Storia della moda

Versace Women’s Spring-Summer 2020 - Versace Jungle Dress Grammy Award

Versace Women’s Spring-Summer 2020 

Versace Women’s Spring-Summer 2020. Si apre la magia, creata da Gianni Versace e proseguita dallo stile di Donatella Versace.

L’abito Versace Jungle Dress in chiffon di seta, mostra la creatività che contraddistingue da sempre il marchio nel richiamo mitologico del neoclassicismo. La libertà del movimento dato dal taglio dell’abito rivoluziona ancora una volta lo stile della moda. La creazione dell’abito come fosse una bellissima ninfa della natura, nasce dall’ispirazione per il cambiamento nel 1999, resterà impresso nella storia della moda per sempre.

Versace Women’s Spring-Summer 2020 - Versace Jungle Dress Grammy Award

Versace Women’s Spring-Summer 2020 – Versace Jungle Dress Grammy Award

Nel Dicembre del 2000 in occasione del Grammy Award, la cantante  e attrice Jennyfer Lopez indossa l’abito Versace Jungle Dress. La trasparenza del tessuto e l’importante scollatura dietro e avanti fa scalpore, ne parlano tutti. Il motore di ricerca appena nato Google, impazzisce per la marea di ricerche di immagini dell’abito. E’ da qui che parte “Google Immagini” .

“Donatella Versace: Fu una cosa incredibile. Il mondo intero ebbe la stessa identica reazione: rimase a bocca aperta. Oggi viviamo in una società altamente tecnologica, ma allora era diverso. Pensare che un singolo abito, legato a un particolare momento, abbia portato alla creazione di uno strumento che ora utilizziamo quasi senza farci caso, credo che sia una cosa straordinaria.”

E’ di nuovo il momento del cambiamento.

Lo fà in maniera importante Donatella Versace nella sfilata Versace Women’s Spring-Summer 2020 

L’abito Versace Jungle Dress si evolve nella forma aprendosi sui fianchi, l’applicazione degli accessori, il tessuto si adegua alla stampa 3D. Perde le maniche, si modificano le spalle. Rimane un’incantevole creazione sul corpo di una bellezza ninféa.

         

Il tuo quaderno di cucina di Graziella Soriano

Karl Lagerfeld

Karl Lagerfeld si spegne il 19 Febbraio 2019 a Parigi.

Lascia a noi un ‘infinita eredità ed insegnamento nel mondo dell’arte e dello stile.

“Amo considerarmi un freelance. Questa parola è l’unione di free, libero come ho sempre voluto essere, e lance che ricorda la parola francese lancé, com’era definita un tempo un’ambita cortigiana. Io mi sento libero e mercenario“. 

Instancabile creatore, Karl ha continuato a perfezionare i codici dello stile Chanel. Ha reso unica la maison Fendi. Ha insegnato attraverso l’occhio dell’obiettivo a cogliere i particolari facendone arte. Resta unico nel suo stile tanto da creare il brand Karl Lagerfeld.  

Nato ad Amburgo, il padre Christian amministratore delegato di una banca d’affari svedese, iniziò la sua fortuna introducendo il latte condensato in Germania. Karl si trasferì nel 1953 a Parigi con la madre Elisabeth. Intraprese gli studi presso l’Ecole de la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne in rue St Roch. Durante gli studi conobbe lo stilista Yves Saint Laurent. Nel 1955 vinsero ambedue il concorso organizzato dall’ International Wool Secretariat. Karl venne premiato per la creazione di un cappotto, mentre Yves Saint Laurent per la creazione di un abito. E’ da questo momento che il mondo della moda acquisisce due grandi stilisti rivoluzionari, rivali tra loro nella vita privata e nella moda. Grazie alla vincita del premio Karl divenne assistente di Pierre Balmain, disegnatore della casa di moda Lucien Lelong, contribuisce a creare un nuovo stile di gonna che fossero ampie e strette in vita.

Karl Lagerfeld and Yves Saint Laurent

1954-Karl Lagerfeld-far-sinistra e Yves-Saint-Laurent terzo da sinistra vincitori del primo premio Woolmark-Prize

 

Nel 1965 ad oggi divenne direttore creativo dalla maison Fendi per la linea di pellicceria, rendendola unica nel mondo.

 

Nel 1980 nasce il suo marchio Karl Lagerfeld, il brand riprende lo stile caratteristico del fondatore un pò caricaturista come egli amava. ” Sono una caricatura di me stesso, e mi piace. E’ come una maschera. Per me, il Carnevale di Venezia dura tutto l’anno”

Nel 1983 la nomina a direttore artistico di Chanel. Karl diceva: “Il mio lavoro non è rifare quello che Gabriele Chanel ha fatto, ma quello che avrebbe voluto fare” .

Dal 2007 lo stilista porta in scena per le sue sfilate con un concetto innovativo di location in ambientazioni stupefacenti. La sua creatività spazia da:

il Giardino Mediterraneo allestito al Grand Palais, ambiente da sogno dell’ ultima sfilata,

il Mètiers d’Art ad Amburgo

Il Mobile Art Pavilion progettato da Zara Hadid, architetto e designer per Chanel, su commissione dello stilista.

 

Le modelle più illustri sono muse ispiratrici per il direttore creativo. 

 

A poche ore dalla morte dello stilista la maison Chanel ha dichiarato che, Virginie Viard, braccio destro dello stilista, sarà il nuovo direttore creativo delle maison.

Instancabile nel disegnare diceva:” Disegno come respiro. Non chiedi di respirare, accade e basta. E se non riuscissi a respirare, sarei nei guai”

Amante della fotografia ha curato i set per le campagne pubblicitarie della case di moda Chloè , Chanel, Fendi.

Lascia al mondo la gattina Choupette ereditiera di una parte del suo patrimonio. 

 

GRAZIE PER LA TUA ARTE

Gabriele D'Annunzio

Gabriele D’Annunzio stilista

Abiti sartoriali da sogno presso il Museo casa natale Gabriele D’Annunzio. L’artigianato sartoriale risalta tra i tessuti nelle linee perfette dei tagli e nelle scelta delle stoffe. Ecco alcune foto nella casa natale di Gabriele D’Annunzio stilista

 

Le calzature hanno la loro originalità che traspare nella lavorazione a mano di esperti ciabattini che sapientemente hanno cucito e dato forma. La sinergia tra cuoio, pelle e stoffa li rende unici.

 

Vi consiglio la visita, il luogo è situato presso Corso Manthonè Pescara.

 

Gabriele D’annunzio

Gabriele D'Annunzio stilista

Gabriele D’Annunzio stilista

Le Couturier Dior

Le Couturier Dior festeggia 70 anni

In occasione dei 70 anni dal lancio della Maison DIOR, apriamo i ricordi di uno stilista che rivoluziona il mondo della moda disegnando la figura della donna a forma di numero 8. Fianchi marcati, vita stretta, spalle arrotondate e petto pronunciato. La bellezza della donna valorizzata dal “TAILLEUR BAR“. del Le Couturier Dior

 

Le Couturier Dior

TAILLEUR BAR

 

Cito le parole tratte dal sito DIOR

“La costruzione della giacca in shantung di seta avorio, con collo stretto e falde arrotondate, è affidata a Pierre Cardin, allora responsabile dell’atelier tailleur. Pierre Cardin esegue un lavoro di taglio con un rigore quasi matematico, con una grande quantità di pince e intagli. Christian Dior desidera infatti «affinare il corpo senza strizzare la vita». Ma al momento delle prime prove sulla modella Tania, le falde ricadono piatte sui suoi fianchi stretti. Si rende necessaria un’imbottitura… Il giovane modellista ha allora l’idea geniale di andare a comprare dalla farmacia dell’angolo delle compresse di cotone sterile che piega a fisarmonica per creare il volume desiderato. E funziona! Per la gonna in lanetta nera plissettata occorrono quasi dodici metri di tessuto, senza contare i sottogonne in tulle. E per donare ancora più raffinatezza ed eleganza al suo modello, Christian Dior recupera una tradizione da tempo dimenticata, aggiungendo una fodera di tre metri in percalle e taffetà. Dopo 150 ore di lavoro nasce così il completo Bar”.

 

Il NEW LOOK portato in passerella nel 1947 vede protagonista il filato. Dior veste le sue “Cherie”, così chiama le modelle, con gonne per le quali adopera 15 metri di stoffa, e per gli abiti da sera 25 metri di stoffa. 

 

Alcune delle splendide linee create da

Le Couturier Dior

 

 

LINEA TROMPE – L’ŒIL PER LA PRIMAVERA-ESTATE 1949

 

 

LINEA AIMANT PER L’AUTUNNO-INVERNO 1956-1957

 

 

LINEA TULIPE PER LA PRIMAVERA-ESTATE 1953

 

 

Nell’ottobre del 1956 Christian Dior muore. Lascia al mondo della moda un’eredità che oggi giorno è vista con gli occhi del nuovo direttore creativo Maria Grazia Chiuri.

 

I LUOGHI D’ISPIRAZIONE

Se avete voglia di visitare i luoghi in cui Dior è nato e da cui ha tratto la sua ispirazione, recatevi presso La villa di Grandville, il paesaggio sul mare e il giardino di rose vi accolgono nella magia Dior in cui potrete rivivere le sue creazioni dal 1947 a oggi, in onore dei 70 anni di storia. 

 

LES SECRETS

Visitiamo le SECRETS Dior, entrando negli archivi accompagnati dalla Direttrice di Dior Héritage, Soizic Pfaff

https://youtu.be/omwSRihf2Ao

 

IL BLU ARA, BLU ORIENTE, BLU NAVY

Dal blu amato da Dior e dalla passione per il Giappone da cui Dior trae ispirazione per le sue creazioni

Le Couturier Dior

Le Couturier Dior

a Shanghai in cui il 13 giugno 2017 si è tenuto l’evento “I feel blue” che ha permesso di vivere ai visitatori la maison Dior in un percorso d’incanto attraverso 12 abiti dal colore blu, tanto amato da Dior e la presentazione della borsa Lady Dior in tre diversi ricami.

 

Le Couturier Dior

Foto e video fanno riferimento al sito DIOR che vi invito a visitare.

CRINOLINA - TOURNURE - STRAPONTIN

CRINOLINA – TOURNURE – STRAPONTIN

Ciao a tutti, vi parlerò di ciò che si nasconde sotto il vestito, ma che è parte importante della maestosità di un abito e della storia della moda. CRINOLINA – TOURNURE – STRAPONTIN

CRINOLINA

Il termine  CRINOLINE deriva da “Crine” indica il tessuto di cui è composta, peli di criniera o coda di cavallo

La struttura è rigida il materiale è d’acciaio, la forma a campana con cerchi di dimensione a scalare. La struttura si sviluppa con cerchi più grandi lungo le gambe e più piccoli verso la vita. E’ pensata per poter mantenere ampie le gonne e far risaltare il tessuto colmo di balze, pizzi e merletti. Si indossa allacciandola in vita per non farla scivolare.

La difficoltà incontrata dalle donne nel portarla era costituita dal peso della struttura a cui si aggiungevano una serie di strati da indossare: un primo strato di sottogonna, un secondo strato la crinolina, un terzo strato di gonna per evitare la visibilità dell’effetto rigido dell’acciaio ed infine il vestito.

Il portamento della struttura incontrava la difficoltà nel sedersi! La meccanica era: raccogliere i cerchi all’ altezza quasi del ginocchio e poi sedersi.

Certo la comodità non era parte della mentalità del 1700/1800, ma alle donne nobili non importava, amavano lo sfarzo l’idea dell’apparire sempre più larghe per poter far vedere la propria bellezza. Bisogna riconoscere che, anche io avei sopportato tanto difficoltà, considerando lo stupore dei tessuti, la novità delle sete, la bellezza dei ricami sugli abiti.

CRINOLINA - TOURNURE - STRAPONTIN - DAMA IERI E OGGI

abito con struttura in crinoline

Come accade in storia, tutto iniziò a cambiare grazie a

Charles Frederick Worth

l’artista inserì nella struttura della Crinoline delle molle d’acciaio. Fu così che, le gonne dell’alta società del XVII secolo, divennero ancora più vaporose e si resero ancora più ondeggianti in modo da far risaltare i tessuti dalle mille balze. Osservandole con gli occhi di oggi, esclameremmo “fantasticamente troppo belle”.

Lo stilista nel tempo, studiando la struttura e pensando ad un’evoluzione della moda, sviluppò la

DEMI CRINOLINE

struttura piatta davanti e gonfia nella parte posteriore, si rifà al concetto della crinoline, una gabbia a campana, con la differenza che i cerchi sono sviluppati solo sul posteriore dell’abito.

Con il tempo e il cambiamento dei gusti della moda, la DEMI CRINOLINE divenne

TOURNURE

La forma della struttura presentava davanti una sola stecca circolare. Dietro stecche semi circolari. Questo permetteva all’abito di svilupparsi davanti riducendo lo spazio della gonna in circonferenza e dietro aumentando la sontuosità con l’imponenza di un lungo strascico.

Rimaneva però il problema del sedersi considerando l’ampiezza posteriore più sviluppata.

Worth pensò bene di sviluppare un meccanismo chiamato

STRAPONTIN

La meccanica permetteva che, i cerchi posti dietro la struttura, si raccogliessero su di essi e formassero un sedile per accompagnare l’abito nel movimento ed evidenziare ancora di più lo strascico raccolto.

Finalmente ci si poteva sedere! 😉 

CRINOLINA - TOURNURE - STRAPONTIN

CRINOLINA – TOURNURE – STRAPONTIN

 

Tuffiamoci nei giorni nostri

Grazie all’ idea della Crinoline e della Tournure, oggi abbiamo la possibilità di ammirare e poter creare fantastici abiti che ritroviamo al cinema, in tv, e perchè no nel giorno più bello della nostra vita il matrimonio. Ricordiamo la bellezza degli abiti indossati della principessa Sissi, la favola della Bella e la Bestia, gli abiti maestosi della regina Maria Antonietta. Lo splendido vestito di nozze di Lady Diana.

Conoscere un pò di storia della moda e curiosità dell’arte della moda legata al passato, fa riflettere sul concetto che: “ciò che non appare è molto evidente, perchè riflette la bellezza dell’immagine che osserviamo”. Un’abito che creiamo va curato prima dentro per dare le linee essenziali e la corposità giusta e poi fuori nell’esteriorità dell’immagine.

Tessuti come taffeta, crèpe, chiffon, georgette, seta, sono la rappresentazione di un sogno da principessa o di un abito elegante per un’occasione speciale, arricchendo la forma con la CRINOLINA – TOURNURE – STRAPONTIN 

Dal 1800 al 2016

CRINOLINA – TOURNURE – STRAPONTIN è sempre attuale

Ciao e grazie per avermi letta  🙂 

VERSACE

VERSACE

VERSACE

Sono giorni di presentazione delle sfilate Autunno / Inverno 2016/2017, le case di moda ci deliziano di tessuti da sogno che si trasformano in abiti che dettano nuovi orizzonti fashion.

In questo periodo indiscusso protagonista è lui

VERSACE

icona, maestro e artista della moda, Italiano per eccellenza, nato tra Scilla e Cariddi porta il sentimento mitologico in se, lo divulga attraverso le sue creazioni, con un sottile richiamo neoclassico.

Come un Dio dell’olimpo ciò che tocca diventa prezioso, sublime, unico. Il suo genio trova espressione nel mondo, la sua personalità poliedrica detta alcune regole al mondo della moda senza paura di osare.

Gianni Versace è il simbolo dell’arte, sempre accompagnato dalla mitologica medusa che, anzichè trasformarsi in orrendo mostro, diviene attraverso lui il senso della bellezza.

Mi piace ricordarlo insieme a voi con alcune testimonianze trovate

 

Oggi la casa di moda, ha come erede creativa la sorella Donatella Versace. Segue e innova il mondo della moda con le sue creazioni.

Versace si è fatto strada riconoscendo il futuro e sfidando i conservatori.

oggi entra elegantemente dettando le regole della moda

Ho pensato al maestro come un ricordo del passato per il presente, ricordo che viene tutt’oggi discusso.

Grazie Maestro

VERSACE

TESSUTI PLISSÈ

TESSUTI PLISSÈ

Ciao a tutti, come otteniamo il tessuto per poter ottenere la forma del Tessuto Plissè?

Il tessuto è un lavoro prodotto su telaio in maniera artigianale o industriale è realizzato da un intreccio di fili in posizione dritta tra di loro. Gli elementi che lo formano sono: l’ordito che è formato dall’ insieme dei fili tesi sul telaio e la trama che è il filo che percorre da una parte all’ altra l’ordito, tutto ciò si chiama tessitura.

I tessuti ottenuti nel corso dei secoli partono dall’ età del neolitico, in cui si tesseva lino e fibre vegetali, per poi scoprire la fibra animale, ovvero la lana e la seta. Oggi si arriva ad avere, nella gran parte del mercato della grande distribuzione, una vasta quantità di tessuti artificiali.

Le continue ricerche sui tessuti, portano a raggiungere i livelli alti di lavorazione delle stoffe e ad ottimizzarne le forme dando linearità e morbidezza al tessuto. Ecco alcune tecnciche che impreziosiscono gli abiti.

Tecnica PLISSE’

Fù scoperta dagli egizi, le vesti dei faraoni e dei nobili erano tessute in fibra di lino attraverso una macchina che ripiegava e pressava la stoffa meccanicamente in tal modo si otteneva l’effetto plissè.

Nel 1909 viene brevettato il primo tipo di plissè  l’artista Mariano Fortuny y Madrazo si ispira alla moda greca la così detta PEPLO, abito femminile fatto di panno di lana, esso veniva ripiegato al fianco da una cintura, formando così il plissè.

Da questo momento iniziano le varie tecniche plissè:

artigianale: con ago e filo, le pieghe vengono calcolate minuziosamente con una formula matematica, stirate e passate a macchina dalle fantastiche mani d’oro delle sarte

industriale: con la tecnica del cartone: il tessuto prima cucito con la forma plissè, viene chiuso in doppio cartone arrotolato e messo in forno in modo che la fibra con il calore assorbito lasci impressa la forma della piega creata dalla plissettatura a mano, il tessuto resta morbido grazie al forno a vapore. Lo stesso procedimento viene usato per la pelle.

Negli anni 80 entra nella cultura del plissè  un grande maestro, artista e poeta della moda, egli fa dell’eleganza uno stile proiettato nel tessuto.

Issey Miyake

attualmente, a capo della collezione donna collabora il direttore artistico Miyamae, che sperimenta sul tessuto varie tecniche di lavorazione, in modo da ottenere un plissè ricco di combinazione di colori e forme impresse nel tessuto che danno la possibilità di indossare gli abiti con disinvoltura. L’obiettivo è, trasmettere emozione attraverso la leggerezza e unicità dell’abito.

Le tecniche usate:

PLEATS PLEASE, la stoffa viene plissettata dopo che il tessuto è tagliato e cucito, tutto ciò permette di avere la particolarità di non stropicciarsi.

Tecnica A-POC  il computer calcola l’utilizzo di un solo processo produttivo e un solo filo

Tecnica 3D STEAM STRETCH  l’unione della tecnologia PLEATS PLEASE e A POC porta a capire che, attraverso l’utilizzo del computer che analizza la composizione del tessuto, in parte di cotone e in parte in poliestere, si riesce ad ottimizzare il vapore ideale per creare l’effetto tridimensionale sulla stoffa, ovvero un prisma che ritroviamo nella famosa borsa IT-BAG

Nell’ultima sfilata intitolata DELIZIE BOTANICHE arriva in passerella la tecnica del

FORNO STRETCH

il tessuto viene ricoperto da una colla particolare, posto in forno gonfia, l’effetto finale che creerà sarà un arricciatura del tessuto naturale

Questo è il genio del nostro tempo che in differenti settori come l’arte, la scenografia, l’architettura sta rendendo il nostro mondo sempre più bello.

“tessuto del reame la risposta è Plissè”

TESSUTI PLISSÈ

TESSUTI PLISSÈ

 

IL CIABATTINO A SPASSO NEL TEMPO - FABI CALZATURE

IL CIABATTINO A SPASSO NEL TEMPO

 

IL CIABATTINO A SPASSO NEL TEMPO

Eh si! Chi non ama questo splendido accessorio che può assumere svariate forme, abbinando colori stupendi e rendendo il nostro aspetto sempre più bello! Sono le stupende

SCARPE – SHOES – CHAUSSURES

Mentre passeggiavo, osservo la presenza di tante persone, tutte raggruppate intorno a qualcuno o qualcosa. Ho pensato! Qualche artista di strada! Ma era diversa l’attenzione, poichè lo sguardo veniva rapito dai movimenti, ed era meticolosamente attento. Ma cos’era?

Mi avvicino e trovo un….

ARTIGIANO

che nonostante la folla svolgeva il proprio lavoro come se fosse in una dimensione completamente sua, dove contava la sapienza delle proprie mani e l’esperienza di anni di lavoro. Silenzioso, attento, meticoloso, ogni tanto alzava lo sguardo ma non per vedere chi ci fosse intorno, ma per riposare lo sguardo dall’ attenzione al proprio lavoro.

IL CIABATTINO A SPASSO NEL TEMPO

IL CIABATTINO A SPASSO NEL TEMPO

Un tuffo nel passato.

Ho chiesto al mio papà il giorno dopo,

– Papà ricordi i ciabattini?

– Si, ero piccolo, arrivavano in piazza del paese con in mano una valigia di cartone all’interno portavano i loro attrezzi, un tavolino e una sedia. Si mettevano all’angolo della piazza sul marciapiede, con massimo ordine posavano gli attrezzi sul tavolino, posizionavano perfettamente la sedia e aspettavano che qualcuno andasse a chiedere di farsi aggiustare un paio di scarpe, o in fortunate giornate, riuscivano a fare scarpe di sana pianta. Il ciabattino era cosa da ricchi, non tutti potevamo permetterci le scarpe, le mie per esempio saranno state ricucite tante volte. Ciò che ricordo di più è l’odore del cuoio e della pece. Quando iniziava a realizzare un paio di scarpe di sana pianta ci mettevamo tutti intorno a guardare come lavorava. Tagliava la pelle per la tomaia, e il cuoio per la soletta, prendendo le misure al millimetro. Poneva la scarpa sulla forma e poi cuciva la tomaia alla soletta con un ago ritorto e dello spago, incrociando i fili e stringendo la cucitura con le mani. Fissava i tacchi con il martello, passava la cera per proteggere la scarpa, ed infine la lucidava.

A raccontarlo così sembra facile ma ci volevano almeno 2 giorni di lavoro

Il racconto del mio papà è  di un ragazzo che allora aveva 15 anni, erano gli anni del 1950.

La bellezza di aver visto dal vero ciò che mi è stato raccontato è stata un’esperienza stupenda. Un tuffo nel passato attraverso il presente.

Ho voluto capire di chi fosse l’idea e osservando il grembiule del Maestro ciabattino, ho scorto il nome

“FABI”

Azienda che porta avanti il marchio dall’ esperienza dell’artigianato. Due fratelli artigiani Elisio ed Enrico Fabi, che nel 1965,  senza avere nulla, provano a realizzare un sogno che oggi è un punto di riferimento del Made in Italy.

L’arte dell’artigianato tramandato al moderno, senza mai lasciare la lavorazione a mano. In ogni immagine che appartiene a FABI, sono protagoniste le mani dei ciabattini, degli artigiani, delle cucitrici, degli operai e della moderna informatica. Tutto ciò permette di sviluppare e produrre la linea uomo e donna seguendo e anticipando le nuove tendenze.

Ultimo brevetto cito le parole riportate nel sito FABI  “La suola flessibile e modellante delle scarpe lavorate secondo il brevetto Flex Goodyear, è composta da diversi strati di cuoio, sughero e gomma e cucita a mano. Il risultato è una calzatura leggera e progettata per massimizzare il comfort di chi la calza”.

Fabi scende in piazza mostrando la propria arte attraverso

L’artigiano in tour

Complimenti FABI, per la rara iniziativa

 

 

Vi ricordo che I:CO azienda leader nei servizi per il riciclo e il riutilizzo di prodotti tessili, quali capi di abbigliamento, biancheria e casa, ricicla e riutilizza anche scarpe.

Per l’approfondimento cliccate sul link CLOSSING THE LOOP

Anche questa volta la conoscenza della storia della moda ci permette di essere più belle con maggiore interesse.

L’ARTIGIANO IN TOUR “FABI”

L'ARTIGIANO IN TOUR FABI

IL CIABATTINO A SPASSO NEL TEMPO

 

 

 

GUO PEI IN PASSERELLA

GUO PEI

Voglio condividere con voi l’incanto della bellezza dell’arte nella lavorazione del tessuto di GUO PEI. Reali sculture artistiche in movimento, che fanno fluttuare tessuti con forme altamente espressive, decori, luccichio di brillanti e colori si fondono all’armonia dell’abito.

L’artista si distingue per la sua creatività, i suoi abiti di stoffe pregiate, si dipingono di intrecci di fili preziosi che assumono forme di ricami che contraddistinguono il lavoro minuzioso della Maison. Lo scintillio delle pietre preziose, dà vita a una fantastica collezione che ancora una volta stupisce.

Nel 2015

GUO PEI

la famosa cantante Rihanna sceglie di indossare alla mostra del Metropolitan Museum di New York un abito completamente sviluppato in tre metri di raso contornato di pelliccia gialla e una corona d’oro, il mondo parla della stravagante idea e GUO PEI continua i suoi successi vestendo per il galà delle Olimpiadi di Pechino del 2008 la cantante Song Zuying, con un abito impreziosito da 200 mila Swarovski.

GUO PEI IN PASSERELLA Rihanna

GUO PEI

song zuyin e placido domingo gala giochi olimpici pechino - GUO PEI

GUO PEI

 

Nel luglio 2015

al Musée des Arts Décoratifs di Parigi le sue creazioni

 

Si distingue nel make up

collaborando con la MAC COSMETICS, creando una collezione di 16 pezzi tra lip gloss, blush e ombretti dai colori sfumati del corallo, blu e rosa, richiamo al suo stile in passerella, il tutto racchiuso in scatole color oro con decorazione floreale

Mac Guo Pei

GUO PEI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi in passerella Haute Couture Paris

Vi lascio nel mondo della Creatività

https://www.youtube.com/watch?v=hiM5ORmeXYo

Storia dei 50 anni Klorane

Storia dei 50 anni Klorane

Storia dei 50 anni Klorane 

1966 -2016 il marchio KLORANE compie 50 anni

Tutto inizia grazie a Monsiuer Pierre Fabre, amante della “farmacia galenica”. La sua farmacia è situata nel cuore di Castres, nella grande piazza del mercato “PHARMACIE P. FABRE” dal 1951.

Nel 1965 Monsieur Pierre Fabre acquista il laboratorio KLORANE di Puteaux situato nella regione Parigina. 

L’esordio Klorane avviene nel 1967 con la produzione de Savon, mentre il successo arriva con la linea degli shampoo che, rende Klorane un marchio unico, è così che entra nelle cronache dei settimanali di moda. Elle e Marie Claire divulgano l’essenzialità del prodotto innovativo. Lo shampoo anti lacca e lo shampoo alla Camomilla diventano i prodotti biologici di riferimento sul mercato. Klorane  si espande creando nuove formule di shampoo, aggiungendo altri elementi naturali : Ortica bianca, Chinina, Centaura e la linea dedicata ai riflessi hennè, la cura estetica di un packing in vetro con tappo in bachilite rende il prodotto ancora più interessante sul mercato.

E’ arrivato il momento per Monsieur Pierre Fabre di introdurre la novità, attraverso la Centaurea cyanus L., pianta della famiglia della Asteraceae, ovvero il “Fiordaliso, coltivato con coltura biologica nelle terre di monsieur Pierre Fabre, in località  Bagnères de Bigorre nella zona dei Pirenei, nasce un prodotto per il démaquillage lenitivo e decongestionante, con un visual mechandiser innovativo caratterizzato  dal flacone blu. Si aggiunge una gamma Klorane per la cura dei bambini, un sapone al borotalco, anche i prodotti per la cura e la detersione della pelle, hanno come elemento base la Calendula officinalis coltivata nell’azienda agrotecnica sperimentale dei laboratori Pierre Fabre, da questo momento nasce l’ideologia di associare ad ogni prodotto una pianta.

Nel 1969 Klorane produce il suo milionesimo shampoo alla camomilla.

Tra 1970 – al 1980 il marchio Klorane conquista l’Europa.

In questi anni la novità dello Shampoo secco all’Ortica bianca: “In cinque minuti e senza bagnare i capelli”, il semplice messaggio promozionale dell’agenzia Impact, conquista il mondo della cosmetica facendo strada ad un prodotto che tutt’oggi è un must per le consumatrici. Nel 2008 lo stilista Karl Lagerfeld rilascia un intervista alla rivista L’Express, in cui afferma di utilizzare tutti i giorni intere bombolette di shampoo secco, autodefinendosi “una meringa ambulante”. Nel 2015 questa affermazione viene ripresa dall’illustratrice di ELLE Soledad, in una sua vignetta “Siete anche voi un po’ come Karl?”

 

Il marchio diventa un brevetto depositato. Alle pendici di Cambounet-sur-Sornel Tarn si apre la sede del dipartimento agrotecnico della filiera delle piante, “Fitofiliera” il concetto è la biodiversità. La Botanical Expertise Pierre Fabre si fonda su: Innovazione, Preservazione della biodiversità, Garanzia di qualità, Rispetto di tutti i partners

Negli anni 80 il lancio dello shampoo al Latte di avena pensato ad un uso frequente, la rivista Avantages lo nomina come “miglior prodotto dell’anno”, lo shampoo diventa una tendenza sul mercato. Le agenzia pubblicitarie, RSCG, Harmony e BDDP, vogliono Klorane, nasce il primo video pubblicitario, le confezioni cambiano al posto del vetro il flacone in PVC, che riporta la grafica della pianta di riferimento dedicata alla referenza.

Nel 1990 Klorane nella rivista VSD viene menzionata “Il marchio tra i più rappresentativi del genio creativo francese”. Il ciclo degli anni 90, portano Monsieur Pierre Fabre a perfezionare la Fitofiliera espandendo la competenza farmaceutica in ogni processo produttivo del prodotto, iniziando dalla selezione delle piante. Da questa idea crea immenso giardino del pianeta che và dalla Francia sud-ovest, l’Asia, l’Africa e il Pacifico, ogni coltura è rintracciabile dal consumatore.

Nel 1994 viene creato L’INSTITUT KLORANE,

fondazione non a scopo di lucro, la filosofia è quella di proteggere il patrimonio vegetale, sensibilizzare il consumatore alla tutela del pianeta, Klorane decide di prelevare 1 franco su ogni flacone di shampoo venduto per donarlo alla fondazione, presenta L’institut Klorane alla stampa nel 1994. Per rendere ancora più incisiva la presenza dell’ Institut Klorane, la fondazione sigla una pergamena raffigurante una Peonia Lactiflora e la dona al Museo di Storia Naturale di Parigi. La Peonia cinese verrà utilizza da Klorane per una nuova referenza dedicata al capello irritato o aggredito da stress o inquinamento.

Nel 1998 L’Union des Annonceurs conferisce la sua Fenice all’ Institut klorane nella categoria Formazione- Educazione, “brillantemente utilizzata l’innovazione come chiave del successo delle azioni di comunicazione”

Nerl 2001 l’apertura del Conservatoire Botanique Pierre Fabre

con 7000 referenze e una farmacia erboristica, due serre accolgono specie da ogni parte del mondo, il giardino botanico coltiva 5000 specie di piante. Anche il cedro di Corsica entra a far parte dell’immenso giardino botanico, in modo da creare una nuovo prodotto per la cura del capello che si sporca facilmente.

Nel 2002 l’attenzione ricade sulle proprietà del melograno creando uno shampoo per  tutte le donne con i capelli colorati, dalla scorza del frutto si estrae un principio attivo che prolunga la colorazione. La gamma si espande introducendo le creme, le maschere, gli oli, i balsami

Nel 2003 nascono le referenze contro la caduta dei capelli K1 K2 a base di Ulivo e Pino Marittimo e la linea a base di Burro di Mango, il cui principio attivo si basa dall’estratto delle mandorle di mango

Negli anni seguenti si aggiungono le linee dedicate al capello indebolito sulla base del principio attivo di Chinina e Caffeina e la  linea per i capelli secchi o rovinati. Il fondamento dell’ecosostenibilità accompagna sempre Klorane, con formule e prodotti biodegradabili.

Il Dattero del deserto

affianca Monsieur Pierre Fabre ad un grande progetto ecologico a favore di 11 paesi africani, “LA GRANDE MURAGLIA VERDE”, l’obiettivo è, creare una muraglia verde che và dal est all’ovest del Africa. Un progetto delle dimensioni di 7000 km, Klorane pianta 10000 datteri del deserto. Tutto ciò è un grande incentivo per la popolazione dal punto di vista alimentare e reddituale.

Storia dei 50 anni Klorane

Storia dei 50 anni Klorane

Nel 2012 Klorane è il primo marchio dermocosmetico certificato “ECOCERT 26000” per aver rispettato gli standard come impresa in materia di sviluppo sostenibile

Il 20 luglio del 2013 Monsieur Pierre Fabre si spegne, Klorane per rendere onore al suo fondatore crea una linea dedicata alle fibre di Lino per capelli sottili.

In quegli anni le riviste più patinate conferiscono premi prestigiosi a Klorane

Ecco la Storia dei 50 anni di Klorane. Il messaggio importante è che attraverso il rispetto della natura si può lavorare in simbiosi con essa.

Come insegna Monsieur Pierre Fabre

“IMBOCCARE UN SENTIERO E GUARDARE LONTANO VERSO L’ORIZZONTE E’ UN BUON INIZIO… A VOLTE PERO’ OCCORRE PRENDERE UN’ALTRA STRADA ANCHE SE RIPIDA PER ANDARE PIU’ VELOCE DEGLI ALTRI”

 

 

 

 

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