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Integratori e Abbronzatura

Integratori e Abbronzatura

Con l’arrivo della bella stagione si sente ormai l’esigenza di esporre il corpo al sole, forse per qualche ora o magari per tutta la giornata. Ecco l’argomento da conoscere Integratori e Abbronzatura

La Pelle

Il Derma e L’Epidermide 

La pelle che riveste il nostro corpo è costituita da uno strato profondo chiamato “Derma” e da uno strato più esterno chiamato “Epidermide”, a sua volta suddiviso in altri cinque strati. L’epidermide è formato da cheratinociti e da una piccola percentuale pari al 2% di melanociti; i primi conferiscono struttura alla pelle mentre gli altri ne determinano il colore. I melanociti nascono nello strato basale ovvero lo strato dell’epidermide più profondo e si differenziano nello strato soprastante, chiamato strato spinoso, dove sono attivati dalla luce solare.

La pelle

La pelle: Derma Epidermide

Come si comporta la pelle all’esposizione solare

La pelle a seguito dell’esposizione ai raggi solari produce melanina, si colora, adattandosi a questa nuova condizione, allo stesso tempo, se il processo di esposizione ai raggi UV-A e UV-B avviene abbastanza velocemente subisce un trauma, si infiamma, perde di elasticità e idratazione.

Il colore caratteristico tra razze diverse e tra persone appartenenti alla stessa razza è determinato dalla specie e dalla quantità di melanina presente nei melanociti. Il colore della pelle è definito fototipo.

La melanina è un pigmento prodotto naturalmente dal nostro corpo a partire da un aminoacido: la tirosina.

Il percorso di sintesi richiede l’intervento di diversi enzimi che hanno bisogno di ossigeno e luce. La luce che viaggia nel campo del visibile nelle lunghezze d’onda del rosso e del porpora porta gli intermedi di sintesi alla molecola definitiva: la melanina.

Integratori e Abbronzatura

Per permettere al nostro organismo di adattarsi all’esposizione solare e pertanto evitare i traumi dovuti alle prime esposizioni, fenomeno questo molto frequente tra le persone con fototipo chiaro o che si espongono al sole in maniera non graduale, possiamo utilizzare alcuni integratori che si compongono di sostanze naturali, prime fra tutte i carotenoidi. I carotenoidi stimolano la produzione di melanina ancor prima dell’esposizione solare e a seguito dell’esposizione proteggono la pelle dai danni delle radiazioni ultra violette ovvero gli UV-A e gli UV-B. Stimolare la produzione di melanina quindi vuol dire prima di tutto predisporre la pelle al sole.

Gli Attivi degli integratori

Con l’esposizione al sole la pelle diventa disidratata e meno elastica a causa della perdita di proteine quali il collagene e l’elastina. Anche per questo processo degradativo vengono in supporto gli integratori per il sole che contengono attivi, come la Vit. A, volti a stimolare la sintesi di collagene ed elastina.

Vediamo pertanto le principali sostanze che potreste trovare tra gli ingredienti e qual è la loro funzione principale.

  • Beta- carotene: capostipite della famiglia dei carotenoidi stimola la produzione di melanina contribuendo alla colorazione della pelle. I carotenoidi non proteggono la pelle dall’esposizione ai raggi UV ma proteggono la cellula dai radicali liberi che si formano a seguito dell’esposizione solare e che sono dannosi per la cellula. Il beta-carotene è metabolizzato nell’intestino a Vit-A un’importante vitamina che contrasta il fenomeno del foto-invecchiamento. Il beta-carotene infine interferisce con i processi di fotosensibilizzazione come dermatite fototossica, orticaria, lupus eritematoso e fotosensibilizzazione da farmaci quali antibiotici e cortisonici.

 

  • Licopene: carotenoide che si trova principalmente nei pomodori. È in grado di ridurre la formazione di radicali liberi e previene il foto-invecchiamento cellulare. È maggiormente assorbito nell’intestino dopo il pasto se in associazione con i lipidi quali l’olio d’oliva.

 

  • Luteina e astaxantina: sono scavengers che neutralizzano l’attività dei radicali liberi prodotti dai raggi UV.

 

  • Picnogenolo: appartiene alla famiglia delle procianidine e si ricava dal pino marittimo. Il Picnogenolo contrasta l’attività dei radicali liberi, inibisce l’attivazione di fattori pro-infiammazione e contrasta l’attivazione di enzimi degradativi del collagene, dell’elastina e dell’acido ialuronico, proteine che determinano elasticità e compattezza cutanea.

 

  • Coenzima Q10: presente nelle membrane mitocondriali ha attività antiaging poiché combatte la formazione dei radicali liberi e mantiene integre le membrane cellulari.

 

  • Vit A: vitamina liposolubile importantissima per la pelle. È considerata un anti-aging poiché interviene nei processi di sintesi delle proteine strutturali: collagene e elastina.

 

  • Vit E: vitamina liposolubile che neutralizza l’azione dei radicali liberi e aiuta a mantenere integre le membrane cellulari.

 

  • Biotina: vitamina del gruppo B svolge un ruolo importante nella sintesi degli acidi grassi che compongono le membrane cellulari, promuovendone l’integrità delle cellule dell’epidermide, dei capelli e delle unghie. Una sua carenza porta sintomi evidenti come desquamazione cutanea.

 

  • Probiotici: ceppi diversi di lactobacilli diminuiscono la sintesi di citochine pro-infiammatorie.

Posologia degli integratori

Per poter svolgere la loro azione di adattamento cutaneo gli integratori per il sole dovrebbero essere assunti 15-20 giorni prima del vostro periodo di ferie o di esposizione al sole.

La posologia normalmente è di una capsula o compressa al giorno.

Ricordate di utilizzare sempre la crema di protezione solare, con fattore di protezione più consono al vostro fototipo, durante l’esposizione al sole.

Per i bambini, donne in gravidanza o in allattamento consultare il medico prima di prendere l’integratore.  

Dott.ssa in Farmacia Immacolata Soriano

La pelle e il sole – Protezione Leggi l’articolo

Covid_19 - Conosciamolo - La sperimentazione del farmaco Coronavirus -

Covid-19 – Conosciamolo – La sperimentazione del farmaco Coronavirus –

Covid-19 – Conosciamolo – La sperimentazione del farmaco Coronavirus –

Ringrazio la Dottoressa Immacolata Soriano. Il loro aiuto in questo momento è in prima linea.

Protocolli clinici e trattamento farmacologico da corona virus

Il corona virus COVID-19 è stato identificato in China alla fine del 2019.

Il termine corona nasce dall’immagine a corona che lo contraddistingue e visibile al microscopio elettronico a trasmissione.

Il termine virus invece indica la natura della specie patogena che, per poter diffondere, ha bisogno di infettare la cellula ospite.

Il virus è formato da un involucro esterno di natura proteica su cui si evidenziano gli “spike” ovvero proteine specifiche a forma di chiodo che hanno la funzione di legarsi a determinate cellule del nostro organismo e dare inizio così all’infezione.

All’interno dell’involucro vi è il materiale genetico composto da RNA acido ribonucleico a singolo filamento. Il fatto che il virus sia composto da RNA lo rende subito pronto alla replicazione e alla successiva fase di formazione di “virioni” i quali rappresentano i precursori del virus infettante.

Il parassita fa parte della famiglia dei comuni virus influenzali le cui mutazioni genomiche però lo rendono più virulento.

Con il termine virulenza si intende la capacità del parassita di infettare l’ospite e di creare danni.

La caratteristica del COVID-19 è quella di dare in pochi giorni, a quanto studiato sin’ora, nel 10% della popolazione soprattutto oltre i 70 anni grave compromissione polmonare.

Il virus ha in poco tempo contagiato tutto il mondo ed è per questo motivo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato lo stato di pandemia.

Affinché lo stato possa prendere provvedimenti e misure adeguate al fine di contenere l’emergenza e dare assistenza ospedaliera al numero elevato di pazienti che necessitano ospedalizzazione, la protezione civile ogni giorno aggiorna i numeri riguardanti i nuovi contagi, i morti o i guariti.

A proposito di guarigioni, vediamo allora quali sono i protocolli clinici che caratterizzano la malattia e quelli farmacologici utilizzati per curare il virus.

Protocolli clinici

 

I protocolli clinici e farmacologici ad oggi adottati sono in fase di sperimentazione e si basano sull’esperienza cinese e italiana, paesi questi ad oggi maggiormente colpiti.

I protocolli farmacologici sono composti da farmaci antivirali nati per curare altri tipi di virus, come HIV o EBOLA e farmaci antiinfiammatori utilizzati invece per curare altre patologie quali l’artrite reumatoide.

Sono quattro i protocolli clinici che riguardano il COVID-19.

Il primo protocollo riguarda pazienti asintomatici per i quali non sono previsti farmaci.

Il secondo protocollo riguarda pazienti con febbre, che può variare da 37.5°C a 39°C, mal di testa, tremore, stanchezza e sintomi respiratori lievi come tosse secca e dispnea, quest’ultima caratterizzata da respiro faticoso che si traduce in sensazione di mancanza d’aria. Il protocollo farmacologico prevede l’utilizzo di farmaci utili a combattere i sintomi come il paracetamolo per la febbre e farmaci sedativi per la tosse. In più è prevista la quarantena per un periodo di 14 giorni poiché il soggetto in questa fase è contagioso.

Il terzo protocollo riguarda pazienti con sintomi respiratori lievi ma età superiore ai 70 anni e pazienti di qualsiasi età con sintomi respiratori moderati ovvero più gravi del protocollo precedente. Il paziente richiede ospedalizzazione per accertare mediante esame radiografico il grado di interessamento del tessuto polmonare e l’entità delle conseguenti polmoniti derivanti dall’infezione. Il protocollo farmacologico prevede la somministrazione di specifici antivirali e antiinfiammatori particolari e nei casi più gravi il supporto dell’Ossigeno terapia.

Il quarto e ultimo protocollo riguarda i pazienti con ARDS sindrome da distress respiratorio acuto che comporta la compromissione bilaterale polmonare con interessamento degli alveoli.

Gli alveoli sono le più piccole strutture dei polmoni che operano lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica.

Il quadro clinico che ne risulta è quello di forte insufficienza respiratoria, si aggiunge cute cianotica cioè bluastra e problemi al cuore e al cervello.

L’ARDS è una forma di infiammazione polmonare grave che innesca una risposta eccessiva del sistema immunitario. Vengono prodotti in maniera consistente i Linfociti B, ovvero sentinelle specifiche a difesa del nostro organismo, che in questo caso però agiscono in maniera contraria attaccando le cellule del nostro organismo. Il mediatore che li richiama in azione è un mediatore dell’infiammazione e si chiama interluchina-6 che nell’ARDS è prodotto in eccesso.

Il trattamento clinico consiste nell’utilizzo di respiratori che in maniera forzata permettono la ventilazione polmonare. L’utilizzo di antivirali come il protocollo precedente, la somministrazione di antiinfiammatori off-label per bloccare l’interluchina-6 e la somministrazione in taluni casi di antibiotici ne rappresentano invece il protocollo farmacologico.

Un farmaco si definisce off-label quando esso viene impiegato per uno scopo diverso da quello a cui è stato destinato.

Farmaci per COVID-19

 

I farmaci utilizzati per curare COVID-19 sono in fase di studio clinico III e si suddividono in due categorie: antivirali e antiinfiammatori.

Lopinavir e Ritonavir: antivirali utilizzati per l’HIV e appartenenti agli inibitori delle proteasi. L’ attività farmacologica è operata dal Ritonavir che risulta essere poco biodisponibile. Per questo motivo si associa il Lopinavir che funge da booster aumentando la biodisponibilità del Ritonavir. La biodisponibilità rappresenta la concentrazione attiva del principio attivo nel sangue affinché possa dare l’effetto farmacologico. Lo scopo di questi principi attivi è di bloccare le proteasi cioè enzimi che portano alla formazione di virioni. Se l’enzima viene bloccato verranno prodotti virioni immaturi e non infettanti di conseguenza l’infezione rallenta.

Remdesevir: al momento il farmaco si è dimostrato l’antivirale ideale per COVID-19. È sviluppato dall’America grazie alla Gilead Sciences industria biofarmaceutica conosciuta per la produzione del farmaco utile per curare EBOLA. I risultati per EBOLA non sono stati soddisfacenti il farmaco invece sta dimostrando buona efficacia per COVID-19 ed è in fase di test clinico in Cina e in Italia. In Italia è stato utilizzato per curare i primi pazienti ricoverati in terapia intensiva, ora guariti, per esempio allo Spallanzani di Roma.

Remdesevir è un antivirale della classe degli inibitori della sintesi degli acidi nucleici. È sintetizzato come pro-drug quindi molecola non attiva che dopo la somministrazione si trasforma in principio attivo vero e proprio in particolare in un analogo dell’adenosina. L’adenosina è una base nucleotidica cioè un componente del RNA. L’analogo adenosina non è riconosciuto dagli specifici enzimi di traduzione virale e il materiale genetico viene prodotto in meno quantità di conseguenza il virus non può dare origine a virioni infettanti.

Remdesevir è ad oggi importato per motivi compassionevoli questo si traduce semplicemente nel dire che il farmaco è commercializzato per curare altre patologie come EBOLA quindi viene ceduto a scopo di sperimentazione clinica laddove necessario.

Clorochina: utilizzato per combattere la malaria è un farmaco ad azione antireumatica e immunosoppressiva. Il farmaco impedisce la fusione tra virione e membrana cellulare in questo modo il virione non può lasciare la cellula infettata e propagare l’infezione.

Tocilizumab: antiinfiammatorio e immunosoppressore utilizzato per l’artrite reumatoide (AR) malattia caratterizzata da episodi acuti e ricorrenti di infiammazione articolare che causano danno articolare e disabilità progressiva. È un farmaco di cui si sta parlando spesso poiché ha dimostrato in tempi brevi regressione dell’infiammazione in pazienti con protocollo quattro.

Tocilizumab è il principio attivo del farmaco  RoActemra  prodotto da Roche che al fine di combatte la pandemia ha deciso di produrlo a titolo gratuito.

Il farmaco riduce l’infiammazione acuta e cronica diminuendo la produzione di IL-6 mediatore dell’infiammazione. Di conseguenza come detto in precedenza diminuisce il numero dei linfociti T e B, monociti e fibroblasti. È soprattutto l’induzione dei linfociti T che provoca l’infiammazione.

Il farmaco inoltre aumenta i livelli di emoglobina anche essi ridotti dal progredire dall’infezione da COVID-19.

Il farmaco dimostra altresì diversi effetti collaterali i più importanti riguardano il fegato.

La fase di sperimentazione è in continua evoluzione. Il numero dei guariti ogni giorno aumenta a dimostrazione che la scienza sta facendo uno sforzo enorme perché crede e vuole combattere in maniera decisa questa terribile pandemia.

https://www.npsitalia.net/wp-content/uploads/2020/03/protocollo-terapeutico.pdf

https://www.aifa.gov.it/-/aifa-emergenza-covid-19-costituita-unita-di-crisi-coronavirus-

https://en.wikipedia.org/wiki/Remdesivir

©©© Copiare è reato

antiossidanti

Antiossidanti e Radicali liberi

Antiossidanti e Radicali liberi

Ciao a tutti, parliamo di Antiossidanti e Radicali liberi,

parte integrante nella nostra alimentazione, influiscono sui radicali liberi riducendone l’azione. Ho chiesto aiuto a chi ne sa più di me, ringrazio tanto la dottoressa Immacolata Soriano, ha creato un approfondimento semplice per farci capire come il cibo agisce sul nostro organismo. Buona lettura

I radicali liberi

si formano all’ interno delle cellule che compongono il nostro corpo, in organelli chiamati mitocondri, durante i processi metabolici per produrre energia mediante una reazione chimica chiamata “ossidazione”.
I processi metabolici sono utili all’ organismo per degradare, per esempio, quello che mangiamo al fine di trarre energia necessaria per la cellula. Se pensiamo a un comune pasto possiamo subito intuire come, esso sia indispensabile per poter affrontare la giornata, in pratica ci fornisce energia.
Durante il metabolismo cellulare, grazie all’ azione di specifici enzimi presenti nei mitocondri come la superossido dismutasi , i radicali liberi vengono trasformati in perossido di idrogeno: la comune acqua ossigenata, che rappresenta un prodotto tossico e dannoso per le strutture cellulari. A sua volta il perossido di idrogeno, grazie ad altri enzimi catalitici, viene ridotto in ossigeno e acqua. L’ossigeno e l’acqua non rappresentano prodotti finali nocivi del metabolismo e quindi per l’uomo.
I radicali liberi sono molecole instabili poiché possiedono un elettrone spaiato associato all’ atomo di ossigeno e ciò in chimica si traduce in instabilità della specie. La presenza di un elettrone spaiato li porta a reagire con un altro elettrone di altre molecole, quali DNA o lipidi che compongono le membrane delle cellule, causando a sua volta un instabilità a catena. In condizioni normali il suddetto processo a catena è ben contrastato all’ interno della cellula dagli agenti antiossidanti.
La produzione dei radicali liberi aumenta grazie a fattori fisiologici o ambientali. I fattori fisiologici sono rappresentati da: malattie cardiovascolari, artrite reumatoide, stati infiammatori, diete troppo ricche di proteine e di grassi animali. I fattori ambientali invece sono i gas inquinanti, prodotti dalla combustione dei motori e dalle industrie; il fumo di sigaretta è una vera e propria miniera di sostanze chimiche nocive come inoltre l’eccesso di alcool, la troppa esposizione al sole, i farmaci e l’ATTIVITÀ FISICA INTENSA soprattutto nei primi periodi quando il metabolismo viene accelerato.
Molti alimenti e integratori alimentari in vendita nelle farmacie, parafarmacie o erboristerie, riescono a contrastare l’eccessiva produzione dei radicali. Abbiamo tre categorie di antiossidanti: i pigmenti vegetali rappresentati dai polifenoli e bioflavonoidi, le vitamine come la vitamina C, vitamina E e i betacaroteni, gli elementi inorganici e gli enzimi cioè selenio, rame, zinco, glutatione e coenzima Q10..

Analizzando meglio le varie categorie possiamo dire che:

  • I POLIFENOLI sono composti a più anelli di atomi di carbonio e sono presenti in natura nella frutta e nella verdura colorata: verde scuro, giallo, viola, rosso e arancione. Potete trovarli nel: cavolo, nella carota, nella zucca, negli spinaci, nei peperoni, nella lattuga, nei mirtilli, nelle more selvatiche, nelle albicocche, nei meloni, nelle mele e nelll’ uva nera. A proposito di uva nera essa è ricca di resveratrol, un principio attivo dalle capacità antiossidanti per eccellenza.
  • La VITAMICA C stimola il metabolismo cellulare ed è essenziale per la formazione del collagene ossia una proteina fondamentale per mantenere elastici i tessuti delle arterie e del viso. Se infatti facciamo attenzione molte creme sono a base di vitamina C o collagene. Trovate la vitamina nel peperoncino, i peperoni verdi, gli spinaci, i cavolfiori, le carote, i pomodori, i limoni, le arance, i lamponi, le fragole.
  • La VITAMINA E contrasta la formazione di perossido a partire dai grassi. La ritrovate: nella carne, nel latte, nel tuorlo d’uovo, nell’ olio di oliva, di girasole e di lino, nelle noci, nocciole, nella lattuga e negli spinaci.
  • Il BETACAROTENE è il pigmento che colora la frutta e la verdura di rosso, arancio e giallo. Indipendentemente dal colore, tanto più il vegetale ha un colore saturo ed è maturo tanto più contiene antiossidanti. I carotenoidi prevengono la formazione di radicali liberi a livello di lipidi di membrana cellulare. Ciò si traduce nell’alterazione da parte dei radicali della struttura della membrana con conseguente perdita della funzionalità. Trovate i betacaroteni nel tuorlo d’uovo, il latte, i formaggi, la panna, ovviamente nelle carote, nei broccoli, nella bietola, nel radicchio, nella verza, nella zucca nelle albicocche, nelle pesche.
  • I SALI MINERALI: zinco, selenio e rame impediscono anche essi la formazione di radicali liberi a livello dei lipidi di membrana.
    Trovate questi minerali prevalentemente nella carne, nelle uova, nell’ olio di pesce, nei molluschi nei legumi, nelle noci, e nei frutti con guscio in genere.
    Il Coenzima Q10 partecipa alla produzione di energia trasportando l’idrogeno dall’esterno all’ interno del mitocondrio. Ha effetti benefici sul sistema cardiocircolatorio. Lo ritrovate nella carne, nel pesce, nella soia e nelle noci, vegetali in genere.
  • Il GLUTATIONE aiuta a mantenere l’elasticità del collagene della pelle e delle arterie. Un’ altra caratteristica importantissima consiste nel combattere gli effetti tossici dell’alcool e delle sostanze chimiche inalate come i nitriti e i nitrati.


Ogni specie sopra citata è capace di contrastare un particolare radicale libero, si capisce quindi come una dieta ricca e varia sia il segreto per un giusto vivere sano.

ACQUA TERMALE

ACQUA TERMALE

Ciao a tutti, ho conosciuto entrando in farmacia il mondo dell’Acqua termale

Era una giornata di consulenza a cui ero stata invitata dalla mia farmacia di fiducia, alla consulente ho spiegato di cosa avessi esigenza, qualcosa che fosse lenitivo, che passasse il prurito, e che sopratutto rendesse la mia pelle più distesa. La consulente ha aperto il mondo AVENE, spiegandomi il pregio dell’acqua termale e come questa riesca ad incidere sui principi attivi che compongono i prodotti Avene.

Ho iniziato a curiosare in questo mondo documentandomi.

AVENE

nasce nel Parco naturale dell’alta Linguadoca. Borgo avene è un paesino a 350 metri sotto i piedi delle montagne Cevènnes, la sua posizione tra i monti dell’Epinouse e Escandorgue permette di avere un clima ideale e differente sia al paesaggio che alla vegetazione, data l’influenza climatica atlantica e mediterranea.

Un pò di storia

Nel 1736  Monsiuer Pons de Rosset de Rocozels, possedente dei terreni intorno il borgo avene, vide ammalarsi uno dei suoi cavalli, sul suo manto si erano formate delle macchie che non riusciva a curare, lo lasciò libero tra le sue terre. Il cavallo face il bagno e bevve l’acqua della fonte Sainte Odile e guarì

E’ così che nasce la storia  di Avene

Nel 1743 venne costruito il primo stabilimento termale

Nel 1960  il farmacista Pierre Fabre creò il laboratorio che sviluppa oggi un portafoglio di prodotti che comprendono il farmaco etico, e i trattamenti dermo-cosmetici.

L’acqua termale, sgorga direttamente dalla fonte SAINTE-ODILE  da un percorso tra le rocce sotterrane dalla montagna nera, si arricchisce così di minerali e oligo elementi. E’ poco mineralizzata, è inodore, incolore, senza sapore e non ha germi patogeni, ph 7.5,  calcio, magnesio, potassio, sodio, fanno parte delle sue proprietà.

Il laboratorio si dedica alla ricerca e sviluppo dei trattamenti per la cura della: dermatite atopica, psioriasi e cicatrizzazione della pelle.

 

ACQUA TERMALE

ACQUA TERMALE

Tornata a casa provandola l’effetto è stato stupendo, la pelle ha ricevuto il benessere lenitivo dell’acqua, ho struccato il volto senza la sensazione di rossore o pelle che tira, ma il piacevole conforto di una pulizia ottimale.

Linea dermocosmetica a base di acqua termale

Pelli intolleranti quindi il nome Tolèrance Extreme,

pelli soggette al prurito Xeracalm A.D. con una quantità di I-modulia necessaria da poter calmare il prurito, e i CER-OMEGA che contribuisce a ristrutturare la pelle e acqua termale

Per specifiche vi rimando al sito AVENE

Mi hanno regalato delle minitaglie da provare.

In foto in fondo a sinistra in confezione trasparente il gel doccia. Il prodotto doposole che vi consiglio idrata tantissimo e lenisce il prurito anche quello causato dalle zanzare

 il prodotto dal colore verde in photo, è il trattamento per pelli miste-grasse con tendenza acneica, è un gel con cui potersi struccare, si chiama Cleanance gel, viene consigliato dai dermatologi per la pulizia del viso in presenza di acne, ottimo per chi ha punti neri.

La minitaglia trasparente è l’Acqua micellare con cui ci si può struccare viso – occhi,

il resto delle mini taglie è dedicato alle pelli delicate, il latte deteregente dolce e alle pelli intolleranti la lozione. Ambedue usate insieme hanno un’effetto profondo per la pulizia del viso.

Al centro trovata il mascara della linea Couvrnace è fantastico dà volume definisce e incurva, se usate il pennello dal lato concavo da volume incurva le ciglia, il lato convesso separa e definisce le ciglia. Non ha profumo e parabeni, è in due tonalità marrone e nero.

 

 

Trattamenti anti età presente l’acqua termale

ACQUA TERMALE

ACQUA TERMALE

Avene ha diverse linee, questa è l’ultima novità che io adoro e di cui ho tratto beneficio.

PHYSIOLIFIT detto l’architetto anti età della pelle. Lo è davvero, l’azione: distende i tratti, illumina il viso, le rughe sono meno profonde. Agisce attraverso: Ascofilina che migliora la struttura della pelle, ovvero ricarica la pelle di collagene quindi agisce come architetto, i Mono oligomeri di acido ialuronico, stimolano il processo naturale di produzione dell’acido ialuronico riducendo le rughe, Retinaldeide ricarica la pelle di vitamina A, va ad agire in maniera ristrutturante, Pre-tacoferil antiossidante dona luminosità, infine la lenitiva e indiscussa acqua termale. Il trattamento è composto da: linea da giorno in crema per pelli secche, emulsione per pelli miste. Linea da notte balsamo notte levigante, linea Occhi per borse rughe e occhiaie, trattamento di precisione rughe profonde che rimpolpa le rughe a zampa di gallina, della fronte, intra sopraccigliari ecc.

Chiedete consiglio al dermatologo e al farmacista, provate l’acqua termale.

ACQUA TERMALE

ACQUA TERMALE

Grazie a tutti

 

Dragoncello, condimento e medicinale

Dragoncello condimento e medicinale

Dragoncello, condimento e medicinale

Dragoncello, condimento e medicinale

Dragoncello, condimento e medicinale

L’approfondimento sulla pianta aromatica del DRAGONCELLO che ho usato in ricetta PETTO DI POLLO AL DRAGONCELLO

è curato dalla blogger fitoterapiapratica, nel suo articolo a cui vi rimando.

Date un’occhiata alle curiosità che propone il suo blog e ai consigli sui benefici naturali.

La cucina e la natura creano un binomio ottimale per poter gustare e beneficiare dei principi attivi di questa essenza.
Da parte mia un grazie grande per aver preso spunto dalla mia ricetta, alla blogger Fitoterapia Pratica

Buona lettura

Il Dragoncello, condimento e medicinale

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