Giornata mondiale degli oceani 8 Giugno

Giornata mondiale degli oceani 8 Giugno

Perchè se pensi che, la bomba atomica la puoi subire solo dal cielo mentre un aereo ti sorvola, è perchè non hai fatto i conti con la bomba a rifiuti tossici, che può esplodere in mare distruggendo la vita dei fondali.

Eh si! Perchè in generale ci sentiamo assoluti, e pensiamo che al mondo di vita ci sia solo quella che vediamo giornalmente, quella che rincorriamo per raggiungere non so cosa.

Non abbiamo mai compreso, noi abitanti del pianeta terra, che la nostra forma di esseri umani, è presente, grazie al lungo percorso di evoluzione, partito anche dal mare. E proprio lui che ci permette di poter attingere a infinite risorse che danno equilibrio all’ecosistema. Al di là della meraviglia del colore blu, delle terre sparse tra un arcipelago e una penisola, al di là di quanto maestoso sia vederlo dallo spazio, dobbiamo essere in grado di concepirlo come parte del mondo popolato sulla terra, composto da essere umani differenti da noi nella forma ma integrati in un ecosistema più sottile del nostro, lui è il mare. E badiamo bene, “lui”, non esso

E’ inutile caro Diario di un risveglio, raccontarti la bellezza, ma è utile farti capire quanta semplicità ci sia tra il mondo marino e il mondo terrestre, un costante dialogo.

Quando ero piccola, prendevo sempre la mia maschera e mi intrufolavo sott’acqua a guarda le meraviglie in cui entravo.

Immergendomi, i paesaggi diversi ricordano la terra ferma, come quando vedi un riccio tutto solitario, in una distesa di sabbia bianca che riflette i raggi del sole.

Senza farsi sentire ti ritrovi accanto dei piccoli pesci che nuotano in branco e i loro colori ti affascinano perchè variano secondo il riflesso della luce. Lì non ci sono i semafori, le strisce pedonali, il gas di scarico delle auto, c’è vita libera che rispetta il senso della natura.

Cambiando paesaggio marino, mentre sei tra gli scogli sott’acqua, si aprono delle rocciose gallerie in cui puoi nuotare all’interno di esse. La bellezza della natura sottomarina si esprime con le piante acquatiche su cui si poggiano molluschi che non hai mai pensato di vedere o immaginare. La forma che assumono, richiama il mondo immaginato dai tanti libri che parlano delle eroine provenienti dal mare. E lì che con molta delicatezza incontri i coralli, ma più che attrarti per la loro bellezza, li osservi, perchè fanno parte di un sistema preciso che ha dato spazio anche ai colori diversi di cui sono vestiti.

E già, perchè sott’acqua gli abiti con cui ti ricopri te li dà la natura, non c’è bisogno di usare la natura per creare un abito e scaricare ciò che è inquinante nelle acque, e non serve neppure consumare tanta di quell’acqua che potrebbe aiutare a contrastare il problema siccità nei luoghi in cui la desertificazione ha preso il sopravvento. Già in quei luoghi gli abiti sono ricavati dalle fibre naturali, tessendo sapientemente e rispettando le risorse, lo spreco non è contemplato!

E così nuoti, un pò per curiosità di voler scoprire, un pò perchè vorresti appartenere all’altra parte della metà della terra. Diciamolo, chi non ha mai pensato che in fondo al mare le sirene possano esistere davvero e che la forza maestosa del mare in tempesta non sia l’impeto di Poseidone?

Mi sono sempre chiesta laggiù, dove si sente solo il suono dell’acqua afono, variante nelle intensità e lunghezza del movimento, come dev’essere vivere in totale simbiosi con la natura. Beh, credo sia una di quelle domande a cui posso dare solo, da essere umano, una risposta, ed è questa:

si vive senza conoscere egoismo, nel rispetto dell’istinto della natura, nella totale simbiosi del pianeta.

Finchè l’uomo non ricorda di poter avere questi valori, agirà nel senso opposto.

Tanto, chi se ne frega se nel mare metto un bel tubo e faccio arrivare lo scarico delle fogne. L’importante che quelle fogne non scarichino nel mio terreno su cui ho costruito con cemento armato, ho creato un percorso benessere per avere anche la piscina, ho investito per guadagnare!

Che mi importa se, sulle spiagge si depositano quintali di plastica e di prodotti chimici sciolti, riversati dalle industrie o da una nave che perde il carico.

Si vive bene in fondo al mare, finché non arrivano le bolle di sapone e io abitante marino le devo per forza inghiottire, non ho scelta, ma avverto che mi manca l’aria, non so come aiutarmi, l’ossigeno si riduce, agito velocemente le branchie, perdo l’orientamento, mi areno, ma continuo a lottare per vivere, ma l’acqua che mi scorre addosso mi ha bruciato la pelle, il sole riscalda troppo e io brucio.

E allora la televisione lancia il suo bel telegiornale: trovata lungo le coste del mediterraneo o delle isole nell’oceano, un balenottero spiaggiato, si è cercato di aiutare il cetaceo, ma purtroppo le condizioni critiche non l’hanno permesso, è morto.

Ora caro diario chiediamoci cos’ha vissuto quel piccolo balenottero. Solo un attimo fermiamoci a pensare, se io dovessi sentire la sensazione di mancanza di ossigeno sotto il sole cocente e non avessi possibilità di potermi rinfrescare con l’acqua, perchè contaminata, cosa resterebbe di me?

Tanto chi ci pensa che, quando galleggiano delle piccole bolle a fior di acqua e io sono comodamente seduta in spiaggia tra un mozzicone di sigaretta e accanto una bottiglia di birra lasciata a caso sulla riva, il mare in quel momento sta riversando in spiaggia il grido di aiuto contro l’inquinamento. Eppure basterebbe portare dietro un contenitore, una busta biodegradabile, raccogliere tutto e differenziarlo nei contenitori per i rifiuti.

E chi ci pensa che, il passaggio delle navi per il trasporto commerciale, o per il nostro sollazzo da essere umani, dovremmo adeguarle al rispetto dell’ambiente. Ma il fine per me è trovare il benessere individuale all’interno della maestosa nave crocera, la piscina, i bagni, le attività creative, la cucina, e nel frattempo tra balli e canti, in fondo al mare si deposita lo scarico di ciò che una nave lascia al suo passaggio, le navi non vanno a acqua, ma usano carburante, e ciò che è meraviglioso nel buio della notte mentre passano illuminate, proviene da fonti energetiche, i confort all’interno sono alimentati da energia, e anche questo è produttività non ecosostenibile, non vi è adeguamento totale ai nuovo sistemi di produzione energetica. La nave e i pannelli solari non vanno d’accordo?

Ma io tanto sono sulla terra e a vedere la moria dei pesci mi può dispiacere! Si quei pesci, che senza sapersi difendere dalla cattiveria della superficie, continuano a vivere la loro vita, il loro ambiente, finché l’uomo fa scoppiare la sua bomba di rifiuti nel mare, riversando centinaia di litri di acido e combustibile che bruciano il fondale marino.

E le immagini scorrono su un video. Le fiamme divampano su una nave mercantile che sta passando lungo le coste delle Sri Lanka, luogo in cui il paesaggio segue la meraviglia incantata dell’oceano. Si riversa tutto nel mare è “Disastro ambientale”.

Possiamo solo recuperare la materia inquinante, che ormai avrà raggiunto gli abitanti del mare. Uno spettacolo da lager, migliaia di pesci asfissiati, avvelenati, riversati sulla spiaggia, cosparsi nel corpo di una materia viscida e nera che li avvolge. Su quella spiaggia una sostanza schiumosa, bianca, si appoggia ad essi, è plastica!

Perchè l’apocalisse non è solo tra gli esseri umani!

Ma tanto io sono sulla terra! Ma la terra sei tu!

Quindi, ciascuno di noi, alzandosi la mattina può contribuire a aiutare l’ambiente.

Iniziando con il rispetto verso l’altro.

Se sono in strada non butto la sigaretta a terra, ne il fazzoletto di carta, ne la mascherina, ma cerco un cestino e butto, differenziando. Certo in molte città chissà se lo trovi il cestino! E qui, caro diario, entriamo nel grande tema di educazione civica.

“L’esempio viene dalle famiglie”. Vero! L’esempio per gli italiani viene dalla politica, la grande famiglia che detta le regole per il buon vivere. Ma queste regole sono frammentate in diverse realtà di territorio e in funzione di interessi che accrescono il rendiconto personale, ovvero il raggiungimento del potere individuale sull’individuo. Un grande concetto che per spiegarlo non basterebbe il quaderno su cui ti sto scrivendo, ma una sintesi te la faccio.

Se io politico ho la possibilità di scegliere tra la prevenzione del mio habitat e l’egoismo naturalmente, se fossi intelligente sceglierei la prima, ma la seconda fà parte delle priorità individuale, che pongono l’uomo al centro di se stesso, quindi scelgo di creare l’emergenza rifiuti, l’emergenza risorse naturali, l’emergenza della vita dei cittadini che non hanno regole precise sull’intero territorio nazionale, o meglio, tutto ciò si tramuta in: non hanno soldi sufficienti le amministrazioni locali, tali da poter allineare il problema rifiuti a livello nazionale. Esempio in questi giorni la cenere dell’Etna ammucchiata senza creare un investimento e una politica di ricircolo ecosostenibile.

Quindi, da buon politico, mi lavo le mani dicendo a te cittadino: “Abbiamo fatto e abbiamo detto ma la colpa è… “. e tergiversando in modo tale da non avere mai la responsabilità propria di ciò che sto facendo.

Il cittadino percepisce questo stautus di mancanza di continuità e di assoluta negazione del rispetto verso l’ambiente e continua a buttare materiale inquinante a terra, in cielo, e in mare.

I grandi politici si stanno attivando ora, lungo la via della transizione ecologica, ma l’orologio climatico Climateclock scorre.

Così il 19 settembre 2020, l’orologio climatico è iniziato a scorrere. Greta Thunberg ha voluto questo simbolo per lanciare un grande messaggio concreto, una piccola ragazza, ha rivoluzionato il mondo, facendo comprendere che se non si attuano interventi necessari al fine della tutela del nostro pianete, scompariremo. Migliaia di giovani la seguono, e migliaia di persone di qualunque posto del mondo danno l’esempio ai grandi della terra che comandano le potenze mondiali.

Greta, terrà l’orologio climatico come simbolo all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

L’emergenza climatica esiste, nei 7 anni successivi, si devono creare cambiamenti verso l’economia globale ed evitare che la temperatura globale salga sopra 1,5ºC, provocando un impatto ambientale che porterà un cambiamento irreversibile dell’ecosistema.

L’orologio climatico segna:

DEADLINE – Scadenza – la finestra temporale critica che ci rimane per intraprendere azioni significative.

LIFELINE – La linea della vita – indica l’energia globale proveniente da fonti rinnovabili: vento, acqua, sole e bioenergia. 

RENEWABLE ENERGY LIFELINE – La Linea di vita per le energie rinnovabili – essa è pari al 12.2% ma non è abbastanza alta da poter essere veloci rispetto la Deadline – Scadenza

Le grandi organizzazioni mondiali a seguito della pandemia hanno svegliato l’interesse verso il problema cercando un percorso interno di transazione ecologica mondiale. Ma non basta, serve sensibilizzare i cittadini, al fine di far comprendere che, ciò che calpestiamo, non è solo il suolo, ma è la casa in cui abitiamo.

E’ un grande anello in cui siamo dentro da quando siamo nati legato da catene di equilibrio che ci portano a rigenerare sempre questo anello. E’ detto economia circolare.

Ora ti saluto, mi sembra che ti ho scritto un bel pò.

Volevo aggiungerti: se io autore scrivo un libro, anziché pubblicare un enormità di copie producessi una parziale quantità, per poi tornare in vendita, secondo la richiesta dei lettori, farei cosa gradita alla natura.

Produrre un testo è fonte di spreco di energia rinnovabile, l’inchiostro è inquinante, le macchine consumano energia e vanno adeguate alle fonti rinnovabili, esempio pannelli solari, la carta per ottenerla devi tagliare gli alberi, per mettere in commercio il libro devi usare i mezzi su ruote che vanno a carburante, per non parlare del dispendio di risorse quando hai bisogno di divulgare il libro.

Tante libreria lamentano la quantità di libri che sono costrette a richiedere per avere la visibilità del testo, il mercato della distribuzione segue regole precise al fine del guadagno, ma non al fine del bisogno effettivo in termini di transizione ecologica, va cambiato il sistema.

Partiamo anche da ciò che è cultura per diffondere l’esempio! Altrimenti siamo tutti bravi ad andare in tv, fare un bel programma, stampare un libro e riparlare dell’orologio temporale.

A presto!

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Link utili – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

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