Guerra fredda senza sconti tra Italia e Olanda

Guerra fredda senza sconti tra Italia e Olanda. Il mercato delle vacche confina tra nord e sud europa. Le finte alleanze.

Un pò scontato prevedere che l’Olanda durante il Consiglio Europeo Straordinario, avrebbe tirato i remi in barca nel perseguimento delle sue intenzioni! Il Primo Ministro Mark Rutte porta avanti la richiesta dei cittadini dei paesi bassi. Storica affermazione di malcontento popolare verso i paesi del sud europa è espressa da un cittadino che fà intendere di non voler versare un euro per aiutare i paesi del mediterraneo che campano di rendita aspettando sussidi dallo stato! Il premier Olandese accorda il pensiero del cittadino ed essendone espressione porta la volontà popolare in Consiglio Straordinario Europeo.

L’errore italiano, nel corso degli anni è riposto nella politica di “fuga dei capitali”. Aumentare la tassazione ha portato ad usare  l’Olanda come paradiso fiscale. Da Mediaset, al gruppo Agnelli, a Ferrero, Eni, Enel, i capitali prendono il fresco nelle banche olandesi e tolgono una cospicua parte di beneficio alle casse del fisco italiano. L’alta tassazione non lascia scelta ai mega imprenditori fugaci, che “fuggono” in Olanda. Ragion si fatta, il piccolo stato, con capitale Amsterdam, accoglie i nostri soldi italiani, ma non per questo ne diviene amica, anzi in periodo di pandemia vuole negare gli aiuti pubblici alle holding e beneficiarie del paradiso fiscale olandese. Tutto questo però viene negato dal Parlamento europeo che chiarisce: “I piani di salvataggio pubblico adottati a causa dell’emergenza Covid non possono escludere chi ha sede in un altro Stato”.

E così l’Olanda rimane incastrata in un meccanismo torbido di cui si rifà stringendo alleanza con Austria, Svezia, Finlandia, Danimarca. Come in passato in cui l’impero austro-ungarico cercò di far fronte e dominare l’Italia, anche oggi troviamo la fervida opposizione nordica, si distacca ancora una volta l’Ungheria. Il premier ungherese, Viktor Orban, afferma la posizione di stato di diritto della sua nazione alla dura dominanza storica Olandese. Questo brutto vizio di essere al comando pur non avendolo mai detenuto, cerca di insediarsi nella politica italiana. L’Olanda vuole avere uno stato di diritto sullo stivale. Ora chiamare la mia nazione “stivale” è come alludere da un momento all’altro di poter tirare un gran calcio verso nord e allontanare ancora una vota quei piccoli paesi che storicamente hanno cercato supremazia!

Ed è così che, tra quanti soldi mettiamo sul tavolo in aiuti a fondo perduto e quanti ne dobbiamo restituire pagando, il negoziato della proposta italiana oscilla. Strano e direi inconsueto e poco affidabile il compiacimento all’azione di Francia e Germania accanto alle solidali da sempre: Spagna e Portogallo e alla intermittente Grecia. Il tavolo stringe l’ovale e pone gli angoli, sembra a oggi che si sia raggiunto un preventivo accordo.

Dichiarazioni del Premier Italiano 20 Luglio 2020

Governance si è raggiunto un equilibrio?

Non permetterò mai che un singolo paese possa avere il monopolio o la possibilità di un sistema di controllo o di verifica. Questo spetta agli organi comunitari.

L’Italia conserverà i 170 miliardi ?

Se il piano elaborato dalla commistione europea viene riempito di ostacoli operativi che ne condizionano e compromettono l’efficacia, questo piano non serve a nulla. Ho richiamato tutti ad un assunzione di responsabilità

Lo stato di diritto?

Sullo stato di diritto è uno dei temi lo stiamo rivedendo dal punto di vista legale delle clausole, ma sul principio dello stato di diritto non mi sembra ci sia da discutere. 

La scelta ai paesi frugali di scegliere tra una riduzione dei rebate (Sconti) o una riduzione delle sovvenzioni, secondo lei è cruciale?

Ieri sera dopo la posizione più dura di Italia, Spagna, Portogallo, Francia, Germania e mettiamoci anche la Grecia, c’è stata una svolta, abbiamo fatto comprendere chiaramente che non si può pensare di portare avanti un negoziato che porti tutto al ribasso. Ogni giorno c’è un continuo tentativo di ribassare le poste in gioco e compromettere il raggiungimento degli obiettivi, su questo siamo inflessibili. La soglia dei 400/390 ma con penalizzazioni, ha chiamato tutti a una responsabilità.

E così la guerra fredda tra Italia e Olanda continua.

Il premier è convinto di perseguire nella sua azione. Obiettivo: I soldi ci servono! Ma scendere a compromesso di libertà di una stato per acquisire maggiori vacche non è certo la volontà della nazione.

La gestione della pandemia errata ha portato a dover investire in una visione non concordante alle aspettative di crescita rallentando la produttività interna del paese. Ma in Italia vige il governo dei: visionari europeisti, e di quelli che pur di detenere la maggioranza si accordano prima con la destra Salviniana e poi con il pd oscillante! Chi ne stà soffrendo maggiormente in questa diatriba sono i lavoratori autonomi costretti a rincarare le casse dello stato per pagare la classe privilegiata scelta da questo governo, senza sconti con soldi in mano a pagare le tasse, tutti inquadrati stile Cina. I dipendenti statali non aspettano di certo il ritardo come lo hanno i cassa integrati e coloro che devono ricevere le varie forme di indennità! Si sta cercando di omologarci accontentandoci prima con il reddito di cittadinanza, ora con l’integrazione al lavoro del posto fisso!

Il lavoro me lo scelgo come voglio e in che forma voglio!

Attaccare la classe dei lavoratori autonomi, vuol dire non rispettare quella parte del paese che ti ha portato maggiore produttività! 

Questa instabilità al lavoro con la forma di assistenzialismo, ci rende vulnerabili davanti le nazioni in cui il lavoro esiste! Ecco che l’Olanda attacca l’Italia, probabilmente il punto debole l’ha lasciato proprio l’esecutivo.

Si parla di Unione Europea e di Sistema integrato e di visione degli stati membri, nel momento in cui ciascuno collabora al fine del medesimo obiettivo senza voler dominare o coprire l’altrui stato. Ciò che non si comprende è, che non vi è mai stato uno spirito di appartenenza all’Unione Europea, c’è una forma di dispotismo di volere per forza costringere il cittadino a dover far parte di qualcosa che non sta facendo altro che danneggiarci! E non è lontano il ricordo di offese ricevute e attacchi al nostro prodotto interno e negazione agli aiuti chiesti. A tutt’oggi nessuno stato e sopratutto in prima linea l’Italia che ha subito molto la pandemia, sta riuscendo a ottenere risposta a un messaggio umanitario e di accordo.

Quindi diciamola per com’è senza raccontare cazzate:

L’europa è fortemente voluta dall’esecutivo e con lui i partiti che detengono imprese in europa. La visione macroeconomica di pluralità d’insieme rende ai mercati finanziari. Se questa visione la si riduce in stato singolo, questo dovrà concorrere con le sole forze e quindi meno soldi e più sforzi al governo! Gente capace a far ciò non ne abbiamo, non esistono al momento grandi economisti o statisti, quindi continueremo ad essere una nazione autonoma e zoppichiamo tra il parlamento europeo e la Banca centrale europea. Da lì a breve verremo monitorati nell’insieme! E se il cittadino spende un euro la Banca Centrale Europea, saprà come dove e quando e sopratutto quanto ha fruttato!

Cosa si può fare?

Rivoltarci al sistema!

Siete andati a pagare le tasse?

Beh io no! E non lo farò finchè l’Inps non mi avrà dato i soldi che mi deve. Come aspetto io, aspetta lo stato, non ho liquidità finanziaria, e a meno che lo stato non favoreggi i prestiti mafiosi, è un diritto costituzionale che riguarda la sfera della persona in situazione di emergenza!

Avrei potuto organizzare manifestazioni, petizioni, allearmi ad un partito, fondare un associazione, ma da parte mia e non solo c’è e ci sarà la chiara risposta contraria all’usurpazione dello status civile. Se tu politico mangi su di me io mangio su di te!

E così inizia la guerra silente del cittadino allo Stato!

In tutto questo pandemonio Salvini esclama un azione forte che molti chiamano campagna elettorale; mi auguro sia veritiera, oggettiva e che dimostri gli aiuti. Ciò che afferma il giornalista nel video è realtà ma il dipendente statale non lo comprende per lui sono inizate le ferie! 

Lettere 01 Aprile 2020 – Le Scuse dell’Europa – La risposta dell’Italia

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