Diario di una quarantena

La maturità della mascherina - Diario di una quarantena

La maturità della mascherina – Diario di una quarantena

La maturità della mascherina – Diario di una quarantena

Ciao Diario di una quarantena,

oggi 17 Giugno 2020 la scuola riapre alla maturità della mascherina.

Perchè la chiamo così? Perchè è un maturità che i ragazzi affrontano con una consapevolezza diversa da quella che sicuramente ho avuto io e tanti come me.

Mi sono svegliata nel mio piccolo letto, mi sono vestita, recata a scuola e ho iniziato il precorso della maturità. Ho fatto le prove scritte, tante ore che sono volate. Ricordo il bilancio redatto per l’esame di Ragioneria, non aveva neppure un errore, era la mia materia preferita e quell’anno per fortuna era uscita. Come ricordo l’orale che temevo tanto, non ho fatto a tempo a sedermi di fronte ai professori che già era finito e tutte le paure del: chissà se mi ricordo tutto, erano passate. Eravamo tutti vicini, c’erano i compagni di classe e gli amici ad aspettare e festeggiare.

Oggi i ragazzi entrano a scuola, i cancelli finalmente si riaprono, ordinatamente aspettano, indossano la mascherina, mantengono il distanziamento, niente abbracci, niente amici ad aspettarli, niente compagni. Bisogna fare un’ora di orale, le prove scritte sono state vietate per il distanziamento sociale. Anche se del loro volto traspaiono solo gli occhi, non ingannano l’emozione, non ne sono capaci. L’attesa con ansia c’è. Forse c’è la paura ma con un concetto modificato da questi mesi difficili. Sono estremamente sensibili, pur dimostrando la grande spensieratezza. Il  decreto non prevede gli scritti, ma l’orale di un’ora, tutto accuratamente distanziato.

Li ammiro tanto per come si sono preparati, da un piccolo schermo di telefono o computer che ha reso difficile prepararsi per gli esami. 

Bravi gli insegnanti, attenti e coscienziosi a comprendere i loro scolari. Bravi ragazzi siete un esempio per noi grandi. La maturità questa volta l’ avete data voi a noi con il coraggio di affrontare la vita anche con la mascherina. 

Ora non rimane che divertirvi per tutta l’estate e se potete continuate a studiare! Guardate la cultura come avete fatto in questi mesi di covid-19, non come un peso ma come il merito più bello per voi stessi. E se non avete voglia di studiare, lottate per il vostro futuro lavorando, non vi accontentate mai. Non fate che gli altri siano padroni della vostre scelte o le condizionino. Non siate mai servi, ma padroni! 

Fate come quei giovani che mi hanno detto: 

C’è il virus, ma prima del virus che c’era? Niente! E allora, combattiamo una cosa in più! Siete voi grandi che fate le tragedie!

Auguri Maturi

A presto

La maturità della mascherina - Diario di una quarantena

La maturità della mascherina – Diario di una quarantena

La talpa e il 4 Maggio - Diario di una quarantena

La talpa e il 4 Maggio – Diario di una quarantena

La talpa e il 4 Maggio – Diario di una quarantena

Ciao Diario di una quarantena, meno sei alla: ” Riapertura del Tessuto socio economico Italiano”. A questo proposito, di “Italiano”, c’è ben poco.

Ricordi, l’ho scritto nei giorni passati, la ripresa o riapertura avrebbe portato differenze già ampiamente consolidate, ancora più forti tra nord e sud Italia, ma non per colpa degli italiani, popolo all’arrembaggio, ma per la politica che ci sta “manovrando”, cercando di stordirci.

Il governo, fà ripartire la forza lavoro dal 4 Maggio: le fabbriche, il commercio all’ingrosso, successivamente il commercio al dettaglio.

Le condizioni economiche proposte dal nuovo decreto, sono poco favorevoli per garantire la copertura dei costi a cui dovrà far fronte il piccolo, medio e grande imprenditore. Molti di essi si pongono davanti un bilancio spesa negativo, pensando già ad abbassare definitivamente le serrande delle proprie attività. Si aggiunge che, alcune categorie, apriranno solo il primo giugno. Questo lungo periodo di chiusura forzata, non è garantito da ammortizzatori sociali tali, da non morire di fame. Le banche non si fidano della garanzia posta dal governo, probabilmente perchè non hanno fiducia di esso. La Banca, nasce come strumento di utilizzo del contante o del mercato finanziario, non come ente di beneficenza. Dichiarazione e invito del presidente Conte alle banche – “Le banche facciano un’atto d’amore” –  Se io cittadino vado a chiedere una somma anche irrisoria, la banca necessita delle garanzie, cospicue e ben consolidate. Le garanzie consolidate, da che letteratura si voglia risalire, sono funzione di certezze effettive sul mercato, non sono rappresentate dal governo che baratta gli aiuti finanziari con la commissione europea cercando un concordato ancora da definirsi! A conti fatti per gli italiani una certezza dal governo viene sicuramente chiarita durante la conferenza stampa che annuncia il nuovo dpcm: bisogna risanare il deficit pubblico, che continua a crescere, mentre il prodotto interno lordo decresce. In sintesi dal governo c’è l’incarico di assunzione di responsabilità al cittadino, di: alzarsi la mattina, andare a lavorare e non ammalarsi. Qualora la curva epidemica dovesse risalire nella zona in cui risiedi: il “rubinetto si chiude” e tu resti a serrande abbassate. Quindi se vuoi bene ai tuoi sacrifici , se vuoi mangiare, devi andare a lavorare, inquadrato come un soldato a testa bassa, produrre per il deficit, pagarti i prestiti e rischiare di perdere tutto! Questa è la fase 2, quella che ci vede in fila al banco dei pegni, quella in cui si vende ciò che è costoso per racimolare qualche soldo. Da lì a breve, come è stato in passato, riapriranno le catene dei vendi e compro oro. Insomma siamo ritornati indietro!

Si aggiunge, nel futuro più presente, l’attesa risposta della commissione europea, alle condizioni del nuovo “Recovery fund”, che andrà a incastrarsi, con altri meccanismi salva stati, già presenti, (MES) e che porterà ulteriori cambiamenti a livello globale. Garantiscono che, questi soldi, non abbiano interessi da restituire. Ancora devo trovare un libro di economia e giuro lo sto cercando, o una persona, che presta soldi gratis, neppure al tempo del baratto! Non mi sembra in Cina si elargisce moneta gratis, lo scrivo perchè, questo governo, ama tantissimo i consigli del regime cinese e cerca di portarli in Italia, ma non ha capito che anche in questo momento in cui io e tanti come me scrivono: E’ ESPRESSIONE LIBERA DEL PENSIERO! CHE NON MI TOGLI NEPPURE CON LA PAURA DEI MANGANELLI!

Nel frattempo l’esecutivo, formato dai cinque stelle, o quattro? Dipende da quanti ne resteranno, unito al partito che rappresenta i democratici di sinistra, ha dimenticato, scrivendo il decreto, di guardare a testa in giù l’Italia formata da piccole attività imprenditoriali: negozi, bar, piccole aziende locali che per decreto, riapriranno a data lungo termine. L’esecutivo, con l’attento comitato tecnico, mentre analizzava e scriveva,  avrebbe dovuto distinguere le aperture territoriali nazionali, suddividendole per regioni, secondo il fabbisogno interno regionale, avrebbe potuto lasciare in mano le competenze alle regioni e comuni, risparmiando tempo e dando maggiore certezza agli imprenditori. Dai su non è difficile capire che, se tu stato garantisci me economicamente, io imprenditore produco a te stato, mi pago il deficit pubblico e ti garantisco occupazione! Questo governo è partito al contrario, io stato racimolo soldi per via delle banche, che li presta a te imprenditore che metterai in moto la produttività, garantendo la forza lavoro. Il popolo sarà comunque assicurato da una parte di ammortizzatori sociali, la cassa integrazione, di cui ancora nessuno ha visto nulla, non si sa dove sia! Ho preso in mano i miei libri di economia politica e scienze delle finanze e sinceramente si arriva al settore bancario quando le banche sono sottomesse allo stato e devono agire in funzione di esso! Ma qui non ricordo bene, siamo in Italia? Quello stato che sta facendo nascere istituti finanziari che fungono da banche? Quelle che vediamo passare in pubblicità eti propongono la carta senza conto? Non ricordo ci sia una banca sottomessa allo stato, o meglio, se vogliamo mettere nel calderone tutto, potremmo infilarci la banca d’italia, e allora perchè non stampare moneta per far ripartire l’Italia e sfamare il popolo? No non si può, c’è l’Europa e poi non sapremmo come ripagare questo flusso di moneta in più, considerando che fino al 2000 avevamo la LIRA moneta italiana, mentre ora dobbiamo inchinarci all’Euro e i suoi trattati! Questo Stato Italiano è il porto di tutti, non esiste più una politica interna al territorio!

In data 27 Aprile, il Presidente Conte afferma ai giornalisti, recandosi in visita a Milano, che il decreto è nato per essere la linea guida al paese, Verrà comunque adeguato in termini di competenze territoriali,  in modo da dare la gestione alle regioni e si adatti alle realtà territoriali secondo la diffusione del virus! Afferma che:

Questo governo non cerca consensi, questo governo cerca di fare le cose giuste e continuerà a fare le cose giuste, anche se questo dovesse scontentare il gran numero dei cittadini. Però i cittadini devono avere fiducia sul fatto che le nostro decisioni, sono decisioni responsabili nell’interesse generale collettivo di tutti.”

Ci ritroviamo allora che, in data 27 aprile 2020, qualora la curva di contagio salga, il governo provvederà a “Chiudere i rubinetti”, alle zone interessate.

Si è dimenticato di aggiungere Conte, che è contemplato anche lo sbarco di immigrati dalle coste siciliane, alle coste calabresi.

Ora, io non ho nulla contro queste persone immigrate, né ho una mentalità di non volerli in Italia, ho fatto l’abitudine a capire che, se voglio incontrare un italiano, devo andare in America, ma in questo momento di pandemia, in cui il virus in Africa è incontrollabile a causa della totale mancanza igenico sanitaria, secondo il Presidente del consiglio Conte e il partito democratico che appoggia i porti aperti e secondo la commissione sanitaria, cosa portano gli immigrati? Salute e benessere tra i posti incantati delle meraviglie del deserto?

E’ naturale che, all’indomani della notizia del possibile sbarco di 50 immigrati in calabria, la reazione della Presidente di regione Jole Santelli, e del popolo calabrese, sia stata quella di chiedere al governo di assumersi la responsabilità degli immigrati. In questo momento il governo, vede il sud Italia, in particolare calabria e sicilia, come il luogo dove continuare a parcheggiare i propri errori, contribuendo ad accendere gli animi dei cittadini italiani tra discussione il cui tema è:” l’inferiorità ” della gente del sud. Distoglierli dall’aspetto principale di divisione interna che crea il governo tra: occupazione al nord e povertà al sud.

Uno stato consapevole, atto a voler bene all’intero territorio e all’unità d’Italia, è uno stato che lotta senza distinzioni di massa, per far vivere il proprio popolo.

Quindi, caro diario, non ci spaventiamo se in questo momento la povertà è come il tunnel scavato dalla talpa. La talpa riesce metodicamente a dare forma al tunnel in modo perfetto, farà in modo che la terra sovrastante non gli possa cadere addosso per non morire schiacciata. La talpa, la luce non la vede! Ma sente! Ecco, in questo momento, la povertà è come la talpa, scava tra la gente formando un tunnel, cerca di non far vedere la luce, saremo noi con la nostra forza a voler sentire!

Accontentare il popolo alla povertà, attraverso ammortizzatori sociali incompiuti, privi di ogni aspettativa alle esigenze dignitose della vita, vuol dire approfittare di un popolo sottomesso! Che non vuole la guerra, magari perchè sente ancora sulla pelle il racconto di chi l’ha vissuta, quelli che sono rimasti! 

Imperterrito, il bello delle donne, oggi frutto della fantasia di molte, annuncia nel decreto l’incoerenza totale: la riapertura a chi vuol rientrare a casa dei fuori residenti con comprovato motivo, fregandosene o omettendo le ordinanze di divieto di spostamento interregionale.

Peccato non averti avuto davanti, perchè ti avrei voluto dire Presidente: che lo metti a fare nel decreto il chiarimento al futuro esodo? Basta che il tuo ufficio stampa faccia uscire la notizia!

Così come è stato i primi di marzo al primo esodo. Continuato a fine marzo, al secondo esodo, in cui si è verificato il blocco a Villa San Giovanni, per ben 72 ore. I sindaci delle due sponde hanno cercato inutilmente di fermare l’esodo,  mentre veniva chiesto l’intervento dell’ esecutivo. Avete risposto dopo 72 ore che: si poteva entrare in regione solo per comprovati motivi come da dpcm! Una risposta senza alcun senso rispetto alla necessità di non far passare gente che avrebbe aumentato il rischio di contaminazione. I controlli sulle autostrade, agli imbarchi o alle stazioni, non sono stati efficienti da bloccare macchine e persone. Nel frattempo la gente e il virus si sono insediati in calabria, hanno sbarcato in Sicilia e le curve di contagio sono aumentate! Mettendo in pericolo due regione la cui sanità non esiste! E’ latente, per mancanza negli anni dello Stato sul territorio, permettendo così che la malavita si potesse ancor di più ramificare e dando vita alla mattanza di uomini illustri di legge della nostra patria! Giusto per ricordare!

Ma questo caro diario, il bello delle donne non se l’è neppure ricordato! Da capitano dell’armata delle forze reali ha alzato la spada e ha indetto il lascia passare. La reazione della presidente della Calabria e i cittadini si è fatta sentire, ma vedi è consono secondo me rammentare una parte di cantico di Dante Alighieri che fà intendere molto sulla reazione non curante dell’esecutivo alla lamentela del popolo: ” Non ragioniam di loro, ma guarda e passa”.

Quindi, caro diario aspettiamo il 4 maggio insieme alla talpa, sperando che la divisione economica e sociale che il governo sta creando non divida completamente l’Italia. 

I teatrini successi in questi giorni di gente che va in televisione offendendo il sud e il sud rispondendo con dignità, non sono certo scatenati dal pazzo popolo italiano, o da crisi isteriche di giornalisti il cui ego fà della televisione una fonte di comunicazione. Ma sono state create dalla storia passata e presente dei governi che hanno disseminato differenze.

A questi giornalisti “mattatori di odiens”, si potrebbe ricordare che: il giornalismo è fatto di frasi compiute su carta stampata che profuma di informazione vera! Non di talk show o da dirette facebook!

Lottiamo per un obiettivo, uscire dal tunnel della talpa.

Riprendiamoci l’italia, non a testa bassa. Non dobbiamo avere paura, qualunque forma di comunicazione lecita è fonte di ribellione all’oppressione! Formiamo un Italia libera!

«Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.»

L’illustre sommo poeta Dante Alighieri

A presto.

Diario di una quarantena

Il filo e la Tela del ragno tra nord e sud – Diario di una quarantena

Il filo e la Tela del ragno tra nord e sud – Diario di una quarantena

Ciao caro diario di una quarantena, ti racconto: “Il filo e La tela del ragno tra nord e sud”

Posso affermarti con certezza che qualcosa sta cambiando in Italia. Sembra quasi di tendere un filo attaccato al piolo di una sedia per non annodarsi. Lo avvolgi, ed è pronta la bobina per tessere, devi stare solo attento che non lo prenda la tela del ragno.

E’ il filo che, a fine seconda guerra mondiale, periodo di Rinascita per l’Italia, ha attaccato al piolo della sedia la popolazione del mezzogiorno di Italia: aprivano le fabbriche al nord. Al sud il lavoro non c’era, ma non per mancanza di volontà della forza lavoro, ma per uno strano motivo dopo l’unità d’Italia, che ha portato a decidere lo Stato che, il nord si dovesse sviluppare e il sud dovesse indietreggiare ponendosi in un ostro caldo chiamato malavita. Ah beh si, “quella”, si è tessuta come la tela del ragno! Certo, ogni tanto è stata spezzata, dall’ostro caldo, ma non rotta. Il ragno, non ha mai abbandonato la sua tela, né mai è stato schiacciato, né mai gli è stata data la possibilità di far vedere che ogni tanto cambiava luogo.

Il sud quindi partì per il nord. Un nord contornato da immenso verde di cui prendersi cura. Poi, con l’espansione industriale, sorsero quelli che chiamavamo noi del sud ” I caseggiati grandi”.

Ed è così che dopo un pò di anni dal sud, guardavamo arricchirsi le grandi regioni di: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia romagna. Tutto concentrato in un sistema intrecciato che non permetteva alcuna apertura al sud. Certo, lo Stato cercò di aiutare il sud, creando finanche una banca, ma il filo attaccato al piolo ormai era talmente teso che la bobina ruotava sempre avanti e non permetteva di fermarsi.

Fù così che caddero alcuni dei grandi uomini che cercarono di allentare la tensione del filo, uomini di legge che volevano liberare il sud dalla tela del ragno. Gli anni andarono avanti, oggi viviamo la pandemia e il ragno in questo momento è fermo al centro della sua tela, non tesse, ma lascia che la sua tela si tenga da un capo all’altro. L’una maestosa, l’altra sconnessa dall’ostro caldo. Ciascuno di noi sente il libero arbitrio di portare avanti il pensiero che si è diviso tra nord e sud. Un nord che per alcuni ha maturato l’idea del sud così: terroni, trogloditi, ladri, inferiori, persone rancorose e soddisfacenti del fatto che il nord stia soffrendo più del sud a causa del covid-19. Improperi che vengono avvallati quasi quotidianamente da una televisione scissionista che porta ad un divario sempre più alto.

A dire il vero il sud, ha fatto bene a rispondere al nord impettorito, questa volta. Perchè sai caro diario, è nato un movimento anni fà chiamato, Lega nord, che ha iniziato a dividere definitivamente l’Italia. Quindi, se eri del sud e salivi al nord per vacanza, vedevi nelle loro città le bandiere verdi. All’entrata dei ristoranti le scritte: “Non si accettano meridionali”, ancora tutt’oggi, chi deve affittare casa ad un meridionale, dice di no, perchè non si fida di chi sia o di che famiglia provenga! Ad avallare ancora di più la discriminazione è lo stato, creando le differenze di espansione economica e sociale in un paese fondato sull’unità nazionale.

Arriviamo ad oggi, il sud viene nuovamente offeso da un giornalista durante una trasmissione televisiva di una rete ammiraglia privata. Viene chiamato “inferiore”. Voglio essere chiara e specificare perchè non menziono nomi e cognomi; sei talmente prezioso caro diario e ti prendi cura di ascoltare il mio pensiero che, non voglio imbrattarti inserendo nomi superflui alla mia crescita personale e alla mia assidua battaglia alla libertà del sud Italia. Quindi menzionerò solo i fatti accaduti.

Ricevute le offese, il mezzogiorno si difende. Ti assicuro che, dal tempo della nascita della Lega da cui il sud subì un accanimento passivo, arriva dallo stesso una risposta forte e chiara da parte delle istituzioni.

La presidente della regione Calabria Jole Santelli scrive:

L’attacco mediatico subito in queste ore dalla Calabria e dall’intero Mezzogiorno è intollerabile, tanto più in questo momento storico in cui l’unità nazionale è valore imprescindibile.

Mi rammarica molto ascoltare stupide affermazioni campanilistiche che sbeffeggiano il popolo meridionale. Sono da sempre a difesa della mia gente, della mia terra e non permetto a nessuno di denigrarla con leggerezza e cattiveria. La verità è che questa pandemia è sicuramente servita ad abbattere lo stereotipo del calabrese incurante delle regole e del bene comune.

Dico questo perché la Calabria, i calabresi hanno saputo dare buona prova di sé e da un evento fortemente negativo usciamo rafforzati e ci sentiamo di essere esempio positivo in quanto a rispetto delle regole. Nessun complesso di inferiorità quindi, tanto meno nella gestione di questa emergenza sanitaria affrontata con grande dignità.

Abbiamo offerto il nostro aiuto al Nord ad inizio pandemia, ci siamo offerti per curare i loro pazienti e l’abbiamo fatto con grande affetto e professionalità. La nostra grande essenza la si trova proprio in queste occasioni in cui dimostriamo la vera grandezza di un popolo che merita e chiede rispetto, oggi più che mai. Viva il Sud, viva il Nord, viva l’Italia unita, coraggiosa e solidale.

L’articolo The New York times:

riconosce l’encomiabile lavoro svolto dalle istituzioni calabresi  e dal popolo calabrese che ha saputo rispettare le regole e contenere l’epidemia che avrebbe portato la morte di tante persone per via del divario dell’efficienza delle strutture sanitarie tra nord e sud e della diversità d’intervento da parte dello stato italiano tra i due opposti della nazione, l’una assistita, l’altra che lotta il virus e la fame.

Di  

Per l’Italia meridionale, il Coronavirus diventa una guerra su 2 fronti

Mentre affronta le devastazioni del virus, il sud meno sviluppato dell’Italia affronta anche una carneficina economica che non si vede da subito dopo la seconda guerra mondiale, con i poveri che si rivolgono a dispense.

ROMA – Il coronavirus era già un disastro per Meorina Mazza. A marzo, ha ammalato suo fratello, ucciso suo cugino e spinto i funzionari della regione meridionale della Calabria in Italia a mettere in quarantena la sua città costiera di San Lucido.

Ma il blocco l’ha anche tagliata fuori dai suoi turni di lavoro come una mano in cucina e ha reso più difficile fare domanda per il benessere. Ora fa affidamento su donazioni di farina per sfamare le sue figlie, ma non ha ancora soldi per pagare le bollette della luce.

“Siamo davvero diretti verso la totale disperazione”, ha detto la signora Mazza, una madre di due figli di 53 anni.

L’epidemia di coronavirus in Italia, tra le più mortali al mondo con oltre 24.000 morti, è esplosa per la prima volta nel ricco nord del paese , dove ha portato al limite uno dei sistemi sanitari più sofisticati d’Europa. Ma è il sud più povero e meno sviluppato del paese che ha incombuto su tutta la crisi e ha avuto un ruolo di primo piano nella decisione del governo di bloccare tutta l’Italia il mese scorso.

Ora, con il piano del governo italiano di iniziare una riapertura graduale del paese il 4 maggio, alcuni leader del sud rimangono così spaventati dal potenziale del virus di devastare le loro regioni che hanno suggerito che avrebbero bandito i settentrionali se si fossero affrettati a sollevare il blocco .

Gli italiani del sud stanno già combattendo una guerra su due fronti, affrontando sia le furie del virus sia una crescente carneficina economica non vista dal periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale.ù

La diffusa eruzione del virus in Calabria “sarebbe stata una catastrofe”, ha detto Jole Santelli, presidente calabrese, che ha compiuto il drastico passo di chiusura dell’intera regione a marzo, contribuendo a prevenire un disastroso scoppio. Ma il danno economico, ha detto, “sarà enorme”.

Quel bilancio è già evidente, anche se il sud ha generalmente evitato il peggio della pandemia.

I poveri, abituati a cercare posti di lavoro nell’economia informale, sono sempre più dipendenti dalle dispense. Le notizie preoccupanti, se sparse, di disordini sociali hanno perforato la narrativa italiana del sacrificio patriottico. I funzionari temono che il crimine organizzato stia sfruttando la crisi intervenendo come prestatore di prestiti e, in alcuni casi, cibo.

Il senso di appartenenza e la dignità del popolo del sud trova oggi la massima espressione di protesta, alcune edicole decidono di non vendere il quotidiano per cui lavora il giornalista e le libreria restituiscono il testo da egli scritto.

Questa è la forma più dignitosa che l’essere umano può compiere nei confronti di chi sedimenta discriminazione.

Per quanto riguarda la e le trasmissioni che ospitano campagne e persone che fomentano divisioni dell’unità d’Italia, bisognerebbe chiuderle o se non si vuole intaccare la libera espressione, porli nella condizione acculturata di sapersi relazionare con il pubblico appartenente tutto alla stessa nazione. Da parte mia l’invito alla popolazione nord e sud di evitare di guardare spettacoli che anche a me hanno in un primo momento indotto a pensare che si potesse parlare con la voce del popolo. In realtà è stato teso lo specchietto alle allodole dai saltimbanco.

Io nel mio cammino ho subito molto la discriminazione inter territoriale, decidendo sempre di tendere quel filo dalla parte opposta e fare in modo che la tela del ragno tra nord e sud sia tolta.

Continua la mia lotta che, ad oggi, in pandemia trova questo scritto, che non dimenticherò mai, mentre esprimevo il mio pensiero all’esodo provocato dal governo nella diffusione dei contenuti del decreto del 17 marzo, in cui si annunciava una prima chiusura di scuole e aziende.

«Ridicola chi è scappato non è certo quello che ha la seconda casa ma i figli vostri rincoglioniti! E voi pure a proteggerli! Idioti che non siete altro. Siete senza cervello e spina dorsale. E lamentatevi che vi prendete il virus. Non fate altro che lamentarvi».

L’animo della gente del sud si è svegliata, il virus ha restituito quella parte di coraggio che avevamo allentato. E per coloro che pensano che siamo inferiori, ogni giorno dimostriamo in tutti campi che, quando arriva una mente del sud, il nord la prende come fosse l’ultimo pezzo di un puzzle, il più importante.

Caro nord sei bello con i tuoi riflessi rosa, ma ricorda che l’ostro caldo è fonte della tua ricchezza. E’ per questo che l’Italia è unita.

Ricordati caro diario di quando ti ho raccontato quella parte  di Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020 – L’esodo al sud del nord – Avevamo capito che già sarebbe successo qualcosa in più. Oggi 23 Aprile aspettiamo la che il Presidente del Consiglio Italiano faccia onore alla nostra bandiera al Consiglio Europeo La spesa in lockdown – Le tenebre del Mes – Diario di una quarantena

Il grande Maestro Camilleri dice:

Bisogna pesare ogni parola che si dice e far cessare questo vento dell’odio, che è veramente atroce e lo si sente palpabile intorno a noi

A presto

Diario di una quarantena

La spesa in lockdown – Le tenebre del Mes – Diario di una quarantena

La spesa in lockdown – Le tenebre del Mes – Diario di una quarantena

LA SPESA IN LOCKDOWN

Ciao Diario di una quarantena. Dopo un mese di lockdown sono uscita per andare a far spesa. Sensazione stranissima. Devi prima ufficiare al rituale uscita in lockdown perchè sei strettamente super visionata dai controlli esterni:

  • Preparo guanti e mascherina, obbligatori in Calabria;
  • Preparo autocertificazione;
  • Mi bardo come se stessi andando a compiere “mission impossible” e il virus non mi deve riconoscere.

Jeans, camicia nera, piumino, scarpe basse sportive nere. Nel vestirmi, non ho cambiato nulla, il nero rimane il mio colore preferito. Mi trucco in viso, un filo di cipria nude, un pò di colore nude sulle  palpebre, contorno l’occhio con matita kajal nera, dipingo le ciglia con il mascara. Tristemente niente rossetto, sporca la mascherina, niente fondotinta e pensare che mesi fà, non era assolutamente concepibile  per me, uscire senza fondotinta. Tutto dev’essere semplice, pratico, veloce, devo stare attenta che ciò che mi circonda, non deve entrare a contatto con le persone, dev’essere lavabile, o usa e getta. Ormai dopo un mese che resto a casa, sono “abituata” al mio mondo, ovattato dai profumi e abitudini; questo nuovo modo di uscire e  di imporre a me stessa una serie di inclusioni al mio status per via di forze esterne, mi dà fastidio, è una presenza forzata alla libertà individuale. E’ come se avessi un gendarme alla porta che ti aspetta e ti controlla. Riesco in me stessa a passare l’uscio di casa, esco dal portone, il sole è tiepido,  batte sulla scocca dell’auto dando la rifrazione a specchio. Finalmente, caro Diario, sono in auto. Io vivo la maggior parte della giornata con la mia “Principessa”, dalle ore di lavoro, al tempo che dedico per la mia vita Solo guardarla è un’emozione stupenda. Apro lo sportello, mi scontro con il calore che ha riscaldato il cruscotto e la pelle degli interni, mi avvolgono con i loro odore, mi siedo e mi ritorna in mente quella sensazione che ho scelto quando avevo 16 anni, voler guidare per essere libera, indipendente, non è mai cambiata. Inserisco la chiave, collego il cellulare, accendo l’aria per raffreddare l’interno, premo il pulsante di accensione, si avvia un pò goffamente, i giorni di lockdown, anche la mia bella “Principessa”, li sta condividendo con me! La lascio ferma col motore acceso, per ascoltarla, certo non è più come prima, ora devo controllare la voglia di prendere la mia auto ed essere libera di poter raggiungere un posto, un luogo, una persona che desidero vedere, ora accanto, poggiata sul sedile passeggero ho la mascherina e i guanti e ad accompagnarmi l’autocertificazione. Che dirti Diario, ho sentito che, il concetto di libertà, può assumere una caratura più alta, quando viene limitato. Inserisco la marcia e percorro il tragitto piano, ascoltando il rumore delle gomme sull’asfalto che adoro. E’ un fruscio di gomma che si differenzia secondo la strada su cui aderiscono. In lontananza, a sirene spiegate i carabinieri, davanti me altre macchine, ci accostiamo tutte sulla destra, sorpassano quasi volando, in questo periodo la loro vita è cambiata, il rischio è triplicato, chissà dove andavano! Avvicinandomi al centro urbano, uno strano silenzio avvolge, ma non è un silenzio dovuto all’assenza, è un silenzio che comprime l’esistenza del sistema, protagonista assoluta delle abitudini che ci circondano! Ora, siamo in quella fase in cui, dobbiamo capire che, quel continuo modo di fare di un tempo “passato”, ma non lontano, per via della parola “tempo”, è riportato alla parola “passato”. Può essere cambiato da un lento spostamento dell’asse su cui ruotiamo. Prima che il mondo lo comprenda passeranno molte fasi! Ci saranno contrasti, perchè la società vuole nuovamente tutto come prima, poi si accetterà che il nuovo è un’opportunità al presente e solo allora la parola “presente”, farà parte del sistema.

Arrivata al supermercato, prima di scendere dalla macchina, indosso guanti e mascherina per entrare. Prendo il carrello, mi rendo conto che, anche le abitudini di accoglienza al cliente sono variate. C’è un nastro rosso che divide il corridoio in entrata e in uscita, in modo da tenere distanti le persone. Per fortuna non c’è fila all’esterno, quindi entro facilmente. Mi ricordo aver visto in tv le file chilometriche di gente che aspettano distanziate, sono fortunata! Entrando al supermercato, mi sovviene un ricordo abituale che mi lascia attonita, mi aspettavo di vedere le pile di bancali stracolme di merce dopo le festività, perchè tutto dev’essere abbondante, non deve finire, ma mi rendo conto che non ci sono. Il passo è libero, puoi fare la spesa anche con una certa tranquillità, al banco salumi non c’è quella solita interminabile fila che ogni volta mi fa desistere dall’acquisto. Trovare me tra la confusione è come trovare l’ago nel pagliaio. E’ tutto un limite con le dovute distanze, tutto ha un perimetro a strisce rosse. I prodotti a scaffale sono presenti, ciò che prima era in abbondanza, ora è presente nella giusta proporzione. La parte triste è vedere realmente ciò di cui parlano in televisione, manca il banco pescheria, il luccichio argenteo del pesce non c’è, è fermo, le barche e i piccoli gusci, sono ormeggiati! Compro tutto doppio per evitare di uscire, osservo il comportamento di ciascuno di noi, spontaneamente ci distanziamo. Mentre prima del coronavirus, ci ammassavamo a chi prende per prima, ora aspettiamo l’uscita dell’altro dalla corsia per poter entrare. Su alcuni bancali sono appoggiati i sacchi da 5/10 chili di farina, proporzioni di peso che prima, caro diario, come racconto in “Il tuo quaderno di cucina”, li vivevo con papà recandomi al mulino.  Controllo il mio pizzino di carta in cui ho scritto la lista. C’è tutto! Davanti le casse è presente il distributore per sanificare i guanti. Le cassiere sono gentili, non hanno quell’aria tra l’incavolato e lo scocciato di un tempo, tant’è che ho pensato che, l’aria del virus ci porta la sindrome della gentilezza. Vuoi vedere che anzichè litigare possiamo anche essere civili per sbaglio? Metto tutto nel carrello, pago e vado via. Ho fatto la spesa! Senza ansia! Raggiungo la macchina e metto in busta tutto ciò che ho comprato, accanto me ci sono due uomini che parlano di politica, per un attimo ho pensato si fossero messi accanto perchè sapevano che questi argomenti mi piacciono, mentre imbusto li ascolto e così mi faccio compagnia, sentendo i discorsi di torto e ragione tra regione e governo. Poi entro in macchina e via a casa! Io a casa! Io quella che prende la macchina e soltanto perchè ama le ruote non torna prima di sera! Caro Diario in quel momento ho detto a me stessa che potranno togliermi e cambiare tutto, ma io e la mia “Principessa” i 180 km orari li toccheremo sempre!

A casa la spesa ha riempito il frigo, ho trovato un pò di tutto. La spesa è un budget importante in questo periodo, bisogna bilanciarlo tra le offerte da volantino. I soldi non sono tanti. Lo stato ultimamente ha erogato per la classe autonoma 600 euro di bonus, una miseria tra i poveri. Dopo anni di contributi e tasse, in emergenza sanitaria 600 euro è davvero vergognoso! Per non dire del tempo che c’è voluto per avere questi soldi! Da Marzo in cui è stato emesso il decreto, ad oggi, 17 Aprile 2020. Soldi nostri, del popolo. Se ascolti la gente, sembra che, i politici abbiano fatto un favore ad una parte del popolo, quella più sottomessa al tributo! Naturalmente bisognerebbe far capire al popolo che, non è un favore, ma è un diritto, e che ci spetterebbe molto di più. Ad oggi non ho visto un politico tagliarsi lo stipendio! Anzi fanno i vaghi.

Queste settimane sono state alquanto coinvolgenti.  Pasqua e Pasquetta chiusi in casa con gli elicotteri che ronzano sulla testa, direi coivolgente! Se non da libro con titolo; “Storie di un virus e il suo controllore”. Avremo un lockdown fino al 3 Maggio, riapriranno le libreria e i negozi per la vendita di vestiti per bambini e neonati, ripartono le attività produttive silvicoltura e industria del legno. E’ stata nominata una task force che si occuperà della fase 2. Che cos’è? E chi sono? Semplice, per poter riprendere il sistema economico sociale graduatamene e non vi sia uno shock e un impatto sociale drastico, bisogna elaborare dei modelli sociali e di organizzazione al lavoro che rispettino le misure di contenimento che l’emergenza ha causato e che ci ritroveremo nel medio lungo temine. Ti ricordi prima quando ti ho detto del lento spostamento dell’asse su cui ruotiamo, ecco quello, ci studiano e poi prendono le decisioni!

LE TENEBRE DEL MES

In funzione di tutto ciò, quando il presidente del consiglio Conte, inizierà a parlare di Mes! Ah no no! Scusa mi ero dimenticata volutamente! Porca miseria come sono arrivata col pensiero fin qui? Bah casualità! Le misure di cui decide la task force, sono anche in funzione della politica economica dell’unione europea, che il nostro governo deve accettare o non accettare! Ora ti racconto.

C’è stato lo sfodero della spada del nostro beneamato presidente del consiglio, all’insorgere delle opposizioni nella tarda notte del 09 Aprile. Nella “tenebra notte” in cui si batteva la notizia di un accordo da parte dell’eurogruppo di un pacchetto per finanziare il sistema sanitario e la liquidità alle imprese. Insomma un mes chiamato con un’altro nome e mentre Germania e Olanda brindavano,

il popolo del web insorge al Presidente del consiglio e i suoi ministri al grido:

“Traditore hai accettato il MES”.

In realtà, la manifestazione di malcontento alla decisione dell’eurogruppo, è per l’Italia la rivoluzione intrinseca a ciò che il popolo subì negli anni della crisi economica dal 2000 ad oggi. Crisi in cui il popolo si ritrovò azzerato in tutto: risparmio – lavoro – pensioni – 

Oggi la generazione di coloro che hanno 40 anni, cerca di risalire l’aspra montagna fatta di roccia argillosa. Alla prima mossa falsa cadi nel precipizio, per via della sottomissione alle regole Europe.

Questo è ciò che è avvenuto quando il governo Berlusconi vende l’Italia all’Unione Europea, sotto forma di MES nel 2011. L’attuazione della politica austera arriva nelle mani del governo tecnico con a capo Mario Monti, dal 2011 al 2013 . Il popolo scivola lungo il precipizio. Tutto ciò in funzione del fatto che, l’Italia è stata data in mano a qualcosa che si chiama Unione Europea e che oggi mi trova orgogliosa a NON averla scelta! Ne sono purtroppo succube, ma altrettanto combattente all’indipendenza di un “Italia libera”! 

Quindi, caro diario, continuo il racconto e ti pongo all’ascolto di quello che è il “passato” , ciò che prima ti ho descritto come condizionato del “tempo”.

La riduzione del prodotto interno lordo iniziò dal 2006 con la crisi immobiliare americana, il fallimento delle grandi banche e multinazionali americane, portò una recessione globalizzata, che, per via ovvia, implicò un inasprimento delle condizioni economiche e sociali degli stati. In parole semplici, non circolando soldi, lo stato aumenta le tasse, questo si riversa sugli investimenti delle medie e grandi imprese che si ritrovano a sopportare costi esosi, tra cui il costo del lavoro, con una notevole riduzione della domanda di mercato, ma ponendo in essere un’offerta alta. Le stesse industrie, per sostenere i costi, ammortizzano sul costo del lavoro, creando il fenomeno della disoccupazione che in Italia – Grecia – Spagna, quindi i paesi del sud dell’unione europea, si diffonde a macchia capillare, ma nei paesi del nord europa come Germania – Francia – viene arginata in breve tempo. (Non mi spiego, dopo aver letto tanto, come abbiano i paesi del nord europa, magicamente tessuto il sistema economico, rimbalzando la retrocessione con ottimi risultati! Secondo le teorie si parla di didascalie come: capienza minima di deficit accumulato, Pil ricostruito nel breve periodo, partecipazione al fondo MES. Io parlerei del fatto che l’unione europea trova la visione nei fondatori dei paesi del nord europa, in funzione di questo vi sia una specie di manipolazione agli intenti di dominio su alcuni stati, caso vuole che la Grecia più che essere aiutata è stata sottomessa al volere di Bruxelles).

Dobbiamo fare un passo indietro nel tempo. Il potere d’acquisto della nuova moneta, entrante in Italia nel 2000, l’Euro, con valore di cambio di 1936.27, prometteva un auspico e aulico valore macro e micro economico. In realtà negli anni successivi, il valore della vecchia moneta italiana “Lira”, fù rimpianta dal popolo, e non solo, ma anche da chi aveva votato perchè fossimo in unione europea tutti con la stessa moneta, pensando secondo me che, la casa in Francia, costasse meno della casa in Germania, la così detta società borghese. Nel confronto, in termini di potere di acquisto, ci si rese conto che qualcuno in quegli anni ci aveva presi in giro raccontandoci che, con l’euro, non sarebbe cambiato nulla, anzi, che avremmo avuto un potere d’acquisto maggiore rispetto all’attuale moneta svalutata sui mercati, e ne avremmo guadagnato. Quindi il popolo, ingannato come sempre dalle parole saccenti e dalla FIDUCIA data all’uomo politico, abbocca all’euro, ma i fatti lo riportano alla triste realtà da combattere giornalmente. Ci raccontarono che un chilo di pane, che costava 1500 lire, l’avremmo comprato neppure con un euro pieno, perchè valeva di più  e che saremmo potuti andare in America in vacanza, perchè costava di meno, visto che l’euro valeva di più del dollaro! Puoi immaginare la felicità del popolo. Finché non arrivammo all’era del cambio nel 2000! Per magia tutto restò invariato… tranne i prezzi sugli scaffali, che incrementano il PIL, rimasero gli stessi, ma con un potere di acquisto dell’euro inferiore. Un chilo di pane che prima costava 1500 lire, ora lo dovevi compare con 2.00 euro. Quindi partì tra il popolo la “coscienza al costo” e sugli scontrini che, nel 2000 venivano stampati con l’importo in euro e in lire, si notò che, facendo un calcolo, al valore di 1936.27 x 2.00 = 3 872.54 lire, quindi costava tutto il doppio e gli stipendi erano gli stessi, coloro che prima guadagnavano 1800.000 MilaLire, oggi hanno un potere di acquisto pari a 900.000 Lire. In compenso nel corso degli anni e la crisi avvenuta, per poter pagare i debiti che avevamo fatto con l’unione europa per via del fondo salva stati, MES, e salvarci dalla retrocessione, le tasse aumentarono graduatamene, l’europa variava le condizioni di accesso e tassi d’interesse al fondo, non solo, più questa politica variava, più in Italia il popolo veniva messo in povertà. La politica austera di innalzamento graduale delle tasse, portò le  industrie ai  licenziamenti e cassa integrazione. Gli ammortizzatori sociali,  non ebbero un potere determinante per arginare la povertà, tanto più che le condizioni per accedere alla domanda di disoccupazione, erano davvero improponibili rispetto all’offerta di lavoro. Il popolo toccò e a tutt’oggi tocca, la soglia della povertà. Si verificano i casi di impoverimento in numero esponenziale: il fallimento economico per grandi medi e piccoli imprenditori, tra il popolo la mancanza di moneta e la privazione alla dignità personale, portano a numerosi suicidi, atti di isterismo, violenza domestica. Quando l’Unione Europea con Mario Draghi decise di aiutare i paesi in recessione attuando la politica di un fondo salva stati MES, si dimenticò di spiegare agli italiani che dovevano restituire i soldi a tassi d’interesse fissi e variabili, dimenticò di dire che quei tassi avevano e avrebbero avuto un’austerità sulla popolazione e l’impoverimento della stessa. L’approvazione del Mes nel 2012 con il governo tecnico di Mario Monti fù la scelta della legislatura del governo Berlusconi, Ma fù anche la scelta dei governi precedenti che favoreggiarono l’europa unita.

Oggi, con grande orgoglio caro Diario, mi sento fiera di non aver mai votato e di non essere mai stata partecipe a questa unione che ha portato il salasso italiano!

In quegli anni di forte dominanza politica, gli italiani pensavano a racimolare beni materiali per poter affrontare un futuro incerto, erano gli anni in cui si gridava di voler spostare la capitale a Milano ampliandola sempre più e decentrando l’economia, di un ipotetico futuro risanato, all’estremo nord, confinante con l’Unione Europea. Furono gli anni in cui il sud Italia trascinò la sua recessione, dimenticato dalla Stato! La gente del sud era emarginata dal grido “Terroni ladri”. Ma nonostante questo, oggi al sud, si è fieri di combattere la guerra al coronavirus pur non avendo nulla!

Quindi, caro Presidente del consiglio Conte, divenuto oggi per molte donne il recondito desiderio, è vero Salvini e Meloni avranno gridato nelle tenebre:

MA GLI ABISSI SONO STATI SCAVATI IN GRAN SEGRETO TRA LE GROTTE DELL’UNIONE EUROPEA E DECISI DAI GOVERNI ANTECEDENTI 

E’ dalla fine della seconda guerra mondiale che nasce la dipartita di fondare l’unione europea e dal 2000 che manovrate il popolo, direi che ci siamo francamente rotti le palle e non dobbiamo chiedere il permesso a nessuno se vogliamo uscire dallo strozzinaggio legalizzato e dalla sottomissione a regole che, non sono parte della nostra costituzione. E siccome finchè il popolo potrà esserci, la volontà è sovrana, al grido: “Traditore ci hai venduto approvando il MES”, io rifletterei da politico, non sull’isteria del popolo, come impropriamente menzionata dalla vostra classe politica, ma alla sofferenza che al popolo continuate a voler dare!

ARTICOLO 1 COSTITUZIONE

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Non appartiene all’unione europea!

Caro diario, mi ritrovo nuovamente a cucire la mia bandiera, e come me militiamo in tanti lo stesso desiderio.

A presto!

 

 

©©© Copiare è reato, siamo sempre attenti alle riproduzioni:

Diario di una quarantena

I Buoni Spesa – Diario di una quarantena

I Buoni Spesa – Diario di una quarantena

Ciao Diario di una quarantena,

oggi 29 Marzo 2020, ti voglio raccontare qualcosa che stavo scrivendo nel mio racconto in bozza per poi pubblicarlo. Lo riporto tra queste righe per testimoniare ciò che un giorno i figli racconteranno alla nuova generazione, anche se sarà letto da 1 -2 – 10 o nessuno, ciascuno di noi sarà importante in tutto.

Stamattina, come ogni mattina, ho sentito Mamma al telefono, non è più come prima che sfuggivo alla chiamata per tempo o per voglia di non farlo. Mamma e papà sono blindati a casa, perchè con le mie sorelle abbiamo tanta paura. La loro età è quella degli insegnamenti passati, quella della memoria che negli anni ha lottato per sopravvivere al dopoguerra, oggi è costretta a nascondersi in casa da un nemico invisibile che si accompagna al “silenzio”. Vaga senza timore, ti osserva, ti passa accanto, decide, senza lasciarti la volontà di scegliere ne per un saluto, ne per un abbraccio, hai soltanto il tempo di prendere le tue ceneri e seguirlo.

Mamma ha 78 anni, ha gli occhi verdi e fattezze non mediterranee. E’ bella, come le foto in bianco e nero custodite nei cassetti delle scrivanie a casa, la ritraggono con i capelli lunghi e lisci che la adornano. E’ vestita perfetta, poiché nonno da sarto le ha insegnato a cucire. Sempre distinta, vestita bene, con la grande forza di chi ha dovuto lottare per farcela durante il periodo del dopo guerra, indipendente, lavoratrice di un mestiere che mi ha portato a capire cosa vuol dire cultura, l’insegnamento.

«Pronto».

«Buongiorno, allora oggi c’è il sole li da te?»

«Mamma, si c’è il sole!»

E’ abituata a sentirmi incavolata, sa che è il mio modo di essere. Lei è l’unica che comprende che, questo è proprio lo status che ho scelto per me stessa, mi permette di rimanere sempre razionale. 

«Che c’è, oggi incavolata di nuovo?»

«Sono arrabbiata che è peggio! Per ciò che ci stanno facendo. Dopo che il popolo del sud ha sempre lavorato e sofferto negli anni della crisi, continuano a trattarci come poveracci! Abbiamo perso tutto in un attimo, senza che loro dall’alto avessero consapevolezza di ciò che stava accadendo, prendendo tutto con facilità, portandoci così a rinunciare a noi stessi per proteggerci da un cazzo di virus che abbiamo importato da oltre oceano. Ora non sanno gestire l’economia del paese! Tutto perchè ci hanno imposto a non essere liberi nella nostra patria, obbligandoci ad un europa che io non ho voluto pur votando! Costretti a stare attenti ai colpi di stato della solita Germania che ho conosciuto nei libri di storia e che ho visto mentre percorrevo le stanze del milite ignoto a Roma. Ancora è vivo il ricordo dello sterminio che abbiamo subito, ancora ricordo il sacrificio dei militari in quella sequenza storica fotografica, le innumerevoli testimonianze che finanche nonno ci ha raccontato. Dopo ciò, ora, ci ritroviamo ad affrontare un’organizzazione latente da ciò che è veramente il bisogno del popolo, l’europa. Hai sentito ora dei buoni spesa? La carità al popolo monitorata dai servizi sociali. Monitorati finanche nella povertà! Dividono la società tra chi può morire di fame e chi può ostentare. Pensano che il popolo sia stupido, giocano con la classe debole che si accontenta per necessità. Io non ho voglia di accontentarmi, ho voglia di far crescere la mia terra che è stata sempre messa da parte, non capiscono che alimentano le rivoluzioni. Sono mesi, ancor prima succedesse tutto, che si parla di massoneria! Giocano a carte con l’europa: se non mi dai i soldi che mi servono come ti dico io, per me l’europa finisce; nel frattempo muoiono persone, rischiano la vita medici e infermieri e si espande la pandemia e la crescita economica si allunga sempre di più portandoci alla recessione! Però, dall’alto dell’egocentrismo tra sedie e cravatte, virtù loro storica vuole che: ognuno si fregi di aver lottato per avere la meglio e non disfare l’europa! Poi se il popolo è senza niente, se le aziende per cui lavoravi non riaprono, se le attività che avevi costruito falliscono, di quello un progetto specifico non esiste! Di che viviamo?  Che gli frega! Lo stipendio loro mica se lo sono toccati!»

«Lo so, io e papà abbiamo paura non per noi, ormai noi la nostra vita ce la siamo fatta, erano altri tempi, ma per voi. Mai avremmo potuto pensare di ritornare al tempo del dopoguerra. Questi hanno fatto come un quando ero ragazza io, alle famiglie davano una tessera, con quella tu avevi diritto a comprarti un quantitativo di mangiare, ma non quello di adesso, allora non c’era niente. Pensa noi, grazie al lavoro di nonno come sarto ce la cavavamo bene rispetto chi non aveva nulla, confezionava le divise dei militari, rammendava, cuciva i cappotti per i governanti, gli veniva chiesto di cucire le bandiere all’esercito. Non dimenticherò mai quando nonna mi metteva in mano quella tessera della spesa una volta al mese e mi diceva – vai a prendere le cose che ci danno – io andavo e se serviva lo zucchero ci veniva spezzato da un grosso blocco e dato a grammi, lo stesso il sale, ci veniva distribuito come fossero sassi, la pasta incartata in una carta oliata blu o grigia, tutta pesata, la farina distribuita come fosse oro. Eravamo nove noi a casa, ma ti ripeto, con il lavoro di nonno avevamo la fortuna di una casa, di poter scambiare il lavoro con l’acquisto di animali per mangiare, i soldi non esistevano, li vedevi solo se ti pagavano i militari e i governatori. Siamo tornati così! Bisogna affrontarla, dovete farvi sentire e far capire quello che volete per il vostro futuro, non sottoponetevi a tutto per comodità. E’ così purtroppo, noi possiamo solo chiedervi scusa per avervi dato un mondo così brutto. Hai visto il papa? »

«Mamma, non incominciare con la storia del papa, la chiesa e altro, perchè la gente ha iniziato ad avere le visioni, cercano sempre il di più invece di tenersi con i piedi per terra. Prima i balconi, poi gli abbracci, ora le visioni, è così che distraggono le persone e vengono assuefatte dal pensiero!»

«Lo so che ti da fastidio e che credi come vuoi tu, però il papa ha detto soltanto che il mondo deve cambiare, di unirci e di pregare, perchè la più grande punizione che stiamo ricevendo è toglierci tutto ciò che abbiamo di materiale per sentirci impauriti, smarriti. Noi pensiamo che al di sopra non ci sia altro, ora è arrivato il momento in cui dobbiamo credere e capire che il mondo è un unica terra!»

«Va bene mamma, hai ricominciato con la stessa storia! Un giorno crederò, per ora credo che voglio avere i miei affetti senza che nessuno me li tolga, al resto sono abituata, qui il lavoro è sempre stato un incognita mi ricostruirò come faranno tanti di noi! »

«Non avere paura, stavolta ti dico io a te quello che mi hai detto quando avevi 10 anni  – la paura non esiste – »

«Si va bene mamma, ciao».

Mio nonno cuciva le bandiere per la mia Italia, oggi tu governo cuci la bandiera all’Europa!

 

Diario di una quarantena - 25 Marzo 2020 - Lo sbarco bloccato - Italia divisa

Diario di una quarantena – 25 Marzo 2020 – Lo sbarco bloccato – Italia divisa

Diario di una quarantena – 25  Marzo 2020 – Lo sbarco bloccato – Italia divisa

Ciao Diario di una quarantena,

ho appena terminato di scrivere l’articolo sul blog riferito all’ultimo decreto di contenimento che chiude diverse attività industriali…

No no aspetta !…

Ho sbagliato a scrivere, non è l’ultimo decreto! Ci saranno altri colpi di scena!

Sono rimasti davvero in pochi a lavorare, oltre medici e infermieri, gli autotrasporti rischiano la loro vita giornalmente. I corrieri resistono ancora per poco, sono piccoli grandi soldati che corrono per recapitare ciò che è utile e garantire la continuità di una filiera del lavoro attivo e di vita sociale ormai spezzata. Anche loro si preparano alla cassa integrazione.

Aleggia aria di contrasto politico – sociale, per via delle mille decisioni prese e non ancora realmente attuate. Gli aiuti al popolo decretati non sono realmente attivi. Il sito dell’inps, a tutt’oggi 25 Marzo, non è operativo rispetto le domande da presentare per garantire gli ammortizzatori sociali. Tutto ciò porta a non far entrare soldi a casa.

La classe operaia traballa a casa. La classe ricca è a casa ma col gruzzoletto. Naturalmente nessuno dei nostri parlamentari ha rinunciato al suo stipendio o ad abbassarsi il fruttuoso onorario che il popolo italiano paga mensilmente.

La mia domanda è? Ora che nessuno è in grado di pagare le tasse dove prenderete i soldi per i vostri lussi? Ma la risposta la ho!

Lo sfruttamento dell’europa in termini economici serve anche a garantire la classe politica. Cascano sempre in piedi! Come fù durante il dopo guerra, faranno in modo che, il popolo, si accontenti di farina, allevamento e agricoltura per potersi sfamare. La media del paniere dei beni parla chiaro, l’articolo più venduto è: farina e acqua, la carne a costo basso il pollame, la frutta e verdura scalano la classifica. Rimarrà nel tempo anche la possibilità di investire nel piccolo artigianato che rifiorirà. Tutto in una prospettiva futura di crescita, non per il sud, ma per il ricco nord che guarda tra: il monte bianco e il monte rosa, l’europa.

Ecco perchè, anche questa volta, il governo ha aperto una voragine disastrosa tra nord e sud, l’esodo che riparte per la terza volta. Come in una buona armata pronta al combattimento i comandanti si posizionano. I presidenti delle regioni del sud cercano di chiudere le regioni con le ordinanze ed evitare la contaminazione. Si rischia il tracollo completo del mezzogiorno, uno sterminio di razza che non avrebbe uguali, al sud gli ospedali non garantiscono capienza e supporto alla sanità. L’impegno costante dei sindaci e della regione, in questi giorni ha portato in calabria la realizzazione:

  • 21 Marzo 2020 –   struttura modulare area adiacente Azienda Ospedaliero Universitaria Mater Domini di Catanzaro. La struttura conterrà 80 nuovi posti terapia intensiva e subintensiva si potranno gestire in sinergia con il policlinico ulteriori 1000 casi di possibile contagio. Questi nuovi posti letto si andranno ad aggiungere ai 141 allestiti negli scorsi giorni in tutta la regione.
  • 340 i medici che hanno dato disponibilità per essere impiegati durante l’emergenza Coronavirus in Calabria.
  • ASP avviato le graduatorie degli idonei per l’assunzione, sempre a tempo determinato, di 270 infermieri e 200 Oss oltre che a biologi e tecnici di laboratorio.

L’ordinanza più importante della regione è emessa il 20 Marzo, la Calabria è chiusa, chiunque entri o esca dal territorio lo deve fare con comprovate motivazioni. Ciò non è sufficiente a bloccare le fughe incoscienti verso il sud

Il 22 Marzo, il presidente della regione Calabria rilascia questo comunicato:

Sono felice che il governo abbia compreso le preoccupazioni del Sud ed abbia cercato di porvi rimedio varando un’ordinanza del ministero dell’Interno e della Salute che vieta a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi in un comune diverso da quello in cui si trovano, quindi di evitare “fughe verso Sud”. La Calabria aveva necessità di risposte concrete per evitare nuovi contagi.Ringrazio il Presidente Tajani ed i colleghi parlamentari e consiglieri regionali che ieri ed oggi hanno fatto ‘squadra Calabria’ per raggiungere il risultato. Ringrazio il Ministro Lamorgese ed il Ministro Speranza che hanno subito compreso la gravità delle nostre preoccupazioni.Si tratta di una vittoria per la Calabria, ma anche per tutto il Sud Italia che rischiava di dover fronteggiare una nuova ondata di arrivi che avrebbe reso più critica la situazione attuale.

Tutto ciò non è bastato. A oggi, ti assicuro caro diario, l’esodo è sbarcato nel regno delle due Sicilie. L’affluenza delle macchine ha raggiunto l’apice a Villa San Giovanni notte del 22, quando, chiunque, con motivazioni più o meno certe di veridicità, traghetta, ma questa volta non sono solo residenti italiani al sud, ma anche gli stranieri da oltre Alpi. Viaggiatori sconclusionati riescono a passare il confine italiano e comodamente percorrere lungo tutta la penisola per riuscire ad imbarcarsi allo stretto.

La mia domanda è: come ha fatto questa gente a passare il controllo alle frontiere e poi percorrere l’autostrada da nord verso sud e passare nei vari caselli autostradali? Possibile, lungo il percorso, non ci sia mai stata una volante della stradale? In Italia non esistono telecamere lungo i percorsi autostradali da segnalare anomalie? Dove sono i Ministri?

Sembra l’Italia dei persi per caso!

Fatto sta che, i viaggiatori senza titolo di viaggio autodichiaranti, per decreto pinco pallo, arrivano alla soglia delle stretto. Alcuni sbarcano in Sicilia, altri rimangono intrappolati tra le dodici zampe, presi a morsi dalle grandi fauci dalle sei teste di cane di Scilla. Cariddi li rifiuta.

Il sindaco di Messina, impavido guerriero, scende a difendere il suo popolo, non li vuole! Ha ragione! Accanto a lui, il presidente della regione Sicilia dichiara che, dev’essere lo stato ad intervenire e sbloccare la situazione, poichè è il medesimo ad averla creata!

Il sud delle due Sicilie, non è terra di sbarco per coloro che hanno scelto di andare via, non è solo la terra del sole e del mare e del tutto gratis per via di mamma e papà, è la terra che ha bisogno, da parte di tutti rispetto e sopratutto che lo Stato sia presente, o che lasci liberi Scilla e Cariddi.

La lotta del sindaco di Messina De Luca ha la meglio, vengono bloccate le macchine che non sono in regola con il decreto. Lo stato è muto, non interviene, lascia solo il sindaco della città metropolitana a far fronte al problema, un sindaco  che, si dimostra all’altezza della situazione e cerca di far rientrare l’ordine al blocco. Distribuisce, con la collaborazione del sindaco di Villa San giovanni, del prefetto e della protezione civile, ristoro alle famiglie accampate in macchina, sposta lo sbarco dei tir su Reggio calabria. La polizia è in assetto anti sommossa.

Tra la voce lecita dei sindaci e la voce mesta del popolo, si attua decisivamente il blocco dei traghetti dall’intrepida Scilla. La screanzata decisione degli adulti purtroppo coinvolge anche i bambini, mettere a rischio la vita dei propri figli, è l’ennesimo atto di egoismo che l’essere umano compie! Passano le ore, si raggiunge un compromesso tra le parti delle due sponde, il sindaco De Luca e il presidente di regione ammettono il rientro in sicilia di donne e bambini, restano in calabria 90 macchine, un centinaio di persone vengono messe in quarantena a Villa San Giovanni, ne dà comunicato il sindaco Falcomatà:

Sto scortando personalmente con l’ausilio della Polizia Municipale, della Polizia Metropolitana, della Guardia Costiera e della Questura di Reggio Calabria le prime 150 persone, tutte residenti in Sicilia, che rientreranno a casa dal porto di Reggio per motivi di sicurezza.

Finalmente questa assurda situazione si è sbloccata grazie all’intervento dei Ministri Lamorgese, De Micheli, Boccia e del Presidente dell’Anci Decaro.

Trovo sinceramente vergognoso che ancora rimangano 80 persone in Calabria perchè chi di dovere non è capace di assumersi la responsabilità di decidere.

La politica è una cosa seria, non è uno show. Chi ancora non riesce a comprenderlo, sta mettendo a serio rischio la salute e la sicurezza di un popolo, quello reggino, che con enormi sacrifici e tanta responsabilità, sta rispettando le regole fin dall’inizio di questa complicata emergenza.

Le persone non si respingono come pacchi. Finalmente sblocchiamo una situazione che ha messo in discussione la dignità di ogni essere umano. Non è possibile che più di 200 persone, tra le quali tanti bambini, siano lasciate per quasi 36 ore su una banchina portuale, senza possibilità di andare in bagno, senza viveri, ostaggio di istituzioni incapaci di far rispettare le loro ordinanze e i loro decreti.

E’ ricomparso timidamente lo Stato, sbagliando nelle decisioni.

Fosse stato per me, caro diario, non avrei concesso alcuno sbarco ne ospitalità, ognuno sarebbe tornato da dov’è partito.

Ora in calabria ci troviamo ad avere un focolaio attivo altamente pericoloso in una zona strategica della provincia di Reggio Calabria.

E’ così che, per l’ennesima volta, lo stato riesce a cavarsela dalla sommossa!

A parere mio non hanno capito cosa sta accadendo!

Non hanno capito che le regioni del sud si sono stancate dell’ indifferenza dello Stato ai problemi interni.

Che, il popolo del sud, ha gli stessi diritti, in termini di risorse, come il nord.

E’ finito il tempo in cui si faceva apparire il sud come il luogo in cui il popolo non vuole crescere, per poi parcheggiarlo nell’oblio della parole: Mafia e Ndrangheta.

Il tempo in cui ci hanno messo allo scarto e ci chiamavano terroni e ladri è terminato, perchè questi termini non sono nati dal nord per caso, ma da gente fatta entrare in parlamento a cui è stato dato il libero arbitrio a denigrarci.

Non hanno saputo osservare che, è terminato il tempo dell’indifferenza che hanno usato, quando tra Dicembre e Gennaio il magistrato Gratteri ha liberato la calabria da una parte di oppressione, restituendo legalità e lo stato non ha fatto cenno di merito, neppure durante la manifestazione svoltasi per il nostro encomiabile magistrato.

In serata del 24 Marzo, il colpo di scena dell’annuncio di un nuovo decreto che in aggiunta inasprisce le sanzioni a chi viola le misure di contenimento, l’ammenda sale vertiginosamente al tetto dei 3 mila euro. Lo stato racimola nella disgrazia dal popolo obbligato a rinchiudersi a casa per mancanza di attenzione, preparazione e intervento al virus cinese.

Che dirti caro diario, è Italia, quella fatta di un’immensa storia e di tanti governi irrisori, quella che amo per la sua bellezza, ma che vorrei avesse un pò dell’America.

E’ il principio del lento sfilare della pelle del serpente quando muta, la trascina su di se fino staccarla completamente senza accorgersene. Ecco l’Italia oggi.

Ti allego caro diario il documento che spiega: cos’è il corona virus e la sperimentazione dei farmaci di cui abbiamo sentito parlare, per alcuni casi risulta abbia salvato vite!

Covid-19 – Conosciamolo – La sperimentazione del farmaco Coronavirus –

A presto

Diario di una quarantena

Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020

Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020

Ciao Diario di una quarantena. Non mi sono dimenticata di te, sono le innumerevoli situazioni che mi circondano a non lasciarmi il tempo per scrivere, ne sento davvero la mancanza. Quindi ho dato una regola a me stessa e ho proporzionato la mia giornata lasciando spazio a me.

La situazione Coronavirus ha coinvolto tutto il mondo. Il mondo segue  il “Modello Coronavirus Italia”. Mi fa sorridere questa cosa, considerando che, i paesi a noi confinanti, di nostro come modello non hanno mai voluto nulla, anzi hanno sempre messo in discussione il nostro paese. Ora seguono il modello “come evitare morte”.

All’interno del nostro paese i dissensi passati riaffiorano! Pensavo che il “canto ai balconi”, avesse davvero unito l’Italia! Ma è una recondita utopia!

Continuano le diatribe che, per anni, hanno massacrato il sud! Non c’è equità nella distribuzione delle risorse da parte dello stato, esso stesso continua a volgere il naso verso su, senza  capire comprendere e attuare una manovra decisa per tutelare il sud.

In questo momento in Calabria la forza politica regionale lotta contro il tempo. L’irresponsabilità della codardia egoistica di taluni, può portare ad uno sterminio massificato. Questo dal punto di vista statistico è la previsione reale. Ma si sa a raccontarci canzonette i nostri politici sono bravi. Ad affievolire la mente degli italiani sono maestri, ora si buttano con epiteti poetici che dribblano in campo la razionalità per spostare l’attenzione dalle attività di palazzo. Vale la teoria attuata da secoli,  più il sentimento sovrasta la ragione, più tu sei propenso a non comprendere!

Dopo l’accordo tra il governo e le parti sociali, alias sindacati per meglio spiegarti: rappresentanti della classe lavoratori, quindi direttamente correlati con gli imprenditori, si sono divulgate le notizie di tutti coloro che avrebbero continuato a produrre e tutti coloro che avrebbero chiuso l’azienda. Ecco partire la macchina cinica e senza dignità morale di coloro che io, ho sempre chiamato “avvoltoi”, la diffusione della notizia da parte dell’ufficio stampa del governo attraverso retrovie recondite! Tipo quando leggi o guardi in tv gli episodi del “Commissario Montalbano”. Chiama la stampa per diffondere la notizia in incognito e avere effetti sull’indagine. In questo caso gli effetti sono quelli di ponzio pilato! Tipo Mussolini da sempre giornalista! Comunque, segue alla diffusione, il secondo esodo che porta l’assalto ai treni verso il sud! Si ripete il cordone unito di irresponsabili che per mano e diffondendo il virus volgono alla grande meta del sud! Non so dirti se sono arrabbiata, o delusa, o estremamente stanca dell’essere umano, so che, questa gente che ha viaggiato anche con febbre a 37.5, avrà sulla coscienza altra gente,  per quanto il senso di egoismo non pervaderà le loro menti, rimarrà sempre una coscienza propensa alla “lordia dell’essere”. Ciascuno di noi è responsabile di se stesso e questo è responsabile in comunità. C’è stata quindi una nuova invasione, controllata dai nostri sindaci locali che in questo periodo davvero stanno coordinando in maniera encomiabile l’attività del territorio. Nel frattempo i dati dei contagi sono saliti, ad oggi si registra un morto. Mi auguro non ce ne siano più. Il presidente della mia regione calabria chiede i militari per il controllo interno, io ne sono d’accordo, non puoi entrare e uscire da una regione in stato di emergenza sanitaria solo perchè la usi come sanatorio! Le innumerevoli presenze che si sono massificate in queste ore sono portatori di virus, alcuni non registrano la loro presenza sul territorio come previsto da ordinanza, questo ha provocato in alcuni paesi il completo isolamento, sono stati scoperti denunciati e posti in quarantena forzata.

Questi soggetti sono coloro che, da anni sono andati via dalla mia terra, sono coloro che, dal nord hanno comprato casa per villeggiatura nella mia terra, (tanto costa tutto poco). Noi non siamo il club med resort, siamo una regione la cui sanità non esiste a causa di sbagli fatti tra stato e enti locali. In un Twitt di risposta al presidente del consiglio mi sono ritrovata a costatare come la divisione tra nord e sud prosegua nella offesa di chiamarci: “Ladri – Coloro che non pagano le tasse”.  Mi sento di dire che le tasse devono essere pagate in proporzione ai servizi resi e qui non ne abbiamo! Il nostro problema è, difendere gli ospedali da possibili contagiati, non possiamo avere un epidemia con numeri uguali al nord. Al nord, l’unico problema che c’è stato, è quello di piangere sui vizi tolti, diffondendo il virus attraverso atteggiamenti di rivolta silente e trasgredendo la regola di non uscire!

Ma l’offesa immensa ricevuta, è questa risposta che scrivo e che dovrebbe far riflettere tutti quei genitori che mettono la valigia in mano ai figli per andare all’università del nord, siete voi i primi complici che rendono la nostra terra nullità. Noi l’università l’abbiamo da napoli in giù! Siete voi che per superare voi stessi buttate i figli tra coloro che pensano questo:

«Ridicola chi è scappato non è certo quello che ha la seconda casa ma i figli vostri rincoglioniti! E voi pure a proteggerli! Idioti che non siete altro. Siete senza cervello e spina dorsale. E lamentatevi che vi prendete il virus. Non fate altro che lamentarvi».

Questa è L’italia, fatta di gente con odio recondito verso le regioni del sud!

Lasciate i vostri figli nella vostra terra per poter mandare avanti il vostro territorio. Se lo stato capisce che abbiamo alternativa a non stare al sud spostandoci al nord, guarderà sempre a testa in su, se comprende che giù manifestiamo la voglia di espanderci in tutti i sensi dovrà per forza guardare a testa in giù. Roma non è lontana e marciare su Roma è un nostro diritto. E’ questo caro diario che vorrei diffondere sempre a tutta la gente del sud.

Allo stato attuale il presidente di regione con illustri personalità scientifiche ha creato una task force che ci mette un pò al sicuro. Ma fino a questo momento lo stato non ha mosso un dito, ha solo creato caos, diffondendo notizie per creare volutamente l’esodo al sud, loro sapevano che sarebbe successo, quindi era nelle loro piene funzioni istituzionali chiudere le regioni!

Questa è una cosa che io non perdonerò mai! Mettere a rischio la salute del sud, senza niente e garantire il nord! Comunque si sa, è da lì che gli investimenti ripartiranno alla fine di tutto. Ma è dal sud che è partita la spedizione dei mille!

Ecco perchè oggi ti dico, caro diario di una quarantena, che per me esiste solo  la mia terra, come avevo già deciso tanti anni fa quando recandomi al nord per lavoro itinerante entrando in un ristorante che sventolava bandiera verde mi fù detto « Noi i meridionali non li vogliamo» . Potrei star qui a raccontarti anche quando negarono casa ai miei genitori che, per solo un’anno di lavoro nell’insegnamento, avrebbero dovuto risiedere al nord. Arrivati sul posto gli fù detto « Non possiamo darvi casa, avete troppi figli e i condomini non sono d’accordo». Potrei raccontarti tanto altro, ma va bene così. Ora ho la mia piccola grande soddisfazione!

L’Italia è divisa! Al nord c’è un’attenzione costante seria e puntuale, al sud i nostri sindaci sono il nostro stato, il presidente della regione ci rappresenta.

Un giorno al risveglio di tutto, considerando il nuovo decreto Cura Italia, vedrò cadere a picco qualcuno!

Gli investimenti previsti non solo non sono a lungo raggio, ma non sono equivalenti agli investimenti che le aziende dovranno far fronte considerando il costo del lavoro Non dimentichiamoci che, l’europa è fatta di nazioni come Germania e Francia e non solo, non si calcola che l’America ha il grande presidente che già sta lottando per il futuro della sua nazione prevedendo manovre finanziarie lungimiranti, ama l’Italia ma ama il suo popolo.

Ecco questo è al momento ciò che vivo. Siamo forti in calabria e lotteremo anche contro chi sa che la condanna a morte qui è certa!

Sono arrivate donazioni, sono stati rivisti i bilanci nei comuni per l’acquisto di materiale sanitario e respiratori. I nostri medici ci curano, gli infermieri non si fermano. Grazie davvero.

Parlano dell’Italia come fosse tutto unito. Parlate dell’Italia, ma come tratto di cartina geografica segmentato da linee intervallate.

Guardo il Presidente degli Stati Uniti d’America e lo ascolto con ammirazione profonda, in ogni discorso ha dato sempre il senso di protezione al suo popolo unendolo, nonostante fazioni opposte. Lo ha rassicurato per il futuro, lo difende dal coronavirus rischiando lui stesso.

Ecco io vorrei un presidente così.

Ora vado diario, oggi voglio fare un video di cucina. Prenderò una ricetta del mio libro e la regalo a tutti facendo vedere come si fà. Ho saputo che negli ospedali chi può guarda e legge e sapere che possiamo essere utili è un grande gesto di altruismo. Sto cercando di mettermi in contatto con i volontari, magari accetteranno un pò d’aiuto.

Ti lascio, ma ti raccomando prima di chiudere la copertina caro diario, rileggiamo insieme queste parole.

Andrea Camilleri, contro l’odio, le sue parole:

“Stiamo perdendo la misura, il peso, il valore della parola. Le parole sono pietre, possono essere pallottole. Bisogna saper pesare il peso delle parole e soprattutto far cessare il vento dell’odio che è veramente atroce. Lo si sente palpabile attorno a noi. Ma perché l’altro è diverso da me? L’altro non è altro che me allo specchio. È di oggi la notizia di quel pazzo che entra in una sinagoga e uccide 11 persone urlando: “Gli ebrei tutti a morte!”. Ma ci si rende conto a che livelli ci abbassiamo quando non solo lo diciamo, ma siamo capaci di pensare questo. Peggio degli animali che hanno la fortuna di non parlare. Le parole della senatrice Liliana Segre dovrebbero essere dette e scritte all’ingresso di ogni scuola perché il terribile è che stiamo educando una gioventù all’odio. Il motivo? Perché abbiamo perso il senso dei valori. I veri valori della vita li abbiamo persi”.

La lotta all’odio non è cosa semplice: il web, in questo senso, è una polveriera impossibile da controllare e censire. L’unico rimedio, ancora una volta, è l’educazione: dobbiamo trasmettere l’idea che odio e violenza non sono strumenti, dobbiamo aiutare i ragazzi a distinguere la determinazione dall’aggressione. Abbiamo bisogno di un programma massiccio di educazione emotiva, a cui va aggiunto l’impegno civico di ciascuno di noi. Questa pericolosa cultura si può combattere solo contrapponendole un’altra cultura, quella della ragione e della gentilezza.

Dobbiamo anche educare all’uso delle parole, alla consapevolezza del linguaggio: oggi regna l’idea che le parole non siano importanti, che siano un fatto trascurabile. Non è così: le parole hanno il potere di cambiare il mondo, ma con la stessa facilità possono distruggerlo.

A presto.

Diario di una quarantena – 17 Marzo 2020

Diario di una quarantena

Diario di una quarantena – 14 Marzo 2020

Diario di una quarantena – 14 Marzo 2020

Caro Diario di una  quarantena sono le 08:03 del mattino, mi sveglio sempre presto per abitudine, ti dico cosa vedo difronte me. La grande montagna è per metà innevata, l’altra metà è tutta nera, come se ad un pittore fossero caduti i colori sulla tela e avessero diviso il dipinto in due, La bocca fuma, ma a ciò, noi dirimpettai dello stretto Scilla e Cariddi, siamo abituati, non abbiamo paura. Ai suoi piedi la grande distesa blu del mare calmo, sarà una mia impressione ma, non vedo passare tante navi che, all’occhio dell’orizzonte, per quanto siano grandi, sembra possa toccarle. Il resto del paesaggio è rappresentato dalla mitologia di Scilla e Cariddi, quindi l’incanto continua. E’ così che prendo il mio caffè tutte le mattine. Avvolta nel silenzio come fosse la mia coperta.

In un giorno raccontarti cosa succede è davvero un’impresa. Quando non esisteva il Coronavirus eravamo tutti di corsa a raggiungere i nostri obiettivi, ora siamo un popolo sotto un’unico tetto dalla grande voce.

Sono stupende le voci di tutti gli italiani che cantano al balcone. Ieri ci siamo uniti da nord a sud ognuno con la propria musica, è stata un’immenso abbraccio che ha ridato forza a tutti. Un pò come quando canti l’inno di Mameli e ad un certo punto la tua voce continua ad alzarsi per far sentire meglio che l’Italia si è desta … Te lo scrivo, così anche tu Diario, lo avrai tra le tue righe sempre con te, qualunque cosa il futuro ci riservi:

Fratelli d’Italia,
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Fratelli d’Italia,
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte,
Siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
L’Italia chiamò.
Stringiamci a coorte,
Siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
L’Italia chiamò!
E’ scritto da Goffredi Mameli e rappresenta il CANTO DEGLI ITALIANI, durante il Risorgimento. E’ così è successo ieri tra i balconi di tutta la nazione unita. Abbiamo trovato la nostra Italia libera in un unico canto.
Vedi, nonostante la chiusura, le giornate non mancano di emozioni che ti portano a piangere di sentimenti contrastanti in essere: la felicità e la speranza. Che dirti? tutto il mondo è su una grande arca di Noè.
Oggi in America Trump dichiara lo stato di emergenza al Coronavirus, quell’America che per me è sempre stata la terra da scoprire!
L’Europa per noi Italiani ha riservato un’altro colpo di scena, dopo il discorso della Presidente della Commissione Europea è  intervenuta il 13 Marzo, la Presidente della Banca centrale europea con una frase che leggeremo nei testi di storia:
“Ci saremo usando tutta la flessibilità, ma non siamo qui per chiudere gli spread. Questa non è la funzione né la mission della Bce, ci sono altri strumenti e altri attori per interventi su questi aspetti”.
In sintesi crollano le borse. Legarde sfiducia i mercati.
Il presidente della Repubblica Mattarella in un comunicato dice:
L’Italia attraversa una condizione difficile e la sua esperienza sarà utile per tutti. Si attende quindi, quanto meno nel comune interesse, solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione
Si chiedono dall’Italia le dimissioni di Legarde. Ci si convince sempre più che, l’Italia, non è parte dell Unione Europea
In serata La presidente della BCE dichiara:
Sono pienamente impegnata ad evitare qualsiasi frammentazione dell’area euro in un momento difficile. Gli spread elevati inficiano la trasmissione della politica monetaria.

In sintesi la Bce aiuterà le banche dell’Eurozona mantenendo i tassi già negativi senza variarli, in modo da poter aiutare i prestiti alle medio e piccole imprese.

120 miliardi saranno destinati all’acquisto di titoli di debito da parte della BCE, che già investe attualmente in 20 miliardi alle imprese

I titoli di debito sono: titoli emessi ai debitori i quali hanno bisogno di liquidità. I titoli vengono acquistati dai creditori in questo caso la BCE. Il prestito tra creditori e debitori prevede gli interessi, che al termine, dovranno essere restituiti in sommatoria al capitale.

Ecco scoperto l’arcano di tutto il casino che è stato causato da parole inutili.

Come dice il maestro Camilleri

Le parole hanno un peso

Magari lo capiremo tutti con questo insegnamento che stiamo ricevendo.

Ecco come capirai Diario non ci si annoia mai durante queste giornate di chiusura.

Non ti nascondo che io amo i colpi di scena, i complotti di palazzo, il pragmatismo e amo osservare le retrovie del cinismo. Oltretutto un giorno farò parte dei libri di storia che racconteranno di questo momento.

Ieri sono arrivati dalla Repubblica popolare Cinese i medici ad aiutarci. Hanno regalato all’Italia bancali di: dispositivi medici, respiratori e ventilatori, sono di grande aiuto ai nostri medici che si trovano al fronte in prima linea. Si proprio come la trincea in guerra. Gli accampamenti sono gli ospedali, i soldati sono i medici, gli infermieri e i volontari. Loro sono la nostra speranza in tutto. La Cina è l’unico paese che in questo momento collabora con l’Italia al contrasto del Coronavirus. Si vocifera di una medicina che va a ridurre l’infiammazione che causa il coronavirus alle vie respiratorie. Ho chiesto a mia sorella farmacista cosa sia e voglio riscriverlo così da ritrovare nel mio diario e essere informata anch’io.

Nello specifico questo farmaco diminuisce il fattore di necrosi tumorale la cui inibizione si è visto potenziare in maniera esponenziale l’attività dell’antivirale. E’ una cosa ottima

Così mi scrive Imma in un messaggio whatsapp. Tutto ciò da speranza.

La cosa bella di questo momento è che il calore delle mie sorelle è aumentato in maniera esponenziale mentre prima era tiepido e mite come se si volesse assopire.

Ora vado, continuo le cose da fare in casa, magari ci aggiorniamo in giornata, altrimenti ti scriverò presto.

A presto, Diario di una quarantena

#iorestoacasa #coronavirusitalia

Tutti diritti riservati. Copiare è reato Legge sul diritto d’autore (L. 633/1941)
Diario di una quarantena

Diario di una quarantena

Diario di una quarantena – 12 Marzo 2020 –

Oggi è tutto molto diverso, le lancette dell’orologio vanno avanti velocemente, a dir il vero già da ieri un senso di adeguamento al tempo fa scandire il tic toc delle lancette.

Tutti a casa! Il decreto firmato in data 11 Marzo dal Presidente del consiglio restringe ancora di più la possibilità di uscire.

Possiamo andare a: fare la spesa, a comprare un farmaco, a lavorare, ma poi dobbiamo andare a casa, è per il nostro bene, per il bene dei nostri figli e per il bene sopratutto di chi ha genitori anziani , nonni che amiamo. E’ per il bene dell’Italia, che sta lottando per mandar via questo virus.

Sembra sia un insegnamento ai popoli delle diverse razze. Convid_19 è presente in tutto il mondo.

Le caratteristiche sintomatiche che lo distinguono sono: forte febbre e blocco respiratorio.

Da ieri pomeriggio, ho introdotto un nuovo vocabolo nel mio dizionario “Pandemia” l’organizzazione mondiale della sanità l’ha chiamata così, oramai e quasi in tutto il mondo. L’unica cosa che possiamo fare per debellarlo è: cercare un vaccino adeguato che, però, richiede tanto tempo per via della sperimentazione; stare a casa per non diffonderlo tra di noi.  In Cina lo hanno fatto.

E’ partito tutto da Wuhan, provincia cinese Hubei, a Dicembre 2019, il mondo si sveglia capisce che stavano lottando contro un virus che, i virologi, hanno chiamato Corona virus – Convid_19. Sembrava fosse lontanissimo per i chilometri che ci separano, ma a febbraio anche l’Italia è stata invasa da Convid_19. Da questo momento la vita degli Italiani cambia, passa diversi stadi:

Consapevolezza

Accettazione

Sopravvivenza

Rinuncia

Rispetto

Regole

Oggi il sole intiepidisce l’aria, è bellissimo sentire il tepore  dei raggi . Sono sempre più innamorata del luccichio del mare che si rifrange tra Trinacria e i monti aspri, sono sempre in attesa di poter essere fortunata e vedere, Fata Morgana, l’amore maledetto di Scilla e Cariddi l’ho già visto. C’è un’aria leggera, sono seduta sulla panchina in balcone, ho un gelsomino sbocciato con i fiori gialli e sto aspettando che la pianta fiorisca i calla, uno dei miei fiori preferiti. Sento le voci della gente in fila al supermercato, faccio capolino per vedere se rispettano ciò che c’è stato detto, anziché ammucchiarsi, sono distanti l’un dall’altro, mascherina e guanti. Sento discorrere su ciò che sta succedendo e su ciò che si potrebbe o si sarebbe potuto fare. Questa cosa mi fà stare bene, vuol dire continuità di vita. Io la spesa lo già fatta, senza accalcarmi! Ho sempre avuto l’abitudine di prevedere che, possa “succedere qualcosa” durante la settimana normale, lavoro, partire, spostarsi per la famiglia, l’amore per la cucina, quindi le provviste ci sono! Molte volte mi sono presa gli insulti di chi mi sta attorno di essere una pastiglia vagante ansiogena e ansiolitica, ma stavolta si sono ricreduti un pò tutti! E’ stata una soddisfazione sentirmi dire: beata te che ti sei fatta la spesa prima!

I primi giorni l’assalto al cibo è stato eclatante,

sembrava finisse tutto subito, nonostante il governo ci avesse avvisato che i negozi alimentari non avrebbero chiuso e la merce sarebbe arrivata, la gente è corsa al supermercato sfidando un possibile contagio. E’ prevalso il senso di panico! Riempire i cofani della macchina di ben 3/4  carrelli di spesa!  Litigare per il posto auto. Scene apocalittiche!

Per non descrivere quando l’ 8 marzo è stato firmato il decreto che chiudeva come zona rossa la lombardia, scena davvero da film,! La sera trapela la notizia sui network, la gente del nord si riversa al sud senza alcun senso di responsabilità verso il prossimo e con un pericolo di contaminazione altissimo. Tutti di corsi ai treni/aerei, gente che partiva in macchina di nascosto, verso il sud! Il sud Italia in quel momento non registrava numeri alti di Covid_19, quindi coloro che sono emigrati al nord e ancora si ritrovano parenti, amici e casa al sud, hanno ben pensato che giù non avrebbero avuto alcun pericolo. In realtà, dopo neppure un giorno, la loro azione irresponsabile è sfociata nella contaminazione. Il sud ha una grave mancanza nel sistema sanitario, gli ospedale sono fatiscenti rispetto al nord i cui ospedali funzionano! Quindi noi gente che abitiamo al sud da sempre e non abbiamo mai lasciato e rinunciato alla nostra terra ci siamo incavolati e direi non poco!

Convid_19, ci ha fatto vedere come l’essere umano non abbia più il senso dell’altruismo, ma l’egoismo che imparerà a gestire con la conseguenza dei gesti.

E’ così mi ritrovo ad oggi  a scrivere sul Diario di una quarantena. Io amo scrivere, il 2019 dopo tanto tempo mi ha regalato l’opportunità di poter pubblicare un libro di cucina, lo amo più di me stessa. Anche io nel mio piccolo sono tra i fogli delle immense librerie. Stò scrivendo nuovamente, i miei personaggi stanno nascendo come fossero reali, il bello sta proprio nel creare ciò che vuoi tra le lettere della tastiera. Sono Italiana e gli italiani sono sempre stati scrittori, poeti, naviganti, scopritori, artisti, e questa cosa mi ha reso sempre fiera.

Ora caro Diario di una quarantena penso a cosa cucinare stasera, non ho molta fame in questi giorni, però cucinare ti dà un senso di libertà, unisci i sapori che vuoi con gli ingredienti che metti in ricetta. Sono costretta a chiudere, altrimenti passerò anche la notte a scrivere e leggere.

Ci rivediamo domani Diario di una quarantena, al momento il silenzio della strada avvolge tutto.

Io non esco. Rispetto le regole. Sto in casa e svolgo ciò che amo.

Se vi è piaciuto e avete voglia di interagire e condividere a destra c’è il pulsante della chat scrivetemi.

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