Regione Calabria

Ordinanze emanate dalla Regione Calabria durante l’emergenza Covid-19

Diario di una quarantena

Emergenza spazzatura in Calabria

E se speravamo che l’emergenza spazzatura in calabria potesse avere un epilogo nel romanzo tra: regione e comuni, ci siamo tutti illusi, il racconto continua. L’intervento della mano fetida della malavita si insinua tra i palazzi della politica calabrese. 

Facciamo un passo indietro, cercherò di raccontarvi come vivo il problema spazzatura da cittadina come voi! 

Sei anni fa mi trasferisco a Reggio Calabria, varco la città metropolitana! Non ho trovato una bella accoglienza lungo le via, l’incanto del panorama era interrotto dai cumuli di spazzatura. Non era un bello spettacolo:

«Purtroppo Reggio se la sono mangiata gli amministratori. La reggio bene è finita e ora ci ritroviamo così.» Così la maggior parte dei reggini mi spiegava.

La città era commissariata, l’amministrazione precedente aveva lasciato dei grandi vuoti neri nel bilancio del comune e si sà che quando la quadra non c’è il piatto piange.

Reggio viene commissariata per poter essere gestita al di fuori della ndrangheta che fino allora aveva messo le mani sulla città raggiungendo anche le sedi della Regione Calabria. Si elegge finalmente un nuovo sindaco, l’avvocato Giuseppe Falcomatà, figlio dell’emerito sindaco, il Dottore e Professore Italo Falcomatà, uomo di caratura morale e comunicativa eccelsa che è riuscito dal 1993 al 2001 a gestire e risanare una città dominata dalla ndrangheta. Lottò dal principio fino alla fine. Il sindaco lascia la sua impronta, non solo tra la bellezza delle mura architettoniche, ma tra le mura alzate a barricate della mentalità calabrese ferrea e attaccata all’ossequio. Falcomatà stringeva la mano a tutti, ha fatto splendere Reggio Calabria. Così un pò per nome, un pò per comodità dei consiglieri, un pò per fiducia, il giovane sindaco nel 2014 si innalza sulla città di Reggio Calabria, nel 2017 viene nominato sindaco della città metropolitana, deve dirigere 96 comuni della provincia di Reggio Calabria, arduo compito!

Ricordo nel 2016 la raccolta differenziata passa dai cassonetti al porta a porta. Tutti a prendere i mastelli, e per essere sinceri già le parole di alcuni cittadini non erano piacevoli alla gestione nuova dei rifiuti:

« A che cosa servono ora tutti sti secchi della spazzatura? Soldi buttati!»

In realtà è stato un atto di civiltà allo schifo che si realizzava davanti ai cassonetti della differenziata.

E così la città si civilizza e rientra il problema spazzatura, l’amministrazione comunale tappezza la città non solo di telecamere ma insegue i “lordazzi” e li becca in flagrante. Il problema si allenta, sembra che funzioni, nonostante la tassa sui rifiuti sia alta! In quegli anni 2016 alla regione il governatore è Mario Oliviero del Partito Democratico, e il presidente del consiglio Matteo Renzi!

Finché un bel giorno si inizia nuovamente a raccogliere il pattume in maniera intermittente, è l’inizio del 2018. I comuni limitrofi a Reggio Calabria hanno di nuovo i cumuli di rifiuti per strada, per protesta la spazzatura viene incendiata! Non si comprende se è colpa della società che se ne occupa, della tassa che non viene pagata, della ndrangheta che gira. Fatto sta che la città ha come ospiti i topi tra un cassonetto all’altro e le bratte che passeggiano sul corso Garibaldi.

Fino ad arrivare al 2020, tempo del covid-19.

Dopo aver fatto i compiti a casa come da decreto e aver sanificato questo e l’altro mondo, i comuni entrano a singhiozzo per la raccolta dei rifiuti, ritornano i cumuli di spazzatura lungo le vie della bella città metropolitana. Si accende il conflitto con la regione cercando una soluzione per dove e come conferire la spazzatura, vengono presi accordi per il conferimento dei rifiuti, ma non basta, si ritorna a fermare tutto. Un mese senza raccolta! O raccolta a singhiozzi! La diatriba Regione e Comuni non si placa, l’atteggiamento di richiesta dei Comuni trova il silenzio della regione impelagata a pensare di re istituire i vitalizi o finire la propaganda e il piano politico degli anni di Berlusconi con il Ponte sullo Stretto! Ma la regione non dà esempio di coesione, si spaccano le intese tra le commissioni formate. Arriva nuovamente lo spettro della corruzione.

Il 10 giugno i titoli dei giornali evidenziano nella giunta della città metropolitana e della Regione Calabria presieduta da Jole Santelli del Partito di Berlusconi Forza Italia, 

13 persone coinvolte nell’operazione Helios. Di cui: Otto sono esponenti della politica che occupano cariche istituzionali tra Regione calabria e città metropolitana. Cinque esponenti delle società coinvolte di Avr e Ase . Accuse: avere esercitato indebite pressioni al fine di ottenere l’assunzione di personale segnalato, ovvero altri funzionari per avere posto in essere atti di corruzione per l’esercizio della funzione o per il compimento di atti contrari ai doveri di ufficio allo scopo di agevolare la predetta società nei rapporti con la Pubblica Amministrazione controllante al fine di ricevere indebite utilità.

Il quadro si complica. La Calabria è di nuova sola. In regione non esiste un ascolto al cittadino, il tempo del virus è passato e la paura di ritrovarsi indagati involontariamente per omicidio colposo a causa della mancata gestione dell’emergenza sanitaria ormai non si avverte, quindi riprende il morbo dei politici, quello del mangiare sul cittadino, la spazzatura diventa oggetto di propaganda elettorale. 

Il sindaco giovane Falcomatà in data 15 Giugno si reca dal prefetto e chiede l’esercito per la raccolta del pattume ormai da 45 giorni non raccolto. L’emergenza rifiuti sta raggiungendo i livelli alti di insoddisfazione anche tra i dipendenti del AVR che non vengono pagati, scatta lo sciopero. Falcomatà affronta tutto, il silenzio della Regione è ovvio. Più i comuni sprofondano nella spazzatura più alle elezioni comunali l’opposizione di destra può far buon gioco. 

Cari cittadini con o senza elezioni del sindaco, sia che ci sia una destra o che ci sia una sinistra le buche, la spazzatura, il disservizio negli uffici, le mancanze negli ospedali, non ve li risolve il politico passante di turno, ma li risolvete voi facendovi sentire verso l’alto. Il governo deve essere presente sul territorio, la sua assenza permette all’autonomia della regione di non avere una scelta e una decisione e gestire le proprie azioni in funzione di un rendiconto che non è parte della Calabria.

Questa vicenda dovrà farvi riflettere e capire che il voto dev’essere dato a gente onesta, senza baciamano, senza ponte che collega nord e sud, senza promesse rimandate. Altrimenti fate come me, evitate di andare a votare! Perchè chi sfama il politico è il vostro voto,una volta ottenuto si dimentica! In consiglio regionale la maggioranza di destra agisce non per il cittadino, ma per il futuro tra l’esecutivo del governo! Scegliere Lega/ Berlusconi/Fratelli D’Italia, anziché Falcomatà o chiunque per lui designato, è scegliere un estraneo a casa che presume di sapere chi siete e cosa fate! E non potrà mai farlo. Scegliere Berlusconi vuol dire massacrare il territorio portandolo all’isolamento, Milano è espansa grazie a lui, la Calabria è indietro in tutto, perchè serviva un covo per nascondere ciò che ora affiora in magistratura, vedi caso Pittelli! Idem la sinistra democratica di oggi, in balia di un governo che non ti da da mangiare e che del sud ha limitato anche l’apertura in pandemia, che ha usato la Calabria come punto di raccolta per spostare il virus dal nord. Che non ha aiutato in tempo, durante l’emergenza sanitaria, a costruire ospedali idonei a contrastare il virus!

La Calabria, ha una sola scelta, va commissariata e l’unica persona che può dare una guida al di sopra delle parti e che non china la testa è il Magistrato Gratteri.

Solo così usciremo dall’incubo che la politica ha imposto.

Per la spazzatura non vi preoccupate, evitate gli incendi e le cattive parole ai sindaci delle varie città, vedrete che appena qualche politico deciderà di attirare l’attenzione, si apriranno le discariche e per magia sparirà la spazzatura! Per ora alla regione serve che vada così! E magari anche al governo!

Ricordate che i colori di un Italia libera non hanno scelte istituzionali. Ed io li ho legati a me da anni. Vi invito a farne parte.

Non massacrate Falcomatà, perchè per quanto sia pesante e poco attento al cittadino è attaccato alla sua cittadina! Ve lo dice una che non ha sempre belle parole per questo sindaco! Quando avrà terminato il suo mandato non ci sarà nessuno a coprire le buche, e a raccogliervi la spazzatura, faranno solo una gran festa e finirà come sempre a tarallucci e vino. L’hanno già fatto in regione! Dategli una mano! Collaborate!

Guardate una semplice cittadina come è indignata della città che ama ricoperta di spazzatura a Vibo Valentia

 

Diario di una quarantena

13 Giugno 2020 Salvini in Calabria

13 Giugno 2020 Salvini in Calabria. 
Mentre il governo chiacchiera tra gli Stati generali, al grido dell’Europa l’Italia si è desta, il leader della Lega Matteo Salvini, ritorna in Calabria. 

Una presenza quella del senatore, marcata e ben stretta in consiglio regionale Calabrese nelle ultime ore, con l’elezione delle commissioni consiliari. Uno scombussolamento di dominanza tra accordi presi e lasciati.

Le dichiarazioni del senatore, in visita a Reggio Calabria, pongono una forte attenzione a voler espandere il territorio sotto il piano economico culturale, appoggiando le intenzioni alle sovrastrutture. Rimarca l’idea del ponte sullo stretto, presumendo sia portatore di occupazione e struttura legante, non solo per la Calabria e l’Italia, ma per l’Europa.

Dà spazio al mondo della cultura ponendo l’accento sui preziosi  storici dello stretto, unendo le due sponde e invitando gli assessori dei beni culturali a incontrarsi:

Unire come un un ponte queste due realtà culturalmente sia Sicilia che Calabria.

Con i beni archeologici si mangia si crea lavoro.

Il senatore spiega inoltre come presenterà i suoi candidati per le elezioni comunali, sia a krotone che a Reggio Calabria, dicendosi pronto con il suo partito ad accogliere chiunque voglia collaborare, pone il forte accento alla legalità:

Saranno persone sopra ogni sospetto.

La Lega rimarca l’impegno in Calabria. Sarà segno di continuità anche se ci sarà un Salvini Lega nord al sud ?

13 Giugno 2020 Salvini in Calabria

13 Giugno 2020 Salvini in Calabria

Intanto la presenza del senatore tanto discusso nelle retrovie della regione Calabria e tra i calabresi, risulta essere un po’ più evidente rispetto uno stato generale che sottovaluta la presenza della Lega tra il popolo.
Ma quanto amore c’è per una terra aspra da chi riflette il bianco di un monte?

Chiunque venga a far campagna elettorale cerca di lottare e valorizzare la Calabria ponendo in primo piano la crescita di una terra che continua ad essere depredata da chi vuole un covo per nascondere le correnti!
È questo il passato, è questo il presente dell’aspra terra.

Diario di una quarantena

Esito negativo tamponi in Calabria – Conte riferisce al pm

Esito negativo tamponi in Calabria – Conte riferisce al pm

Il primo esito negativo dei tamponi ai dipendenti dei negozi L’Aquilone e Moda Flash presso il centro commerciale Vibo Center in provincia di Vibo Valentia, fa trattenere il respiro alle tante famiglie coinvolte.

La Calabria scuote nuovamente la sensibilità collettiva dando il messaggio chiaro che, il virus è tra noi e la pandemia esiste.

L’uomo contagiato è ricoverato al Policlinico Universitario di Catanzaro per ulteriore monitoraggio alle condizioni diagnosticate di infarto al miocardio.

È bene comprendere la causa che ha portato tutto questo breve scossone. Le misure di sicurezza sanitaria previste dall’allegato 11 del Dpcm 17 maggio 2020, non sono sufficienti a coprire la necessità di protocolli di sicurezza che variano nelle diverse regioni d’Italia.

È necessario fare i tamponi a chi viene da fuori regione, non basta solo registrarsi.

L’ ASP comunica i numeri da contattare se nelle date 8-9-10 si è venuto in contatto con il personale dei punti vendita L’Aquilone e Moda fashion

Dipartimento di Prevenzione ai numeri 

3387121086

3355322273

3387141463  

nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8.30 alle 14; e

martedì e giovedì dalle ore 8.30 alle 14 e dalle 15.30 alle 18.30.

Mentre il sabato, dalle 8.30 alle 14 si può chiamare il numero 3387141463 e

la domenica, stesso orario, il numero 3355322273.

È notizia dell’ultima ora che purtroppo risulta positiva una donna di origine cinese proveniente da Lamezia Terme dipendente del negozio di abbigliamento New fashion

Conte – Lamorgese – Speranza sentiti dal pubblico ministero

In questo momento di pandemia il nostro governo avrebbe dovuto accuparsi dei cittadini anziché della parata a Villa Panphili per gli Stati generali.

È notizia odierna che il Presidente del consiglio Giuseppe Conte, e i ministri Lamorgese e Speranza, siano stati a colloquio con il pubblico ministero, per i fatti che hanno coinvolto le decisioni di apertura delle zone rosse ad Alzano Lombardo, Nembro Bergamasco.

Il pm Maria Cristina Rota ha ascoltato il presidente del consiglio. L’indagine dovrà accertare se aprire la zona rossa fosse competenza del governo o delle regioni; a cosa è dovuto il ritardo dell’apertura della zona rossa considerando l’aumento dei contagi. I casi d’intervento mancato all’interno delle RSA; il mancato coordinamento presso l’ospedale di Alzano, in cui i casi erano oramai non contenibili. L’ospedale prese la decisione di chiudere gli ingressi, sanificare i locali, e isolare i contagiati, ma dalla regione arriva l’ordine di riaprire la struttura ospedaliera, i contagi aumentano in maniera esponenziale.

Ora durante la fase 3 si cerca il colpevole tra le parti politiche, ma i corpi dei tanti contagiati ormai portati via dall’affetto e dalla vita devono trovare giustizia! Quella vera giustizia che non ha porto la mano alle grida dei cittadini quando cercavano protezione dalla morte certa,

Questi fatti e lo scossone oggi della Calabria ci devono fare riflettere e comprendere che Covid-19 esiste ed è tra noi.

Calabria le misure per gli esercizi commerciali alzano i contagi

Calabria le misure per gli esercizi commerciali alzano i contagi

Calabria le misure per gli esercizi commerciali alzano i contagi

Il caso di un nuovo contagio a Vibo Valentia è il riscontro oggettivo che i protocolli non vengono rispettati. L’apertura tra regioni è al momento fuori controllo sanitario.

Il soggetto, lavoratore presso più punti vendita di proprietà dei cosiddetti “Cinesi”, al centro commerciale Vibo center in provincia di Vibo Valentia, era rientrato da Matera da una settimana. Caso vuole che si senta male, si rechi in ospedale, lo ricoverino con la diagnosi di infarto. Effettuano come da procedura il tampone; l’esito dello stesso è positivo, anche il secondo tampone ripetuto risulta uguale!

Questa serie di eventi sono voragini di un sistema pensato male! Non dovrebbero capitare, visti i protocolli e il decreto del 17 maggio 2020. 

Quando il cittadino chiede alle istituzioni e queste non ascoltano per comodità, accade ciò che non deve! Si mette a rischio la vita dei cittadini! Questo virus è una continua scoperta non lascia scelta, ma se si riesce a gestire muore; dipende dalle azioni intraprese! Dipende da quanto vogliamo incidere sul territorio di appartenenza in termini di monitoraggio e intervento, dipende da quanto ci si vuole guadagnare in termini di immagine! Dipende dalla coscienza forse, presente!

Si instaura così, rispetto al contagio, una catena piramidale:

  1. Il soggetto è venuto a contatto con quante persone?
  2. I soggetti con cui collaborava, quante persone hanno incontrato? e a loro volta quante ne hanno incontrate nuovamente?
  3. Dal ceppo primario quanti sottoinsiemi si saranno creati?
  4. Il soggetto rientrante da altra regione ha seguito le procedure previste dalla regione?
  5. Il punto vendita in cui lavorava perchè non è stato posto a controllo durante l’attività?

Sono tutti punti a cui fa capo l’ allegato 10 e 11 del Dpcm del 17 Maggio 2020.

Allegato 10 – Criteri per Protocolli di settore elaborati dal Comitato tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020

I principi cardine che hanno informato ed informano le scelte e gli indirizzi tecnici sono:
1. il distanziamento sociale: mantenendo una distanza interpersonale non inferiore al metro;
2. la rigorosa igiene delle mani, personale e degli ambienti;
3. la capacità di controllo e risposta dei servizi sanitari della sanità pubblica territoriale ed ospedaliera.

Per garantire a tutti la possibilità del rispetto di tali principi è necessario prevedere specifiche misure di sistema, organizzative, di prevenzione e protezione, igieniche e comunicative declinate sullo specifico contesto produttivo e di vita sociale, tenendo presente i seguenti criteri anche facendo riferimento ai documenti di indirizzo prodotti da ISS e INAIL:
  1. Il rischio di aggregazione e affollamento e la possibilità di prevenirlo in maniera efficace nelle singole realtà e nell’accesso a queste
  2. La prossimità delle persone (es. lavoratori, utenti, ecc.) rispetto a contesti statici (es. persone tutte ferme in postazioni fisse), dinamici (persone in movimento) o misti (contemporanea presenza di persone in posizioni fisse e di altre in movimento);
  3. L’effettiva possibilità di mantenere la appropriata mascherina da parte di tutti nei contesti raccomandati;
  4. Il rischio connesso alle principali vie di trasmissione (droplet e contatto) in particolare alle contaminazioni da droplet in relazione alle superfici di contatto;
  5. La concreta possibilità di accedere alla frequente ed efficace igiene delle mani;
  6. L’adeguata areazione negli ambienti al chiuso;
  7. L’adeguata pulizia e igienizzazione degli ambienti e delle superfici;
  8. La disponibilità di una efficace informazione e comunicazione.

Allegato 11 – Misure per gli esercizi commerciali

  1. Mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale.
  2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell’orario di apertura
  3. Garanzia di adeguata aereazione naturale  e ricambio d’aria
  4. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.
  5. Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale.
  6. Uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquiston particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande.
  7. Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalità:

a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie;
b) per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori;
c) per locali di dimensioni superiore a quello della lettera b)l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.

8. Informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.

E’ necessario aumentare i controlli presso le attività commerciali. Alcune attività fanno gioco forza risparmiando sulle strutture e sul personale.

Bisogna avere l’obbligo del tampone mensilmente per tutti gli operatori di servizio commerciale

Chiedo al Presidente di Regione Calabria Jole Santelli, di pensare ai punti che vado ad elencare:

  1. Intensificare i controlli all’interno dei punti vendita attraverso la presenza di ispettori;
  2. Intensificare i controlli attraverso la presenza delle autorità competenti all’esterno dei centri commerciali per verificare che l’affluenza non superi il flusso previsto di assembramento come da protocollo; 
  3. Inserire figure idonee come ausilio di: personale specializzato al commercio per la formazione del personale alle tematiche: Covid-19 – Come e quali metodi gestire in punto vendita in presenza di Covid-19 – Tecniche di vendita Covid-19 – Come affrontare l’assistenza sanitaria in presenza di soggetti positivi sintomatici e asintomatici – 
  4. Obbligo di porre nel punto vendita telecamera atte a monitorare gli ingressi e il numero di ingressi, per rendere possibile la tranciabilità dei soggetti e il traffico presente all’interno dei punti vendita, come da protocollo;
  5. Obbligo del tampone mensile per tutti gli operatori del servizio commerciale;

Tutti questi interventi che certamente richiedono esborso economico dovrebbero essere in parte garantiti dalle istituzioni territoriali regionali. I soldi ci sono! Basta saperli distribuire. 

I protocolli non bastano, servono azioni mirate e concrete. 
Serve l’obbligo della mascherina che abitualmente si sta omettendo! Si sta diffondendo l’omissione di indossare i dispositivi di protezione, di fare assembramenti e di pensare che il virus non ci sia più.

Mettiamoci in testa che:

  • La pandemia esiste
  • Non esiste il vaccino
  • Se il virus si diffonde i contagi aumentano 
  • Il virus è morte
  • Covid-19 non sceglie di che colore politico sei, ma scegli chi vuole!

Vi aggiornerò sul caso. Per ora sono stati posti a tampone anche i dipendenti del punto vendita e i familiari del soggetto interessato.

Vi consiglio di leggere:

Organizzazione mondiale della sanità – Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Covid-19 – Conosciamolo – La sperimentazione del farmaco Coronavirus –

Vitalizi è un tabù

Vitalizi è un tabù

Vitalizi è un tabù

La Regione Calabria abroga la legge 5 del 26 maggio 2020 che dava la possibilità, ai consiglieri di cui fosse stata annullata l’elezione, di accedere alla contribuzione volontaria.

In merito alla vicenda, è bene precisare che non è la differenza delle 600,00 euro a far insorgere il disappunto, ma il sistema progettato al fine di prendere dalle tasche dei calabresi. 

Che il calabrese insorga e l’istituzione si adegui al malcontento trova un aspetto parzialmente positivo, d’altronde è previsto nello statuto della regione. Ma che la predica provenga dal pulpito dell’esecutivo davvero è una risata! Che il Ministro Di Maio bacchetti la regione calabria sul vitalizio mi fà pensare ai fiumi di soldi che in periodo di pandemia si continuano a distribuire ai parlamentari e senatori in una distribuzione media tra il più poveraccio di 50.000,00 euro – al più ricco che arriva a milioni di euro. Si accontentano davvero di poco! E insorgono al vitalizio ingiustificato della regione calabria!

In questo momento i consiglieri regionali calabresi, dovrebbero pensare a creare idee nuove per la crescita della calabria. Idee che in futuro possano aprire il territorio che, sapientemente lo Stato negli anni, ha accantonato per farne covo di malavita.

E’ iniziata la Fase3, non è iniziata la fase di rincoglionimento della gente rispetto ciò che fanno le istituzioni!

Quindi se avete bisogno di soldi in più, andate a lavorare, magari createvi un seconda attività occupazionale o chiedete all’esecutivo di ridurre i loro lauti stipendi e aiutarvi! Versate la forma contributiva previdenziale all’inps e otterrete ciò che vi aspetta! Ma dal vostro lavoro!

Lavorate per il bene del popolo, non per svuotare le tasche del popolo. Non sei tu politico a svegliarti la mattina e massacrarti per 1000 euro al mese!

Vi lascio il link https://www.camera.it/leg18/28 sito della Camera dei deputati, cliccate sul nome di vostro interesse, vi si apre la schermata con i dati del parlamentare e troverete la sezione dedicata “Documentazione patrimoniale”, vi renderete conto come al di là dei vitalizi propagandistici i valori patrimoniali dei soggetti sono da cifre che tutti i giorni noi cittadini normali ne avremmo bisogno neppure di un quarto. Lo stesso è il link del Senato http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Attsen/Sena.html  

Ricordate questa frase:

Stiamo morendo di fame per far mangiare le differenze sociali. Chi ha lottato contro i vitalizi non ha lottato contro la riduzione degli stipendi! Chi lotta per ridurre la classe politica è colui che in pandemia non ha garantito il pane sulle nostre tavole ma ha riempito la sua! 

Quindi, che si bacchetti la regione per migliorare il coordinamento sono d’accordo, che si sia messo in evidenza che, il consiglio regionale abbia tentato la mossa in maniera subdola, anche,

ma che le istituzioni siano infide e non abbiano pietà della fame del povero, equivale allo stesso puzzo di Gerione! 

Il malcontento lo esprime il popolo che avete lautamente lasciato in balia della povertà e che oggi continuate a dire che dovrà fare sacrifici, sempre se il popolo stesso non vi chiude i rubinetti dagli stipendi, poi vedrai quanti alti saccenti spariranno!

Un’altro punto importante è la presenza della Lega Nord nella maggioranza del consiglio regionale, ricordo agli esponenti della lega che ora fanno parte a tutti gli effetti di scelte, decisioni, integrazione e discriminazione della Calabria. Quindi ciò che entra o esce, è parte anche del loro operato!

Andare in trasmissioni televisive in cui si rimarca il concetto di inferiorità di qualunque specie essa sia della calabria, vuol dire anche per la lega essere parte di quel sistema di regione inferiore! Quindi l’impegno è virtù del colore politico che esercitano in consiglio regionale!

Mi auguro questa brutta vicenda sia da monito, ma dalle dichiarazioni fatte più che monito è una chiara parvenza di celare il fomento che trapela tra il cittadino e l’istituzione.

Per chi non fosse a conoscenza esiste uno Statuto Regione Calabria seguite il link o leggete di seguito alcuni articoli:

LEGGE REGIONALE 19 OTTOBRE 2004, N. 25
(Testo coordinato con le modifiche e le integrazioni di cui alle LL.RR.: 20 aprile 2005, n. 11, 19 gennaio 2010, n. 3, 9 novembre 2010, n. 27, 6 agosto 2012, n. 34, 10 settembre 2014, n. 18 e 6 luglio 2015, n. 15)
TITOLO I
PRINCIPI FONDAMENTALI
Articolo 1
(La Regione Calabria)
  1. La Calabria è Regione autonoma, con propri poteri e funzioni secondo i principi fissati nella Costituzione e nel presente Statuto, nell’unità della Repubblica Italiana e nell’ambito dell’Unione Europea.
  2. La Calabria fa propria la carta dei diritti dell’Unione Europea.
  3. La Regione è costituita dalle comunità residenti nei territori dei Comuni e delle Province calabresi.
  4. Capoluogo della Regione è Catanzaro, dove hanno sede il Presidente della Giunta regionale e la Giunta.
  5. Il Consiglio regionale ha sede nella città di Reggio Calabria.
  6. La Regione ha un proprio gonfalone ed uno stemma, stabiliti con legge regionale.
Articolo 2
(Principi e finalità)
  1. La Regione concorre a dare attuazione ai princìpi costituzionali sui quali si fonda la Repubblica italiana, una e indivisibile, informando il proprio ordinamento ai princìpi di libertà, democrazia, eguaglianza, giustizia, solidarietà, sussidiarietà, pari dignità sociale, pace e non violenza.
  2. La Regione ispira in particolare la sua azione al raggiungimento dei seguenti obiettivi:
    1. l’effettiva tutela e il pieno esercizio, per tutti, di diritti e interessi riconosciuti dalla Costituzione, operando per il superamento degli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana;
    2. il riconoscimento dei diritti delle fasce più deboli della popolazione mediante il superamento delle cause che ne determinano la disuguaglianza e il disagio;
    3. il sostegno della famiglia, orientando a tal fine le politiche sociali, economiche e finanziarie e di organizzazione dei servizi;
    4. la rimozione di ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, economica e culturale, nonché la promozione della parità di accesso tra gli uomini e le donne alle cariche elettive;
    5. bis) la realizzazione di condizioni sociali, culturali ed economiche per il più efficace contrasto alle organizzazioni di stampo mafioso e il più ampio sostegno alle vittime della criminalità organizzata (Lettera aggiunta dall’art. 1 della L.R. 19 gennaio 2010, n. 3)
    6. l’attuazione del principio di sussidiarietà, conferendo ai Comuni, alle Province e alle Città metropolitane tutte le funzioni e i compiti che non attengono ad esigenze unitarie per la collettività ed il territorio regionale, incentivando l’esercizio associato delle funzioni sulla base dei criteri di differenziazione, adeguatezza e prossimità, nonché promuovendo e valorizzando l’autonoma iniziativa delle formazioni sociali, delle autonomie funzionali e dei cittadini singoli o associati per lo svolgimento delle attività di interesse generale, di soddisfacimento dei diritti e di realizzazione della solidarietà sociale;
    7. il riconoscimento delle formazioni sociali, culturali, economiche e politiche nelle quali si esprime la personalità umana, promuovendo il libero svolgimento delle loro funzioni ed attività;
    8. la promozione di un sistema di istruzione e formazione volto ad assicurare maggiori opportunità personali di crescita culturale, sociale e civile;
    9. il pieno rispetto dei diritti naturali ed inviolabili della persona, promuovendo l’effettivo riconoscimento dei diritti sociali ed economici per gli immigrati, i profughi, i rifugiati e gli apolidi, al fine di assicurare il loro pieno inserimento nella comunità regionale; (Lettera sostituita dall’art. 1 della L.R. 19 gennaio 2010, n. 3)
    10. la piena occupazione, promuovendo le condizioni che rendono effettivi il diritto al lavoro e la libertà di iniziativa economica;
    11. la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi, anche favorendo l’associazionismo e le attività di volontariato, volto a garantire i diritti alla sicurezza sociale, allo studio, alla salute dei cittadini, con specifica attenzione alle persone che vivono situazioni di disagio, operando per assicurare in ogni comunità del territorio regionale livelli essenziali di servizi;
    12. la partecipazione popolare e delle autonomie locali alle funzioni legislativa ed amministrativa, nonché al controllo dell’azione dei poteri pubblici;
    13. la programmazione e la concertazione dell’attività economica per indirizzarla e coordinarla ad uno sviluppo sostenibile della Regione, promuovendo le iniziative e i raccordi opportuni con gli organi della programmazione dello Stato e dell’Unione Europea;
    14. la valorizzazione delle risorse economiche e produttive di ciascuna area del territorio regionale, tesa al superamento delle disuguaglianze derivanti da squilibri territoriali e settoriali della Regione;
    15. la tutela e la valorizzazione delle minoranze etniche, linguistiche e religiose presenti in Calabria, con particolare riguardo alle popolazioni di origine albanese, grecanica, occitanica e rom;
    16. il legame con i calabresi emigrati nel mondo;
    17. la protezione dell’ambiente, la salvaguardia dell’assetto del territorio e del paesaggio e la valorizzazione della loro vocazione, nell’ambito e per lo sviluppo delle iniziative assunte in sede nazionale, europea ed internazionale; (Lettera sostituita dall’art. 1 della L.R. 19 gennaio 2010, n. 3)
    18. la salvaguardia del patrimonio artistico, culturale e naturale della Regione e la valorizzazione delle tradizioni popolari delle comunità calabresi, anche curando l’identità culturale della Calabria in Italia e all’estero;
    19. la collaborazione ed il raccordo con le altre Regioni italiane, particolarmente con quelle finitime e del Mezzogiorno, o con enti territoriali di altri Stati;
    20. la valorizzazione e la disciplina del sistema locale delle comunicazioni, al fine di garantirne il pluralismo e la concorrenza;
    21. la tutela del patrimonio faunistico e floristico regionale, il rispetto ed il riconoscimento dei diritti degli animali, promuovendone la cura e la presenza nel proprio territorio per l’affermazione del principio di una corretta convivenza con l’uomo.
    22. TITOLO II
      LA PARTECIPAZIONE POPOLARE
      Articolo 4
      (Partecipazione popolare)
      1. La Regione promuove la partecipazione dei singoli, delle formazioni sociali e politiche e di tutte le componenti della Comunità calabrese, nonché delle comunità dei calabresi nel mondo alla vita delle istituzioni regionali, al fine di realizzare una democrazia compiuta e lo sviluppo civile delle popolazioni.
      2. A tal fine, la legge stabilisce procedure e criteri idonei per rendere effettiva la partecipazione, assicurando servizi e strutture regionali e prevedendo la consultazione di organismi rappresentativi di istanze sociali diffuse.
      3. Negli ambiti di propria competenza, la Regione può attivare particolari forme di cooperazione con le confessioni religiose presenti in Calabria.
TITOLO III
ORGANI DELLA REGIONE
Articolo 14
(Organi della Regione)
  1. Sono organi della Regione: Il Consiglio regionale, il Presidente della Giunta regionale e la Giunta regionale.
  2. Sono altresì organi della Regione, per l’esercizio delle funzioni loro attribuite dallo Statuto e dalla legge, il Presidente del Consiglio regionale e l’Ufficio di Presidenza.
CAPO I
IL CONSIGLIO REGIONALE
Articolo 15
(Composizione del Consiglio regionale)
  1. Il Consiglio è composto dal Presidente della Giunta regionale e da trenta consiglieri. (Comma sostituito dall’art. 1 della L.R. 10 settembre 2014, n. 18)
Articolo 16
(Attribuzioni del Consiglio regionale)
  1. Il Consiglio regionale, nella sua funzione di rappresentanza della società calabrese, esercita la potestà legislativa e le altre funzioni ad esso attribuite dalla Costituzione, dallo Statuto e dalle leggi; definisce nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione e dallo Statuto, l’indirizzo politico della Regione; svolge funzioni di indirizzo e di controllo sulla Giunta regionale.
  2. Il Consiglio inoltre:
    1. nelle forme e nei modi stabiliti dal regolamento, approva le dichiarazioni programmatiche per la legislatura rese dal Presidente eletto ed i relativi aggiornamenti;
    2. approva il documento di programmazione economico-finanziaria presentato dalla Giunta;
    3. approva il bilancio di previsione annuale ed il bilancio pluriennale della Regione, le loro variazioni e il rendiconto generale presentati dalla Giunta;
    4. autorizza l’esercizio provvisorio;
    5. delibera con legge i criteri ed i limiti per la fissazione dei tributi e delle imposte regionali e di ogni altra prestazione personale e patrimoniale;
    6. approva le leggi di attuazione delle direttive comunitarie;
    7. approva, su proposta della Giunta, gli indirizzi generali dell’assetto e utilizzazione del territorio;
    8. delibera le nomine che sono attribuite espressamente alla sua competenza dalle leggi ed esprime il proprio parere sulle nomine di competenza della Giunta, nei casi e nelle forme previste dalla legge regionale;
    9. valuta la rispondenza dei risultati agli obiettivi, accertando la conformità al programma, ai piani regionali ed ai principi di buon andamento dell’attività amministrativa svolta dagli uffici della Regione, degli enti e delle aziende da essa dipendenti;
    1. delibera con legge l’istituzione di enti ed aziende regionali, la loro fusione o soppressione;
    2. delibera sulla partecipazione a consorzi e società finanziarie;
    3. fornisce indirizzi alla Giunta e agli Assessori in ordine al coordinamento interregionale nell’esercizio delle funzioni relative alle materie attribuite alla potestà legislativa della Regione;
    4. ratifica le intese della Regione con le altre Regioni, nonché gli accordi con Stati e le intese con enti territoriali interni ad altri Stati;
    5. approva i regolamenti nelle materie di legislazione esclusiva dello Stato nel caso di delega della potestà regolamentare alla Regione;
    6. elegge i delegati della Regione per l’elezione del Presidente della Repubblica in modo da assicurare la rappresentanza della minoranza;
    7. delibera sulle richieste di referendum di cui agli articoli 75 e 138 della Costituzione;
    8. formula i pareri previsti dagli articoli 132 e 133 della Costituzione;
    9. può presentare proposte di legge alle Camere.
  3. Le funzioni legislative non sono delegabili.
Articolo 29
(Competenze delle Commissioni permanenti)
  1. Le Commissioni esaminano, preventivamente, i progetti di legge e gli altri provvedimenti di competenza del Consiglio deferendoli, entro un termine e secondo le modalità stabilite dal Regolamento interno, al Consiglio, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 30.
  2. Le Commissioni deliberano a maggioranza, purché sia presente la metà più uno dei loro componenti.
  3. Prima dell’esame delle proposte di legge di iniziativa popolare o di enti locali, la Commissione competente ascolta i rappresentanti dei firmatari e del Consiglio delle autonomie locali, secondo le norme del Regolamento interno.
Articolo 30
(Funzioni redigenti delle Commissioni permanenti)
  1. Il Regolamento interno può stabilire i casi in cui le Commissioni permanenti esaminano i provvedimenti in sede redigente, riservando al Consiglio l’approvazione finale con sole dichiarazioni di voto.
  2. Sino alla votazione da parte del Consiglio, i provvedimenti assegnati alla Commissione in sede redigente sono sottoposti alla procedura normale di esame e di approvazione qualora ne facciano richiesta la Giunta o un decimo dei componenti del Consiglio o un quinto dei componenti della Commissione.
  3. Il procedimento in sede redigente non può essere utilizzato per l’esame dei progetti di legge relativi alla modifica dello Statuto, alla legge elettorale regionale, alla legge finanziaria e alle leggi di approvazione del bilancio, del rendiconto, alle leggi di ratifica delle intese della Regione con altre Regioni, nonché degli accordi con gli Stati e delle intese con enti territoriali interni ad altri Stati.
Articolo 31
(Attività conoscitiva e sindacato ispettivo delle Commissioni permanenti)
  1. Le Commissioni, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, svolgono funzioni di controllo sull’attività amministrativa degli uffici della Regione, degli enti e delle aziende da essa dipendenti e ne riferiscono al Consiglio. A tal fine, le Commissioni possono:
    1. richiedere l’intervento del Presidente della Giunta e degli Assessori per ottenere chiarimenti sulle questioni di loro competenza;
    2. richiedere al Presidente della Giunta e agli Assessori informazioni, notizie e documenti;
    3. richiedere, previa comunicazione al Presidente della Giunta o al Presidente del Consiglio, l’intervento dei titolari degli uffici dell’amministrazione regionale, degli enti e delle aziende da essa dipendenti.
  2. Le Commissioni, nelle materie di loro competenza, possono disporre, d’intesa con l’Ufficio di Presidenza del Consiglio, indagini conoscitive dirette ad acquisire notizie, informazioni e documenti utili all’approfondimento di particolari tematiche o questioni relative alla loro attività e a quella del Consiglio.
  3. Le Commissioni possono chiedere al Presidente della Giunta e agli Assessori di riferire, anche per iscritto, in merito all’attuazione data a leggi della Regione e dello Stato, agli accordi internazionali e alla normativa comunitaria, oltre che a mozioni, risoluzioni ed ordini del giorno approvati dal Consiglio.
  4. Il Presidente della Giunta e gli altri membri della Giunta hanno il diritto e, ove richiesto, l’obbligo di partecipare ai lavori delle Commissioni, senza diritto di voto.
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