Presidenza Copasir tra Lega e Fratelli d’Italia

Presidenza Copasir tra Lega e Fratelli d’Italia

Fratelli d’Italia chiama all’attenzione l’alleato Lega, che, dopo l’insediamento del governo Draghi, ha “assopito” gli ideali, seguendo una nuova prospettiva di pensiero per il sogno leader della Lega al governo.

La vicenda viene figurata non come diatriba ma come: “rispetto della dialettica parlamentare tra maggioranza e opposizione… “.

La Presidenza

Ad oggi la Presidenza Copasir è in mano alla Lega Salvini premier, con il senatore Raffaele VOLPI ; Vice presidente URSO Adolfo, Senatore ed esponente Fratelli d’Italia; Segretario DIENI Federica, Deputato del Movimento cinque stelle.

Fratelli D’Italia invoca la presidenza per l’uguaglianza democratica dei ruoli in parlamento,

data l’espressa opposizione del partito di destra guidato da Giorgia Meloni al governo Draghi. 

Quindi, Giorgia Meloni, scrive all’allettato, amico e futuro interlocutore della visione leader alla presidenza del governo, in modo da creare un ponte di comunicazione tra camera e senato che dimostri la chiara intenzione univoca degli intenti.

Il leader della Lega Salvini risponde

facendo capire che non vuole polemiche, è impegnato nella riapertura del Paese, ribadisce che il governo Draghi è il miglior governo per questo periodo che stiamo vivendo.

La lettera del presidente di FdI pubblicata dal Corriere della Sera

Caro Matteo,

da giorni i nostri avversari stanno cercando di far litigare Fratelli d’Italia e Lega. Ormai quasi quotidianamente leggiamo sulla stampa ricostruzioni e articoli che descrivono una presunta divisione tra i nostri partiti. L’oggetto del contendere ultimamente sarebbe la presidenza del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Stanno tentando di scatenare la rissa tra di noi ma non ci riusciranno.

La presidenza del Copasir non è, infatti, un problema tra FdI e Lega ma riguarda le Istituzioni e il rispetto della dialettica parlamentare tra maggioranza e opposizione. Come sai, è la legge 124 del 2007 a stabilire la composizione paritaria del Copasir e che il presidente sia tassativamente eletto tra i rappresentanti dell’opposizione.

È una norma di garanzia e controllo, legata alle specificità del compito estremamente delicato affidato a quest’ organo: il raccordo tra il Parlamento e il sistema di informazione e sicurezza della Repubblica, tanto nella sua componente politica (presidente del Consiglio e ministri interessati) quanto nella sua parte amministrativa e operativa (Dis, Aise e Aisi).

In altre parole, da quando con la citata legge il Parlamento è stato privato del suo compito di controllo, tocca solo al Copasir «vigilare» sull’operato del governo e dei servizi ed è per questo che la presidenza non può essere affidata a un esponente della maggioranza che sostiene il governo.

E contro questa costante applicazione della legge non può essere di certo richiamato il «caso D’Alema», perché il governo Monti era un esecutivo composto esclusivamente da tecnici, differentemente da ciò che accade con Draghi, che ha diversi ministri politici a rappresentare i partiti che lo sostengono. Senza contare che la conferma di D’Alema dopo le sue dimissioni, avvenne, alla fine, con un accordo unanime di tutti i partiti, senza obiezione alcuna. Valse cioè il principio del «nemine contradicente», che si applica esclusivamente nelle questioni di diritto parlamentare e solo quando non vi sono difformità di opinioni. Come si vede, lo scenario alla base di quello che viene utilizzato come precedente aveva, in realtà, presupposti molto diversi da quelli attuali. E, dunque, non è in alcun modo applicabile all’attuale contesto.

Caro Matteo, Fratelli d’Italia sta difendendo una norma che tutela tutti, chi è all’opposizione oggi ma anche chi lo sarà domani. Per noi non è affatto una questione di poltrone, come abbiamo ampiamente dimostrato scegliendo di rimanere all’opposizione, unico partito nell’attuale Parlamento.

Del resto, se ne avessimo fatto una questione di poltrone, e di rapporti interni al centrodestra, allora avremmo posto il tema di tutte le commissioni di garanzia, con le relative presidenze che, per prassi, spettano comunque all’opposizione. Non lo abbiamo fatto e non intendiamo farlo, benché esistano precise prassi che andrebbero a nostro favore. Non lo abbiamo fatto perché a noi interessa esclusivamente difendere le regole necessarie alla tenuta del nostro sistema. I presidenti di Camera e Senato, pur rendendosi conto del dettato normativo, indicano nella politica l’unico strumento per risolvere il problema.

Il tuo ruolo nella nostra coalizione è centrale e questa è l’occasione per essere all’altezza della prospettiva di governo futuro, dimostrando rispetto per le norme e le Istituzioni. Lanciamo insieme il segnale che il centrodestra continua a essere compatto e che non intende fare favori ai nostri avversari. Ti chiedo di affrontare questo problema all’interno della maggioranza e di contribuire a risolverlo. E se non è possibile farlo, ci sono altre strade da valutare: modificare la legge permettendo alla maggioranza di eleggere il presidente del Copasir. O, in ultimo, fare quello che speriamo tu faccia da settimane: prendere atto del fallimento di questa esperienza di governo e tornare all’opposizione compatti. In quel caso, saremmo più che felici di continuare a sostenere Raffaele Volpi alla presidenza del Copasir.


Oggi la Commissione parlamentare si è riunita, assente il vice presidente Copasir Urso

Il Presidente Copasir Volpe in una nota

Ritengo che che tutti i componenti del Comitato debbano rimettere il proprio mandato ai Presidenti delle Camere, i quali, in modo informale ma chiaro e pubblico, garantiscano la ricomposizione dello stesso con cinque esponenti dell’opposizione, permettendo quindi tra essi la libera scelta del presidente.

Tale proposta sottintende un limpido proponimento da parte della politica e delle istituzioni della completa applicazione della legge, che non può essere richiamata per la sola figura del Presidente”, 

“Il Comitato, comunque, per indicazione dei Presidenti delle Camere, essendo legittimamente costituito, continuerà i suoi lavori nell’interesse nazionale dell’Italia.

Rinvio quindi ad altri le valutazioni che non mi competono su quanto possa essere lo spazio di doveroso dialogo rispetto alle proposte fatte, ricordando i richiami all’unità d’intenti istituzionali e non politici fatti dal nostro Presidente della Repubblica, al quale va la mia profonda e deferente stima”.


Questi teatrini finti in nome della democrazia sono la maschera di una rappresentanza parlamentare ormai colma di vizi!

Sembra un film già visto con attori diversi. La fame non tocca le alte cariche dello Stato!

Argomentare su una questione così superflua, trova un unico sostantivo: Indifferenza verso ciò che la democrazia dovrebbe rappresentare realmente, pur richiamandola all’attenzione.

E’ solo un mero gioco tra le parti per raggiungere lo scopo primario futuro: la presidenza di un Italia lacerata, stanca e stremata.

Sarebbe ora togliere vizi e virtù e prendere atto che come nazione esistiamo solo per nome ma non bandiera!

Disgustata

Il grido di Libertà – 23 Ottobre

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