenziali, ad eccezione di quelle per i farmaci, vanno limitate ad una sola volta al giorno e ad un solo componente del nucleo familiare. L’eventuale presenza di accompagnatori può essere consentita esclusivamente per motivi di salute o di lavoro, secondo quanto indicato.
È vietata la pratica di ogni attività motoria e sportiva all’aperto, anche in forma individuale. Nel caso l’attività motoria, o la passeggiata, sia connessa a ragioni di salute, dovrà essere effettuata in prossimità della propria abitazione ed evitando ogni possibile compresenza di altre persone.
L’ordinanza prevede anche il divieto dell’uso di apparecchi da intrattenimento e per il gioco nelle rivendite di tabacchi.
Tutti gli esercizi commerciali dovranno osservare la chiusura domenicale, fatta eccezione per le farmacie di turno e le edicole.
Ai sindaci è lasciata la facoltà di disporre, tramite una propria ordinanza, riduzioni dell’orario di apertura al pubblico degli esercizi commerciali, fatta eccezione per chi vende prodotti alimentari e per le farmacie.
Ai trasgressori, alla luce della potenziale esposizione al contagio, si applica comunque la misura immediata della quarantena obbligatoria per 14 giorni, attraverso il Dipartimento di Prevenzione dell’ASP territorialmente competente, con le modalità già previste dai precedenti provvedimenti regionali, richiamati nella presente Ordinanza.

In funzione di questa ordinanza è coscienza individuale rispettare la propria salute e non mettere in pericolo la vita altrui. Se esco sono un possibile portatore di virus. Rientrando a casa, durante i miei spostamenti, sto mettendo in pericolo la vita della collettività, così come sta succedendo in queste ore ad innumerevoli persone che, dal nord sono scese al sud, ora hanno la consapevolezza di aver compromesso la vita dei propri cari e l’unica cosa che rimane è aggrapparsi alla speranza, piangere non serve. Nella vita bisogna essere responsabili e coscienti delle proprie scelte, il mondo non è la globalizzazione dell’egoismo, ma il mantenimento dell’altruismo verso l’individuo, in simbiosi con la natura. Se io esco posso morire. La parola pandemia, è l’attenta riflessione al fatto che, non è essenziale mettermi ore e ore davanti al supermercato, non è indispensabile costringere il cane a fare pipì per forza, posso rinunciare alla corsa, perchè poi correrò quanto voglio e sopratutto, rispetto chi sta lavorando per me. I sindaci calabresi e la presidente Jole Santelli stanno cercando di difenderci dal massacro e dalla perdita dei nostri cari. Siate responsabili, perchè in questo periodo, in concomitanza e con immenso sbaglio da parte del nostro esecutivo, la transumanza al sud sta portando nel picco dell’epidemia MORTE. Non è un gioco, non è un dispetto ai politici, non è permessa la ribellione alle regole.

La presidente della regione ha accordato l’appello di tanti di noi e in data 20 marzo ha inviato formalmente la richiesta dei militari sul territorio al presidente consiglio Conte. Tutto ciò accade per mancanza di responsabilità. La calabria ha bisogno di chiudersi in lunghezza e larghezza e difenderci dalla sanità che in questi anni è stata il bersaglio della trascuranza politica che ha elogiato il sistema sanitario del nord e penalizzato il sud.

State a casa, trovate pace interiore in voi stessi, perchè sembrate malati psicologicamente. Le smanie sono una forma claustrofobica di evadere dal proprio io.  In sintesi non state bene. Impegnatevi a chiedere ciò che può essere costruttivo ai nostri sindaci per le nostre città.

Chiedo alla Presidente Santelli, come già fatto in un twitt, di:

  • espandere esternamente i nostri ospedali con sale rianimazione,
  • ridurre il tempo di attesa per la ricezione dei ventilatori
  • far arrivare ciò che è necessario ai medici per proteggersi: mascherine tute ecc.
  • e sopratutto non portare al nord ciò che serve al sud, ma difenderlo!

Apriamo tutti la mente! Leggete l’ordinanza, magari trovate risposte alla domanda. Ma se mi dimentico di prendere la mollica posso uscire un’attimo?; Ma se il cane sta davanti la porta e mi dispiace vederlo così lo posso fare uscire ogni due ore?

Dai su è vergognoso!

Impegnate la mente a chiedere che venga tutelata la vostra salute!

File name : news_pdf.pdf

File name : ORDINANZA-DEL-PRESIDENTE-DELLA-REGIONE-N.12-DEL-20-MARZO-2020.pdf

Diario di una quarantena

Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020

Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020

Ciao Diario di una quarantena. Non mi sono dimenticata di te, sono le innumerevoli situazioni che mi circondano a non lasciarmi il tempo per scrivere, ne sento davvero la mancanza. Quindi ho dato una regola a me stessa e ho proporzionato la mia giornata lasciando spazio a me.

La situazione Coronavirus ha coinvolto tutto il mondo. Il mondo segue  il “Modello Coronavirus Italia”. Mi fa sorridere questa cosa, considerando che, i paesi a noi confinanti, di nostro come modello non hanno mai voluto nulla, anzi hanno sempre messo in discussione il nostro paese. Ora seguono il modello “come evitare morte”.

All’interno del nostro paese i dissensi passati riaffiorano! Pensavo che il “canto ai balconi”, avesse davvero unito l’Italia! Ma è una recondita utopia!

Continuano le diatribe che, per anni, hanno massacrato il sud! Non c’è equità nella distribuzione delle risorse da parte dello stato, esso stesso continua a volgere il naso verso su, senza  capire comprendere e attuare una manovra decisa per tutelare il sud.

In questo momento in Calabria la forza politica regionale lotta contro il tempo. L’irresponsabilità della codardia egoistica di taluni, può portare ad uno sterminio massificato. Questo dal punto di vista statistico è la previsione reale. Ma si sa a raccontarci canzonette i nostri politici sono bravi. Ad affievolire la mente degli italiani sono maestri, ora si buttano con epiteti poetici che dribblano in campo la razionalità per spostare l’attenzione dalle attività di palazzo. Vale la teoria attuata da secoli,  più il sentimento sovrasta la ragione, più tu sei propenso a non comprendere!

Dopo l’accordo tra il governo e le parti sociali, alias sindacati per meglio spiegarti: rappresentanti della classe lavoratori, quindi direttamente correlati con gli imprenditori, si sono divulgate le notizie di tutti coloro che avrebbero continuato a produrre e tutti coloro che avrebbero chiuso l’azienda. Ecco partire la macchina cinica e senza dignità morale di coloro che io, ho sempre chiamato “avvoltoi”, la diffusione della notizia da parte dell’ufficio stampa del governo attraverso retrovie recondite! Tipo quando leggi o guardi in tv gli episodi del “Commissario Montalbano”. Chiama la stampa per diffondere la notizia in incognito e avere effetti sull’indagine. In questo caso gli effetti sono quelli di ponzio pilato! Tipo Mussolini da sempre giornalista! Comunque, segue alla diffusione, il secondo esodo che porta l’assalto ai treni verso il sud! Si ripete il cordone unito di irresponsabili che per mano e diffondendo il virus volgono alla grande meta del sud! Non so dirti se sono arrabbiata, o delusa, o estremamente stanca dell’essere umano, so che, questa gente che ha viaggiato anche con febbre a 37.5, avrà sulla coscienza altra gente,  per quanto il senso di egoismo non pervaderà le loro menti, rimarrà sempre una coscienza propensa alla “lordia dell’essere”. Ciascuno di noi è responsabile di se stesso e questo è responsabile in comunità. C’è stata quindi una nuova invasione, controllata dai nostri sindaci locali che in questo periodo davvero stanno coordinando in maniera encomiabile l’attività del territorio. Nel frattempo i dati dei contagi sono saliti, ad oggi si registra un morto. Mi auguro non ce ne siano più. Il presidente della mia regione calabria chiede i militari per il controllo interno, io ne sono d’accordo, non puoi entrare e uscire da una regione in stato di emergenza sanitaria solo perchè la usi come sanatorio! Le innumerevoli presenze che si sono massificate in queste ore sono portatori di virus, alcuni non registrano la loro presenza sul territorio come previsto da ordinanza, questo ha provocato in alcuni paesi il completo isolamento, sono stati scoperti denunciati e posti in quarantena forzata.

Questi soggetti sono coloro che, da anni sono andati via dalla mia terra, sono coloro che, dal nord hanno comprato casa per villeggiatura nella mia terra, (tanto costa tutto poco). Noi non siamo il club med resort, siamo una regione la cui sanità non esiste a causa di sbagli fatti tra stato e enti locali. In un Twitt di risposta al presidente del consiglio mi sono ritrovata a costatare come la divisione tra nord e sud prosegua nella offesa di chiamarci: “Ladri – Coloro che non pagano le tasse”.  Mi sento di dire che le tasse devono essere pagate in proporzione ai servizi resi e qui non ne abbiamo! Il nostro problema è, difendere gli ospedali da possibili contagiati, non possiamo avere un epidemia con numeri uguali al nord. Al nord, l’unico problema che c’è stato, è quello di piangere sui vizi tolti, diffondendo il virus attraverso atteggiamenti di rivolta silente e trasgredendo la regola di non uscire!

Ma l’offesa immensa ricevuta, è questa risposta che scrivo e che dovrebbe far riflettere tutti quei genitori che mettono la valigia in mano ai figli per andare all’università del nord, siete voi i primi complici che rendono la nostra terra nullità. Noi l’università l’abbiamo da napoli in giù! Siete voi che per superare voi stessi buttate i figli tra coloro che pensano questo:

«Ridicola chi è scappato non è certo quello che ha la seconda casa ma i figli vostri rincoglioniti! E voi pure a proteggerli! Idioti che non siete altro. Siete senza cervello e spina dorsale. E lamentatevi che vi prendete il virus. Non fate altro che lamentarvi».

Questa è L’italia, fatta di gente con odio recondito verso le regioni del sud!

Lasciate i vostri figli nella vostra terra per poter mandare avanti il vostro territorio. Se lo stato capisce che abbiamo alternativa a non stare al sud spostandoci al nord, guarderà sempre a testa in su, se comprende che giù manifestiamo la voglia di espanderci in tutti i sensi dovrà per forza guardare a testa in giù. Roma non è lontana e marciare su Roma è un nostro diritto. E’ questo caro diario che vorrei diffondere sempre a tutta la gente del sud.

Allo stato attuale il presidente di regione con illustri personalità scientifiche ha creato una task force che ci mette un pò al sicuro. Ma fino a questo momento lo stato non ha mosso un dito, ha solo creato caos, diffondendo notizie per creare volutamente l’esodo al sud, loro sapevano che sarebbe successo, quindi era nelle loro piene funzioni istituzionali chiudere le regioni!

Questa è una cosa che io non perdonerò mai! Mettere a rischio la salute del sud, senza niente e garantire il nord! Comunque si sa, è da lì che gli investimenti ripartiranno alla fine di tutto. Ma è dal sud che è partita la spedizione dei mille!

Ecco perchè oggi ti dico, caro diario di una quarantena, che per me esiste solo  la mia terra, come avevo già deciso tanti anni fa quando recandomi al nord per lavoro itinerante entrando in un ristorante che sventolava bandiera verde mi fù detto « Noi i meridionali non li vogliamo» . Potrei star qui a raccontarti anche quando negarono casa ai miei genitori che, per solo un’anno di lavoro nell’insegnamento, avrebbero dovuto risiedere al nord. Arrivati sul posto gli fù detto « Non possiamo darvi casa, avete troppi figli e i condomini non sono d’accordo». Potrei raccontarti tanto altro, ma va bene così. Ora ho la mia piccola grande soddisfazione!

L’Italia è divisa! Al nord c’è un’attenzione costante seria e puntuale, al sud i nostri sindaci sono il nostro stato, il presidente della regione ci rappresenta.

Un giorno al risveglio di tutto, considerando il nuovo decreto Cura Italia, vedrò cadere a picco qualcuno!

Gli investimenti previsti non solo non sono a lungo raggio, ma non sono equivalenti agli investimenti che le aziende dovranno far fronte considerando il costo del lavoro Non dimentichiamoci che, l’europa è fatta di nazioni come Germania e Francia e non solo, non si calcola che l’America ha il grande presidente che già sta lottando per il futuro della sua nazione prevedendo manovre finanziarie lungimiranti, ama l’Italia ma ama il suo popolo.

Ecco questo è al momento ciò che vivo. Siamo forti in calabria e lotteremo anche contro chi sa che la condanna a morte qui è certa!

Sono arrivate donazioni, sono stati rivisti i bilanci nei comuni per l’acquisto di materiale sanitario e respiratori. I nostri medici ci curano, gli infermieri non si fermano. Grazie davvero.

Parlano dell’Italia come fosse tutto unito. Parlate dell’Italia, ma come tratto di cartina geografica segmentato da linee intervallate.

Guardo il Presidente degli Stati Uniti d’America e lo ascolto con ammirazione profonda, in ogni discorso ha dato sempre il senso di protezione al suo popolo unendolo, nonostante fazioni opposte. Lo ha rassicurato per il futuro, lo difende dal coronavirus rischiando lui stesso.

Ecco io vorrei un presidente così.

Ora vado diario, oggi voglio fare un video di cucina. Prenderò una ricetta del mio libro e la regalo a tutti facendo vedere come si fà. Ho saputo che negli ospedali chi può guarda e legge e sapere che possiamo essere utili è un grande gesto di altruismo. Sto cercando di mettermi in contatto con i volontari, magari accetteranno un pò d’aiuto.

Ti lascio, ma ti raccomando prima di chiudere la copertina caro diario, rileggiamo insieme queste parole.

Andrea Camilleri, contro l’odio, le sue parole:

“Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre, possono essere pallottole. Bisogna saper pesare il peso delle parole e soprattutto far cessare il vento dell’odio che è veramente atroce. Lo si sente palpabile attorno a noi. Ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me allo specchio. È di oggi la notizia di quel pazzo che entra in una sinagoga e uccide 11 persone urlando: “Gli ebrei tutti a morte!”. Ma ci si rende conto a che livelli ci abbassiamo quando non solo lo diciamo, ma siamo capaci di pensare questo. Peggio degli animali che hanno la fortuna di non parlare. Le parole della senatrice Liliana Segre dovrebbero essere dette e scritte all’ingresso di ogni scuola perché il terribile è che stiamo educando una gioventù all’odio. Il motivo? Perché abbiamo perso il senso dei valori. I veri valori della vita li abbiamo persi”.

La lotta all’odio non è cosa semplice: il web, in questo senso, è una polveriera impossibile da controllare e censire. L’unico rimedio, ancora una volta, è l’educazione: dobbiamo trasmettere l’idea che odio e violenza non sono strumenti, dobbiamo aiutare i ragazzi a distinguere la determinazione dall’aggressione. Abbiamo bisogno di un programma massiccio di educazione emotiva, a cui va aggiunto l’impegno civico di ciascuno di noi. Questa pericolosa cultura si può combattere solo contrapponendole un’altra cultura, quella della ragione e della gentilezza.

Dobbiamo anche educare all’uso delle parole, alla consapevolezza del linguaggio: oggi regna l’idea che le parole non siano importanti, che siano un fatto trascurabile. Non è così: le parole hanno il potere di cambiare il mondo, ma con la stessa facilità possono distruggerlo.

A presto.

Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020

Diario di una quarantena

Diario di una quarantena – 14 Marzo 2020

Diario di una quarantena – 14 Marzo 2020

Caro Diario di una  quarantena sono le 08:03 del mattino, mi sveglio sempre presto per abitudine, ti dico cosa vedo difronte me. La grande montagna è per metà innevata, l’altra metà è tutta nera, come se ad un pittore fossero caduti i colori sulla tela e avessero diviso il dipinto in due, La bocca fuma, ma a ciò, noi dirimpettai dello stretto Scilla e Cariddi, siamo abituati, non abbiamo paura. Ai suoi piedi la grande distesa blu del mare calmo, sarà una mia impressione ma, non vedo passare tante navi che, all’occhio dell’orizzonte, per quanto siano grandi, sembra possa toccarle. Il resto del paesaggio è rappresentato dalla mitologia di Scilla e Cariddi, quindi l’incanto continua. E’ così che prendo il mio caffè tutte le mattine. Avvolta nel silenzio come fosse la mia coperta.

In un giorno raccontarti cosa succede è davvero un’impresa. Quando non esisteva il Coronavirus eravamo tutti di corsa a raggiungere i nostri obiettivi, ora siamo un popolo sotto un’unico tetto dalla grande voce.

Sono stupende le voci di tutti gli italiani che cantano al balcone. Ieri ci siamo uniti da nord a sud ognuno con la propria musica, è stata un’immenso abbraccio che ha ridato forza a tutti. Un pò come quando canti l’inno di Mameli e ad un certo punto la tua voce continua ad alzarsi per far sentire meglio che l’Italia si è desta … Te lo scrivo, così anche tu Diario, lo avrai tra le tue righe sempre con te, qualunque cosa il futuro ci riservi:

Fratelli d’Italia,
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Fratelli d’Italia,
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte,
Siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
L’Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
Siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
L’Italia chiamò!
E’ scritto da Goffredi Mameli e rappresenta il CANTO DEGLI ITALIANI, durante il Risorgimento. E’ così è successo ieri tra i balconi di tutta la nazione unita. Abbiamo trovato la nostra Italia libera in un unico canto.
Vedi, nonostante la chiusura, le giornate non mancano di emozioni che ti portano a piangere di sentimenti contrastanti in essere: la felicità e la speranza. Che dirti? tutto il mondo è su una grande arca di Noè.
Oggi in America Trump dichiara lo stato di emergenza al Coronavirus, quell’America che per me è sempre stata la terra da scoprire!
L’Europa per noi Italiani ha riservato un’altro colpo di scena, dopo il discorso della Presidente della Commissione Europea è  intervenuta il 13 Marzo, la Presidente della Banca centrale europea con una frase che leggeremo nei testi di storia:
“Ci saremo usando tutta la flessibilità, ma non siamo qui per chiudere gli spread. Questa non è la funzione né la mission della Bce, ci sono altri strumenti e altri attori per interventi su questi aspetti”.
In sintesi crollano le borse. Legarde sfiducia i mercati.
Il presidente della Repubblica Mattarella in un comunicato dice:
L’Italia attraversa una condizione difficile e la sua esperienza sarà utile per tutti. Si attende quindi, quanto meno nel comune interesse, solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione
Si chiedono dall’Italia le dimissioni di Legarde. Ci si convince sempre più che, l’Italia, non è parte dell Unione Europea
In serata La presidente della BCE dichiara:
Sono pienamente impegnata ad evitare qualsiasi frammentazione dell’area euro in un momento difficile. Gli spread elevati inficiano la trasmissione della politica monetaria.

In sintesi la Bce aiuterà le banche dell’Eurozona mantenendo i tassi già negativi senza variarli, in modo da poter aiutare i prestiti alle medio e piccole imprese.

120 miliardi saranno destinati all’acquisto di titoli di debito da parte della BCE, che già investe attualmente in 20 miliardi alle imprese

I titoli di debito sono: titoli emessi ai debitori i quali hanno bisogno di liquidità. I titoli vengono acquistati dai creditori in questo caso la BCE. Il prestito tra creditori e debitori prevede gli interessi, che al termine, dovranno essere restituiti in sommatoria al capitale.

Ecco scoperto l’arcano di tutto il casino che è stato causato da parole inutili.

Come dice il maestro Camilleri

Le parole hanno un peso

Magari lo capiremo tutti con questo insegnamento che stiamo ricevendo.

Ecco come capirai Diario non ci si annoia mai durante queste giornate di chiusura.

Non ti nascondo che io amo i colpi di scena, i complotti di palazzo, il pragmatismo e amo osservare le retrovie del cinismo. Oltretutto un giorno farò parte dei libri di storia che racconteranno di questo momento.

Ieri sono arrivati dalla Repubblica popolare Cinese i medici ad aiutarci. Hanno regalato all’Italia bancali di: dispositivi medici, respiratori e ventilatori, sono di grande aiuto ai nostri medici che si trovano al fronte in prima linea. Si proprio come la trincea in guerra. Gli accampamenti sono gli ospedali, i soldati sono i medici, gli infermieri e i volontari. Loro sono la nostra speranza in tutto. La Cina è l’unico paese che in questo momento collabora con l’Italia al contrasto del Coronavirus. Si vocifera di una medicina che va a ridurre l’infiammazione che causa il coronavirus alle vie respiratorie. Ho chiesto a mia sorella farmacista cosa sia e voglio riscriverlo così da ritrovare nel mio diario e essere informata anch’io.

Nello specifico questo farmaco diminuisce il fattore di necrosi tumorale la cui inibizione si è visto potenziare in maniera esponenziale l’attività dell’antivirale. E’ una cosa ottima

Così mi scrive Imma in un messaggio whatsapp. Tutto ciò da speranza.

La cosa bella di questo momento è che il calore delle mie sorelle è aumentato in maniera esponenziale mentre prima era tiepido e mite come se si volesse assopire.

Ora vado, continuo le cose da fare in casa, magari ci aggiorniamo in giornata, altrimenti ti scriverò presto.

A presto, Diario di una quarantena

#iorestoacasa #coronavirusitalia

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Decreto CoronaVirus 08/03/2020 l'Apocalisse dei "Ladri di merendine" dal nord verso il sud

Decreto CoronaVirus 08/03/2020 l’Apocalisse dei “Ladri di merendine” dal nord verso il sud

Decreto CoronaVirus 08/03/2020, l’Apocalisse dei “Ladri di Merendine” dal nord verso il sud. Sono a dir poco schifata dal comportamento irresponsabile, incivile e senza scrupoli di chi stanotte è scappato, nonostante sapesse il pericolo e il diffondersi del virus.

L’assedio al sud è stato epocale, correvano via come fossero clandestini dalla propria terra.

Non mi sarei mai aspettata che, dato il decreto messo in atto il 04/03/2020, non ci fosse coerenza di responsabilità sociale tra i cittadini. Accalcarsi nelle vie centrali, senza rispettare le semplici regole che ci sono state suggerite, è come dire di essere complici di omicidio di massa volontario, è come avere un mitra in mano e sparare sulla folla volontariamente. 

Nonostante ciò, anche il governo non è stato in grado di gestire la situazione!

Disseminare terrore, bacchettando la folla con un nuovo decreto, vuol dire mettere in moto il panico. 

Cito il testo del decreto nei punti salienti:

(Misure urgenti di contenimento del contagio nella regione Lombardia e nelle province di
Province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini; Pesaro e Urbino; Venezia,Padova, Treviso; Asti e Alessandria )

  1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 nella regione
    Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro
    e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria sono adottate le seguenti misure:
    a) evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al
    presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori di cui al presente articolo,
    salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni
    di emergenza;

Da questo momento si propaga il panico, la fuga, tutta messo in moto nel pomeriggio di un senso di ribellione e restrizione non accettata da parte di quei cittadini che non hanno mai compreso il senso di rinuncia per mera condivisione e che non comprendono che: il virus ha un tasso di mortalità alto e colpisce tutti!

E’ stato più forte il senso del vizio recondito e della frustrazione di non poter passeggiare e sedersi al bar sui navigli a Milano! Siete gente pericolosa, senza morale, priva di contenuti, viziata dallo stesso vizio che non fa ragionare! Gente che ha pensato al torna conto proprio e non ha maturato mai l’idea di condivisione! 

Ho assistito a scene apocalittiche che vi descrivo: premesso che io mi trovo in Calabria e già nei giorni successivi alla chiusura delle scuole vi era il continuo vociferare:

“Prendiamo la macchina e andiamo a prenderci i figli, hai visto che dicono?”;

Io me ne torno in Calabria, ho la casa lì, qui se chiudono che resto a fare?”

Tutta questa gente tra mezzi di trasporto: treni/aerei e macchine, stanotte in data 07/’03/2020, hanno invaso la calabria dal nord! Senza preoccuparsi del male che possono fare anche ai familiari stessi!

Stamattina li osservavo dalla finestra arrivare come i clandestini e infilarsi a casa come se nessuno li vedesse. 

Lo Stato è complice di tutto questo, ha spostato quello che ormai non riusciva più a gestire al nord verso il sud, in maniera cinica, giocando con il panico!

A coloro che si nascondono come “ladri di merendine” dico: metteteci la faccia e chiudetevi in casa, non contaminate chi da anni ha preservato il territorio e oggi lotta per portarlo avanti. Ve ne siete andati voi, da codardi non avete saputo lottare per la vostra terra.

Per quei genitori che hanno mandato a studiare al nord i figli e questa notte se li sono riportati a casa, l’università esiste in Calabria e nell’intero sud, è gente come voi che non la manda avanti perchè avete in essere il senso di superamento sull’altro: ” No, mio figlio è a Milano/Bologna, qui che deve fare?”! Teneteveli in casa perchè sono probabili diffusori di virus!

Per conto mio le autorità  competenti mi hanno spiegato che, qualora dovessi capire che vi è un soggetto non chiaramente sano proveniente dalle zone rosse indicate dal decreto, posso tranquillamente segnalarlo, saranno loro poi a svolgere i regolari controlli. 

Vi consiglio in questi giorni come già sta accadendo di seguire le indicazioni che il Ministero della sanità ci ha dato e che vi riporto. 

Vergognatevi siete persone irresponsabili e privi di coscienza morale.

Decreto CoronaVirus 08/03/2020  l'Apocalisse dei "Ladri di merendine" dal nord verso il sud

Decreto CoronaVirus 08/03/2020 l’Apocalisse dei “Ladri di merendine” dal nord verso il sud

Link Decreto Coronavirus 08/03/2020

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