calabria

Diario di una quarantena

Esito negativo tamponi in Calabria – Conte riferisce al pm

Esito negativo tamponi in Calabria – Conte riferisce al pm

Il primo esito negativo dei tamponi ai dipendenti dei negozi L’Aquilone e Moda Flash presso il centro commerciale Vibo Center in provincia di Vibo Valentia, fa trattenere il respiro alle tante famiglie coinvolte.

La Calabria scuote nuovamente la sensibilità collettiva dando il messaggio chiaro che, il virus è tra noi e la pandemia esiste.

L’uomo contagiato è ricoverato al Policlinico Universitario di Catanzaro per ulteriore monitoraggio alle condizioni diagnosticate di infarto al miocardio.

È bene comprendere la causa che ha portato tutto questo breve scossone. Le misure di sicurezza sanitaria previste dall’allegato 11 del Dpcm 17 maggio 2020, non sono sufficienti a coprire la necessità di protocolli di sicurezza che variano nelle diverse regioni d’Italia.

È necessario fare i tamponi a chi viene da fuori regione, non basta solo registrarsi.

L’ ASP comunica i numeri da contattare se nelle date 8-9-10 si è venuto in contatto con il personale dei punti vendita L’Aquilone e Moda fashion

Dipartimento di Prevenzione ai numeri 

3387121086

3355322273

3387141463  

nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8.30 alle 14; e

martedì e giovedì dalle ore 8.30 alle 14 e dalle 15.30 alle 18.30.

Mentre il sabato, dalle 8.30 alle 14 si può chiamare il numero 3387141463 e

la domenica, stesso orario, il numero 3355322273.

È notizia dell’ultima ora che purtroppo risulta positiva una donna di origine cinese proveniente da Lamezia Terme dipendente del negozio di abbigliamento New fashion

Conte – Lamorgese – Speranza sentiti dal pubblico ministero

In questo momento di pandemia il nostro governo avrebbe dovuto accuparsi dei cittadini anziché della parata a Villa Panphili per gli Stati generali.

È notizia odierna che il Presidente del consiglio Giuseppe Conte, e i ministri Lamorgese e Speranza, siano stati a colloquio con il pubblico ministero, per i fatti che hanno coinvolto le decisioni di apertura delle zone rosse ad Alzano Lombardo, Nembro Bergamasco.

Il pm Maria Cristina Rota ha ascoltato il presidente del consiglio. L’indagine dovrà accertare se aprire la zona rossa fosse competenza del governo o delle regioni; a cosa è dovuto il ritardo dell’apertura della zona rossa considerando l’aumento dei contagi. I casi d’intervento mancato all’interno delle RSA; il mancato coordinamento presso l’ospedale di Alzano, in cui i casi erano oramai non contenibili. L’ospedale prese la decisione di chiudere gli ingressi, sanificare i locali, e isolare i contagiati, ma dalla regione arriva l’ordine di riaprire la struttura ospedaliera, i contagi aumentano in maniera esponenziale.

Ora durante la fase 3 si cerca il colpevole tra le parti politiche, ma i corpi dei tanti contagiati ormai portati via dall’affetto e dalla vita devono trovare giustizia! Quella vera giustizia che non ha porto la mano alle grida dei cittadini quando cercavano protezione dalla morte certa,

Questi fatti e lo scossone oggi della Calabria ci devono fare riflettere e comprendere che Covid-19 esiste ed è tra noi.

Calabria le misure per gli esercizi commerciali alzano i contagi

Vitalizi è un tabù

Vitalizi è un tabù

Vitalizi è un tabù

La Regione Calabria abroga la legge 5 del 26 maggio 2020 che dava la possibilità, ai consiglieri di cui fosse stata annullata l’elezione, di accedere alla contribuzione volontaria.

In merito alla vicenda, è bene precisare che non è la differenza delle 600,00 euro a far insorgere il disappunto, ma il sistema progettato al fine di prendere dalle tasche dei calabresi. 

Che il calabrese insorga e l’istituzione si adegui al malcontento trova un aspetto parzialmente positivo, d’altronde è previsto nello statuto della regione. Ma che la predica provenga dal pulpito dell’esecutivo davvero è una risata! Che il Ministro Di Maio bacchetti la regione calabria sul vitalizio mi fà pensare ai fiumi di soldi che in periodo di pandemia si continuano a distribuire ai parlamentari e senatori in una distribuzione media tra il più poveraccio di 50.000,00 euro – al più ricco che arriva a milioni di euro. Si accontentano davvero di poco! E insorgono al vitalizio ingiustificato della regione calabria!

In questo momento i consiglieri regionali calabresi, dovrebbero pensare a creare idee nuove per la crescita della calabria. Idee che in futuro possano aprire il territorio che, sapientemente lo Stato negli anni, ha accantonato per farne covo di malavita.

E’ iniziata la Fase3, non è iniziata la fase di rincoglionimento della gente rispetto ciò che fanno le istituzioni!

Quindi se avete bisogno di soldi in più, andate a lavorare, magari createvi un seconda attività occupazionale o chiedete all’esecutivo di ridurre i loro lauti stipendi e aiutarvi! Versate la forma contributiva previdenziale all’inps e otterrete ciò che vi aspetta! Ma dal vostro lavoro!

Lavorate per il bene del popolo, non per svuotare le tasche del popolo. Non sei tu politico a svegliarti la mattina e massacrarti per 1000 euro al mese!

Vi lascio il link https://www.camera.it/leg18/28 sito della Camera dei deputati, cliccate sul nome di vostro interesse, vi si apre la schermata con i dati del parlamentare e troverete la sezione dedicata “Documentazione patrimoniale”, vi renderete conto come al di là dei vitalizi propagandistici i valori patrimoniali dei soggetti sono da cifre che tutti i giorni noi cittadini normali ne avremmo bisogno neppure di un quarto. Lo stesso è il link del Senato http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Attsen/Sena.html  

Ricordate questa frase:

Stiamo morendo di fame per far mangiare le differenze sociali. Chi ha lottato contro i vitalizi non ha lottato contro la riduzione degli stipendi! Chi lotta per ridurre la classe politica è colui che in pandemia non ha garantito il pane sulle nostre tavole ma ha riempito la sua! 

Quindi, che si bacchetti la regione per migliorare il coordinamento sono d’accordo, che si sia messo in evidenza che, il consiglio regionale abbia tentato la mossa in maniera subdola, anche,

ma che le istituzioni siano infide e non abbiano pietà della fame del povero, equivale allo stesso puzzo di Gerione! 

Il malcontento lo esprime il popolo che avete lautamente lasciato in balia della povertà e che oggi continuate a dire che dovrà fare sacrifici, sempre se il popolo stesso non vi chiude i rubinetti dagli stipendi, poi vedrai quanti alti saccenti spariranno!

Un’altro punto importante è la presenza della Lega Nord nella maggioranza del consiglio regionale, ricordo agli esponenti della lega che ora fanno parte a tutti gli effetti di scelte, decisioni, integrazione e discriminazione della Calabria. Quindi ciò che entra o esce, è parte anche del loro operato!

Andare in trasmissioni televisive in cui si rimarca il concetto di inferiorità di qualunque specie essa sia della calabria, vuol dire anche per la lega essere parte di quel sistema di regione inferiore! Quindi l’impegno è virtù del colore politico che esercitano in consiglio regionale!

Mi auguro questa brutta vicenda sia da monito, ma dalle dichiarazioni fatte più che monito è una chiara parvenza di celare il fomento che trapela tra il cittadino e l’istituzione.

Per chi non fosse a conoscenza esiste uno Statuto Regione Calabria seguite il link o leggete di seguito alcuni articoli:

LEGGE REGIONALE 19 OTTOBRE 2004, N. 25
(Testo coordinato con le modifiche e le integrazioni di cui alle LL.RR.: 20 aprile 2005, n. 11, 19 gennaio 2010, n. 3, 9 novembre 2010, n. 27, 6 agosto 2012, n. 34, 10 settembre 2014, n. 18 e 6 luglio 2015, n. 15)
TITOLO I
PRINCIPI FONDAMENTALI
Articolo 1
(La Regione Calabria)
  1. La Calabria è Regione autonoma, con propri poteri e funzioni secondo i principi fissati nella Costituzione e nel presente Statuto, nell’unità della Repubblica Italiana e nell’ambito dell’Unione Europea.
  2. La Calabria fa propria la carta dei diritti dell’Unione Europea.
  3. La Regione è costituita dalle comunità residenti nei territori dei Comuni e delle Province calabresi.
  4. Capoluogo della Regione è Catanzaro, dove hanno sede il Presidente della Giunta regionale e la Giunta.
  5. Il Consiglio regionale ha sede nella città di Reggio Calabria.
  6. La Regione ha un proprio gonfalone ed uno stemma, stabiliti con legge regionale.
Articolo 2
(Principi e finalità)
  1. La Regione concorre a dare attuazione ai princìpi costituzionali sui quali si fonda la Repubblica italiana, una e indivisibile, informando il proprio ordinamento ai princìpi di libertà, democrazia, eguaglianza, giustizia, solidarietà, sussidiarietà, pari dignità sociale, pace e non violenza.
  2. La Regione ispira in particolare la sua azione al raggiungimento dei seguenti obiettivi:
    1. l’effettiva tutela e il pieno esercizio, per tutti, di diritti e interessi riconosciuti dalla Costituzione, operando per il superamento degli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana;
    2. il riconoscimento dei diritti delle fasce più deboli della popolazione mediante il superamento delle cause che ne determinano la disuguaglianza e il disagio;
    3. il sostegno della famiglia, orientando a tal fine le politiche sociali, economiche e finanziarie e di organizzazione dei servizi;
    4. la rimozione di ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, economica e culturale, nonché la promozione della parità di accesso tra gli uomini e le donne alle cariche elettive;
    5. bis) la realizzazione di condizioni sociali, culturali ed economiche per il più efficace contrasto alle organizzazioni di stampo mafioso e il più ampio sostegno alle vittime della criminalità organizzata (Lettera aggiunta dall’art. 1 della L.R. 19 gennaio 2010, n. 3)
    6. l’attuazione del principio di sussidiarietà, conferendo ai Comuni, alle Province e alle Città metropolitane tutte le funzioni e i compiti che non attengono ad esigenze unitarie per la collettività ed il territorio regionale, incentivando l’esercizio associato delle funzioni sulla base dei criteri di differenziazione, adeguatezza e prossimità, nonché promuovendo e valorizzando l’autonoma iniziativa delle formazioni sociali, delle autonomie funzionali e dei cittadini singoli o associati per lo svolgimento delle attività di interesse generale, di soddisfacimento dei diritti e di realizzazione della solidarietà sociale;
    7. il riconoscimento delle formazioni sociali, culturali, economiche e politiche nelle quali si esprime la personalità umana, promuovendo il libero svolgimento delle loro funzioni ed attività;
    8. la promozione di un sistema di istruzione e formazione volto ad assicurare maggiori opportunità personali di crescita culturale, sociale e civile;
    9. il pieno rispetto dei diritti naturali ed inviolabili della persona, promuovendo l’effettivo riconoscimento dei diritti sociali ed economici per gli immigrati, i profughi, i rifugiati e gli apolidi, al fine di assicurare il loro pieno inserimento nella comunità regionale; (Lettera sostituita dall’art. 1 della L.R. 19 gennaio 2010, n. 3)
    10. la piena occupazione, promuovendo le condizioni che rendono effettivi il diritto al lavoro e la libertà di iniziativa economica;
    11. la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi, anche favorendo l’associazionismo e le attività di volontariato, volto a garantire i diritti alla sicurezza sociale, allo studio, alla salute dei cittadini, con specifica attenzione alle persone che vivono situazioni di disagio, operando per assicurare in ogni comunità del territorio regionale livelli essenziali di servizi;
    12. la partecipazione popolare e delle autonomie locali alle funzioni legislativa ed amministrativa, nonché al controllo dell’azione dei poteri pubblici;
    13. la programmazione e la concertazione dell’attività economica per indirizzarla e coordinarla ad uno sviluppo sostenibile della Regione, promuovendo le iniziative e i raccordi opportuni con gli organi della programmazione dello Stato e dell’Unione Europea;
    14. la valorizzazione delle risorse economiche e produttive di ciascuna area del territorio regionale, tesa al superamento delle disuguaglianze derivanti da squilibri territoriali e settoriali della Regione;
    15. la tutela e la valorizzazione delle minoranze etniche, linguistiche e religiose presenti in Calabria, con particolare riguardo alle popolazioni di origine albanese, grecanica, occitanica e rom;
    16. il legame con i calabresi emigrati nel mondo;
    17. la protezione dell’ambiente, la salvaguardia dell’assetto del territorio e del paesaggio e la valorizzazione della loro vocazione, nell’ambito e per lo sviluppo delle iniziative assunte in sede nazionale, europea ed internazionale; (Lettera sostituita dall’art. 1 della L.R. 19 gennaio 2010, n. 3)
    18. la salvaguardia del patrimonio artistico, culturale e naturale della Regione e la valorizzazione delle tradizioni popolari delle comunità calabresi, anche curando l’identità culturale della Calabria in Italia e all’estero;
    19. la collaborazione ed il raccordo con le altre Regioni italiane, particolarmente con quelle finitime e del Mezzogiorno, o con enti territoriali di altri Stati;
    20. la valorizzazione e la disciplina del sistema locale delle comunicazioni, al fine di garantirne il pluralismo e la concorrenza;
    21. la tutela del patrimonio faunistico e floristico regionale, il rispetto ed il riconoscimento dei diritti degli animali, promuovendone la cura e la presenza nel proprio territorio per l’affermazione del principio di una corretta convivenza con l’uomo.
    22. TITOLO II
      LA PARTECIPAZIONE POPOLARE
      Articolo 4
      (Partecipazione popolare)
      1. La Regione promuove la partecipazione dei singoli, delle formazioni sociali e politiche e di tutte le componenti della Comunità calabrese, nonché delle comunità dei calabresi nel mondo alla vita delle istituzioni regionali, al fine di realizzare una democrazia compiuta e lo sviluppo civile delle popolazioni.
      2. A tal fine, la legge stabilisce procedure e criteri idonei per rendere effettiva la partecipazione, assicurando servizi e strutture regionali e prevedendo la consultazione di organismi rappresentativi di istanze sociali diffuse.
      3. Negli ambiti di propria competenza, la Regione può attivare particolari forme di cooperazione con le confessioni religiose presenti in Calabria.
TITOLO III
ORGANI DELLA REGIONE
Articolo 14
(Organi della Regione)
  1. Sono organi della Regione: Il Consiglio regionale, il Presidente della Giunta regionale e la Giunta regionale.
  2. Sono altresì organi della Regione, per l’esercizio delle funzioni loro attribuite dallo Statuto e dalla legge, il Presidente del Consiglio regionale e l’Ufficio di Presidenza.
CAPO I
IL CONSIGLIO REGIONALE
Articolo 15
(Composizione del Consiglio regionale)
  1. Il Consiglio è composto dal Presidente della Giunta regionale e da trenta consiglieri. (Comma sostituito dall’art. 1 della L.R. 10 settembre 2014, n. 18)
Articolo 16
(Attribuzioni del Consiglio regionale)
  1. Il Consiglio regionale, nella sua funzione di rappresentanza della società calabrese, esercita la potestà legislativa e le altre funzioni ad esso attribuite dalla Costituzione, dallo Statuto e dalle leggi; definisce nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione e dallo Statuto, l’indirizzo politico della Regione; svolge funzioni di indirizzo e di controllo sulla Giunta regionale.
  2. Il Consiglio inoltre:
    1. nelle forme e nei modi stabiliti dal regolamento, approva le dichiarazioni programmatiche per la legislatura rese dal Presidente eletto ed i relativi aggiornamenti;
    2. approva il documento di programmazione economico-finanziaria presentato dalla Giunta;
    3. approva il bilancio di previsione annuale ed il bilancio pluriennale della Regione, le loro variazioni e il rendiconto generale presentati dalla Giunta;
    4. autorizza l’esercizio provvisorio;
    5. delibera con legge i criteri ed i limiti per la fissazione dei tributi e delle imposte regionali e di ogni altra prestazione personale e patrimoniale;
    6. approva le leggi di attuazione delle direttive comunitarie;
    7. approva, su proposta della Giunta, gli indirizzi generali dell’assetto e utilizzazione del territorio;
    8. delibera le nomine che sono attribuite espressamente alla sua competenza dalle leggi ed esprime il proprio parere sulle nomine di competenza della Giunta, nei casi e nelle forme previste dalla legge regionale;
    9. valuta la rispondenza dei risultati agli obiettivi, accertando la conformità al programma, ai piani regionali ed ai principi di buon andamento dell’attività amministrativa svolta dagli uffici della Regione, degli enti e delle aziende da essa dipendenti;
    1. delibera con legge l’istituzione di enti ed aziende regionali, la loro fusione o soppressione;
    2. delibera sulla partecipazione a consorzi e società finanziarie;
    3. fornisce indirizzi alla Giunta e agli Assessori in ordine al coordinamento interregionale nell’esercizio delle funzioni relative alle materie attribuite alla potestà legislativa della Regione;
    4. ratifica le intese della Regione con le altre Regioni, nonché gli accordi con Stati e le intese con enti territoriali interni ad altri Stati;
    5. approva i regolamenti nelle materie di legislazione esclusiva dello Stato nel caso di delega della potestà regolamentare alla Regione;
    6. elegge i delegati della Regione per l’elezione del Presidente della Repubblica in modo da assicurare la rappresentanza della minoranza;
    7. delibera sulle richieste di referendum di cui agli articoli 75 e 138 della Costituzione;
    8. formula i pareri previsti dagli articoli 132 e 133 della Costituzione;
    9. può presentare proposte di legge alle Camere.
  3. Le funzioni legislative non sono delegabili.
Articolo 29
(Competenze delle Commissioni permanenti)
  1. Le Commissioni esaminano, preventivamente, i progetti di legge e gli altri provvedimenti di competenza del Consiglio deferendoli, entro un termine e secondo le modalità stabilite dal Regolamento interno, al Consiglio, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 30.
  2. Le Commissioni deliberano a maggioranza, purché sia presente la metà più uno dei loro componenti.
  3. Prima dell’esame delle proposte di legge di iniziativa popolare o di enti locali, la Commissione competente ascolta i rappresentanti dei firmatari e del Consiglio delle autonomie locali, secondo le norme del Regolamento interno.
Articolo 30
(Funzioni redigenti delle Commissioni permanenti)
  1. Il Regolamento interno può stabilire i casi in cui le Commissioni permanenti esaminano i provvedimenti in sede redigente, riservando al Consiglio l’approvazione finale con sole dichiarazioni di voto.
  2. Sino alla votazione da parte del Consiglio, i provvedimenti assegnati alla Commissione in sede redigente sono sottoposti alla procedura normale di esame e di approvazione qualora ne facciano richiesta la Giunta o un decimo dei componenti del Consiglio o un quinto dei componenti della Commissione.
  3. Il procedimento in sede redigente non può essere utilizzato per l’esame dei progetti di legge relativi alla modifica dello Statuto, alla legge elettorale regionale, alla legge finanziaria e alle leggi di approvazione del bilancio, del rendiconto, alle leggi di ratifica delle intese della Regione con altre Regioni, nonché degli accordi con gli Stati e delle intese con enti territoriali interni ad altri Stati.
Articolo 31
(Attività conoscitiva e sindacato ispettivo delle Commissioni permanenti)
  1. Le Commissioni, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, svolgono funzioni di controllo sull’attività amministrativa degli uffici della Regione, degli enti e delle aziende da essa dipendenti e ne riferiscono al Consiglio. A tal fine, le Commissioni possono:
    1. richiedere l’intervento del Presidente della Giunta e degli Assessori per ottenere chiarimenti sulle questioni di loro competenza;
    2. richiedere al Presidente della Giunta e agli Assessori informazioni, notizie e documenti;
    3. richiedere, previa comunicazione al Presidente della Giunta o al Presidente del Consiglio, l’intervento dei titolari degli uffici dell’amministrazione regionale, degli enti e delle aziende da essa dipendenti.
  2. Le Commissioni, nelle materie di loro competenza, possono disporre, d’intesa con l’Ufficio di Presidenza del Consiglio, indagini conoscitive dirette ad acquisire notizie, informazioni e documenti utili all’approfondimento di particolari tematiche o questioni relative alla loro attività e a quella del Consiglio.
  3. Le Commissioni possono chiedere al Presidente della Giunta e agli Assessori di riferire, anche per iscritto, in merito all’attuazione data a leggi della Regione e dello Stato, agli accordi internazionali e alla normativa comunitaria, oltre che a mozioni, risoluzioni ed ordini del giorno approvati dal Consiglio.
  4. Il Presidente della Giunta e gli altri membri della Giunta hanno il diritto e, ove richiesto, l’obbligo di partecipare ai lavori delle Commissioni, senza diritto di voto.
Apri e Chiudi - Dap e Boss - Diario di una quarantena

Apri e Chiudi – Dap e Boss – Diario di una quarantena

Apri e Chiudi – Dap e Boss – Diario di una quarantena

Ciao Diario di una quarantena siamo arrivati al 12 Maggio 2020. Ti devo raccontare un sacco di cose interessanti, spero tu abbia tanta pazienza nell’ascoltarmi. 

Apri e Chiudi – Regioni e Governo a colpi di ordinanza

Gentili clienti il servizio a vostra disposizione offre l’asporto di cibo e vivande. Consultate il menù. Prenotate il vostro ordine. Presto torneremo a riempire le vostre giornate con un servizio completo. Grazie. 

Dal 4 Maggio siamo partiti con il gioco dell’oca, dunque la prima casella era: Fase 1 – ora siamo siamo andati avanti di un’altra casella dopo esserci fermati per due mesi e siamo passati alla casella Fase 2A. Possiamo uscire, hanno riaperto le industrie e il commercio all’ingrosso. Coloro che hanno ancora qualche soldo risparmiato, continuano a lottare per non far morire la propria attività. Il decreto concede l’attività di asporto ai bar, gelaterie, ristoranti, pizzerie.

Mentre il nord Italia riparte con l’economia industriale, e in alcune zone come in Trentino Alto Adige, regione autonoma a statuto speciale, l’ordinanza emanata dal governatore dà la possibilità di riaprire la maggior parte delle attività commerciali: parrucchieri, mercati, negozi; la Calabria, con la stessa ordinanza di apertura rivolta alle attività commerciali, viene bloccata dal governo che, “Boccia”,  non solo come verbo ma anche come Ministro, l’ordinanza, riponendo in chiusura la regione. Anche in Trentino, il Ministro Boccia impugna l’ordinanza e dice di volerla rigettare, ma la decisione e l’accanimento non ha certamente lo stesso rilievo di quella avuta in Calabria. La logica è conseguenziale all’azione, il differente colore politico della Santelli, governatrice della Calabria, posizionata sul partito di Berlusconi – Forza italia –  rappresentante della destra nazionale, va nettamente in conflitto con la sinistra del partito democratico e del movimento cinque stelle. Ancora ricordo in aula le bagarre contro Berlusconi di Beppe Grillo! Quindi è normale che, il Ministro Boccia appartenente al Partito Democratico, abbassi la testa al volere dei cinque stelle. E nonostante Berlusconi stia dando esempio di comportamento legittimo evitando polemiche e guerre tra partiti e cercando di evitare una crisi di governo, la maggioranza continua l’atteggiamento poco rispettoso nei confronti del popolo calabrese, che ad oggi, combatte il virus senza niente, rimediando tamponi da altre regioni, uguale discorso è fatto per le introvabili mascherine nonostante la Farnesina ha assicurato in termini di scorte e reperibilità, così la fornitura da parte della protezione civile agli ospedali, ricordando che in Calabria le strutture ospedaliere sono cadenti per via di una sanità posta all’estremo dalla cattiva amministrazione.

Ma il governo, imperterrito nella sua forza come un generale ai tempi del dominio austro ungarico, fa capire che il suddito deve abbassare la testa! Prosegue, alza lo scudo e punisce i calabresi dal carattere ribelle, chiudendoli nel loro recinto senza niente, così che non possano muoversi e stare zitti! Ma caro governo, amar per te sappi che troverai sempre un calabrese che ti aiuta se lo rispetti, ma non troverai mai un calabrese che abbassa la testa come l’asino perchè ti piace! 

E’ notizia di ieri, 11 Maggio, che a Cosenza, davanti la prefettura, alcuni manifestanti si sono scontrati con la Polizia. La loro richiesta è: voler parlare con il prefetto delle condizioni economiche disagiate in cui riversano i lavoratori, sopratutto coloro che lavorano in nero, perchè caro diario, mentre il nord riapre in linea legale, e mentre si pensa a mettere in regola gli immigrati, la calabria fà  i conti con il tasso di disoccupazione alto, che porta l’operaio ad accontentarsi di qualunque offerta di lavoro, fà i conti con la malavita presente, fà i conti con lo stato che, non curante, chiude il sud per coprire i suoi affari. L’incongruenza degli aiuti economici del governo centrale e il balletto delle ordinanze, fermentano e mettono in dissidio continuo la popolazione! Ecco che i manifestanti, davanti la prefettura, portano con loro il simbolo di cassette vuote, per gridare che: non hanno più soldi per fare la spesa e le casse sono vuote. Nonostante ciò, il governo, continua a chiudere la Calabria, non per un fine di espansione ma per un atto di autorità! 

E’ nota l’affermazione del magistrato Gratteri di sollecitare gli aiuti alla calabria:

Per un capo mafia dare 100 o 200 euro è come per noi pagarne 5. Verrà visto come un benefattore, uno che arriva sempre prima dello Stato. E quando si tratterà di dare una riposta, quell’intera famiglia che ha ricevuto semplicemente 200 euro se ne ricorderà e voterà per il candidato prescelto dal capomafia 

Nel frattempo, la disperazione di chi ha perso i propri cari è ancora forte, ma il cinismo del nostro governo non si arresta al pianto, non c’è tempo, arriva il conto della fattura da saldare dei corpi cremati, delle urne, del trasporto delle salme con i carri armati. Ancora lo sento lo strisciare nel silenzio buio di quegli enormi carri. Tutto a spese del cittadino che ha visto andar via i propri cari senza poter dire addio, né laico né Cattolico o di altro credo. Cimiteri chiusi, loculi indisponibili. Il fiume di morte ha la stessa forma della rosa dei venti, per ogni punta a queste anime non è concesso nulla, solo spirare ed essere portati via dalla corrente. Il gesto di recapitare la fattura, a chi ancor medita la perdita e a chi ancor non comprende cosa accade, caro diario, è la cosa più schifosa, infida e malamente intenta alle intenzioni che uno Stato può fare al cittadino! Senza neppure sapere se quella fattura si è in grado di poterla pagare, senza sapere se e come si sta vivendo la tristezza, senza sapere cosa il covid-19 ti ha lasciato e cosa tu Governo hai tolto! Bestie da macello!

Vergogna!  Il popolo lotta tra mille difficoltà stentando la fame! Gli aiuti non esistono se non limitatamente alle poche capacità di organizzazione burocratiche di uno stato assente.

Si muove tutto intorno a decreti. 

Non esiste un punto di riferimento stabile, traspare chiaro che, chi fa da portavoce, è il frutto della mente di coloro che, per anni, hanno aspettato la debolezza del voto per lo sprezzante risentimento degli anni vissuti dietro le poltrone a gridare e ora rendono succubi gli italiani di quella satira velenosa.

Ma nonostante le lacrime e gli stenti, come volessero nuovamente aver voce, appaiono dal passato alcuni uomini di giustizia che ormai non ci sono più, quasi a risvegliare gli animi assopiti e stanchi di ciascuno di noi, come se volessero dirci “Svegliatevi perchè abbiamo bisogno di voi”!

Devi sapere, caro diario che, quando hai una carica importante e ti viene tolta o hai paura di perderla, cerchi di evitare, facendo tutto il possibile. Se hai lavorato onestamente non hai nulla da perdere, ma se nel tuo percorso ciò fosse il contrario, le conseguenze porterebbero a gesti pochi compiuti e irreparabili. Solo se hai l’onesta, la dignità e il coraggio, puoi portare avanti le tue idee. Solo se non hai paura e non vendi le tue idee al sistema puoi essere parte di una “giustizia”. 

Dap e Boss

Scandaloso in questo momento l’uscita dalle carceri di detenuti che scontano la pena con il 41 Bis. L’assoluto isolamento carcerario, non potrebbe mai portare alla contaminazione del virus. Eppure sono stati liberati!

Ora perchè si capisca cosa stia accadendo e in funzione del fatto che il cittadino deve essere informato e sopratutto istruito, cercherò caro diario di ripeterti le lezioni che ascoltavo all’università di diritto costituzionale. Si hai ragione! Mi mettevano un gran sonno! Ma questa vicenda anziché rendere statica la scrittura tra soggetti giuridici e organi costituzionali, mi permette di vederli in movimento come fossero soggetti inventati in uno scritto! Quindi ora ti racconto l’intrigo di palazzo tra le stelle!

C’ è da dire che, in Italia la Costituzione prevede il principio di separazione di poteri:

  • Legislativo: Parlamento;
  • Esecutivo:  Governo – Ministeri-  Ministero della giustizia;
  • Giudiziario: Magistratura –  Consiglio superiore della magistratura

(E’ scontato che la menzione ai poteri, è la sintesi dei soggetti coinvolti dal punto di vista di persone giuridiche, rispetto il caso di cui ti sto parlando).

Sono poteri che tra loro non si possono incrociare, non possono intervenire nelle decisioni, ma possono coordinarsi. In casi di necessità, esempio come questo, il potere legislativo si incontra con il potere esecutivo tramite i decreti legge, legiferando. 

In questa vicenda i protagonisti sono: Il Ministro della giustizia che fà parte del potere esecutivo; il Consiglio superiore della magistratura, i magistrati che fanno parte al potere giudiziario.

La scarcerazione dei boss, è decisione autonoma del potere giudiziario, in cui è presente il Consiglio superiore della magistratura. Esso non può essere né imposto, né sottoposto al potere esecutivo, che ha il compito, attraverso il Ministero della giustizia di coordinare l’uscita dalle carceri. Solo in caso di necessità urgente il Ministro della giustizia può intervenire!

Il Ministero di giustizia è composto da quattro dipartimenti, uno dei quali ha il nome di DAP, dipartimento di polizia penitenziaria. Esso è suddiviso in Direzioni generali, per il caso specifico la tutela è posta alla Direzione generale del trattamento dei detenuti, con il compito della assegnazione e trasferimento dei detenuti. Particolare attenzione è posta ai detenuti che scontano il carcere con l’articolo 41 Bis, il massimo carcere rigoroso che un detenuto può avere. Il 41 Bis è stato fortemente voluto dal magistrato Falcone per evitare che i mafiosi avessero contatti o potessero inviare messaggi all’esterno e inquinare i processi, come successe in diversi casi.  

Dopo le stragi di Capaci: 23 maggio 1992 in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la scorta; la strage di Via d’Amelio, il 19 luglio 1992 in cui venne ucciso Paolo Borsellino insieme alla scorta; il 41-bis si inasprì ancora di più grazie al decreto antimafia – legge 8 giugno 1992, n. 306 voluto fortemente dall’allora Ministro della giustizia Claudio Martelli e il Ministro degli interni Vincenzo Scotti. Il decreto fù convertito in legge il 7 agosto 1992, n. 356. Il 41 Bis. Da questo momento i detenuti non possono avere alcun contatto con l’esterno, qualora lo avessero sono strettamente controllati, posti a distanza in modo che gli agenti di polizia penitenziaria possano controllare, debitamente registrati da telecamere di controllo. Non hanno contatti con altri detenuti, l’ora d’aria è breve e sola, in cella sono da soli.

“Soli”, una parola caro diario che fà riflettere. Se non erro il virus lo prendi se vieni a contatto con le persone, ma se sei da solo non lo prendi e allora tutti questi boss a che servivano fuori? 

E’ previsto nel contenuto della legge che: “In casi eccezionali di rivolta o di altre gravi situazioni di emergenza, il Ministro della giustizia ha facoltà di sospendere nell’istituto interessato o in parte di esso l’applicazione delle normali regole di trattamento dei detenuti e degli internati. La sospensione deve essere motivata dalla necessità di ripristinare l’ordine e la sicurezza e ha la durata strettamente necessaria al conseguimento del fine suddetto”.

E’ così è stato durante la rivolata delle carceri, per paura della contaminazione del virus già diffuso all’interno tra gli agenti di polizia penitenziaria. L’assenza di ospedali destinati ai carcerati ha prodotto il panico, la rivolta e l’evasione. Ma questo in regime di detenzione normale, non di isolamento con il 41 bis. 

Fatto sta che questa cosa di liberare i detenuti con il 41 bis, non è piaciuta neppure ad uno dei pentiti che ha collaborato con i giudici Falcone e Borsellino, aiutandolo a scavare tra le ombre della trattativa stato – mafia. I pentiti nascono dall’idea non di liberarsi del carcere, ma di poter essere da giustizia agli errori commessi e che si commetteranno. Dopo un pò di tempo, ai vertici se ne dimenticano, pensando che ormai i morti sono morti, ma il sussulto del coraggio e l’eredità lasciata dai giudici li riportano in vita, questa volta con la

dichiarazione del collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo ex mafioso di Cosa nostra con 22 omicidi alle spalle:

Le scarcerazioni dei boss mafiosi “fanno parte della trattativa tra Stato e mafia. E’ stata la prima cosa che ho pensato quando ho letto delle scarcerazioni dei boss. Cioè, che ci potevano essere ancora quei patti anche se fatti in ritardo. Basti pensare a quello che sta facendo Giuseppe Graviano dal carcere. Lancia segnali con le sue dichiarazioni nel processo di Reggio Calabria. Prima non sarebbe stato immaginabile. Fa tutto parte della stessa strategia, la trattativa tra Stato e mafia non è mai finita. Vedrete. Lo Stato ha perso, ma non adesso. Ha perso tempo fa, quando ha avviato la trattativa con Cosa nostra che continua tuttora, la nomina di Nino Di Matteo a capo del Dap è saltata per questo motivo. Ha fatto moltissimo contro la mafia e al Dap avrebbe potuto fare danni ai boss.

Parole che risuonano e che vengono echeggiate durante una trasmissione televisiva “Non è l’Arena”, il magistrato Di Matteo nel corso di una telefonata di chiarimento sulla vicenda della mancata nomina a Dap, si scontra con il Ministro della giustizia Bonafede che rigetta le sue dichiarazioni!

Di Matteo dichiara:

 Il 18 giugno 2018 Bonafede mi chiamò al telefono. Mi pose un’alternativa: andare a dirigere il Dap oppure prendere il posto di capo degli Affari penali. Aggiunse che dovevo decidere subito perché mercoledì ci sarebbe stato l’ultimo plenum utile del Csm per presentare la richiesta di fuori ruolo. Richiesta che era urgente per il Dap, ma non lo era per la direzione degli Affari penali. Gli dissi che sarei stato a Roma il giorno dopo e mi sarei recato da lui al ministero. Bonafede chiuse il telefono dicendomi – scelga lei –  Il giorno seguente, mi sedetti davanti a Bonafede e gli dissi che accettavo il posto di capo del Dap. Lui però, a quel punto, replicò che aveva già scelto Basentini, mi chiese se lo conoscessi e lo apprezzassi. Risposi di no, che non lo avevo mai incontrato. Bonafede insistette sugli Affari penali, parlò di moral suasion con la collega Donati perché accettasse un trasferimento. Non dissi subito no, ma manifestai perplessità. Siamo a giugno, disse Bonafede, lei mi manda il curriculum, a settembre sblocchiamo la situazione. Il giorno tornai dal Ministro Bonafede e gli comunicai che a queste condizioni non era più disponibile. Gli dissi di non tenermi più presente per alcun incarico, lui ribatte che per gli Affari penali non c’è dissenso o mancato gradimento che tenga. Una frase che, se riferita al Dap, mi fece pensare. Di Matteo racconta ancora che dopo le elezioni alcuni giornali scrissero che c’era un’ipotesi di una mia nomina al Dap. Mi chiamarono da Roma dei colleghi per dirmi che c’era una cosa molto brutta che mi riguardava. In più penitenziari, per esempio all’Aquila, boss di rango avevano gridato: dobbiamo metterci a rapporto col magistrato di sorveglianza per protestare contro questa eventualità. Subito dopo 52 o 57 detenuti al 41 bis, avevano chiesto di conferire. A quel punto era stata fatta un’informativa diretta a più uffici di procura e al Dap. Il ministro fù informato. Pensai allora, e ho sempre pensato, di essere stato trattato in modo non consono per la mia dignità professionale. Del comportamento di Bonafede mi turbò il fatto che dal ministro arrivò prima una proposta, poi un’altra. Da allora mi sono sempre chiesto cos’era accaduto nel frattempo. Se, e da dove, fosse giunta un’indicazione negativa, magari uno stop degli alleati o da altri, questo io non posso saperlo. 

A queste affermazione il Ministro Bonafede chiama in trasmissione e replica:

Ero convinto che il progetto fosse completo, ma Di Matteo mi chiamò e mi chiese di vedermi il giorno dopo. Ero convinto che volesse entrare nel merito del progetto. Ma tornò e disse che non era più disponibile, perché preferiva il Dap. Lo appresi con sorpresa, ma gli dissi  che avevo già inviato al Csm la richiesta di fuori ruolo per Basentini. Gli spiegai anche chi fosse Basentini. Un magistrato alla quinta valutazione di professionalità di cui la procura nazionale antimafia diceva che aveva saputo far fronte alla mole di lavoro per l’esperienza maturata proprio sulla mafia. Ovviamente  nessuno vieta a Di Matteo di non condividere mia scelta. Le cosiddette esternazioni dei boss in cella riportate in un rapporto del Gom, la struttura che ha al vertice il generale Mauro D’Amico e che monitora il comportamento dei detenuti ristretti al 41 bis. Non si tratta di intercettazioni vere e proprie ma di scambi di messaggi tra i detenuti raccolti dagli agenti. Quelle esternazione dei boss erano note dal 9 giugno, quindi prima della telefonata, nella quale lo stesso Di Matteo mi parlò delle frasi dei boss. Tant’è che lo stesso Di Matteo ha chiarito a Repubblica che il ministro era informato della questione. Non vi fu alcuna interferenza né diretta, né indiretta sul Dap. Quindi tanto meno quella dei mafiosi.

Ed è così che, tornano come fossero tra noi da sempre i magistrati Falcone e Borsellino, aleggia l’aria dei complotti passati che hanno oscurato l’attività dei magistrati durante le loro inchieste. Tanti particolari non detti, tante verità nascoste, tanti documenti che tutt’oggi si cerca di portare alla luce della trattativa tra Stato e Cosa nostra. La presenza dei giudici e di tutti coloro che hanno perso la vita per dare luce ad una nuova giustizia non finirà mai. Hanno lasciato l’immensa eredità di voler continuare ciò che loro non hanno potuto fare. 

Caro diario, mi vengono in mente quei momenti in cui l’esercito italiano fù mandato in Sicilia nel 1992, con l’operazione dei “Vespri siciliani” vennero catturati diversi esponenti della Mafia e si ebbe la consapevolezza che nello stato c’è la mafia.

Oggi nonostante il virus dilaghi, l’effimera pretesa di Icaro di volare in alto per arrivare al sole lo porta a morire. Così sono quelle persone che per una voglia suprema di essere sopra le parti perdono il controllo e non sanno gestire. Le due figure coinvolte in questa vicenda dovrebbero essere indagate rispetto alle affermazioni date. Sopratutto si dovrebbe comprendere perchè vi sia stata una tale libertà di intenti a scarcerare chi ha seminato terrore, chi ha ucciso senza scrupolo, chi ha sottomesso l’italia alla paura! 400 boss fuori carcere con il 41 bis, l’unica nazione al mondo che fà uscire i criminali dal carcere!

Ormai lo sbaglio è fatto e come dice in una dichiarazione il collaboratore di giustizia ed ex killer di Cosa nostra, Pasquale Di Filippo, 

I boss di Palermo hanno di sicuro festeggiato per quelle scarcerazioni, so come ragionano, sono stato anche io un mafioso. Hanno festeggiato per la disorganizzazione dell’antimafia. Dopo le stragi Falcone e Borsellino, lo Stato si è messo a fare seriamente la lotta alla mafia, i boss lo sanno. E neanche loro si aspettavano tanta disorganizzazione e confusione. Ma quando hanno capito che una grande maglia si era aperta, ne hanno approfittato subito, con decine, centinaia di istanze. Ne è venuto fuori un disastro, che non fa certo onore a chi è morto per mettere in carcere tutti quei mafiosi. Intanto, le richieste di scarcerazione continuano ad aumentare. Certo, non sarebbe dovuto accadere. Perché Cosa nostra vive anche di segnali. E questo è stato davvero brutto. Davanti ai mafiosi non si indietreggia, mai. Altrimenti ti fregano, un’altra volta.

Il ministro Bonafede viene sfiduciato dal centro destra. Le motivazioni della sfiducia: la vicenda Di Matteo, la rivolta nelle carceri, la scarcerazioni di decine di detenuti, tra cui numerosi boss della criminalità, legate all’emergenza coronavirus.

Si apre il capitolo di un nuovo decreto per le scarcerazioni:

La settimana scorsa abbiamo approvato un decreto che rende obbligatoria la richiesta del parere della direzione nazionale e delle direzioni distrettuali antimafia e antiterrorismo, prima di assegnare la detenzione domiciliare, e, stando ai dati di questa prima settimana, sta già dando i suoi frutti: abbiamo fermato l’emorragia. Oggi chiudiamo il cerchio. 

Il Ministro della giustizia

Caro diario, mi ritrovo di nuovo come tanti anni fà, quando avevamo paura che lo spettro della mafia potesse essere ovunque. E’ ritornato! Quando lo stato vacilla, la mafia lo sostituisce.

E seppur tutta la vicenda sembrano il racconto di uno scritto, è purtroppo la realtà dei contorti giochi di palazzo.

Ecco questo è ciò che sta accadendo nella grande confusione del virus. Sembra quasi che tutta questa fase sia un modo per poter far uscire il meglio o il peggio.

Certo è, che questo paese in cui vivo, anziché andar avanti e pensare a Ri- strutturare sta tornando indietro.

Nel frattempo ti annuncio che a breve ci sarà l’uscita di un nuovo numero di decreto. Sembro quando vado in cartoleria a chiedere: Signora, ha il nuovo numero del giornalino?

A presto e che Dio ce la mandi buona.

Apri e Chiudi - Dap e Boss - Diario di una quarantena

Regolamento sanitario internazionale - Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Ordinanza 41 Regione Calabria – RI strutturare

Ordinanza 41 Regione Calabria – RI strutturare

La Calabria ha una nuova ordinanza che permette di poter cominciare a posizionarsi nella fase 2A! Ora vediamo quanto darà fastidio alle loro maestà!

È come il gioco dell’oca: ogni passo che facciamo in crescita economica e sociale ci porta a Ri- strutturare il nostro territorio e andare avanti nel tabellone che, l’ultimo dpcm ci mostra a pagine 69-70. I tempi del vivere sono scanditi dalla prudenza, se non rispettiamo i consigli degli esperti, il gioco dell’oca ci riporta indietro alla casella lockdown! Quasi come un intimorire il popolo, in realtà dobbiamo essere responsabili per noi stessi.

Dobbiamo avere il coraggio di uscire dal guscio del #iorestoacasa e passare alla fase #iocostruisco.

Se tutti da nord a sud riusciamo a compiere questo percorso, usciamo dalla Fase2A. Uso il presente perché voglio che sia il tempo quotidiano ad essere il mio futuro.

Il contrario subiremo sempre la continua pressione di un governo che ripetutamente e senza diritto democratico ha massacrato la nostra libertà di pensiero.

RI- strutturiamo, perché il RI- costruire l’hanno fatto i nostri padri scrivendo la storia di una Italia libera.

Abbiate il coraggio del rischio, in funzione di ciò i vostri sacrifici hanno una prospettiva! Non abbiate paura, altrimenti lo Stato si sentirà in diritto di essere proprietario e gestire la “Cosa vostra”

Andate avanti- Lottate

Ordinanza 41 Regione Calabria

Diario di una quarantena

Il filo e la Tela del ragno tra nord e sud – Diario di una quarantena

Il filo e la Tela del ragno tra nord e sud – Diario di una quarantena

Ciao caro diario di una quarantena, ti racconto: “Il filo e La tela del ragno tra nord e sud”

Posso affermarti con certezza che qualcosa sta cambiando in Italia. Sembra quasi di tendere un filo attaccato al piolo di una sedia per non annodarsi. Lo avvolgi, ed è pronta la bobina per tessere, devi stare solo attento che non lo prenda la tela del ragno.

E’ il filo che, a fine seconda guerra mondiale, periodo di Rinascita per l’Italia, ha attaccato al piolo della sedia la popolazione del mezzogiorno di Italia: aprivano le fabbriche al nord. Al sud il lavoro non c’era, ma non per mancanza di volontà della forza lavoro, ma per uno strano motivo dopo l’unità d’Italia, che ha portato a decidere lo Stato che, il nord si dovesse sviluppare e il sud dovesse indietreggiare ponendosi in un ostro caldo chiamato malavita. Ah beh si, “quella”, si è tessuta come la tela del ragno! Certo, ogni tanto è stata spezzata, dall’ostro caldo, ma non rotta. Il ragno, non ha mai abbandonato la sua tela, né mai è stato schiacciato, né mai gli è stata data la possibilità di far vedere che ogni tanto cambiava luogo.

Il sud quindi partì per il nord. Un nord contornato da immenso verde di cui prendersi cura. Poi, con l’espansione industriale, sorsero quelli che chiamavamo noi del sud ” I caseggiati grandi”.

Ed è così che dopo un pò di anni dal sud, guardavamo arricchirsi le grandi regioni di: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia romagna. Tutto concentrato in un sistema intrecciato che non permetteva alcuna apertura al sud. Certo, lo Stato cercò di aiutare il sud, creando finanche una banca, ma il filo attaccato al piolo ormai era talmente teso che la bobina ruotava sempre avanti e non permetteva di fermarsi.

Fù così che caddero alcuni dei grandi uomini che cercarono di allentare la tensione del filo, uomini di legge che volevano liberare il sud dalla tela del ragno. Gli anni andarono avanti, oggi viviamo la pandemia e il ragno in questo momento è fermo al centro della sua tela, non tesse, ma lascia che la sua tela si tenga da un capo all’altro. L’una maestosa, l’altra sconnessa dall’ostro caldo. Ciascuno di noi sente il libero arbitrio di portare avanti il pensiero che si è diviso tra nord e sud. Un nord che per alcuni ha maturato l’idea del sud così: terroni, trogloditi, ladri, inferiori, persone rancorose e soddisfacenti del fatto che il nord stia soffrendo più del sud a causa del covid-19. Improperi che vengono avvallati quasi quotidianamente da una televisione scissionista che porta ad un divario sempre più alto.

A dire il vero il sud, ha fatto bene a rispondere al nord impettorito, questa volta. Perchè sai caro diario, è nato un movimento anni fà chiamato, Lega nord, che ha iniziato a dividere definitivamente l’Italia. Quindi, se eri del sud e salivi al nord per vacanza, vedevi nelle loro città le bandiere verdi. All’entrata dei ristoranti le scritte: “Non si accettano meridionali”, ancora tutt’oggi, chi deve affittare casa ad un meridionale, dice di no, perchè non si fida di chi sia o di che famiglia provenga! Ad avallare ancora di più la discriminazione è lo stato, creando le differenze di espansione economica e sociale in un paese fondato sull’unità nazionale.

Arriviamo ad oggi, il sud viene nuovamente offeso da un giornalista durante una trasmissione televisiva di una rete ammiraglia privata. Viene chiamato “inferiore”. Voglio essere chiara e specificare perchè non menziono nomi e cognomi; sei talmente prezioso caro diario e ti prendi cura di ascoltare il mio pensiero che, non voglio imbrattarti inserendo nomi superflui alla mia crescita personale e alla mia assidua battaglia alla libertà del sud Italia. Quindi menzionerò solo i fatti accaduti.

Ricevute le offese, il mezzogiorno si difende. Ti assicuro che, dal tempo della nascita della Lega da cui il sud subì un accanimento passivo, arriva dallo stesso una risposta forte e chiara da parte delle istituzioni.

La presidente della regione Calabria Jole Santelli scrive:

L’attacco mediatico subito in queste ore dalla Calabria e dall’intero Mezzogiorno è intollerabile, tanto più in questo momento storico in cui l’unità nazionale è valore imprescindibile.

Mi rammarica molto ascoltare stupide affermazioni campanilistiche che sbeffeggiano il popolo meridionale. Sono da sempre a difesa della mia gente, della mia terra e non permetto a nessuno di denigrarla con leggerezza e cattiveria. La verità è che questa pandemia è sicuramente servita ad abbattere lo stereotipo del calabrese incurante delle regole e del bene comune.

Dico questo perché la Calabria, i calabresi hanno saputo dare buona prova di sé e da un evento fortemente negativo usciamo rafforzati e ci sentiamo di essere esempio positivo in quanto a rispetto delle regole. Nessun complesso di inferiorità quindi, tanto meno nella gestione di questa emergenza sanitaria affrontata con grande dignità.

Abbiamo offerto il nostro aiuto al Nord ad inizio pandemia, ci siamo offerti per curare i loro pazienti e l’abbiamo fatto con grande affetto e professionalità. La nostra grande essenza la si trova proprio in queste occasioni in cui dimostriamo la vera grandezza di un popolo che merita e chiede rispetto, oggi più che mai. Viva il Sud, viva il Nord, viva l’Italia unita, coraggiosa e solidale.

L’articolo The New York times:

riconosce l’encomiabile lavoro svolto dalle istituzioni calabresi  e dal popolo calabrese che ha saputo rispettare le regole e contenere l’epidemia che avrebbe portato la morte di tante persone per via del divario dell’efficienza delle strutture sanitarie tra nord e sud e della diversità d’intervento da parte dello stato italiano tra i due opposti della nazione, l’una assistita, l’altra che lotta il virus e la fame.

Di  

Per l’Italia meridionale, il Coronavirus diventa una guerra su 2 fronti

Mentre affronta le devastazioni del virus, il sud meno sviluppato dell’Italia affronta anche una carneficina economica che non si vede da subito dopo la seconda guerra mondiale, con i poveri che si rivolgono a dispense.

ROMA – Il coronavirus era già un disastro per Meorina Mazza. A marzo, ha ammalato suo fratello, ucciso suo cugino e spinto i funzionari della regione meridionale della Calabria in Italia a mettere in quarantena la sua città costiera di San Lucido.

Ma il blocco l’ha anche tagliata fuori dai suoi turni di lavoro come una mano in cucina e ha reso più difficile fare domanda per il benessere. Ora fa affidamento su donazioni di farina per sfamare le sue figlie, ma non ha ancora soldi per pagare le bollette della luce.

“Siamo davvero diretti verso la totale disperazione”, ha detto la signora Mazza, una madre di due figli di 53 anni.

L’epidemia di coronavirus in Italia, tra le più mortali al mondo con oltre 24.000 morti, è esplosa per la prima volta nel ricco nord del paese , dove ha portato al limite uno dei sistemi sanitari più sofisticati d’Europa. Ma è il sud più povero e meno sviluppato del paese che ha incombuto su tutta la crisi e ha avuto un ruolo di primo piano nella decisione del governo di bloccare tutta l’Italia il mese scorso.

Ora, con il piano del governo italiano di iniziare una riapertura graduale del paese il 4 maggio, alcuni leader del sud rimangono così spaventati dal potenziale del virus di devastare le loro regioni che hanno suggerito che avrebbero bandito i settentrionali se si fossero affrettati a sollevare il blocco .

Gli italiani del sud stanno già combattendo una guerra su due fronti, affrontando sia le furie del virus sia una crescente carneficina economica non vista dal periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale.ù

La diffusa eruzione del virus in Calabria “sarebbe stata una catastrofe”, ha detto Jole Santelli, presidente calabrese, che ha compiuto il drastico passo di chiusura dell’intera regione a marzo, contribuendo a prevenire un disastroso scoppio. Ma il danno economico, ha detto, “sarà enorme”.

Quel bilancio è già evidente, anche se il sud ha generalmente evitato il peggio della pandemia.

I poveri, abituati a cercare posti di lavoro nell’economia informale, sono sempre più dipendenti dalle dispense. Le notizie preoccupanti, se sparse, di disordini sociali hanno perforato la narrativa italiana del sacrificio patriottico. I funzionari temono che il crimine organizzato stia sfruttando la crisi intervenendo come prestatore di prestiti e, in alcuni casi, cibo.

Il senso di appartenenza e la dignità del popolo del sud trova oggi la massima espressione di protesta, alcune edicole decidono di non vendere il quotidiano per cui lavora il giornalista e le libreria restituiscono il testo da egli scritto.

Questa è la forma più dignitosa che l’essere umano può compiere nei confronti di chi sedimenta discriminazione.

Per quanto riguarda la e le trasmissioni che ospitano campagne e persone che fomentano divisioni dell’unità d’Italia, bisognerebbe chiuderle o se non si vuole intaccare la libera espressione, porli nella condizione acculturata di sapersi relazionare con il pubblico appartenente tutto alla stessa nazione. Da parte mia l’invito alla popolazione nord e sud di evitare di guardare spettacoli che anche a me hanno in un primo momento indotto a pensare che si potesse parlare con la voce del popolo. In realtà è stato teso lo specchietto alle allodole dai saltimbanco.

Io nel mio cammino ho subito molto la discriminazione inter territoriale, decidendo sempre di tendere quel filo dalla parte opposta e fare in modo che la tela del ragno tra nord e sud sia tolta.

Continua la mia lotta che, ad oggi, in pandemia trova questo scritto, che non dimenticherò mai, mentre esprimevo il mio pensiero all’esodo provocato dal governo nella diffusione dei contenuti del decreto del 17 marzo, in cui si annunciava una prima chiusura di scuole e aziende.

«Ridicola chi è scappato non è certo quello che ha la seconda casa ma i figli vostri rincoglioniti! E voi pure a proteggerli! Idioti che non siete altro. Siete senza cervello e spina dorsale. E lamentatevi che vi prendete il virus. Non fate altro che lamentarvi».

L’animo della gente del sud si è svegliata, il virus ha restituito quella parte di coraggio che avevamo allentato. E per coloro che pensano che siamo inferiori, ogni giorno dimostriamo in tutti campi che, quando arriva una mente del sud, il nord la prende come fosse l’ultimo pezzo di un puzzle, il più importante.

Caro nord sei bello con i tuoi riflessi rosa, ma ricorda che l’ostro caldo è fonte della tua ricchezza. E’ per questo che l’Italia è unita.

Ricordati caro diario di quando ti ho raccontato quella parte  di Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020 – L’esodo al sud del nord – Avevamo capito che già sarebbe successo qualcosa in più. Oggi 23 Aprile aspettiamo la che il Presidente del Consiglio Italiano faccia onore alla nostra bandiera al Consiglio Europeo La spesa in lockdown – Le tenebre del Mes – Diario di una quarantena

Il grande Maestro Camilleri dice:

Bisogna pesare ogni parola che si dice e far cessare questo vento dell’odio, che è veramente atroce e lo si sente palpabile intorno a noi

A presto

Diario di una quarantena

La spesa in lockdown – Le tenebre del Mes – Diario di una quarantena

La spesa in lockdown – Le tenebre del Mes – Diario di una quarantena

LA SPESA IN LOCKDOWN

Ciao Diario di una quarantena. Dopo un mese di lockdown sono uscita per andare a far spesa. Sensazione stranissima. Devi prima ufficiare al rituale uscita in lockdown perchè sei strettamente super visionata dai controlli esterni:

  • Preparo guanti e mascherina, obbligatori in Calabria;
  • Preparo autocertificazione;
  • Mi bardo come se stessi andando a compiere “mission impossible” e il virus non mi deve riconoscere.

Jeans, camicia nera, piumino, scarpe basse sportive nere. Nel vestirmi, non ho cambiato nulla, il nero rimane il mio colore preferito. Mi trucco in viso, un filo di cipria nude, un pò di colore nude sulle  palpebre, contorno l’occhio con matita kajal nera, dipingo le ciglia con il mascara. Tristemente niente rossetto, sporca la mascherina, niente fondotinta e pensare che mesi fà, non era assolutamente concepibile  per me, uscire senza fondotinta. Tutto dev’essere semplice, pratico, veloce, devo stare attenta che ciò che mi circonda, non deve entrare a contatto con le persone, dev’essere lavabile, o usa e getta. Ormai dopo un mese che resto a casa, sono “abituata” al mio mondo, ovattato dai profumi e abitudini; questo nuovo modo di uscire e  di imporre a me stessa una serie di inclusioni al mio status per via di forze esterne, mi dà fastidio, è una presenza forzata alla libertà individuale. E’ come se avessi un gendarme alla porta che ti aspetta e ti controlla. Riesco in me stessa a passare l’uscio di casa, esco dal portone, il sole è tiepido,  batte sulla scocca dell’auto dando la rifrazione a specchio. Finalmente, caro Diario, sono in auto. Io vivo la maggior parte della giornata con la mia “Principessa”, dalle ore di lavoro, al tempo che dedico per la mia vita Solo guardarla è un’emozione stupenda. Apro lo sportello, mi scontro con il calore che ha riscaldato il cruscotto e la pelle degli interni, mi avvolgono con i loro odore, mi siedo e mi ritorna in mente quella sensazione che ho scelto quando avevo 16 anni, voler guidare per essere libera, indipendente, non è mai cambiata. Inserisco la chiave, collego il cellulare, accendo l’aria per raffreddare l’interno, premo il pulsante di accensione, si avvia un pò goffamente, i giorni di lockdown, anche la mia bella “Principessa”, li sta condividendo con me! La lascio ferma col motore acceso, per ascoltarla, certo non è più come prima, ora devo controllare la voglia di prendere la mia auto ed essere libera di poter raggiungere un posto, un luogo, una persona che desidero vedere, ora accanto, poggiata sul sedile passeggero ho la mascherina e i guanti e ad accompagnarmi l’autocertificazione. Che dirti Diario, ho sentito che, il concetto di libertà, può assumere una caratura più alta, quando viene limitato. Inserisco la marcia e percorro il tragitto piano, ascoltando il rumore delle gomme sull’asfalto che adoro. E’ un fruscio di gomma che si differenzia secondo la strada su cui aderiscono. In lontananza, a sirene spiegate i carabinieri, davanti me altre macchine, ci accostiamo tutte sulla destra, sorpassano quasi volando, in questo periodo la loro vita è cambiata, il rischio è triplicato, chissà dove andavano! Avvicinandomi al centro urbano, uno strano silenzio avvolge, ma non è un silenzio dovuto all’assenza, è un silenzio che comprime l’esistenza del sistema, protagonista assoluta delle abitudini che ci circondano! Ora, siamo in quella fase in cui, dobbiamo capire che, quel continuo modo di fare di un tempo “passato”, ma non lontano, per via della parola “tempo”, è riportato alla parola “passato”. Può essere cambiato da un lento spostamento dell’asse su cui ruotiamo. Prima che il mondo lo comprenda passeranno molte fasi! Ci saranno contrasti, perchè la società vuole nuovamente tutto come prima, poi si accetterà che il nuovo è un’opportunità al presente e solo allora la parola “presente”, farà parte del sistema.

Arrivata al supermercato, prima di scendere dalla macchina, indosso guanti e mascherina per entrare. Prendo il carrello, mi rendo conto che, anche le abitudini di accoglienza al cliente sono variate. C’è un nastro rosso che divide il corridoio in entrata e in uscita, in modo da tenere distanti le persone. Per fortuna non c’è fila all’esterno, quindi entro facilmente. Mi ricordo aver visto in tv le file chilometriche di gente che aspettano distanziate, sono fortunata! Entrando al supermercato, mi sovviene un ricordo abituale che mi lascia attonita, mi aspettavo di vedere le pile di bancali stracolme di merce dopo le festività, perchè tutto dev’essere abbondante, non deve finire, ma mi rendo conto che non ci sono. Il passo è libero, puoi fare la spesa anche con una certa tranquillità, al banco salumi non c’è quella solita interminabile fila che ogni volta mi fa desistere dall’acquisto. Trovare me tra la confusione è come trovare l’ago nel pagliaio. E’ tutto un limite con le dovute distanze, tutto ha un perimetro a strisce rosse. I prodotti a scaffale sono presenti, ciò che prima era in abbondanza, ora è presente nella giusta proporzione. La parte triste è vedere realmente ciò di cui parlano in televisione, manca il banco pescheria, il luccichio argenteo del pesce non c’è, è fermo, le barche e i piccoli gusci, sono ormeggiati! Compro tutto doppio per evitare di uscire, osservo il comportamento di ciascuno di noi, spontaneamente ci distanziamo. Mentre prima del coronavirus, ci ammassavamo a chi prende per prima, ora aspettiamo l’uscita dell’altro dalla corsia per poter entrare. Su alcuni bancali sono appoggiati i sacchi da 5/10 chili di farina, proporzioni di peso che prima, caro diario, come racconto in “Il tuo quaderno di cucina”, li vivevo con papà recandomi al mulino.  Controllo il mio pizzino di carta in cui ho scritto la lista. C’è tutto! Davanti le casse è presente il distributore per sanificare i guanti. Le cassiere sono gentili, non hanno quell’aria tra l’incavolato e lo scocciato di un tempo, tant’è che ho pensato che, l’aria del virus ci porta la sindrome della gentilezza. Vuoi vedere che anzichè litigare possiamo anche essere civili per sbaglio? Metto tutto nel carrello, pago e vado via. Ho fatto la spesa! Senza ansia! Raggiungo la macchina e metto in busta tutto ciò che ho comprato, accanto me ci sono due uomini che parlano di politica, per un attimo ho pensato si fossero messi accanto perchè sapevano che questi argomenti mi piacciono, mentre imbusto li ascolto e così mi faccio compagnia, sentendo i discorsi di torto e ragione tra regione e governo. Poi entro in macchina e via a casa! Io a casa! Io quella che prende la macchina e soltanto perchè ama le ruote non torna prima di sera! Caro Diario in quel momento ho detto a me stessa che potranno togliermi e cambiare tutto, ma io e la mia “Principessa” i 180 km orari li toccheremo sempre!

A casa la spesa ha riempito il frigo, ho trovato un pò di tutto. La spesa è un budget importante in questo periodo, bisogna bilanciarlo tra le offerte da volantino. I soldi non sono tanti. Lo stato ultimamente ha erogato per la classe autonoma 600 euro di bonus, una miseria tra i poveri. Dopo anni di contributi e tasse, in emergenza sanitaria 600 euro è davvero vergognoso! Per non dire del tempo che c’è voluto per avere questi soldi! Da Marzo in cui è stato emesso il decreto, ad oggi, 17 Aprile 2020. Soldi nostri, del popolo. Se ascolti la gente, sembra che, i politici abbiano fatto un favore ad una parte del popolo, quella più sottomessa al tributo! Naturalmente bisognerebbe far capire al popolo che, non è un favore, ma è un diritto, e che ci spetterebbe molto di più. Ad oggi non ho visto un politico tagliarsi lo stipendio! Anzi fanno i vaghi.

Queste settimane sono state alquanto coinvolgenti.  Pasqua e Pasquetta chiusi in casa con gli elicotteri che ronzano sulla testa, direi coivolgente! Se non da libro con titolo; “Storie di un virus e il suo controllore”. Avremo un lockdown fino al 3 Maggio, riapriranno le libreria e i negozi per la vendita di vestiti per bambini e neonati, ripartono le attività produttive silvicoltura e industria del legno. E’ stata nominata una task force che si occuperà della fase 2. Che cos’è? E chi sono? Semplice, per poter riprendere il sistema economico sociale graduatamene e non vi sia uno shock e un impatto sociale drastico, bisogna elaborare dei modelli sociali e di organizzazione al lavoro che rispettino le misure di contenimento che l’emergenza ha causato e che ci ritroveremo nel medio lungo temine. Ti ricordi prima quando ti ho detto del lento spostamento dell’asse su cui ruotiamo, ecco quello, ci studiano e poi prendono le decisioni!

LE TENEBRE DEL MES

In funzione di tutto ciò, quando il presidente del consiglio Conte, inizierà a parlare di Mes! Ah no no! Scusa mi ero dimenticata volutamente! Porca miseria come sono arrivata col pensiero fin qui? Bah casualità! Le misure di cui decide la task force, sono anche in funzione della politica economica dell’unione europea, che il nostro governo deve accettare o non accettare! Ora ti racconto.

C’è stato lo sfodero della spada del nostro beneamato presidente del consiglio, all’insorgere delle opposizioni nella tarda notte del 09 Aprile. Nella “tenebra notte” in cui si batteva la notizia di un accordo da parte dell’eurogruppo di un pacchetto per finanziare il sistema sanitario e la liquidità alle imprese. Insomma un mes chiamato con un’altro nome e mentre Germania e Olanda brindavano,

il popolo del web insorge al Presidente del consiglio e i suoi ministri al grido:

“Traditore hai accettato il MES”.

In realtà, la manifestazione di malcontento alla decisione dell’eurogruppo, è per l’Italia la rivoluzione intrinseca a ciò che il popolo subì negli anni della crisi economica dal 2000 ad oggi. Crisi in cui il popolo si ritrovò azzerato in tutto: risparmio – lavoro – pensioni – 

Oggi la generazione di coloro che hanno 40 anni, cerca di risalire l’aspra montagna fatta di roccia argillosa. Alla prima mossa falsa cadi nel precipizio, per via della sottomissione alle regole Europe.

Questo è ciò che è avvenuto quando il governo Berlusconi vende l’Italia all’Unione Europea, sotto forma di MES nel 2011. L’attuazione della politica austera arriva nelle mani del governo tecnico con a capo Mario Monti, dal 2011 al 2013 . Il popolo scivola lungo il precipizio. Tutto ciò in funzione del fatto che, l’Italia è stata data in mano a qualcosa che si chiama Unione Europea e che oggi mi trova orgogliosa a NON averla scelta! Ne sono purtroppo succube, ma altrettanto combattente all’indipendenza di un “Italia libera”! 

Quindi, caro diario, continuo il racconto e ti pongo all’ascolto di quello che è il “passato” , ciò che prima ti ho descritto come condizionato del “tempo”.

La riduzione del prodotto interno lordo iniziò dal 2006 con la crisi immobiliare americana, il fallimento delle grandi banche e multinazionali americane, portò una recessione globalizzata, che, per via ovvia, implicò un inasprimento delle condizioni economiche e sociali degli stati. In parole semplici, non circolando soldi, lo stato aumenta le tasse, questo si riversa sugli investimenti delle medie e grandi imprese che si ritrovano a sopportare costi esosi, tra cui il costo del lavoro, con una notevole riduzione della domanda di mercato, ma ponendo in essere un’offerta alta. Le stesse industrie, per sostenere i costi, ammortizzano sul costo del lavoro, creando il fenomeno della disoccupazione che in Italia – Grecia – Spagna, quindi i paesi del sud dell’unione europea, si diffonde a macchia capillare, ma nei paesi del nord europa come Germania – Francia – viene arginata in breve tempo. (Non mi spiego, dopo aver letto tanto, come abbiano i paesi del nord europa, magicamente tessuto il sistema economico, rimbalzando la retrocessione con ottimi risultati! Secondo le teorie si parla di didascalie come: capienza minima di deficit accumulato, Pil ricostruito nel breve periodo, partecipazione al fondo MES. Io parlerei del fatto che l’unione europea trova la visione nei fondatori dei paesi del nord europa, in funzione di questo vi sia una specie di manipolazione agli intenti di dominio su alcuni stati, caso vuole che la Grecia più che essere aiutata è stata sottomessa al volere di Bruxelles).

Dobbiamo fare un passo indietro nel tempo. Il potere d’acquisto della nuova moneta, entrante in Italia nel 2000, l’Euro, con valore di cambio di 1936.27, prometteva un auspico e aulico valore macro e micro economico. In realtà negli anni successivi, il valore della vecchia moneta italiana “Lira”, fù rimpianta dal popolo, e non solo, ma anche da chi aveva votato perchè fossimo in unione europea tutti con la stessa moneta, pensando secondo me che, la casa in Francia, costasse meno della casa in Germania, la così detta società borghese. Nel confronto, in termini di potere di acquisto, ci si rese conto che qualcuno in quegli anni ci aveva presi in giro raccontandoci che, con l’euro, non sarebbe cambiato nulla, anzi, che avremmo avuto un potere d’acquisto maggiore rispetto all’attuale moneta svalutata sui mercati, e ne avremmo guadagnato. Quindi il popolo, ingannato come sempre dalle parole saccenti e dalla FIDUCIA data all’uomo politico, abbocca all’euro, ma i fatti lo riportano alla triste realtà da combattere giornalmente. Ci raccontarono che un chilo di pane, che costava 1500 lire, l’avremmo comprato neppure con un euro pieno, perchè valeva di più  e che saremmo potuti andare in America in vacanza, perchè costava di meno, visto che l’euro valeva di più del dollaro! Puoi immaginare la felicità del popolo. Finché non arrivammo all’era del cambio nel 2000! Per magia tutto restò invariato… tranne i prezzi sugli scaffali, che incrementano il PIL, rimasero gli stessi, ma con un potere di acquisto dell’euro inferiore. Un chilo di pane che prima costava 1500 lire, ora lo dovevi compare con 2.00 euro. Quindi partì tra il popolo la “coscienza al costo” e sugli scontrini che, nel 2000 venivano stampati con l’importo in euro e in lire, si notò che, facendo un calcolo, al valore di 1936.27 x 2.00 = 3 872.54 lire, quindi costava tutto il doppio e gli stipendi erano gli stessi, coloro che prima guadagnavano 1800.000 MilaLire, oggi hanno un potere di acquisto pari a 900.000 Lire. In compenso nel corso degli anni e la crisi avvenuta, per poter pagare i debiti che avevamo fatto con l’unione europa per via del fondo salva stati, MES, e salvarci dalla retrocessione, le tasse aumentarono graduatamene, l’europa variava le condizioni di accesso e tassi d’interesse al fondo, non solo, più questa politica variava, più in Italia il popolo veniva messo in povertà. La politica austera di innalzamento graduale delle tasse, portò le  industrie ai  licenziamenti e cassa integrazione. Gli ammortizzatori sociali,  non ebbero un potere determinante per arginare la povertà, tanto più che le condizioni per accedere alla domanda di disoccupazione, erano davvero improponibili rispetto all’offerta di lavoro. Il popolo toccò e a tutt’oggi tocca, la soglia della povertà. Si verificano i casi di impoverimento in numero esponenziale: il fallimento economico per grandi medi e piccoli imprenditori, tra il popolo la mancanza di moneta e la privazione alla dignità personale, portano a numerosi suicidi, atti di isterismo, violenza domestica. Quando l’Unione Europea con Mario Draghi decise di aiutare i paesi in recessione attuando la politica di un fondo salva stati MES, si dimenticò di spiegare agli italiani che dovevano restituire i soldi a tassi d’interesse fissi e variabili, dimenticò di dire che quei tassi avevano e avrebbero avuto un’austerità sulla popolazione e l’impoverimento della stessa. L’approvazione del Mes nel 2012 con il governo tecnico di Mario Monti fù la scelta della legislatura del governo Berlusconi, Ma fù anche la scelta dei governi precedenti che favoreggiarono l’europa unita.

Oggi, con grande orgoglio caro Diario, mi sento fiera di non aver mai votato e di non essere mai stata partecipe a questa unione che ha portato il salasso italiano!

In quegli anni di forte dominanza politica, gli italiani pensavano a racimolare beni materiali per poter affrontare un futuro incerto, erano gli anni in cui si gridava di voler spostare la capitale a Milano ampliandola sempre più e decentrando l’economia, di un ipotetico futuro risanato, all’estremo nord, confinante con l’Unione Europea. Furono gli anni in cui il sud Italia trascinò la sua recessione, dimenticato dalla Stato! La gente del sud era emarginata dal grido “Terroni ladri”. Ma nonostante questo, oggi al sud, si è fieri di combattere la guerra al coronavirus pur non avendo nulla!

Quindi, caro Presidente del consiglio Conte, divenuto oggi per molte donne il recondito desiderio, è vero Salvini e Meloni avranno gridato nelle tenebre:

MA GLI ABISSI SONO STATI SCAVATI IN GRAN SEGRETO TRA LE GROTTE DELL’UNIONE EUROPEA E DECISI DAI GOVERNI ANTECEDENTI 

E’ dalla fine della seconda guerra mondiale che nasce la dipartita di fondare l’unione europea e dal 2000 che manovrate il popolo, direi che ci siamo francamente rotti le palle e non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno se vogliamo uscire dallo strozzinaggio legalizzato e dalla sottomissione a regole che, non sono parte della nostra costituzione. E siccome finchè il popolo potrà esserci, la volontà è sovrana, al grido: “Traditore ci hai venduto approvando il MES”, io rifletterei da politico, non sull’isteria del popolo, come impropriamente menzionata dalla vostra classe politica, ma alla sofferenza che al popolo continuate a voler dare!

ARTICOLO 1 COSTITUZIONE

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Non appartiene all’unione europea!

Caro diario, mi ritrovo nuovamente a cucire la mia bandiera, e come me militiamo in tanti lo stesso desiderio.

A presto!

 

 

©©© Copiare è reato, siamo sempre attenti alle riproduzioni:

Presidente Regione Calabria - Ordinanza 20 Marzo 2020 - Convid-19

Presidente Regione Calabria – Ordinanza 20 Marzo 2020 – Convid-19

Presidente Regione Calabria – Ordinanza 20 Marzo 2020 – Convid-19

Di seguito il comunicato della Presidente Regione Calabria, Jole Santelli, in merito alle disposizioni per: la prevenzione e il contenimento dell’emergenza sanitaria in corso.

Oggi ho firmato un’ulteriore ordinanza per la prevenzione e il contenimento dell’emergenza sanitaria in corso. Sono ancora in tanti, infatti, coloro che affrontano con superficialità questo momento, mettendo a repentaglio la propria salute e quella degli altri calabresi.
Pertanto l’ordinanza prevede che fino al 3 aprile sono consentiti esclusivamente: gli spostamenti individuali temporanei con comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute ovvero le esigenze primarie delle persone, svolte nel tempo strettamente indispensabile.
Nell’ordinanza è contenuto un riferimento agli spostamenti con gli animali da affezione che sono consentiti solo in prossimità della propria abitazione.
Le uscite per gli acquisti essenziali, ad eccezione di quelle per i farmaci, vanno limitate ad una sola volta al giorno e ad un solo componente del nucleo familiare. L’eventuale presenza di accompagnatori può essere consentita esclusivamente per motivi di salute o di lavoro, secondo quanto indicato.
È vietata la pratica di ogni attività motoria e sportiva all’aperto, anche in forma individuale. Nel caso l’attività motoria, o la passeggiata, sia connessa a ragioni di salute, dovrà essere effettuata in prossimità della propria abitazione ed evitando ogni possibile compresenza di altre persone.
L’ordinanza prevede anche il divieto dell’uso di apparecchi da intrattenimento e per il gioco nelle rivendite di tabacchi.
Tutti gli esercizi commerciali dovranno osservare la chiusura domenicale, fatta eccezione per le farmacie di turno e le edicole.
Ai sindaci è lasciata la facoltà di disporre, tramite una propria ordinanza, riduzioni dell’orario di apertura al pubblico degli esercizi commerciali, fatta eccezione per chi vende prodotti alimentari e per le farmacie.
Ai trasgressori, alla luce della potenziale esposizione al contagio, si applica comunque la misura immediata della quarantena obbligatoria per 14 giorni, attraverso il Dipartimento di Prevenzione dell’ASP territorialmente competente, con le modalità già previste dai precedenti provvedimenti regionali, richiamati nella presente Ordinanza.

In funzione di questa ordinanza è coscienza individuale rispettare la propria salute e non mettere in pericolo la vita altrui. Se esco sono un possibile portatore di virus. Rientrando a casa, durante i miei spostamenti, sto mettendo in pericolo la vita della collettività, così come sta succedendo in queste ore ad innumerevoli persone che, dal nord sono scese al sud, ora hanno la consapevolezza di aver compromesso la vita dei propri cari e l’unica cosa che rimane è aggrapparsi alla speranza, piangere non serve. Nella vita bisogna essere responsabili e coscienti delle proprie scelte, il mondo non è la globalizzazione dell’egoismo, ma il mantenimento dell’altruismo verso l’individuo, in simbiosi con la natura. Se io esco posso morire. La parola pandemia, è l’attenta riflessione al fatto che, non è essenziale mettermi ore e ore davanti al supermercato, non è indispensabile costringere il cane a fare pipì per forza, posso rinunciare alla corsa, perchè poi correrò quanto voglio e sopratutto, rispetto chi sta lavorando per me. I sindaci calabresi e la presidente Jole Santelli stanno cercando di difenderci dal massacro e dalla perdita dei nostri cari. Siate responsabili, perchè in questo periodo, in concomitanza e con immenso sbaglio da parte del nostro esecutivo, la transumanza al sud sta portando nel picco dell’epidemia MORTE. Non è un gioco, non è un dispetto ai politici, non è permessa la ribellione alle regole.

La presidente della regione ha accordato l’appello di tanti di noi e in data 20 marzo ha inviato formalmente la richiesta dei militari sul territorio al presidente consiglio Conte. Tutto ciò accade per mancanza di responsabilità. La calabria ha bisogno di chiudersi in lunghezza e larghezza e difenderci dalla sanità che in questi anni è stata il bersaglio della trascuranza politica che ha elogiato il sistema sanitario del nord e penalizzato il sud.

State a casa, trovate pace interiore in voi stessi, perchè sembrate malati psicologicamente. Le smanie sono una forma claustrofobica di evadere dal proprio io.  In sintesi non state bene. Impegnatevi a chiedere ciò che può essere costruttivo ai nostri sindaci per le nostre città.

Chiedo alla Presidente Santelli, come già fatto in un twitt, di:

  • espandere esternamente i nostri ospedali con sale rianimazione,
  • ridurre il tempo di attesa per la ricezione dei ventilatori
  • far arrivare ciò che è necessario ai medici per proteggersi: mascherine tute ecc.
  • e sopratutto non portare al nord ciò che serve al sud, ma difenderlo!

Apriamo tutti la mente! Leggete l’ordinanza, magari trovate risposte alla domanda. Ma se mi dimentico di prendere la mollica posso uscire un’attimo?; Ma se il cane sta davanti la porta e mi dispiace vederlo così lo posso fare uscire ogni due ore?

Dai su è vergognoso!

Impegnate la mente a chiedere che venga tutelata la vostra salute!

File name : news_pdf.pdf

File name : ORDINANZA-DEL-PRESIDENTE-DELLA-REGIONE-N.12-DEL-20-MARZO-2020.pdf

Diario di una quarantena

Ordinanza Presidente Regione Calabria 14 Marzo 2020 – Coronavirus

Ordinanza Presidente Regione Calabria 14 Marzo 2020 – Coronavirus

OGGETTO: Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica: provvedimenti relativi all’ingresso di persone fisiche nel territorio regionale.

Vi riporto di seguito i punti salienti ed importanti dell’ordinanza. Molti di noi non ne sono a conoscenza. Ad oggi a causa dell’esodo da nord verso sud la situazione è di un aumento di contaminazione. In funzione di una coscienza sociale, del rispetto delle regole e della tutela della salute, coloro che hanno deciso di emigrare in Calabria sono obbligati ad auto dichiararsi e alla quarantena. Ricordate che più stiamo a casa meno probabilità abbiamo di contrarre il virus.

Vi pongo la realtà che i media vi stanno comunicando. Il sud non è pronto a sostenere l’emergenza verificatasi al nord. Da anni lo Stato, come ben sapete, ha esasperato la nostra sanità nella totale noncuranza delle esigenze che le amministrazioni hanno fatto presente. Le stesse compartecipi di uno scarso impegno a sostenere il sistema sanitario calabrese. E’ così che ci ritroviamo, oggi, a chiedere aiuto attraverso donazioni, a non avere una un sufficiente numero di posti letto per la terapia intensiva. Scarsi i respiratori che chissà quando arriveranno in maniera sufficiente. Come già siete stati informati i nostri medici e gli operatori sanitari non hanno gli strumenti per poter lavorare in un sistema di prevenzione idoneo. Niente mascherine, tute, occhiali, guanti. Ragion per cui, coloro che hanno invaso incoscientemente il sud alla ricerca di una speranza, sappiano che hanno condannato tanti di noi! Questa è la realtà. Che poi ve la vogliano raccontare differentemente, credetemi, rimanete più razionali possibili! La Calabria, facendo un excursus tra i diversi capoluoghi, non ama molto l’esuberanza di momenti sporadici, è estremamente chiusa nella sua piccola regione, è sviluppati tra i tanti paesi dell’entroterra e sul mare, quindi lo Stato volga lo sguardo a testa in giù! Perchè fin’oggi e in passato si volge il naso a testa in su! Ancora una volta dobbiamo essere orgogliosi di potercela fare nonostante tutto. Conteniamo l’epidemia #iorestoacasa

Punti salienti – Ordinanza Presidente Regione Calabria 14 Marzo 2020 – Coronavirus

  1. In aggiunta a quanto fissato nelle Ordinanze n. 1/2020, n. 3/2020 e n. 4/2020, a decorrere dalla data di adozione della presente ordinanza i soggetti residenti o domiciliati nell’intero territorio regionale che vi facciano rientro da altre regioni o dall’estero devono comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale competente per territorio, informandone il Sindaco e il proprio Medico di Medicina Generale (MMG) ovvero Pediatra di Libera Scelta (PLS), con l’obbligo di osservare la quarantena domiciliare per 14 giorni dall’arrivo con divieto di contatti sociali, di spostamento e di viaggi;
  2. La comunicazione deve avvenire prioritariamente attraverso la scheda di registrazione al sito emergenzacovid.regione.calabria.it o, in caso di impossibilità, secondo le modalità fissate nell’Ordinanza n. 1/2020;
  3. I soggetti di cui trattasi dovranno rimanere reperibili per ogni eventuale attività di sorveglianza ai fini della valutazione sanitaria da parte del Dipartimento di Prevenzione d’intesa con il MMG/PLS, che disporranno le misure di profilassi necessarie, incluso l’isolamento;
    4. I soggetti che fanno ingresso nel territorio regionale per comprovate esigenze lavorative, purché rientranti tra quelle espressamente consentite dal DPCM dell’11 marzo 2020, devono comunicare, attraverso la scheda di registrazione presente sul sito emergenzacovid.regione.calabria.it o, in caso di impossibilità, secondo le modalità fissate nell’Ordinanza n. 1/2020 (comunicazione al Dipartimento di Prevenzione) dandone informativa altresì al Sindaco del Comune competente, le specifiche motivazioni dello spostamento, che saranno oggetto di verifiche da parte delle Autorità Competenti;
  4. Per contrastare fenomeni di possibile allarme sociale determinati dall’acquisto di
    ingiustificate quantità di prodotti alimentari, sanitari e farmaceutici, i responsabili dei relativi esercizi commerciali sono tenuti a vigilare su episodi di accaparramento dei suddetti prodotti e a disporre le eventuali misure necessarie;
    7. Al fine di evitare il potenziale assembramento di persone nei parchi pubblici e similari, si dispone la chiusura di dette aree con effetto immediato;
  • Restate a casa
  • Non andate in giro con i carrelli della spesa solo per uscire;
  • Non portate 1220 volte il cane a fare pipì, perchè non ne può più;
  • Organizzate il vostro tempo impegnando la mente. La mente è qualcosa di estremamente essenziale per tutti noi in questo momento perché ci dà la possibilità di scegliere tra il farcela e non. Quindi scelgo di farcela se mi attengo alle regole;
  • Non pensate sempre al coronavirus;
  • organizzate il tempo, leggendo, studiando, guardando la tv, cucinando, telefonando, giocando ai giochi di società;

Il mio desiderio in questo momento è: che la Calabria possa avere l’attenzione giusta all’emergenza, e che per una volta venga aiutata adeguatamente. Il Presidente della Regione, Jole Santelli, con i sindaci, sta cercando di allineare l’emergenza.

La mia richiesta da cittadina è:

  • Ricezione del materiale sanitario ai presidi ospedalieri;
  • Ricezione del materiale sanitario alle aziende che svolgono attività come previsto dal decreto; I corrieri sono coloro che mettono a rischio la loro vita, è responsabilità dello stato tutelarli (Nota di precisione, ho ricevuto stamattina comunicazione che, i corrieri stanno svolgendo attività di consegna di: guanti e mascherine ad alcune aziende aperte come da decreto);
  • Aumento del personale ospedaliero;
  • Serve un coordinatore sanità per la Calabria;
  •  Che vengano presidiati militarmente, in maniera più intensificata, i punti di accesso ai confini della regioni;
  • Maggiore presidio nelle stazioni ferroviarie;
  • Presidio del territorio in entrata e in uscita ai vari comuni;
  • Distribuzione alla popolazione delle mascherine per affrontare e prevenire i contagio.

Tutto ciò ci aiuterà a:

  • mantenere un migliore ordine;
  • far diffondere meno il virus;

So che è molto rigoroso, ma nella vita bisogna scegliere, io scelgo la vita: mia, dei miei cari e della comunità.

Il presidente del consiglio collabori con il presidente della regione, che ha già chiesto l’intervento militare.

«Credo che vada coinvolto il Viminale e l’esercito, anche per la consegna del materiale, per cose che non è semplice affrontare. Non immagino l’esercito in assetto da guerra. La Calabria è probabilmente in una situazione peggiore rispetto a Puglia e Sicilia. Abbiamo solo 100 posti in terapia intensiva  e ci mancano macchinari. Non sono in grado di dare una realistica previsione del contenimento. Servono macchinari, mi dicono che arriveranno tra 45 giorni e io che faccio? In Calabria ci sono 100 posti in terapia intensiva, non posso aspettare».

L’attenzione del Ministro della salute  e del Ministro dell’interno alla regione Calabria, mi auguro porti un cambiamento, altrimenti è come aver dichiarato lo stato di condanna a morte al cittadino! Dure parole ma reali. Concrete e non astratte e che portano conseguenze.

Faccio specifica per coloro che mi chiedono in privato a chi appartengo: io non ho colore politico ho la mia idea e nel rispetto delle leggi costituzionali la esprimo, nel rispetto dell’ordinamento del codice civile la comprendo e applico.

Impegniamoci calabresi, perché siamo soli. Lottiamo per la nostra terra e dimostriamo, come abbiamo fatto nella prima e seconda guerra mondiale, che il sud è libero. Stiamo a casa! Affrontiamo la privazione, non siamo soliti ai vizi. Sta per arrivare l’estate e il caldo noi conosciamo cosa implica! Quindi tanto star liberi fuori a manica corta, tanto star chiusi in casa. Pensiamo, che da tutto questo, possiamo chiedere allo stato, di volere di più per la nostra regione. Io ci sto mettendo la faccia credetemi, forse per uno spirito di appartenenza che ho avuto sempre. Chiedete attraverso i social, le amministrazioni, fatevi sentire! I miei amici intorno a me con me lottano fornendomi informazioni dal nord centro e sud.

A destra il tasto della chat

Link utili

Regione Calabria

Numero verde: 800 76 76 76

Riporto il bollettino della Regione Calabria

In Calabria ad oggi sono stati effettuati 702 tamponi

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 68, quelle negative sono 634.

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

  • Catanzaro: 7 in reparto; 2 in rianimazione; 2 in isolamento domiciliare

  • Cosenza: 11 in reparto; 3 in rianimazione; 3 in isolamento domiciliare

  • Reggio Calabria: 9 in reparto; 1 in rianimazione; 10 in isolamento domiciliare; 1 guarito; 1 deceduto

  • Vibo Valentia: 4 in isolamento domiciliare

  • Crotone: 5 in reparto; 9 in isolamento domiciliare

I soggetti in quarantena volontaria sono 4230, così distribuiti:

  • Cosenza: 1210

  • Crotone: 293

  • Catanzaro: 494

  • Vibo Valentia: 433

  • Reggio Calabria: 1800

Le persone giunte in Calabria negli ultimi quattordici giorni che si sono registrate al sito della Regione Calabria sono 6787.

Bollettino aggiornato alle ore 17 del 15/03/2020

Se volete contattarmi e-mail

gsartecucina@icloud.com

#UnitiperlaCalabria #sudlibero

File name : Ordinanza-P.G.R.-7-_2020.pdf

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Calabria: Impegno sociale degli alunni creata la soluzione igienizzante

Calabria: Impegno sociale degli alunni creata la soluzione igienizzante

Calabria: Impegno sociale degli alunni creata la soluzione igienizzante

Gli alunni frequentanti: l’Istituto tecnico industriale – per geometri, dipartimento di chimica di Vibo Valentia., seguiti dai professori e diretti dalla loro dirigente Maria Gramendola, hanno realizzato il prodotto igienizzante per le mani.

La soluzione è composta da: sale a base di cloro, diluito con acqua distillata.

Il prodotto igienizzante sarà distribuito gratuitamente presso gli istituti scolastici, il comune, la prefettura.

L’impegno sociale dei giovani calabresi per il proprio territorio è meritevole di elogio e gratitudine. L’istituto in questione ha sempre lottato per il miglioramento scolastico in termini di didattica e di infrastrutture.

Per molti anni penalizzato dall’assenza di iscrizioni e la preferenza ai licei, oggi dimostra che, l’impegno e la frequenza agli istituti professionali, eleva socialmente e culturalmente. Il futuro dei giovani è nella mani della scuola, molte volte lasciata all’abbandono.

Lo Stato, il Ministero della pubblica istruzione, dovrebbe riflettere, voltare lo sguardo all’interesse socio culturale e coinvolgere i giovani ad arricchirsi, investendo risorse in una Calabria che ha fame di crescere, invogliare i giovani a  non andare via dalla propria regione.

Avanti così sempre. Complimenti ragazzi.

Calabria: Impegno sociale degli alunni creata la soluzione igienizzante

Calabria: Impegno sociale degli alunni creata la soluzione igienizzante

Fiera del cioccolato

Fiera del cioccolato Tante idee in fiera

Non potevo mancare alla Fiera del cioccolato

 

Tante idee in fiera. Grande protagonista il cioccolato

Non potevano mancare i semi di cioccolato alla

Fiera del cioccolato

L’essenza di ciò che gustiamo nel prodotto finito.

​​L’arte nel cibo è sempre espressione di dolcezza.

Scultura di cioccolato, i Bronzi di Riace 

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