La talpa e il 4 Maggio – Diario di una quarantena

La talpa e il 4 Maggio – Diario di una quarantena

Ciao Diario di una quarantena, meno sei alla: ” Riapertura del Tessuto socio economico Italiano”. A questo proposito, di “Italiano”, c’è ben poco.

Ricordi, l’ho scritto nei giorni passati, la ripresa o riapertura avrebbe portato differenze già ampiamente consolidate, ancora più forti tra nord e sud Italia, ma non per colpa degli italiani, popolo all’arrembaggio, ma per la politica che ci sta “manovrando”, cercando di stordirci.

Il governo, fà ripartire la forza lavoro dal 4 Maggio: le fabbriche, il commercio all’ingrosso, successivamente il commercio al dettaglio.

Le condizioni economiche proposte dal nuovo decreto, sono poco favorevoli per garantire la copertura dei costi a cui dovrà far fronte il piccolo, medio e grande imprenditore. Molti di essi si pongono davanti un bilancio spesa negativo, pensando già ad abbassare definitivamente le serrande delle proprie attività. Si aggiunge che, alcune categorie, apriranno solo il primo giugno. Questo lungo periodo di chiusura forzata, non è garantito da ammortizzatori sociali tali, da non morire di fame. Le banche non si fidano della garanzia posta dal governo, probabilmente perchè non hanno fiducia di esso. La Banca, nasce come strumento di utilizzo del contante o del mercato finanziario, non come ente di beneficenza. Dichiarazione e invito del presidente Conte alle banche – “Le banche facciano un’atto d’amore” –  Se io cittadino vado a chiedere una somma anche irrisoria, la banca necessita delle garanzie, cospicue e ben consolidate. Le garanzie consolidate, da che letteratura si voglia risalire, sono funzione di certezze effettive sul mercato, non sono rappresentate dal governo che baratta gli aiuti finanziari con la commissione europea cercando un concordato ancora da definirsi! A conti fatti per gli italiani una certezza dal governo viene sicuramente chiarita durante la conferenza stampa che annuncia il nuovo dpcm: bisogna risanare il deficit pubblico, che continua a crescere, mentre il prodotto interno lordo decresce. In sintesi dal governo c’è l’incarico di assunzione di responsabilità al cittadino, di: alzarsi la mattina, andare a lavorare e non ammalarsi. Qualora la curva epidemica dovesse risalire nella zona in cui risiedi: il “rubinetto si chiude” e tu resti a serrande abbassate. Quindi se vuoi bene ai tuoi sacrifici , se vuoi mangiare, devi andare a lavorare, inquadrato come un soldato a testa bassa, produrre per il deficit, pagarti i prestiti e rischiare di perdere tutto! Questa è la fase 2, quella che ci vede in fila al banco dei pegni, quella in cui si vende ciò che è costoso per racimolare qualche soldo. Da lì a breve, come è stato in passato, riapriranno le catene dei vendi e compro oro. Insomma siamo ritornati indietro!

Si aggiunge, nel futuro più presente, l’attesa risposta della commissione europea, alle condizioni del nuovo “Recovery fund”, che andrà a incastrarsi, con altri meccanismi salva stati, già presenti, (MES) e che porterà ulteriori cambiamenti a livello globale. Garantiscono che, questi soldi, non abbiano interessi da restituire. Ancora devo trovare un libro di economia e giuro lo sto cercando, o una persona, che presta soldi gratis, neppure al tempo del baratto! Non mi sembra in Cina si elargisce moneta gratis, lo scrivo perchè, questo governo, ama tantissimo i consigli del regime cinese e cerca di portarli in Italia, ma non ha capito che anche in questo momento in cui io e tanti come me scrivono: E’ ESPRESSIONE LIBERA DEL PENSIERO! CHE NON MI TOGLI NEPPURE CON LA PAURA DEI MANGANELLI!

Nel frattempo l’esecutivo, formato dai cinque stelle, o quattro? Dipende da quanti ne resteranno, unito al partito che rappresenta i democratici di sinistra, ha dimenticato, scrivendo il decreto, di guardare a testa in giù l’Italia formata da piccole attività imprenditoriali: negozi, bar, piccole aziende locali che per decreto, riapriranno a data lungo termine. L’esecutivo, con l’attento comitato tecnico, mentre analizzava e scriveva,  avrebbe dovuto distinguere le aperture territoriali nazionali, suddividendole per regioni, secondo il fabbisogno interno regionale, avrebbe potuto lasciare in mano le competenze alle regioni e comuni, risparmiando tempo e dando maggiore certezza agli imprenditori. Dai su non è difficile capire che, se tu stato garantisci me economicamente, io imprenditore produco a te stato, mi pago il deficit pubblico e ti garantisco occupazione! Questo governo è partito al contrario, io stato racimolo soldi per via delle banche, che li presta a te imprenditore che metterai in moto la produttività, garantendo la forza lavoro. Il popolo sarà comunque assicurato da una parte di ammortizzatori sociali, la cassa integrazione, di cui ancora nessuno ha visto nulla, non si sa dove sia! Ho preso in mano i miei libri di economia politica e scienze delle finanze e sinceramente si arriva al settore bancario quando le banche sono sottomesse allo stato e devono agire in funzione di esso! Ma qui non ricordo bene, siamo in Italia? Quello stato che sta facendo nascere istituti finanziari che fungono da banche? Quelle che vediamo passare in pubblicità eti propongono la carta senza conto? Non ricordo ci sia una banca sottomessa allo stato, o meglio, se vogliamo mettere nel calderone tutto, potremmo infilarci la banca d’italia, e allora perchè non stampare moneta per far ripartire l’Italia e sfamare il popolo? No non si può, c’è l’Europa e poi non sapremmo come ripagare questo flusso di moneta in più, considerando che fino al 2000 avevamo la LIRA moneta italiana, mentre ora dobbiamo inchinarci all’Euro e i suoi trattati! Questo Stato Italiano è il porto di tutti, non esiste più una politica interna al territorio!

In data 27 Aprile, il Presidente Conte afferma ai giornalisti, recandosi in visita a Milano, che il decreto è nato per essere la linea guida al paese, Verrà comunque adeguato in termini di competenze territoriali,  in modo da dare la gestione alle regioni e si adatti alle realtà territoriali secondo la diffusione del virus! Afferma che:

Questo governo non cerca consensi, questo governo cerca di fare le cose giuste e continuerà a fare le cose giuste, anche se questo dovesse scontentare il gran numero dei cittadini. Però i cittadini devono avere fiducia sul fatto che le nostro decisioni, sono decisioni responsabili nell’interesse generale collettivo di tutti.”

Ci ritroviamo allora che, in data 27 aprile 2020, qualora la curva di contagio salga, il governo provvederà a “Chiudere i rubinetti”, alle zone interessate.

Si è dimenticato di aggiungere Conte, che è contemplato anche lo sbarco di immigrati dalle coste siciliane, alle coste calabresi.

Ora, io non ho nulla contro queste persone immigrate, né ho una mentalità di non volerli in Italia, ho fatto l’abitudine a capire che, se voglio incontrare un italiano, devo andare in America, ma in questo momento di pandemia, in cui il virus in Africa è incontrollabile a causa della totale mancanza igenico sanitaria, secondo il Presidente del consiglio Conte e il partito democratico che appoggia i porti aperti e secondo la commissione sanitaria, cosa portano gli immigrati? Salute e benessere tra i posti incantati delle meraviglie del deserto?

E’ naturale che, all’indomani della notizia del possibile sbarco di 50 immigrati in calabria, la reazione della Presidente di regione Jole Santelli, e del popolo calabrese, sia stata quella di chiedere al governo di assumersi la responsabilità degli immigrati. In questo momento il governo, vede il sud Italia, in particolare calabria e sicilia, come il luogo dove continuare a parcheggiare i propri errori, contribuendo ad accendere gli animi dei cittadini italiani tra discussione il cui tema è:” l’inferiorità ” della gente del sud. Distoglierli dall’aspetto principale di divisione interna che crea il governo tra: occupazione al nord e povertà al sud.

Uno stato consapevole, atto a voler bene all’intero territorio e all’unità d’Italia, è uno stato che lotta senza distinzioni di massa, per far vivere il proprio popolo.

Quindi, caro diario, non ci spaventiamo se in questo momento la povertà è come il tunnel scavato dalla talpa. La talpa riesce metodicamente a dare forma al tunnel in modo perfetto, farà in modo che la terra sovrastante non gli possa cadere addosso per non morire schiacciata. La talpa, la luce non la vede! Ma sente! Ecco, in questo momento, la povertà è come la talpa, scava tra la gente formando un tunnel, cerca di non far vedere la luce, saremo noi con la nostra forza a voler sentire!

Accontentare il popolo alla povertà, attraverso ammortizzatori sociali incompiuti, privi di ogni aspettativa alle esigenze dignitose della vita, vuol dire approfittare di un popolo sottomesso! Che non vuole la guerra, magari perchè sente ancora sulla pelle il racconto di chi l’ha vissuta, quelli che sono rimasti! 

Imperterrito, il bello delle donne, oggi frutto della fantasia di molte, annuncia nel decreto l’incoerenza totale: la riapertura a chi vuol rientrare a casa dei fuori residenti con comprovato motivo, fregandosene o omettendo le ordinanze di divieto di spostamento interregionale.

Peccato non averti avuto davanti, perchè ti avrei voluto dire Presidente: che lo metti a fare nel decreto il chiarimento al futuro esodo? Basta che il tuo ufficio stampa faccia uscire la notizia!

Così come è stato i primi di marzo al primo esodo. Continuato a fine marzo, al secondo esodo, in cui si è verificato il blocco a Villa San Giovanni, per ben 72 ore. I sindaci delle due sponde hanno cercato inutilmente di fermare l’esodo,  mentre veniva chiesto l’intervento dell’ esecutivo. Avete risposto dopo 72 ore che: si poteva entrare in regione solo per comprovati motivi come da dpcm! Una risposta senza alcun senso rispetto alla necessità di non far passare gente che avrebbe aumentato il rischio di contaminazione. I controlli sulle autostrade, agli imbarchi o alle stazioni, non sono stati efficienti da bloccare macchine e persone. Nel frattempo la gente e il virus si sono insediati in calabria, hanno sbarcato in Sicilia e le curve di contagio sono aumentate! Mettendo in pericolo due regione la cui sanità non esiste! E’ latente, per mancanza negli anni dello Stato sul territorio, permettendo così che la malavita si potesse ancor di più ramificare e dando vita alla mattanza di uomini illustri di legge della nostra patria! Giusto per ricordare!

Ma questo caro diario, il bello delle donne non se l’è neppure ricordato! Da capitano dell’armata delle forze reali ha alzato la spada e ha indetto il lascia passare. La reazione della presidente della Calabria e i cittadini si è fatta sentire, ma vedi è consono secondo me rammentare una parte di cantico di Dante Alighieri che fà intendere molto sulla reazione non curante dell’esecutivo alla lamentela del popolo: ” Non ragioniam di loro, ma guarda e passa”.

Quindi, caro diario aspettiamo il 4 maggio insieme alla talpa, sperando che la divisione economica e sociale che il governo sta creando non divida completamente l’Italia. 

I teatrini successi in questi giorni di gente che va in televisione offendendo il sud e il sud rispondendo con dignità, non sono certo scatenati dal pazzo popolo italiano, o da crisi isteriche di giornalisti il cui ego fà della televisione una fonte di comunicazione. Ma sono state create dalla storia passata e presente dei governi che hanno disseminato differenze.

A questi giornalisti “mattatori di odiens”, si potrebbe ricordare che: il giornalismo è fatto di frasi compiute su carta stampata che profuma di informazione vera! Non di talk show o da dirette facebook!

Lottiamo per un obiettivo, uscire dal tunnel della talpa.

Riprendiamoci l’italia, non a testa bassa. Non dobbiamo avere paura, qualunque forma di comunicazione lecita è fonte di ribellione all’oppressione! Formiamo un Italia libera!

«Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa.»

L’illustre sommo poeta Dante Alighieri

A presto.

gsartecucina

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