Il grido di Libertà – 23 Ottobre

Il grido di Libertà – 23 Ottobre, Napoli risuona ancora.

I giovani Italiani costruiscono il loro futuro sperperato dalla politica.

Tanti a percorrere le strade di Napoli, molti a non essere ascoltati, troppi a volersi far capire al grido di

LIBERTA’

E’ la notte del 23 Ottobre 2020, la Campania subisce l’ordinanza del suo Presidente di Regione DeLuca, si annuncia la chiusura totale delle vie e dei locali dalla 23 alla 5 del mattino. De Luca vuole il lockdown totale italiano.

In mattinata a Salerno si verificano le prime tensioni. La sera alle 23, il popolo campano e la forza dei i giovani, scende in piazza.

Gli scontri sono inevitabili tra forze dell’ordine e cittadini, la tensione aumenta.

Ma perchè caro diario si è arrivati a questo? E’ davvero colpa del Presidente di regione?

La risposta è semplice, NO. Seguimi in ciò che ti racconto, seguimi in ciò che fà più rabbia per non essere ascoltati!

Il presidente di regione ha la funzione di coordinamento regionale e di tutela dei diritti fondamentali del cittadino; le funzioni del presidente di regione, in stato di emergenza, in accordo con il governo centrale, possono essere intensificati con le famose ordinanze.

Quindi come vedi la piramide parte dell’alto, e a rifarci malamente è, il presidente di regione.

Cosa sta accadendo in Stato di emergenza,

I campani sono scesi in piazza e non saranno gli unici,

non distanti da loro in Sicilia si respira una sensazione di tensione ancora dominata;

la calabria zoppica il presidente di regione cerca con modi pacati di attenuare le tensioni chiedendo per favore ai cittadini il rispetto dell’ordinanza di chiusura, ma in cuor suo sa che non è lontano il contrasto con le istituzioni;

la Puglia aleggia in silenzio del malcontento cercando di arrancare per poter rimanere a galla.

L’Italia del sud non ce la fa più.

Meritato esempio di sopravvivenza al virus in primo lockdown, il sud Italia stanco dei soprusi, meritava di essere ricambiata ricostruendo in questi mesi di apertura, ma il governo centrale l’ha soltanto usato distribuendo il virus come centro di accoglienza per far riposare la classe produttiva italiana posta al nord. Non una mano è stata data al popolo del sud, ma solo il largo miraggio di un turismo infetto per poter pagare le tasse e dare respiro a chi è venuto a farsi le vacanze da tutto il mondo.

Questo il cittadino lo sa! Il giovane ne è consapevole, ma purtroppo la furbizia del governo centrale ha traslato la sua competenza esecutiva sul presidente della regione, ed è così che, nonostante DeLuca non volesse riaprire la sua regione, per difenderla da questo presente che viviamo oggi, ora viene attaccato dal suo popolo come fosse la causa. Furbi al governo, ma non è la prima volta che si lavano le mani!

DeLuca non è la causa!

La manifestazione di dissenso è giusta e proseguirà e abbiamo ragione!

Sono in atto restrizioni, e queste non si fermeranno, basta guardare i dati a livello europeo. I grandi pensatori governanti, quelli delle famose giornate degli Stati generali, hanno sbagliato gli interventi di apertura regionale, e ancora persistono nei loro intenti errati, non hanno umiltà!

Prendetevela con loro! Prendetevela con chi per mesi ha fatto sbarcare gente infetta clandestina;

con chi ci ha detto che ci sarebbero stati tamponi e posti letto al sud e avrebbero migliorato la sanità;

andate da chi, dopo averci chiuso per sfamare le bocche dei dipendenti statali, ci ha contaminati pur sapendo che sarebbe successo;

provate a vedere se vi ascoltano! Non troverete nessuno perchè non hanno capacità di parlare con il popolo, ne hanno un mero senso di sottomissione per esso.

Sono mesi che l’opposizione lo dice, Giorgia Meloni in parlamento lo ha gridato, e le hanno riso in faccia. Nonostante la sua politica giusta o sbagliato ha parlato con le stesse parole che usa il popolo!

Rendetevi conto che siamo in mano a gente che per potersi far ascoltare dal popolo, pensando che esso stesso sia mercé del servilismo capitalista, hanno chiamato gli influencer, per dirci la cosa più semplice che esiste, “indossate la mascherina”.

Un governo che arriva a questo, è un governo privo di comunicazione sociale e nazional popolare. Imporre ammende al cittadino vuol dire considerarlo un’asino che può essere tirato finché reggono le cuoia.

Ho provato diverse volte a interloquire con questa gente che paghiamo, ma sia prima il virus che dopo, hanno avuto sempre lo stesso atteggiamento, l’assoluta abnegazione al popolo.

Quindi non serve sbraitare offese a DeLuca, ma portare avanti il grido di Libertà.

Serve che rimaniamo vivi; che i giovani studino, perchè stanno cercando di buttarli nell’ignoranza per non farli comprendere, devono continuare la scuola non chiuderla, e se DeLuca l’ha fatto è perchè sà che sarà la prossima mossa del governo.

Serve che le forze dell’ordine siano parte del popolo e non parte della sommossa al contrario perchè al governo hanno paura del popolo.

Non prendetevela con DeLuca, fosse stato per lui le regioni del sud italia non avrebbero avuto il contagio che ora hanno. E’ stato innescato un meccanismo uguale all’esodo del Dpcm che dichiarava la chiusura delle regioni, provocando il caos sullo stretto.

Marciamo ma verso Roma!

Ricordate che i fascicoli della task force attestano interventi di chiusura errati al territorio. Noi del sud non dovevamo essere chiusi, eppure ci hanno portato senza pietà alla fame. Campiamo senza aiuti. Non hanno fatto nulla per noi se non usarci come parcheggio.

Non è DeLuca il problema, la sua richiesta di lockdown non è per andare contro il popolo, ma per tutelare vite umane che non può gestire, data la carenza di servizi. Il governo non ha messo in condizione le regioni del sud di poter affrontare l’emergenza sanitaria. La campania non ha nessun controllo o rafforzamento delle infrastrutture, la calabria commissariata e vincolata, la sicilia non riesce a contenere il contagio tra i suoi ospedali, la puglia continua a chiedere di aumentare i posti letto.

Tutto questo deriva, non dai presidenti di regione o dal sindaco, ma dal governo centrale. Marciate, ma verso Roma, il parlamento non è cosa di proprietà della politica, ma è del cittadino sovrano alla stato. Non abbiate paura!

Cari politici stiamo arrivando. Magari chiedetelo ai capitalisti e borghesi di non marciare su Roma, lo faranno volentieri, troppa paura di perdere le loro certezze!

A presto LIBERTA’

Il grido di Libertà – 23 Ottobre
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