coronavirus

Calabria le misure per gli esercizi commerciali alzano i contagi

Calabria le misure per gli esercizi commerciali alzano i contagi

Il caso di un nuovo contagio a Vibo Valentia è il riscontro oggettivo che i protocolli non vengono rispettati. L’apertura tra regioni è al momento fuori controllo sanitario.

Il soggetto, lavoratore presso più punti vendita di proprietà dei cosiddetti “Cinesi”, al centro commerciale Vibo center in provincia di Vibo Valentia, era rientrato da Matera da una settimana. Caso vuole che si senta male, si rechi in ospedale, lo ricoverino con la diagnosi di infarto. Effettuano come da procedura il tampone; l’esito dello stesso è positivo, anche il secondo tampone ripetuto risulta uguale!

Questa serie di eventi sono voragini di un sistema pensato male! Non dovrebbero capitare, visti i protocolli e il decreto del 17 maggio 2020. 

Quando il cittadino chiede alle istituzioni e queste non ascoltano per comodità, accade ciò che non deve! Si mette a rischio la vita dei cittadini! Questo virus è una continua scoperta non lascia scelta, ma se si riesce a gestire muore; dipende dalle azioni intraprese! Dipende da quanto vogliamo incidere sul territorio di appartenenza in termini di monitoraggio e intervento, dipende da quanto ci si vuole guadagnare in termini di immagine! Dipende dalla coscienza forse, presente!

Si instaura così, rispetto al contagio, una catena piramidale:

  1. Il soggetto è venuto a contatto con quante persone?
  2. I soggetti con cui collaborava, quante persone hanno incontrato? e a loro volta quante ne hanno incontrate nuovamente?
  3. Dal ceppo primario quanti sottoinsiemi si saranno creati?
  4. Il soggetto rientrante da altra regione ha seguito le procedure previste dalla regione?
  5. Il punto vendita in cui lavorava perchè non è stato posto a controllo durante l’attività?

Sono tutti punti a cui fa capo l’ allegato 10 e 11 del Dpcm del 17 Maggio 2020.

Allegato 10 – Criteri per Protocolli di settore elaborati dal Comitato tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020

I principi cardine che hanno informato ed informano le scelte e gli indirizzi tecnici sono:
1. il distanziamento sociale: mantenendo una distanza interpersonale non inferiore al metro;
2. la rigorosa igiene delle mani, personale e degli ambienti;
3. la capacità di controllo e risposta dei servizi sanitari della sanità pubblica territoriale ed ospedaliera.

Per garantire a tutti la possibilità del rispetto di tali principi è necessario prevedere specifiche misure di sistema, organizzative, di prevenzione e protezione, igieniche e comunicative declinate sullo specifico contesto produttivo e di vita sociale, tenendo presente i seguenti criteri anche facendo riferimento ai documenti di indirizzo prodotti da ISS e INAIL:
  1. Il rischio di aggregazione e affollamento e la possibilità di prevenirlo in maniera efficace nelle singole realtà e nell’accesso a queste
  2. La prossimità delle persone (es. lavoratori, utenti, ecc.) rispetto a contesti statici (es. persone tutte ferme in postazioni fisse), dinamici (persone in movimento) o misti (contemporanea presenza di persone in posizioni fisse e di altre in movimento);
  3. L’effettiva possibilità di mantenere la appropriata mascherina da parte di tutti nei contesti raccomandati;
  4. Il rischio connesso alle principali vie di trasmissione (droplet e contatto) in particolare alle contaminazioni da droplet in relazione alle superfici di contatto;
  5. La concreta possibilità di accedere alla frequente ed efficace igiene delle mani;
  6. L’adeguata areazione negli ambienti al chiuso;
  7. L’adeguata pulizia e igienizzazione degli ambienti e delle superfici;
  8. La disponibilità di una efficace informazione e comunicazione.

Allegato 11 – Misure per gli esercizi commerciali

  1. Mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale.
  2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell’orario di apertura
  3. Garanzia di adeguata aereazione naturale  e ricambio d’aria
  4. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.
  5. Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale.
  6. Uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquiston particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande.
  7. Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalità:

a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie;
b) per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori;
c) per locali di dimensioni superiore a quello della lettera b)l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.

8. Informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.

E’ necessario aumentare i controlli presso le attività commerciali. Alcune attività fanno gioco forza risparmiando sulle strutture e sul personale.

Bisogna avere l’obbligo del tampone mensilmente per tutti gli operatori di servizio commerciale

Chiedo al Presidente di Regione Calabria Jole Santelli, di pensare ai punti che vado ad elencare:

  1. Intensificare i controlli all’interno dei punti vendita attraverso la presenza di ispettori;
  2. Intensificare i controlli attraverso la presenza delle autorità competenti all’esterno dei centri commerciali per verificare che l’affluenza non superi il flusso previsto di assembramento come da protocollo; 
  3. Inserire figure idonee come ausilio di: personale specializzato al commercio per la formazione del personale alle tematiche: Covid-19 – Come e quali metodi gestire in punto vendita in presenza di Covid-19 – Tecniche di vendita Covid-19 – Come affrontare l’assistenza sanitaria in presenza di soggetti positivi sintomatici e asintomatici – 
  4. Obbligo di porre nel punto vendita telecamera atte a monitorare gli ingressi e il numero di ingressi, per rendere possibile la tranciabilità dei soggetti e il traffico presente all’interno dei punti vendita, come da protocollo;
  5. Obbligo del tampone mensile per tutti gli operatori del servizio commerciale;

Tutti questi interventi che certamente richiedono esborso economico dovrebbero essere in parte garantiti dalle istituzioni territoriali regionali. I soldi ci sono! Basta saperli distribuire. 

I protocolli non bastano, servono azioni mirate e concrete. 
Serve l’obbligo della mascherina che abitualmente si sta omettendo! Si sta diffondendo l’omissione di indossare i dispositivi di protezione, di fare assembramenti e di pensare che il virus non ci sia più.

Mettiamoci in testa che:

  • La pandemia esiste
  • Non esiste il vaccino
  • Se il virus si diffonde i contagi aumentano 
  • Il virus è morte
  • Covid-19 non sceglie di che colore politico sei, ma scegli chi vuole!

Vi aggiornerò sul caso. Per ora sono stati posti a tampone anche i dipendenti del punto vendita e i familiari del soggetto interessato.

Vi consiglio di leggere:

Organizzazione mondiale della sanità – Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Covid-19 – Conosciamolo – La sperimentazione del farmaco Coronavirus –

Diario di una quarantena

Conte dichiarazioni al Senato – Intervista a Süddeutsche Zeitung

Conte dichiarazioni al Senato – Intervista a Süddeutsche Zeitung – Verso il 23 Aprile al consiglio europeo.
 
Di Oliver Meiler

Presidente, molti Italiani trovano che il Suo Paese sia stato lasciato solo all’inizio della crisi dai suoi vicini, dai suoi partner storici in Europa. E ne sono irritati. A ragione?

È innegabile che l’Italia si sia trovata sola. Anche Ursula von der Leyen la vede così, a nome dell’UE si è scusata per questo nel suo intervento al Parlamento Europeo. Devo dire che ho molto apprezzato questo gesto.

Proprio Cina e Russia ne hanno approfittato – con Charter pieni di mascherine protettive, apparati respiratori, medici ed esperti, mentre persino la Germania aveva trattenuto le forniture nella prima fase. Che effetto le ha fatto?

Trovo che la solidarietà che alcuni Paesi ci hanno manifestato sia stata troppo fortemente giudicata e interpretata sul piano geopolitico.

A torto, per quanto concerne Cina e Russia?

In realtà, abbiamo ricevuto sostegno morale e concreto da tantissimi Paesi: dall’Egitto, al Qatar a Cuba. Anche dalla Russia e dalla Cina, certamente. La Cina, in considerazione della sua esperienza appena maturata, si è resa disponibile a darci una mano; così come lo eravamo stati noi quando la Cina si trovava nella sua fase più acuta dell’epidemia.

Cuba, Qatar – a proposito dell’Occidente?

Abbiamo ricevuto aiuti concreti anche dagli Usa, da vari paesi europei e dalla stessa Germania che ringrazio per la disponibilità offerta, anche nell’ospitare pazienti italiani nelle proprie strutture ospedaliere.

Tuttavia non ci è voluto molto e da entrambe le parti si sono riscaldati gli animi, sono risorti tra Germania e Italia vecchi luoghi comuni e cattiverie. Lei questo come se lo spiega?

Alcuni luoghi comuni mi fanno sorridere, altri non li trovo affatto divertenti. Tra questi quello di uno Stato spendaccione. A questo riguardo, sottolineo che negli ultimi ventidue anni, ad esclusione del 2009, l’Italia ha registrato un avanzo primario. Questo significa che i governi italiani hanno sempre speso meno di quanto incassato. Il nostro deficit è dovuto alle somme pagate per gli interessi sul debito che abbiamo ereditato dal passato dai tempi della Lira. Quindi, non solo lo Stato italiano non è spendaccione, ma rispetta i criteri europei sul deficit. Invece del 2,2 per cento del PIL che era stato concordato, abbiamo realizzato l’1,6 per cento. E onoriamo sempre regolarmente i propri debiti. Gli addetti ai lavori sanno bene che l’Italia è un pagatore molto affidabile, direi eccellente. L’Italia è anche, come la Germania, un contributore netto nell’UE, anche questo viene spesso dimenticato.

Nel Nord si guarda soprattutto all’immensa montagna del debito italiano.

Sì, anche nel dibattito sul contrasto della crisi domina di nuovo questo errore. Si sostiene che gli Italiani vogliano solo che altri Stati paghino i propri debiti. E’ un’insinuazione più che falsa, sorprendente. La storia, anche quella meno recente, dimostra invece il contrario: che l’Italia è sempre in prima fila quando si tratta di offrire la propria solidarietà ad altri Paesi che debbono ripartire dalle macerie lasciate da eventi epocali, come è stato all’indomani dell’ultimo conflitto mondiale. In quella occasione non offrimmo solo una prova di solidarietà fine a sé stessa, ma esprimemmo una visione del futuro, confermata dalla edificazione del progetto europeo. Anche oggi che siamo tutti colpiti da un evento per il quale nessuno possa fare qualcosa, serve prima di tutto solidarietà gli uni con gli altri. Prima di tutto si tratta di regalare ai nostri figli e nipoti un futuro comune.

A proposito della seconda guerra mondiale: quando gli Italiani sono cattivi verso i Tedeschi, si ricordano sempre della guerra, nel loro risentimento. L’altro giorno un parlamentare ha detto che si è stufi di stare “sotto le imposizioni dei nipoti di Hitler”.

Questo non è un luogo comune, è una sciocchezza, un’idiozia. Quando parlo di cliché, intendo gli stereotipi che evidentemente non si possono eliminare dal mondo, non simili stupidaggini.

Lei dice spesso che questo è un momento decisivo su tutto per l’Europa. Lei dice anche che non si stancherà di lottare finché i Partner non accetteranno debiti comuni – dunque gli Eurobond o i Coronabond. Il 23 aprile si riunisce il Consiglio Europeo. Lei è pronto a bloccare tutto col suo veto, se gli Eurobond non passeranno?

Vede, viviamo il più grave shock dal dopoguerra ad oggi, l’Europa deve dare una risposta all’altezza. Alcune decisioni importanti sono state già prese, come l’intervento della Bce, la sospensione del Patto di stabilità, la costituzione di Sure, i fondi di garanzia della Bei.

… questo è già molto, no?

Sì, ma è ancora troppo poco, se si pensa che abbiamo a che fare con una pandemia che sta mettendo seriamente a rischio il mercato comune. L’Europa si può salvare se pensa in grande, se mostra più coraggio e se proietta lo sguardo oltre i propri confini.

Questo funziona solo con gli Eurobond? Lei sa che le resistenze di alcuni Paesi contro una mutualizzazione dei debiti è molto grande – in Germania, nei Paesi Bassi, in Austria, in Finlandia.

Le nostre economie sono interconnesse. Se un Paese va in difficoltà si crea un effetto domino che va evitato a tutti i costi. Qui serve tutta la potenza di fuoco dell’Unione europea attraverso l’emissione di titoli comuni che consentano a tutti i Paesi di finanziare in maniera equa e adeguata i costi di questa crisi. Non si tratta di mutualizzare il debito passato o futuro, ma solo di finanziare tutti insieme questo sforzo straordinario.

Gli avversari nel Nord temono che questo strumento rimanga.

Non sarà usato un solo euro dei tedeschi per pagare il debito italiano. Questa solidarietà totalmente specifica e temporanea ci rafforzerà enormemente sui mercati. Essa invia anche al mondo un messaggio politico molto potente: l’Europa è solida e unita.

Come farebbero i governi a Berlino e a L’Aja a spiegare ai loro cittadini che è il momento di fare gli Eurobond dopo tutti i no degli ultimi anni?

Non posso certo suggerire io ad Angela Merkel o a Mark Rutte, come parlare ai loro cittadini. Non ho titolo per farlo. Posso solo ripetere che il punto di vista deve cambiare. E deve cambiare adesso. Dobbiamo tutti guardare all’Europa da Europei, il che è accaduto troppo di rado. Spesso ogni comunità nazionale guarda all’Unione europea solo dalla propria prospettiva e pensa di essere in credito con l’Europa, di dare più di quanto riceve. Prendiamo ad esempio la questione delle bilance commerciali: la Germania ha da anni un enorme avanzo commerciale e viene per questo criticata perché esso è più elevato rispetto a quanto prevedano le regole dell’UE. Col suo avanzo l’economia tedesca non fa da locomotiva dell’Europa, bensì da freno. Dobbiamo rafforzare la nostra casa comune e farlo rapidamente per poterci confrontare alla pari con le altre potenze economiche mondiali. Per questo lo strumento giusto è uno strumento finanziario comune, ambizioso ed equo.

Le chiedo di nuovo: se questo non ci fosse, Lei porrebbe il veto?

Sono assolutamente deciso ad impegnarmi non solo per il bene del mio Paese, ma per il bene dell’Europa intera.

Sì o No?

Lascio a Lei l’interpretazione.

Un altro strumento per liquidità aggiuntiva è il MES. In ampie parti della politica italiana il MES è un concetto tossico.

Sì, il MES ha una cattiva reputazione in Italia. Non abbiamo dimenticato che ai Greci nell’ultima crisi finanziaria sono stati imposti sacrifici ben oltre l’accettabile per ottenere crediti. Di qui la mia posizione fondamentalmente scettica.

Anche se esso, come ora viene proposto, fosse per spese mediche e non collegato a condizionalità? Si tratta comunque di circa 35 miliardi di Euro.

Vediamo se la nuova linea di credito nei fatti sarà senza condizioni.

Lei sembra molto scettico. E’ un Europeista convinto?

Non mi appassiono alle categorie dello spirito. Dico solo che le derive nazionaliste fanno male all’Europa tanto quanto l’europeismo ipocrita, che tutto vuol prendere e nulla vuol dare. Quel che serve oggi all’Europa è un europeismo critico, ma costruttivo. Viviamo un momento storico che esige un salto di qualità politico. Con Macron la pensiamo allo stesso modo: siamo convinti che è in gioco il progetto europeo. E non parlo solo delle prossime elezioni, ma dell’idea stessa di Europa.

In Italia cresce il disagio sull’Europa. Negli ultimi sondaggi solo il 35 per cento degli Italiani ripongono le proprie speranze nell’UE.

Questo sentimento nasce dal fatto che ci sentiamo abbandonati proprio dai Paesi che traggono vantaggi da questa Unione. Prendiamo l’esempio dei Paesi Bassi, che col loro dumping fiscale attraggono migliaia di multinazionali – che trasferiscono lì la propria sede – ed ottengono un flusso di entrate fiscali massicce, che vengono sottratte ad altri partner dell’Unione: vengono così sottratti agli altri Stati Membri dell’UE 9 miliardi di euro ogni anno, come riporta un’analisi di Tax Justice Network.

Anche l’Italia trae beneficio dall’appartenenza all’Unione: la BCE ha sottoscritto negli anni passati titoli di debito italiani in grande quantità.

Chiaro, tutti ricevono vantaggi. Dico solo che nessuno si deve raffigurare come il migliore della classe, non ci sono migliori della classe. Una condotta fuori luogo, soprattutto adesso.

L’Italia è stata colpita prima di ogni altro paese europeo da questo virus. Come ha vissuto l’avvento della crisi? Quando si è reso conto che era un evento enorme?

Quando abbiamo deciso di stringere un cordone sanitario intorno a undici Comuni tra Lombardia e Veneto, centro di due focolai. Nella storia della Repubblica italiana non era mai avvenuto. Quando poi il numero di decessi è iniziato a crescere anche in altre zone d’Italia, si è aperta una ferita nel Paese e dentro di noi. Queste immagini di medici e operatori sanitari stanchi e con i volti segnati non le dimenticherò mai.

Le è toccato per primo decidere su limitazioni della vita pubblica mai viste nel mondo democratico occidentale e inimmaginabili solo due mesi prima: anche il lockdown dell’economia è avvenuto per la prima volta in Italia, con tutte le sue conseguenze. Come si vive una tale responsabilità?

Non solo come un Presidente del Consiglio che ha la responsabilità verso 60 milioni di italiani, ma anche come un padre di famiglia che ha doveri nei confronti dei propri figli.

Ciononostante riesce a dormire bene?

Si dorme poco, è un fardello oneroso. Ma ho l’onore di guidare un popolo che ha una storia fatta di tenacia e resistenza, specie nel momento della difficoltà.

I suoi avversari le rimproverano che decide da solo, con apparizioni notturne davanti al popolo.

Sono intervenuto ogniqualvolta ho ritenuto necessario informare e comunicare le decisioni prese. Sono in consultazione permanente con i miei Ministri e col comitato tecnico-scientifico. In Italia la sanità è in mano alle Regioni, abbiamo tessuto un fitto dialogo con tutti. Quando è in ballo la salute del Paese bisogna azzerare le polemiche.

Lei dice spesso che la Storia giudicherà l’operato del governo. Si considera un apripista per altri governi europei? L’hanno copiata in tanti.

Avrei fatto volentieri a meno di questo primato. Ma sono senza dubbio orgoglioso del senso di responsabilità manifestato dagli italiani in questa situazione e della grande risposta che, nel complesso, sta offrendo il nostro sistema sanitario nazionale. Il nostro è diventato un modello di riferimento riconosciuto anche dall’Oms. E’ vero, alla fine sarà la Storia a giudicarci.

Pensa che certi Paesi vicini abbiano sottovalutato i rischi per la salute?

Questa pandemia colpisce tutti indistintamente. Sarebbe irresponsabile sottovalutarla.

Come uscirà l’Italia da questa crisi?

Ci cambierà, ci indurrà a modificare alcune delle nostre abitudini preferite. Ma, allo stesso tempo, sta facendo emergere il profilo migliore della nostra società fatto di competenza, dedizione, capacità di sacrificio, coraggio, altruismo.

Quando pensa che potremo andare di nuovo in un bar per un caffè e stare al bancone?

Prima dobbiamo togliere il lockdown, riavviare le fabbriche. Solo dopo andremo di nuovo al bar.
 
 

 
Il 23 Aprile 2020 il Presidente del Consiglio Italiano rappresenterà l’Italia al Consiglio Europeo.
 
Non è dato sapere, se la nostra nazione sarà venduta all’asta ad un fondo salva stati simile al MES. Anche adesso, appena battute le dichiarazioni al senato, il presidente spiega, ma non afferma.
Non c’è dubbio durante l’intervista al quotidiano tedesco che, sia espressa a chiare lettere, la domanda tendenziosa in buona fede, ai vecchi nazionalismi, del periodo della seconda guerra mondiale, frutto del ricordo della sofferenza di un popolo che, ad oggi, pur fidandosi e porgendo generosità, si è trovato a fare i conti con alcuni stati che, non hanno avuto remora, a non essere solidali verso l’Italia.  
Mi auguro che, il 23 Aprile sia un momento di presenza Italiana in Unione Europea determinante e non sia la vendita delle vacche al mercato europeo.
Personalmente non ho fiducia, non l’ho mai avuto nei confronti di un unione che non appartiene ad alcuna forma passata di lotta per l’unità d’Italia.
E’ già presente la divisione interna tra nord e sud, non tanto ideologica, quanto politica, portando divergenze di crescita differenti nel paese. Figuriamoci gestire la dominanza socio economica di un Unione esterna. 
Buona fortuna presidente!
Non se la prenda se, la sua scelta, non piacerà a molti cittadini italiani. Sà, abbiamo bisogno di certezze e non del mercato delle vacche.
Naturalmente ci saranno i suoi sostenitori a fianco. C’è chi ama la partecipazione al mercato della vendita delle vacche.
Resta comunque un presidente che si aggiunge alla lista della lunga serie di legislatura italiana.
 
In diretta dal senato le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a ridosso del Consiglio Europeo del 23 Aprile 2020
 
©©©
Diario di una quarantena

La spesa in lockdown – Le tenebre del Mes – Diario di una quarantena

La spesa in lockdown – Le tenebre del Mes – Diario di una quarantena

LA SPESA IN LOCKDOWN

Ciao Diario di una quarantena. Dopo un mese di lockdown sono uscita per andare a far spesa. Sensazione stranissima. Devi prima ufficiare al rituale uscita in lockdown perchè sei strettamente super visionata dai controlli esterni:

  • Preparo guanti e mascherina, obbligatori in Calabria;
  • Preparo autocertificazione;
  • Mi bardo come se stessi andando a compiere “mission impossible” e il virus non mi deve riconoscere.

Jeans, camicia nera, piumino, scarpe basse sportive nere. Nel vestirmi, non ho cambiato nulla, il nero rimane il mio colore preferito. Mi trucco in viso, un filo di cipria nude, un pò di colore nude sulle  palpebre, contorno l’occhio con matita kajal nera, dipingo le ciglia con il mascara. Tristemente niente rossetto, sporca la mascherina, niente fondotinta e pensare che mesi fà, non era assolutamente concepibile  per me, uscire senza fondotinta. Tutto dev’essere semplice, pratico, veloce, devo stare attenta che ciò che mi circonda, non deve entrare a contatto con le persone, dev’essere lavabile, o usa e getta. Ormai dopo un mese che resto a casa, sono “abituata” al mio mondo, ovattato dai profumi e abitudini; questo nuovo modo di uscire e  di imporre a me stessa una serie di inclusioni al mio status per via di forze esterne, mi dà fastidio, è una presenza forzata alla libertà individuale. E’ come se avessi un gendarme alla porta che ti aspetta e ti controlla. Riesco in me stessa a passare l’uscio di casa, esco dal portone, il sole è tiepido,  batte sulla scocca dell’auto dando la rifrazione a specchio. Finalmente, caro Diario, sono in auto. Io vivo la maggior parte della giornata con la mia “Principessa”, dalle ore di lavoro, al tempo che dedico per la mia vita Solo guardarla è un’emozione stupenda. Apro lo sportello, mi scontro con il calore che ha riscaldato il cruscotto e la pelle degli interni, mi avvolgono con i loro odore, mi siedo e mi ritorna in mente quella sensazione che ho scelto quando avevo 16 anni, voler guidare per essere libera, indipendente, non è mai cambiata. Inserisco la chiave, collego il cellulare, accendo l’aria per raffreddare l’interno, premo il pulsante di accensione, si avvia un pò goffamente, i giorni di lockdown, anche la mia bella “Principessa”, li sta condividendo con me! La lascio ferma col motore acceso, per ascoltarla, certo non è più come prima, ora devo controllare la voglia di prendere la mia auto ed essere libera di poter raggiungere un posto, un luogo, una persona che desidero vedere, ora accanto, poggiata sul sedile passeggero ho la mascherina e i guanti e ad accompagnarmi l’autocertificazione. Che dirti Diario, ho sentito che, il concetto di libertà, può assumere una caratura più alta, quando viene limitato. Inserisco la marcia e percorro il tragitto piano, ascoltando il rumore delle gomme sull’asfalto che adoro. E’ un fruscio di gomma che si differenzia secondo la strada su cui aderiscono. In lontananza, a sirene spiegate i carabinieri, davanti me altre macchine, ci accostiamo tutte sulla destra, sorpassano quasi volando, in questo periodo la loro vita è cambiata, il rischio è triplicato, chissà dove andavano! Avvicinandomi al centro urbano, uno strano silenzio avvolge, ma non è un silenzio dovuto all’assenza, è un silenzio che comprime l’esistenza del sistema, protagonista assoluta delle abitudini che ci circondano! Ora, siamo in quella fase in cui, dobbiamo capire che, quel continuo modo di fare di un tempo “passato”, ma non lontano, per via della parola “tempo”, è riportato alla parola “passato”. Può essere cambiato da un lento spostamento dell’asse su cui ruotiamo. Prima che il mondo lo comprenda passeranno molte fasi! Ci saranno contrasti, perchè la società vuole nuovamente tutto come prima, poi si accetterà che il nuovo è un’opportunità al presente e solo allora la parola “presente”, farà parte del sistema.

Arrivata al supermercato, prima di scendere dalla macchina, indosso guanti e mascherina per entrare. Prendo il carrello, mi rendo conto che, anche le abitudini di accoglienza al cliente sono variate. C’è un nastro rosso che divide il corridoio in entrata e in uscita, in modo da tenere distanti le persone. Per fortuna non c’è fila all’esterno, quindi entro facilmente. Mi ricordo aver visto in tv le file chilometriche di gente che aspettano distanziate, sono fortunata! Entrando al supermercato, mi sovviene un ricordo abituale che mi lascia attonita, mi aspettavo di vedere le pile di bancali stracolme di merce dopo le festività, perchè tutto dev’essere abbondante, non deve finire, ma mi rendo conto che non ci sono. Il passo è libero, puoi fare la spesa anche con una certa tranquillità, al banco salumi non c’è quella solita interminabile fila che ogni volta mi fa desistere dall’acquisto. Trovare me tra la confusione è come trovare l’ago nel pagliaio. E’ tutto un limite con le dovute distanze, tutto ha un perimetro a strisce rosse. I prodotti a scaffale sono presenti, ciò che prima era in abbondanza, ora è presente nella giusta proporzione. La parte triste è vedere realmente ciò di cui parlano in televisione, manca il banco pescheria, il luccichio argenteo del pesce non c’è, è fermo, le barche e i piccoli gusci, sono ormeggiati! Compro tutto doppio per evitare di uscire, osservo il comportamento di ciascuno di noi, spontaneamente ci distanziamo. Mentre prima del coronavirus, ci ammassavamo a chi prende per prima, ora aspettiamo l’uscita dell’altro dalla corsia per poter entrare. Su alcuni bancali sono appoggiati i sacchi da 5/10 chili di farina, proporzioni di peso che prima, caro diario, come racconto in “Il tuo quaderno di cucina”, li vivevo con papà recandomi al mulino.  Controllo il mio pizzino di carta in cui ho scritto la lista. C’è tutto! Davanti le casse è presente il distributore per sanificare i guanti. Le cassiere sono gentili, non hanno quell’aria tra l’incavolato e lo scocciato di un tempo, tant’è che ho pensato che, l’aria del virus ci porta la sindrome della gentilezza. Vuoi vedere che anzichè litigare possiamo anche essere civili per sbaglio? Metto tutto nel carrello, pago e vado via. Ho fatto la spesa! Senza ansia! Raggiungo la macchina e metto in busta tutto ciò che ho comprato, accanto me ci sono due uomini che parlano di politica, per un attimo ho pensato si fossero messi accanto perchè sapevano che questi argomenti mi piacciono, mentre imbusto li ascolto e così mi faccio compagnia, sentendo i discorsi di torto e ragione tra regione e governo. Poi entro in macchina e via a casa! Io a casa! Io quella che prende la macchina e soltanto perchè ama le ruote non torna prima di sera! Caro Diario in quel momento ho detto a me stessa che potranno togliermi e cambiare tutto, ma io e la mia “Principessa” i 180 km orari li toccheremo sempre!

A casa la spesa ha riempito il frigo, ho trovato un pò di tutto. La spesa è un budget importante in questo periodo, bisogna bilanciarlo tra le offerte da volantino. I soldi non sono tanti. Lo stato ultimamente ha erogato per la classe autonoma 600 euro di bonus, una miseria tra i poveri. Dopo anni di contributi e tasse, in emergenza sanitaria 600 euro è davvero vergognoso! Per non dire del tempo che c’è voluto per avere questi soldi! Da Marzo in cui è stato emesso il decreto, ad oggi, 17 Aprile 2020. Soldi nostri, del popolo. Se ascolti la gente, sembra che, i politici abbiano fatto un favore ad una parte del popolo, quella più sottomessa al tributo! Naturalmente bisognerebbe far capire al popolo che, non è un favore, ma è un diritto, e che ci spetterebbe molto di più. Ad oggi non ho visto un politico tagliarsi lo stipendio! Anzi fanno i vaghi.

Queste settimane sono state alquanto coinvolgenti.  Pasqua e Pasquetta chiusi in casa con gli elicotteri che ronzano sulla testa, direi coivolgente! Se non da libro con titolo; “Storie di un virus e il suo controllore”. Avremo un lockdown fino al 3 Maggio, riapriranno le libreria e i negozi per la vendita di vestiti per bambini e neonati, ripartono le attività produttive silvicoltura e industria del legno. E’ stata nominata una task force che si occuperà della fase 2. Che cos’è? E chi sono? Semplice, per poter riprendere il sistema economico sociale graduatamene e non vi sia uno shock e un impatto sociale drastico, bisogna elaborare dei modelli sociali e di organizzazione al lavoro che rispettino le misure di contenimento che l’emergenza ha causato e che ci ritroveremo nel medio lungo temine. Ti ricordi prima quando ti ho detto del lento spostamento dell’asse su cui ruotiamo, ecco quello, ci studiano e poi prendono le decisioni!

LE TENEBRE DEL MES

In funzione di tutto ciò, quando il presidente del consiglio Conte, inizierà a parlare di Mes! Ah no no! Scusa mi ero dimenticata volutamente! Porca miseria come sono arrivata col pensiero fin qui? Bah casualità! Le misure di cui decide la task force, sono anche in funzione della politica economica dell’unione europea, che il nostro governo deve accettare o non accettare! Ora ti racconto.

C’è stato lo sfodero della spada del nostro beneamato presidente del consiglio, all’insorgere delle opposizioni nella tarda notte del 09 Aprile. Nella “tenebra notte” in cui si batteva la notizia di un accordo da parte dell’eurogruppo di un pacchetto per finanziare il sistema sanitario e la liquidità alle imprese. Insomma un mes chiamato con un’altro nome e mentre Germania e Olanda brindavano,

il popolo del web insorge al Presidente del consiglio e i suoi ministri al grido:

“Traditore hai accettato il MES”.

In realtà, la manifestazione di malcontento alla decisione dell’eurogruppo, è per l’Italia la rivoluzione intrinseca a ciò che il popolo subì negli anni della crisi economica dal 2000 ad oggi. Crisi in cui il popolo si ritrovò azzerato in tutto: risparmio – lavoro – pensioni – 

Oggi la generazione di coloro che hanno 40 anni, cerca di risalire l’aspra montagna fatta di roccia argillosa. Alla prima mossa falsa cadi nel precipizio, per via della sottomissione alle regole Europe.

Questo è ciò che è avvenuto quando il governo Berlusconi vende l’Italia all’Unione Europea, sotto forma di MES nel 2011. L’attuazione della politica austera arriva nelle mani del governo tecnico con a capo Mario Monti, dal 2011 al 2013 . Il popolo scivola lungo il precipizio. Tutto ciò in funzione del fatto che, l’Italia è stata data in mano a qualcosa che si chiama Unione Europea e che oggi mi trova orgogliosa a NON averla scelta! Ne sono purtroppo succube, ma altrettanto combattente all’indipendenza di un “Italia libera”! 

Quindi, caro diario, continuo il racconto e ti pongo all’ascolto di quello che è il “passato” , ciò che prima ti ho descritto come condizionato del “tempo”.

La riduzione del prodotto interno lordo iniziò dal 2006 con la crisi immobiliare americana, il fallimento delle grandi banche e multinazionali americane, portò una recessione globalizzata, che, per via ovvia, implicò un inasprimento delle condizioni economiche e sociali degli stati. In parole semplici, non circolando soldi, lo stato aumenta le tasse, questo si riversa sugli investimenti delle medie e grandi imprese che si ritrovano a sopportare costi esosi, tra cui il costo del lavoro, con una notevole riduzione della domanda di mercato, ma ponendo in essere un’offerta alta. Le stesse industrie, per sostenere i costi, ammortizzano sul costo del lavoro, creando il fenomeno della disoccupazione che in Italia – Grecia – Spagna, quindi i paesi del sud dell’unione europea, si diffonde a macchia capillare, ma nei paesi del nord europa come Germania – Francia – viene arginata in breve tempo. (Non mi spiego, dopo aver letto tanto, come abbiano i paesi del nord europa, magicamente tessuto il sistema economico, rimbalzando la retrocessione con ottimi risultati! Secondo le teorie si parla di didascalie come: capienza minima di deficit accumulato, Pil ricostruito nel breve periodo, partecipazione al fondo MES. Io parlerei del fatto che l’unione europea trova la visione nei fondatori dei paesi del nord europa, in funzione di questo vi sia una specie di manipolazione agli intenti di dominio su alcuni stati, caso vuole che la Grecia più che essere aiutata è stata sottomessa al volere di Bruxelles).

Dobbiamo fare un passo indietro nel tempo. Il potere d’acquisto della nuova moneta, entrante in Italia nel 2000, l’Euro, con valore di cambio di 1936.27, prometteva un auspico e aulico valore macro e micro economico. In realtà negli anni successivi, il valore della vecchia moneta italiana “Lira”, fù rimpianta dal popolo, e non solo, ma anche da chi aveva votato perchè fossimo in unione europea tutti con la stessa moneta, pensando secondo me che, la casa in Francia, costasse meno della casa in Germania, la così detta società borghese. Nel confronto, in termini di potere di acquisto, ci si rese conto che qualcuno in quegli anni ci aveva presi in giro raccontandoci che, con l’euro, non sarebbe cambiato nulla, anzi, che avremmo avuto un potere d’acquisto maggiore rispetto all’attuale moneta svalutata sui mercati, e ne avremmo guadagnato. Quindi il popolo, ingannato come sempre dalle parole saccenti e dalla FIDUCIA data all’uomo politico, abbocca all’euro, ma i fatti lo riportano alla triste realtà da combattere giornalmente. Ci raccontarono che un chilo di pane, che costava 1500 lire, l’avremmo comprato neppure con un euro pieno, perchè valeva di più  e che saremmo potuti andare in America in vacanza, perchè costava di meno, visto che l’euro valeva di più del dollaro! Puoi immaginare la felicità del popolo. Finché non arrivammo all’era del cambio nel 2000! Per magia tutto restò invariato… tranne i prezzi sugli scaffali, che incrementano il PIL, rimasero gli stessi, ma con un potere di acquisto dell’euro inferiore. Un chilo di pane che prima costava 1500 lire, ora lo dovevi compare con 2.00 euro. Quindi partì tra il popolo la “coscienza al costo” e sugli scontrini che, nel 2000 venivano stampati con l’importo in euro e in lire, si notò che, facendo un calcolo, al valore di 1936.27 x 2.00 = 3 872.54 lire, quindi costava tutto il doppio e gli stipendi erano gli stessi, coloro che prima guadagnavano 1800.000 MilaLire, oggi hanno un potere di acquisto pari a 900.000 Lire. In compenso nel corso degli anni e la crisi avvenuta, per poter pagare i debiti che avevamo fatto con l’unione europa per via del fondo salva stati, MES, e salvarci dalla retrocessione, le tasse aumentarono graduatamene, l’europa variava le condizioni di accesso e tassi d’interesse al fondo, non solo, più questa politica variava, più in Italia il popolo veniva messo in povertà. La politica austera di innalzamento graduale delle tasse, portò le  industrie ai  licenziamenti e cassa integrazione. Gli ammortizzatori sociali,  non ebbero un potere determinante per arginare la povertà, tanto più che le condizioni per accedere alla domanda di disoccupazione, erano davvero improponibili rispetto all’offerta di lavoro. Il popolo toccò e a tutt’oggi tocca, la soglia della povertà. Si verificano i casi di impoverimento in numero esponenziale: il fallimento economico per grandi medi e piccoli imprenditori, tra il popolo la mancanza di moneta e la privazione alla dignità personale, portano a numerosi suicidi, atti di isterismo, violenza domestica. Quando l’Unione Europea con Mario Draghi decise di aiutare i paesi in recessione attuando la politica di un fondo salva stati MES, si dimenticò di spiegare agli italiani che dovevano restituire i soldi a tassi d’interesse fissi e variabili, dimenticò di dire che quei tassi avevano e avrebbero avuto un’austerità sulla popolazione e l’impoverimento della stessa. L’approvazione del Mes nel 2012 con il governo tecnico di Mario Monti fù la scelta della legislatura del governo Berlusconi, Ma fù anche la scelta dei governi precedenti che favoreggiarono l’europa unita.

Oggi, con grande orgoglio caro Diario, mi sento fiera di non aver mai votato e di non essere mai stata partecipe a questa unione che ha portato il salasso italiano!

In quegli anni di forte dominanza politica, gli italiani pensavano a racimolare beni materiali per poter affrontare un futuro incerto, erano gli anni in cui si gridava di voler spostare la capitale a Milano ampliandola sempre più e decentrando l’economia, di un ipotetico futuro risanato, all’estremo nord, confinante con l’Unione Europea. Furono gli anni in cui il sud Italia trascinò la sua recessione, dimenticato dalla Stato! La gente del sud era emarginata dal grido “Terroni ladri”. Ma nonostante questo, oggi al sud, si è fieri di combattere la guerra al coronavirus pur non avendo nulla!

Quindi, caro Presidente del consiglio Conte, divenuto oggi per molte donne il recondito desiderio, è vero Salvini e Meloni avranno gridato nelle tenebre:

MA GLI ABISSI SONO STATI SCAVATI IN GRAN SEGRETO TRA LE GROTTE DELL’UNIONE EUROPEA E DECISI DAI GOVERNI ANTECEDENTI 

E’ dalla fine della seconda guerra mondiale che nasce la dipartita di fondare l’unione europea e dal 2000 che manovrate il popolo, direi che ci siamo francamente rotti le palle e non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno se vogliamo uscire dallo strozzinaggio legalizzato e dalla sottomissione a regole che, non sono parte della nostra costituzione. E siccome finchè il popolo potrà esserci, la volontà è sovrana, al grido: “Traditore ci hai venduto approvando il MES”, io rifletterei da politico, non sull’isteria del popolo, come impropriamente menzionata dalla vostra classe politica, ma alla sofferenza che al popolo continuate a voler dare!

ARTICOLO 1 COSTITUZIONE

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Non appartiene all’unione europea!

Caro diario, mi ritrovo nuovamente a cucire la mia bandiera, e come me militiamo in tanti lo stesso desiderio.

A presto!

 

 

©©© Copiare è reato, siamo sempre attenti alle riproduzioni:

Diario di una quarantena

I Buoni Spesa – Diario di una quarantena

I Buoni Spesa – Diario di una quarantena

Ciao Diario di una quarantena,

oggi 29 Marzo 2020, ti voglio raccontare qualcosa che stavo scrivendo nel mio racconto in bozza per poi pubblicarlo. Lo riporto tra queste righe per testimoniare ciò che un giorno i figli racconteranno alla nuova generazione, anche se sarà letto da 1 -2 – 10 o nessuno, ciascuno di noi sarà importante in tutto.

Stamattina, come ogni mattina, ho sentito Mamma al telefono, non è più come prima che sfuggivo alla chiamata per tempo o per voglia di non farlo. Mamma e papà sono blindati a casa, perchè con le mie sorelle abbiamo tanta paura. La loro età è quella degli insegnamenti passati, quella della memoria che negli anni ha lottato per sopravvivere al dopoguerra, oggi è costretta a nascondersi in casa da un nemico invisibile che si accompagna al “silenzio”. Vaga senza timore, ti osserva, ti passa accanto, decide, senza lasciarti la volontà di scegliere ne per un saluto, ne per un abbraccio, hai soltanto il tempo di prendere le tue ceneri e seguirlo.

Mamma ha 78 anni, ha gli occhi verdi e fattezze non mediterranee. E’ bella, come le foto in bianco e nero custodite nei cassetti delle scrivanie a casa, la ritraggono con i capelli lunghi e lisci che la adornano. E’ vestita perfetta, poiché nonno da sarto le ha insegnato a cucire. Sempre distinta, vestita bene, con la grande forza di chi ha dovuto lottare per farcela durante il periodo del dopo guerra, indipendente, lavoratrice di un mestiere che mi ha portato a capire cosa vuol dire cultura, l’insegnamento.

«Pronto».

«Buongiorno, allora oggi c’è il sole li da te?»

«Mamma, si c’è il sole!»

E’ abituata a sentirmi incavolata, sa che è il mio modo di essere. Lei è l’unica che comprende che, questo è proprio lo status che ho scelto per me stessa, mi permette di rimanere sempre razionale. 

«Che c’è, oggi incavolata di nuovo?»

«Sono arrabbiata che è peggio! Per ciò che ci stanno facendo. Dopo che il popolo del sud ha sempre lavorato e sofferto negli anni della crisi, continuano a trattarci come poveracci! Abbiamo perso tutto in un attimo, senza che loro dall’alto avessero consapevolezza di ciò che stava accadendo, prendendo tutto con facilità, portandoci così a rinunciare a noi stessi per proteggerci da un cazzo di virus che abbiamo importato da oltre oceano. Ora non sanno gestire l’economia del paese! Tutto perchè ci hanno imposto a non essere liberi nella nostra patria, obbligandoci ad un europa che io non ho voluto pur votando! Costretti a stare attenti ai colpi di stato della solita Germania che ho conosciuto nei libri di storia e che ho visto mentre percorrevo le stanze del milite ignoto a Roma. Ancora è vivo il ricordo dello sterminio che abbiamo subito, ancora ricordo il sacrificio dei militari in quella sequenza storica fotografica, le innumerevoli testimonianze che finanche nonno ci ha raccontato. Dopo ciò, ora, ci ritroviamo ad affrontare un’organizzazione latente da ciò che è veramente il bisogno del popolo, l’europa. Hai sentito ora dei buoni spesa? La carità al popolo monitorata dai servizi sociali. Monitorati finanche nella povertà! Dividono la società tra chi può morire di fame e chi può ostentare. Pensano che il popolo sia stupido, giocano con la classe debole che si accontenta per necessità. Io non ho voglia di accontentarmi, ho voglia di far crescere la mia terra che è stata sempre messa da parte, non capiscono che alimentano le rivoluzioni. Sono mesi, ancor prima succedesse tutto, che si parla di massoneria! Giocano a carte con l’europa: se non mi dai i soldi che mi servono come ti dico io, per me l’europa finisce; nel frattempo muoiono persone, rischiano la vita medici e infermieri e si espande la pandemia e la crescita economica si allunga sempre di più portandoci alla recessione! Però, dall’alto dell’egocentrismo tra sedie e cravatte, virtù loro storica vuole che: ognuno si fregi di aver lottato per avere la meglio e non disfare l’europa! Poi se il popolo è senza niente, se le aziende per cui lavoravi non riaprono, se le attività che avevi costruito falliscono, di quello un progetto specifico non esiste! Di che viviamo?  Che gli frega! Lo stipendio loro mica se lo sono toccati!»

«Lo so, io e papà abbiamo paura non per noi, ormai noi la nostra vita ce la siamo fatta, erano altri tempi, ma per voi. Mai avremmo potuto pensare di ritornare al tempo del dopoguerra. Questi hanno fatto come un quando ero ragazza io, alle famiglie davano una tessera, con quella tu avevi diritto a comprarti un quantitativo di mangiare, ma non quello di adesso, allora non c’era niente. Pensa noi, grazie al lavoro di nonno come sarto ce la cavavamo bene rispetto chi non aveva nulla, confezionava le divise dei militari, rammendava, cuciva i cappotti per i governanti, gli veniva chiesto di cucire le bandiere all’esercito. Non dimenticherò mai quando nonna mi metteva in mano quella tessera della spesa una volta al mese e mi diceva – vai a prendere le cose che ci danno – io andavo e se serviva lo zucchero ci veniva spezzato da un grosso blocco e dato a grammi, lo stesso il sale, ci veniva distribuito come fossero sassi, la pasta incartata in una carta oliata blu o grigia, tutta pesata, la farina distribuita come fosse oro. Eravamo nove noi a casa, ma ti ripeto, con il lavoro di nonno avevamo la fortuna di una casa, di poter scambiare il lavoro con l’acquisto di animali per mangiare, i soldi non esistevano, li vedevi solo se ti pagavano i militari e i governatori. Siamo tornati così! Bisogna affrontarla, dovete farvi sentire e far capire quello che volete per il vostro futuro, non sottoponetevi a tutto per comodità. E’ così purtroppo, noi possiamo solo chiedervi scusa per avervi dato un mondo così brutto. Hai visto il papa? »

«Mamma, non incominciare con la storia del papa, la chiesa e altro, perchè la gente ha iniziato ad avere le visioni, cercano sempre il di più invece di tenersi con i piedi per terra. Prima i balconi, poi gli abbracci, ora le visioni, è così che distraggono le persone e vengono assuefatte dal pensiero!»

«Lo so che ti da fastidio e che credi come vuoi tu, però il papa ha detto soltanto che il mondo deve cambiare, di unirci e di pregare, perchè la più grande punizione che stiamo ricevendo è toglierci tutto ciò che abbiamo di materiale per sentirci impauriti, smarriti. Noi pensiamo che al di sopra non ci sia altro, ora è arrivato il momento in cui dobbiamo credere e capire che il mondo è un unica terra!»

«Va bene mamma, hai ricominciato con la stessa storia! Un giorno crederò, per ora credo che voglio avere i miei affetti senza che nessuno me li tolga, al resto sono abituata, qui il lavoro è sempre stato un incognita mi ricostruirò come faranno tanti di noi! »

«Non avere paura, stavolta ti dico io a te quello che mi hai detto quando avevi 10 anni  – la paura non esiste – »

«Si va bene mamma, ciao».

Mio nonno cuciva le bandiere per la mia Italia, oggi tu governo cuci la bandiera all’Europa!

 

Diario di una quarantena

Elenco codici allegato 1 modificato – Dpcm 22 Marzo 2020

Di seguito trovate l’Elenco codici allegato 1 modificato – Dpcm 22 Marzo 2020


IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19» e, in particolare, l’art. 3; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 64 dell’11 marzo 2020, che individua le attivita’ del commercio al dettaglio non sospese nonche’ le prescrizioni in materia di attivita’ dei servizi di ristorazione; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 76 del 22 marzo 2020, che individua le attivita’ produttive e del commercio al dettaglio non sospese; Visto, in particolare, l’art. 1, comma 1, lettera a) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020, ai sensi del quale l’elenco dei codici di cui all’allegato 1 puo’ essere modificato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze; Vista la «Classificazione delle attivita’ economiche ateco 2007», adottata dall’Istituto nazionale di statistica – ISTAT e consultabile all’indirizzo https://www.istat.it/it/archivio/17888; Considerata la necessita’ di aggiornare l’elenco dei codici ATECO in modo da consentire, da un lato, la maggior integrazione delle filiere gia’ interessate dall’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020 e, dall’altro lato, la sospensione delle attivita’ non ritenute essenziali; Sentito il Ministro dell’economia e delle finanze;

Decreta:

Art. 1

Modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020

1. L’elenco dei codici di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020, e’ sostituito dall’allegato 1 del presente decreto. 2. Per le attivita’ di seguito elencate si applicano le seguenti ulteriori prescrizioni: a) le «Attivita’ delle agenzie di lavoro temporaneo (interinale)» (codice ATECO 78.2) sono consentite nei limiti in cui siano espletate in relazione alle attivita’ di cui agli Allegati 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 e di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020, come modificato dal presente decreto ministeriale; b) le «Attivita’ dei call center» (codice ATECO 82.20.00) sono consentite limitatamente alla attivita’ di «call center in entrata (inbound), che rispondono alle chiamate degli utenti tramite operatori, tramite distribuzione automatica delle chiamate, tramite integrazione computer-telefono, sistemi interattivi di risposta a voce o sistemi simili in grado di ricevere ordini, fornire informazioni sui prodotti, trattare con i clienti per assistenza o reclami» e, comunque, nei limiti in cui siano espletate in relazione alle attivita’ di cui agli Allegati 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 e di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020, come modificato dal presente decreto ministeriale; c) le «Attivita’ e altri servizi di sostegno alle imprese» (codice ATECO 82.99.99) sono consentite limitatamente all’attivita’ relativa alle consegne a domicilio di prodotti. 3. In conformita’ a quanto previsto dall’art. 1, comma 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020, le imprese le cui attivita’ sono sospese per effetto del presente decreto completano le attivita’ necessarie alla sospensione entro il 28 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.

Art. 2

Disposizioni finali 1. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 26 marzo 2020.

Roma, 25 marzo 2020 Il Ministro: Patuanelli Registrato alla Corte dei conti il 25 marzo 2020 Ufficio di controllo sugli atti del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero delle politiche agricole, reg. n. 161

File name : elenco-attività-aggiornato-decreto-22-marzo.pdf

Scaricalo da link – Modifica dell’elenco dei codici di cui all’allegato 1 del decreto 22 marzo 2020

Link – Decreto 22 Marzo 2020 – Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

 

Diario di una quarantena - 25 Marzo 2020 - Lo sbarco bloccato - Italia divisa

Diario di una quarantena – 25 Marzo 2020 – Lo sbarco bloccato – Italia divisa

Diario di una quarantena – 25  Marzo 2020 – Lo sbarco bloccato – Italia divisa

Ciao Diario di una quarantena,

ho appena terminato di scrivere l’articolo sul blog riferito all’ultimo decreto di contenimento che chiude diverse attività industriali…

No no aspetta !…

Ho sbagliato a scrivere, non è l’ultimo decreto! Ci saranno altri colpi di scena!

Sono rimasti davvero in pochi a lavorare, oltre medici e infermieri, gli autotrasporti rischiano la loro vita giornalmente. I corrieri resistono ancora per poco, sono piccoli grandi soldati che corrono per recapitare ciò che è utile e garantire la continuità di una filiera del lavoro attivo e di vita sociale ormai spezzata. Anche loro si preparano alla cassa integrazione.

Aleggia aria di contrasto politico – sociale, per via delle mille decisioni prese e non ancora realmente attuate. Gli aiuti al popolo decretati non sono realmente attivi. Il sito dell’inps, a tutt’oggi 25 Marzo, non è operativo rispetto le domande da presentare per garantire gli ammortizzatori sociali. Tutto ciò porta a non far entrare soldi a casa.

La classe operaia traballa a casa. La classe ricca è a casa ma col gruzzoletto. Naturalmente nessuno dei nostri parlamentari ha rinunciato al suo stipendio o ad abbassarsi il fruttuoso onorario che il popolo italiano paga mensilmente.

La mia domanda è? Ora che nessuno è in grado di pagare le tasse dove prenderete i soldi per i vostri lussi? Ma la risposta la ho!

Lo sfruttamento dell’europa in termini economici serve anche a garantire la classe politica. Cascano sempre in piedi! Come fù durante il dopo guerra, faranno in modo che, il popolo, si accontenti di farina, allevamento e agricoltura per potersi sfamare. La media del paniere dei beni parla chiaro, l’articolo più venduto è: farina e acqua, la carne a costo basso il pollame, la frutta e verdura scalano la classifica. Rimarrà nel tempo anche la possibilità di investire nel piccolo artigianato che rifiorirà. Tutto in una prospettiva futura di crescita, non per il sud, ma per il ricco nord che guarda tra: il monte bianco e il monte rosa, l’europa.

Ecco perchè, anche questa volta, il governo ha aperto una voragine disastrosa tra nord e sud, l’esodo che riparte per la terza volta. Come in una buona armata pronta al combattimento i comandanti si posizionano. I presidenti delle regioni del sud cercano di chiudere le regioni con le ordinanze ed evitare la contaminazione. Si rischia il tracollo completo del mezzogiorno, uno sterminio di razza che non avrebbe uguali, al sud gli ospedali non garantiscono capienza e supporto alla sanità. L’impegno costante dei sindaci e della regione, in questi giorni ha portato in calabria la realizzazione:

  • 21 Marzo 2020 –   struttura modulare area adiacente Azienda Ospedaliero Universitaria Mater Domini di Catanzaro. La struttura conterrà 80 nuovi posti terapia intensiva e subintensiva si potranno gestire in sinergia con il policlinico ulteriori 1000 casi di possibile contagio. Questi nuovi posti letto si andranno ad aggiungere ai 141 allestiti negli scorsi giorni in tutta la regione.
  • 340 i medici che hanno dato disponibilità per essere impiegati durante l’emergenza Coronavirus in Calabria.
  • ASP avviato le graduatorie degli idonei per l’assunzione, sempre a tempo determinato, di 270 infermieri e 200 Oss oltre che a biologi e tecnici di laboratorio.

L’ordinanza più importante della regione è emessa il 20 Marzo, la Calabria è chiusa, chiunque entri o esca dal territorio lo deve fare con comprovate motivazioni. Ciò non è sufficiente a bloccare le fughe incoscienti verso il sud

Il 22 Marzo, il presidente della regione Calabria rilascia questo comunicato:

Sono felice che il governo abbia compreso le preoccupazioni del Sud ed abbia cercato di porvi rimedio varando un’ordinanza del ministero dell’Interno e della Salute che vieta a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi in un comune diverso da quello in cui si trovano, quindi di evitare “fughe verso Sud”. La Calabria aveva necessità di risposte concrete per evitare nuovi contagi.Ringrazio il Presidente Tajani ed i colleghi parlamentari e consiglieri regionali che ieri ed oggi hanno fatto ‘squadra Calabria’ per raggiungere il risultato. Ringrazio il Ministro Lamorgese ed il Ministro Speranza che hanno subito compreso la gravità delle nostre preoccupazioni.Si tratta di una vittoria per la Calabria, ma anche per tutto il Sud Italia che rischiava di dover fronteggiare una nuova ondata di arrivi che avrebbe reso più critica la situazione attuale.

Tutto ciò non è bastato. A oggi, ti assicuro caro diario, l’esodo è sbarcato nel regno delle due Sicilie. L’affluenza delle macchine ha raggiunto l’apice a Villa San Giovanni notte del 22, quando, chiunque, con motivazioni più o meno certe di veridicità, traghetta, ma questa volta non sono solo residenti italiani al sud, ma anche gli stranieri da oltre Alpi. Viaggiatori sconclusionati riescono a passare il confine italiano e comodamente percorrere lungo tutta la penisola per riuscire ad imbarcarsi allo stretto.

La mia domanda è: come ha fatto questa gente a passare il controllo alle frontiere e poi percorrere l’autostrada da nord verso sud e passare nei vari caselli autostradali? Possibile, lungo il percorso, non ci sia mai stata una volante della stradale? In Italia non esistono telecamere lungo i percorsi autostradali da segnalare anomalie? Dove sono i Ministri?

Sembra l’Italia dei persi per caso!

Fatto sta che, i viaggiatori senza titolo di viaggio autodichiaranti, per decreto pinco pallo, arrivano alla soglia delle stretto. Alcuni sbarcano in Sicilia, altri rimangono intrappolati tra le dodici zampe, presi a morsi dalle grandi fauci dalle sei teste di cane di Scilla. Cariddi li rifiuta.

Il sindaco di Messina, impavido guerriero, scende a difendere il suo popolo, non li vuole! Ha ragione! Accanto a lui, il presidente della regione Sicilia dichiara che, dev’essere lo stato ad intervenire e sbloccare la situazione, poichè è il medesimo ad averla creata!

Il sud delle due Sicilie, non è terra di sbarco per coloro che hanno scelto di andare via, non è solo la terra del sole e del mare e del tutto gratis per via di mamma e papà, è la terra che ha bisogno, da parte di tutti rispetto e sopratutto che lo Stato sia presente, o che lasci liberi Scilla e Cariddi.

La lotta del sindaco di Messina De Luca ha la meglio, vengono bloccate le macchine che non sono in regola con il decreto. Lo stato è muto, non interviene, lascia solo il sindaco della città metropolitana a far fronte al problema, un sindaco  che, si dimostra all’altezza della situazione e cerca di far rientrare l’ordine al blocco. Distribuisce, con la collaborazione del sindaco di Villa San giovanni, del prefetto e della protezione civile, ristoro alle famiglie accampate in macchina, sposta lo sbarco dei tir su Reggio calabria. La polizia è in assetto anti sommossa.

Tra la voce lecita dei sindaci e la voce mesta del popolo, si attua decisivamente il blocco dei traghetti dall’intrepida Scilla. La screanzata decisione degli adulti purtroppo coinvolge anche i bambini, mettere a rischio la vita dei propri figli, è l’ennesimo atto di egoismo che l’essere umano compie! Passano le ore, si raggiunge un compromesso tra le parti delle due sponde, il sindaco De Luca e il presidente di regione ammettono il rientro in sicilia di donne e bambini, restano in calabria 90 macchine, un centinaio di persone vengono messe in quarantena a Villa San Giovanni, ne dà comunicato il sindaco Falcomatà:

Sto scortando personalmente con l’ausilio della Polizia Municipale, della Polizia Metropolitana, della Guardia Costiera e della Questura di Reggio Calabria le prime 150 persone, tutte residenti in Sicilia, che rientreranno a casa dal porto di Reggio per motivi di sicurezza.

Finalmente questa assurda situazione si è sbloccata grazie all’intervento dei Ministri Lamorgese, De Micheli, Boccia e del Presidente dell’Anci Decaro.

Trovo sinceramente vergognoso che ancora rimangano 80 persone in Calabria perchè chi di dovere non è capace di assumersi la responsabilità di decidere.

La politica è una cosa seria, non è uno show. Chi ancora non riesce a comprenderlo, sta mettendo a serio rischio la salute e la sicurezza di un popolo, quello reggino, che con enormi sacrifici e tanta responsabilità, sta rispettando le regole fin dall’inizio di questa complicata emergenza.

Le persone non si respingono come pacchi. Finalmente sblocchiamo una situazione che ha messo in discussione la dignità di ogni essere umano. Non è possibile che più di 200 persone, tra le quali tanti bambini, siano lasciate per quasi 36 ore su una banchina portuale, senza possibilità di andare in bagno, senza viveri, ostaggio di istituzioni incapaci di far rispettare le loro ordinanze e i loro decreti.

E’ ricomparso timidamente lo Stato, sbagliando nelle decisioni.

Fosse stato per me, caro diario, non avrei concesso alcuno sbarco ne ospitalità, ognuno sarebbe tornato da dov’è partito.

Ora in calabria ci troviamo ad avere un focolaio attivo altamente pericoloso in una zona strategica della provincia di Reggio Calabria.

E’ così che, per l’ennesima volta, lo stato riesce a cavarsela dalla sommossa!

A parere mio non hanno capito cosa sta accadendo!

Non hanno capito che le regioni del sud si sono stancate dell’ indifferenza dello Stato ai problemi interni.

Che, il popolo del sud, ha gli stessi diritti, in termini di risorse, come il nord.

E’ finito il tempo in cui si faceva apparire il sud come il luogo in cui il popolo non vuole crescere, per poi parcheggiarlo nell’oblio della parole: Mafia e Ndrangheta.

Il tempo in cui ci hanno messo allo scarto e ci chiamavano terroni e ladri è terminato, perchè questi termini non sono nati dal nord per caso, ma da gente fatta entrare in parlamento a cui è stato dato il libero arbitrio a denigrarci.

Non hanno saputo osservare che, è terminato il tempo dell’indifferenza che hanno usato, quando tra Dicembre e Gennaio il magistrato Gratteri ha liberato la calabria da una parte di oppressione, restituendo legalità e lo stato non ha fatto cenno di merito, neppure durante la manifestazione svoltasi per il nostro encomiabile magistrato.

In serata del 24 Marzo, il colpo di scena dell’annuncio di un nuovo decreto che in aggiunta inasprisce le sanzioni a chi viola le misure di contenimento, l’ammenda sale vertiginosamente al tetto dei 3 mila euro. Lo stato racimola nella disgrazia dal popolo obbligato a rinchiudersi a casa per mancanza di attenzione, preparazione e intervento al virus cinese.

Che dirti caro diario, è Italia, quella fatta di un’immensa storia e di tanti governi irrisori, quella che amo per la sua bellezza, ma che vorrei avesse un pò dell’America.

E’ il principio del lento sfilare della pelle del serpente quando muta, la trascina su di se fino staccarla completamente senza accorgersene. Ecco l’Italia oggi.

Ti allego caro diario il documento che spiega: cos’è il corona virus e la sperimentazione dei farmaci di cui abbiamo sentito parlare, per alcuni casi risulta abbia salvato vite!

Covid-19 – Conosciamolo – La sperimentazione del farmaco Coronavirus –

A presto

Presidente Regione Calabria - Ordinanza 20 Marzo 2020 - Convid-19

Presidente Regione Calabria – Ordinanza 20 Marzo 2020 – Convid-19

Presidente Regione Calabria – Ordinanza 20 Marzo 2020 – Convid-19

Di seguito il comunicato della Presidente Regione Calabria, Jole Santelli, in merito alle disposizioni per: la prevenzione e il contenimento dell’emergenza sanitaria in corso.

Oggi ho firmato un’ulteriore ordinanza per la prevenzione e il contenimento dell’emergenza sanitaria in corso. Sono ancora in tanti, infatti, coloro che affrontano con superficialità questo momento, mettendo a repentaglio la propria salute e quella degli altri calabresi.
Pertanto l’ordinanza prevede che fino al 3 aprile sono consentiti esclusivamente: gli spostamenti individuali temporanei con comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute ovvero le esigenze primarie delle persone, svolte nel tempo strettamente indispensabile.
Nell’ordinanza è contenuto un riferimento agli spostamenti con gli animali da affezione che sono consentiti solo in prossimità della propria abitazione.
Le uscite per gli acquisti essenziali, ad eccezione di quelle per i farmaci, vanno limitate ad una sola volta al giorno e ad un solo componente del nucleo familiare. L’eventuale presenza di accompagnatori può essere consentita esclusivamente per motivi di salute o di lavoro, secondo quanto indicato.
È vietata la pratica di ogni attività motoria e sportiva all’aperto, anche in forma individuale. Nel caso l’attività motoria, o la passeggiata, sia connessa a ragioni di salute, dovrà essere effettuata in prossimità della propria abitazione ed evitando ogni possibile compresenza di altre persone.
L’ordinanza prevede anche il divieto dell’uso di apparecchi da intrattenimento e per il gioco nelle rivendite di tabacchi.
Tutti gli esercizi commerciali dovranno osservare la chiusura domenicale, fatta eccezione per le farmacie di turno e le edicole.
Ai sindaci è lasciata la facoltà di disporre, tramite una propria ordinanza, riduzioni dell’orario di apertura al pubblico degli esercizi commerciali, fatta eccezione per chi vende prodotti alimentari e per le farmacie.
Ai trasgressori, alla luce della potenziale esposizione al contagio, si applica comunque la misura immediata della quarantena obbligatoria per 14 giorni, attraverso il Dipartimento di Prevenzione dell’ASP territorialmente competente, con le modalità già previste dai precedenti provvedimenti regionali, richiamati nella presente Ordinanza.

In funzione di questa ordinanza è coscienza individuale rispettare la propria salute e non mettere in pericolo la vita altrui. Se esco sono un possibile portatore di virus. Rientrando a casa, durante i miei spostamenti, sto mettendo in pericolo la vita della collettività, così come sta succedendo in queste ore ad innumerevoli persone che, dal nord sono scese al sud, ora hanno la consapevolezza di aver compromesso la vita dei propri cari e l’unica cosa che rimane è aggrapparsi alla speranza, piangere non serve. Nella vita bisogna essere responsabili e coscienti delle proprie scelte, il mondo non è la globalizzazione dell’egoismo, ma il mantenimento dell’altruismo verso l’individuo, in simbiosi con la natura. Se io esco posso morire. La parola pandemia, è l’attenta riflessione al fatto che, non è essenziale mettermi ore e ore davanti al supermercato, non è indispensabile costringere il cane a fare pipì per forza, posso rinunciare alla corsa, perchè poi correrò quanto voglio e sopratutto, rispetto chi sta lavorando per me. I sindaci calabresi e la presidente Jole Santelli stanno cercando di difenderci dal massacro e dalla perdita dei nostri cari. Siate responsabili, perchè in questo periodo, in concomitanza e con immenso sbaglio da parte del nostro esecutivo, la transumanza al sud sta portando nel picco dell’epidemia MORTE. Non è un gioco, non è un dispetto ai politici, non è permessa la ribellione alle regole.

La presidente della regione ha accordato l’appello di tanti di noi e in data 20 marzo ha inviato formalmente la richiesta dei militari sul territorio al presidente consiglio Conte. Tutto ciò accade per mancanza di responsabilità. La calabria ha bisogno di chiudersi in lunghezza e larghezza e difenderci dalla sanità che in questi anni è stata il bersaglio della trascuranza politica che ha elogiato il sistema sanitario del nord e penalizzato il sud.

State a casa, trovate pace interiore in voi stessi, perchè sembrate malati psicologicamente. Le smanie sono una forma claustrofobica di evadere dal proprio io.  In sintesi non state bene. Impegnatevi a chiedere ciò che può essere costruttivo ai nostri sindaci per le nostre città.

Chiedo alla Presidente Santelli, come già fatto in un twitt, di:

  • espandere esternamente i nostri ospedali con sale rianimazione,
  • ridurre il tempo di attesa per la ricezione dei ventilatori
  • far arrivare ciò che è necessario ai medici per proteggersi: mascherine tute ecc.
  • e sopratutto non portare al nord ciò che serve al sud, ma difenderlo!

Apriamo tutti la mente! Leggete l’ordinanza, magari trovate risposte alla domanda. Ma se mi dimentico di prendere la mollica posso uscire un’attimo?; Ma se il cane sta davanti la porta e mi dispiace vederlo così lo posso fare uscire ogni due ore?

Dai su è vergognoso!

Impegnate la mente a chiedere che venga tutelata la vostra salute!

File name : news_pdf.pdf

File name : ORDINANZA-DEL-PRESIDENTE-DELLA-REGIONE-N.12-DEL-20-MARZO-2020.pdf

Decreto legge 17 marzo 2020 n.18. Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19

Decreto legge 17 marzo 2020 n.18. Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19

Decreto legge 17 marzo 2020 n.18. Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Di seguito il decreto, vi annoto alcuni punti che risultano essere salienti e rispondono ad alcune domande che ci siamo posti.

Il decreto prevede:

Titolo I
Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale

  • Titolo II
    Misure a sostegno del lavoro
    Capo I
    Estensione delle misure speciali in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale
  • Capo II
    Norme speciali in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori

Titolo III

Misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario

Titolo IV
Misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese

Titolo V
Ulteriori disposizioni

  • Capo I
    (Ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza derivante dalla diffusione del Civ-19)

Un’articolo interessante!

Art. 15
(Disposizioni straordinarie per la produzione di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale)
1. Fermo quanto previsto dall’articolo 34 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, per la gestione dell’emergenza COVID-19, e fino al termine dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, è consentito produrre, importare e immettere in commercio mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale in deroga alle vigenti disposizioni.
2. I produttori e gli importatori delle mascherine chirurgiche di cui al comma 1, e coloro che li immettono in commercio i quali intendono avvalersi della deroga ivi prevista, inviano all’Istituto superiore di sanità una autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche
delle mascherine e dichiarano che le stesse rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Entro e non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione le aziende produttrici e gli importatori devono altresì trasmettere all’Istituto superiore di sanità ogni elemento utile alla validazione delle
mascherine chirurgiche oggetto della stessa. L’Istituto superiore di sanità, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato nel presente comma, si pronuncia circa la rispondenza delle mascherine chirurgiche alle norme vigenti.
3. I produttori, gli importatori dei dispositivi di protezione individuale di cui al comma 1 e coloro che li immettono in commercio, i quali intendono avvalersi della deroga ivi prevista, inviano all’INAIL una autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche
dei citati dispositivi e dichiarano che gli stessi rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Entro e non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione le aziende produttrici e gli importatori devono altresì trasmettere all’INAIL ogni elemento utile alla validazione dei dispositivi di protezione individuale oggetto della stessa. L’INAIL, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato nel
presente comma, si pronuncia circa la rispondenza dei dispositivi di protezione individuale alle norme vigenti
4. Qualora all’esito della valutazione di cui ai commi 2 e 3 i prodotti risultino non conformi alle vigenti norme, impregiudicata l’applicazione delle disposizioni in materia di autocertificazione, il produttore ne cessa immediatamente la produzione e all’importatore è fatto divieto di immissione in commercio.

File name : decreto-17-marzo-2020-misure-a-sostegno.pdf

#iorestoacasa

Covid_19 - Conosciamolo - La sperimentazione del farmaco Coronavirus -

Covid-19 – Conosciamolo – La sperimentazione del farmaco Coronavirus –

Covid-19 – Conosciamolo – La sperimentazione del farmaco Coronavirus –

Ringrazio la Dottoressa Immacolata Soriano. Il loro aiuto in questo momento è in prima linea.

Protocolli clinici e trattamento farmacologico da corona virus

Il corona virus COVID-19 è stato identificato in China alla fine del 2019.

Il termine corona nasce dall’immagine a corona che lo contraddistingue e visibile al microscopio elettronico a trasmissione.

Il termine virus invece indica la natura della specie patogena che, per poter diffondere, ha bisogno di infettare la cellula ospite.

Il virus è formato da un involucro esterno di natura proteica su cui si evidenziano gli “spike” ovvero proteine specifiche a forma di chiodo che hanno la funzione di legarsi a determinate cellule del nostro organismo e dare inizio così all’infezione.

All’interno dell’involucro vi è il materiale genetico composto da RNA acido ribonucleico a singolo filamento. Il fatto che il virus sia composto da RNA lo rende subito pronto alla replicazione e alla successiva fase di formazione di “virioni” i quali rappresentano i precursori del virus infettante.

Il parassita fa parte della famiglia dei comuni virus influenzali le cui mutazioni genomiche però lo rendono più virulento.

Con il termine virulenza si intende la capacità del parassita di infettare l’ospite e di creare danni.

La caratteristica del COVID-19 è quella di dare in pochi giorni, a quanto studiato sin’ora, nel 10% della popolazione soprattutto oltre i 70 anni grave compromissione polmonare.

Il virus ha in poco tempo contagiato tutto il mondo ed è per questo motivo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato lo stato di pandemia.

Affinché lo stato possa prendere provvedimenti e misure adeguate al fine di contenere l’emergenza e dare assistenza ospedaliera al numero elevato di pazienti che necessitano ospedalizzazione, la protezione civile ogni giorno aggiorna i numeri riguardanti i nuovi contagi, i morti o i guariti.

A proposito di guarigioni, vediamo allora quali sono i protocolli clinici che caratterizzano la malattia e quelli farmacologici utilizzati per curare il virus.

Protocolli clinici

 

I protocolli clinici e farmacologici ad oggi adottati sono in fase di sperimentazione e si basano sull’esperienza cinese e italiana, paesi questi ad oggi maggiormente colpiti.

I protocolli farmacologici sono composti da farmaci antivirali nati per curare altri tipi di virus, come HIV o EBOLA e farmaci antiinfiammatori utilizzati invece per curare altre patologie quali l’artrite reumatoide.

Sono quattro i protocolli clinici che riguardano il COVID-19.

Il primo protocollo riguarda pazienti asintomatici per i quali non sono previsti farmaci.

Il secondo protocollo riguarda pazienti con febbre, che può variare da 37.5°C a 39°C, mal di testa, tremore, stanchezza e sintomi respiratori lievi come tosse secca e dispnea, quest’ultima caratterizzata da respiro faticoso che si traduce in sensazione di mancanza d’aria. Il protocollo farmacologico prevede l’utilizzo di farmaci utili a combattere i sintomi come il paracetamolo per la febbre e farmaci sedativi per la tosse. In più è prevista la quarantena per un periodo di 14 giorni poiché il soggetto in questa fase è contagioso.

Il terzo protocollo riguarda pazienti con sintomi respiratori lievi ma età superiore ai 70 anni e pazienti di qualsiasi età con sintomi respiratori moderati ovvero più gravi del protocollo precedente. Il paziente richiede ospedalizzazione per accertare mediante esame radiografico il grado di interessamento del tessuto polmonare e l’entità delle conseguenti polmoniti derivanti dall’infezione. Il protocollo farmacologico prevede la somministrazione di specifici antivirali e antiinfiammatori particolari e nei casi più gravi il supporto dell’Ossigeno terapia.

Il quarto e ultimo protocollo riguarda i pazienti con ARDS sindrome da distress respiratorio acuto che comporta la compromissione bilaterale polmonare con interessamento degli alveoli.

Gli alveoli sono le più piccole strutture dei polmoni che operano lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica.

Il quadro clinico che ne risulta è quello di forte insufficienza respiratoria, si aggiunge cute cianotica cioè bluastra e problemi al cuore e al cervello.

L’ARDS è una forma di infiammazione polmonare grave che innesca una risposta eccessiva del sistema immunitario. Vengono prodotti in maniera consistente i Linfociti B, ovvero sentinelle specifiche a difesa del nostro organismo, che in questo caso però agiscono in maniera contraria attaccando le cellule del nostro organismo. Il mediatore che li richiama in azione è un mediatore dell’infiammazione e si chiama interluchina-6 che nell’ARDS è prodotto in eccesso.

Il trattamento clinico consiste nell’utilizzo di respiratori che in maniera forzata permettono la ventilazione polmonare. L’utilizzo di antivirali come il protocollo precedente, la somministrazione di antiinfiammatori off-label per bloccare l’interluchina-6 e la somministrazione in taluni casi di antibiotici ne rappresentano invece il protocollo farmacologico.

Un farmaco si definisce off-label quando esso viene impiegato per uno scopo diverso da quello a cui è stato destinato.

Farmaci per COVID-19

 

I farmaci utilizzati per curare COVID-19 sono in fase di studio clinico III e si suddividono in due categorie: antivirali e antiinfiammatori.

Lopinavir e Ritonavir: antivirali utilizzati per l’HIV e appartenenti agli inibitori delle proteasi. L’ attività farmacologica è operata dal Ritonavir che risulta essere poco biodisponibile. Per questo motivo si associa il Lopinavir che funge da booster aumentando la biodisponibilità del Ritonavir. La biodisponibilità rappresenta la concentrazione attiva del principio attivo nel sangue affinché possa dare l’effetto farmacologico. Lo scopo di questi principi attivi è di bloccare le proteasi cioè enzimi che portano alla formazione di virioni. Se l’enzima viene bloccato verranno prodotti virioni immaturi e non infettanti di conseguenza l’infezione rallenta.

Remdesevir: al momento il farmaco si è dimostrato l’antivirale ideale per COVID-19. È sviluppato dall’America grazie alla Gilead Sciences industria biofarmaceutica conosciuta per la produzione del farmaco utile per curare EBOLA. I risultati per EBOLA non sono stati soddisfacenti il farmaco invece sta dimostrando buona efficacia per COVID-19 ed è in fase di test clinico in Cina e in Italia. In Italia è stato utilizzato per curare i primi pazienti ricoverati in terapia intensiva, ora guariti, per esempio allo Spallanzani di Roma.

Remdesevir è un antivirale della classe degli inibitori della sintesi degli acidi nucleici. È sintetizzato come pro-drug quindi molecola non attiva che dopo la somministrazione si trasforma in principio attivo vero e proprio in particolare in un analogo dell’adenosina. L’adenosina è una base nucleotidica cioè un componente del RNA. L’analogo adenosina non è riconosciuto dagli specifici enzimi di traduzione virale e il materiale genetico viene prodotto in meno quantità di conseguenza il virus non può dare origine a virioni infettanti.

Remdesevir è ad oggi importato per motivi compassionevoli questo si traduce semplicemente nel dire che il farmaco è commercializzato per curare altre patologie come EBOLA quindi viene ceduto a scopo di sperimentazione clinica laddove necessario.

Clorochina: utilizzato per combattere la malaria è un farmaco ad azione antireumatica e immunosoppressiva. Il farmaco impedisce la fusione tra virione e membrana cellulare in questo modo il virione non può lasciare la cellula infettata e propagare l’infezione.

Tocilizumab: antiinfiammatorio e immunosoppressore utilizzato per l’artrite reumatoide (AR) malattia caratterizzata da episodi acuti e ricorrenti di infiammazione articolare che causano danno articolare e disabilità progressiva. È un farmaco di cui si sta parlando spesso poiché ha dimostrato in tempi brevi regressione dell’infiammazione in pazienti con protocollo quattro.

Tocilizumab è il principio attivo del farmaco  RoActemra  prodotto da Roche che al fine di combatte la pandemia ha deciso di produrlo a titolo gratuito.

Il farmaco riduce l’infiammazione acuta e cronica diminuendo la produzione di IL-6 mediatore dell’infiammazione. Di conseguenza come detto in precedenza diminuisce il numero dei linfociti T e B, monociti e fibroblasti. È soprattutto l’induzione dei linfociti T che provoca l’infiammazione.

Il farmaco inoltre aumenta i livelli di emoglobina anche essi ridotti dal progredire dall’infezione da COVID-19.

Il farmaco dimostra altresì diversi effetti collaterali i più importanti riguardano il fegato.

La fase di sperimentazione è in continua evoluzione. Il numero dei guariti ogni giorno aumenta a dimostrazione che la scienza sta facendo uno sforzo enorme perché crede e vuole combattere in maniera decisa questa terribile pandemia.

https://www.npsitalia.net/wp-content/uploads/2020/03/protocollo-terapeutico.pdf

https://www.aifa.gov.it/-/aifa-emergenza-covid-19-costituita-unita-di-crisi-coronavirus-

https://en.wikipedia.org/wiki/Remdesivir

©©© Copiare è reato

Diario di una quarantena

Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020

Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020

Ciao Diario di una quarantena. Non mi sono dimenticata di te, sono le innumerevoli situazioni che mi circondano a non lasciarmi il tempo per scrivere, ne sento davvero la mancanza. Quindi ho dato una regola a me stessa e ho proporzionato la mia giornata lasciando spazio a me.

La situazione Coronavirus ha coinvolto tutto il mondo. Il mondo segue  il “Modello Coronavirus Italia”. Mi fa sorridere questa cosa, considerando che, i paesi a noi confinanti, di nostro come modello non hanno mai voluto nulla, anzi hanno sempre messo in discussione il nostro paese. Ora seguono il modello “come evitare morte”.

All’interno del nostro paese i dissensi passati riaffiorano! Pensavo che il “canto ai balconi”, avesse davvero unito l’Italia! Ma è una recondita utopia!

Continuano le diatribe che, per anni, hanno massacrato il sud! Non c’è equità nella distribuzione delle risorse da parte dello stato, esso stesso continua a volgere il naso verso su, senza  capire comprendere e attuare una manovra decisa per tutelare il sud.

In questo momento in Calabria la forza politica regionale lotta contro il tempo. L’irresponsabilità della codardia egoistica di taluni, può portare ad uno sterminio massificato. Questo dal punto di vista statistico è la previsione reale. Ma si sa a raccontarci canzonette i nostri politici sono bravi. Ad affievolire la mente degli italiani sono maestri, ora si buttano con epiteti poetici che dribblano in campo la razionalità per spostare l’attenzione dalle attività di palazzo. Vale la teoria attuata da secoli,  più il sentimento sovrasta la ragione, più tu sei propenso a non comprendere!

Dopo l’accordo tra il governo e le parti sociali, alias sindacati per meglio spiegarti: rappresentanti della classe lavoratori, quindi direttamente correlati con gli imprenditori, si sono divulgate le notizie di tutti coloro che avrebbero continuato a produrre e tutti coloro che avrebbero chiuso l’azienda. Ecco partire la macchina cinica e senza dignità morale di coloro che io, ho sempre chiamato “avvoltoi”, la diffusione della notizia da parte dell’ufficio stampa del governo attraverso retrovie recondite! Tipo quando leggi o guardi in tv gli episodi del “Commissario Montalbano”. Chiama la stampa per diffondere la notizia in incognito e avere effetti sull’indagine. In questo caso gli effetti sono quelli di ponzio pilato! Tipo Mussolini da sempre giornalista! Comunque, segue alla diffusione, il secondo esodo che porta l’assalto ai treni verso il sud! Si ripete il cordone unito di irresponsabili che per mano e diffondendo il virus volgono alla grande meta del sud! Non so dirti se sono arrabbiata, o delusa, o estremamente stanca dell’essere umano, so che, questa gente che ha viaggiato anche con febbre a 37.5, avrà sulla coscienza altra gente,  per quanto il senso di egoismo non pervaderà le loro menti, rimarrà sempre una coscienza propensa alla “lordia dell’essere”. Ciascuno di noi è responsabile di se stesso e questo è responsabile in comunità. C’è stata quindi una nuova invasione, controllata dai nostri sindaci locali che in questo periodo davvero stanno coordinando in maniera encomiabile l’attività del territorio. Nel frattempo i dati dei contagi sono saliti, ad oggi si registra un morto. Mi auguro non ce ne siano più. Il presidente della mia regione calabria chiede i militari per il controllo interno, io ne sono d’accordo, non puoi entrare e uscire da una regione in stato di emergenza sanitaria solo perchè la usi come sanatorio! Le innumerevoli presenze che si sono massificate in queste ore sono portatori di virus, alcuni non registrano la loro presenza sul territorio come previsto da ordinanza, questo ha provocato in alcuni paesi il completo isolamento, sono stati scoperti denunciati e posti in quarantena forzata.

Questi soggetti sono coloro che, da anni sono andati via dalla mia terra, sono coloro che, dal nord hanno comprato casa per villeggiatura nella mia terra, (tanto costa tutto poco). Noi non siamo il club med resort, siamo una regione la cui sanità non esiste a causa di sbagli fatti tra stato e enti locali. In un Twitt di risposta al presidente del consiglio mi sono ritrovata a costatare come la divisione tra nord e sud prosegua nella offesa di chiamarci: “Ladri – Coloro che non pagano le tasse”.  Mi sento di dire che le tasse devono essere pagate in proporzione ai servizi resi e qui non ne abbiamo! Il nostro problema è, difendere gli ospedali da possibili contagiati, non possiamo avere un epidemia con numeri uguali al nord. Al nord, l’unico problema che c’è stato, è quello di piangere sui vizi tolti, diffondendo il virus attraverso atteggiamenti di rivolta silente e trasgredendo la regola di non uscire!

Ma l’offesa immensa ricevuta, è questa risposta che scrivo e che dovrebbe far riflettere tutti quei genitori che mettono la valigia in mano ai figli per andare all’università del nord, siete voi i primi complici che rendono la nostra terra nullità. Noi l’università l’abbiamo da napoli in giù! Siete voi che per superare voi stessi buttate i figli tra coloro che pensano questo:

«Ridicola chi è scappato non è certo quello che ha la seconda casa ma i figli vostri rincoglioniti! E voi pure a proteggerli! Idioti che non siete altro. Siete senza cervello e spina dorsale. E lamentatevi che vi prendete il virus. Non fate altro che lamentarvi».

Questa è L’italia, fatta di gente con odio recondito verso le regioni del sud!

Lasciate i vostri figli nella vostra terra per poter mandare avanti il vostro territorio. Se lo stato capisce che abbiamo alternativa a non stare al sud spostandoci al nord, guarderà sempre a testa in su, se comprende che giù manifestiamo la voglia di espanderci in tutti i sensi dovrà per forza guardare a testa in giù. Roma non è lontana e marciare su Roma è un nostro diritto. E’ questo caro diario che vorrei diffondere sempre a tutta la gente del sud.

Allo stato attuale il presidente di regione con illustri personalità scientifiche ha creato una task force che ci mette un pò al sicuro. Ma fino a questo momento lo stato non ha mosso un dito, ha solo creato caos, diffondendo notizie per creare volutamente l’esodo al sud, loro sapevano che sarebbe successo, quindi era nelle loro piene funzioni istituzionali chiudere le regioni!

Questa è una cosa che io non perdonerò mai! Mettere a rischio la salute del sud, senza niente e garantire il nord! Comunque si sa, è da lì che gli investimenti ripartiranno alla fine di tutto. Ma è dal sud che è partita la spedizione dei mille!

Ecco perchè oggi ti dico, caro diario di una quarantena, che per me esiste solo  la mia terra, come avevo già deciso tanti anni fa quando recandomi al nord per lavoro itinerante entrando in un ristorante che sventolava bandiera verde mi fù detto « Noi i meridionali non li vogliamo» . Potrei star qui a raccontarti anche quando negarono casa ai miei genitori che, per solo un’anno di lavoro nell’insegnamento, avrebbero dovuto risiedere al nord. Arrivati sul posto gli fù detto « Non possiamo darvi casa, avete troppi figli e i condomini non sono d’accordo». Potrei raccontarti tanto altro, ma va bene così. Ora ho la mia piccola grande soddisfazione!

L’Italia è divisa! Al nord c’è un’attenzione costante seria e puntuale, al sud i nostri sindaci sono il nostro stato, il presidente della regione ci rappresenta.

Un giorno al risveglio di tutto, considerando il nuovo decreto Cura Italia, vedrò cadere a picco qualcuno!

Gli investimenti previsti non solo non sono a lungo raggio, ma non sono equivalenti agli investimenti che le aziende dovranno far fronte considerando il costo del lavoro Non dimentichiamoci che, l’europa è fatta di nazioni come Germania e Francia e non solo, non si calcola che l’America ha il grande presidente che già sta lottando per il futuro della sua nazione prevedendo manovre finanziarie lungimiranti, ama l’Italia ma ama il suo popolo.

Ecco questo è al momento ciò che vivo. Siamo forti in calabria e lotteremo anche contro chi sa che la condanna a morte qui è certa!

Sono arrivate donazioni, sono stati rivisti i bilanci nei comuni per l’acquisto di materiale sanitario e respiratori. I nostri medici ci curano, gli infermieri non si fermano. Grazie davvero.

Parlano dell’Italia come fosse tutto unito. Parlate dell’Italia, ma come tratto di cartina geografica segmentato da linee intervallate.

Guardo il Presidente degli Stati Uniti d’America e lo ascolto con ammirazione profonda, in ogni discorso ha dato sempre il senso di protezione al suo popolo unendolo, nonostante fazioni opposte. Lo ha rassicurato per il futuro, lo difende dal coronavirus rischiando lui stesso.

Ecco io vorrei un presidente così.

Ora vado diario, oggi voglio fare un video di cucina. Prenderò una ricetta del mio libro e la regalo a tutti facendo vedere come si fà. Ho saputo che negli ospedali chi può guarda e legge e sapere che possiamo essere utili è un grande gesto di altruismo. Sto cercando di mettermi in contatto con i volontari, magari accetteranno un pò d’aiuto.

Ti lascio, ma ti raccomando prima di chiudere la copertina caro diario, rileggiamo insieme queste parole.

Andrea Camilleri, contro l’odio, le sue parole:

“Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre, possono essere pallottole. Bisogna saper pesare il peso delle parole e soprattutto far cessare il vento dell’odio che è veramente atroce. Lo si sente palpabile attorno a noi. Ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me allo specchio. È di oggi la notizia di quel pazzo che entra in una sinagoga e uccide 11 persone urlando: “Gli ebrei tutti a morte!”. Ma ci si rende conto a che livelli ci abbassiamo quando non solo lo diciamo, ma siamo capaci di pensare questo. Peggio degli animali che hanno la fortuna di non parlare. Le parole della senatrice Liliana Segre dovrebbero essere dette e scritte all’ingresso di ogni scuola perché il terribile è che stiamo educando una gioventù all’odio. Il motivo? Perché abbiamo perso il senso dei valori. I veri valori della vita li abbiamo persi”.

La lotta all’odio non è cosa semplice: il web, in questo senso, è una polveriera impossibile da controllare e censire. L’unico rimedio, ancora una volta, è l’educazione: dobbiamo trasmettere l’idea che odio e violenza non sono strumenti, dobbiamo aiutare i ragazzi a distinguere la determinazione dall’aggressione. Abbiamo bisogno di un programma massiccio di educazione emotiva, a cui va aggiunto l’impegno civico di ciascuno di noi. Questa pericolosa cultura si può combattere solo contrapponendole un’altra cultura, quella della ragione e della gentilezza.

Dobbiamo anche educare all’uso delle parole, alla consapevolezza del linguaggio: oggi regna l’idea che le parole non siano importanti, che siano un fatto trascurabile. Non è così: le parole hanno il potere di cambiare il mondo, ma con la stessa facilità possono distruggerlo.

A presto.

Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020

Diario di una quarantena

Ordinanza Presidente Regione Calabria 14 Marzo 2020 – Coronavirus

Ordinanza Presidente Regione Calabria 14 Marzo 2020 – Coronavirus

OGGETTO: Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica: provvedimenti relativi all’ingresso di persone fisiche nel territorio regionale.

Vi riporto di seguito i punti salienti ed importanti dell’ordinanza. Molti di noi non ne sono a conoscenza. Ad oggi a causa dell’esodo da nord verso sud la situazione è di un aumento di contaminazione. In funzione di una coscienza sociale, del rispetto delle regole e della tutela della salute, coloro che hanno deciso di emigrare in Calabria sono obbligati ad auto dichiararsi e alla quarantena. Ricordate che più stiamo a casa meno probabilità abbiamo di contrarre il virus.

Vi pongo la realtà che i media vi stanno comunicando. Il sud non è pronto a sostenere l’emergenza verificatasi al nord. Da anni lo Stato, come ben sapete, ha esasperato la nostra sanità nella totale noncuranza delle esigenze che le amministrazioni hanno fatto presente. Le stesse compartecipi di uno scarso impegno a sostenere il sistema sanitario calabrese. E’ così che ci ritroviamo, oggi, a chiedere aiuto attraverso donazioni, a non avere una un sufficiente numero di posti letto per la terapia intensiva. Scarsi i respiratori che chissà quando arriveranno in maniera sufficiente. Come già siete stati informati i nostri medici e gli operatori sanitari non hanno gli strumenti per poter lavorare in un sistema di prevenzione idoneo. Niente mascherine, tute, occhiali, guanti. Ragion per cui, coloro che hanno invaso incoscientemente il sud alla ricerca di una speranza, sappiano che hanno condannato tanti di noi! Questa è la realtà. Che poi ve la vogliano raccontare differentemente, credetemi, rimanete più razionali possibili! La Calabria, facendo un excursus tra i diversi capoluoghi, non ama molto l’esuberanza di momenti sporadici, è estremamente chiusa nella sua piccola regione, è sviluppati tra i tanti paesi dell’entroterra e sul mare, quindi lo Stato volga lo sguardo a testa in giù! Perchè fin’oggi e in passato si volge il naso a testa in su! Ancora una volta dobbiamo essere orgogliosi di potercela fare nonostante tutto. Conteniamo l’epidemia #iorestoacasa

Punti salienti – Ordinanza Presidente Regione Calabria 14 Marzo 2020 – Coronavirus

  1. In aggiunta a quanto fissato nelle Ordinanze n. 1/2020, n. 3/2020 e n. 4/2020, a decorrere dalla data di adozione della presente ordinanza i soggetti residenti o domiciliati nell’intero territorio regionale che vi facciano rientro da altre regioni o dall’estero devono comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale competente per territorio, informandone il Sindaco e il proprio Medico di Medicina Generale (MMG) ovvero Pediatra di Libera Scelta (PLS), con l’obbligo di osservare la quarantena domiciliare per 14 giorni dall’arrivo con divieto di contatti sociali, di spostamento e di viaggi;
  2. La comunicazione deve avvenire prioritariamente attraverso la scheda di registrazione al sito emergenzacovid.regione.calabria.it o, in caso di impossibilità, secondo le modalità fissate nell’Ordinanza n. 1/2020;
  3. I soggetti di cui trattasi dovranno rimanere reperibili per ogni eventuale attività di sorveglianza ai fini della valutazione sanitaria da parte del Dipartimento di Prevenzione d’intesa con il MMG/PLS, che disporranno le misure di profilassi necessarie, incluso l’isolamento;
    4. I soggetti che fanno ingresso nel territorio regionale per comprovate esigenze lavorative, purché rientranti tra quelle espressamente consentite dal DPCM dell’11 marzo 2020, devono comunicare, attraverso la scheda di registrazione presente sul sito emergenzacovid.regione.calabria.it o, in caso di impossibilità, secondo le modalità fissate nell’Ordinanza n. 1/2020 (comunicazione al Dipartimento di Prevenzione) dandone informativa altresì al Sindaco del Comune competente, le specifiche motivazioni dello spostamento, che saranno oggetto di verifiche da parte delle Autorità Competenti;
  4. Per contrastare fenomeni di possibile allarme sociale determinati dall’acquisto di
    ingiustificate quantità di prodotti alimentari, sanitari e farmaceutici, i responsabili dei relativi esercizi commerciali sono tenuti a vigilare su episodi di accaparramento dei suddetti prodotti e a disporre le eventuali misure necessarie;
    7. Al fine di evitare il potenziale assembramento di persone nei parchi pubblici e similari, si dispone la chiusura di dette aree con effetto immediato;
  • Restate a casa
  • Non andate in giro con i carrelli della spesa solo per uscire;
  • Non portate 1220 volte il cane a fare pipì, perchè non ne può più;
  • Organizzate il vostro tempo impegnando la mente. La mente è qualcosa di estremamente essenziale per tutti noi in questo momento perché ci dà la possibilità di scegliere tra il farcela e non. Quindi scelgo di farcela se mi attengo alle regole;
  • Non pensate sempre al coronavirus;
  • organizzate il tempo, leggendo, studiando, guardando la tv, cucinando, telefonando, giocando ai giochi di società;

Il mio desiderio in questo momento è: che la Calabria possa avere l’attenzione giusta all’emergenza, e che per una volta venga aiutata adeguatamente. Il Presidente della Regione, Jole Santelli, con i sindaci, sta cercando di allineare l’emergenza.

La mia richiesta da cittadina è:

  • Ricezione del materiale sanitario ai presidi ospedalieri;
  • Ricezione del materiale sanitario alle aziende che svolgono attività come previsto dal decreto; I corrieri sono coloro che mettono a rischio la loro vita, è responsabilità dello stato tutelarli (Nota di precisione, ho ricevuto stamattina comunicazione che, i corrieri stanno svolgendo attività di consegna di: guanti e mascherine ad alcune aziende aperte come da decreto);
  • Aumento del personale ospedaliero;
  • Serve un coordinatore sanità per la Calabria;
  •  Che vengano presidiati militarmente, in maniera più intensificata, i punti di accesso ai confini della regioni;
  • Maggiore presidio nelle stazioni ferroviarie;
  • Presidio del territorio in entrata e in uscita ai vari comuni;
  • Distribuzione alla popolazione delle mascherine per affrontare e prevenire i contagio.

Tutto ciò ci aiuterà a:

  • mantenere un migliore ordine;
  • far diffondere meno il virus;

So che è molto rigoroso, ma nella vita bisogna scegliere, io scelgo la vita: mia, dei miei cari e della comunità.

Il presidente del consiglio collabori con il presidente della regione, che ha già chiesto l’intervento militare.

«Credo che vada coinvolto il Viminale e l’esercito, anche per la consegna del materiale, per cose che non è semplice affrontare. Non immagino l’esercito in assetto da guerra. La Calabria è probabilmente in una situazione peggiore rispetto a Puglia e Sicilia. Abbiamo solo 100 posti in terapia intensiva  e ci mancano macchinari. Non sono in grado di dare una realistica previsione del contenimento. Servono macchinari, mi dicono che arriveranno tra 45 giorni e io che faccio? In Calabria ci sono 100 posti in terapia intensiva, non posso aspettare».

L’attenzione del Ministro della salute  e del Ministro dell’interno alla regione Calabria, mi auguro porti un cambiamento, altrimenti è come aver dichiarato lo stato di condanna a morte al cittadino! Dure parole ma reali. Concrete e non astratte e che portano conseguenze.

Faccio specifica per coloro che mi chiedono in privato a chi appartengo: io non ho colore politico ho la mia idea e nel rispetto delle leggi costituzionali la esprimo, nel rispetto dell’ordinamento del codice civile la comprendo e applico.

Impegniamoci calabresi, perché siamo soli. Lottiamo per la nostra terra e dimostriamo, come abbiamo fatto nella prima e seconda guerra mondiale, che il sud è libero. Stiamo a casa! Affrontiamo la privazione, non siamo soliti ai vizi. Sta per arrivare l’estate e il caldo noi conosciamo cosa implica! Quindi tanto star liberi fuori a manica corta, tanto star chiusi in casa. Pensiamo, che da tutto questo, possiamo chiedere allo stato, di volere di più per la nostra regione. Io ci sto mettendo la faccia credetemi, forse per uno spirito di appartenenza che ho avuto sempre. Chiedete attraverso i social, le amministrazioni, fatevi sentire! I miei amici intorno a me con me lottano fornendomi informazioni dal nord centro e sud.

A destra il tasto della chat

Link utili

Regione Calabria

Numero verde: 800 76 76 76

Riporto il bollettino della Regione Calabria

In Calabria ad oggi sono stati effettuati 702 tamponi

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 68, quelle negative sono 634.

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

  • Catanzaro: 7 in reparto; 2 in rianimazione; 2 in isolamento domiciliare

  • Cosenza: 11 in reparto; 3 in rianimazione; 3 in isolamento domiciliare

  • Reggio Calabria: 9 in reparto; 1 in rianimazione; 10 in isolamento domiciliare; 1 guarito; 1 deceduto

  • Vibo Valentia: 4 in isolamento domiciliare

  • Crotone: 5 in reparto; 9 in isolamento domiciliare

I soggetti in quarantena volontaria sono 4230, così distribuiti:

  • Cosenza: 1210

  • Crotone: 293

  • Catanzaro: 494

  • Vibo Valentia: 433

  • Reggio Calabria: 1800

Le persone giunte in Calabria negli ultimi quattordici giorni che si sono registrate al sito della Regione Calabria sono 6787.

Bollettino aggiornato alle ore 17 del 15/03/2020

Se volete contattarmi e-mail

gsartecucina@icloud.com

#UnitiperlaCalabria #sudlibero

File name : Ordinanza-P.G.R.-7-_2020.pdf

© © ©

Diario di una quarantena

Diario di una quarantena – 14 Marzo 2020

Diario di una quarantena – 14 Marzo 2020

Caro Diario di una  quarantena sono le 08:03 del mattino, mi sveglio sempre presto per abitudine, ti dico cosa vedo difronte me. La grande montagna è per metà innevata, l’altra metà è tutta nera, come se ad un pittore fossero caduti i colori sulla tela e avessero diviso il dipinto in due, La bocca fuma, ma a ciò, noi dirimpettai dello stretto Scilla e Cariddi, siamo abituati, non abbiamo paura. Ai suoi piedi la grande distesa blu del mare calmo, sarà una mia impressione ma, non vedo passare tante navi che, all’occhio dell’orizzonte, per quanto siano grandi, sembra possa toccarle. Il resto del paesaggio è rappresentato dalla mitologia di Scilla e Cariddi, quindi l’incanto continua. E’ così che prendo il mio caffè tutte le mattine. Avvolta nel silenzio come fosse la mia coperta.

In un giorno raccontarti cosa succede è davvero un’impresa. Quando non esisteva il Coronavirus eravamo tutti di corsa a raggiungere i nostri obiettivi, ora siamo un popolo sotto un’unico tetto dalla grande voce.

Sono stupende le voci di tutti gli italiani che cantano al balcone. Ieri ci siamo uniti da nord a sud ognuno con la propria musica, è stata un’immenso abbraccio che ha ridato forza a tutti. Un pò come quando canti l’inno di Mameli e ad un certo punto la tua voce continua ad alzarsi per far sentire meglio che l’Italia si è desta … Te lo scrivo, così anche tu Diario, lo avrai tra le tue righe sempre con te, qualunque cosa il futuro ci riservi:

Fratelli d’Italia,
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Fratelli d’Italia,
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte,
Siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
L’Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
Siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
L’Italia chiamò!
E’ scritto da Goffredi Mameli e rappresenta il CANTO DEGLI ITALIANI, durante il Risorgimento. E’ così è successo ieri tra i balconi di tutta la nazione unita. Abbiamo trovato la nostra Italia libera in un unico canto.
Vedi, nonostante la chiusura, le giornate non mancano di emozioni che ti portano a piangere di sentimenti contrastanti in essere: la felicità e la speranza. Che dirti? tutto il mondo è su una grande arca di Noè.
Oggi in America Trump dichiara lo stato di emergenza al Coronavirus, quell’America che per me è sempre stata la terra da scoprire!
L’Europa per noi Italiani ha riservato un’altro colpo di scena, dopo il discorso della Presidente della Commissione Europea è  intervenuta il 13 Marzo, la Presidente della Banca centrale europea con una frase che leggeremo nei testi di storia:
“Ci saremo usando tutta la flessibilità, ma non siamo qui per chiudere gli spread. Questa non è la funzione né la mission della Bce, ci sono altri strumenti e altri attori per interventi su questi aspetti”.
In sintesi crollano le borse. Legarde sfiducia i mercati.
Il presidente della Repubblica Mattarella in un comunicato dice:
L’Italia attraversa una condizione difficile e la sua esperienza sarà utile per tutti. Si attende quindi, quanto meno nel comune interesse, solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione
Si chiedono dall’Italia le dimissioni di Legarde. Ci si convince sempre più che, l’Italia, non è parte dell Unione Europea
In serata La presidente della BCE dichiara:
Sono pienamente impegnata ad evitare qualsiasi frammentazione dell’area euro in un momento difficile. Gli spread elevati inficiano la trasmissione della politica monetaria.

In sintesi la Bce aiuterà le banche dell’Eurozona mantenendo i tassi già negativi senza variarli, in modo da poter aiutare i prestiti alle medio e piccole imprese.

120 miliardi saranno destinati all’acquisto di titoli di debito da parte della BCE, che già investe attualmente in 20 miliardi alle imprese

I titoli di debito sono: titoli emessi ai debitori i quali hanno bisogno di liquidità. I titoli vengono acquistati dai creditori in questo caso la BCE. Il prestito tra creditori e debitori prevede gli interessi, che al termine, dovranno essere restituiti in sommatoria al capitale.

Ecco scoperto l’arcano di tutto il casino che è stato causato da parole inutili.

Come dice il maestro Camilleri

Le parole hanno un peso

Magari lo capiremo tutti con questo insegnamento che stiamo ricevendo.

Ecco come capirai Diario non ci si annoia mai durante queste giornate di chiusura.

Non ti nascondo che io amo i colpi di scena, i complotti di palazzo, il pragmatismo e amo osservare le retrovie del cinismo. Oltretutto un giorno farò parte dei libri di storia che racconteranno di questo momento.

Ieri sono arrivati dalla Repubblica popolare Cinese i medici ad aiutarci. Hanno regalato all’Italia bancali di: dispositivi medici, respiratori e ventilatori, sono di grande aiuto ai nostri medici che si trovano al fronte in prima linea. Si proprio come la trincea in guerra. Gli accampamenti sono gli ospedali, i soldati sono i medici, gli infermieri e i volontari. Loro sono la nostra speranza in tutto. La Cina è l’unico paese che in questo momento collabora con l’Italia al contrasto del Coronavirus. Si vocifera di una medicina che va a ridurre l’infiammazione che causa il coronavirus alle vie respiratorie. Ho chiesto a mia sorella farmacista cosa sia e voglio riscriverlo così da ritrovare nel mio diario e essere informata anch’io.

Nello specifico questo farmaco diminuisce il fattore di necrosi tumorale la cui inibizione si è visto potenziare in maniera esponenziale l’attività dell’antivirale. E’ una cosa ottima

Così mi scrive Imma in un messaggio whatsapp. Tutto ciò da speranza.

La cosa bella di questo momento è che il calore delle mie sorelle è aumentato in maniera esponenziale mentre prima era tiepido e mite come se si volesse assopire.

Ora vado, continuo le cose da fare in casa, magari ci aggiorniamo in giornata, altrimenti ti scriverò presto.

A presto, Diario di una quarantena

#iorestoacasa #coronavirusitalia

Tutti diritti riservati. Copiare è reato Legge sul diritto d’autore (L. 633/1941)
Decreto contenimento e Modulo autodichiarazione

Decreto contenimento e Modulo autodichiarazione

Decreto contenimento e Modulo autodichiarazione

File name : nuovo_modello_autodichiarazione_23.03.2020_compilabile.pdf

Si prevedono viaggi/spostamenti per:

  • comprovate esigenze lavorative;
  • assoluta urgenza (“per trasferimenti in comune diverso”, come previsto dall’art. 1, comma 1, lettera b) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020);
  • situazione di necessità (per spostamenti all’interno dello stesso comune, come previsto dall’art. 1, comma 1, lett. a) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020 e art. 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 marzo 2020);
  • o motivi di salute.

Questo vuol dire in esempi pratici che:

se ti metti in macchina o viaggi in treno o in aereo devi compilare l’auto dichiarazione e comprovare alle autorità lo spostamento.

Esempi pratici:

  • Domani devo lavorare e andare a Milano e abito in Calabria o devo fare un colloquio di lavoro, mi porto l’autocertificazione, le autorità competenti procederanno al controllo del biglietto, del percorso in auto, il controllo della destinazione presso la sedi di riferimento di lavoro; è sottinteso che il soggetto in spostamento debba star bene, non avere febbre, non essere posto a quarantena, in caso contrario è obbligatoria non uscire e contattare il medico. Previa sanzione secondo gli articoli del Codice penale 452-650;
  • Motivo di salute: devo andare a fare una visita di controllo dal medico, questa sarà comprovata da una certificazione del medico o dal referto;
  • Devo rientrare presso il mio domicilio, le autorità sono al corrente dei vostri riferimenti anagrafici quindi risalgono a voi. Se dovete accompagnare i vostri genitori a fare la spesa e non possono, perchè anziani e soli, comprovate lo spostamento certificandolo, con un autodichiarazione che attesti l’infermità dei genitori.
  • Genitori separati che viaggiano per i propri figli, attestate che state andando a trovarli per necessità attraverso documentazione, portate con voi la sentenza di un giudice o una certificazione della residenza del figlio/a. Verrà tutto prontamente controllato dalle autorità;

Il mio consiglio è: prima di spostarvi portate con voi l’autocertificazione e ciò che la completa.

La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista  dall’articolo 650 del Codice Penale
  • Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro.
In altri casi più gravi è previsto l’articolo 452 del Codice penale

Chiunque commette, per colpa, alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 438 (Epidemia) e 439 (Avvelenamento di acque o di sostanze alimentari) è punito:

  1.  con la reclusione da tre a dodici anni, nei casi per i quali le dette disposizioni stabiliscono la pena di morte;
  2.  con la reclusione da uno a cinque anni, nei casi per i quali esse stabiliscono l’ergastolo;
  3. con la reclusione da sei mesi a tre anni, nel caso in cui l’articolo 439 stabilisce la pena della reclusione.

Quando sia commesso per colpa [43] alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 440, 441, 442, 443, 444 e 445 si applicano le pene ivi rispettivamente stabilite ridotte da un terzo a un sesto.

Approvato nella notte del 09/03/2020 Decreto contenimento e Modulo autodichiarazione

Decreto della presidenza del Consiglio “aree a contenimento rafforzato”, intera Lombardia, 14 province di Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Marche: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini in Emilia Romagna, Pesaro e Urbino nelle Marche, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli in Piemonte, Padova, Treviso e Venezia in Veneto.

  IL PRESIDENTE 
                     DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 
 
  Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400; 
  Visto il decreto-legge 23 febbraio  2020,  n.  6,  recante  «Misure
urgenti  in  materia  di  contenimento  e   gestione   dell'emergenza
epidemiologica da COVID-19» e, in particolare, l'art. 3; 
  Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  23
febbraio 2020, recante «Disposizioni attuative del  decreto-legge  23
febbraio  2020,  n.  6,  recante  misure  urgenti   in   materia   di
contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica  da  COVID-19»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio 2020; 
  Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  25
febbraio  2020,  recante  «Ulteriori   disposizioni   attuative   del
decreto-legge 23 febbraio 2020,  n.  6,  recante  misure  urgenti  in
materia di contenimento e gestione dell'emergenza  epidemiologica  da
COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 25  febbraio
2020; 
  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo
2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge  23
febbraio  2020,  n.  6,  recante  misure  urgenti   in   materia   di
contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica  da  COVID-19»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1° marzo 2020; 
  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4  marzo
2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge  23
febbraio  2020,  n.  6,  recante  misure  urgenti   in   materia   di
contenimento e gestione dell'emergenza  epidemiologica  da  COVID-19,
applicabili  sull'intero  territorio  nazionale»,  pubblicato   nella
Gazzetta Ufficiale n. 55 del 4 marzo 2020; 
  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8  marzo
2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge  23
febbraio  2020,  n.  6,  recante  misure  urgenti   in   materia   di
contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica  da  COVID-19»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'8 marzo 2020; 
  Considerato che  l'Organizzazione  mondiale  della  sanita'  il  30
gennaio 2020 ha dichiarato l'epidemia  da  COVID-19  un'emergenza  di
sanita' pubblica di rilevanza internazionale; 
  Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31  gennaio  2020,
con la quale e' stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza
sul territorio  nazionale  relativo  al  rischio  sanitario  connesso
all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili; 
  Considerati  l'evolversi  della   situazione   epidemiologica,   il
carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento  dei
casi sul territorio nazionale; 
  Ritenuto necessario estendere all'intero  territorio  nazionale  le
misure gia' previste dall'art.  1  del  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri 8 marzo 2020; 
  Considerato, inoltre, che le dimensioni sovranazionali del fenomeno
epidemico e l'interessamento di piu' ambiti sul territorio  nazionale
rendono   necessarie   misure   volte   a    garantire    uniformita'
nell'attuazione  dei  programmi  di  profilassi  elaborati  in   sede
internazionale ed europea; 
  Su  proposta  del  Ministro  della  salute,  sentiti   i   Ministri
dell'interno, della difesa, dell'economia e delle finanze, nonche'  i
Ministri dell'istruzione, della giustizia, delle infrastrutture e dei
trasporti, dell'universita' e della ricerca, delle politiche agricole
alimentari e forestali, dei beni e delle attivita'  culturali  e  del
turismo, del lavoro  e  delle  politiche  sociali,  per  la  pubblica
amministrazione, per le politiche giovanili e  lo  sport  e  per  gli
affari regionali e le autonomie, nonche' sentito il Presidente  della
Conferenza dei presidenti delle regioni; 
 
                              Decreta: 
 
                               Art. 1 
 
                   Misure urgenti di contenimento 
            del contagio sull'intero territorio nazionale 
 
  1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi  del  virus
COVID-19 le misure di cui all'art. 1 del decreto del  Presidente  del
Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 sono estese all'intero territorio
nazionale. 
  2. Sull'intero  territorio  nazionale  e'  vietata  ogni  forma  di
assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. 
  3. La lettera d) dell'art. 1 decreto del Presidente  del  Consiglio
dei ministri 8 marzo 2020 e' sostituita dalla seguente: 
    «d) sono sospesi gli eventi e le competizioni  sportive  di  ogni
ordine e disciplina, in  luoghi  pubblici  o  privati.  Gli  impianti
sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di
allenamento  degli  atleti,  professionisti  e  non   professionisti,
riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato  olimpico  nazionale
italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista  della  loro
partecipazione ai giochi olimpici o  a  manifestazioni  nazionali  ed
internazionali; resta consentito esclusivamente lo svolgimento  degli
eventi  e  delle  competizioni  sportive  organizzati  da   organismi
sportivi internazionali, all'interno di impianti sportivi  utilizzati
a porte chiuse, ovvero all'aperto senza la presenza di  pubblico;  in
tutti tali casi, le associazioni e le societa' sportive, a mezzo  del
proprio personale medico,  sono  tenute  ad  effettuare  i  controlli
idonei a contenere il rischio di diffusione del  virus  COVID-19  tra
gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che  vi
partecipano; lo sport e le attivita' motorie svolti  all'aperto  sono
ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile  consentire  il
rispetto della distanza interpersonale di un metro;». 
  • Art. 2 Disposizioni finali 1. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020. 2. Dalla data di efficacia delle disposizioni del presente decreto cessano di produrre effetti le misure di cui agli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 ove incompatibili con la disposizione dell'art. 1 del presente decreto.    Roma, 9 marzo 2020 
     
                                                     Il Presidente        
                                               del Consiglio dei ministri 
                                                         Conte            
    Il Ministro della salute 
            Speranza 
    
    Registrato alla Corte dei conti il 9 marzo 2020 
    Ufficio controllo atti  P.C.M.  Ministeri  della  giustizia  e  degli
    affari esteri e della cooperazione internazionale, reg.ne n. 421

    Cosa non possiamo fare su tutto il territorio nazionale:

  • E’ divieto assoluto di uscire: chi ha febbre a 37,5 deve contattare il proprio medico; coloro che hanno contratto il virus o sono in quarantena;
  • Non possiamo stare tutti nello stesso posto, Assembramenti come: mercatini, passeggiate in vie principali affollate, visite ai musei archeologici, cinema, teatro, sale gioco, discoteche, pub, scuole da ballo;
  • Chiusi gli stadi: le partite o le altre discipline sportive sono state fermate; Gli atleti continueranno ad allenarsi a porte chiuse. Le competizioni internazionali come le coppe si svolgeranno senza pubblico; Chiuse le palestre, le piscine, centri termali, centri anziani e ricreativi; possiamo fare sport all’aperto mantenendo la distanza di un metro;
  • Chiuse le piste da sci;
  • Bar e ristoranti aprono alle 6 chiudono alle 18, con obbligo di garantire la distanza di un metro, pena la sospensione dell’attività. Vale anche per i negozi dei centri commerciali, prevista la chiusura nel fine settimana;
  • Rimangono con normale attività di chiusura e apertura per qualunque giorno della settimana gli alimentari le Para e farmacie;
  • Le chiese possono celebrare messa se rispettano il metro di distanza;
  • Non si possono svolgere le funzioni di matrimonio, battesimo, comunione, cresima, e funerali;
  • Sospese la cerimonie civili;
  • Scuole e università chiuse fino al 3 aprile;
  • Non sono fermi gli esami per concorso medico;
  • Non si possono sostenere gli esami di patente guida;
  • Si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati il diritto di ferie e congedi al lavoratore;
  • Sospesi i congedi dei medici;
  • È applicabile il lavoro agile, smart working. Il lavoro agile è una forma di rapporto di lavoro tra dipendente e datore di lavoro senza vincolo orario con obiettivi preposti atto a migliorare la vita del lavoratore e al fine di aumentare la produttività aziendale.
  • I cittadini sono limitati agli spostamenti: qualora dovessero spostarsi devono autocertificare la motivazione dello spostamento;

Come siamo arrivati fin qui? Beh non è difficile! E’ mancato il senso di responsabilità collettiva. E’ mancato il valore dell’altruismo, è prevalso il voler imporre se stessi all’altro. Ora impareremo a capire cosa vuol dire libertà limitata.

Rispetta le regole e rispetti te stesso!

Decreto CoronaVirus 08/03/2020 l'Apocalisse dei "Ladri di merendine" dal nord verso il sud

Decreto CoronaVirus 08/03/2020 l’Apocalisse dei “Ladri di merendine” dal nord verso il sud

Decreto CoronaVirus 08/03/2020, l’Apocalisse dei “Ladri di Merendine” dal nord verso il sud. Sono a dir poco schifata dal comportamento irresponsabile, incivile e senza scrupoli di chi stanotte è scappato, nonostante sapesse il pericolo e il diffondersi del virus.

L’assedio al sud è stato epocale, correvano via come fossero clandestini dalla propria terra.

Non mi sarei mai aspettata che, dato il decreto messo in atto il 04/03/2020, non ci fosse coerenza di responsabilità sociale tra i cittadini. Accalcarsi nelle vie centrali, senza rispettare le semplici regole che ci sono state suggerite, è come dire di essere complici di omicidio di massa volontario, è come avere un mitra in mano e sparare sulla folla volontariamente. 

Nonostante ciò, anche il governo non è stato in grado di gestire la situazione!

Disseminare terrore, bacchettando la folla con un nuovo decreto, vuol dire mettere in moto il panico. 

Cito il testo del decreto nei punti salienti:

(Misure urgenti di contenimento del contagio nella regione Lombardia e nelle province di
Province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini; Pesaro e Urbino; Venezia,Padova, Treviso; Asti e Alessandria )

  1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 nella regione
    Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro
    e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria sono adottate le seguenti misure:
    a) evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al
    presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori di cui al presente articolo,
    salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni
    di emergenza;

Da questo momento si propaga il panico, la fuga, tutta messo in moto nel pomeriggio di un senso di ribellione e restrizione non accettata da parte di quei cittadini che non hanno mai compreso il senso di rinuncia per mera condivisione e che non comprendono che: il virus ha un tasso di mortalità alto e colpisce tutti!

E’ stato più forte il senso del vizio recondito e della frustrazione di non poter passeggiare e sedersi al bar sui navigli a Milano! Siete gente pericolosa, senza morale, priva di contenuti, viziata dallo stesso vizio che non fa ragionare! Gente che ha pensato al torna conto proprio e non ha maturato mai l’idea di condivisione! 

Ho assistito a scene apocalittiche che vi descrivo: premesso che io mi trovo in Calabria e già nei giorni successivi alla chiusura delle scuole vi era il continuo vociferare:

“Prendiamo la macchina e andiamo a prenderci i figli, hai visto che dicono?”;

Io me ne torno in Calabria, ho la casa lì, qui se chiudono che resto a fare?”

Tutta questa gente tra mezzi di trasporto: treni/aerei e macchine, stanotte in data 07/’03/2020, hanno invaso la calabria dal nord! Senza preoccuparsi del male che possono fare anche ai familiari stessi!

Stamattina li osservavo dalla finestra arrivare come i clandestini e infilarsi a casa come se nessuno li vedesse. 

Lo Stato è complice di tutto questo, ha spostato quello che ormai non riusciva più a gestire al nord verso il sud, in maniera cinica, giocando con il panico!

A coloro che si nascondono come “ladri di merendine” dico: metteteci la faccia e chiudetevi in casa, non contaminate chi da anni ha preservato il territorio e oggi lotta per portarlo avanti. Ve ne siete andati voi, da codardi non avete saputo lottare per la vostra terra.

Per quei genitori che hanno mandato a studiare al nord i figli e questa notte se li sono riportati a casa, l’università esiste in Calabria e nell’intero sud, è gente come voi che non la manda avanti perchè avete in essere il senso di superamento sull’altro: ” No, mio figlio è a Milano/Bologna, qui che deve fare?”! Teneteveli in casa perchè sono probabili diffusori di virus!

Per conto mio le autorità  competenti mi hanno spiegato che, qualora dovessi capire che vi è un soggetto non chiaramente sano proveniente dalle zone rosse indicate dal decreto, posso tranquillamente segnalarlo, saranno loro poi a svolgere i regolari controlli. 

Vi consiglio in questi giorni come già sta accadendo di seguire le indicazioni che il Ministero della sanità ci ha dato e che vi riporto. 

Vergognatevi siete persone irresponsabili e privi di coscienza morale.

Decreto CoronaVirus 08/03/2020  l'Apocalisse dei "Ladri di merendine" dal nord verso il sud

Decreto CoronaVirus 08/03/2020 l’Apocalisse dei “Ladri di merendine” dal nord verso il sud

Link Decreto Coronavirus 08/03/2020

Decreto Coronavirus linee guida

Decreto Coronavirus linee guida, emanato dal Consiglio dei Ministri il 04/03/2020.

Leggetelo, le disposizioni chiariscono alcuni dubbi e organizzare al meglio la nostra routine stravolta.

Gli articoli prevedono:

  • Misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19;
  • Misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale;

Vi riporto alcuni punti importanti del decreto:

Considerato che l’Organizzazione mondiale della sanità il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale;
Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;
Considerati l’evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e l’incremento dei casi sul territorio nazionale;
Ritenuto necessario disciplinare in modo unitario il quadro degli interventi e delle misure attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, da applicare in modo uniforme sull’intero territorio nazionale, nonché individuare ulteriori misure; Considerato, inoltre, che le dimensioni sovranazionali del fenomeno epidemico e l’interessamento di più ambiti sul territorio nazionale rendono necessarie misure volte a garantire uniformità nell’attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale ed europea;
Tenuto conto delle indicazioni formulate dal Comitato tecnico scientifico di cui all’articolo 2 dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile in data 3 febbraio 2020, n. 630, nelle sedute del 2, 3 e 4 marzo 2020;

ART. 1
(Misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19)

Nell’articolo 1 vengono citati i paragrafi in essere alle disposizioni ve ne evidenzio alcuni:

a) sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; è altresì differita a data successiva al termine di efficacia del presente decreto ogni altra attività convegnistica o congressuale;

b) sono sospese le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro di cui all’allegato 1, lettera d);

c) sono sospesi altresì gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito, nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d);

d) Limitatamente al periodo intercorrente dal giorno successivo a quello di efficacia del presente decreto e fino al 15 marzo 2020, sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master e università per anziani, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza; sono esclusi dalla sospensione i corsi post universitari connessi con l’esercizio di professioni sanitarie, ivi inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie, nonché le attività delle scuole di formazione attivate presso i ministeri dell’interno e della difesa;

i) a beneficio degli studenti ai quali non è consentita, per le esigenze connesse all’emergenza sanitaria di cui al presente decreto, la partecipazione alle attività didattiche o curriculari delle Università e delle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, tali attività possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime Università e Istituzioni, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità; le Università e le Istituzioni assicurano, laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico; le assenze maturate dagli studenti di cui alla presente lettera non sono computate ai fini della eventuale ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni;

l) è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto;

m) l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA) e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;

ART. 2
(Misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale)

  1. Sull’intero territorio nazionale si applicano altresì le seguenti misure:

b) è fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, di cui all’allegato 1, lettera d);

d) i sindaci e le associazioni di categoria promuovono la diffusione delle informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all’allegato 1 anche presso gli esercizi commerciali;

e) è raccomandato ai comuni e agli altri enti territoriali, nonché alle associazioni culturali e sportive, di offrire attività ricreative individuali alternative a quelle collettive interdette dal presente decreto, che promuovano e favoriscano le attività svolte all’aperto, purché svolte senza creare assembramenti di persone ovvero svolte presso il domicilio degli interessati;

i) chiunque, a partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione del presente decreto, abbia fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, o sia transitato o abbia sostato nei comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, deve comunicare tale circostanza al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio nonché al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta. Le modalità di trasmissione dei dati ai servizi di sanità pubblica sono definite dalle regioni con apposito provvedimento, che indica i riferimenti dei nominativi e dei contatti dei medici di sanità pubblica; ove contattati tramite il numero unico dell’emergenza 112 o il numero verde appositamente istituito dalla regione, gli operatori delle centrali comunicano generalità e recapiti per la trasmissione ai servizi di sanità pubblica territorialmente competenti.
2. L’operatore di sanità pubblica e i servizi di sanità pubblica territorialmente competenti provvedono, sulla base delle comunicazioni di cui al comma 1, lettera i), alla prescrizione della permanenza domiciliare, secondo le modalità di seguito indicate:
a) contattano telefonicamente e assumono informazioni, il più possibile dettagliate e documentate, sulle zone di soggiorno e sul percorso del viaggio effettuato nei quattordici giorni precedenti, ai fini di una adeguata valutazione del rischio di esposizione;

b) accertata la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, informano dettagliatamente l’interessato sulle misure da adottare, illustrandone le modalità e le finalità al fine di assicurare la massima adesione;

c) accertata la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, l’operatore di sanità pubblica informa inoltre il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta da cui il soggetto è assistito anche ai fini dell’eventuale certificazione ai fini INPS (circolare INPS HERMES 25 febbraio 2020 0000716 del 25 febbraio 2020);

d) in caso di necessità di certificazione ai fini INPS per l’assenza dal lavoro, si procede a rilasciare una dichiarazione indirizzata all’INPS, al datore di lavoro e al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto in quarantena, specificandone la data di inizio e fine.

  1. L’operatore di sanità pubblica deve inoltre:

a) accertare l’assenza di febbre o altra sintomatologia del soggetto da porre in isolamento, nonché degli altri eventuali conviventi;
b) informare la persona circa i sintomi, le caratteristiche di contagiosità, le modalità di trasmissione della malattia, le misure da attuare per proteggere gli eventuali conviventi in caso di comparsa di sintomi;
c) informare la persona circa la necessità di misurare la temperatura corporea due volte al giorno (la mattina e la sera).

  1. Allo scopo di massimizzare l’efficacia della procedura sanitaria è indispensabile informare sul significato, le modalità e le finalità dell’isolamento domiciliare al fine di assicurare la massima adesione e l’applicazione delle seguenti misure:

a) mantenimento dello stato di isolamento per quattordici giorni dall’ultima esposizione;
b) divieto di contatti sociali;
c) divieto di spostamenti e viaggi;
d) obbligo di rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza.

  1. In caso di comparsa di sintomi la persona in sorveglianza deve:

a) avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta e l’operatore di Sanità Pubblica;
b) indossare la mascherina chirurgica fornita all’avvio della procedura sanitaria e allontanarsi dagli altri conviventi;
c) rimanere nella propria stanza con la porta chiusa garantendo un’adeguata ventilazione naturale, in attesa del trasferimento in ospedale, ove necessario.

  1. L’operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle condizioni di salute, la persona in sorveglianza. In caso di comparsa di sintomatologia, dopo aver consultato il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta, il medico di sanità pubblica procede secondo quanto previsto dalla circolare n. 5443 del Ministero della salute del 22 febbraio 2020, e successive modificazioni e integrazioni.

Nell’allegato 1
Misure igienico-sanitarie:

Decreto Coronavirus linee guida

a) lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
b) evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute e comunque evitare abbracci, strette di mano e contatti fisici diretti con ogni persona;
c) igiene respiratoria (starnutire o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
d) mantenere in ogni contatto sociale una distanza interpersonale di almeno un metro;
e) evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, anche durante l’attività sportiva;
f) non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
g) coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
h) non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
i) pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
l) usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si assiste persone malate.

Consigli: Decreto Coronavirus linee guida

Fatene tesoro seguiamo le istruzioni che vengono disposte. La prospettiva è, un emergenza sanitaria fitta, al di là delle favole che vengono raccontate, ma in Italia si può parzialmente affrontare grazie ai sacrifici dei cittadini che hanno pagato le tasse per la sanità. 

Vi racconto la mia storia, dopo aver accettato di dover svolgere la mia attività da pc e non poter star a contatto con le aule che amo incondizionatamente, proseguo ad informare e insegnare con i giga, nel mio settore privato. Così posso fare esperienza e aggiungere questa nuova sfida tra le tecniche di vendita emotiva.

Lo stesso accade nelle scuole con l’insegnamento didattico al computer, ai ragazzi dico, è davvero un’esperienza entusiasmante, una nuova prospettiva di cambiamento nell’ambito didattico è un nuovo modo di amare i libri, impegnatevi tanto perchè credetemi la scuola è tutto, è il mondo del sapere e conoscere infinito, io oggi ancora studio! Mio padre ha sempre sul suo tavolo da studio libri che non finiscono mai di arricchirlo nelle sue conoscenze. E poi vuoi mettere di vedere il proprio compagno/a di scuola con cui fai cavolate nei corridoi a casa? E scambiarsi dopo messaggi whatsapp  del tipo:

” Ma sta cavolata via internet che pensi?”

” Te ne freghi, ci divertiamo, sono più facili, almeno non stiamo a casa a fare niente!”

Io avrei pagato per una scuola così interattiva, sopratutto quando mi trovavo indietro con i compiti, considerando che non sono mai stata una secchiona, o meglio come mi dicevano gli insegnanti e penso che questa frase la sappiate pure voi: ” E’ brava ma si deve impegnare di più!”.  Quindi approfittatene.

Perchè scrivo questo? Per farvi capire che: anche se il buio è propenso a volersi impropriamente infittire, possiamo chiedere al sole di aiutarci attraverso piccoli gesti di coraggio quotidiano. 

Ho visto gente scappare per la paura, gente affollarsi dal medico senza motivo in cerca di sicurezza, gente che mi chiama per telefono per sapere qual’è la soluzione migliore, è semplice! Attenetevi a ciò che vi dice il Ministero della sanità! 

Per il vostro quotidiano, fate come gli innamorati che si sono persi, ricostruite pensando al cambiamento positivo, io l’ho sto facendo e sto scoprendo che avevo lasciato dietro cose belle e cose che mi aiutano a migliorarmi.

L’italia è un’immenso paese, una nazione che gli stati esteri invidiano e hanno sempre invidiato, una nazione al centro del mondo, un porto dalle grandi scoperte, un tavolo immenso, dove tutti sanno di poter mangiare bene, l’eccellenza nella letteratura, scienze, arte, moda. Non saremo bravi a fare business, ma siamo onesti! Nonostante ci dicano: “Italia, pizza e mafia!” Noi la mafia la combattiamo da sempre! Certo, politicamente siamo allo sbaraglio per alcuni versi, ma, in questo caso, anche i nostri politici cercano di essere più responsabili. Quindi, anche se hanno chiuso le porte gli stati che abbiamo da sempre aiutato, noi abbiamo la possibilità di essere chiavi di quelle porte e ripartire. L’Italia è degli italiani, ricordatelo sempre!

Al nord auguro tanto di poter star bene e riprendersi velocemente;

Al mio sud, dico: lottiamo per poter continuare a sopravvivere, cerchiamo di contenere bassa la diffusione del virus seguendo le linee guida del ministero della salute. Sappiamo bene che i nostri ospedali non sono l’eccellenza italiana e il personale medico non è molto!

C’è una cosa che voglio aggiungere a questo lungo articolo,

l’Università non è un élite per pochi, ma è per tutti!

Se negli anni il ministero della pubblica istruzione non avesse messo a numero chiuso la facoltà di medicina, a quest’ora i medici ci sarebbero stati! Siccome doveva contenere i costi della sanità allora prosciugati, la prima cosa che si è inventata è stata colpire i giovani nell’inserimento al lavoro pubblico! Ma evitiamo la polemica.

La scuola è di tutti non è per pochi! E i talenti in Italia sono parte della classe del popolo! Imparate cari ministri!

Cliccate sul link per leggere il decreto internamente DPCM-del-4.3.2020.pdf

Vi lascio con tre parole, fatene tesoro:

IMPEGNO

SOLIDARIETÀ’

PARTECIPAZIONE

Se avete voglia di conversare a destra trovate il bottone della chat.

Corona virus – Covid-19

Calabria: Impegno sociale degli alunni creata la soluzione igienizzante

Decreto Coronavirus linee guida

Decreto Coronavirus linee guida

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: