Decreti/Dpcm

Diario di una quarantena

Decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 – Decreto Rilancio

Decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 – Decreto Rilancio. Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonche’ di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Vigente al: 24-6-2020

L’approfondimento per alcuni articoli sono evidenziati nei file che trovate in sequenza.  A fine articolo troverete da scaricare l’intero Decreto.

Tanta attenzione nel rilancio delle imprese. Poco investimento nel piccolo imprenditore. Irrisoria la quota data al cittadino.

Vi perderete nella lettura dei molteplici fondi tenuti sotto stretto controllo dal Ministro dell’Economia. Scoprirete nuovi link che vi portano alla conoscenza di nuovi strumenti adottati per la gestione dei fondi. Vi accorgerete come i cittadini sono tenuti stretti dal governo attraverso il Ministero dell’economia e sotto concreta sorveglianza tra l’ufficio delle entrate e l’inps.

Vi è un chiaro spostamento delle risorse alle regioni che hanno l’autonomia a destinare i relativi fondi, questo sembra un passo in avanti se solo le regioni funzionassero!

Vi è il bonus vacanze che vi porterà in mete da sogno con sole 150 euro se sei da solo spendibile tutto insieme!

Leggete attentamente il file riguardante la cassa integrazione e le indennità. 

 

Il corpo del Decreto è così strutturato:

Titolo I Salute e Sicurezza 

  • Art. da 1 a 23 

File Name: art-1-a-23-Decreto-Rilancio.docx

 

 

 

 

 

 

 

Titolo II Sostegno alle imprese e all’economia

Capo I Misure di sostegno 

  • Art. da 24 a 52

File Name: Art-da-24-a-52-Decreto-rilancio.docx

 

 

 

 

 

 

 

Art 27 Cassa depositi e prestiti Patrimonio Destinato. Vi invito a leggerlo!

Art. 28 Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda

Art. 31 Ismea Rifinanziamento fondi 

Art. 32 Disposizioni in materia di Garanzia cartolarizzazione sofferenze – GACS Le Gacs (garanzie sulla cartolarizzazione delle sofferenze) sono garanzie concesse dallo Stato, in conformità a decisioni della Commissione europea, finalizzate ad agevolare lo smobilizzo dei crediti in sofferenza dai bilanci delle banche e degli intermediari finanziari aventi sede legale in Italia – 

Art. 35 Garanzia SACE in favore delle assicurazioni sui crediti commerciali Sace Simest – Garanzia Italia, lo strumento straordinario messo in campo per sostenere le imprese italiane colpite dall’emergenza Covid-19. – Grazie a 200 miliardi di euro di garanzie di Stato stanziati dal Decreto “Liquidità”, supportiamo la tua impresa rilasciando garanzie a condizioni agevolatecontrogarantite dallo Stato, sui finanziamenti erogati dagli istituti di credito per aiutarti a reperire liquidità e finanziamenti necessari per fronteggiare l’emergenza Coronavirus assicurando così continuità alle tue attività economiche e d’impresa – 

Art. 36 Partecipazione al Fondo di Garanzia pan europeo della Banca Europea per gli Investimenti e allo strumento di sostegno temporaneo per attenuare il rischio di disoccupazione nello stato di emergenza (SURE) Gavi – Cepi  – Vi invito a leggere l’articolo del decreto e a visitare i link. Sono i soldi che noi italiani stiamo dando per garantirci il vaccino!

 

Capo II Regime quadro della disciplina degli aiuti

  •  Art. da 53 a 65

File Name: Art-da-53-a-65-Decreto-Rilancio-.docx

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo III Misure in favore dei lavoratori

Capo I Modifiche al decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27
 
  • Art. da 66 a 81

Consulta il file per l’articolo dedicato – Cassa integrazione in deroga –

Art. 70 Modifiche all’articolo 22 in materia di Cassa integrazione in deroga 

Art. 71 Ulteriori modifiche in materia di integrazione salariale

File Name: Art-66-a-81-Decreto-Rilancio-.docx

 

 

 

 

 

 

 

 

Capo II Altre misure urgenti in materia di lavoro e politiche sociali

  • Art. da 82 a 103

Consulta il File articoli dedicati:

Art. 82 Reddito di emergenza

Art. 84 Nuove indennita’ per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19  

Art. 85 Indennita’ per i lavoratori domestici 

Art. 87 Utilizzo risorse residue per trattamenti di integrazione salariale in deroga  

Art. 92 Disposizioni in materia di NASPI E DIS- COLL. 

Art. 93 Disposizione in materia di proroga o rinnovo di contratti a termine  

Art. 94 Promozione del lavoro agricolo

Art. 95 Misure di sostegno alle imprese per la riduzione del rischio da contagio nei luoghi di lavoro 

File Name: Art.-82-a-103-Decreto-Rilancio.docx

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo IV Disposizioni per la disabilità e la famiglia

  • Art da 104 a 105

File Name: Art.-104-a-105-Decreto-Rilancio.docx

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo V Enti territoriali e debiti commerciali degli enti territoriali

  • Art da 106 a 118

 

Titolo VI Misure fiscali

  • Art.da 119 a 164 

File Name: Art-119-a-164-Decreto-Rilancio.docx

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • Titolo VII Disposizioni per la tutela del risparmio nel settore creditizio

Capo I Garanzia dello Stato su passività di nuova emissione

  • Art. da 165 a 167

 

Capo II Regime di sostegno pubblico per l’ordinato svolgimento delle procedure di liquidazione coatta amministrativa di banche di ridotte dimensioni

Art. da 168 a 175

 

  • Titolo VIII Misure di settore

Capo I Misure per il turismo e la cultura 
 
  • Art. da 176 a 185

File Name: Art-176-a-185-Decreto-rialncio.docx

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Capitolo II Misure per la pubblicazione

  • Art. da 186 a 195 

 

Capo III Misure per le infrastrutture e i trasporti

  •  Art. da 196 a 215

 

 Capo IV Misure per lo sport

  • Art. da 216 a 218

 

 Capo V Misure in materia di giustizia

  • Art. da 219 a 221

 

 Capo VI Misure per l’agricoltura, la pesca e l’acquacoltura

  • Art. da 222 a 226

 

Capo VII Misure per l’ambiente

  • Art. da 223 a 229

 

Capo VIII Misure in materia di istruzione

  • Art. da 230 a 235

 

Capo IX Misure in materia di università e ricerca

  • Art- da 236 a 238

 

Capo X Misure per l’innovazione tecnologica

  • Art. da 239 a 240

 

Capo XI Coesione territoriale

  • Art. da 241 a 246

 

Capo XII Accelerazioni concorsi

Sezione I Decentramento e digitalizzazione delle procedure

  • Art da 247 a 249 

 

Sezione II Disposizioni per la velocizzazione dei concorsi e per la conclusione delle procedure sospese

  • Art. da 250 a 262

 

Sezione III Disposizioni in materia di lavoro agile e per il personale delle pubbliche amministrazioni

  • Art. 263

 

Capo XIII Misure urgenti di semplificazione per il periodo di emergenza Covid-19

  • Art da 264 a 266 

File Name: Decreto-rilancio.pdf

Diario di una quarantena

Emergenza spazzatura in Calabria

E se speravamo che l’emergenza spazzatura in calabria potesse avere un epilogo nel romanzo tra: regione e comuni, ci siamo tutti illusi, il racconto continua. L’intervento della mano fetida della malavita si insinua tra i palazzi della politica calabrese. 

Facciamo un passo indietro, cercherò di raccontarvi come vivo il problema spazzatura da cittadina come voi! 

Sei anni fa mi trasferisco a Reggio Calabria, varco la città metropolitana! Non ho trovato una bella accoglienza lungo le via, l’incanto del panorama era interrotto dai cumuli di spazzatura. Non era un bello spettacolo:

«Purtroppo Reggio se la sono mangiata gli amministratori. La reggio bene è finita e ora ci ritroviamo così.» Così la maggior parte dei reggini mi spiegava.

La città era commissariata, l’amministrazione precedente aveva lasciato dei grandi vuoti neri nel bilancio del comune e si sà che quando la quadra non c’è il piatto piange.

Reggio viene commissariata per poter essere gestita al di fuori della ndrangheta che fino allora aveva messo le mani sulla città raggiungendo anche le sedi della Regione Calabria. Si elegge finalmente un nuovo sindaco, l’avvocato Giuseppe Falcomatà, figlio dell’emerito sindaco, il Dottore e Professore Italo Falcomatà, uomo di caratura morale e comunicativa eccelsa che è riuscito dal 1993 al 2001 a gestire e risanare una città dominata dalla ndrangheta. Lottò dal principio fino alla fine. Il sindaco lascia la sua impronta, non solo tra la bellezza delle mura architettoniche, ma tra le mura alzate a barricate della mentalità calabrese ferrea e attaccata all’ossequio. Falcomatà stringeva la mano a tutti, ha fatto splendere Reggio Calabria. Così un pò per nome, un pò per comodità dei consiglieri, un pò per fiducia, il giovane sindaco nel 2014 si innalza sulla città di Reggio Calabria, nel 2017 viene nominato sindaco della città metropolitana, deve dirigere 96 comuni della provincia di Reggio Calabria, arduo compito!

Ricordo nel 2016 la raccolta differenziata passa dai cassonetti al porta a porta. Tutti a prendere i mastelli, e per essere sinceri già le parole di alcuni cittadini non erano piacevoli alla gestione nuova dei rifiuti:

« A che cosa servono ora tutti sti secchi della spazzatura? Soldi buttati!»

In realtà è stato un atto di civiltà allo schifo che si realizzava davanti ai cassonetti della differenziata.

E così la città si civilizza e rientra il problema spazzatura, l’amministrazione comunale tappezza la città non solo di telecamere ma insegue i “lordazzi” e li becca in flagrante. Il problema si allenta, sembra che funzioni, nonostante la tassa sui rifiuti sia alta! In quegli anni 2016 alla regione il governatore è Mario Oliviero del Partito Democratico, e il presidente del consiglio Matteo Renzi!

Finché un bel giorno si inizia nuovamente a raccogliere il pattume in maniera intermittente, è l’inizio del 2018. I comuni limitrofi a Reggio Calabria hanno di nuovo i cumuli di rifiuti per strada, per protesta la spazzatura viene incendiata! Non si comprende se è colpa della società che se ne occupa, della tassa che non viene pagata, della ndrangheta che gira. Fatto sta che la città ha come ospiti i topi tra un cassonetto all’altro e le bratte che passeggiano sul corso Garibaldi.

Fino ad arrivare al 2020, tempo del covid-19.

Dopo aver fatto i compiti a casa come da decreto e aver sanificato questo e l’altro mondo, i comuni entrano a singhiozzo per la raccolta dei rifiuti, ritornano i cumuli di spazzatura lungo le vie della bella città metropolitana. Si accende il conflitto con la regione cercando una soluzione per dove e come conferire la spazzatura, vengono presi accordi per il conferimento dei rifiuti, ma non basta, si ritorna a fermare tutto. Un mese senza raccolta! O raccolta a singhiozzi! La diatriba Regione e Comuni non si placa, l’atteggiamento di richiesta dei Comuni trova il silenzio della regione impelagata a pensare di re istituire i vitalizi o finire la propaganda e il piano politico degli anni di Berlusconi con il Ponte sullo Stretto! Ma la regione non dà esempio di coesione, si spaccano le intese tra le commissioni formate. Arriva nuovamente lo spettro della corruzione.

Il 10 giugno i titoli dei giornali evidenziano nella giunta della città metropolitana e della Regione Calabria presieduta da Jole Santelli del Partito di Berlusconi Forza Italia, 

13 persone coinvolte nell’operazione Helios. Di cui: Otto sono esponenti della politica che occupano cariche istituzionali tra Regione calabria e città metropolitana. Cinque esponenti delle società coinvolte di Avr e Ase . Accuse: avere esercitato indebite pressioni al fine di ottenere l’assunzione di personale segnalato, ovvero altri funzionari per avere posto in essere atti di corruzione per l’esercizio della funzione o per il compimento di atti contrari ai doveri di ufficio allo scopo di agevolare la predetta società nei rapporti con la Pubblica Amministrazione controllante al fine di ricevere indebite utilità.

Il quadro si complica. La Calabria è di nuova sola. In regione non esiste un ascolto al cittadino, il tempo del virus è passato e la paura di ritrovarsi indagati involontariamente per omicidio colposo a causa della mancata gestione dell’emergenza sanitaria ormai non si avverte, quindi riprende il morbo dei politici, quello del mangiare sul cittadino, la spazzatura diventa oggetto di propaganda elettorale. 

Il sindaco giovane Falcomatà in data 15 Giugno si reca dal prefetto e chiede l’esercito per la raccolta del pattume ormai da 45 giorni non raccolto. L’emergenza rifiuti sta raggiungendo i livelli alti di insoddisfazione anche tra i dipendenti del AVR che non vengono pagati, scatta lo sciopero. Falcomatà affronta tutto, il silenzio della Regione è ovvio. Più i comuni sprofondano nella spazzatura più alle elezioni comunali l’opposizione di destra può far buon gioco. 

Cari cittadini con o senza elezioni del sindaco, sia che ci sia una destra o che ci sia una sinistra le buche, la spazzatura, il disservizio negli uffici, le mancanze negli ospedali, non ve li risolve il politico passante di turno, ma li risolvete voi facendovi sentire verso l’alto. Il governo deve essere presente sul territorio, la sua assenza permette all’autonomia della regione di non avere una scelta e una decisione e gestire le proprie azioni in funzione di un rendiconto che non è parte della Calabria.

Questa vicenda dovrà farvi riflettere e capire che il voto dev’essere dato a gente onesta, senza baciamano, senza ponte che collega nord e sud, senza promesse rimandate. Altrimenti fate come me, evitate di andare a votare! Perchè chi sfama il politico è il vostro voto,una volta ottenuto si dimentica! In consiglio regionale la maggioranza di destra agisce non per il cittadino, ma per il futuro tra l’esecutivo del governo! Scegliere Lega/ Berlusconi/Fratelli D’Italia, anziché Falcomatà o chiunque per lui designato, è scegliere un estraneo a casa che presume di sapere chi siete e cosa fate! E non potrà mai farlo. Scegliere Berlusconi vuol dire massacrare il territorio portandolo all’isolamento, Milano è espansa grazie a lui, la Calabria è indietro in tutto, perchè serviva un covo per nascondere ciò che ora affiora in magistratura, vedi caso Pittelli! Idem la sinistra democratica di oggi, in balia di un governo che non ti da da mangiare e che del sud ha limitato anche l’apertura in pandemia, che ha usato la Calabria come punto di raccolta per spostare il virus dal nord. Che non ha aiutato in tempo, durante l’emergenza sanitaria, a costruire ospedali idonei a contrastare il virus!

La Calabria, ha una sola scelta, va commissariata e l’unica persona che può dare una guida al di sopra delle parti e che non china la testa è il Magistrato Gratteri.

Solo così usciremo dall’incubo che la politica ha imposto.

Per la spazzatura non vi preoccupate, evitate gli incendi e le cattive parole ai sindaci delle varie città, vedrete che appena qualche politico deciderà di attirare l’attenzione, si apriranno le discariche e per magia sparirà la spazzatura! Per ora alla regione serve che vada così! E magari anche al governo!

Ricordate che i colori di un Italia libera non hanno scelte istituzionali. Ed io li ho legati a me da anni. Vi invito a farne parte.

Non massacrate Falcomatà, perchè per quanto sia pesante e poco attento al cittadino è attaccato alla sua cittadina! Ve lo dice una che non ha sempre belle parole per questo sindaco! Quando avrà terminato il suo mandato non ci sarà nessuno a coprire le buche, e a raccogliervi la spazzatura, faranno solo una gran festa e finirà come sempre a tarallucci e vino. L’hanno già fatto in regione! Dategli una mano! Collaborate!

Guardate una semplice cittadina come è indignata della città che ama ricoperta di spazzatura a Vibo Valentia

 

Dpcm 11 Giugno 2020 - Gli Stati generali - El Chavismo finanzia il Movimento 5 stelle

Dpcm 11 Giugno 2020 – Gli Stati generali – El Chavismo finanzia il Movimento 5 stelle

Dpcm 11 Giugno 2020 – Gli Stati generali – El Chavismo finanzia il Movimento 5 stelle

Analizziamo insieme alcune parti del Dpcm 11 Giugno 2020.

Il decreto contiene:

  • 11 Articoli
  • 16 Allegati

Vado al dunque di ciò che è realmente necessario per sopravvivere, il resto basta leggere le sezioni interessate al decreto e troverete l’immenso fiume di parole inutili!

Sarebbero bastati pochi decreti, ma è un pò la storia dello scolaro quando chiamato per rispondere all’interrogazione, arriva in cattedra non preparato e per forviare l’argomento ci gira intorno, così da cascare in piedi. Quindi non vale l’ipotesi dell’imbuto!

Ragion per cui dopo tante parole si arriva ai fatti. Il Presidente del consiglio, è stato sentito sugli episodi di: Alzano Lombardo e Nembro nel Bergamasco riguardante la mancata apertura della zona rossa. Il caso eclatante vede protagonista l’Ospedale di Alzano che chiude il pronto soccorso invaso da pazienti covid-19. E’ stato imposto l’obbligo di riapertura facendo così esplodere l’epidemia. Si cerca il colpevole tra governo e regione. Sbagli che hanno provocato centinaia di morti le cui lacrime dei propri cari ancora scorrono insieme alla rabbia verso le istituzioni. Il pubblico ministero Maria Cristina Rota, presso palazzo Chigi, ha interrogato, come persona informata sui fatti, Conte, con l’accusa di epidemia colposa. A  sua volta è toccato al Ministro della salute Speranza e il Ministro degli interni Lamorgese.  I torti e le ragioni sono affidati alla magistratura che, colpo di scena, cambia il pubblico ministero, insediandosi Angelo Antonio Chiappani procuratore di Bergamo eletto dal Csm un mese prima del’interrogatorio di Conte. Coincidenza? Certezza è che, nel caso Palamara, il Chiappetta non è certo una persona sconosciuta, testimonianza le chat intercorse tra entrambe.

Gli stessi sbagli sono stati ripetuti a Marzo con il decreto #iorestoacasa, la fugace dispersione di notizia da palazzo Chigi ha posto in allarme le regioni meridionali e le provincie dello stretto. Le due sponde bloccano gli imbarchi ma si crea il caos da parte del governo, nessuna risposta per ben 72 ore sotto la pioggia. I sindaci delle due sponde lottano per evitare i contagi, che nei giorni seguenti aumenteranno. Grazie alla chiusura e alle zone rosse indette dalle ordinanze della regione e dai comuni, la Calabria assente di strutture per l’emergenza, riesce a difendersi dal virus.

Anche di questo dovrebbe occuparsi la magistratura e capire i fatti come siano andati. Ma il nulla invade tutto!

Quindi tra un cambio di procuratori, un cambio di corrente, e gli Stati Generali, l’attenzione all’argomento si sposta magicamente. E mentre un decreto va e uno viene, sono stati imposti dall’esecutivo gli Stati generali!

Location monarchica eccelsa e suadente tra: orli, pizzi e ghirigori di qua e di là. Il profumo dei banchetti di uno sconosciuto chef stellato fa da cornice nel pieno rispetto dei protocolli sanitari, è naturalmente lucidata tutta l’argenteria, Villa Doria Panphilj è luogo ideale per i nascondini del governo Conte. Secondo lui la location esprime il concetto di bellezza dell’Italia nel mondo! Le altre meraviglie pubbliche italiane che racchiudono la storia d’italia e ne fanno vanto nel mondo, se ne sono andate a farsi fottere con tutte le loro conoscenze storiche! 

La cultura arriva dove ha fine la conoscenza!

Caro Conte tutto questo non è idea tua, tu sei il bersaglio di iniziative strampalate di un partito che da anni parla di Stati generali. Quel partito non è il partito democratico di sinistra, ad oggi confuso e felice di sedere a capo del governo, appagato come l’oste a fine giornata, ma è il movimento che fa capo a te, che ormai ha preso la tua dignità di persona e l’ha estrapolata portandola nel limbo.

Con la presenza dell’Unione europea agli Stati generali si mette in vendita il futuro degli italiani, progetto che da anni segue e vuole il movimento, oggi ha l’opportunità di realizzarlo approfittando del popolo stanco.

Ciò che siete al governo viene affermato dal titolo del giornale spagnolo Abc che vi ha svergognati tra la monarchica di villa Doria pamphilj:

El chavismo financió el Movimiento 5 Estrellas que hoy gobierna en Italia

En verano de 2010, el Gobierno venezolano envió 3,5 millones de euros al Consulado de Milán para sufragar el partido que fundó Beppe Grillo

El Chavismo ha finanziato il movimento 5 stelle che oggi governa in Italia

Nell’estate del 2010, il governo venezuelano ha inviato 3,5 milioni di euro al Consolato di Milano a copertura del partito fondato da Beppe Grillo.

Nell’articolo del giornale spagnolo con relativo documento di legge:

Nicolás Maduro ha dato la sua autorizzazione nel 2010 a inviare una valigia contenente 3,5 milioni di euro al Consolato venezuelano di Milano per finanziare in nero il movimento 5 stelle , un partito nato nell’ottobre 2009 per svolgere politiche non partigiane in Italia e che ora governa nel paese transalpino

 

M5E: Auge y caída de un movimiento dividido

Los líderes del M5E, ignorantes y sin preparación, se han convertido en maestros del enchufismo

M5E: Ascesa e caduta di un movimento diviso

I leader M5E ignoranti e impreparati sono diventati padroni della nepotismo

L’articolo dà la chiara immagine di chi sia la mente del movimento e di chi sia colui che in questo momento massacra il popolo italiano. Colui che al primo insediamento di Conte ha voluto una figura la cui comunicazione non fosse eccelsa per poter gestire al meglio la propria autonomia decisionale.

“Il perlustratore”

Attento e aguzzino, una figura che guarda, osserva, ma non proferisce, per non destare attenzione su di se e poter così eseguire. E’ una figura che ritrovate in storia durante il regime comunista, ha il nome di spia. Oggi è all’esecutivo, prende la borsa in mano, viaggia a spese nostre tra nazioni e diffonde per l’Italia ciò che non è volontà popolare adducendola per se stesso. 

L’italia purtroppo è debole, il popolo non ha forza. Hanno tastato quanto la ribellione potesse essere pericolosa attraverso le piccole sommosse che ci sono state, appreso il fatto di non essere preoccupati, hanno continuato la loro marcia, riducendo la democrazia! 

Raccontano all’Europa che l’Italia agisce per il bene del popolo con grandi idee! Ma l’Unione Europea sa che siamo in netto fallimento economico e democratico. Siamo sotto scacco matto per il volere di un movimento di soggetti che gridano sui palchi!

Torno al decreto dopo questo breve racconto storico.

Mi soffermo alle attività commerciali ponendo l’attenzione alle misure:

dd) le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni; le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10. Si raccomanda altresì l’applicazione delle misure di cui all’allegato 11;

ee) le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10; continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Resta anche consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto, fermo restando l’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;

gg) le attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla
Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10; resta fermo lo svolgimento delle attività inerenti ai servizi alla persona già consentite sulla base del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 aprile 2020

mm) le attività degli stabilimenti balneari sono esercitate a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi. Detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto di quanto stabilito dalla presente lettera e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10. Per tali attività e nelle spiagge di libero accesso deve essere in ogni caso assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro, secondo le prescrizioni adottate dalle regioni, idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi, delle infrastrutture e della mobilità. 

Allegato 10 – Criteri per Protocolli di settore elaborati dal Comitato tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020

I principi cardine che hanno informato ed informano le scelte e gli indirizzi tecnici sono:
1. il distanziamento sociale: mantenendo una distanza interpersonale non inferiore al metro;
2. la rigorosa igiene delle mani, personale e degli ambienti;
3. la capacità di controllo e risposta dei servizi sanitari della sanità pubblica territoriale ed ospedaliera. Per garantire a tutti la possibilità del rispetto di tali principi è necessario prevedere specifiche misure di sistema, organizzative, di prevenzione e protezione, igieniche e comunicative declinate sullo specifico contesto produttivo e di vita sociale, tenendo presente i seguenti criteri anche facendo riferimento ai documenti di indirizzo prodotti da ISS e INAIL:
1. Il rischio di aggregazione e affollamento e la possibilità di prevenirlo in maniera efficace nelle singole realtà e nell’accesso a queste;
2. La prossimità delle persone (es. lavoratori, utenti, ecc.) rispetto a contesti statici (es. persone tutte ferme in postazioni fisse), dinamici (persone in movimento) o misti (contemporanea presenza di persone in posizioni fisse e di altre in movimento);
3. L’effettiva possibilità di mantenere la appropriata mascherina da parte di tutti nei contesti raccomandati;
4. Il rischio connesso alle principali vie di trasmissione (droplet e contatto) in particolare alle contaminazioni da droplet in relazione alle superfici di contatto;
5. La concreta possibilità di accedere alla frequente ed efficace igiene delle mani;
6. L’adeguata aereazione negli ambienti al chiuso;
7. L’adeguata pulizia ed igienizzazione degli ambienti e delle superfici;
8. La disponibilità di una efficace informazione e comunicazione.
La capacità di promuovere, monitorare e controllare l’adozione delle misure definendo i
conseguenti ruoli.

Allegato 11 – Misure per gli esercizi commerciali

1. Mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale.
2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell’orario di apertura.
3. Garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria.
4. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.
5. Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi
lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale.
6. Uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande.
7. Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalità:
a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie;
b) per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori;
c) per locali di dimensioni superiori a quelle di cui alla lettera b), l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.
8. Informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.

Di seguito trovate il pdf del decreto e allegati

File name : DPCM-11-Giugno-2020-.pdf

File name : allegati_dpcm_11giugno2020.pdf

Dpcm 11 Giugno 2020 - Gli Stati generali - El Chavismo finanzia il Movimento 5 stelle

Ursula von der Leyen Presidente della Commissione europea – Ecco cosa raccontano all’Unione Europea. Le misure adottate non sono sufficienti, la disoccupazione incombe e l’Europa farnetica cose non vere!

Diario di una quarantena

13 Giugno 2020 Salvini in Calabria

13 Giugno 2020 Salvini in Calabria. 
Mentre il governo chiacchiera tra gli Stati generali, al grido dell’Europa l’Italia si è desta, il leader della Lega Matteo Salvini, ritorna in Calabria. 

Una presenza quella del senatore, marcata e ben stretta in consiglio regionale Calabrese nelle ultime ore, con l’elezione delle commissioni consiliari. Uno scombussolamento di dominanza tra accordi presi e lasciati.

Le dichiarazioni del senatore, in visita a Reggio Calabria, pongono una forte attenzione a voler espandere il territorio sotto il piano economico culturale, appoggiando le intenzioni alle sovrastrutture. Rimarca l’idea del ponte sullo stretto, presumendo sia portatore di occupazione e struttura legante, non solo per la Calabria e l’Italia, ma per l’Europa.

Dà spazio al mondo della cultura ponendo l’accento sui preziosi  storici dello stretto, unendo le due sponde e invitando gli assessori dei beni culturali a incontrarsi:

Unire come un un ponte queste due realtà culturalmente sia Sicilia che Calabria.

Con i beni archeologici si mangia si crea lavoro.

Il senatore spiega inoltre come presenterà i suoi candidati per le elezioni comunali, sia a krotone che a Reggio Calabria, dicendosi pronto con il suo partito ad accogliere chiunque voglia collaborare, pone il forte accento alla legalità:

Saranno persone sopra ogni sospetto.

La Lega rimarca l’impegno in Calabria. Sarà segno di continuità anche se ci sarà un Salvini Lega nord al sud ?

13 Giugno 2020 Salvini in Calabria

13 Giugno 2020 Salvini in Calabria

Intanto la presenza del senatore tanto discusso nelle retrovie della regione Calabria e tra i calabresi, risulta essere un po’ più evidente rispetto uno stato generale che sottovaluta la presenza della Lega tra il popolo.
Ma quanto amore c’è per una terra aspra da chi riflette il bianco di un monte?

Chiunque venga a far campagna elettorale cerca di lottare e valorizzare la Calabria ponendo in primo piano la crescita di una terra che continua ad essere depredata da chi vuole un covo per nascondere le correnti!
È questo il passato, è questo il presente dell’aspra terra.

Diario di una quarantena

Esito negativo tamponi in Calabria – Conte riferisce al pm

Esito negativo tamponi in Calabria – Conte riferisce al pm

Il primo esito negativo dei tamponi ai dipendenti dei negozi L’Aquilone e Moda Flash presso il centro commerciale Vibo Center in provincia di Vibo Valentia, fa trattenere il respiro alle tante famiglie coinvolte.

La Calabria scuote nuovamente la sensibilità collettiva dando il messaggio chiaro che, il virus è tra noi e la pandemia esiste.

L’uomo contagiato è ricoverato al Policlinico Universitario di Catanzaro per ulteriore monitoraggio alle condizioni diagnosticate di infarto al miocardio.

È bene comprendere la causa che ha portato tutto questo breve scossone. Le misure di sicurezza sanitaria previste dall’allegato 11 del Dpcm 17 maggio 2020, non sono sufficienti a coprire la necessità di protocolli di sicurezza che variano nelle diverse regioni d’Italia.

È necessario fare i tamponi a chi viene da fuori regione, non basta solo registrarsi.

L’ ASP comunica i numeri da contattare se nelle date 8-9-10 si è venuto in contatto con il personale dei punti vendita L’Aquilone e Moda fashion

Dipartimento di Prevenzione ai numeri 

3387121086

3355322273

3387141463  

nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 8.30 alle 14; e

martedì e giovedì dalle ore 8.30 alle 14 e dalle 15.30 alle 18.30.

Mentre il sabato, dalle 8.30 alle 14 si può chiamare il numero 3387141463 e

la domenica, stesso orario, il numero 3355322273.

È notizia dell’ultima ora che purtroppo risulta positiva una donna di origine cinese proveniente da Lamezia Terme dipendente del negozio di abbigliamento New fashion

Conte – Lamorgese – Speranza sentiti dal pubblico ministero

In questo momento di pandemia il nostro governo avrebbe dovuto accuparsi dei cittadini anziché della parata a Villa Panphili per gli Stati generali.

È notizia odierna che il Presidente del consiglio Giuseppe Conte, e i ministri Lamorgese e Speranza, siano stati a colloquio con il pubblico ministero, per i fatti che hanno coinvolto le decisioni di apertura delle zone rosse ad Alzano Lombardo, Nembro Bergamasco.

Il pm Maria Cristina Rota ha ascoltato il presidente del consiglio. L’indagine dovrà accertare se aprire la zona rossa fosse competenza del governo o delle regioni; a cosa è dovuto il ritardo dell’apertura della zona rossa considerando l’aumento dei contagi. I casi d’intervento mancato all’interno delle RSA; il mancato coordinamento presso l’ospedale di Alzano, in cui i casi erano oramai non contenibili. L’ospedale prese la decisione di chiudere gli ingressi, sanificare i locali, e isolare i contagiati, ma dalla regione arriva l’ordine di riaprire la struttura ospedaliera, i contagi aumentano in maniera esponenziale.

Ora durante la fase 3 si cerca il colpevole tra le parti politiche, ma i corpi dei tanti contagiati ormai portati via dall’affetto e dalla vita devono trovare giustizia! Quella vera giustizia che non ha porto la mano alle grida dei cittadini quando cercavano protezione dalla morte certa,

Questi fatti e lo scossone oggi della Calabria ci devono fare riflettere e comprendere che Covid-19 esiste ed è tra noi.

Calabria le misure per gli esercizi commerciali alzano i contagi

Calabria le misure per gli esercizi commerciali alzano i contagi

Calabria le misure per gli esercizi commerciali alzano i contagi

Il caso di un nuovo contagio a Vibo Valentia è il riscontro oggettivo che i protocolli non vengono rispettati. L’apertura tra regioni è al momento fuori controllo sanitario.

Il soggetto, lavoratore presso più punti vendita di proprietà dei cosiddetti “Cinesi”, al centro commerciale Vibo center in provincia di Vibo Valentia, era rientrato da Matera da una settimana. Caso vuole che si senta male, si rechi in ospedale, lo ricoverino con la diagnosi di infarto. Effettuano come da procedura il tampone; l’esito dello stesso è positivo, anche il secondo tampone ripetuto risulta uguale!

Questa serie di eventi sono voragini di un sistema pensato male! Non dovrebbero capitare, visti i protocolli e il decreto del 17 maggio 2020. 

Quando il cittadino chiede alle istituzioni e queste non ascoltano per comodità, accade ciò che non deve! Si mette a rischio la vita dei cittadini! Questo virus è una continua scoperta non lascia scelta, ma se si riesce a gestire muore; dipende dalle azioni intraprese! Dipende da quanto vogliamo incidere sul territorio di appartenenza in termini di monitoraggio e intervento, dipende da quanto ci si vuole guadagnare in termini di immagine! Dipende dalla coscienza forse, presente!

Si instaura così, rispetto al contagio, una catena piramidale:

  1. Il soggetto è venuto a contatto con quante persone?
  2. I soggetti con cui collaborava, quante persone hanno incontrato? e a loro volta quante ne hanno incontrate nuovamente?
  3. Dal ceppo primario quanti sottoinsiemi si saranno creati?
  4. Il soggetto rientrante da altra regione ha seguito le procedure previste dalla regione?
  5. Il punto vendita in cui lavorava perchè non è stato posto a controllo durante l’attività?

Sono tutti punti a cui fa capo l’ allegato 10 e 11 del Dpcm del 17 Maggio 2020.

Allegato 10 – Criteri per Protocolli di settore elaborati dal Comitato tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020

I principi cardine che hanno informato ed informano le scelte e gli indirizzi tecnici sono:
1. il distanziamento sociale: mantenendo una distanza interpersonale non inferiore al metro;
2. la rigorosa igiene delle mani, personale e degli ambienti;
3. la capacità di controllo e risposta dei servizi sanitari della sanità pubblica territoriale ed ospedaliera.

Per garantire a tutti la possibilità del rispetto di tali principi è necessario prevedere specifiche misure di sistema, organizzative, di prevenzione e protezione, igieniche e comunicative declinate sullo specifico contesto produttivo e di vita sociale, tenendo presente i seguenti criteri anche facendo riferimento ai documenti di indirizzo prodotti da ISS e INAIL:
  1. Il rischio di aggregazione e affollamento e la possibilità di prevenirlo in maniera efficace nelle singole realtà e nell’accesso a queste
  2. La prossimità delle persone (es. lavoratori, utenti, ecc.) rispetto a contesti statici (es. persone tutte ferme in postazioni fisse), dinamici (persone in movimento) o misti (contemporanea presenza di persone in posizioni fisse e di altre in movimento);
  3. L’effettiva possibilità di mantenere la appropriata mascherina da parte di tutti nei contesti raccomandati;
  4. Il rischio connesso alle principali vie di trasmissione (droplet e contatto) in particolare alle contaminazioni da droplet in relazione alle superfici di contatto;
  5. La concreta possibilità di accedere alla frequente ed efficace igiene delle mani;
  6. L’adeguata areazione negli ambienti al chiuso;
  7. L’adeguata pulizia e igienizzazione degli ambienti e delle superfici;
  8. La disponibilità di una efficace informazione e comunicazione.

Allegato 11 – Misure per gli esercizi commerciali

  1. Mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale.
  2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell’orario di apertura
  3. Garanzia di adeguata aereazione naturale  e ricambio d’aria
  4. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.
  5. Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale.
  6. Uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquiston particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande.
  7. Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalità:

a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie;
b) per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori;
c) per locali di dimensioni superiore a quello della lettera b)l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.

8. Informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.

E’ necessario aumentare i controlli presso le attività commerciali. Alcune attività fanno gioco forza risparmiando sulle strutture e sul personale.

Bisogna avere l’obbligo del tampone mensilmente per tutti gli operatori di servizio commerciale

Chiedo al Presidente di Regione Calabria Jole Santelli, di pensare ai punti che vado ad elencare:

  1. Intensificare i controlli all’interno dei punti vendita attraverso la presenza di ispettori;
  2. Intensificare i controlli attraverso la presenza delle autorità competenti all’esterno dei centri commerciali per verificare che l’affluenza non superi il flusso previsto di assembramento come da protocollo; 
  3. Inserire figure idonee come ausilio di: personale specializzato al commercio per la formazione del personale alle tematiche: Covid-19 – Come e quali metodi gestire in punto vendita in presenza di Covid-19 – Tecniche di vendita Covid-19 – Come affrontare l’assistenza sanitaria in presenza di soggetti positivi sintomatici e asintomatici – 
  4. Obbligo di porre nel punto vendita telecamera atte a monitorare gli ingressi e il numero di ingressi, per rendere possibile la tranciabilità dei soggetti e il traffico presente all’interno dei punti vendita, come da protocollo;
  5. Obbligo del tampone mensile per tutti gli operatori del servizio commerciale;

Tutti questi interventi che certamente richiedono esborso economico dovrebbero essere in parte garantiti dalle istituzioni territoriali regionali. I soldi ci sono! Basta saperli distribuire. 

I protocolli non bastano, servono azioni mirate e concrete. 
Serve l’obbligo della mascherina che abitualmente si sta omettendo! Si sta diffondendo l’omissione di indossare i dispositivi di protezione, di fare assembramenti e di pensare che il virus non ci sia più.

Mettiamoci in testa che:

  • La pandemia esiste
  • Non esiste il vaccino
  • Se il virus si diffonde i contagi aumentano 
  • Il virus è morte
  • Covid-19 non sceglie di che colore politico sei, ma scegli chi vuole!

Vi aggiornerò sul caso. Per ora sono stati posti a tampone anche i dipendenti del punto vendita e i familiari del soggetto interessato.

Vi consiglio di leggere:

Organizzazione mondiale della sanità – Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Covid-19 – Conosciamolo – La sperimentazione del farmaco Coronavirus –

Vitalizi è un tabù

Vitalizi è un tabù

Vitalizi è un tabù

La Regione Calabria abroga la legge 5 del 26 maggio 2020 che dava la possibilità, ai consiglieri di cui fosse stata annullata l’elezione, di accedere alla contribuzione volontaria.

In merito alla vicenda, è bene precisare che non è la differenza delle 600,00 euro a far insorgere il disappunto, ma il sistema progettato al fine di prendere dalle tasche dei calabresi. 

Che il calabrese insorga e l’istituzione si adegui al malcontento trova un aspetto parzialmente positivo, d’altronde è previsto nello statuto della regione. Ma che la predica provenga dal pulpito dell’esecutivo davvero è una risata! Che il Ministro Di Maio bacchetti la regione calabria sul vitalizio mi fà pensare ai fiumi di soldi che in periodo di pandemia si continuano a distribuire ai parlamentari e senatori in una distribuzione media tra il più poveraccio di 50.000,00 euro – al più ricco che arriva a milioni di euro. Si accontentano davvero di poco! E insorgono al vitalizio ingiustificato della regione calabria!

In questo momento i consiglieri regionali calabresi, dovrebbero pensare a creare idee nuove per la crescita della calabria. Idee che in futuro possano aprire il territorio che, sapientemente lo Stato negli anni, ha accantonato per farne covo di malavita.

E’ iniziata la Fase3, non è iniziata la fase di rincoglionimento della gente rispetto ciò che fanno le istituzioni!

Quindi se avete bisogno di soldi in più, andate a lavorare, magari createvi un seconda attività occupazionale o chiedete all’esecutivo di ridurre i loro lauti stipendi e aiutarvi! Versate la forma contributiva previdenziale all’inps e otterrete ciò che vi aspetta! Ma dal vostro lavoro!

Lavorate per il bene del popolo, non per svuotare le tasche del popolo. Non sei tu politico a svegliarti la mattina e massacrarti per 1000 euro al mese!

Vi lascio il link https://www.camera.it/leg18/28 sito della Camera dei deputati, cliccate sul nome di vostro interesse, vi si apre la schermata con i dati del parlamentare e troverete la sezione dedicata “Documentazione patrimoniale”, vi renderete conto come al di là dei vitalizi propagandistici i valori patrimoniali dei soggetti sono da cifre che tutti i giorni noi cittadini normali ne avremmo bisogno neppure di un quarto. Lo stesso è il link del Senato http://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Attsen/Sena.html  

Ricordate questa frase:

Stiamo morendo di fame per far mangiare le differenze sociali. Chi ha lottato contro i vitalizi non ha lottato contro la riduzione degli stipendi! Chi lotta per ridurre la classe politica è colui che in pandemia non ha garantito il pane sulle nostre tavole ma ha riempito la sua! 

Quindi, che si bacchetti la regione per migliorare il coordinamento sono d’accordo, che si sia messo in evidenza che, il consiglio regionale abbia tentato la mossa in maniera subdola, anche,

ma che le istituzioni siano infide e non abbiano pietà della fame del povero, equivale allo stesso puzzo di Gerione! 

Il malcontento lo esprime il popolo che avete lautamente lasciato in balia della povertà e che oggi continuate a dire che dovrà fare sacrifici, sempre se il popolo stesso non vi chiude i rubinetti dagli stipendi, poi vedrai quanti alti saccenti spariranno!

Un’altro punto importante è la presenza della Lega Nord nella maggioranza del consiglio regionale, ricordo agli esponenti della lega che ora fanno parte a tutti gli effetti di scelte, decisioni, integrazione e discriminazione della Calabria. Quindi ciò che entra o esce, è parte anche del loro operato!

Andare in trasmissioni televisive in cui si rimarca il concetto di inferiorità di qualunque specie essa sia della calabria, vuol dire anche per la lega essere parte di quel sistema di regione inferiore! Quindi l’impegno è virtù del colore politico che esercitano in consiglio regionale!

Mi auguro questa brutta vicenda sia da monito, ma dalle dichiarazioni fatte più che monito è una chiara parvenza di celare il fomento che trapela tra il cittadino e l’istituzione.

Per chi non fosse a conoscenza esiste uno Statuto Regione Calabria seguite il link o leggete di seguito alcuni articoli:

LEGGE REGIONALE 19 OTTOBRE 2004, N. 25
(Testo coordinato con le modifiche e le integrazioni di cui alle LL.RR.: 20 aprile 2005, n. 11, 19 gennaio 2010, n. 3, 9 novembre 2010, n. 27, 6 agosto 2012, n. 34, 10 settembre 2014, n. 18 e 6 luglio 2015, n. 15)
TITOLO I
PRINCIPI FONDAMENTALI
Articolo 1
(La Regione Calabria)
  1. La Calabria è Regione autonoma, con propri poteri e funzioni secondo i principi fissati nella Costituzione e nel presente Statuto, nell’unità della Repubblica Italiana e nell’ambito dell’Unione Europea.
  2. La Calabria fa propria la carta dei diritti dell’Unione Europea.
  3. La Regione è costituita dalle comunità residenti nei territori dei Comuni e delle Province calabresi.
  4. Capoluogo della Regione è Catanzaro, dove hanno sede il Presidente della Giunta regionale e la Giunta.
  5. Il Consiglio regionale ha sede nella città di Reggio Calabria.
  6. La Regione ha un proprio gonfalone ed uno stemma, stabiliti con legge regionale.
Articolo 2
(Principi e finalità)
  1. La Regione concorre a dare attuazione ai princìpi costituzionali sui quali si fonda la Repubblica italiana, una e indivisibile, informando il proprio ordinamento ai princìpi di libertà, democrazia, eguaglianza, giustizia, solidarietà, sussidiarietà, pari dignità sociale, pace e non violenza.
  2. La Regione ispira in particolare la sua azione al raggiungimento dei seguenti obiettivi:
    1. l’effettiva tutela e il pieno esercizio, per tutti, di diritti e interessi riconosciuti dalla Costituzione, operando per il superamento degli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana;
    2. il riconoscimento dei diritti delle fasce più deboli della popolazione mediante il superamento delle cause che ne determinano la disuguaglianza e il disagio;
    3. il sostegno della famiglia, orientando a tal fine le politiche sociali, economiche e finanziarie e di organizzazione dei servizi;
    4. la rimozione di ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, economica e culturale, nonché la promozione della parità di accesso tra gli uomini e le donne alle cariche elettive;
    5. bis) la realizzazione di condizioni sociali, culturali ed economiche per il più efficace contrasto alle organizzazioni di stampo mafioso e il più ampio sostegno alle vittime della criminalità organizzata (Lettera aggiunta dall’art. 1 della L.R. 19 gennaio 2010, n. 3)
    6. l’attuazione del principio di sussidiarietà, conferendo ai Comuni, alle Province e alle Città metropolitane tutte le funzioni e i compiti che non attengono ad esigenze unitarie per la collettività ed il territorio regionale, incentivando l’esercizio associato delle funzioni sulla base dei criteri di differenziazione, adeguatezza e prossimità, nonché promuovendo e valorizzando l’autonoma iniziativa delle formazioni sociali, delle autonomie funzionali e dei cittadini singoli o associati per lo svolgimento delle attività di interesse generale, di soddisfacimento dei diritti e di realizzazione della solidarietà sociale;
    7. il riconoscimento delle formazioni sociali, culturali, economiche e politiche nelle quali si esprime la personalità umana, promuovendo il libero svolgimento delle loro funzioni ed attività;
    8. la promozione di un sistema di istruzione e formazione volto ad assicurare maggiori opportunità personali di crescita culturale, sociale e civile;
    9. il pieno rispetto dei diritti naturali ed inviolabili della persona, promuovendo l’effettivo riconoscimento dei diritti sociali ed economici per gli immigrati, i profughi, i rifugiati e gli apolidi, al fine di assicurare il loro pieno inserimento nella comunità regionale; (Lettera sostituita dall’art. 1 della L.R. 19 gennaio 2010, n. 3)
    10. la piena occupazione, promuovendo le condizioni che rendono effettivi il diritto al lavoro e la libertà di iniziativa economica;
    11. la realizzazione di un sistema integrato di interventi e servizi, anche favorendo l’associazionismo e le attività di volontariato, volto a garantire i diritti alla sicurezza sociale, allo studio, alla salute dei cittadini, con specifica attenzione alle persone che vivono situazioni di disagio, operando per assicurare in ogni comunità del territorio regionale livelli essenziali di servizi;
    12. la partecipazione popolare e delle autonomie locali alle funzioni legislativa ed amministrativa, nonché al controllo dell’azione dei poteri pubblici;
    13. la programmazione e la concertazione dell’attività economica per indirizzarla e coordinarla ad uno sviluppo sostenibile della Regione, promuovendo le iniziative e i raccordi opportuni con gli organi della programmazione dello Stato e dell’Unione Europea;
    14. la valorizzazione delle risorse economiche e produttive di ciascuna area del territorio regionale, tesa al superamento delle disuguaglianze derivanti da squilibri territoriali e settoriali della Regione;
    15. la tutela e la valorizzazione delle minoranze etniche, linguistiche e religiose presenti in Calabria, con particolare riguardo alle popolazioni di origine albanese, grecanica, occitanica e rom;
    16. il legame con i calabresi emigrati nel mondo;
    17. la protezione dell’ambiente, la salvaguardia dell’assetto del territorio e del paesaggio e la valorizzazione della loro vocazione, nell’ambito e per lo sviluppo delle iniziative assunte in sede nazionale, europea ed internazionale; (Lettera sostituita dall’art. 1 della L.R. 19 gennaio 2010, n. 3)
    18. la salvaguardia del patrimonio artistico, culturale e naturale della Regione e la valorizzazione delle tradizioni popolari delle comunità calabresi, anche curando l’identità culturale della Calabria in Italia e all’estero;
    19. la collaborazione ed il raccordo con le altre Regioni italiane, particolarmente con quelle finitime e del Mezzogiorno, o con enti territoriali di altri Stati;
    20. la valorizzazione e la disciplina del sistema locale delle comunicazioni, al fine di garantirne il pluralismo e la concorrenza;
    21. la tutela del patrimonio faunistico e floristico regionale, il rispetto ed il riconoscimento dei diritti degli animali, promuovendone la cura e la presenza nel proprio territorio per l’affermazione del principio di una corretta convivenza con l’uomo.
    22. TITOLO II
      LA PARTECIPAZIONE POPOLARE
      Articolo 4
      (Partecipazione popolare)
      1. La Regione promuove la partecipazione dei singoli, delle formazioni sociali e politiche e di tutte le componenti della Comunità calabrese, nonché delle comunità dei calabresi nel mondo alla vita delle istituzioni regionali, al fine di realizzare una democrazia compiuta e lo sviluppo civile delle popolazioni.
      2. A tal fine, la legge stabilisce procedure e criteri idonei per rendere effettiva la partecipazione, assicurando servizi e strutture regionali e prevedendo la consultazione di organismi rappresentativi di istanze sociali diffuse.
      3. Negli ambiti di propria competenza, la Regione può attivare particolari forme di cooperazione con le confessioni religiose presenti in Calabria.
TITOLO III
ORGANI DELLA REGIONE
Articolo 14
(Organi della Regione)
  1. Sono organi della Regione: Il Consiglio regionale, il Presidente della Giunta regionale e la Giunta regionale.
  2. Sono altresì organi della Regione, per l’esercizio delle funzioni loro attribuite dallo Statuto e dalla legge, il Presidente del Consiglio regionale e l’Ufficio di Presidenza.
CAPO I
IL CONSIGLIO REGIONALE
Articolo 15
(Composizione del Consiglio regionale)
  1. Il Consiglio è composto dal Presidente della Giunta regionale e da trenta consiglieri. (Comma sostituito dall’art. 1 della L.R. 10 settembre 2014, n. 18)
Articolo 16
(Attribuzioni del Consiglio regionale)
  1. Il Consiglio regionale, nella sua funzione di rappresentanza della società calabrese, esercita la potestà legislativa e le altre funzioni ad esso attribuite dalla Costituzione, dallo Statuto e dalle leggi; definisce nelle forme e nei modi previsti dalla Costituzione e dallo Statuto, l’indirizzo politico della Regione; svolge funzioni di indirizzo e di controllo sulla Giunta regionale.
  2. Il Consiglio inoltre:
    1. nelle forme e nei modi stabiliti dal regolamento, approva le dichiarazioni programmatiche per la legislatura rese dal Presidente eletto ed i relativi aggiornamenti;
    2. approva il documento di programmazione economico-finanziaria presentato dalla Giunta;
    3. approva il bilancio di previsione annuale ed il bilancio pluriennale della Regione, le loro variazioni e il rendiconto generale presentati dalla Giunta;
    4. autorizza l’esercizio provvisorio;
    5. delibera con legge i criteri ed i limiti per la fissazione dei tributi e delle imposte regionali e di ogni altra prestazione personale e patrimoniale;
    6. approva le leggi di attuazione delle direttive comunitarie;
    7. approva, su proposta della Giunta, gli indirizzi generali dell’assetto e utilizzazione del territorio;
    8. delibera le nomine che sono attribuite espressamente alla sua competenza dalle leggi ed esprime il proprio parere sulle nomine di competenza della Giunta, nei casi e nelle forme previste dalla legge regionale;
    9. valuta la rispondenza dei risultati agli obiettivi, accertando la conformità al programma, ai piani regionali ed ai principi di buon andamento dell’attività amministrativa svolta dagli uffici della Regione, degli enti e delle aziende da essa dipendenti;
    1. delibera con legge l’istituzione di enti ed aziende regionali, la loro fusione o soppressione;
    2. delibera sulla partecipazione a consorzi e società finanziarie;
    3. fornisce indirizzi alla Giunta e agli Assessori in ordine al coordinamento interregionale nell’esercizio delle funzioni relative alle materie attribuite alla potestà legislativa della Regione;
    4. ratifica le intese della Regione con le altre Regioni, nonché gli accordi con Stati e le intese con enti territoriali interni ad altri Stati;
    5. approva i regolamenti nelle materie di legislazione esclusiva dello Stato nel caso di delega della potestà regolamentare alla Regione;
    6. elegge i delegati della Regione per l’elezione del Presidente della Repubblica in modo da assicurare la rappresentanza della minoranza;
    7. delibera sulle richieste di referendum di cui agli articoli 75 e 138 della Costituzione;
    8. formula i pareri previsti dagli articoli 132 e 133 della Costituzione;
    9. può presentare proposte di legge alle Camere.
  3. Le funzioni legislative non sono delegabili.
Articolo 29
(Competenze delle Commissioni permanenti)
  1. Le Commissioni esaminano, preventivamente, i progetti di legge e gli altri provvedimenti di competenza del Consiglio deferendoli, entro un termine e secondo le modalità stabilite dal Regolamento interno, al Consiglio, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 30.
  2. Le Commissioni deliberano a maggioranza, purché sia presente la metà più uno dei loro componenti.
  3. Prima dell’esame delle proposte di legge di iniziativa popolare o di enti locali, la Commissione competente ascolta i rappresentanti dei firmatari e del Consiglio delle autonomie locali, secondo le norme del Regolamento interno.
Articolo 30
(Funzioni redigenti delle Commissioni permanenti)
  1. Il Regolamento interno può stabilire i casi in cui le Commissioni permanenti esaminano i provvedimenti in sede redigente, riservando al Consiglio l’approvazione finale con sole dichiarazioni di voto.
  2. Sino alla votazione da parte del Consiglio, i provvedimenti assegnati alla Commissione in sede redigente sono sottoposti alla procedura normale di esame e di approvazione qualora ne facciano richiesta la Giunta o un decimo dei componenti del Consiglio o un quinto dei componenti della Commissione.
  3. Il procedimento in sede redigente non può essere utilizzato per l’esame dei progetti di legge relativi alla modifica dello Statuto, alla legge elettorale regionale, alla legge finanziaria e alle leggi di approvazione del bilancio, del rendiconto, alle leggi di ratifica delle intese della Regione con altre Regioni, nonché degli accordi con gli Stati e delle intese con enti territoriali interni ad altri Stati.
Articolo 31
(Attività conoscitiva e sindacato ispettivo delle Commissioni permanenti)
  1. Le Commissioni, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, svolgono funzioni di controllo sull’attività amministrativa degli uffici della Regione, degli enti e delle aziende da essa dipendenti e ne riferiscono al Consiglio. A tal fine, le Commissioni possono:
    1. richiedere l’intervento del Presidente della Giunta e degli Assessori per ottenere chiarimenti sulle questioni di loro competenza;
    2. richiedere al Presidente della Giunta e agli Assessori informazioni, notizie e documenti;
    3. richiedere, previa comunicazione al Presidente della Giunta o al Presidente del Consiglio, l’intervento dei titolari degli uffici dell’amministrazione regionale, degli enti e delle aziende da essa dipendenti.
  2. Le Commissioni, nelle materie di loro competenza, possono disporre, d’intesa con l’Ufficio di Presidenza del Consiglio, indagini conoscitive dirette ad acquisire notizie, informazioni e documenti utili all’approfondimento di particolari tematiche o questioni relative alla loro attività e a quella del Consiglio.
  3. Le Commissioni possono chiedere al Presidente della Giunta e agli Assessori di riferire, anche per iscritto, in merito all’attuazione data a leggi della Regione e dello Stato, agli accordi internazionali e alla normativa comunitaria, oltre che a mozioni, risoluzioni ed ordini del giorno approvati dal Consiglio.
  4. Il Presidente della Giunta e gli altri membri della Giunta hanno il diritto e, ove richiesto, l’obbligo di partecipare ai lavori delle Commissioni, senza diritto di voto.
Decreto Rilancio - Cassa integrazione - Emersione di rapporti di lavoro "Invisibili"

Decreto Rilancio – Cassa integrazione – Emersione di rapporti di lavoro

Decreto Rilancio – Cassa integrazione – Emersione di rapporti di lavoro “Invisibili”

A capisaldi cerco di porre l’attenzione su alcuni articoli che hanno rilievo importante. Questo governo è molto fantasioso, quando decreta esprime il meglio della sua infinita ricerca alla cosa giusta!

Titolo I
Salute e sicurezza

  • Articoli da 1 a 23 

Art. 3 Modifica all’articolo 2-ter del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020 n. 27

1. All’articolo 2-ter del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, il comma 5 e’ sostituito dal seguente: “5. Gli incarichi di cui al presente articolo possono essere conferiti anche ai medici specializzandi iscritti regolarmente all’ultimo e penultimo anno di corso della scuola di specializzazione per la durata di 6 mesi. Tali incarichi sono prorogabili, previa definizione dell’accordo di cui al settimo periodo dell’articolo 1, comma 548-bis, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e in ragione del perdurare dello stato di emergenza, sino al 31 dicembre 2020. Nei casi di cui al precedente periodo, l’accordo tiene conto delle eventuali e particolari esigenze di recupero, all’interno della ordinaria durata legale del corso di studio, delle attivita’ formative teoriche e assistenziali necessarie al raggiungimento degli obiettivi formativi previsti. Il periodo di attivita’ svolto dai medici specializzandi esclusivamente durante lo stato di emergenza e’ riconosciuto ai fini del ciclo di studi che conduce al conseguimento del diploma di specializzazione. I medici specializzandi restano iscritti alla scuola di specializzazione universitaria e continuano a percepire il trattamento economico previsto dal contratto di formazione specialistica, integrato dagli emolumenti corrisposti in proporzione all’attivita’ lavorativa svolta.”.

Titolo II
Sostegno alle imprese e all’economia
Capo I
Misure di sostegno

  • Articoli da 24 a 52

Art. 24 Disposizioni in materia di versamento dell’IRAP

1. Non e’ dovuto il versamento del saldo dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta.

Non e’ altresi’ dovuto il versamento della prima rata dell’acconto dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, nella misura prevista dall’articolo 17, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, ovvero dall’articolo 58 del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157; l’importo di tale versamento e’ comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per lo stesso periodo d’imposta.

2. Il comma 1 si applica esclusivamente ai soggetti, diversi da quelli che determinano il valore della produzione netta secondo gli articoli 7 e 10-bis del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, nonche’ dai soggetti di cui all’articolo 162-bis del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, con ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, lettere a) e b), dello stesso testo unico delle imposte sui redditi, o compensi di cui all’articolo 54, comma 1, del medesimo testo unico non superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge.

3. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modifiche.

4. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e’ istituito un fondo con una dotazione di 448 milioni di euro finalizzato a ristorare alle Regioni e alle Province autonome le minori entrate derivanti dal presente articolo non destinate originariamente a finanziare il fondo sanitario nazionale. Al riparto del fondo di cui al periodo precedente tra Regioni e Province autonome si provvede con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge previa intesa in sede di Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Staro, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano.

5. Agli oneri di cui al presente articolo, valutati in 3.952 milioni di euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 30 Riduzione degli oneri delle bollette elettriche

1. Per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020, l’Autorita’ di regolazione per energia reti e ambiente dispone, con propri provvedimenti, la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici, con riferimento alle voci della bolletta identificate come “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema”, nel limite massimo delle risorse di cui al comma 3, che costituiscono tetto di spesa.

2. Per le finalita’ e nei limiti fissati dal comma 1, l’Autorita’ ridetermina, senza aggravi tariffari per le utenze interessate e in via transitoria e nel rispetto del tetto di spesa di cui al comma 1, le tariffe di distribuzione e di misura dell’energia elettrica nonche’ le componenti a copertura degli oneri generali di sistema, da applicare tra il 1° maggio e il 31 luglio 2020, in modo che: a)      sia previsto un risparmio, parametrato al valore vigente nel primo trimestre dell’anno, delle componenti tariffarie fisse applicate per punto di prelievo; b)      per le sole utenze con potenza disponibile superiore a 3,3 kW, la spesa effettiva relativa alle due voci di cui al comma 1 non superi quella che, in vigenza delle tariffe applicate nel primo trimestre dell’anno, si otterrebbe assumendo un volume di energia prelevata pari a quello effettivamente registrato e un livello di potenza impegnata fissato convenzionalmente pari a 3 kW.

3. Per l’attuazione del presente articolo e’ autorizzata la spesa di 600 milioni di euro per l’anno 2020. Ai relativi oneri si provvede ai sensi dell’articolo 265. Il Ministero dell’economia e finanze e’ autorizzato a versare detto importo sul Conto emergenza COVID-19 istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali nella misura del cinquanta per cento entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e, per il restante cinquanta per cento, entro il 30 novembre 2020. L’Autorita’ assicura, con propri provvedimenti, l’utilizzo di tali risorse a compensazione della riduzione delle tariffe di distribuzione e misura di cui ai commi 1 e 2 e degli oneri generali di sistema.

Capo II
Regime quadro della disciplina degli aiuti

  • Articoli da 53 a 65

Titolo III
Misure in favore dei lavoratori
Capo I
Modifiche al decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27

Articoli da 66 a 81

Art. 68 Modifiche all’articolo 19 in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario

1. All’articolo 19, del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: “1. I datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attivita’ lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19″, per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di nove settimane. E’ altresi’ riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di trattamento di cui al presente comma per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020 fruibili ai sensi dell’articolo 22-ter. Esclusivamente per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi, parchi divertimento, spettacolo dal vivo e sale cinematografiche, e’ possibile usufruire delle predette quattro settimane anche per periodi decorrenti antecedentemente al 1° settembre 2020 a condizione che i medesimi abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di quattordici settimane. Ai beneficiari di assegno ordinario di cui al presente articolo e limitatamente alla causale ivi indicata spetta, in rapporto al periodo di paga adottato e alle medesime condizioni dei lavoratori ad orario normale, l’assegno per il nucleo familiare di cui all’art. 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n.69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153.”; b) al comma 2, primo periodo, sono aggiunte infine le seguenti parole: “per l’assegno ordinario, fermo restando l’informazione, la consultazione e l’esame congiunto che devono essere svolti anche in via telematica entro i tre giorni successivi a quello della comunicazione preventiva”; c) al comma 2, secondo periodo, la parola “quarto” e’ soppressa. d) dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti: “2 bis. Qualora la domanda sia presentata dopo il termine indicato nel comma 2, l’eventuale trattamento di integrazione salariale non potra’ aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione”. “2 ter. Il termine di presentazione delle domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attivita’ lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 e’ fissato al 31 maggio 2020. Per le domande presentate oltre il predetto termine, si applica quanto previsto nel comma 2 bis” e) dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente: “3-bis. Il trattamento di cassa integrazione salariale operai agricoli (CISOA), richiesto per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, e’ concesso in deroga ai limiti di fruizione riferiti al singolo lavoratore e al numero di giornate lavorative da svolgere presso la stessa azienda di cui all’articolo 8, della legge 8 agosto 1972, n. 457. I periodi di trattamento sono concessi per un periodo massimo di 90 giorni, dal 23 febbraio 2020 al 31 ottobre 2020 e comunque con termine del periodo entro il 31 dicembre 2020, e sono neutralizzati ai fini delle successive richieste. Per assicurare la celerita’ delle autorizzazioni, le integrazioni salariali CISOA con causale COVID-19 sono concesse dalla sede dell’INPS territorialmente competente, in deroga a quanto previsto dall’articolo 14 della legge 8 agosto 1972, n. 457. La domanda di CISOA deve essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione dell’attivita’ lavorativa. Il termine di presentazione delle domande riferite a periodi di sospensione dell’attivita’ lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 e’ fissato al 31 maggio 2020. Per i lavoratori dipendenti di aziende del settore agricolo, ai quali non si applica il trattamento di cassa integrazione salariale operai agricoli, puo’ essere presentata domanda di concessione del trattamento di integrazione salariale in deroga ai sensi dell’articolo 22.”; f) al comma 6, secondo periodo, le parole: “80 milioni” sono sostituite dalle eseguenti: “1.100 milioni”; g) dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti: “6-bis. Le risorse di cui al comma 6 sono assegnate ai rispettivi Fondi con uno o piu’ decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e trasferite previo monitoraggio da parte dei Fondi stessi dell’andamento del costo della prestazione, relativamente alle istanze degli aventi diritto, nel rispetto del limite di spesa e secondo le indicazioni fornite dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.”; 6-ter. I Fondi di cui all’articolo 26 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 garantiscono l’erogazione dell’assegno ordinario di cui al comma 1 con le medesime modalita’ di cui al presente articolo. Gli oneri finanziari relativi alla predetta prestazione sono a carico del bilancio dello Stato nel limite di 250 milioni di euro per l’anno 2020. Le risorse di cui al presente comma sono assegnate ai rispettivi Fondi dall’INPS e trasferite previo monitoraggio da parte dei Fondi stessi dell’andamento del costo della prestazione, relativamente alle istanze degli aventi diritto, nel rispetto del limite di spesa.”. h) al comma 8, le parole: “23 febbraio 2020” sono sostituite dalle seguenti: “25 marzo 2020”; i) al comma 9, primo periodo, dopo le parole “da 1 a 5” sono inserite le seguenti: “e 7”; le parole “pari a 1.347, 2 milioni di euro” sono sostituite dalle seguenti: “pari a 11.599,1 milioni di euro”.

2. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 11.521,9 milioni di euro per l’anno 2020 si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Alcuni accenni di parte dell’art. 68

  • I datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attivita’ lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”, per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di nove settimane. E’ altresi’ riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di trattamento di cui al presente comma per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020 fruibili ai sensi dell’articolo 22-ter.
  • Esclusivamente per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi, parchi divertimento, spettacolo dal vivo e sale cinematografiche, e’ possibile usufruire delle predette quattro settimane anche per periodi decorrenti antecedentemente al 1° settembre 2020 a condizione che i medesimi abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di quattordici settimane.

  • Ai beneficiari di assegno ordinario di cui al presente articolo e limitatamente alla causale ivi indicata spetta, in rapporto al periodo di paga adottato e alle medesime condizioni dei lavoratori ad orario normale, l’assegno per il nucleo familiare di cui all’art. 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n.69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153.”;

Art. 69 Modifiche all’articolo 20 in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano gia’ in Cassa integrazione straordinaria

1. All’articolo 20 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le parole: “per un periodo non superiore a nove settimane” sono sostituite dalle seguenti: “per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso. E’ altresi’ riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di trattamento di cui al presente comma per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020 fruibili ai sensi dell’articolo 22-ter”;

Art. 70 Modifiche all’articolo 22 in materia di Cassa integrazione in deroga

1. All’articolo 22 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, primo periodo, le parole “nove settimane” sono sostituite dalle seguenti: “per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro ai quali sia stato interamente gia’ autorizzato un periodo di nove settimane. Le predette ulteriori cinque settimane sono riconosciute secondo le modalita’ di cui all’articolo 22-ter e tenuto conto di quanto disciplinato dall’articolo 22-quater. E’ altresi’ riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di trattamento di cui al presente comma per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020 fruibili ai sensi dell’articolo 22-ter. Per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi, parchi divertimento, spettacolo dal vivo e sale cinematografiche, e’ possibile usufruire delle predette quattro settimane anche per periodi precedenti al 1° settembre a condizione che i medesimi abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di quattordici settimane.” e, all’ultimo periodo, le parole “ne’ per i datori di lavoro che hanno chiuso l’attivita’ in ottemperanza ai provvedimenti di urgenza emanati per far fronte all’emergenza epidemiologica da COVID-19” sono soppresse;

Capo II
Altre misure urgenti in materia di lavoro e politiche sociali

Articoli da 82 a 103

Art. 82 Reddito di emergenza

1. Ai nuclei familiari in condizioni di necessita’ economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, identificati secondo le caratteristiche di cui ai commi 2 e 3, e’ riconosciuto un sostegno al reddito straordinario denominato Reddito di emergenza (di seguito “Rem”).

Le domande per il Rem sono presentate entro il termine del mese di giugno 2020 e il beneficio e’ erogato in due quote, ciascuna pari all’ammontare di cui al comma 5.

2. Il Rem e’ riconosciuto ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della domanda, dei seguenti requisiti:

a) residenza in Italia, verificata con riferimento al componente richiedente il beneficio; b) un valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, inferiore ad una soglia pari all’ammontare di cui al comma 5;

c) un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000. Il predetto massimale e’ incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilita’ grave o di non autosufficienza come definite ai fini dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159;

d) un valore dell’ISEE inferiore ad euro 15.000. 3. Il Rem non e’ compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennita’ di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ovvero di una delle indennita’ disciplinate in attuazione dell’articolo 44 del medesimo decreto-legge ovvero di una delle indennita’ di cui agli articoli 84 e 85 del presente decreto-legge.

3. Il Rem non e’ altresi’ compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che siano al momento della domanda in una delle seguenti condizioni:

a) essere titolari di pensione diretta o indiretta ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidita’;

b) essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore agli importi di cui al comma 5;

c) essere percettori di reddito di cittadinanza, di cui al Capo I del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, ovvero le misure aventi finalita’ analoghe di cui all’articolo 13, comma 2, del medesimo decreto-legge.

4. Ai fini dell’accesso e della determinazione dell’ammontare del Rem:

a) il nucleo familiare e’ definito ai sensi dell’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159;

b) il reddito familiare e’ inclusivo di tutte le componenti di cui all’articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, ed e’ riferito al mese di aprile 2020 secondo il principio di cassa;

c) il patrimonio mobiliare e’ definito ai sensi dell’articolo 5, comma 4, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159; 5.

Ciascuna quota del Rem e’ determinata in un ammontare pari a 400 euro, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, fino ad un massimo di 2, corrispondente a 800 euro, ovvero fino ad un massimo di 2,1 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilita’ grave o non autosufficienza come definite ai fini ISEE.

6. Non hanno diritto al Rem i soggetti che si trovano in stato detentivo, per tutta la durata della pena, nonche’ coloro che sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica. Nel caso in cui il nucleo familiare beneficiario abbia tra i suoi componenti soggetti di cui al primo periodo, il parametro della scala di equivalenza non tiene conto di tali soggetti.

7. Il Rem e’ riconosciuto ed erogato dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) previa richiesta tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo le modalita’ stabilite dallo stesso.

Le richieste di Rem possono essere presentate presso i centri di assistenza fiscale di cui all’articolo 32 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, previa stipula di una convenzione con l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS).

Le richieste del Rem possono essere altresi’ presentate presso gli istituti di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152, e valutate come al numero 8 della tabella D allegata al regolamento di cui al decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 10 ottobre 2008, n. 193.

8. Ai fini della verifica del possesso dei requisiti di cui al comma 2, lettera c), l’INPS e l’Agenzia delle entrate possono scambiare i dati relativi ai saldi e alle giacenze medie del patrimonio mobiliare dei componenti il nucleo familiare comunicate ai sensi dell’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, e dell’articolo 11, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nelle modalita’ previste ai fini ISEE.

9. Nel caso in cui in esito a verifiche e controlli emerga il mancato possesso dei requisiti, il beneficio e’ immediatamente revocato, ferma restando la restituzione di quanto indebitamente percepito e le sanzioni previste a legislazione vigente.

10. Ai fini dell’erogazione del Rem e’ autorizzato un limite di spesa di 954,6 milioni di euro per l’anno 2020 da iscrivere su apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali denominato “Fondo per il Reddito di emergenza”. L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa di cui al primo periodo del presente comma e comunica i risultati di tale attivita’ al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze. Qualora dal predetto monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, non sono adottati altri provvedimenti concessori. Per gli oneri connessi alla stipula della convenzione di cui al comma 7 e’ autorizzato un limite di spesa pari a 5 milioni di euro.

11. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 959,6 milioni di euro si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 84 Nuove indennita’ per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19

1. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 27 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, la medesima indennita’ pari a 600 euro e’ erogata anche per il mese di aprile 2020.

2. Ai liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data di entrata in vigore del presente decreto, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019, e’ riconosciuta una indennita’ per il mese di maggio 2020  pari a 1000 euro. A tal fine il reddito e’ individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell’esercizio dell’attivita’, comprese le eventuali quote di ammortamento. A tal fine il soggetto deve presentare all’Inps la domanda nella quale autocertifica il possesso dei requisiti di cui al presente comma. L’Inps comunica all’Agenzia delle entrate i dati identificativi dei soggetti che hanno presentato l’autocertificazione per la verifica dei requisiti. L’Agenzia delle entrate comunica all’Inps l’esito dei riscontri effettuati sulla verifica dei requisiti sul reddito di cui sopra con modalita’ e termini definiti con accordi di cooperazione tra le parti.

3. Ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del presente decreto, e’ riconosciuta un’indennita’ per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro.

4. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 28 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, la medesima indennita’ pari a 600 euro e’ erogata anche per il mese di aprile 2020.

5. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 29 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, la medesima indennita’ pari a 600 euro e’ erogata anche per il mese di aprile 2020. La medesima indennita’ e’ riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, ne’ di rapporto di lavoro dipendente, ne’ di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

6. Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, ne’ di rapporto di lavoro dipendente, ne’ di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, e’ riconosciuta un’indennita’ per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro. La medesima indennita’ e’ riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, ne’ di rapporto di lavoro dipendente, ne’ di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

7. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 30 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, la medesima indennita’ e’ erogata anche per il mese di aprile 2020 con un importo pari a 500 euro.

8. E’ riconosciuta un’indennita’ per i mesi di aprile e maggio, pari a 600 euro per ciascun mese, ai lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attivita’ o il loro rapporto di lavoro, individuati nei seguenti:

a)  lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;

b)  lavoratori intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;

c)  lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del codice civile e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020. Gli stessi, per tali contratti, devono essere gia’ iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;

d)  incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attivita’ superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

9. I soggetti di cui al comma 8, alla data di presentazione della domanda, non devono essere in alcuna delle seguenti condizioni:

a) titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente di cui agli articoli 13 e 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81:

b) titolari di pensione.

10. Ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo  che hanno i requisiti di cui all’art. 38 del decreto legge del 17 marzo 2020  n. 18, convertito con modificazioni nelle legge 24 aprile 2020 n. 27, e’ erogata  una indennita’ di 600 euro per ciascuno dei mesi di aprile e maggio 2020; la medesima indennita’ viene erogata  per le predette mensilita’ anche ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019, cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro.   

11. Non hanno diritto all’indennita’ di cui al comma 10 i lavoratori titolari di rapporto di lavoro dipendente o titolari di pensione alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

12. Le indennita’ di cui al presente articolo non concorrono alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e sono erogate dall’INPS, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 3.840,8 milioni di euro per l’anno 2020. L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa e comunica i risultati di tale attivita’ al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze. Qualora dal predetto monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, non sono adottati altri provvedimenti concessori.

13. Ai lavoratori nelle condizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 10, appartenenti a nuclei familiari gia’ percettori del reddito di cittadinanza, di cui al Capo I del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, per i quali l’ammontare del beneficio in godimento risulti inferiore a quello dell’indennita’ di cui ai medesimi commi del presente articolo, in luogo del versamento dell’indennita’ si procede ad integrare il beneficio del reddito di cittadinanza fino all’ammontare della stessa indennita’ dovuto in ciascuna mensilita’. Le indennita’ di cui ai commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 10 non sono compatibili con il beneficio del reddito di cittadinanza in godimento pari o superiore a quello dell’indennita’. Conseguentemente l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 12, comma 1, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, e’ incrementata di 72 milioni di euro per l’anno 2020.

14. Decorsi quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto si decade dalla possibilita’ di richiedere l’indennita’ di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, relativa al mese di marzo 2020. 15. Alla copertura degli oneri previsti dal presente articolo pari a 3.912,8 milioni di euro si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Ti rimando all’articolo Decreto Rilancio – Art 84 – Bonus 600 euro – Procedura Inps troverai la procedura guidata come richiedere l’indennita sul sito inps

Art. 85 Indennita’ per i lavoratori domestici

1. Ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o piu’ contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali e’ riconosciuta, per i mesi di aprile e maggio 2020, un’indennita’ mensile pari a 500 euro, per ciascun mese.

5. L’indennita’ di cui al presente articolo e’ erogata dall’INPS in unica soluzione, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 460 milioni di euro per l’anno 2020. Le domande possono essere presentate presso gli Istituti di Patronato

Art. 87 Utilizzo risorse residue per trattamenti di integrazione salariale in deroga

 1. L’articolo 1, comma 251, della legge 30 dicembre 2018, n.145, e’ sostituito dal seguente: “251. Ai lavoratori che hanno cessato la cassa integrazione guadagni in deroga nel periodo dal 1° dicembre 2017 al 31 dicembre 2018 e non hanno diritto all’indennita’ di disoccupazione denominata Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) e’ concessa, nel limite massimo di dodici mesi e in ogni caso con termine entro il 31 dicembre 2020, in continuita’ con la prestazione di Cassa integrazione guadagni in deroga, un’indennita’ pari al trattamento di mobilita’ in deroga, comprensiva della contribuzione figurativa. A tale indennita’ non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 67 della legge 28 giugno 2012, n.92.”

Art. 88 Fondo Nuove Competenze – Contratti collettivi

1. Al fine di consentire la graduale ripresa dell’attivita’ dopo l’emergenza epidemiologica, per l’anno 2020, i contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operative in azienda ai sensi della normativa e degli accordi interconfederali vigenti, possono realizzare specifiche intese di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, con le quali parte dell’orario di lavoro viene finalizzato a percorsi formativi. Gli oneri relativi alle ore di formazione, comprensivi dei relativi contributi previdenziali e assistenziali, sono a carico di un apposito Fondo denominato “Fondo Nuove Competenze”, costituito presso l’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), nel limite di 230 milioni di euro a valere sul Programma Operativo Nazionale SPAO. 2. Alla realizzazione degli interventi di cui al comma 1 possono partecipare, previa intesa in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, i Programmi Operativi Nazionali e Regionali di Fondo Sociale Europeo, i Fondi Paritetici Interprofessionali costituiti ai sensi dell’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 nonche’, per le specifiche finalita’, il Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 che, a tal fine, potranno destinare al Fondo costituito presso l’ANPAL una quota delle risorse disponibili nell’ambito dei rispettivi bilanci. 3. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla entrata in vigore del presente decreto, sono individuati criteri e modalita’ di applicazione della misura e di utilizzo delle risorse e per il rispetto del relativo limite di spesa.

 

Art. 90 Lavoro agile – Smart working

1. Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attivita’ lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalita’ agile anche in assenza degli accordi individuali, fermo restando il rispetto degli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, e a condizione che tale modalita’ sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. 

2. La prestazione lavorativa in lavoro agile puo’ essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilita’ del dipendente qualora non siano forniti dal datore di lavoro.

3. Per l’intero periodo di cui al comma 1, i datori di lavoro del settore privato comunicano al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in via telematica, i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalita’ agile, ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 87 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, per i datori di lavoro pubblici, limitatamente al periodo di tempo di cui al comma 1 e comunque non oltre il 31 dicembre 2020, la modalita’ di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, puo’ essere applicata dai datori di lavoro privati a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti; gli obblighi di informativa di cui all’articolo 22 della medesima legge n. 81 del 2017, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL).

Art. 91 Attivita’ di formazione a distanza e conservazione della validita’ dell’anno scolastico o formativo

1. A beneficio degli studenti ai quali non e’ consentita, per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID 19, la partecipazione alle attivita’ didattiche dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale (I e F.P.), dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore ( I.F.T.S.), tali attivita’ sono svolte con modalita’ a distanza, individuate dai medesimi Istituti di istruzione, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilita’. 2. Qualora, a seguito delle misure di contenimento del COVID-19, i sistemi regionali di Istruzione e Formazione Professionale (IeF.P.), i sistemi regionali che realizzano i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (I.F.T.S.) e gli Istituti Tecnici Superiori (I.T.S.) non possano effettuare il numero minimo di ore previsto dalla vigente normativa per il relativo percorso formativo, l’anno scolastico o formativo 2019/2020 conserva comunque validita’. Qualora si determini una riduzione dei livelli qualitativi e quantitativi di formazione delle attivita’ svolte, sono derogate le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 7 del decreto del Presidente della Repubblica 5 febbraio 2018, n. 22. I medesimi istituti assicurano, laddove ritenuto necessario ed in ogni caso individuandone le relative modalita’, il recupero delle attivita’ formative ovvero di ogni altra prova verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico.

Art. 92 Disposizioni in materia di NASPI E DIS- COLL

1. Le prestazioni previste dagli articoli 1 e 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 22, il cui periodo di fruizione termini nel periodo compreso tra il 1° marzo 2020 e il 30 aprile 2020, sono prorogate per ulteriori due mesi a decorrere dal giorno di scadenza, a condizione che il percettore non sia beneficiario delle indennita’ di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 38 e 44 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ne’ di quelle di cui agli articoli 84, 85 e 98 del presente decreto. L’importo riconosciuto per ciascuna mensilita’ aggiuntiva e’ pari all’importo dell’ultima mensilita’ spettante per la prestazione originaria. 2. All’onere derivante dal comma 1 valutato in 613,7 milioni di euro per l’anno 2020 si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 93 Disposizione in materia di proroga o rinnovo di contratti a termine

1. In deroga all’articolo 21 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, per far fronte al riavvio delle attivita’ in conseguenza all’emergenza epidemiologica da COVID-19, e’ possibile rinnovare o prorogare fino al 30 agosto 2020 i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato in essere alla data del 23 febbraio 2020, anche in assenza delle condizioni di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81.

Art. 94 Promozione del lavoro agricolo

1. In relazione all’emergenza epidemiologica i percettori di ammortizzatori sociali, limitatamente al periodo di sospensione a zero ore della prestazione lavorativa, di NASPI e DIS-COLL nonche’ di reddito di cittadinanza possono stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2000 euro per l’anno 2020. Il lavoratore percettore del reddito di cittadinanza e’ dispensato dalla comunicazione di cui all’articolo 3, comma 8, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, con riferimento ai redditi percepiti per effetto dei contratti di cui al primo periodo. Conseguentemente l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 12, comma 1, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, e’ incrementata di 57,6 milioni di euro per l’anno 2020. 2. All’onere derivante dal comma 1 valutato in 58,9 milioni di euro per l’anno 2020 si provvede ai sensi dell’articolo 265. 3. All’articolo 18, comma 3-bis, della legge 31 gennaio 1994, n. 97, dopo le parole: “diffusione del virus COVID-19,”, sono inserite le seguenti: “e comunque non oltre il 31 luglio 2020,”.

Art. 95 Misure di sostegno alle imprese per la riduzione del rischio da contagio nei luoghi di lavoro

1. Al fine di favorire l’attuazione delle disposizioni di cui al Protocollo di regolamentazione delle misure per il contenimento ed il contrasto della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro, condiviso dal Governo e dalle Parti sociali in data 14 marzo 2020, come integrato il 24 aprile 2020, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) promuove interventi straordinari destinati alle imprese, anche individuali, iscritte al Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane alle imprese agricole iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, alle imprese agrituristiche ed alle imprese sociali di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017 n. 112, iscritte al Registro delle imprese, che hanno introdotto nei luoghi di lavoro, successivamente alla data di entrata in vigore del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, interventi per la riduzione del rischio di contagio attraverso l’acquisto di:

a) apparecchiature e attrezzature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori, compresi i relativi costi di installazione;

b) dispositivi elettronici e sensoristica per il distanziamento dei lavoratori;

c) apparecchiature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori rispetto agli utenti esterni e rispetto agli addetti di aziende terze fornitrici di beni e servizi;

d) dispositivi per la sanificazione dei luoghi di lavoro; sistemi e strumentazione per il controllo degli accessi nei luoghi di lavoro utili a rilevare gli indicatori di un possibile stato di contagio; e) dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale.

2. Al finanziamento delle iniziative di cui al presente articolo, fatti salvi gli interventi di cui all’articolo 1, commi 862 e seguenti, della legge 28 dicembre 2015 n. 208, sono destinate le risorse gia’ disponibili a legislazione vigente relative al bando ISI 2019 ed allo stanziamento 2020 per il finanziamento dei progetti di cui all’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, per un importo complessivo pari ad euro 403 milioni.

3. I contributi per l’attuazione degli interventi di cui al presente articolo sono concessi in conformita’ a quanto previsto nella Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020-C (2020) 1863-final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19”, come modificata e integrata dalla Comunicazione della Commissione del 3 aprile 2020-C (2020) 2215-final. L’importo massimo concedibile mediante gli interventi di cui al presente articolo e’ pari ad euro 15.000 per le imprese di cui al comma 1 fino a 9 dipendenti, euro 50.000 per le imprese di cui al comma 1 da 10 a 50 dipendenti, euro 100.000 per le imprese di cui al comma 1 con piu’ di 50 dipendenti. I contributi sono concessi con procedura automatica, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123.

4. Gli interventi di cui al presente articolo sono incompatibili con gli altri benefici, anche di natura fiscale, aventi ad oggetto i medesimi costi ammissibili.

5. Conseguentemente il bando di finanziamento ISI 2019, pubblicato nella GURI, parte prima, serie generale n. 297 del 19 dicembre 2019, e’ revocato.

6. Al fine di attuare gli interventi di cui al presente articolo, l’INAIL provvede a trasferire ad Invitalia S.p.A. le risorse di cui al comma 2 per l’erogazione dei contributi alle imprese, sulla base degli indirizzi specifici formulati dall’Istituto.

Art. 98 Disposizioni in materia di lavoratori sportivi

1. Per i mesi di aprile e maggio 2020, e’ riconosciuta dalla societa’ Sport e Salute S.p.A., nel limite massimo di 200 milioni di euro per l’anno 2020, un’indennita’ pari a 600 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il Comitato Olimpico Nazionale (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, riconosciuti dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) e dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le societa’ e associazioni sportive dilettantistiche, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera m), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, gia’ attivi alla data del 23 febbraio 2020. Il predetto emolumento non concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e non e’ riconosciuto ai percettori di altro reddito da lavoro e del reddito di cittadinanza di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, del reddito di emergenza e delle prestazioni di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 44 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, cosi’ come prorogate e integrate dal presente decreto.

2. Per le finalita’ di cui al comma 1 le risorse trasferite a Sport e Salute s.p.a. sono incrementate di 200 milioni di euro per l’anno 2020.

3. Le domande degli interessati, unitamente all’autocertificazione della preesistenza del rapporto di collaborazione e della mancata percezione di altro reddito da lavoro, e del reddito di cittadinanza e delle prestazioni indicate al comma 1, sono presentate alla societa’ Sport e Salute s.p.a. che, sulla base del registro di cui all’articolo 7, comma 2, del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 luglio 2004, n. 186, acquisito dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) sulla base di apposite intese, le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 96 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, la medesima indennita’ pari a 600 euro e’ erogata, senza necessita’ di ulteriore domanda, anche per i mesi di aprile e maggio 2020.

4. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con l’Autorita’ delegata in materia di sport, da adottare entro 7 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuate le modalita’ di attuazione dei commi da 1 a 3, di presentazione delle domande, i documenti richiesti e le cause di esclusione. Sono, inoltre, definiti i criteri di gestione delle risorse di cui al comma 2, ivi incluse le spese di funzionamento, le forme di monitoraggio della spesa e del relativo controllo, nonche’ le modalita’ di distribuzione delle eventuali risorse residue ad integrazione dell’indennita’ erogata per il mese di maggio 2020.

5. Il limite di spesa previsto dall’articolo 96, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e’ innalzato sino a 80 milioni di euro. Le risorse trasferite a Sport e Salute s.p.a., ai sensi dell’articolo 96, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono conseguentemente incrementate di ulteriori 30 milioni di euro.

6. Alla copertura degli oneri derivanti dai commi da 1 a 5 pari a 230 milioni di euro per l’anno 2020 si provvede ai sensi dell’articolo 265.

7. I lavoratori dipendenti iscritti al Fondo Pensione Sportivi Professionisti con retribuzione annua lorda non superiore a 50.000 euro possono accedere al trattamento di integrazione salariale di cui all’articolo 22 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, limitatamente ad un periodo massimo di 9 settimane. Al riconoscimento dei benefici di cui al primo periodo del presente comma si provvede nel limite massimo di spesa di 21,1 milioni di euro per l’anno 2020. Al relativo onere pari a 21,1 milioni per l’anno 2020 si provvede ai sensi dell’articolo 265.  

Art. 101 Spese per acquisto di beni e servizi Inps

1. Per consentire lo sviluppo dei servizi finalizzati all’erogazione delle prestazioni destinate a contenere gli effetti negativi sul reddito dei lavoratori dell’emergenza epidemiologica COVID-19, il valore medio dell’importo delle spese sostenute per acquisto di beni e servizi dall’Istituto nazionale della Previdenza Sociale, come determinato ai sensi dell’articolo 1, comma 591, dalla legge 27 dicembre 2019, n. 160, puo’ essere incrementato, per l’esercizio 2020, nel limite massimo di 68 milioni di euro. Alla compensazione dei conseguenti effetti finanziari, si provvede ai sensi dell’articolo 265. .

Art. 102 Spese per acquisto di beni e servizi Inail

1. Per consentire lo sviluppo dei servizi finalizzati all’erogazione delle prestazioni destinate a contenere gli effetti negativi sul reddito dei lavoratori dell’emergenza epidemiologica COVID-19, il valore medio dell’importo delle spese sostenute per acquisto di beni e servizi dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, come determinato ai sensi dell’articolo 1, comma 591, dalla legge 27 dicembre 2019, n. 160, puo’ essere incrementato, per l’esercizio 2020, nel limite massimo di 45 milioni di euro. Alla compensazione dei conseguenti effetti finanziari, si provvede ai sensi dell’articolo 265.  

Art. 103 Emersione di rapporti di lavoro

1. Al fine di garantire livelli adeguati di tutela della salute individuale e collettiva in conseguenza della contingente ed eccezionale emergenza sanitaria connessa alla calamita’ derivante dalla diffusione del contagio da -COVID-19 e favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari, i datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero i datori di lavoro stranieri in possesso del titolo di soggiorno previsto dall’articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, possono presentare istanza, con le modalita’ di cui ai commi 4, 5, 6 e 7 , per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale ovvero per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, tuttora in corso, con cittadini italiani o cittadini stranieri. A tal fine, i cittadini stranieri devono essere stati sottoposti a rilievi fotodattiloscopici prima dell’8 marzo 2020 ovvero devono aver soggiornato in Italia precedentemente alla suddetta data, in forza della dichiarazione di presenza, resa ai sensi della legge 28 maggio 2007, n. 68 o di attestazioni costituite da documentazioni di data certa proveniente da organismi pubblici; in entrambi i casi, i cittadini stranieri non devono aver lasciato il territorio nazionale dall’8 marzo 2020.

2. Per le medesime finalita’ di cui al comma 1, i cittadini stranieri, con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno, possono richiedere con le modalita’ di cui al comma 16, un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio nazionale, della durata di mesi sei dalla presentazione dell’istanza. A tal fine, i predetti cittadini devono risultare presenti sul territorio nazionale alla data dell’8 marzo 2020, senza che se ne siano allontanati dalla medesima data, e devono aver svolto attivita’ di lavoro, nei settori di cui al comma 3, antecedentemente al 31 ottobre 2019, comprovata secondo le modalita’ di cui al comma 16. Se nel termine della durata del permesso di soggiorno temporaneo, il cittadino esibisce un contratto di lavoro subordinato ovvero la documentazione retributiva e previdenziale comprovante lo svolgimento dell’attivita’ lavorativa in conformita’ alle previsioni di legge nei settori di cui al comma 3, il permesso viene convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

3. Le disposizioni di cui al presente articolo, si applicano ai seguenti settori di attivita’:

a) agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attivita’ connesse;

b) assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, ancorche’ non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l’autosufficienza;

c) lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

4. Nell’istanza di cui al comma 1 e’ indicata la durata del contratto di lavoro e la retribuzione convenuta, non inferiore a quella prevista dal contratto collettivo di lavoro di riferimento stipulato dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, se il rapporto di lavoro cessa, anche nel caso di contratto a carattere stagionale, trovano applicazione le disposizioni di cui all’articolo 22, comma 11, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modificazioni, al fine di svolgere ulteriore attivita’ lavorativa.

5. L’istanza di cui ai commi 1 e 2, e’ presentata dal 1° giugno al 15 luglio 2020, con le modalita’ stabilite con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ed il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali da adottarsi entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, presso:

a) l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) per i lavoratori italiani o per i cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea;

b) lo sportello unico per l’immigrazione, di cui all’art. 22 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modificazioni per i lavoratori stranieri, di cui al comma 1;

c) la Questura per il rilascio dei permessi di soggiorno, di cui al comma 2.

6. Con il medesimo decreto di cui al comma 5 sono altresi’ stabiliti i limiti di reddito del datore di lavoro richiesti per la conclusione del rapporto di lavoro, la documentazione idonea a comprovare l’attivita’ lavorativa di cui al comma 16 nonche’ le modalita’ di dettaglio di svolgimento del procedimento. Nelle more della definizione dei procedimenti di cui ai commi 1 e 2 la presentazione delle istanze consente lo svolgimento dell’attivita’ lavorativa; nell’ipotesi di cui al comma 1 il cittadino straniero svolge l’attivita’ di lavoro esclusivamente alle dipendenze del datore di lavoro che ha presentato l’istanza.

7. Le istanze sono presentate previo pagamento, con le modalita’ previste dal decreto interministeriale di cui al comma 5, di un contributo forfettario stabilito nella misura di 500 euro per ciascun lavoratore; per la procedura di cui al comma 2, il contributo e’ pari a 130 euro, al netto dei costi di cui al comma 16 che restano comunque a carico dell’interessato. E’ inoltre previsto il pagamento di un contributo forfettario per le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale, la cui determinazione e le relative modalita’ di acquisizione sono stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro dell’interno ed il Ministro delle politiche agricole e forestali.

8. Costituisce causa di inammissibilita’ delle istanze di cui ai commi 1 e 2, limitatamente ai casi di conversione del permesso di soggiorno in motivi di lavoro, la condanna del datore di lavoro negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per:

a) favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’immigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attivita’ illecite, nonche’ per il reato di cui all’art.600 del codice penale;

b) intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell’articolo 603-bis del codice penale;

c) reati previsti dall’articolo 22, comma 12, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni. (Lo allego in fondo pagina)

9. Costituisce altresi’ causa di rigetto delle istanze di cui ai commi 1 e 2, limitatamente ai casi di conversione del permesso di soggiorno in motivi di lavoro, la mancata sottoscrizione, da parte del datore di lavoro, del contratto di soggiorno presso lo sportello unico per l’immigrazione ovvero la successiva mancata assunzione del lavoratore straniero, salvo cause di forza maggiore non imputabili al datore medesimo, comunque intervenute a seguito dell’espletamento di procedure di ingresso di cittadini stranieri per motivi di lavoro subordinato ovvero di procedure di emersione dal lavoro irregolare.

10. Non sono ammessi alle procedure previste dai commi 1 e 2 del presente articolo i cittadini stranieri:

a) nei confronti dei quali sia stato emesso un provvedimento di espulsione ai sensi dell’articolo 13, commi 1 e 2, lettera c), del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e dell’articolo 3 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e successive modificazioni.

b) che risultino segnalati, anche in base ad accordi o convenzioni internazionali in vigore per l’Italia, ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato;

c) che risultino condannati, anche con sentenza non definitiva, compresa quella pronunciata anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei reati previsti dall’articolo 380 del codice di procedura penale o per i delitti contro la liberta’ personale ovvero per i reati inerenti gli stupefacenti, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’emigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attivita’ illecite;

d) che comunque siano considerati una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone. Nella valutazione della pericolosita’ dello straniero si tiene conto anche di eventuali condanne, anche con sentenza non definitiva, compresa quella di applicazione pronunciata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei reati previsti dall’articolo 381 del codice di procedura penale.

11. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino alla conclusione dei procedimenti di cui ai commi 1 e 2, sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore, rispettivamente:

a) per l’impiego di lavoratori per i quali e’ stata presentata la dichiarazione di emersione, anche se di carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale;

b) per l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio nazionale, con esclusione degli illeciti di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni.

12. Non sono in ogni caso sospesi i procedimenti penali nei confronti dei datori di lavoro per le seguenti ipotesi di reato:

a) favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’immigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attivita’ illecite, nonche’ per il reato di cui all’articolo 600 del codice penale;

b) intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell’articolo 603-bis del codice penale.

13. La sospensione di cui al comma 11 cessa nel caso in cui non venga presentata l’istanza di cui ai commi 1 e 2, ovvero si proceda al rigetto o all’archiviazione della medesima, ivi compresa la mancata presentazione delle parti di cui al comma

14. Nel caso in cui il datore di lavoro impieghi quali lavoratori subordinati, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, stranieri che hanno presentato l’istanza di rilascio del permesso di soggiorno temporaneo di cui al comma 2, sono raddoppiate le sanzioni previste dall’articolo 3, comma 3, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73, dall’articolo 39, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dall’articolo 82, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797 e dall’articolo 5, primo comma, della legge 5 gennaio 1953, n. 4. Quando i fatti di cui all’articolo 603-bis del codice penale sono commessi ai danni di stranieri che hanno presentato l’istanza di rilascio del permesso di soggiorno temporaneo di cui al comma 2, la pena prevista al primo comma dello stesso articolo e’ aumentata da un terzo alla meta’. 15. Lo sportello unico per l’immigrazione, verificata l’ammissibilita’ della dichiarazione di cui al comma 1 e acquisito il parere della questura sull’insussistenza di motivi ostativi all’accesso alle procedure ovvero al rilascio del permesso di soggiorno, nonche’ il parere del competente Ispettorato territoriale del lavoro in ordine alla capacita’ economica del datore di lavoro e alla congruita’ delle condizioni di lavoro applicate, convoca le parti per la stipula del contratto di soggiorno, per la comunicazione obbligatoria di assunzione e la compilazione della richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. La mancata presentazione delle parti senza giustificato motivo comporta l’archiviazione del procedimento.

15. Si procede comunque all’archiviazione dei procedimenti penali e amministrativi a carico del datore di lavoro se l’esito negativo del procedimento derivi da cause indipendenti dalla volonta’ o dal comportamento del datore medesimo.

16. L’istanza di rilascio del permesso di soggiorno temporaneo di cui al comma 2 e’ presentata dal cittadino straniero al Questore, dal 1° giugno al 15 luglio 2020, unitamente alla documentazione in possesso, individuata dal decreto di cui al comma 6 idonea a comprovare l’attivita’ lavorativa svolta nei settori di cui al comma 3 e riscontrabile da parte dell’Ispettorato Nazionale del lavoro cui l’istanza e’ altresi’ diretta. All’atto della presentazione della richiesta, e’ consegnata un’attestazione che consente all’interessato di soggiornare legittimamente nel territorio dello Stato fino ad eventuale comunicazione dell’Autorita’ di pubblica sicurezza, di svolgere lavoro subordinato, esclusivamente nei settori di attivita’ di cui al comma 3, nonche’ di presentare l’eventuale domanda di conversione del permesso di soggiorno temporaneo in permesso di soggiorno per motivi di lavoro. E’ consentito all’istante altresi’ di iscriversi al registro di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n.150, esibendo agli Uffici per l’impiego l’attestazione rilasciata dal Questore di cui al presente articolo. Per gli adempimenti di cui al comma 2, si applica l’articolo 39, commi 4-bis e 4-ter della legge 16 gennaio 2003, n. 3; il relativo onere a carico dell’interessato e’ determinato con il decreto di cui al comma 5, nella misura massima di 30 euro.

17. Nelle more della definizione dei procedimenti di cui al presente articolo, lo straniero non puo’ essere espulso, tranne che nei casi previsti al comma 10. Nei casi di cui al comma 1, la sottoscrizione del contratto di soggiorno congiuntamente alla comunicazione obbligatoria di assunzione di cui al comma 15 e il rilascio del permesso di soggiorno comportano, per il datore di lavoro e per il lavoratore, l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi relativi alle violazioni di cui al comma 11. Nel caso di istanza di emersione riferita a lavoratori italiani o a cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, la relativa presentazione ai sensi del comma 5, lettera a) comporta l’estinzione dei reati e degli illeciti di cui al comma 11, lettera a). Nei casi di cui al comma 2, l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi relativi alle violazioni di cui al comma 11 consegue esclusivamente al rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

18. Il contratto di soggiorno stipulato sulla base di un’istanza contenente dati non rispondenti al vero e’ nullo ai sensi dell’articolo 1344 del codice civile. In tal caso, il permesso di soggiorno eventualmente rilasciato e’ revocato ai sensi dell’articolo 5, comma 5, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni.

19. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’interno, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, e’ determinata la destinazione del contributo forfettario, di cui all’ultimo periodo del comma 7. 20. Al fine di contrastare efficacemente i fenomeni di concentrazione dei cittadini stranieri di cui ai commi 1 e 2 in condizioni inadeguate a garantire il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie necessarie al fine di prevenire la diffusione del contagio da Covid-19, le Amministrazioni dello Stato competenti e le Regioni, anche mediante l’implementazione delle misure previste dal Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato 2020-2022, adottano soluzioni e misure urgenti idonee a garantire la salubrita’ e la sicurezza delle condizioni alloggiative, nonche’ ulteriori interventi di contrasto del lavoro irregolare e del fenomeno del caporalato. Per i predetti scopi il Tavolo operativo istituito dall’art. 25 quater del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, puo’ avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, del supporto del Servizio nazionale di protezione civile e della Croce Rossa Italiana. All’attuazione del presente comma le Amministrazioni pubbliche interessate provvedono nell’ambito delle rispettive risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente.

21. Al comma 1 dell’articolo 25-quater del decreto legge decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, dopo le parole rappresentanti sono aggiunte le seguenti “dell’Autorita’ politica delegata per la coesione territoriale, nonche’ dell’Autorita’ politica delegata per le pari opportunita’”.

22. Salvo che il fatto costituisca reato piu’ grave, chiunque presenta false dichiarazioni o attestazioni, ovvero concorre al fatto nell’ambito delle procedure previste dal presente articolo, e’ punito ai sensi dell’articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Se il fatto e’ commesso attraverso la contraffazione o l’alterazione di documenti oppure con l’utilizzazione di uno di tali documenti, si applica la pena della reclusione da uno a sei anni. La pena e’ aumentata fino ad un terzo se il fatto e’ commesso da un pubblico ufficiale.

23. Per consentire una piu’ rapida definizione delle procedure di cui al presente articolo, il Ministero dell’interno e’ autorizzato ad utilizzare per un periodo non superiore a mesi sei, tramite una o piu’ agenzie di somministrazione di lavoro, prestazioni di lavoro a contratto a termine, nel limite massimo di spesa di 30.000.000 di euro per il 2020, da ripartire nelle sedi di servizio interessate nelle procedure di regolarizzazione, in deroga ai limiti di cui all’articolo 9, comma 28, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. A tal fine il Ministero dell’interno puo’ utilizzare procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando di gara, ai sensi dell’articolo 63, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50 e successive modificazioni.

24. In relazione agli effetti derivanti dall’attuazione del presente articolo, il livello di finanziamento del Servizio sanitario nazionale a cui concorre ordinariamente lo Stato e’ incrementato di 170 milioni di euro per l’anno 2020 e di 340 milioni di euro a decorrere dall’anno 2021. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, i relativi importi sono ripartiti tra le regioni in relazione al numero dei lavoratori extracomunitari emersi ai sensi del presente articolo.

25. Per l’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo e’ autorizzata la spesa di euro 6.399.000, per l’anno 2020, ed euro 6.399.000, per l’anno 2021, per prestazioni di lavoro straordinario per il personale dell’Amministrazione civile del Ministero dell’interno; di euro 24.234.834, per l’anno 2020, per prestazioni di lavoro straordinario per il personale della Polizia di Stato; nel limite massimo di euro 30.000.000, per l’anno 2020, per l’utilizzo di prestazioni di lavoro a contratto a termine; di euro 4.480.980, per l’anno 2020, per l’utilizzo di servizi di mediazione culturale; di euro 3.477.430, per l’anno 2020, per l’acquisto di materiale igienico-sanitario, dispositivi di protezione individuale e servizi di sanificazione ed euro 200.000 per l’adeguamento della piattaforma informatica del Ministero dell’interno – Dipartimento per le liberta’ civili e l’immigrazione. Ai relativi oneri si provvede ai sensi del comma 26.

26. Agli oneri netti derivanti dal presente articolo, pari a 238.792.244 euro per l’anno 2020, a 346.399.000 euro per l’anno 2021 e a 340 milioni di euro a decorrere dall’anno 2022, si provvede:

a) quanto a 35.000.000 di euro per l’anno 2020, mediante corrispondente utilizzo delle risorse iscritte, per il medesimo anno, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, relative all’attivazione, la locazione e la gestione dei centri di trattenimento e di accoglienza per stranieri irregolari. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio;

b) quanto ad euro 93.720.000 per l’anno 2020 con le risorse provenienti dal versamento dei contributi di cui al primo periodo del comma 7, che sono versate ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato e restano acquisite all’erario;

c) quanto ad euro 110.072.744 per l’anno 2020, ad euro 346.399.000 per l’anno 2021 e ad euro 340.000.000 a decorrere dall’anno 2022 ai sensi dell’articolo 265.


Ecco l’articolo Emersione di rapporti di lavoro “Invisibili”, che è costato lacrime, per presa di posizione tra partiti, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali della Repubblica Italiana Teresa Bellanova.

Le misure adottate provocano dispersione delle risorse economiche al popolo italiano! I nostri ministri lavorano per collocare in Italia gli “invisibili”, così chiamati dal Ministro Bellanova.

A parere mio questo termine è discriminante.
Se andiamo a fondo della questione, a livello di inserimento sociale, i menzionati “invisibili”, vivono in Italia tra regole e non regole per scelta loro! Non è colpa di nessuno!
Distinguiamo la categoria di immigrati “Invisibili” in due parti:
Gli “invisibili” che si sono impegnati ad integrarsi socialmente in Italia!
Gli “Invisibili” confinati, che non hanno la possibilità di integrarsi, non per una commovente storia di emarginazione, ma perchè l’Italia affronta periodi di continui sbarchi parcheggiati per comodità dall’unione europea in Italia.

Segue la retrocessione con cui tutti i giorni facciamo i conti all’Europa, restituendo soldi, grazie al lavoro degli italian; e Le danze, di governi inesistenti. Definirei tutto in una parola “instabilità”.

Li abbiamo accolti, collocati nei centri profughi. Li abbiamo salvati con gli interventi eroici delle nostre forze dell’ordine. Ora massacrare il popolo togliendo i soldi dei contribuenti e riducendo all’emarginazione categorie sociali italiane in periodo di pandemia, direi che sono lacrime senza umanità.
L’italia non ha la possibilità di occuparsi del popolo straniero, perchè deve pensare a poter risalire quel gradino che la pandemia ha fatto scendere, per sfamare il popolo, e restituire ciò che è del popolo e ciò che spende la politica senza una giusta democrazia tra le parti.
Il dispendio di queste risorse poteva essere evitato, non certo dalla commozione, ma regolarizzando gli sbarchi, che certamente riducono le lacrime dei morti annegati.
A oggi, nel settore agricolo, gli italiani chiedono l’inserimento, il ministro  Bellanova preferisce gli “invisibili”. 

Caro ministro, c’erano soluzioni meno dispendiose per il reinserimento dello straniero! Davvero un cattivo esempio nei confronti dei cittadini italiani che cercano di farcela! Non è colpa degli italiani l’emarginazione, è colpa di un storia che da millenni divide ingiustamente i popoli! 

Questa gente ha bisogno di essere regolarizzata dall’origine degli sbarchi: se metti 10000 persone in 5 metri quadrati è normale che: o muoiono o trovano alternativa. L’Italia è satura.

Anziché massacrare i campi di lavoro, caro ministro, avrebbe potuto, nelle piene funzioni del suo ministero, collocare l’immigrazione nel tempo medio-lungo. Oggi infligge al popolo spreco di risorse!

Le regioni, a cui lei si rivolge in decreto in maniera totale come fossimo un unico paese, vivono il problema immigrazione in maniera differente secondo la realtà territoriale. Alcune regioni non pensano all’immigrato, pensano a risanare il territorio massacrato non solo dalla pandemia, ma da immigrazione clandestina buttata in campi profughi al fine di nascondere la mafia tra i barconi! E’ da lì ministro che, la sua azione di governo sarebbe dovuta iniziare e proseguire con una giusta  impronta sociale. 

L’invisibile coltiverà sempre i campi per due motivi:
lo sa fare e inconsciamente ritrova le sue origini;
sa di poter vivere senza avere problemi.

La loro dignità è presupposto di tutti e certamente non la restituisce con le sanzioni, ma la restituisce integrandoli, certamente non tra i campi o con permessi di soggiorno alietori!

L’Italia non ha le possibilità di ricollocare gli immigrati e l’europa ne è complice! Malta li dirige in italia, la Spagna chiude e fà bene! L’Austria, Svizzera, Germania, Olanda, Belgio, Francia, chiudono le frontiere e non passa nessuno. Noi abbiamo immigrati che varcano a piedi le frontiere, che muoiono in mare.

Allora cara ministro, il problema non è l’articolo 103 ma è far terminare questa infinita deportazione incontrollata di essere umani, in una intrinseche vicenda di mafia internazionale!

Basta sbarchi! Basta essere umani che si nascondono tra gli scogli! Basta gente che si nasconde tra le montagne del valico! Basta Italia inchinarti ad un Europa che ha massacrato i confini facendoti diventare “il porto di tutti”!

File name : Decreto-rilancio-DL_20200520.pdf

 

Decreto Rilancio - Art 84 - Bonus 600 euro - Procedura Inps

Decreto Rilancio – Art 84 – Bonus 600 euro – Procedura Inps

La sezione è dedicata al Decreto Rilancio – Art 84 – Bonus 600 euro – Procedura Inps

  • I beneficiari indennità 600 euro
  • Come Registrarsi al sito Inps
  • Come richiedere l’Indennità 600 euro

Decreto Rilancio – Art 84 – Bonus 600 euro – Procedura Inps

Nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19

  • I Beneficiari:

  1. Liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data di entrata in vigore del presente decreto,
  2. Iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019, e’ riconosciuta una indennità’ per il mese di maggio 2020  pari a 1000 euro. A tal fine il reddito e’ individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e  nell’esercizio dell’attivita’, comprese le eventuali quote di ammortamento. A tal fine il soggetto deve presentare all’Inps la domanda nella quale autocertifica il possesso dei requisiti di cui al presente comma. L’Inps comunica all’Agenzia delle entrate i dati identificativi dei soggetti che hanno presentato l’autocertificazione per la verifica dei requisiti. L’Agenzia delle entrate comunica all’Inps l’esito dei riscontri effettuati sulla verifica dei requisiti sul reddito di cui sopra con modalita’ e termini definiti con accordi di cooperazione tra le parti.
  3. Ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del presente decreto, e’ riconosciuta un’indennita’ per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro.
  4. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 28 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, (Indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago) la medesima indennita’ pari a 600 euro e’ erogata anche per il mese di aprile 2020.
  5. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 29 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, (Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali) la medesima indennita’ pari a 600 euro e’ erogata anche per il mese di aprile 2020.
  6. La medesima indennita’ e’ riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, ne’ di rapporto di lavoro dipendente, ne’ di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.
  7. Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, ne’ di rapporto di lavoro dipendente, ne’ di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, e’ riconosciuta un’indennita’ per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro.
  8. La medesima indennita’ e’ riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, ne’ di rapporto di lavoro dipendente, ne’ di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.
  9. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 30 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, (Indennità lavoratori del settore agricolo) la medesima indennita’ e’ erogata anche per il mese di aprile 2020 con un importo pari a 500 euro.
  10. E’ riconosciuta un’indennita’ per i mesi di aprile e maggio, pari a 600 euro per ciascun mese, ai lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attivita’ o il loro rapporto di lavoro, individuati nei seguenti:

a)  lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;

b)  lavoratori intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;

c)  lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del codice civile e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020. Gli stessi, per tali contratti, devono essere gia’ iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;

d)  incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attivita’ superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

  1. I soggetti di cui al comma 8, lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, alla data di presentazione della domanda, non devono essere in alcuna delle seguenti condizioni:
  • a) titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente di cui agli articoli 13 e 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81:
  • b) titolari di pensione.
  • Ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo  che hanno i requisiti di cui all’art. 38 del decreto legge del 17 marzo 2020  n. 18, convertito con modificazioni nelle legge 24 aprile 2020 n. 27, e’ erogata  una indennita’ di 600 euro per ciascuno dei mesi di aprile e maggio 2020; la medesima indennita’ viene erogata  per le predette mensilita’ anche ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019, cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro.

Registrazione sito Inps

  1. Accedere al sito Inps  – Registrazione

Il sito Inps ti fornisce la possibilità di poterti registrare utilizzando:

  • PIN codice dei servizi telematici Inps. E’ composto da 16 caratteri. 8 ti saranno inviati: via SMS, e-mail, posta elettronica certificata PEC. Gli ulteriori 8, li riceverai tramite posta ordinaria al tuo indirizzo di residenza.
  • SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale – Gratuito. E composta da Username e Password, puoi utilizzarlo da qualunque dispositivo mobile e fisso, esempio: PC, Tablet, Telefono
  • CEI – Carta di identità elettronica 3.0 puoi utilizzarla per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e in particolare ai servizi INPS.
  • CNS – Carta Nazionale dei Servizi è una smart card o chiavetta USB che contiene un “certificato digitale” di autenticazione, puoi accedere ai servizi inps e di pubblica amministrazione

2. Come richiedere il codice Spid:

  • Scegli il tuo Identity Provider, alcuni Provider sono gratuiti, altri a pagamento dipende dall’offerta che propongono. Ti consiglio di scegliere un Provider che garantisce sicurezza.

Io ho scelto il mio Provider. Mi è stato dato un appuntamento in webcam, controllata la mia identità mi hanno concesso l’accesso ai servizi di pubblica amministrazione e Inps. Ci avrò messo 5 minuti! Te lo consiglio! Alcuni provider ti consentono di scaricare la loro app per generare il codice Otp – spid. Se non puoi scaricare l’app, avrai il messaggio sul telefono di invio codice OTP.

Documenti Residenti Italiani

  • un indirizzo e-mail
  • il numero di telefono del cellulare che usi normalmente
  • un documento di identità valido (uno tra: carta di identità, passaporto, patente)
  • la tua tessera sanitaria con il codice fiscale

Documenti Residenti Esteri

  • un indirizzo e-mail
  • il numero di telefono del cellulare che usi normalmente
  • un documento di identità italiano valido
  • il tuo codice fiscale

RICORDA CHE DEVI ESSERE MAGGIORENNE 

Come richiedere l’Indennità 600 euro

Accedere al sito Inps

  1. Cliccate su Home
  2. Entrate in My Inps
  3. Inserite il codice fiscale
  4. Inserite il codice secondo il sistema che utilizzate PIN – SPID – CIE – CSN 

Accesso sezione Indennità 600 euro

Nella schermata Home del sito troverete la sezione dedicata ai servizi del “DECRETO CURA ITALIA E DECRETO RILANCIO”.

  • Cliccate sulla casella Servizio: Indennità 600 Euro
  • Accedete in Inps con le vostre credenziali

L’accesso vi porterà direttamente alla sezione Prestazione servizi – Indennità covid-19 (Bonus 600 Euro)

  • Cliccate Invio domanda
  • Compilate i campi vuoti: Recapiti e Altre informazioni. Cliccate Avanti
  • Riempite la “Casella richieste”
  • Selezionate dal menù a tendina il tipo di “Indennità da richiedere”. Il sistema vi identifica secondo la categoria di beneficiario a cui appartenete attraverso le diverse scelte di categoria lavoratori, identificatevi secondo la categoria di soggetto beneficiario a cui appartenete.
  • Successivamente si aprirà il menù a tendina che vi da la scelta secondo il “Tipo di qualifica” scegliete e cliccate Avanti

Scegliete la modalità di pagamento dal menù a tendina. Cliccate Avanti

A questo punto la domanda è solo da confermare con l’invio. A fine procedura vi sarà fornita la ricevuta che potrete scaricare. La ricevuta attesta l’invio della domanda e il numero di protocollo. Riceverete anche e-mail di presentazione della domanda. Conservate tutto.

Per conoscere lo stato “Esiti domanda”

  • Entra nella sezione “Prestazioni e Servizi”
  • Accedi ai “Servizi on line”
  • Clicca su “Indennita covid-19”
  • Clicca su “Esiti”.

La domanda può presentare tre esiti differenti:

  1. Accolta, ricevi l’accredito.
  2. In attesa di esito – Respinta. Per entrambe viene data la motivazione. Se i requisiti della motivazione lo permettono potrai integrare la domanda caricando i documenti richiesti. Puoi cariare i documenti entro 20 giorni dall’esito cliccando su “Produci Documentazione”
  3. Altra modifica che si può apportare alla domanda riguarda la modalità di accredito, anche qui si può modificare l’IBAN

Coloro che hanno già presentato domanda per Indennità 600 Euro

I beneficiari riceveranno un SMS di notifica dell’avvenuto accredito. Il pagamento di aprile sarà disposto dal 20 maggio e sarà possibile verificare il pagamento eseguito sul sito inps

Procedura visualizzazione pagamenti

  1. Accedete al sito Inps con le proprie credenziali
  2. Selezionate “Fascicolo previdenziale del cittadino”. Se non riuscite a trovare la voce dedicata, in alto alla pagina vi è la barra di ricerca, basterà scrivere Fascicolo previdenziale del cittadino ed entrare
  3. Selezionate  la voce “Prestazioni”
  4. Selezionate la voce “Pagamenti”. Da qui entrate nello stato del pagamento della domanda e trovate la data disponibilità del pagamento

Come mettersi in contatto con l’Inps se siete in attesa di ricevere l’indennità:

  • Inps Contact Center: numero 803 164 da telefono fisso – numero 06 164 164 da cellulare o
  • Scrivete nella sezione Inps risponde.
  • In alternativa chiamate la sede di competenza di vostro riferimento
Dpcm 17 Maggio 2020 - Protocolli - Allegati

Dpcm 17 Maggio 2020 – Protocolli – Allegati

Dpcm 17 Maggio 2020 – Protocolli – Allegati

Decreto del Presidente dei Consiglio dei Ministri, 17 Maggio 2020 

Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20A02717) (GU Serie Generale n.126 del 17-05-2020)

Eccolo l’atteso Decreto che riapre l’Italia nel sociale, nei diversi rami produttivi, nei luoghi di culto, nel trasporto pubblico.

Vediamolo nel dettaglio, vi menziono le parti di interesse collettivo, le voci specifiche sono per lo più spiegate negli allegati.

Di seguito troverete la mappatura degli articoli, Gli approfondimenti vi consiglio di leggere il decreto per la parte di vostro interesse.  E’ un decreto molto prolisso nella stesura, i contenuti sono scanditi da un’insieme di regole al fine di mantenere bassa la curva dei contagi. Il distanziamento sociale è presente in quasi tutti gli articoli, idem l’uso dei dispositivi di protezione. La cosa che mi lascia perplessa è l’attenzione ai protocolli negli ambienti di lavoro, hanno sommariamente linee guide troppo rigide, le stesse si fondono con gli articoli in materia di ingresso e transito in Italia. Il distanziamento gli italiani non vi è dubbio lo pagano con il sacrificio del lavoro; mi chiedo, gli ingressi dai paesi europei a cosa servono, se mettono in percentuale di rischio l’Italia? Torniamo nuovamente all’inizio della pandemia, quando alcuni stati europei e non solo, ci hanno chiuso le porte. Oggi nuovamente apriamo i nostri confini, ma non è lo stesso per altri stati, sopratutto quelli dell’Unione europea! L’Italia continua ad essere il porto aperto di tutti! Troppo libero il pensiero della Farnesina, remore di ciò che è accaduto, avrebbe dovuto essere più cauto nell’aprire l’ingresso estero italiano.

Il decreto per poter essere veloce in lettura è importante dividerlo nei temi contenuti. Sembrerà un “assembramento” di parole, mai in realtà il contenuto è semplificato dalla divisione del testo.

Il testo del Decreto è composto da:

  • 11 Articoli 

  • 17 Allegati -Protocolli

Art. 1 – Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:

Accesso ai parchi

b) l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto del:

  • divieto di assembramento
  • distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; 

E’ consentito l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia

c) a decorrere dal 15 giugno 2020, è consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia;

le Regioni e le Province Autonome possono stabilire una diversa data anticipata
o posticipata a condizione che abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali;

d) è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti

Allegato 8 – Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunita’ organizzate di socialita’ e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza covid-19 

Sport

e) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati.

f) l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a decorrere dal 25 maggio 2020. Le Regioni e le Province Autonome possono stabilire una diversa data anticipata o posticipata a condizione che abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi
contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali

h) sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici;

Manifestazioni pubbliche – Sale giochi – Cinema -Teatro – Sale giochi

i) lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a
condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento, nel rispetto delle prescrizioni imposte dal questore ai sensi dell’articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773;
l) sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo;
m) gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020. Dal 15 giugno 2020, detti spettacoli sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le regioni e le province autonome possono stabilire una diversa data, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori. L’attività degli
spettacoli è organizzata secondo le linee guida di cui all’allegato 9. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui alla presente lettera; restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi.

Allegato 9 – Spettacoli dal vivo e cinema

Luoghi di culto

n) l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai
frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
o) le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni di cui agli

Allegati da 1 a 7:

  • Allegato 1 Protocollo con la Conferenza Episcopale Italiana circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo

  • Allegato 2 Protocollo con le Comunita’ ebraiche italiane

  • Allegato 3 Protocollo con le Chiese Protestanti, Evangeliche, Anglicane

  • Allegato 4 Protocollo con le Comunita’ ortodosse

  • Allegato 5 Protocollo con le Comunita’ Induista, Buddista (Unione Buddista e Soka Gakkai), Baha’i e Sikh

  • Allegato 6 Protocollo con le Comunita’ Islamiche

  • Allegato 7 Protocollo con la Comunita’ della Chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli ultimi giorni

Musei – Luoghi di cultura: Beni culturali e del paesaggio

p) il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, è assicurato a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100.000 l’anno), garantiscano

  • modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone 
  • consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.
    Il servizio è organizzato tenendo conto dei protocolli o linee guida adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome. Le amministrazioni e i soggetti gestori dei musei e degli altri istituti e dei luoghi della cultura possono individuare specifiche misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonché di tutela dei lavoratori, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi e delle attività svolte;

Scuola e attività scolastiche: Chiuse

Sono esclusi dalla sospensione:

  • I corsi di formazione specifica in medicina generale.
  • I corsi per i medici in formazione specialistica e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica possono in ogni caso proseguire anche in modalità non in presenza.
  • Sono esclusi, a decorrere dal 20 maggio 2020, i corsi abilitanti e le prove teoriche e pratiche effettuate dagli uffici della motorizzazione civile e dalle autoscuole, secondo le modalità individuate nelle linee guida adottate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa.

Eventi – Meeting – Congressi: Sospesi

Centri benessere e termali – Centri culturali e centri sociali

z) sono sospese le attività di centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali e centri sociali;
aa) è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa deidipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto;
bb) l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;
cc) tenuto conto delle indicazioni fornite dal Ministero della salute, d’intesa con il coordinatore degli interventi per il superamento dell’emergenza coronavirus, le articolazioni territoriali del Servizio sanitario nazionale assicurano al Ministero della giustizia idoneo supporto per il contenimento della diffusione del contagio del COVID-19, anche mediante adeguati presidi idonei a garantire, secondo i protocolli sanitari elaborati dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, i nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni. I casi sintomatici dei nuovi ingressi sono posti in condizione di isolamento dagli altri detenuti, raccomandando di valutare la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare. I colloqui visivi si svolgono in modalità telefonica o video, anche in deroga alla durata attualmente prevista dalle disposizioni vigenti. In casi eccezionali può essere autorizzato il colloquio personale, a condizione che si garantisca in modo assoluto una distanza pari a due metri. Si raccomanda di limitare i permessi e la semilibertà o di modificare i relativi regimi in modo da evitare l’uscita e il rientro dalle carceri, valutando la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare;

Attività commerciali al dettaglio

dd) le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato,

  • oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro,
  • che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e
  • che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni;

le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui

Allegato 10 – Criteri per Protocolli di settore elaborati dal Comitato tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020

I principi cardine che hanno informato ed informano le scelte e gli indirizzi tecnici sono:
1. il distanziamento sociale: mantenendo una distanza interpersonale non inferiore al metro;
2. la rigorosa igiene delle mani, personale e degli ambienti;
3. la capacità di controllo e risposta dei servizi sanitari della sanità pubblica territoriale ed ospedaliera.
Per garantire a tutti la possibilità del rispetto di tali principi è necessario prevedere specifiche misure di sistema, organizzative, di prevenzione e protezione, igieniche e comunicative declinate sullo specifico contesto produttivo e di vita sociale, tenendo presente i seguenti criteri anche facendo riferimento ai documenti di indirizzo prodotti da ISS e INAIL:

1. Il rischio di aggregazione e affollamento e la possibilità di prevenirlo in maniera efficace nelle singole realtà e nell’accesso a queste 

2. La prossimità delle persone (es. lavoratori, utenti, ecc.) rispetto a contesti statici (es. persone tutte ferme in postazioni fisse), dinamici (persone in movimento) o misti (contemporanea presenza di persone in posizioni fisse e di altre in movimento);

3. L’effettiva possibilità di mantenere la appropriata mascherina da parte di tutti nei contesti raccomandati;

4. Il rischio connesso alle principali vie di trasmissione (droplet e contatto) in particolare alle contaminazioni da droplet in relazione alle superfici di contatto;

5. La concreta possibilità di accedere alla frequente ed efficace igiene delle mani;

6. L’adeguata areazione negli ambienti al chiuso;

7. L’adeguata pulizia e igienizzazione degli ambienti e delle superfici;

8. La disponibilità di una efficace informazione e comunicazione.

Si raccomanda altresì l’applicazione delle misure di cui all’allegato 11;

Allegato 11 – Misure per gli esercizi commerciali

1. Mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale.

2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell’orario di apertura

3. Garanzia di adeguata aereazione naturale  e ricambio d’aria

4. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.

5. Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale.

6. Uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquiston particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande.

7. Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalità:
a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie;
b) per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori;
c) per locali di dimensioni superiore a quello della lettera b)l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.

8. Informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.

Attività di ristorazione

ee) in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10; continuano a essere consentite le attività delle

Mense e del catering continuativo su base contrattuale,

  • che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Resta anche consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto,

nonché la Ristorazione con asporto, anche negli esercizi siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo le autostrade, fermo restando l’obbligo di

  • Rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro,
  • il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e
  • il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi;

ff) restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro;

Attività ai servizi della persona

gg) le attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli
o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10; resta fermo lo svolgimento delle attività inerenti ai servizi alla persona già consentite sulla base del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020;

Servizi Bancari assicurativi – Settore agricolo, zootecnico – agroalimentari

hh) restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi;

Trasporto pubblico locale

ii) il Presidente della Regione dispone la programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza COVID-19 sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve, comunque, essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti. Per le medesime finalità il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con decreto adottato di concerto con il Ministro della salute, può disporre, al fine di contenere l’emergenza sanitaria da COVID-19, riduzioni, sospensioni o limitazioni nei servizi di trasporto, anche internazionale, automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo e nelle acque interne, anche imponendo specifici obblighi agli utenti, agli equipaggi, nonché ai vettori ed agli armatori;

Attività Professionali 

ll) in ordine alle attività professionali si raccomanda che:

a) sia attuato il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
b) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
c) siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
d) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;

Stabilimenti balneari

mm) le attività degli stabilimenti balneari sono esercitate a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi. Detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto di quanto stabilito dalla presente lettera e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10.

Spiagge libere

Per tali attività e nelle spiagge di libero accesso deve essere in ogni caso assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro, secondo le prescrizioni adottate dalle regioni, idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi, delle infrastrutture e della mobilità.

I protocolli o linee guida delle regioni riguardano in ogni caso:
1) l’accesso agli stabilimenti balneari e gli spostamenti all’interno dei medesimi;
2) l’accesso dei fornitori esterni;
3) le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
4) la distribuzione e il distanziamento delle postazioni da assegnare ai bagnanti;
5) le misure igienico-sanitarie per il personale e per gli utenti;
6) le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;
7) lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione degli utenti;
8) le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all’interno degli stabilimenti balneari;
9) le spiagge di libero accesso;

Strutture ricettive (Alberghi, Case vacanze, Campeggi)

nn) le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il
mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive.

I protocolli o linee guida delle regioni riguardano in ogni caso:
1) le modalità di accesso, ricevimento, assistenza agli ospiti;
2) le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
3) le misure igienico-sanitarie per le camere e gli ambienti comuni;
4) l’accesso dei fornitori esterni;
5) le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;
6) lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione dei clienti;
7) le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all’interno delle strutture ricettive e negli eventuali spazi all’aperto di pertinenza.

Art. 2
Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali

Attività produttive industriali e commerciali,

Sull’intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali, fatto s alvo quanto previsto dall’articolo 1, rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali

Allegato 12 – Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro fra il Governo e le parti sociali

Attività nei cantieri

Il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le parti sociali, di cui

Allegato 13 – Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri

Settore del trasporto e della logistica

Allegato 14 – Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica

Art. 3
Misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale

2. Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti.
3. Ai fini di cui al comma 2, possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.
4. L’utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie.

Art. 4
Disposizioni in materia di ingresso in Italia

(Desta particolare attenzione la lettura dell’articolo in questa fattispecie in materia di disposizioni d’ingresso!)

9. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 8 non si applicano:
a) all’equipaggio dei mezzi di trasporto;
b) al personale viaggiante;
c) ai cittadini e ai residenti nell’Unione Europea, negli Stati parte dell’accordo di Schengen, in Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano e nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro;
d) al personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l’esercizio temporaneo di cui all’art. 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;
e) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
f) al personale di imprese aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 72 ore, salvo motivata proroga per specifiche esigenze di ulteriori 48 ore;
g) ai movimenti da e per la Repubblica di San Marino o lo Stato della Città del Vaticano;
h) ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari;
i) agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.
10. In casi eccezionali e, comunque, esclusivamente in presenza di esigenze di protezione dei cittadini all’estero e di adempimento degli obblighi internazionali ed europei, inclusi quelli derivanti dall’attuazione della direttiva (UE) 2015/637 del Consiglio del 20 aprile 2015, sulle misure di coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell’Unione non rappresentati nei paesi terzi e che abroga la decisione 95/553/CE, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, adottato su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e di concerto con il Ministro della salute, possono essere previste deroghe specifiche e temporanee alle disposizioni del presente articolo.

Allegato 15  – Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del covid-19 in materia di trasporto pubblico

Art. 5
Transiti e soggiorni di breve durata in Italia

Con la dichiarazione di cui al comma 1 sono assunti anche gli obblighi:
a) allo scadere del periodo di permanenza indicato ai sensi della lettera a) del comma 1, di lasciare immediatamente il territorio nazionale e, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione, la dimora o il luogo di soggiorno indicato

Art. 6
Ulteriori disposizioni in materia di spostamenti da e per l’estero

(Anche in questo articolo appare l’apertura dell’Italia verso l’estero, non ricambiata in egual modo!)

1. A decorrere dal 3 giugno 2020, fatte salve le limitazioni disposte per specifiche aree del territorio nazionale ai sensi dell’articolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 33 del 2020, nonché le limitazioni disposte in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori ai sensi dell’articolo 1, comma 4,
del decreto-legge n. 33 del 2020, non sono soggetti ad alcuna limitazione gli spostamenti da e per i seguenti Stati:
a) Stati membri dell’Unione Europea;
b) Stati parte dell’accordo di Schengen;
c) Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord;
d) Andorra, Principato di Monaco;
e) Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.
2. Dal 3 al 15 giugno 2020, restano vietati gli spostamenti da e per Stati e territori diversi da quelli di cui al comma 1, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
3. A decorrere dal 3 giugno 2020, gli articoli 4 e 5 si applicano esclusivamente alle persone fisiche che fanno ingresso in Italia da Stati o territori esteri diversi da quelli di cui al comma 1 ovvero che abbiano ivi soggiornato nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia.

Art. 7
Disposizioni in materia di navi da crociera e navi di bandiera estera

1. Al fine di contrastare il diffondersi dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, sono sospesi i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana.

Art. 8
Misure in materia di trasporto pubblico di linea

Allegato 14 – Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica

Art. 9
Ulteriori disposizioni specifiche per la disabilità

1. Le attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all’interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, sociooccupazionale, sanitario e socio-sanitario vengono riattivate secondo piani territoriali, adottati dalle Regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.
2. Le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di supporto, possono ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista.

Art. 10
Esecuzione e monitoraggio delle misure 

Art. 11
Disposizioni finali


Conferenza Stampa Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

“Da lunedì ci si sposterà all’interno della regione senza nessuna limitazione: quindi via alle autocertificazioni. Questo significa uscire di casa senza più dover giustificare le ragioni dello spostamento. Si potrà andare dove si vuole: in un negozio, in montagna, al lago, al mare. Riprende anche la vita sociale, riprendono gli incontri con gli amici. Rimane naturalmente il divieto di uscire di casa per chi è positivo al virus, per chi viene posto in quarantena. Rimangono anche limitazioni per chi ha sintomi riconducibili al Covid-19, che dovrà rimanere a casa. Resta il divieto di creare assembramenti di persone in luoghi pubblici. In questa fase bisognerà comunque rispettare la distanza di un metro e, anche, raccomandiamo di portare con sé la mascherina che peraltro va indossata obbligatoriamente in alcuni specifici luoghi. In ogni caso raccomandiamo sempre di indossarla al chiuso o anche all’aperto nell’eventualità – immaginate –  di una strada particolarmente affollata in cui ci fosse il rischio o l’impossibilità di rispettare le distanze”.

Fino al 3 giugno gli spostamenti interregionali saranno possibili solo per motivi di lavoro, salute e urgenza. A partire da tale data, se i dati continueranno ad essere incoraggianti, oltre che su tutto il territorio italiano, sarà possibile viaggiare all’interno degli Stati dell’Unione europea, senza obbligo di quarantena per chi arriva in Italia.

Per quanto riguarda le attività commerciali, dal 18 maggio riapriranno i negozi di vendita al dettaglio (quali ad esempio abbigliamento, calzature ecc.), le attività legate alla cura della persona (parrucchieri, barbieri e centri estetici), così come le attività per la ristorazione (bar ristoranti, pizzerie, gelaterie, pub, ecc.). Il tutto a condizione che le Regioni accertino che la curva epidemiologica sia sotto controllo e che vengano adottati protocolli di sicurezza.

Sempre a partire da lunedì potranno riprendere la loro attività gli stabilimenti balneari, così come potranno riprendere gli allenamenti degli sport di squadra e riapriranno i musei. Il tutto sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza specifici.

Dal 18 maggio è prevista anche la ripresa delle celebrazioni liturgiche e religiose in ossequio alle disposizioni di sicurezza stabilite nei protocolli firmati nei giorni scorsi dal Governo e dalle rappresentanze delle varie comunità religiose.

25 maggio è stata programmata la riapertura di palestre, piscine, centri sportivi

15 giugno potranno riprendere le loro attività cinema e teatri.  

Da tale data, inoltre, “sarà a disposizione dei nostri bambini un ventaglio di offerte varie a carattere ludico-ricreativo. E qui devo ringraziare ancora una volta gli enti locali per aver collaborato proficuamente all’elaborazione di questo ventaglio di attività e di offerte”.

Le singole Regioni avranno la possibilità di decidere se ampliare o restringere le misure in base alle valutazioni sui dati epidemiologici dei loro territori.


File name : DPCM_20200517_txt.pdf

File name : Dpcm_20200517_allegati.pdf

Regolamento sanitario internazionale - Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Ordinanza 41 Regione Calabria – RI strutturare

Ordinanza 41 Regione Calabria – RI strutturare

La Calabria ha una nuova ordinanza che permette di poter cominciare a posizionarsi nella fase 2A! Ora vediamo quanto darà fastidio alle loro maestà!

È come il gioco dell’oca: ogni passo che facciamo in crescita economica e sociale ci porta a Ri- strutturare il nostro territorio e andare avanti nel tabellone che, l’ultimo dpcm ci mostra a pagine 69-70. I tempi del vivere sono scanditi dalla prudenza, se non rispettiamo i consigli degli esperti, il gioco dell’oca ci riporta indietro alla casella lockdown! Quasi come un intimorire il popolo, in realtà dobbiamo essere responsabili per noi stessi.

Dobbiamo avere il coraggio di uscire dal guscio del #iorestoacasa e passare alla fase #iocostruisco.

Se tutti da nord a sud riusciamo a compiere questo percorso, usciamo dalla Fase2A. Uso il presente perché voglio che sia il tempo quotidiano ad essere il mio futuro.

Il contrario subiremo sempre la continua pressione di un governo che ripetutamente e senza diritto democratico ha massacrato la nostra libertà di pensiero.

RI- strutturiamo, perché il RI- costruire l’hanno fatto i nostri padri scrivendo la storia di una Italia libera.

Abbiate il coraggio del rischio, in funzione di ciò i vostri sacrifici hanno una prospettiva! Non abbiate paura, altrimenti lo Stato si sentirà in diritto di essere proprietario e gestire la “Cosa vostra”

Andate avanti- Lottate

Ordinanza 41 Regione Calabria

Regolamento sanitario internazionale - Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Organizzazione mondiale della sanità – Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Organizzazione mondiale della sanità – Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Per quanto riguarda l’ultimo Dpcm, abbiamo ascoltato e letto i chiarimenti del Governo riguardo alcuni punti essenziali che fanno parte del nostro legittimo e costituzionale diritto di libertà della persona, che, allo stato attuale viene e verrà vincolato qualora si dovesse prospettare lo schema che viene posto a Pagina 69-70 del Dpcm.

Scopriamo quali sono i poteri eccezionali/straordinari esecutivi in fase di pandemia del governo! Da chi sono previsti e in linea a quale regolamento. 

Partiamo da questo

Regolamento sanitario internazionale - Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Organizzazione mondiale della sanità – Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Regolamento sanitario internazionale - Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Organizzazione mondiale della sanità – Fase 2 Dpcm 26 Aprile

In questo momento in cui si discute giustamente sul senso delle parole: “Congiunti – Spostamento”, ci dobbiamo soffermare anche sul concetto di “Monitoraggio del Rischio Sanitario”.

Non dimentichiamo che tutto ciò che ruota intorno alle decisioni del governo e della task force, trova disciplina attraverso:

Organizzazione mondiale della sanità – Organizzazione intergovernativa che fa parte delle Nazioni Unite

Che cos’è?

L’Organizzazione che nasce con l’obiettivo di: fare raggiungere ai popoli della terra il maggior livello di salute possibile

Funzioni:

  • Contribuire all’eradicazione o eliminazione di malattie
  • Assistere i governi, quando lo richiedano, nel migliorare i servizi
    sanitari
  • Fornire informazioni, consigli ed assistenza nell’ambito della sanità
  • Promuovere politiche per migliore nutrizione, igiene, ambiente,
    condizioni di lavoro
  • Proporre accordi e convenzioni internazionali in ambito sanitario
  • Definire norme internazionali su prodotti biologici, farmaceutici,
    destinati all’alimentazione
  • Promuovere ed indirizzare la ricerca medica
  • Realizzare e sostenere alcuni servizi amministrativi e tecnici (es:
    epidemiologia, statistica)
  • Informare correttamente l’opinione pubblica

E’ composta da:

192 Stati Membri
Quartier Generale (HQ) : Ginevra –

3 Organi principali:

  • Assemblea Mondiale della Sanità
  • Consiglio Esecutivo Rende effettive le decisioni e le politiche dell’Assemblea Mondiale, fornisce consigli tecnici e generalmente facilita il lavoro di questa
  • Segretariato: composto da circa 3500 esperti nel campo sanitario ed in altri
    campi, con staff di supporto, operante a livello di HQ, negli uffici regionali e negli Stati membri

6 Regioni

  • Comitato Regionale
  • Ufficio Regionale

Articoli che della costituzione del OMS forniscono le basi dello strumento del Regolamento Sanitario internazionale:

  • Articolo 21 della Costituzione dell’OMS L’Assemblea Mondiale della Sanità ha l’autorità di adottare regolamenti concernenti: Richieste sanitarie o quarantenarie ed altre procedure studiate allo scopo di prevenire la diffusione internazionale delle malattie
  • Articolo 22 della Costituzione dell’OMS: I regolamenti adottati sulla base dell’articolo 21 entrano in vigore per tutti gli Stati membri dopo debita comunicazione della loro adozione da parte dell’Assemblea Mondiale della Sanità, con l’eccezione di coloro che presentano, nei tempi dovuti, riserve o respingimenti

Regolamento Sanitario Internazionale

Che cos’è? 

E’ uno strumento giuridico internazionale che si prefigge di “garantire la massima
sicurezza contro la diffusione internazionale delle malattie, con la minima interferenza possibile sul commercio e sui movimenti internazionali, attraverso il rafforzamento della sorveglianza delle malattie infettive mirante ad identificare, ridurre o eliminare le loro fonti di infezione o fonti di contaminazione, il miglioramento dell’igiene aeroportuale e la prevenzione della disseminazione di vettori.

Di seguito la lettura di alcuni articoli che costituiscono il Regolamento Sanitario Internazionale 

Parte I – Articolo 3 – Principi


1. L’implementazione del presente Regolamento deve avvenire nel pieno rispetto della dignità, dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo.
2. L’implementazione del presente Regolamento deve essere guidata dalla Carta delle Nazioni Unite e dalla Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
3. L’implementazione del presente Regolamento deve avere come obiettivo la sua applicazione universale al fine di proteggere l’umanità dalla diffusione internazionale di malattie.
4. Gli Stati godono, ai sensi della Carta delle Nazioni Unite e dei principi del diritto internazionale, del diritto sovrano di legiferare e di implementare legislazione in accordo con le loro politiche sanitarie. Nel fare ciò, dovrebbero appoggiare lo scopo del presente Regolamento

Posta la conoscenza di ciò che ci tutela, possiamo analizzare lo schema contenuto nel dpcm. Noteremo come, la Fase 1 e Fase 2 varia secondo l’analisi dei valori seguenti: 

  • Trasmissione del contagio
  • Restringimento delle libertà della persona 
  • Capienza nei presidi ospedalieri
  • Quarantena,
  • Reperibilità dei soggetti 
  • Tamponi – Test sierologici

Ad oggi il percorso della pandemia ha superato lo step della Fase 1 per giungere alla Fase 2A –  Transizione iniziale.

Se manterremo costanti i parametri sopra scritti alla base del RSI, passeremo alla Fase 2B – Transizione avanzata.

Da questa Fase 2B, il passo verso il vaccino è breve, conseguente sarà il Passaggio di mantenimento Fase 3 – Ripristino – Fine della Pandemia. Caso contrario si ritornerà indietro.

In alcuni momenti ci siamo chiesti perchè i voli continentali e intercontinentali non venissero chiusi. La Cina dà il messaggio dell’allarme di contaminazione, restringe il popolo in lock down. Dall’altro lato, il resto delle nazioni, avrebbero dovuto chiudere qualunque collegamento ed evitare la diffusione. Ma non è stato fatto, in sinergia ogni nazione ha preferito seguire una propria strada e Covid- 19 si è diffuso, creando la Pandemia.

Oggi il dpcm riapre i punti di ingresso. Cerchiamo di capire che regole segue il nostro esecutivo per aprire e chiudere i punti di ingresso.

Regolamento Sanitario Internazionale 2005
Allegato 1: capacità essenziali di sorveglianza e risposta Livello NAZIONALE – Capacità di risposta

  • Determinare rapidamente le misure di controllo richieste per evitare una diffusione nazionale e internazionale.
  • Fornire supporto tramite personale specializzato, analisi di laboratorio di campioni, e assistenza logistica ;
  • Fornire assistenza sul posto, quando richiesta per completare le indagini
    locali;
  • Fornire un collegamento operativo diretto con funzionari di sanità pubblica
    con esperienza e altri ufficiali per approvare rapidamente e implementare misure di controllo e contenimento;
  • Fornire un legame diretto con altri ministeri competenti ;
  • Fornire, tramite il più efficiente mezzo di comunicazione disponibile, collegamenti con ospedali, cliniche, aeroporti, porti, attraversamenti terrestri, laboratori e altre aree operative chiave per la diffusione di informazioni e raccomandazioni ricevute dall’OMS relativamente agli eventi nel territorio dello Stato Parte e nei territori di altri Stati Parti;
  • Istituire, porre in atto e mantenere un piano nazionale di risposta ad emergenze sanitarie, includendo la creazione di gruppi multidisciplinari/multisettoriali con il compito di rispondere ad eventi che possano costituire un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale; e FORNIRE QUANTO DETTO IN PRECEDENZA 24 ORE SU 24.

C’è un’altro aspetto che ci appassiona e a cui fà capo il RSI e che chiarisce alcuni aspetti sulla mobilità territoriale in termini di raccomandazioni. Articolo 17 Criteri per le raccomandazioni

a) i punti di vista degli Stati Parti direttamente interessati;
b) il parere del Comitato di Emergenza o del Comitato di Revisione, a seconda del caso;
c) i principi scientifici nonché le prove e le informazioni scientifiche
disponibili;
d) misure sanitarie che, sulla base di una valutazione del rischio adeguata alle circostanze, non siano più restrittive del traffico e del commercio internazionale e più intrusive per le persone rispetto ad alternative ragionevolmente disponibili che
permetterebbero di raggiungere il livello adeguato di protezione
sanitaria;
e) normative e strumenti internazionali attinenti;
f) attività intraprese da altre organizzazioni intergovernative ed enti internazionali competenti;
g) altre informazioni adeguate e specifiche relative all’evento

Articolo 18 Raccomandazioni relative a persone, bagagli, carico,
container, mezzi di trasporto, merci e pacchi postali
Per le persone

a) non si consigliano misure sanitarie specifiche;
b) verifica della storia di viaggi nelle aree affette;
c) verifica dell’esame medico e delle analisi di laboratorio;
d) richiesta di esami medici;
e) verifica di prova di vaccinazioni o altra profilassi;
f) richiesta di vaccinazioni o altra profilassi;
g) osservazione di sanità pubblica di persone sospette;
h) quarantena o altre misure di sanità pubblica per persone sospette;
i) isolamento e terapia, quando necessari, per le persone affette;
j) individuazione dei contatti delle persone affette o sospette;
k) rifiuto dell’ingresso di persone affette o sospette;
l) rifiuto dell’ingresso di persone non affette in aree affette; e
m) screening in uscita e/o restrizioni su persone provenienti da aree
affette


Abbiamo ora un quadro chiaro e delineato:

  • di chi ci tutela: OMS
  • di chi ci regola: RSI ù
  • di chi esegue: il Governo.

Ecco, il perchè forse, ma non motivato, la distinzione in gruppi di appartenenza come in matematica tra: insiemi e sottoinsiemi. L’insieme A emigra dall’insieme B composto da termini ricavati da A.

Il ceppo di famiglia è facilmente riconducibile qualora tu sia positivo, diversamente se si tratta di contatto tra amici!

Ho imparato nel corso degli anni che l’essere umano è decifrato a numeri, se lavori sei un numero, se studi idem, se vai al supermercato anche, qui hanno fatto lo stesso. Non vi aspettate umanità!

Naturalmente per noi civili mortali rappresenta, privazione! E’ vero anche che, razionalmente dal punto di vista scientifico è più sicuro. Consiglio al presidente Conte anziché allungare su, emerite didascalie poetiche, di spiegare al popolo come e perchè delle decisioni dell’esecutivo! Altrimenti sembra che sia frutto di una mente diabolica atta a voler condizionare il popolo, per alcuni versi, è vero lo sia. Non tutto è fatto secondo coscienza democratica! 

In altre nazioni l’apertura è stata motivata dal voler affrontare il virus. In Italia ci si apre a settori. Il virus però non guarda se sei un lavoratore autonomo o un impiegato o imprenditore, guarda il modo di protezione con cui lo affronti! Dispositivi sanitari, Ospedali sull’intero territorio nazionale con percorso covid, disciplina delle regole sanitarie di prevenzione! Tutto questo è presente solo nel 60 percento del territorio nazionale, il restante se la cava! Ecco perchè le differenze e le tensioni tra nord e sud! Se lo stato non sa mappare i territori, converrebbe prima di decretare, fare una analisi approfondita e dare competenza regionale, così eviteremo gli episodi spiacevoli che viviamo in regioni come: Lombardia, Veneto, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia. Molte volte l’autonomia delle regioni non è un presupposto politico ma un fondamento al bene dei cittadini. L’Italia da secoli è divisa e il governo la taglia ancora di più con decreti che favoriscono le zone del nord ad espansione industriale avanzata, sfavorendo il sud dei piccoli imprenditori, artigiani e coltivatori diretti!

Ricordo al Presidente Conte le sue dichiarazioni

Se riparte il Sud, riparte l’Italia intera; ed è con questo spirito, con questa convinzione che muoviamo e ci disponiamo a realizzare l’agenda di governo sul tema della coesione nazionale.

Il resto del decreto ottempera le seguenti regole come da conferenza stampa del Presidente del Consiglio Conte:

Per quanto riguarda gli spostamenti, questi saranno possibili all’interno di una stessa Regione per motivi di lavoro, di salute, necessità o visita ai parenti; gli spostamenti fuori Regione saranno invece consentiti per motivi di lavoro, di salute, di urgenza e per il rientro presso propria abitazione.

Obbligatorio l’utilizzo delle mascherine sui mezzi pubblici.

Sarà consentito l’accesso ai parchi pubblici rispettando la distanza e regolando gli ingressi alle aree gioco per bambini, fermo restando la possibilità da parte dei Sindaci di precludere l’ingresso qualora non sia possibile far rispettare le norme di sicurezza.

Per quanto riguarda le cerimonie religiose, saranno consentiti i funerali, cui potranno partecipare i parenti di primo e secondo grado per un massimo 15 persone. Inoltre, già nei prossimi giorni si studierà un protocollo che consenta quanto prima la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza.

Previste regole più stringenti per chi ha febbre sopra i 37.5 gradi e sintomatologie respiratoria: obbligo di restare a casa e avvertire il proprio medico.

Per quanto riguarda le attività di ristorazione, oltre alla consegna a domicilio, sarà consentito il ritiro del pasto da consumare a casa o in ufficio.

A partire dal 4 maggio potranno quindi riprendere le attività manifatturiere, di costruzioni, di intermediazione immobiliare e il commercio all’ingrosso. Per queste categorie, già a partire dal 27 aprile sarà possibile procedere con tutte quelle operazioni propedeutiche alla riapertura come la sanificazione degli ambienti e per la sicurezza dei lavoratori .

Per consentire una graduale ripresa delle attività sportive, a partire dal 4 maggio saranno consentite le sessioni di allenamento a porte chiuse degli atleti di sport individuali.

link per visualizzare il decreto fonte sito Governo DPCM 26 APRILE 2020 

Scarica la nuova autocertificazione prevista dal Dpcm 

File name : nuovo_modello_autodichiarazione_editabile_maggio_2020.pdf

Di seguito l’ordinanza del Commissario Arcuri che fissa il prezzo delle mascherine a 0,50 centesimi. E’ vergognosa la ribellione dei farmacisti. Le mascherine anzi tempo costavano 0,09 centesimi! Il guadagno c’è!

Link per visualizzare Ordinanza n. 11/2020 del Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19

Proteggetevi sempre e lottate per ciò che avete costruito in passato. Pensate sia una continuazione differente ma pur sempre continuità. Non è un ricominciare è un continuare! La mente è intrappolata da frasi “Andrà tutto bene”. Andrà secondo percorso storico. In funzione di ciò che ricostruisco lotto per il mio futuro! Rimanete sempre con i piedi per terra e non pensate che tutto ciò che ci viene detto sia completamente la realtà, scavate su tutto. 

Grazie per aver letto,

se avete domande a destra il tasto della chat o scrivetemi a

gsartecucina@icloud.com

A presto

Diario di una quarantena

Conte dichiarazioni al Senato – Intervista a Süddeutsche Zeitung

Conte dichiarazioni al Senato – Intervista a Süddeutsche Zeitung – Verso il 23 Aprile al consiglio europeo.
 
Di Oliver Meiler

Presidente, molti Italiani trovano che il Suo Paese sia stato lasciato solo all’inizio della crisi dai suoi vicini, dai suoi partner storici in Europa. E ne sono irritati. A ragione?

È innegabile che l’Italia si sia trovata sola. Anche Ursula von der Leyen la vede così, a nome dell’UE si è scusata per questo nel suo intervento al Parlamento Europeo. Devo dire che ho molto apprezzato questo gesto.

Proprio Cina e Russia ne hanno approfittato – con Charter pieni di mascherine protettive, apparati respiratori, medici ed esperti, mentre persino la Germania aveva trattenuto le forniture nella prima fase. Che effetto le ha fatto?

Trovo che la solidarietà che alcuni Paesi ci hanno manifestato sia stata troppo fortemente giudicata e interpretata sul piano geopolitico.

A torto, per quanto concerne Cina e Russia?

In realtà, abbiamo ricevuto sostegno morale e concreto da tantissimi Paesi: dall’Egitto, al Qatar a Cuba. Anche dalla Russia e dalla Cina, certamente. La Cina, in considerazione della sua esperienza appena maturata, si è resa disponibile a darci una mano; così come lo eravamo stati noi quando la Cina si trovava nella sua fase più acuta dell’epidemia.

Cuba, Qatar – a proposito dell’Occidente?

Abbiamo ricevuto aiuti concreti anche dagli Usa, da vari paesi europei e dalla stessa Germania che ringrazio per la disponibilità offerta, anche nell’ospitare pazienti italiani nelle proprie strutture ospedaliere.

Tuttavia non ci è voluto molto e da entrambe le parti si sono riscaldati gli animi, sono risorti tra Germania e Italia vecchi luoghi comuni e cattiverie. Lei questo come se lo spiega?

Alcuni luoghi comuni mi fanno sorridere, altri non li trovo affatto divertenti. Tra questi quello di uno Stato spendaccione. A questo riguardo, sottolineo che negli ultimi ventidue anni, ad esclusione del 2009, l’Italia ha registrato un avanzo primario. Questo significa che i governi italiani hanno sempre speso meno di quanto incassato. Il nostro deficit è dovuto alle somme pagate per gli interessi sul debito che abbiamo ereditato dal passato dai tempi della Lira. Quindi, non solo lo Stato italiano non è spendaccione, ma rispetta i criteri europei sul deficit. Invece del 2,2 per cento del PIL che era stato concordato, abbiamo realizzato l’1,6 per cento. E onoriamo sempre regolarmente i propri debiti. Gli addetti ai lavori sanno bene che l’Italia è un pagatore molto affidabile, direi eccellente. L’Italia è anche, come la Germania, un contributore netto nell’UE, anche questo viene spesso dimenticato.

Nel Nord si guarda soprattutto all’immensa montagna del debito italiano.

Sì, anche nel dibattito sul contrasto della crisi domina di nuovo questo errore. Si sostiene che gli Italiani vogliano solo che altri Stati paghino i propri debiti. E’ un’insinuazione più che falsa, sorprendente. La storia, anche quella meno recente, dimostra invece il contrario: che l’Italia è sempre in prima fila quando si tratta di offrire la propria solidarietà ad altri Paesi che debbono ripartire dalle macerie lasciate da eventi epocali, come è stato all’indomani dell’ultimo conflitto mondiale. In quella occasione non offrimmo solo una prova di solidarietà fine a sé stessa, ma esprimemmo una visione del futuro, confermata dalla edificazione del progetto europeo. Anche oggi che siamo tutti colpiti da un evento per il quale nessuno possa fare qualcosa, serve prima di tutto solidarietà gli uni con gli altri. Prima di tutto si tratta di regalare ai nostri figli e nipoti un futuro comune.

A proposito della seconda guerra mondiale: quando gli Italiani sono cattivi verso i Tedeschi, si ricordano sempre della guerra, nel loro risentimento. L’altro giorno un parlamentare ha detto che si è stufi di stare “sotto le imposizioni dei nipoti di Hitler”.

Questo non è un luogo comune, è una sciocchezza, un’idiozia. Quando parlo di cliché, intendo gli stereotipi che evidentemente non si possono eliminare dal mondo, non simili stupidaggini.

Lei dice spesso che questo è un momento decisivo su tutto per l’Europa. Lei dice anche che non si stancherà di lottare finché i Partner non accetteranno debiti comuni – dunque gli Eurobond o i Coronabond. Il 23 aprile si riunisce il Consiglio Europeo. Lei è pronto a bloccare tutto col suo veto, se gli Eurobond non passeranno?

Vede, viviamo il più grave shock dal dopoguerra ad oggi, l’Europa deve dare una risposta all’altezza. Alcune decisioni importanti sono state già prese, come l’intervento della Bce, la sospensione del Patto di stabilità, la costituzione di Sure, i fondi di garanzia della Bei.

… questo è già molto, no?

Sì, ma è ancora troppo poco, se si pensa che abbiamo a che fare con una pandemia che sta mettendo seriamente a rischio il mercato comune. L’Europa si può salvare se pensa in grande, se mostra più coraggio e se proietta lo sguardo oltre i propri confini.

Questo funziona solo con gli Eurobond? Lei sa che le resistenze di alcuni Paesi contro una mutualizzazione dei debiti è molto grande – in Germania, nei Paesi Bassi, in Austria, in Finlandia.

Le nostre economie sono interconnesse. Se un Paese va in difficoltà si crea un effetto domino che va evitato a tutti i costi. Qui serve tutta la potenza di fuoco dell’Unione europea attraverso l’emissione di titoli comuni che consentano a tutti i Paesi di finanziare in maniera equa e adeguata i costi di questa crisi. Non si tratta di mutualizzare il debito passato o futuro, ma solo di finanziare tutti insieme questo sforzo straordinario.

Gli avversari nel Nord temono che questo strumento rimanga.

Non sarà usato un solo euro dei tedeschi per pagare il debito italiano. Questa solidarietà totalmente specifica e temporanea ci rafforzerà enormemente sui mercati. Essa invia anche al mondo un messaggio politico molto potente: l’Europa è solida e unita.

Come farebbero i governi a Berlino e a L’Aja a spiegare ai loro cittadini che è il momento di fare gli Eurobond dopo tutti i no degli ultimi anni?

Non posso certo suggerire io ad Angela Merkel o a Mark Rutte, come parlare ai loro cittadini. Non ho titolo per farlo. Posso solo ripetere che il punto di vista deve cambiare. E deve cambiare adesso. Dobbiamo tutti guardare all’Europa da Europei, il che è accaduto troppo di rado. Spesso ogni comunità nazionale guarda all’Unione europea solo dalla propria prospettiva e pensa di essere in credito con l’Europa, di dare più di quanto riceve. Prendiamo ad esempio la questione delle bilance commerciali: la Germania ha da anni un enorme avanzo commerciale e viene per questo criticata perché esso è più elevato rispetto a quanto prevedano le regole dell’UE. Col suo avanzo l’economia tedesca non fa da locomotiva dell’Europa, bensì da freno. Dobbiamo rafforzare la nostra casa comune e farlo rapidamente per poterci confrontare alla pari con le altre potenze economiche mondiali. Per questo lo strumento giusto è uno strumento finanziario comune, ambizioso ed equo.

Le chiedo di nuovo: se questo non ci fosse, Lei porrebbe il veto?

Sono assolutamente deciso ad impegnarmi non solo per il bene del mio Paese, ma per il bene dell’Europa intera.

Sì o No?

Lascio a Lei l’interpretazione.

Un altro strumento per liquidità aggiuntiva è il MES. In ampie parti della politica italiana il MES è un concetto tossico.

Sì, il MES ha una cattiva reputazione in Italia. Non abbiamo dimenticato che ai Greci nell’ultima crisi finanziaria sono stati imposti sacrifici ben oltre l’accettabile per ottenere crediti. Di qui la mia posizione fondamentalmente scettica.

Anche se esso, come ora viene proposto, fosse per spese mediche e non collegato a condizionalità? Si tratta comunque di circa 35 miliardi di Euro.

Vediamo se la nuova linea di credito nei fatti sarà senza condizioni.

Lei sembra molto scettico. E’ un Europeista convinto?

Non mi appassiono alle categorie dello spirito. Dico solo che le derive nazionaliste fanno male all’Europa tanto quanto l’europeismo ipocrita, che tutto vuol prendere e nulla vuol dare. Quel che serve oggi all’Europa è un europeismo critico, ma costruttivo. Viviamo un momento storico che esige un salto di qualità politico. Con Macron la pensiamo allo stesso modo: siamo convinti che è in gioco il progetto europeo. E non parlo solo delle prossime elezioni, ma dell’idea stessa di Europa.

In Italia cresce il disagio sull’Europa. Negli ultimi sondaggi solo il 35 per cento degli Italiani ripongono le proprie speranze nell’UE.

Questo sentimento nasce dal fatto che ci sentiamo abbandonati proprio dai Paesi che traggono vantaggi da questa Unione. Prendiamo l’esempio dei Paesi Bassi, che col loro dumping fiscale attraggono migliaia di multinazionali – che trasferiscono lì la propria sede – ed ottengono un flusso di entrate fiscali massicce, che vengono sottratte ad altri partner dell’Unione: vengono così sottratti agli altri Stati Membri dell’UE 9 miliardi di euro ogni anno, come riporta un’analisi di Tax Justice Network.

Anche l’Italia trae beneficio dall’appartenenza all’Unione: la BCE ha sottoscritto negli anni passati titoli di debito italiani in grande quantità.

Chiaro, tutti ricevono vantaggi. Dico solo che nessuno si deve raffigurare come il migliore della classe, non ci sono migliori della classe. Una condotta fuori luogo, soprattutto adesso.

L’Italia è stata colpita prima di ogni altro paese europeo da questo virus. Come ha vissuto l’avvento della crisi? Quando si è reso conto che era un evento enorme?

Quando abbiamo deciso di stringere un cordone sanitario intorno a undici Comuni tra Lombardia e Veneto, centro di due focolai. Nella storia della Repubblica italiana non era mai avvenuto. Quando poi il numero di decessi è iniziato a crescere anche in altre zone d’Italia, si è aperta una ferita nel Paese e dentro di noi. Queste immagini di medici e operatori sanitari stanchi e con i volti segnati non le dimenticherò mai.

Le è toccato per primo decidere su limitazioni della vita pubblica mai viste nel mondo democratico occidentale e inimmaginabili solo due mesi prima: anche il lockdown dell’economia è avvenuto per la prima volta in Italia, con tutte le sue conseguenze. Come si vive una tale responsabilità?

Non solo come un Presidente del Consiglio che ha la responsabilità verso 60 milioni di italiani, ma anche come un padre di famiglia che ha doveri nei confronti dei propri figli.

Ciononostante riesce a dormire bene?

Si dorme poco, è un fardello oneroso. Ma ho l’onore di guidare un popolo che ha una storia fatta di tenacia e resistenza, specie nel momento della difficoltà.

I suoi avversari le rimproverano che decide da solo, con apparizioni notturne davanti al popolo.

Sono intervenuto ogniqualvolta ho ritenuto necessario informare e comunicare le decisioni prese. Sono in consultazione permanente con i miei Ministri e col comitato tecnico-scientifico. In Italia la sanità è in mano alle Regioni, abbiamo tessuto un fitto dialogo con tutti. Quando è in ballo la salute del Paese bisogna azzerare le polemiche.

Lei dice spesso che la Storia giudicherà l’operato del governo. Si considera un apripista per altri governi europei? L’hanno copiata in tanti.

Avrei fatto volentieri a meno di questo primato. Ma sono senza dubbio orgoglioso del senso di responsabilità manifestato dagli italiani in questa situazione e della grande risposta che, nel complesso, sta offrendo il nostro sistema sanitario nazionale. Il nostro è diventato un modello di riferimento riconosciuto anche dall’Oms. E’ vero, alla fine sarà la Storia a giudicarci.

Pensa che certi Paesi vicini abbiano sottovalutato i rischi per la salute?

Questa pandemia colpisce tutti indistintamente. Sarebbe irresponsabile sottovalutarla.

Come uscirà l’Italia da questa crisi?

Ci cambierà, ci indurrà a modificare alcune delle nostre abitudini preferite. Ma, allo stesso tempo, sta facendo emergere il profilo migliore della nostra società fatto di competenza, dedizione, capacità di sacrificio, coraggio, altruismo.

Quando pensa che potremo andare di nuovo in un bar per un caffè e stare al bancone?

Prima dobbiamo togliere il lockdown, riavviare le fabbriche. Solo dopo andremo di nuovo al bar.
 
 

 
Il 23 Aprile 2020 il Presidente del Consiglio Italiano rappresenterà l’Italia al Consiglio Europeo.
 
Non è dato sapere, se la nostra nazione sarà venduta all’asta ad un fondo salva stati simile al MES. Anche adesso, appena battute le dichiarazioni al senato, il presidente spiega, ma non afferma.
Non c’è dubbio durante l’intervista al quotidiano tedesco che, sia espressa a chiare lettere, la domanda tendenziosa in buona fede, ai vecchi nazionalismi, del periodo della seconda guerra mondiale, frutto del ricordo della sofferenza di un popolo che, ad oggi, pur fidandosi e porgendo generosità, si è trovato a fare i conti con alcuni stati che, non hanno avuto remora, a non essere solidali verso l’Italia.  
Mi auguro che, il 23 Aprile sia un momento di presenza Italiana in Unione Europea determinante e non sia la vendita delle vacche al mercato europeo.
Personalmente non ho fiducia, non l’ho mai avuto nei confronti di un unione che non appartiene ad alcuna forma passata di lotta per l’unità d’Italia.
E’ già presente la divisione interna tra nord e sud, non tanto ideologica, quanto politica, portando divergenze di crescita differenti nel paese. Figuriamoci gestire la dominanza socio economica di un Unione esterna. 
Buona fortuna presidente!
Non se la prenda se, la sua scelta, non piacerà a molti cittadini italiani. Sà, abbiamo bisogno di certezze e non del mercato delle vacche.
Naturalmente ci saranno i suoi sostenitori a fianco. C’è chi ama la partecipazione al mercato della vendita delle vacche.
Resta comunque un presidente che si aggiunge alla lista della lunga serie di legislatura italiana.
 
In diretta dal senato le dichiarazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a ridosso del Consiglio Europeo del 23 Aprile 2020
 
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Diario di una quarantena

Dpcm 10 Aprile 2020 – Lockdown 3 Maggio – Task force

Dpcm 10 Aprile 2020 – Lockdown 3 Maggio – Task force

Mentre i dati incoraggiano alla ripresa, il Presidente del consiglio Giuseppe Conte, annuncia:

  • Data di chiusura – Lockdown – al 3 Maggio in Italia –
  • Task force composta da esperti in materia economica e sociale per affrontare la fase 2;
  • Decreto che prosegue le distanze sociali fino il 3 maggio;
  • Riapertura di alcuni esercizi commerciali dal 14 Aprile: cartolerie, librerie, negozi di vestiti per bambini e neonati;
  • Riaprono per le attività produttive: la silvicoltura e l’industria del legno; 

Dichiarazione conferenza stampa in data 10 Aprile:

“Il comitato tecnico-scientifico ci ha dato una conferma: i segnali della curva epidemiologica sono incoraggianti. Ci sono evidenti indicazioni che le misure di contenimento sin qui adottate dal Governo stanno dando dei frutti, ma proprio per questo non possiamo vanificare gli sforzi fin qui compiuti”. “Dobbiamo compiere questo ulteriore sforzo. Dobbiamo continuare a rispettare le regole anche in questi giorni di festa. Dobbiamo continuare a mantenere le distanze sociali”, ha proseguito Conte. 

Task force per la fase 2, il Comitato di esperti in materia economica e sociale

Per quanto riguarda la c.d “fase 2”, il Presidente ha dichiarato che il Governo è già al lavoro per far ripartire il sistema produttivo attraverso un programma articolato che poggia su due pilastri: l’istituzione di un gruppo di lavoro di esperti e il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il Comitato, guidato da Vittorio Colao e composto da esperti in materia economica e sociale, avrà il compito, di concerto con il Comitato tecnico-scientifico, di elaborare le misure necessarie per una ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive, anche attraverso l’individuazione di nuovi modelli organizzativi e relazionali, che tengano conto delle esigenze di contenimento e prevenzione dell’emergenza.

Si legge da comunicato stampa:

Il Comitato avrà il compito di elaborare e proporre misure necessarie a fronteggiare l’emergenza e per una ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive.
Il Comitato opererà in coordinamento con il Comitato tecnico scientifico.

A presiedere il Comitato sarà il Dott. Vittorio Colao.

Comitato di esperti in materia economica e sociale
Elisabetta CAMUSSIProfessoressa di Psicologia sociale, Università degli Studi di Milano “Bicocca”
Roberto CINGOLANIResponsabile Innovazione tecnologica di Leonardo, già Direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT)
Vittorio COLAODirigente d’azienda
Riccardo CRISTADOROConsigliere economico del Presidente del Consiglio – Senior Director del Dipartimento economia e statistica, Banca d’Italia
Giuseppe FALCOAmministratore Delegato per il Sistema Italia-Grecia-Turchia e Senior Partner & Managing Director di The Boston Consulting Group (BCG)
Franco FOCARETARicercatore di Diritto del lavoro, Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”
Enrico GIOVANNINIProfessore di Statistica economica, Università di Roma “Tor Vergata”
Giovanni GORNO TEMPINIPresidente di Cassa Depositi e Prestiti
Giampiero GRIFFOCoordinatore del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità
Filomena MAGGINOConsigliera del Presidente del Consiglio per il benessere equo e sostenibile e la statistica – Professoressa di Statistica sociale, Università di Roma “La Sapienza”
Mariana MAZZUCATOConsigliera economica del Presidente del Consiglio – Director and Founder, Institute for Innovation and Public Purpose, University College London
Enrico MORETTIProfessor of Economics at the University of California, Berkeley
Riccardo RANALLIDottore commercialista e revisore contabile
Marino REGINIProfessore emerito di Sociologia economica, Università Statale di Milano
Raffaella SADUNProfessor of Business Administration, Harvard  Business School
Stefano SIMONTACCHIAvvocato, Presidente Fondazione Buzzi
Fabrizio STARACEDirettore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’AUSL di Modena – Presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (SIEP)
Domenico ARCURICommissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19
Angelo BORRELLICapo Dipartimento Protezione Civile 

5. Per la partecipazione ai lavori del Comitato, non spettano ai membri del Comitato compensi, gettoni di presenza, indennità né emolumenti comunque denominati, fatta eccezione per il rimborso delle eventuali spese di viaggio e di soggiorno per i componenti non residenti nella provincia di Roma nei limiti previsti dalla normativa vigente.

Art. 2
(Compiti del Presidente del Comitato)
1. Il Presidente:
a) ha la rappresentanza del Comitato e ne coordina e promuove le attività;
b) fissa il calendario dei lavori, l’ordine del giorno e convoca le riunioni del Comitato;
c) cura i rapporti con gli organi istituzionali interessati all’attività del Comitato;
d) cura il coordinamento con il Comitato tecnico scientifico di cui all’articolo 2, comma 1, dell’ordinanza del Capo Dipartimento della protezione civile n. 630 del 3 febbraio 2020;
e) ha facoltà di promuovere audizioni, anche con l’utilizzo di strumenti telematici, sulle materie di competenza del Comitato;
f) cura la diffusione delle informazioni relative all’attività svolta dal Comitato.
2. In caso di assenza o impedimento il Presidente può designare tra i componenti del Comitato un suo delegato con l’incarico di esercitare provvisoriamente le sue funzioni.

Art. 3
(Organizzazione dei lavori)
1. Il Comitato riferisce costantemente al Presidente del Consiglio dei Ministri, anche inviando relazioni periodiche aventi ad oggetto l’esito dei suoi lavori e le proposte formulate.
2. Le deliberazioni del Comitato sono validamente assunte con la presenza, anche in modalità telematica o di videoconferenza, della maggioranza dei componenti,
3. Il Presidente può anche convocare riunioni congiunte con il Comitato tecnico scientifico di cui all’articolo 2, comma 1, dell’ordinanza del Capo Dipartimento della protezione civile n. 630 del  3 febbraio 2020.
4. Delle riunioni del Comitato si redige apposito verbale.
5. Il Comitato, su proposta del Presidente, può stabilire ulteriori regole per il suo funzionamento.

Art.4
(Oneri)
1. Gli oneri derivanti dall’applicazione dell’articolo 1, comma 5, del presente decreto gravano sui pertinenti capitoli della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

File name : Dpcm_Comitato_esperti_20200410.pdf

File name : Dpcm-10-Aprile-2020.pdf

Gli esercizi commerciali dovranno seguire le seguenti disposizioni previste. Allegato 5 – DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 aprile 2020  – Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. (20A02179) (GU Serie Generale n.97 del 11-04-2020)

                             Allegato 5 
 
                 Misure per gli esercizi commerciali 
  1.  Mantenimento  in  tutte  le  attivita'  e  le  loro  fasi   del
distanziamento interpersonale. 
  2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due
volte giorno ed in funzione dell'orario di apertura. 
  3. Garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d'aria. 
  4.  Ampia  disponibilita'  e  accessibilita'  a  sistemi   per   la
disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono  essere
disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento. 
  5. Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi  e  comunque
in tutte le possibili  fasi  lavorative  laddove  non  sia  possibile
garantire il distanziamento interpersonale. 
  6. Uso dei guanti  "usa  e  getta"  nelle  attivita'  di  acquisto,
particolarmente per l'acquisto di alimenti e bevande. 
  7.  Accessi  regolamentati  e  scaglionati  secondo   le   seguenti
modalita': 
    a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie; 
    b) per locali fino a quaranta metri quadrati  puo'  accedere  una
persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori; 
    c) per locali di  dimensioni  superiori  a  quelle  di  cui  alla
lettera b),  l'accesso  e'  regolamentato  in  funzione  degli  spazi
disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di  entrata  e
di uscita. 
  8. Informazione per garantire  il  distanziamento  dei  clienti  in
attesa di entrata. 
Diario di una quarantena

Consiglio dei ministri 6 Aprile 2020 – Decreto #CuraItalia –

Consiglio dei ministri 6 Aprile 2020 – Decreto #CuraItalia – 

Si apre un nuovo capitolo tra le “Misure urgenti in materia di accesso al credito e rinvio di adempimenti per le imprese, nonché di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e di giustizia.

Di seguito le notizie riportate in conferenza stampa che aumentano le misure al decreto #curaitalia.

Si prevede un equa distribuzione del credito ai: piccoli – medi – grandi imprenditori, in modo da rilanciare il mercato italiano e promuovere il reinserimento all’occupazione. Non vi è, a tutt’oggi, una proficua attuazione alle misure di contenimento per quanto riguarda il profilo “costo del lavoro”. Ragion per cui le imprese hanno accesso al credito con garanzia delle stato ma, il costo del lavoro rimane pari a prima l’emergenza! In termini di produttività e di reinserimento al mercato interno ed estero, che in futuro seguirà, certamente, una tessitura lenta, la prospettiva di diminuzione della disoccupazione non trova un territorio roseo, si spera nel clima, a oggi favorito in termini di competitività, del mercato italiano, che prima del covid-19 subiva largamente la pressione degli stati membri europei, cercando, gli stessi, di abbattere il prodotto italiano con azioni scarsamente mal riuscite di screditamento dei prodotti italiani sul mercato estero.

E’ certamente importante sottolineare che: su base territoriale la crescita sarà differente; è naturale che, nei paesi del nord Italia, nonostante l’emergenza più consolidata, siano presenti le strutture idonee e ideali a sfruttare la rimessa in moto economica – sociale; le regioni del centro e sud, apriranno le porte a nuovi meccanismi di investimenti che, dovranno fruttare nel tempo, in attesa di un futuro riscontro lento in termini di messa in moto locale. Il governo dovrebbe approfondire: creare al meridione un incentivo all’offerta di lavoro e un incentivo a spingere le aziende a investire nel sud del paese! Dovrebbe garantire i controlli necessari al territorio del mezzogiorno, per ripulirlo da qualunque contaminazione di stampo mafioso. Solo così l’Italia riuscirebbe a ripartire in egual misura. Sembra un percorso lungo, ma in realtà attuandolo già in fase di emergenza, si riesce a monitorare molto più facilmente le azioni localizzate dei piccoli centri in cui si hanno maggiormente focolai e propensione alla criminalità organizzata.

– Le misure previste in conferenza – 

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di accesso al credito e rinvio di adempimenti per le imprese, nonché di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica e di giustizia.

Il decreto interviene in sostegno alle imprese in difficoltà con misure specifiche su cinque principali ambiti.

1. Accesso al credito, sostegno alla liquidità, all’esportazione, all’internazionalizzazione e agli investimenti

Le misure adottate prevedono garanzie da parte dello Stato per un totale circa di 200 miliardi di euro concesse attraverso la società SACE Simest, del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, in favore di banche che effettuino finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma.

In particolare, la garanzia coprirà tra il 70% e il 90% dell’importo finanziato, a seconda delle dimensioni dell’impresa, ed è subordinata a una serie di condizioni tra le quali l’impossibilità di distribuzione dei dividendi da parte dell’impresa beneficiaria per i successivi dodici mesi e la necessaria destinazione del finanziamento per sostenere spese ad attività produttive localizzate in Italia. Nello specifico:

  • le imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e un fatturato inferiore a 1,5 miliardi di euro ottengono una copertura pari al 90% dell’importo del finanziamento richiesto e per queste è prevista una procedura semplificata per l’accesso alla garanzia;
  • la copertura scende all’80% per imprese con oltre 5.000 dipendenti e un fatturato fra 1,5 e 5 miliardi di euro e al 70% per le imprese con fatturato sopra i 5 miliardi;
  • l’importo della garanzia non potrà superare il 25% del fatturato registrato nel 2019 o il doppio del costo del personale sostenuto dall’azienda;
  • per le piccole e medie imprese, anche individuali o partite Iva, sono riservati 30 miliardi e l’accesso alla garanzia rilasciata da SACE sarà gratuito ma subordinato alla condizione che le stesse abbiano esaurito la loro capacità di utilizzo del credito rilasciato dal Fondo Centrale di Garanzia.

Il decreto potenzia ulteriormente il Fondo di Garanzia per le p.m.i., aumentandone sia la dotazione finanziaria sia la capacità di generare liquidità anche per le aziende fino a 499 dipendenti e i professionisti.

Il Fondo – già ampliato dal decreto “Cura Italia” (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) con 1,5 miliardi di euro – completa così la sua trasformazione in strumento a supporto della piccola e media impresa, a tutela di imprenditori, artigiani, autonomi e professionisti, nonché a salvaguardia dell’export e di tutti quei settori che costituiscono con le eccellenze del Made in Italy la spina dorsale del nostro sistema produttivo.

È inoltre previsto un forte snellimento delle procedure burocratiche per accedere alle garanzie concesse dal Fondo.

Il decreto potenzia anche il sostegno pubblico all’esportazione, per migliorare l’incisività e tempestività dell’intervento statale. L’intervento introduce un sistema di coassicurazione in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di SACE sono assunti dallo Stato per il 90% e dalla stessa società per il restante 10%, liberando in questo modo fino a ulteriori 200 miliardi di risorse da destinare al potenziamento dell’export.

L’obiettivo è di consentire a SACE di far fronte alla crescente richiesta di assicurare operazioni ritenute di interesse strategico per l’economia nazionale che la società non avrebbe altrimenti la capacità finanziaria di coprire.

2.    Misure per garantire la continuità delle aziende

Il decreto prevede una serie di misure finalizzate ad assicurare la continuità delle imprese nella fase dell’emergenza, con particolare riguardo a quelle che prima della crisi erano in equilibrio e presentavano una regolare prospettiva di continuità aziendale. Tale intervento avviene: 
  • in sede di redazione del bilancio in corso, valutando i criteri di prudenza e di continuità alla luce della situazione emergente dall’ultimo bilancio chiuso;
  • disattivando le cause di scioglimento societario per riduzione o perdita del capitale sociale.

Accanto a queste due misure a protezione diretta della società se ne affianca una terza che è volta a favorire il coinvolgimento dei soci nell’accrescimento dei flussi di finanziamento verso la società, disattivando in questa fase i meccanismi che in via ordinaria li pongono in secondo piano rispetto ai creditori.

Vi sono poi misure che riguardano la disciplina del fallimento e che, nell’insieme, sono volte in questa fase a:
  • sottrarre le imprese all’apertura del fallimento e alle altre procedure fondate sullo stato di insolvenza, sino a quando durerà l’emergenza;
  • sterilizzare il periodo dell’emergenza ai fini del calcolo delle azioni a tutela dei creditori (quindi quando il periodo emergenziale sarà passato, i creditori potranno se del caso proporre le azioni revocatorie).

4. Misure fiscali e contabili

Si interviene con norme urgenti per il rinvio di adempimenti fiscali e tributari da parte di lavoratori e imprese. In particolare, si prevede la sospensione dei versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio, in aggiunta a quelle già previste con il “Cura Italia”.
Nel dettaglio:

  • IVA, ritenute e contributi sospesi per soggetti con calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia;
  • sono sospesi in ogni caso i detti versamenti per i soggetti che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019;
  • per i residenti delle 5 province più colpite (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza), sospensione versamento IVA se calo del fatturato di almeno il 33% a prescindere dalla soglia di fatturato dei 50 milioni;
  • ripresa dei versamenti a giugno, con la possibilità di rateizzazione in 5 rate

La sospensione delle ritenute d’acconto sui redditi da lavoro autonomo prevista dal decreto “Cura Italia” viene estesa anche alle scadenze di aprile e maggio. 

È esteso al 16 aprile il termine per i versamenti in scadenza il 20 marzo scorso e la scadenza per l’invio della Certificazione Unica è stata prorogata dal 31 marzo al 30 aprile.

Inoltre, il credito d’imposta al 50% per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro viene allargato anche all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, mascherine e occhiali. 

Viene consentito all’Inps di rilasciare un Pin semplificato, tramite identificazione telematica del richiedente e posticipando al termine dell’emergenza la verifica con riconoscimento diretto.

Si introducono norme sui “farmaci compassionevoli” (i farmaci non ancora autorizzati), che prevedono l’esclusione all’applicazione di imposte in caso di cessione gratuita.

MISURE URGENTI IN MATERIA DI ISTRUZIONE PUBBLICA

Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato (decreto-legge)

1. Istruzione

In materia di istruzione, il testo prevede, tra l’altro, che al fine di garantire l’ordinata conclusione dell’anno scolastico 2019/2020, con una o più ordinanze del Ministro dell’istruzione, siano dettate specifiche misure finalizzate ad adeguare la valutazione degli alunni e gli esami di Stato alla situazione emergenziale. Le ordinanze dovranno definire la possibilità di articolare attività di recupero degli apprendimenti dell’anno scolastico 2019/2020, nel corso dell’anno scolastico successivo, a decorrere dal 1° settembre 2020. Tale attività, relativa agli alunni delle classi prime ed intermedie, rappresenterà ordinaria attività didattica per il personale scolastico e per gli alunni. La graduazione tra le diverse misure adottabili sarà determinata in ragione della ripresa o meno delle attività didattiche in presenza entro la data del 18 maggio 2020.

Pertanto, qualora sia possibile il rientro a scuola entro tale data, si prevede che:

  • per entrambi di cicli di istruzione, le ordinanze potranno adattare i requisiti di ammissione alla classe successiva previsti dalla normativa vigente, in considerazione della effettiva possibilità di recupero degli apprendimenti e dell’impegno dimostrato dagli alunni;
  • per l’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, le commissioni di esame potranno essere articolate in maniera diversa rispetto a quanto previsto, avendo come criterio direttivo la presenza di commissari tutti interni all’istituzione scolastica con presidente esterno alla stessa. Si potranno rivedere le prove di esame rispetto a quanto previsto, con la possibilità della sostituzione della seconda prova a carattere nazionale con una predisposta dalla commissione di esame della specifica istituzione scolastica, sulla base di criteri di uniformità dettati a livello nazionale.

Nella più grave ipotesi in cui lezioni in presenza non riprendano entro il 18 maggio 2020, o che per ragioni legate all’emergenza sanitaria gli esami non possano svolgersi in presenza, le ordinanze ministeriali potranno invece disporre modalità telematiche per la valutazione finale degli alunni e per gli scrutini finali. Inoltre, per l’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, sarà consentito sostituire l’intero esame con la valutazione finale da parte del consiglio di classe, integrando la stessa con la valutazione di uno specifico elaborato redatto dallo studente candidato all’esame. La definizione di contenuti e modalità di esecuzione di tale elaborato saranno definite nell’ordinanza stessa. Eccezionalmente, per l’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione, vi potrà essere la previsione di un solo colloquio, sostitutivo di tutte le prove di esame. Tale eventualità richiederà la rimodulazione dello stesso colloquio e dei punteggi di esame previsti.

Per quanto riguarda l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020/2021, sono adottate, anche in deroga alle disposizioni vigenti, misure volte a:

  • definire la data di inizio delle lezioni per l’anno scolastico 2020/2021, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, anche tenendo conto dell’eventuale necessità di recupero degli apprendimenti;
  • adattare gli aspetti procedurali e le tempistiche di immissione in ruolo, da concludersi comunque entro la data del 15 settembre 2020, nonché gli aspetti procedurali e le tempistiche relativi alle utilizzazioni, assegnazioni provvisorie e attribuzioni di contratti a tempo determinato;
  • l’eventuale conferma, per l’anno scolastico 2020/2021, dei libri di testo adottati per il corrente anno scolastico, in deroga alle norme vigenti.

Si prevede che, in corrispondenza della sospensione delle attività didattiche in presenza a seguito dell’emergenza epidemiologica, il personale docente assicuri comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione e che, in relazione al periodo di formazione e prova del personale docente ed educativo, esclusivamente per l’anno scolastico 2019/2020, le attività di verifica da parte dei dirigenti tecnici, previste nel caso di reiterazione del periodo di prova, qualora non effettuate entro il 15 maggio 2020, sono sostituite da un parere consultivo reso dal dirigente tecnico in sede di comitato di valutazione.

Il testo conferma, per tutto l’anno scolastico 2019/2020, la sospensione dei viaggi d’istruzione, delle iniziative di scambio o gemellaggio, delle visite guidate e delle uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

2. Procedure concorsuali ed  esami di abilitazione per l’accesso alle professioni vigilate dal Ministero della giustizia

Il testo prevede che, analogamente a quanto previsto per le procedure concorsuali per l’accesso al pubblico impiego, siano sospese per sessanta giorni anche quelle previste dagli ordinamenti delle professioni regolamentate sottoposte alla vigilanza del Ministero della giustizia e agli esami di abilitazione per l’accesso alle medesime professioni, ivi comprese le misure compensative per il riconoscimento delle qualifiche professionali conseguite all’estero, ad esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica. Resta ferma la conclusione delle procedure per le quali risulti già ultimata la valutazione dei candidati.

3.    Misure urgenti per lo svolgimento degli esami di Stato di abilitazione all’esercizio delle professioni e dei tirocini professionalizzanti e curriculari

Il testo prevede che, qualora sia necessario in relazione al protrarsi dello stato di emergenza, con uno o più decreti del Ministro dell’università e della ricerca possono essere definite, anche in deroga alle vigenti disposizioni normative, le disposizioni volte ad assicurare il riconoscimento delle qualifiche professionali, l’organizzazione e le modalità della prima e della seconda sessione dell’anno 2020 degli esami di Stato di abilitazione all’esercizio delle professioni regolamentate, delle professioni di odontoiatra, farmacista, veterinario, tecnologo alimentare, dottore commercialista ed esperto contabile, nonché delle prove integrative per l’abilitazione all’esercizio della revisione legale. I decreti possono altresì individuare modalità di svolgimento diverse da quelle ordinarie, ivi comprese modalità a distanza, per le attività pratiche o di tirocinio previste per l’abilitazione all’esercizio delle stesse professioni, nonché per quelle previste nell’ambito dei vigenti ordinamenti didattici dei corsi di studio, ovvero successive al conseguimento del titolo di studio, anche laddove finalizzate al conseguimento dell’abilitazione professionale.

PERSONALE DELLA SCUOLA, DELIBERATE 4.500 ASSUNZIONI

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione Fabiana Dadone e del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri, ha approvato l’autorizzazione al Ministero dell’istruzione ad assumere, a tempo indeterminato, sui posti effettivamente vacanti e disponibili, 4.500 unità di personale docente, con decorrenza giuridica dal primo settembre 2019 e decorrenza economica dall’anno scolastico 2020/2021.

 

Dal Decreto #curaitalia le disposizioni nei titoli:

  • Titolo II
    Misure a sostegno del lavoro
    Capo I
    Estensione delle misure speciali in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale
  • Capo II
    Norme speciali in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori

Titolo III

  • Misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario

Titolo IV

  • Misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese

 

Cosa sta accadendo in queste ore in cui il governo da la steccata all’Europa:
Al momento il mercato internazionale e in particolare quello tedesco risponde alla Merkel così: fonte tratta dal “Il Messaggero” 

I colossi dell’auto tedesca, Vw, Daimler e Bmw, hanno chiesto alla cancelliera Angela Merkel di lavorare ad un pacchetto di interventi europei per uscire dalla crisi.

Le case automobilistiche hanno sottolineato che gli interventi europei dovrebbero garantire liquidità immediata alle industrie della componentistica italiane per evitare una catena di fallimenti che finirebbero per bloccare per lungo tempo anche la produzione tedesca. 

“Fino a quando le fabbriche italiane e spagnole di componentistica non riapriranno sarà praticamente impossibile assemblare in modo continuativo automobili made in Germany”.

In sostanza Vw, Daimler e Bmw hanno fatto presente alla Cancelliera che le loro catene di rifornimento sono legate a fornitori esteri, in particolare italiani non solo cinesi. 

Diario di una quarantena

Lettere 01 Aprile 2020 – Le Scuse dell’Europa – La risposta dell’Italia

Di seguito: Le Lettere 01 Aprile 2020 – Le Scuse dell’Europa – La risposta dell’Italia Pubblicate dalla testata giornalistica La Repubblica.

Come fossero due innamorati pronti a lasciarsi, intrepidi nel dolore straziante e alla ricerca di una soluzione, ecco l’avvicendarsi degli episodi passionevoli.

Dopo gli aiuti chiesti all’Unione Europea e l’avversità di Germania e Olanda, zoppicante dell’ausilio della Francia che combatte il nemico invisibile Covid-19. L’Unione Europea fa un passo indietro e arguisce il suo intrepido impegno di collaborazione con questa lettera che media le scuse e non è chiara negli intenti. Come da storia passata, ancora una volta, l’Italia immobile al confine franco austriaco, aspetta l’avanzare dell’armata oltralpe:

Lettera di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea a Repubblica

L’Italia è stata colpita dal coronavirus più di ogni altro Paese europeo. Siamo testimoni dell’inimmaginabile. Migliaia di persone sottratte all’amore dei loro cari. Medici in lacrime nelle corsie degli ospedali, col volto affondato nelle mani. Un Paese intero – e quasi un intero continente – chiuso per quarantena.

Ma il Paese colpito più duramente, l’Italia, è diventato anche la più grande fonte di ispirazione per noi tutti. Migliaia di italiani – personale medico e volontari – hanno risposto alla chiamata del governo e sono accorsi ad aiutare le regioni più colpite. Le industrie della moda ora confezionano mascherine protettive, i produttori di amaro imbottigliano disinfettante per mani. La musica dai balconi ha riempito le strade deserte – scaldando i cuori di milioni di persone.

Gli italiani stanno dimostrando la loro solidarietà reciproca nella quotidianità con migliaia di piccoli gesti – allo stesso tempo discreti ed eroici. E solo la solidarietà può farci riemergere da questa crisi – quella tra persone come quella tra Stati.

Oggi l’Europa si sta mobilitando al fianco dell’Italia. Purtroppo non è stato sempre così. Bisogna riconoscere che nei primi giorni della crisi, di fronte al bisogno di una risposta comune europea, in troppi hanno pensato solo ai problemi di casa propria. Non si rendevano conto che possiamo sconfiggere questa pandemia solo insieme, come Unione. È stato un comportamento dannoso e che poteva essere evitato. In questi giorni la distanza tra individui è fondamentale per la nostra sicurezza: la distanza tra nazioni europee, al contrario, mette tutti in pericolo.

Nel frattempo però l’Europa ha cambiato passo. Abbiamo fatto tutto il possibile per portare i Paesi europei a ragionare come una squadra e assicurare una risposta coordinata a un problema comune. E abbiamo visto più solidarietà qui in Europa che in qualsiasi altra parte del mondo.

Nell’ultimo mese, la Commissione europea non ha lasciato nulla di intentato per aiutare l’Italia. Grazie alla nostra azione, 25 Paesi europei hanno unito le forze e hanno spedito milioni di mascherine in Italia e in Spagna, per la protezione di tutti e in particolare degli operatori sanitari.

Abbiamo tenuto aperto il Brennero e gli altri valichi di frontiera, assicurando il flusso di merci che è la linfa della nostra economia. Abbiamo aiutato a rilocalizzare la produzione di materiale sanitario qui in Europa. Abbiamo finanziato la ricerca per un vaccino. Abbiamo sospeso alcune regole per dare al governo italiano lo spazio di manovra necessario ad agire rapidamente e con forza. Abbiamo convogliato miliardi di investimenti alla lotta contro il virus ed i suoi effetti.

E continueremo a fare ancora di più. Ieri la Commissione europea ha annunciato una nuova iniziativa economica, una “cassa integrazione europea”. In questo momento, milioni di italiani non hanno la possibilità di lavorare – ma non per questo possono smettere di pagare le bollette o di fare la spesa. Le aziende continuano a pagare gli stipendi anche se l’attività è ferma – dalle imprese edili agli alberghi rimasti vuoti, dalle grandi industrie agli artigiani. Migliaia di aziende forti e in salute si trovano in difficoltà a causa del coronavirus. Hanno bisogno di un sostegno per superare la crisi attuale: l’Europa sta intervenendo in loro aiuto.

Esistono già strumenti a livello nazionale per aiutare i lavoratori e le aziende in tempi di crisi, ma la situazione attuale sta mettendo a dura prova le finanze dei Paesi europei. L’Europa vuole dare una mano, stanziando nuove risorse per finanziare la cassa integrazione. L’Unione stanzierà fino a cento miliardi di euro in favore dei Paesi colpiti più duramente, a partire dall’Italia, per compensare la riduzione degli stipendi di chi lavora con un orario ridotto.

Questo sarà possibile grazie a prestiti garantiti da tutti gli Stati membri – dimostrando così vera solidarietà europea. Tutti i Paesi membri contribuiranno a rendere possibile questo nuovo strumento, che si chiama “Sure”. Aiuterà lavoratori e impiegati, aiuterà le aziende e sarà una boccata d’aria fresca per le finanze pubbliche italiane.

Questo sostegno europeo alla cassa integrazione aiuterà a salvare posti di lavoro – anche in un momento di minore attività. Quando la quarantena sarà finita, e la domanda e gli ordinativi torneranno a crescere, quelle stesse persone potranno tornare a lavorare a tempo pieno. E questo è fondamentale per far ripartire al più presto il motore dell’economia europea. Questa iniziativa fa parte di un pacchetto più ampio.

Ieri abbiamo anche proposto che ogni euro ancora disponibile nel bilancio annuale dell’Unione europea venga speso per affrontare la crisi. Aiuteremo agricoltori e pescatori, che ogni giorno danno da mangiare al nostro continente. Allo stesso tempo, la Banca europea di investimenti sta aiutando le imprese europee – in particolare le piccole e medie – a trovare i finanziamenti di cui hanno bisogno in questa situazione di emergenza. Questa crisi è una prova per l’Europa. E non possiamo permetterci di fallire. Le decisioni che prendiamo oggi verranno ricordate per anni. Daranno forma all’Europa di domani. Credo che l’Europa possa riemergere più forte da questa situazione, ma dobbiamo prendere le decisioni giuste – qui ed ora. Abbiamo già intrapreso alcune azioni coraggiose. Molte altre saranno ancora necessarie.

Preferiremmo tutti vivere tempi più facili. Ma oggi quello che possiamo decidere è come reagire. Ho in mente un’Europa fondata sulla solidarietà – la nostra più grande speranza e il nostro investimento in un futuro comune.

Un coro unanime avvolge l’Italia, le scuse e i soldi spiccioli non bastano. La soglia della mancanza di fiducia aleggia, gli intenti di questa visione di unione, vacilla. Ognuno lotta per la propria nazione, è natura stessa dalla libertà nazional popolare. Da secoli,  le guerre, si combattono per l’ indipendenza della patria. Se si fosse voluta formare l’Europa, sarebbe già nata da secoli, da quando l’Impero Romano aveva unito più mondi. Ma ahimè, anche la lunga e grande egemonia fu spezzata non solo dalle guerre perse, ma da una grande epidemia che indebolì Roma. Fu così, che il sacro romano impero, divenne nel corso dei secoli, Italia. Ancora oggi inneggia la frase – Roma caput mundi regit orbis frena rotundi – Roma capitale del mondo regge le redini dell’orbe rotondo –

Raccontiamo la storia, magari qualcuno l’abbia dimenticata!

Fatto sta che, il nostro Presidente del consiglio, Giuseppe Conte, risponde all’Unione Europea. Con il vessillo in mano, il tricolore nel petto e l’emozione dei tanti caduti in guerra che lacrime portarono al suo volto, sfodera l’arma affondando la penna nell’inchiostro e risponde:

La lettera del Presidente Conte alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, pubblicata sul quotidiano “la Repubblica”

Cara Ursula,

ho apprezzato il sentimento di vicinanza e condivisione che ha ispirato le parole con cui ieri, dalle pagine di questo giornale, ti sei rivolta alla nostra comunità nazionale e, in particolare, al nostro personale sanitario, che, con grande sacrificio e responsabilità, è severamente impegnato nel fronteggiare questa emergenza. Le tue parole sono la prova che la determinazione degli italiani ha scosso le coscienze di tutti, travalicando i confini nazionali e ponendo la riflessione oggi più urgente: cosa è disposta a fare l’Europa non per l’Italia, ma per se stessa.

In questi giorni ho ricordato spesso come l’emergenza che stiamo vivendo richieda una risposta straordinaria, poiché la natura e le caratteristiche della crisi in corso sono tali da mettere a repentaglio l’esistenza stessa della casa comune europea. Non abbiamo scelta, la sfida è questa: siamo chiamati a compiere un salto di qualità che ci qualifichi come “unione” da un punto di vista politico e sociale, prima ancora che economico.

L’Italia sa che la ricetta per reggere questa sfida epocale non può essere affidata ai soli manuali di economia. Deve essere la solidarietà l’inchiostro con cui scrivere questa pagina di storia: la storia di Paesi che stanno contraendo debiti per difendersi da un male di cui non hanno colpa, pur di proteggere le proprie comunità, salvaguardando le vite dei suoi membri, soprattutto dei più fragili, e pur di preservare il proprio tessuto economico-sociale.
La solidarietà europea, come hai tu stessa ricordato, nei primi giorni di questa crisi non si è avvertita e ora non c’è altro tempo da perdere.

Accogliamo con favore la proposta della Commissione europea di sostenere, attraverso il piano “Sure” da 100 miliardi di euro, i costi che i governi nazionali affronteranno per finanziare il reddito di quanti si trovano temporaneamente senza lavoro in questa fase difficile. È una iniziativa positiva, poiché consentirebbe di emettere obbligazioni europee per un importo massimo di 100 miliardi di euro, a fronte di garanzie statali intorno ai 25 miliardi di euro.

Ma le risorse necessarie per sostenere i nostri sistemi sanitari, per garantire liquidità in tempi brevi a centinaia di migliaia di piccole e medie imprese, per mettere in sicurezza occupazione e redditi dei lavoratori autonomi, sono molte di più. E questo non vale certo solo per l’Italia. Per questo occorre andare oltre.
Altri player internazionali, come gli Stati Uniti, stanno mettendo in campo uno sforzo fiscale senza precedenti e non possiamo permetterci, come italiani e come europei, di perdere non soltanto la sfida della ricostruzione delle nostre economie, ma anche quella della competizione globale.

Quando si combatte una guerra, è obbligatorio sostenere tutti gli sforzi necessari per vincere e dotarsi di tutti gli strumenti che servono per avviare la ricostruzione.
A questo proposito, nei giorni scorsi ho lanciato la proposta di un European Recovery and Reinvestment Plan. Si tratta di un progetto coraggioso e ambizioso che richiede un supporto finanziario condiviso e, pertanto, ha bisogno di strumenti innovativi come gli European Recovery Bond: dei titoli di Stato europei che siano utili a finanziare gli sforzi straordinari che l’Europa dovrà mettere in campo per ricostruire il suo tessuto sociale ed economico. Come ho già chiarito, questi titoli non sono in alcun modo volti a condividere il debito che ognuno dei nostri Paesi ha ereditato dal passato, e nemmeno a far sì che i cittadini di alcuni Paesi abbiano a pagare anche un solo euro per il debito futuro di altri.

Si tratta – piuttosto – di sfruttare a pieno la vera “potenza di fuoco” della famiglia europea, di cui tutti noi siamo parte, per dare vita a un grande programma comune e condiviso di sostegno e di rilancio della nostra economia, e per assicurare un futuro degno alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori, e a tutti i nostri figli.
Al termine dell’ultimo Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, ci siamo dati due settimane di tempo per raccogliere questa sfida. Purtroppo, alcune anticipazioni dei lavori tecnici che ho potuto visionare non sembrano affatto all’altezza del compito che la storia ci ha assegnato.

Si continua a insistere nel ricorso a strumenti come il Mes che appaiono totalmente inadeguati rispetto agli scopi da perseguire, considerato che siamo di fronte a uno shock epocale a carattere simmetrico, che non dipende dai comportamenti di singoli Stati.
È il momento di mostrare più ambizione, più unità e più coraggio. Di fronte a una tempesta come quella del Covid-19 che riguarda tutti, non serve un salvagente per l’Italia: serve una scialuppa di salvataggio solida, europea, che conduca i nostri Paesi uniti al riparo. Non chiediamo a nessuno di remare per noi, perché abbiamo braccia forti.

“Le decisioni che prendiamo oggi verranno ricordate per anni. Daranno forma all’Europa di domani”, hai scritto ieri nel tuo intervento. Sono pienamente d’accordo. Il 2020 sarà uno spartiacque nella storia della Ue. Ciascun attore istituzionale sarà chiamato a rispondere, anche ai posteri, delle proprie posizioni e del proprio operato. Solo se avremo coraggio, solo se guarderemo davvero il futuro con gli occhi della solidarietà e non col filtro degli egoismi, potremo ricordare il 2020 non come l’anno del fallimento del sogno europeo ma della sua rinascita.

La bandiera italiana,  sul torrione del Quirinale sventola nuovamente. Anni or sono passati, quando i nostri compatrioti fuggivano per non essere colpiti dai bombardamenti degli alleati che ci liberavano dall’oppressore.

Oggi l’Italia in prima linea bombarda l’europa del senso di umanità.

Voi grandi che siete al di là di tutto, e che dei caduti ne avete fatto numero:

“Mettetevi una maschera! Noi Italiani indossiamo in campo la mascherina!

Diario di una quarantena Diario di una quarantena
Diario di una quarantena

Decreto del Presidente del consiglio dei ministri 28 marzo 2020 – Criteri di formazione e di riparto del Fondo di solidarietà comunale 2020

Decreto del Presidente del consiglio dei ministri 28 marzo 2020 – Criteri di formazione e di riparto del Fondo di solidarietà comunale 2020

Novità nella ripartizione del fondo di solidarietà comunale.

Meritano il primo posto al lavoro svolto nella lotta al coronavirus, i Sindaci.

Un pò aspra la replica della regione che, giustamente, denota come i soldi destinati, siano un anticipo di cassa che ogni anno spettano alle regioni.

Di seguito la dichiarazione del Presidente della regione Calabria che ne spiega il meccanismo e che trovo ampliamene esaustiva:

I 4.3 miliardi del governo? Una messa in scena umiliante per i cittadini. I 4,3 miliardi di trasferimenti annunciati dal governo non sono altro che un anticipo delle risorse ordinarie che ogni anno lo Stato trasferisce agli enti locali.

Tali risorse non possono essere utilizzate per il sostegno alle persone in difficoltà bensì per le spese di funzionamento dell’Ente come il personale e servizi essenziali.

Rispetto all’annuncio roboante di 4,3 miliardi che rischia di ingenerare aspettative dei cittadini nei confronti degli amministratori locali, l’unico trasferimento destinato ai comuni per il sostegno alle fasce più deboli è rappresentato dai 400 milioni che la protezione civile suddividerà per gli 8100 comuni presenti sul territorio.

Perfettamente d’accordo con la Presidente della regione Calabria Jole Santelli. Restano da distribuire:

  • 400 milioni in 8100 comuni italiani;
  • 4,3 miliardi saranno l’investimento futuro economico sociale dei sindaci. Rimane da dire che questa è un’anticipazione del montante totale spettante; 

L’annuncio alle sentinelle, è stato comunicato dal Presidente del consiglio Conte durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi con il Ministro dell’economia e delle finanze, Roberto Gualtieri e in videocollegamento il Presidente dell’Anci, Antonio Decaro, in occasione alla firma del: Decreto del Presidente del consiglio dei ministri 28 marzo 2020 – Criteri di formazione e di riparto del Fondo di solidarietà comunale 2020. Un lavoro quello dei sindaci che andrà a coordinarsi con la protezione civile e gli assistenti sociali per un equa distribuzione delle risorse.

La mia domanda è?:

  • Su che base il comune accerta il grado di povertà del soggetto per l’attribuzione del buono spesa?
  • Per coloro che sono rimasti indietro e che non possono dichiarare la realtà poichè le vicissitudini di vita ti portano ad adottare i “meccanismi scorciatoia in nero”, cosa faranno le sentinelle?
  • Se sono povero da quando è arrivato il coronavirus?

La maggior parte delle comunità territoriali dell’intera nazione ha attuato il piano B, quello della spesa solidale. Il riscontro è positivo nella condivisione!

I comuni stanno attuando la procedura per l’accreditamento per la fornitura gratuita di beni di prima necessità a cittadini in stato di bisogno da parte degli esercizi commerciali.

Per quanto riguarda i 4,3 miliardi di risorse suddivisi ai comuni, ho avuto la netta sensazione che, sia stato un colpo di scacco inaspettato alle regioni per porre fine alla parsimonia dei comuni e poter dare loro una boccata d’aria di fronte le necessità plurime che li attendono, una di questa è la crescita economica e sociale della propria città!

In netto di ragionamento lo stato dice: i soldi li avete sappiate gestirli perchè non ce ne saranno più se non una seconda tranche che completa il montante finale. Analizzando, vi sono comuni che sono ridotti colabrodo e: dalla manutenzione alle strade, al problema spazzatura, alle infrastrutture interne da ricollocare in termini strutturali, davvero i soldi sono pochi! Fatto sta che a battere cassa sono i cittadini che sanno bene di aver diritto e poter mangiare! Ecco che si stringerà largamente la fascia degli aventi diritto ai buoni spesa con l’ausilio degli assistenti sociali.

Si afferma la mentalità che, attraverso le disposizioni del governo centrale, l’Italia debba essere dipartita in piccole unità locali in funzione del bisogno del cittadino.

Ho la vaga idea che le regioni ordinarie rimangano, in termini gerarchici solo strumento di coordinamento, ma non avranno, in un futuro non troppo lontano, funzione di distribuzione delle risorse.

Le sentinelle sono a lavoro!

Qualcosa si muove! I colpi di scena nelle retrovie di palazzo si avvicendano!

Vi lascio il decreto con i relativi allegati di ripartizione.

File name : Decreto-del-Presidente-del-consiglio-dei-ministri-28-marzo-2020-Criteri-di-formazione-e-di-riparto-del-Fondo-di-solidarietà-comunale-2020.pdf

Diario di una quarantena

Decreto legge 25 marzo 2020 n.19 – Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19

Decreto legge 25 marzo 2020 n.19 – Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 Come al solito annoto le parti articolate che hanno un rilievo allo stato attuale che si trama nel tessuto sociale del cittadino.

Il decreto si articola:

Art 1 –

Misure urgenti per evitare la diffusione del COVID-19

  • 1. Possono essere adottate, secondo quanto previsto dal presente decreto, una o piu’ misure tra quelle di cui al comma 2, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche piu’ volte fino al 31 luglio 2020.

Il senso è: secondo le condizioni diffuse da diffusione del covid-19, il governo lascia un elasticità alla applicazione delle misure urgenti per periodi non superiori ai trenta giorni e prorogabili al 31 luglio. In base alla diffusione le misure potranno protrarsi, cambiare o cessare all’ultimo periodo di riferimento.

  • 2. Ai sensi e per le finalita’ di cui al comma 1, possono essere adottate, secondo principi di adeguatezza e proporzionalita’ al rischio effettivamente presente su specifiche parti del territorio nazionale ovvero sulla totalita’ di esso, una o piu’ tra le seguenti misure:
  • a) limitazione della circolazione delle persone, anche prevedendo limitazioni alla possibilita’ di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora se non per spostamenti individuali limitati nel tempo e nello spazio o motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessita’ o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni;

A questo proposito, per essere certi di agire secondo le regole previste e non incorrere in sanzioni, vi lascio il link in cui il sito del governo italiano risponde alle domande e chiarimenti riferite agli spostamenti sul territorio nazionale.

  • c) limitazioni o divieto di allontanamento e di ingresso in territori comunali, provinciali o regionali, nonché’ rispetto al territorio nazionale;

A questo proposito si chiarisce che, coloro che partono dal nord verso il sud sta compiendo un reato! Ma ancora a tutt’oggi succede, continuando a contaminare. Lo spostamento dev’essere autocertificato con legittime ragioni.

  • d) applicazione della misura della quarantena precauzionale ai soggetti che hanno avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva o che rientrano da aree, ubicate al di fuori del territorio italiano;
  • e) divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte alla misura della quarantena perche’ risultate positive al virus;
  • u) limitazione o sospensione delle attivita’ commerciali di vendita al dettaglio, a eccezione di quelle necessarie per assicurare la reperibilita’ dei generi agricoli, alimentari e di prima necessita’ da espletare con modalita’ idonee ad evitare assembramenti di persone, con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire il rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio;
  • v) limitazione o sospensione delle attivita’ di somministrazione al pubblico di bevande e alimenti, nonche’ di consumo sul posto di alimenti e bevande, compresi bar e ristoranti;
  • z) limitazione o sospensione di altre attivita’ d’impresa o professionali, anche ove comportanti l’esercizio di pubbliche funzioni, nonche’ di lavoro autonomo, con possibilita’ di esclusione dei servizi di pubblica necessita’ previa assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non sia possibile rispettare la distanza di sicurezza interpersonale predeterminata e adeguata a prevenire o ridurre il rischio di contagio come principale misura di contenimento, con adozione di adeguati strumenti di protezione individuale;
  • aa) limitazione allo svolgimento di fiere e mercati, a eccezione di quelli necessari per assicurare la reperibilita’ dei generi agricoli, alimentari e di prima necessita’;

Art. 2

Attuazione delle misure di contenimento

1. Le misure di cui all’articolo 1 sono adottate con uno o piu’ decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, sentiti il Ministro dell’interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell’economia e delle finanze e gli altri ministri competenti per materia, nonche’ i presidenti delle regioni interessate, nel caso in cui riguardino esclusivamente una regione o alcune specifiche regioni, ovvero il Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale. I decreti di cui al presente comma possono essere altresi’ adottati su proposta dei presidenti delle regioni interessate, nel caso in cui riguardino esclusivamente una regione o alcune specifiche regioni, ovvero del Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale, sentiti il Ministro della salute, il Ministro dell’interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell’economia e delle finanze e gli altri ministri competenti per materia. Per i profili tecnico-scientifici e le valutazioni di adeguatezza e proporzionalita’, i provvedimenti di cui al presente comma sono adottati sentito, di norma, il Comitato tecnico scientifico di cui all’ordinanza del Capo del dipartimento della Protezione civile 3 febbraio 2020, n. 630.

2. Nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al comma 1 e con efficacia limitata fino a tale momento, in casi di estrema necessita’ e urgenza per situazioni sopravvenute le misure di cui all’articolo 1 possono essere adottate dal Ministro della salute ai sensi dell’articolo 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833.

Art. 3

Misure urgenti di carattere regionale o infraregionale

1. Nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 2, comma 1, e con efficacia limitata fino a tale momento, le regioni, in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso, possono introdurre misure ulteriormente restrittive, tra quelle di cui all’articolo 1, comma 2, esclusivamente nell’ambito delle attivita’ di loro competenza e senza incisione delle attivita’ produttive e di quelle di rilevanza strategica per l’economia nazionale.

2. I Sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali, ne’ eccedendo i limiti di oggetto cui al comma 1.

Queste misure sono oltremodo importanti nelle decisioni e relazioni tra stato – regioni e di conseguenza riversate al cittadino. L’esempio lo abbiamo dall’esodo prodotto da decisioni sbagliate del governo nel comunicare i decreti e non controllare in maniera efficiente le entrate e uscite dalle regioni attraverso: stazioni, aeroporti, autostrade. Il sud è stato invaso, ciò ha provocato un aumento dei contagi in zone di riferimento il cui tasso di mortalità può arrivare ad essere maggiore rispetto al dato del nord per mancanza di strutture e attrezzature atte a contrastare la pandemia covid-19!

Art. 4

Sanzioni e controlli

7. Al comma 1 dell’articolo 260 del regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, Testo unico delle leggi sanitarie, le parole «con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da lire 40.000 a lire 800.000» sono sostituite dalle seguenti: «con l’arresto da 3 mesi a 18 mesi e con l’ammenda da euro 500 ad euro 5.000».

Art. 5

Disposizioni finali 

Art. 6

Entrata in vigore

domande frequenti #iorestoacasa

File name : Decreto-legge-25-marzo-2020-n.-19-Misure-urgenti-per-fronteggiare-lemergenza-epidemiologica-da-COVID-19.pdf

File name : nuovo_modello_autodichiarazione_23.03.2020_compilabile.pdf

Link Decreto 22 Marzo 2020 – Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

Diario di una quarantena

Elenco codici allegato 1 modificato – Dpcm 22 Marzo 2020

Di seguito trovate l’Elenco codici allegato 1 modificato – Dpcm 22 Marzo 2020


IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19» e, in particolare, l’art. 3; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 64 dell’11 marzo 2020, che individua le attivita’ del commercio al dettaglio non sospese nonche’ le prescrizioni in materia di attivita’ dei servizi di ristorazione; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 76 del 22 marzo 2020, che individua le attivita’ produttive e del commercio al dettaglio non sospese; Visto, in particolare, l’art. 1, comma 1, lettera a) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020, ai sensi del quale l’elenco dei codici di cui all’allegato 1 puo’ essere modificato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze; Vista la «Classificazione delle attivita’ economiche ateco 2007», adottata dall’Istituto nazionale di statistica – ISTAT e consultabile all’indirizzo https://www.istat.it/it/archivio/17888; Considerata la necessita’ di aggiornare l’elenco dei codici ATECO in modo da consentire, da un lato, la maggior integrazione delle filiere gia’ interessate dall’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020 e, dall’altro lato, la sospensione delle attivita’ non ritenute essenziali; Sentito il Ministro dell’economia e delle finanze;

Decreta:

Art. 1

Modifiche al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020

1. L’elenco dei codici di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020, e’ sostituito dall’allegato 1 del presente decreto. 2. Per le attivita’ di seguito elencate si applicano le seguenti ulteriori prescrizioni: a) le «Attivita’ delle agenzie di lavoro temporaneo (interinale)» (codice ATECO 78.2) sono consentite nei limiti in cui siano espletate in relazione alle attivita’ di cui agli Allegati 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 e di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020, come modificato dal presente decreto ministeriale; b) le «Attivita’ dei call center» (codice ATECO 82.20.00) sono consentite limitatamente alla attivita’ di «call center in entrata (inbound), che rispondono alle chiamate degli utenti tramite operatori, tramite distribuzione automatica delle chiamate, tramite integrazione computer-telefono, sistemi interattivi di risposta a voce o sistemi simili in grado di ricevere ordini, fornire informazioni sui prodotti, trattare con i clienti per assistenza o reclami» e, comunque, nei limiti in cui siano espletate in relazione alle attivita’ di cui agli Allegati 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo 2020 e di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020, come modificato dal presente decreto ministeriale; c) le «Attivita’ e altri servizi di sostegno alle imprese» (codice ATECO 82.99.99) sono consentite limitatamente all’attivita’ relativa alle consegne a domicilio di prodotti. 3. In conformita’ a quanto previsto dall’art. 1, comma 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 22 marzo 2020, le imprese le cui attivita’ sono sospese per effetto del presente decreto completano le attivita’ necessarie alla sospensione entro il 28 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.

Art. 2

Disposizioni finali 1. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 26 marzo 2020.

Roma, 25 marzo 2020 Il Ministro: Patuanelli Registrato alla Corte dei conti il 25 marzo 2020 Ufficio di controllo sugli atti del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero delle politiche agricole, reg. n. 161

File name : elenco-attività-aggiornato-decreto-22-marzo.pdf

Scaricalo da link – Modifica dell’elenco dei codici di cui all’allegato 1 del decreto 22 marzo 2020

Link – Decreto 22 Marzo 2020 – Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

 

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Consigli per gli acquisti – La spesa al tempo del coronavirus

Consigli per gli acquisti – La spesa al tempo del coronavirus

Rimarrà tra i consigli che possiamo avere in questa esperienza di vita in cui il cibo sembra essere la compagnia ideale.  Il cibo! Unica possibilità per uscire di casa, naturalmente non abusando, più restiamo a casa, più il rischio di contagio diminuisce.

La mia spesa la gestisco come ho sempre fatto, gli acquisti alimentari li proporziono senza sprecare, questo fa bene al portafoglio, al tempo di utilizzo dei prodotti, alla necessità del periodo. Faccio alcuni esempi:

  • Pane, se non posso comprarlo tutti i giorni fresco lo posso sostituire con il Panbianco, o ancora meglio acquistate il Panbiscotto.
  • Pasta, comprate la pasta a lunga conservazione, mi raccomando di porre attenzione alla scelta. Una buona pasta equivale ad una buona digestione! I pacchi di pasta dal super formato usateli se siete in tanti in famiglia, altrimenti vi consiglio di usare i formati normali, meglio non lasciare aperta la pasta se non ha un consumo veloce.
  • La pasta si può realizzare anche a casa, basterà comprare la farina ideale e realizzare il formato.
  • Farina, comprate la qualità che serve per realizzare il prodotto, regolatevi in base alla frequenza di utilizzo per evitare di lasciarla aperta.
  • Pangrattato non fatelo mai mancare.
  • Uova attenti alla scadenza.
  • Formaggio stagionato, il formaggio morbido deve essere consumato in breve periodo, evitate mozzarella e ricotta confezionate, acquistatele se avete già esperienza del prodotto o se conoscete il caseificio di provenienza.
  • Latte a lunga conservazione
  • Caffè – The verde – Tisane
  • Salsa, fatene una scorta osservate la scadenza
  • Carne, i formati in vaschetta che troviamo in banco frigo sono comodi da congelare, se avete la vostra macelleria di fiducia e non dovete spostarvi dal vostro comune di residenza, acquistate la carne pensando ad una quantità maggiore rispetto alla normale spesa. A casa congelerete il di più. Vi consiglio di acquistare: petto di pollo, fettine di lonza/arista di maiale, macinato misto di vitello/maiale, salsicce, pollo/coniglio/tacchino porzionato.
  • Verdura, scegliete se acquistarla congelata o in banco ortofrutta, per quest’ultima una volta pulita potete tranquillamente congelarla.
  • Insalata, vi consigli di utilizzare la lattuga, si mantiene in frigo.
  • Sapori da tenere in dispensa: cipolla, aglio, prezzemolo, sedano, basilico, carote, patate.
  • Legumi si mantengono: fagioli, lenticchia.
  • Frutta non fatela mai mancare
  • Merendine secondo il vostro gusto potete comprarle a scaffale o farle voi.
  • Acqua

Il resto della spesa è a vostro piacimento secondo le abitudini in casa, quando comprate guardate sempre la scadenza! Ricordate che ciò che ho elencato è per la maggior parte acquisto a lungo periodo, ovvero 15 giorni. Più distribuiamo l’alimentazione per uso casalingo ovvero: faccio la torta in casa ed evito di uscire per comprare merendine, più facciamo bene a noi stessi e al portafoglio visto il periodo!

La spesa così fatta fa media alla scorta in dispensa e lo spreco è quasi inesistente:

  • utilizziamo le risorse con sapiente quantità,
  • evitiamo lo spreco in questo periodo.
  • La spesa di guanti in lattice – prodotti per la cura della persona – prodotti igienici e sanitari, cerchiamo di acquistarli nello stesso supermercato se sono presenti.

Vi consiglio di guardare i volantini di riferimento. Ponete attenzione perchè anche qui il mercato è cambiato e molte volte le offerte non si trovano!

Che dirvi ci viene detto di comprare italiano, sono d’accordo! L’ho sempre fatto per una questione di fiducia del prodotto e sopratutto sto attenta alla provenienza, di solito preferisco i prodotti della mia terra. Certo, nella nostra nazione, ci vorrebbe maggiore tutela per quei coltivatori, allevatori e aziende che, tutti giorni in Italia, lavorano e danno lavoro! Magari evitare il gli accordi che favoriscono il mercato europeo che massacra i nostri commercianti. Ancora ho impresso quando gli allevatori in sardegna versavano il latte in strada per la protesta delle quote latte! Davvero brutto da vedere lo spreco, non la protesta per quella avevano e hanno tutte le categorie coinvolte più che ragione!

Comprate italiano, non perchè ve lo dicono ora, ma perchè volete bene alla vostra nazione, perchè se proprio proprio bisogna essere oggettivi, chi dice  insistentemente comprate italiano è colui che ieri ha stretto accordi con paesi esteri oltre oceano per l’inserimento dei prodotti alimentari nel mercato italiano/europeo. Ma questa è un’altra storia.

La media di costo scontrino spesa per due persone varia dai 70 ai 100 euro per 15 giorni.

Ecco i Consigli per gli acquisti – La spesa al tempo del coronavirus

Covid-19 – Conosciamolo – La sperimentazione del farmaco Coronavirus –

Diario di una quarantena

Decreto 22 Marzo 2020 – Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

Decreto 22 Marzo 2020 – Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale.

Vi evidenzio alcuni punti del decreto:

  1. Sospensione delle attività commerciali e industriali; di seguito l’elenco che può essere variato dal Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze;
  2. Il divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; conseguentemente all’articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 le parole “. E’ consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza” sono soppresse; Di seguito il file con la nuova autodichiarazione;
  3. è consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari;
  4. sono consentite le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della provincia ove sono ubicate le attività produttive.

Il Prefetto informa delle comunicazioni ricevute e dei provvedimenti emessi il Presidente della regione o della Provincia autonoma, il Ministro dell’interno, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le forze di polizia.

  • Le imprese le cui attività non sono sospese rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali.
  • Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del presente decreto completano le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.

L’italia dei decreti! Della coerenza latente e del minimo interesse a valutare le situazioni considerando la voce del popolo!

In questo momento in cui vi aggiorno dell’ennesimo decreto questa volta sfascia economia in data 24 Marzo, all’imbarco di Villa San Giovanni vi è il fermo delle auto che non hanno validi motivi a sbarcare nel territorio siciliano, sono giorni che il presidente di regione Calabria e Sicilia chiede l’intervento dei militari e una più attenta soluzione all’esodo che causerebbe di nuovo contagi, è stata infatti emessa ordinanza dalla presidente Santelli il divieto di entrata e uscita in calabria se non per validi motivi.

Il governo se ne “fotte” lascia solo il sud!

I presidenti di regione Calabria e Sicilia e il sindaco della città metropolitana, con il sindaco di Villa San giovanni e Messina stanno cercando di dare forza alla voce del popolo del sud che non vuole essere carne da macello! Si sta facendo una distinzione di razze! 

Ministero della Salute

Ordinanza 22 marzo 2020

Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. (20A01806)

(G.U. Serie Generale , n. 75 del 22 marzo 2020)

                                    
 
 
                      IL MINISTRO DELLA SALUTE 
 
 
                           di concerto con 
 
 
                      IL MINISTRO DELL'INTERNO 
 
  Visti gli articoli 32, 117,  comma  2,  lettera  q),  e  118  della
Costituzione; 
  Visto l'art. 47-bis del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
che attribuisce al Ministero della salute le funzioni spettanti  allo
Stato in materia di tutela della salute umana; 
  Vista la legge 23 dicembre 1978, n. 833, recante  «Istituzione  del
Servizio sanitario nazionale» e, in particolare, l'art. 32; 
  Visto l'art. 1 della legge 1° aprile 1981, n. 121, che, al comma 2,
attribuisce al Ministro dell'interno l'adozione dei provvedimenti per
la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica; 
  Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,  in
materia di conferimento di funzioni e  compiti  amministrativi  dello
Stato alle regioni e agli enti locali; 
  Visto il testo unico delle leggi  sanitarie,  approvato  con  regio
decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modifiche; 
  Visto   il   regolamento   per   la   polizia    sanitaria    della
aeronavigazione, approvato con il regio decreto  2  maggio  1940,  n.
1045; 
  Visto il regolamento sanitario internazionale 2005, adottato  dalla
58ª Assemblea mondiale della sanita' in data  23  maggio  2005  e  in
vigore dal 15 giugno 2007, che ha posto le nuove esigenze di  sanita'
pubblica in ambito transfrontaliero; 
  Viste le ordinanze del Ministro della salute del 25  gennaio  2020,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Serie  Generale,  n.  21  del  27
gennaio  2020;  del  30  gennaio  2020,  pubblicata  nella   Gazzetta
Ufficiale Serie Generale, n. 26 del 1° febbraio 2020; del 21 febbraio
2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 44 del 22 febbraio 2020;
del 12 e del 20 marzo 2020, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 73
del 20 marzo 2020; del 14 e  del  15  marzo  2020,  pubblicate  nella
Gazzetta Ufficiale n. 74 del 21 marzo 2020; 
  Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31  gennaio  2020,
con la quale e' stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza
sul territorio  nazionale  relativo  al  rischio  sanitario  connesso
all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili; 
  Visto il decreto-legge 23 febbraio  2020,  n.  6,  recante  «Misure
urgenti  in  materia  di  contenimento  e   gestione   dell'emergenza
epidemiologica da  COVID-19»,  convertito,  con  modificazioni  nella
legge 5 marzo 2020, n. 13; 
  Visto il decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, recante «Misure  urgenti
di  sostegno  per  le  famiglie,  lavoratori   e   imprese   connesse
all'emergenza epidemiologica da COVID-19»; 
  Visto il  decreto-legge  8  marzo  2020,  n.  11,  recante  «Misure
straordinarie ed urgenti per contrastare  l'emergenza  epidemiologica
da COVID-19  e  contenere  gli  effetti  negativi  sullo  svolgimento
dell'attivita' giudiziaria»; 
  Visto il decreto-legge 9 marzo 2020, n. 14,  recante  «Disposizioni
urgenti per il potenziamento  del  Servizio  sanitario  nazionale  in
relazione all'emergenza COVID-19»; 
  Visto il decreto-legge 17 marzo 2020, n.  18,  recante  «Misure  di
potenziamento  del  Servizio  sanitario  nazionale  e   di   sostegno
economico per famiglie, lavoratori e imprese  connesse  all'emergenza
epidemiologica da COVID-19»; 
  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8  marzo
2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'8 marzo 2020; 
  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9  marzo
2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 62 del 9 marzo 2020; 
  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 marzo
2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 64 dell'11 marzo 2020; 
  Considerati  l'evolversi  della   situazione   epidemiologica,   il
carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento  dei
casi sul territorio nazionale; 
  Ritenuto  che  sussiste  l'esigenza  di  evitare  conseguenze   sul
mantenimento dell'ordine pubblico e della  sicurezza  a  seguito  del
possibile verificarsi di rilevanti flussi di spostamenti di  persone,
incompatibili con gli obiettivi di contenimento del virus COVID-19; 
  Ritenuto necessario  adottare,  sull'intero  territorio  nazionale,
ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell'emergenza
epidemiologica da COVID-19; 
 
                              E m a n a 
 
 
                       la seguente ordinanza: 
 
                               Art. 1 
 
 
              Ulteriori misure urgenti di contenimento 
            del contagio sull'intero territorio nazionale 
 
  1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi  del  virus
COVID-19, e' fatto divieto a tutte le persone fisiche di  trasferirsi
o spostarsi con mezzi di  trasporto  pubblici  o  privati  in  comune
diverso da quello  in  cui  si  trovano,  salvo  che  per  comprovate
esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.
 Art. 2 
 
 
                         Disposizioni finali 
 
  1. Le disposizioni della presente ordinanza producono effetto dalla
data del 22 marzo 2020 e sono efficaci fino all'entrata in vigore  di
un nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri,  di  cui
all'art. 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6. 
 
    Roma, 22 marzo 2020 
 
                                   Il Ministro della salute: Speranza 
 
Il Ministro dell'interno: Lamorgese 
 

Registrato alla Corte dei conti il 22 marzo 2020 
Ufficio controllo atti MIUR, MIBAC,  Min.  salute  e  Min.  lavoro  e
politiche sociali, reg. n. 450

File name : elenco-attività-aggiornato-decreto-22-marzo.pdf

File name : Decreto-22-Marzo-2020-Misure-urgenti-di-contenimento-del-contagio-sullintero-territorio-nazionale.pdf

File name : nuovo_modello_autodichiarazione_23.03.2020_compilabile.pdf

Presidente Regione Calabria - Ordinanza 20 Marzo 2020 - Convid-19

Presidente Regione Calabria – Ordinanza 20 Marzo 2020 – Convid-19

Presidente Regione Calabria – Ordinanza 20 Marzo 2020 – Convid-19

Di seguito il comunicato della Presidente Regione Calabria, Jole Santelli, in merito alle disposizioni per: la prevenzione e il contenimento dell’emergenza sanitaria in corso.

Oggi ho firmato un’ulteriore ordinanza per la prevenzione e il contenimento dell’emergenza sanitaria in corso. Sono ancora in tanti, infatti, coloro che affrontano con superficialità questo momento, mettendo a repentaglio la propria salute e quella degli altri calabresi.
Pertanto l’ordinanza prevede che fino al 3 aprile sono consentiti esclusivamente: gli spostamenti individuali temporanei con comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute ovvero le esigenze primarie delle persone, svolte nel tempo strettamente indispensabile.
Nell’ordinanza è contenuto un riferimento agli spostamenti con gli animali da affezione che sono consentiti solo in prossimità della propria abitazione.
Le uscite per gli acquisti essenziali, ad eccezione di quelle per i farmaci, vanno limitate ad una sola volta al giorno e ad un solo componente del nucleo familiare. L’eventuale presenza di accompagnatori può essere consentita esclusivamente per motivi di salute o di lavoro, secondo quanto indicato.
È vietata la pratica di ogni attività motoria e sportiva all’aperto, anche in forma individuale. Nel caso l’attività motoria, o la passeggiata, sia connessa a ragioni di salute, dovrà essere effettuata in prossimità della propria abitazione ed evitando ogni possibile compresenza di altre persone.
L’ordinanza prevede anche il divieto dell’uso di apparecchi da intrattenimento e per il gioco nelle rivendite di tabacchi.
Tutti gli esercizi commerciali dovranno osservare la chiusura domenicale, fatta eccezione per le farmacie di turno e le edicole.
Ai sindaci è lasciata la facoltà di disporre, tramite una propria ordinanza, riduzioni dell’orario di apertura al pubblico degli esercizi commerciali, fatta eccezione per chi vende prodotti alimentari e per le farmacie.
Ai trasgressori, alla luce della potenziale esposizione al contagio, si applica comunque la misura immediata della quarantena obbligatoria per 14 giorni, attraverso il Dipartimento di Prevenzione dell’ASP territorialmente competente, con le modalità già previste dai precedenti provvedimenti regionali, richiamati nella presente Ordinanza.

In funzione di questa ordinanza è coscienza individuale rispettare la propria salute e non mettere in pericolo la vita altrui. Se esco sono un possibile portatore di virus. Rientrando a casa, durante i miei spostamenti, sto mettendo in pericolo la vita della collettività, così come sta succedendo in queste ore ad innumerevoli persone che, dal nord sono scese al sud, ora hanno la consapevolezza di aver compromesso la vita dei propri cari e l’unica cosa che rimane è aggrapparsi alla speranza, piangere non serve. Nella vita bisogna essere responsabili e coscienti delle proprie scelte, il mondo non è la globalizzazione dell’egoismo, ma il mantenimento dell’altruismo verso l’individuo, in simbiosi con la natura. Se io esco posso morire. La parola pandemia, è l’attenta riflessione al fatto che, non è essenziale mettermi ore e ore davanti al supermercato, non è indispensabile costringere il cane a fare pipì per forza, posso rinunciare alla corsa, perchè poi correrò quanto voglio e sopratutto, rispetto chi sta lavorando per me. I sindaci calabresi e la presidente Jole Santelli stanno cercando di difenderci dal massacro e dalla perdita dei nostri cari. Siate responsabili, perchè in questo periodo, in concomitanza e con immenso sbaglio da parte del nostro esecutivo, la transumanza al sud sta portando nel picco dell’epidemia MORTE. Non è un gioco, non è un dispetto ai politici, non è permessa la ribellione alle regole.

La presidente della regione ha accordato l’appello di tanti di noi e in data 20 marzo ha inviato formalmente la richiesta dei militari sul territorio al presidente consiglio Conte. Tutto ciò accade per mancanza di responsabilità. La calabria ha bisogno di chiudersi in lunghezza e larghezza e difenderci dalla sanità che in questi anni è stata il bersaglio della trascuranza politica che ha elogiato il sistema sanitario del nord e penalizzato il sud.

State a casa, trovate pace interiore in voi stessi, perchè sembrate malati psicologicamente. Le smanie sono una forma claustrofobica di evadere dal proprio io.  In sintesi non state bene. Impegnatevi a chiedere ciò che può essere costruttivo ai nostri sindaci per le nostre città.

Chiedo alla Presidente Santelli, come già fatto in un twitt, di:

  • espandere esternamente i nostri ospedali con sale rianimazione,
  • ridurre il tempo di attesa per la ricezione dei ventilatori
  • far arrivare ciò che è necessario ai medici per proteggersi: mascherine tute ecc.
  • e sopratutto non portare al nord ciò che serve al sud, ma difenderlo!

Apriamo tutti la mente! Leggete l’ordinanza, magari trovate risposte alla domanda. Ma se mi dimentico di prendere la mollica posso uscire un’attimo?; Ma se il cane sta davanti la porta e mi dispiace vederlo così lo posso fare uscire ogni due ore?

Dai su è vergognoso!

Impegnate la mente a chiedere che venga tutelata la vostra salute!

File name : news_pdf.pdf

File name : ORDINANZA-DEL-PRESIDENTE-DELLA-REGIONE-N.12-DEL-20-MARZO-2020.pdf

Decreto legge 17 marzo 2020 n.18. Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da Covid-19

Decreto legge 17 marzo 2020 n.18. Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19

Decreto legge 17 marzo 2020 n.18. Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Di seguito il decreto, vi annoto alcuni punti che risultano essere salienti e rispondono ad alcune domande che ci siamo posti.

Il decreto prevede:

Titolo I
Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale

  • Titolo II
    Misure a sostegno del lavoro
    Capo I
    Estensione delle misure speciali in tema di ammortizzatori sociali per tutto il territorio nazionale
  • Capo II
    Norme speciali in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori

Titolo III

Misure a sostegno della liquidità attraverso il sistema bancario

Titolo IV
Misure fiscali a sostegno della liquidità delle famiglie e delle imprese

Titolo V
Ulteriori disposizioni

  • Capo I
    (Ulteriori misure per fronteggiare l’emergenza derivante dalla diffusione del Civ-19)

Un’articolo interessante!

Art. 15
(Disposizioni straordinarie per la produzione di mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale)
1. Fermo quanto previsto dall’articolo 34 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, per la gestione dell’emergenza COVID-19, e fino al termine dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, è consentito produrre, importare e immettere in commercio mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale in deroga alle vigenti disposizioni.
2. I produttori e gli importatori delle mascherine chirurgiche di cui al comma 1, e coloro che li immettono in commercio i quali intendono avvalersi della deroga ivi prevista, inviano all’Istituto superiore di sanità una autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche
delle mascherine e dichiarano che le stesse rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Entro e non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione le aziende produttrici e gli importatori devono altresì trasmettere all’Istituto superiore di sanità ogni elemento utile alla validazione delle
mascherine chirurgiche oggetto della stessa. L’Istituto superiore di sanità, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato nel presente comma, si pronuncia circa la rispondenza delle mascherine chirurgiche alle norme vigenti.
3. I produttori, gli importatori dei dispositivi di protezione individuale di cui al comma 1 e coloro che li immettono in commercio, i quali intendono avvalersi della deroga ivi prevista, inviano all’INAIL una autocertificazione nella quale, sotto la propria esclusiva responsabilità, attestano le caratteristiche tecniche
dei citati dispositivi e dichiarano che gli stessi rispettano tutti i requisiti di sicurezza di cui alla vigente normativa. Entro e non oltre 3 giorni dalla citata autocertificazione le aziende produttrici e gli importatori devono altresì trasmettere all’INAIL ogni elemento utile alla validazione dei dispositivi di protezione individuale oggetto della stessa. L’INAIL, nel termine di 3 giorni dalla ricezione di quanto indicato nel
presente comma, si pronuncia circa la rispondenza dei dispositivi di protezione individuale alle norme vigenti
4. Qualora all’esito della valutazione di cui ai commi 2 e 3 i prodotti risultino non conformi alle vigenti norme, impregiudicata l’applicazione delle disposizioni in materia di autocertificazione, il produttore ne cessa immediatamente la produzione e all’importatore è fatto divieto di immissione in commercio.

File name : decreto-17-marzo-2020-misure-a-sostegno.pdf

#iorestoacasa

Diario di una quarantena

Ordinanza Presidente Regione Calabria 14 Marzo 2020 – Coronavirus

Ordinanza Presidente Regione Calabria 14 Marzo 2020 – Coronavirus

OGGETTO: Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019. Ordinanza ai sensi dell’art. 32, comma 3, della legge 23 dicembre 1978, n. 833 in materia di igiene e sanità pubblica: provvedimenti relativi all’ingresso di persone fisiche nel territorio regionale.

Vi riporto di seguito i punti salienti ed importanti dell’ordinanza. Molti di noi non ne sono a conoscenza. Ad oggi a causa dell’esodo da nord verso sud la situazione è di un aumento di contaminazione. In funzione di una coscienza sociale, del rispetto delle regole e della tutela della salute, coloro che hanno deciso di emigrare in Calabria sono obbligati ad auto dichiararsi e alla quarantena. Ricordate che più stiamo a casa meno probabilità abbiamo di contrarre il virus.

Vi pongo la realtà che i media vi stanno comunicando. Il sud non è pronto a sostenere l’emergenza verificatasi al nord. Da anni lo Stato, come ben sapete, ha esasperato la nostra sanità nella totale noncuranza delle esigenze che le amministrazioni hanno fatto presente. Le stesse compartecipi di uno scarso impegno a sostenere il sistema sanitario calabrese. E’ così che ci ritroviamo, oggi, a chiedere aiuto attraverso donazioni, a non avere una un sufficiente numero di posti letto per la terapia intensiva. Scarsi i respiratori che chissà quando arriveranno in maniera sufficiente. Come già siete stati informati i nostri medici e gli operatori sanitari non hanno gli strumenti per poter lavorare in un sistema di prevenzione idoneo. Niente mascherine, tute, occhiali, guanti. Ragion per cui, coloro che hanno invaso incoscientemente il sud alla ricerca di una speranza, sappiano che hanno condannato tanti di noi! Questa è la realtà. Che poi ve la vogliano raccontare differentemente, credetemi, rimanete più razionali possibili! La Calabria, facendo un excursus tra i diversi capoluoghi, non ama molto l’esuberanza di momenti sporadici, è estremamente chiusa nella sua piccola regione, è sviluppati tra i tanti paesi dell’entroterra e sul mare, quindi lo Stato volga lo sguardo a testa in giù! Perchè fin’oggi e in passato si volge il naso a testa in su! Ancora una volta dobbiamo essere orgogliosi di potercela fare nonostante tutto. Conteniamo l’epidemia #iorestoacasa

Punti salienti – Ordinanza Presidente Regione Calabria 14 Marzo 2020 – Coronavirus

  1. In aggiunta a quanto fissato nelle Ordinanze n. 1/2020, n. 3/2020 e n. 4/2020, a decorrere dalla data di adozione della presente ordinanza i soggetti residenti o domiciliati nell’intero territorio regionale che vi facciano rientro da altre regioni o dall’estero devono comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale competente per territorio, informandone il Sindaco e il proprio Medico di Medicina Generale (MMG) ovvero Pediatra di Libera Scelta (PLS), con l’obbligo di osservare la quarantena domiciliare per 14 giorni dall’arrivo con divieto di contatti sociali, di spostamento e di viaggi;
  2. La comunicazione deve avvenire prioritariamente attraverso la scheda di registrazione al sito emergenzacovid.regione.calabria.it o, in caso di impossibilità, secondo le modalità fissate nell’Ordinanza n. 1/2020;
  3. I soggetti di cui trattasi dovranno rimanere reperibili per ogni eventuale attività di sorveglianza ai fini della valutazione sanitaria da parte del Dipartimento di Prevenzione d’intesa con il MMG/PLS, che disporranno le misure di profilassi necessarie, incluso l’isolamento;
    4. I soggetti che fanno ingresso nel territorio regionale per comprovate esigenze lavorative, purché rientranti tra quelle espressamente consentite dal DPCM dell’11 marzo 2020, devono comunicare, attraverso la scheda di registrazione presente sul sito emergenzacovid.regione.calabria.it o, in caso di impossibilità, secondo le modalità fissate nell’Ordinanza n. 1/2020 (comunicazione al Dipartimento di Prevenzione) dandone informativa altresì al Sindaco del Comune competente, le specifiche motivazioni dello spostamento, che saranno oggetto di verifiche da parte delle Autorità Competenti;
  4. Per contrastare fenomeni di possibile allarme sociale determinati dall’acquisto di
    ingiustificate quantità di prodotti alimentari, sanitari e farmaceutici, i responsabili dei relativi esercizi commerciali sono tenuti a vigilare su episodi di accaparramento dei suddetti prodotti e a disporre le eventuali misure necessarie;
    7. Al fine di evitare il potenziale assembramento di persone nei parchi pubblici e similari, si dispone la chiusura di dette aree con effetto immediato;
  • Restate a casa
  • Non andate in giro con i carrelli della spesa solo per uscire;
  • Non portate 1220 volte il cane a fare pipì, perchè non ne può più;
  • Organizzate il vostro tempo impegnando la mente. La mente è qualcosa di estremamente essenziale per tutti noi in questo momento perché ci dà la possibilità di scegliere tra il farcela e non. Quindi scelgo di farcela se mi attengo alle regole;
  • Non pensate sempre al coronavirus;
  • organizzate il tempo, leggendo, studiando, guardando la tv, cucinando, telefonando, giocando ai giochi di società;

Il mio desiderio in questo momento è: che la Calabria possa avere l’attenzione giusta all’emergenza, e che per una volta venga aiutata adeguatamente. Il Presidente della Regione, Jole Santelli, con i sindaci, sta cercando di allineare l’emergenza.

La mia richiesta da cittadina è:

  • Ricezione del materiale sanitario ai presidi ospedalieri;
  • Ricezione del materiale sanitario alle aziende che svolgono attività come previsto dal decreto; I corrieri sono coloro che mettono a rischio la loro vita, è responsabilità dello stato tutelarli (Nota di precisione, ho ricevuto stamattina comunicazione che, i corrieri stanno svolgendo attività di consegna di: guanti e mascherine ad alcune aziende aperte come da decreto);
  • Aumento del personale ospedaliero;
  • Serve un coordinatore sanità per la Calabria;
  •  Che vengano presidiati militarmente, in maniera più intensificata, i punti di accesso ai confini della regioni;
  • Maggiore presidio nelle stazioni ferroviarie;
  • Presidio del territorio in entrata e in uscita ai vari comuni;
  • Distribuzione alla popolazione delle mascherine per affrontare e prevenire i contagio.

Tutto ciò ci aiuterà a:

  • mantenere un migliore ordine;
  • far diffondere meno il virus;

So che è molto rigoroso, ma nella vita bisogna scegliere, io scelgo la vita: mia, dei miei cari e della comunità.

Il presidente del consiglio collabori con il presidente della regione, che ha già chiesto l’intervento militare.

«Credo che vada coinvolto il Viminale e l’esercito, anche per la consegna del materiale, per cose che non è semplice affrontare. Non immagino l’esercito in assetto da guerra. La Calabria è probabilmente in una situazione peggiore rispetto a Puglia e Sicilia. Abbiamo solo 100 posti in terapia intensiva  e ci mancano macchinari. Non sono in grado di dare una realistica previsione del contenimento. Servono macchinari, mi dicono che arriveranno tra 45 giorni e io che faccio? In Calabria ci sono 100 posti in terapia intensiva, non posso aspettare».

L’attenzione del Ministro della salute  e del Ministro dell’interno alla regione Calabria, mi auguro porti un cambiamento, altrimenti è come aver dichiarato lo stato di condanna a morte al cittadino! Dure parole ma reali. Concrete e non astratte e che portano conseguenze.

Faccio specifica per coloro che mi chiedono in privato a chi appartengo: io non ho colore politico ho la mia idea e nel rispetto delle leggi costituzionali la esprimo, nel rispetto dell’ordinamento del codice civile la comprendo e applico.

Impegniamoci calabresi, perché siamo soli. Lottiamo per la nostra terra e dimostriamo, come abbiamo fatto nella prima e seconda guerra mondiale, che il sud è libero. Stiamo a casa! Affrontiamo la privazione, non siamo soliti ai vizi. Sta per arrivare l’estate e il caldo noi conosciamo cosa implica! Quindi tanto star liberi fuori a manica corta, tanto star chiusi in casa. Pensiamo, che da tutto questo, possiamo chiedere allo stato, di volere di più per la nostra regione. Io ci sto mettendo la faccia credetemi, forse per uno spirito di appartenenza che ho avuto sempre. Chiedete attraverso i social, le amministrazioni, fatevi sentire! I miei amici intorno a me con me lottano fornendomi informazioni dal nord centro e sud.

A destra il tasto della chat

Link utili

Regione Calabria

Numero verde: 800 76 76 76

Riporto il bollettino della Regione Calabria

In Calabria ad oggi sono stati effettuati 702 tamponi

Le persone risultate positive al Coronavirus sono 68, quelle negative sono 634.

Territorialmente, i casi positivi sono così distribuiti:

  • Catanzaro: 7 in reparto; 2 in rianimazione; 2 in isolamento domiciliare

  • Cosenza: 11 in reparto; 3 in rianimazione; 3 in isolamento domiciliare

  • Reggio Calabria: 9 in reparto; 1 in rianimazione; 10 in isolamento domiciliare; 1 guarito; 1 deceduto

  • Vibo Valentia: 4 in isolamento domiciliare

  • Crotone: 5 in reparto; 9 in isolamento domiciliare

I soggetti in quarantena volontaria sono 4230, così distribuiti:

  • Cosenza: 1210

  • Crotone: 293

  • Catanzaro: 494

  • Vibo Valentia: 433

  • Reggio Calabria: 1800

Le persone giunte in Calabria negli ultimi quattordici giorni che si sono registrate al sito della Regione Calabria sono 6787.

Bollettino aggiornato alle ore 17 del 15/03/2020

Se volete contattarmi e-mail

gsartecucina@icloud.com

#UnitiperlaCalabria #sudlibero

File name : Ordinanza-P.G.R.-7-_2020.pdf

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Decreto 11 Marzo 2020 Coronavirus - Pandemia

Decreto 11 Marzo 2020 Coronavirus – Pandemia

Decreto 11 Marzo 2020 Coronavirus – Pandemia.

Con il nuovo decreto, firmato 11 Marzo 2020, il Presidente del consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, incalza la steccata al Coronavirus e difendere il popolo.

Il 10 Marzo video conferenza tra: esponenti leader dell’Unione Europea, la Presidente della Commissione Europea

Ursula Gertrud von der Leyen, al termine dell’incontro dichiara che:

  • La Commissione europea coordinerà le misure necessarie tramite una conferenza telefonica quotidiana con i Ministri della Sanità e i Ministri degli Affari interni.
  • La Commissione costituirà un gruppo di epidemiologi e virologi di diversi Stati membri per fornire orientamenti a livello europeo.
  • La Commissione sta inventariando i dispositivi di protezione e gli apparecchi respiratori disponibili, nonché la capacità di produzione e distribuzione degli stessi, che sono fondamentali per l’intero settore sanitario.
  • In materia di ricerca e sviluppo, potenzieremo l’iniziativa europea per finanziare la ricerca sul coronavirus.
  • Abbiamo mobilitato 140 milioni di EUR di finanziamenti pubblici e privati da destinare a ricerche promettenti sui vaccini, la diagnosi e le cure.

Sul fronte economico:

Innanzitutto dobbiamo agire a livello macroeconomico. Utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per far sì che l’economia europea superi questa tempesta. Questa azione richiede coordinamento tra gli Stati membri, la Commissione e la BCE. Mi conforta che la richiesta di una strategia coordinata venga dai leader.

La Commissione farà la sua parte senza risparmiarsi e senza indugio. Stiamo lavorando alle seguenti misure per sostenere gli Stati membri nei loro sforzi:

  • garantiremo che gli aiuti di Stato possano giungere alle imprese che ne hanno bisogno,
  • sfrutteremo appieno la flessibilità prevista nel patto di stabilità e crescita.

Lunedì parteciperò all’Eurogruppo e presenterò idee concrete. Su entrambi questi fronti, chiariremo in tempi molto rapidi le regole del gioco per gli Stati membri.

Infine, presenterò un’”Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus” per:

  • i sistemi sanitari,
  • le PMI,
  • i mercati del lavoro,
  • e altre parti vulnerabili delle nostre economie.

L’investimento sarà considerevole e raggiungerà velocemente i 25 miliardi di EUR. Per conseguire questo obiettivo, questa settimana proporrò al Consiglio e al Parlamento di liberare 7,5 miliardi di EUR di risorse liquide da investire. Istituirò una task force per collaborare con gli Stati membri per garantire che il denaro cominci ad arrivare nelle prossime settimane.

Oggi segna una tappa importante della risposta coordinata richiesta dai 27 capi di Stato e di governo, dal Presidente del Consiglio europeo e dalla Commissione. È giunto il momento di agire.”

Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus — come funzionerà?

Al fine di destinare in tempi rapidi 25 miliardi di EUR di investimenti pubblici europei per far fronte alle ricadute della crisi determinata dal coronavirus, la Commissione proporrà di rinunciare quest’anno all’obbligo di chiedere il rimborso dei prefinanziamenti a titolo dei fondi strutturali e di investimento europei che non sono stati spesi e che sono detenuti dagli Stati membri.

Gli Stati membri dovranno utilizzare questi importi per accelerare gli investimenti a titolo dei fondi strutturali. Li useranno per coprire il cofinanziamento nazionale che di norma sono tenuti ad assicurare per poter ricevere le tranche successive delle rispettive dotazioni a titolo dei fondi strutturali. Alla luce dei tassi medi di cofinanziamento negli Stati membri, questi 7,5 miliardi di EUR saranno in grado di innescare lo sblocco e l’utilizzo di circa 17,5 – 18 miliardi di EUR di finanziamenti strutturali in tutta l’UE.

Questa proposta può essere attuata con una modifica del regolamento recante disposizioni comuni sui fondi strutturali. La Commissione presenterà la proposta al Consiglio e al Parlamento questa settimana e poi sarà eventualmente necessario adeguare i programmi operativi nazionali per convogliare i finanziamenti verso le misure a breve termine per l’occupazione, il settore sanitario, le misure per il mercato del lavoro e i settori particolarmente colpiti dalla crisi.

11 Marzo, video conferenza tra: il Presidente della commissione europea e il Presidente del consiglio Italiano

Dopo la conversazione di ieri tra il presidente Conte e il presidente Ursula von der Leyen e la straordinaria videoconferenza del Consiglio europeo, il presidente Conte e il presidente Ursula von der Leyen hanno tenuto un’altra nuova videoconferenza questo pomeriggio.

Entrambi hanno convenuto che:

  • il Coronavirus è una crisi globale ed europea che richiede una risposta europea forte e coordinata ;
  • L’Italia è attualmente in prima linea nella battaglia per contenere la diffusione del virus in Europa e deve affrontare conseguenze sanitarie, sociali ed economiche immediate.
  • le azioni intraprese da ogni stato membro hanno un impatto sul resto dell’UE.

Il presidente von der Leyen ha espresso apprezzamento per gli sforzi intrapresi dal  governo italiano e ha riconosciuto l’onere sociale ed economico che l’attuale crisi impone alla popolazione. Hanno convenuto che le lezioni devono essere tratte dall’esperienza maturata in Italia per aiutare a guidare le politiche europee.

Il presidente Conte ha accolto con favore l’impegno del presidente della Commissione europea di agire ora, con misure adeguate e senza esitazione.  

Entrambi i leader si sono scambiati opinioni sui risultati della teleconferenza EUCO di ieri e sugli orientamenti che la Commissione adotterà entro la fine della settimana. Ciò riguarderà in particolare le modalità per applicare la flessibilità nel contesto del patto di stabilità e crescita e nella fornitura di aiuti di Stato.

Inoltre, entrambi hanno concordato sull’importanza di agire rapidamente nei seguenti settori:

  • condivisione di tutte le informazioni pertinenti relative alla diffusione del virus e delle misure adottate;
  • istituire un team di scienziati dedicato a livello dell’UE che contribuirà a coordinare gli sforzi e ad armonizzare gli interventi;
  • rafforzare gli sforzi in materia di ricerca;
  • coordinare la produzione e la distribuzione di attrezzature mediche e prodotti farmaceutici e chiedere che qualsiasi misura restrittiva da parte degli Stati membri sia discussa per la prima volta a livello europeo, in modo che gli approvvigionamenti vitali vadano dove sono maggiormente necessari, il  mercato interno funzioni correttamente e qualsiasi ostacolo ingiustificato è evitato.

Il presidente  Conte ha accolto con favore l’atteggiamento positivo della Commissione e la sua intenzione di utilizzare tutti gli strumenti disponibili per affrontare le conseguenze economiche della crisi del Coronavirus. Ha inoltre espresso apprezzamento per la disponibilità della Commissione a esaminare le richieste italiane con un approccio aperto e costruttivo.

La Commissione ha confermato che la flessibilità integrata nel patto di  stabilità e crescita sarà pienamente utilizzata. Sarà inoltre applicato il regime di aiuti di Stato per circostanze eccezionali.

La Commissione ha annunciato l’istituzione di un’iniziativa dedicata per la  liquidità degli investimenti. I dettagli tecnici relativi al finanziamento e al funzionamento generale di questa iniziativa saranno chiariti entro la fine di questa settimana.

A fine dichiarazioni, la presidente della Commissione Europea, rivolge il suo messaggio alla nazione Italiana, nel rispetto della lingua italiana, così che, il popolo possa comprendere i contenuti di: partecipazione e condivisione dell’Europa, alla lotta che affronta l’Italia all’emergenza Coronavirus.

Ore successive, la consapevolezza in tutto il mondo, è diffusa dalle dichiarazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus dichiara la Pandemia

Buon pomeriggio.

Nelle ultime due settimane, il numero di casi di COVID-19 al di fuori della Cina è aumentato di 13 volte e il numero di paesi colpiti è triplicato.

Ora ci sono più di 118.000 casi in 114 paesi e 4.291 persone hanno perso la vita.

Altre migliaia stanno lottando per la propria vita negli ospedali.

Nei giorni e nelle settimane a venire, prevediamo che il numero di casi, il numero di decessi e il numero di paesi colpiti aumenteranno ancora di più.

L’OMS ha valutato questo focolaio 24 ore su 24 e siamo profondamente preoccupati sia dai livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia dai livelli allarmanti di inazione.

Abbiamo quindi valutato che COVID-19 può essere caratterizzato come una Pandemia.

Pandemia non è una parola da usare con leggerezza o disattenzione. È una parola che, se usata in modo improprio, può causare paura irragionevole o accettazione ingiustificata della fine della lotta, causando sofferenze e morte inutili.

Descrivere la situazione come una pandemia non cambia la valutazione dell’OMS sulla minaccia rappresentata da questo virus. Non cambia ciò che l’OMS sta facendo e non cambia ciò che i paesi dovrebbero fare.

Non abbiamo mai visto una pandemia scatenata da un coronavirus. Questa è la prima pandemia causata da un coronavirus.

E non abbiamo mai visto una pandemia che può essere controllata allo stesso tempo.

L’OMS è stata in modalità di risposta completa da quando siamo stati informati dei primi casi.

E abbiamo chiesto ogni giorno che i paesi prendano provvedimenti urgenti e aggressivi.

Abbiamo suonato il campanello di allarme forte e chiaro.

Come ho detto lunedì, solo guardare il numero di casi e il numero di paesi interessati non racconta la storia completa.

Dei 118.000 casi segnalati a livello globale in 114 paesi, oltre il 90 percento dei casi si trova in soli quattro paesi e due di questi – Cina e Repubblica di Corea – hanno un declino significativo delle epidemie.

81 paesi non hanno segnalato alcun caso e 57 paesi hanno segnalato 10 casi o meno.

Non possiamo dirlo abbastanza forte, o abbastanza chiaramente, o abbastanza spesso: tutti i paesi possono ancora cambiare il corso di questa pandemia.

Se i paesi rilevano, testano, trattano, isolano, rintracciano e mobilitano le loro persone nella risposta, quelli con una manciata di casi possono impedire che quei casi diventino cluster e che i cluster diventino trasmissione della comunità.

Anche quei paesi con trasmissione comunitaria o grandi cluster possono invertire la tendenza su questo virus.

Diversi paesi hanno dimostrato che questo virus può essere soppresso e controllato.

La sfida per molti paesi che ora hanno a che fare con cluster di grandi dimensioni o con la trasmissione della comunità non è se possono fare lo stesso: è se lo faranno .

Alcuni paesi stanno lottando con una mancanza di capacità.

Alcuni paesi sono alle prese con una mancanza di risorse.

Alcuni paesi sono alle prese con una mancanza di determinazione.

Siamo grati per le misure adottate in Iran, Italia e Repubblica di Corea per rallentare il virus e controllare le loro epidemie.

Sappiamo che queste misure stanno mettendo a dura prova le società e le economie, proprio come hanno fatto in Cina.

Tutti i paesi devono trovare un buon equilibrio tra protezione della salute, riduzione al minimo delle perturbazioni economiche e sociali e rispetto dei diritti umani.

Il mandato dell’OMS è la salute pubblica. Ma stiamo lavorando con molti partner in tutti i settori per mitigare le conseguenze sociali ed economiche di questa pandemia.

Questa non è solo una crisi di salute pubblica, è una crisi che toccherà tutti i settori, quindi ogni settore e ogni individuo devono essere coinvolti nella lotta.

Ho detto fin dall’inizio che i paesi devono adottare un approccio di governo intero e di società intera, costruito attorno a una strategia globale per prevenire le infezioni, salvare vite umane e ridurre al minimo l’impatto.

Consentitemi di riassumere in quattro aree chiave.

Prima di tutto, preparati ed essere pronto.

In secondo luogo, rilevare, proteggere e trattare.

In terzo luogo, ridurre la trasmissione.

In quarto luogo, innovare e imparare. 

Ricordo a tutti i paesi che vi stiamo chiedendo di attivare e ampliare i vostri meccanismi di risposta alle emergenze;

Comunicare con le persone sui rischi e su come proteggersi: sono affari di tutti;

Trova, isola, testa e tratta ogni caso e traccia ogni contatto;

Prepara i tuoi ospedali;

Proteggi e forma i tuoi operatori sanitari. 

E guardiamoci tutti l’un l’altro, perché abbiamo bisogno l’uno dell’altro.

C’è stata così tanta attenzione su una sola parola.

Lascia che ti dia alcune altre parole che contano molto di più e che sono molto più fruibili.

Prevenzione.

Preparazione.

Salute pubblica.

Leadership politica. 

E soprattutto gente.

Siamo in questo insieme, per fare le cose giuste con calma e proteggere i cittadini del mondo. È fattibile.

Ti ringrazio.

In serata del, 11 Marzo 2020, la firma di un nuovo “Decreto del Presidente del consiglio dei ministri”: misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale.

Il Presidente Conte, chiede ai cittadini, la massima collaborazione:

  • Restare a casa;
  • Rispettare le regole;
  • Rispettare le indicazioni  sanitarie;

Conclude il suo discorso con una frase che insegnerà a tutti noi:

Rimaniamo più distanti oggi, per riabbracciarci domani. Fermiamoci oggi, per correre più veloce domani.

Di seguito il decreto con la specifica delle attività commerciali che possono rimanere aperte, e che rimarranno chiuse: Allegato 1 – Allegato 2

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 

Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400;

Visto il decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante «Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19» e, in particolare, l’articolo 3;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 febbraio 2020, recante “Disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 febbraio 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 25 febbraio 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1° marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 4 marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell’8 marzo 2020;

Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 marzo 2020, recante “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.62 del 9 marzo 2020”;

Considerato che l’Organizzazione mondiale della sanità il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale;

Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;

Considerati l’evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e l’incremento dei casi sul territorio nazionale;

Ritenuto necessario adottare, sull’intero territorio nazionale, ulteriori misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;

Considerato, inoltre, che le dimensioni sovranazionali del fenomeno epidemico e l’interessamento di più ambiti sul territorio nazionale rendono necessarie misure volte a garantire uniformità nell’attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale ed europea;

Su proposta del Ministro della salute, sentiti i Ministri dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze, nonché i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti, dello sviluppo economico, delle politiche agricole alimentari e forestali, dei beni e delle attività culturali e del turismo, del lavoro e delle politiche sociali, per la pubblica amministrazione, e per gli affari regionali e le autonomie, nonché sentito il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni;

DECRETA:

ART. 1
(Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale)

Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sono adottate, sull’intero territorio nazionale, le seguenti misure:

  1. Sono sospese le attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell’allegato 1, sia nell’ambito degli esercizi commerciali di vicinato, sia nell’ambito della media e grande distribuzione, anche ricompresi nei centri commerciali, purché sia consentito l’accesso alle sole predette attività. Sono chiusi, indipendentemente dalla tipologia di attività svolta, i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie, le parafarmacie. Deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.
  2. Sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto. Restano, altresì, aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande posti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo la rete stradale, autostradale e all’interno delle stazioni ferroviarie, aeroportuali, lacustri e negli ospedali garantendo la distanza di sicurezza interpersonale di un metro.
  3. Sono sospese le attività inerenti i servizi alla persona (fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti) diverse da quelle individuate nell’allegato 2.
  4. Restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi.
  5. Il Presidente della Regione con ordinanza di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legge 23 febbraio 2020 n. 6, può disporre la programmazione del servizio erogato dalle Aziende del Trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza coronavirus sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro della salute, può disporre, al fine di contenere l’emergenza sanitaria da coronavirus, la programmazione con riduzione e soppressione dei servizi automobilistici interregionali e di trasporto ferroviario, aereo e marittimo, sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali.
  6. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 1, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 e fatte salve le attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza, le pubbliche amministrazioni, assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 e individuano le attività indifferibili da rendere in presenza.
  7. In ordine alle attività produttive e alle attività professionali si raccomanda che:
    1.  sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
    2.  siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
    3.  siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
    4.  assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
    5.  siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;
  8. per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni;
  9. in relazione a quanto disposto nell’ambito dei numeri 7 e 8 si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.
  10. Per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile.

ART. 2
(Disposizioni finali)

  1. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 12 marzo 2020 e sono efficaci fino al 25 marzo 2020.

  2. Dalla data di efficacia delle disposizioni del presente decreto cessano di produrre effetti, ove incompatibili con le disposizioni del presente decreto, le misure di cui al  decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 e del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 9 marzo 2020.

  3. Le disposizioni del presente decreto si applicano alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.

Roma, 11 marzo 2020

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Allegato 1
COMMERCIO AL DETTAGLIO

Ipermercati
Supermercati
Discount di alimentari
Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari
Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video, elettrodomestici
Commercio al dettaglio di prodotti alimentari, bevande e tabacco in esercizi specializzati (codici ateco: 47.2)
Commercio al dettaglio di carburante per autotrazione in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni (ICT) in esercizi specializzati (codice ateco: 47.4)
Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e materiale elettrico e termoidraulico
Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione
Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
Farmacie
Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali non soggetti a prescrizione medica
Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi specializzati
Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per l’igiene personale
Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia
Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per riscaldamento
Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato per televisione
Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto per corrispondenza, radio, telefono
Commercio effettuato per mezzo di distributori automatici

Allegato 2
Servizi per la persona

Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
Attività delle lavanderie industriali
Altre lavanderie, tintorie
Servizi di pompe funebri e attività connesse

File name : DPCM_20200311.pdf

Il Paese ha bisogno della responsabilità di ognuno di voi, ha bisogno di sessanta milioni di piccoli grandi sacrifici. Ognuno di noi ha bisogno dell’altro. Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore e per correre insieme più veloci domani. Ce la faremo.

Pubblicato da Giuseppe Conte su Mercoledì 11 marzo 2020

Covid-19 Corona Virus Informazioni

#andratuttobene #iorestoacasa #rispettaleregole

Decreto contenimento e Modulo autodichiarazione

Decreto contenimento e Modulo autodichiarazione

Decreto contenimento e Modulo autodichiarazione

File name : nuovo_modello_autodichiarazione_23.03.2020_compilabile.pdf

Si prevedono viaggi/spostamenti per:

  • comprovate esigenze lavorative;
  • assoluta urgenza (“per trasferimenti in comune diverso”, come previsto dall’art. 1, comma 1, lettera b) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020);
  • situazione di necessità (per spostamenti all’interno dello stesso comune, come previsto dall’art. 1, comma 1, lett. a) del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2020 e art. 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 9 marzo 2020);
  • o motivi di salute.

Questo vuol dire in esempi pratici che:

se ti metti in macchina o viaggi in treno o in aereo devi compilare l’auto dichiarazione e comprovare alle autorità lo spostamento.

Esempi pratici:

  • Domani devo lavorare e andare a Milano e abito in Calabria o devo fare un colloquio di lavoro, mi porto l’autocertificazione, le autorità competenti procederanno al controllo del biglietto, del percorso in auto, il controllo della destinazione presso la sedi di riferimento di lavoro; è sottinteso che il soggetto in spostamento debba star bene, non avere febbre, non essere posto a quarantena, in caso contrario è obbligatoria non uscire e contattare il medico. Previa sanzione secondo gli articoli del Codice penale 452-650;
  • Motivo di salute: devo andare a fare una visita di controllo dal medico, questa sarà comprovata da una certificazione del medico o dal referto;
  • Devo rientrare presso il mio domicilio, le autorità sono al corrente dei vostri riferimenti anagrafici quindi risalgono a voi. Se dovete accompagnare i vostri genitori a fare la spesa e non possono, perchè anziani e soli, comprovate lo spostamento certificandolo, con un autodichiarazione che attesti l’infermità dei genitori.
  • Genitori separati che viaggiano per i propri figli, attestate che state andando a trovarli per necessità attraverso documentazione, portate con voi la sentenza di un giudice o una certificazione della residenza del figlio/a. Verrà tutto prontamente controllato dalle autorità;

Il mio consiglio è: prima di spostarvi portate con voi l’autocertificazione e ciò che la completa.

La sanzione per chi viola le limitazioni agli spostamenti è quella prevista  dall’articolo 650 del Codice Penale
  • Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a duecentosei euro.
In altri casi più gravi è previsto l’articolo 452 del Codice penale

Chiunque commette, per colpa, alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 438 (Epidemia) e 439 (Avvelenamento di acque o di sostanze alimentari) è punito:

  1.  con la reclusione da tre a dodici anni, nei casi per i quali le dette disposizioni stabiliscono la pena di morte;
  2.  con la reclusione da uno a cinque anni, nei casi per i quali esse stabiliscono l’ergastolo;
  3. con la reclusione da sei mesi a tre anni, nel caso in cui l’articolo 439 stabilisce la pena della reclusione.

Quando sia commesso per colpa [43] alcuno dei fatti preveduti dagli articoli 440, 441, 442, 443, 444 e 445 si applicano le pene ivi rispettivamente stabilite ridotte da un terzo a un sesto.

Approvato nella notte del 09/03/2020 Decreto contenimento e Modulo autodichiarazione

Decreto della presidenza del Consiglio “aree a contenimento rafforzato”, intera Lombardia, 14 province di Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Marche: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini in Emilia Romagna, Pesaro e Urbino nelle Marche, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli in Piemonte, Padova, Treviso e Venezia in Veneto.

  IL PRESIDENTE 
                     DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 
 
  Vista la legge 23 agosto 1988, n. 400; 
  Visto il decreto-legge 23 febbraio  2020,  n.  6,  recante  «Misure
urgenti  in  materia  di  contenimento  e   gestione   dell'emergenza
epidemiologica da COVID-19» e, in particolare, l'art. 3; 
  Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  23
febbraio 2020, recante «Disposizioni attuative del  decreto-legge  23
febbraio  2020,  n.  6,  recante  misure  urgenti   in   materia   di
contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica  da  COVID-19»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 23 febbraio 2020; 
  Visto il decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri  25
febbraio  2020,  recante  «Ulteriori   disposizioni   attuative   del
decreto-legge 23 febbraio 2020,  n.  6,  recante  misure  urgenti  in
materia di contenimento e gestione dell'emergenza  epidemiologica  da
COVID-19», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 47 del 25  febbraio
2020; 
  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo
2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge  23
febbraio  2020,  n.  6,  recante  misure  urgenti   in   materia   di
contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica  da  COVID-19»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1° marzo 2020; 
  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4  marzo
2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge  23
febbraio  2020,  n.  6,  recante  misure  urgenti   in   materia   di
contenimento e gestione dell'emergenza  epidemiologica  da  COVID-19,
applicabili  sull'intero  territorio  nazionale»,  pubblicato   nella
Gazzetta Ufficiale n. 55 del 4 marzo 2020; 
  Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8  marzo
2020, recante «Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge  23
febbraio  2020,  n.  6,  recante  misure  urgenti   in   materia   di
contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica  da  COVID-19»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 dell'8 marzo 2020; 
  Considerato che  l'Organizzazione  mondiale  della  sanita'  il  30
gennaio 2020 ha dichiarato l'epidemia  da  COVID-19  un'emergenza  di
sanita' pubblica di rilevanza internazionale; 
  Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31  gennaio  2020,
con la quale e' stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza
sul territorio  nazionale  relativo  al  rischio  sanitario  connesso
all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili; 
  Considerati  l'evolversi  della   situazione   epidemiologica,   il
carattere particolarmente diffusivo dell'epidemia e l'incremento  dei
casi sul territorio nazionale; 
  Ritenuto necessario estendere all'intero  territorio  nazionale  le
misure gia' previste dall'art.  1  del  decreto  del  Presidente  del
Consiglio dei ministri 8 marzo 2020; 
  Considerato, inoltre, che le dimensioni sovranazionali del fenomeno
epidemico e l'interessamento di piu' ambiti sul territorio  nazionale
rendono   necessarie   misure   volte   a    garantire    uniformita'
nell'attuazione  dei  programmi  di  profilassi  elaborati  in   sede
internazionale ed europea; 
  Su  proposta  del  Ministro  della  salute,  sentiti   i   Ministri
dell'interno, della difesa, dell'economia e delle finanze, nonche'  i
Ministri dell'istruzione, della giustizia, delle infrastrutture e dei
trasporti, dell'universita' e della ricerca, delle politiche agricole
alimentari e forestali, dei beni e delle attivita'  culturali  e  del
turismo, del lavoro  e  delle  politiche  sociali,  per  la  pubblica
amministrazione, per le politiche giovanili e  lo  sport  e  per  gli
affari regionali e le autonomie, nonche' sentito il Presidente  della
Conferenza dei presidenti delle regioni; 
 
                              Decreta: 
 
                               Art. 1 
 
                   Misure urgenti di contenimento 
            del contagio sull'intero territorio nazionale 
 
  1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi  del  virus
COVID-19 le misure di cui all'art. 1 del decreto del  Presidente  del
Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 sono estese all'intero territorio
nazionale. 
  2. Sull'intero  territorio  nazionale  e'  vietata  ogni  forma  di
assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico. 
  3. La lettera d) dell'art. 1 decreto del Presidente  del  Consiglio
dei ministri 8 marzo 2020 e' sostituita dalla seguente: 
    «d) sono sospesi gli eventi e le competizioni  sportive  di  ogni
ordine e disciplina, in  luoghi  pubblici  o  privati.  Gli  impianti
sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di
allenamento  degli  atleti,  professionisti  e  non   professionisti,
riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato  olimpico  nazionale
italiano (CONI) e dalle rispettive federazioni, in vista  della  loro
partecipazione ai giochi olimpici o  a  manifestazioni  nazionali  ed
internazionali; resta consentito esclusivamente lo svolgimento  degli
eventi  e  delle  competizioni  sportive  organizzati  da   organismi
sportivi internazionali, all'interno di impianti sportivi  utilizzati
a porte chiuse, ovvero all'aperto senza la presenza di  pubblico;  in
tutti tali casi, le associazioni e le societa' sportive, a mezzo  del
proprio personale medico,  sono  tenute  ad  effettuare  i  controlli
idonei a contenere il rischio di diffusione del  virus  COVID-19  tra
gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che  vi
partecipano; lo sport e le attivita' motorie svolti  all'aperto  sono
ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile  consentire  il
rispetto della distanza interpersonale di un metro;». 
  • Art. 2 Disposizioni finali 1. Le disposizioni del presente decreto producono effetto dalla data del 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020. 2. Dalla data di efficacia delle disposizioni del presente decreto cessano di produrre effetti le misure di cui agli articoli 2 e 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 marzo 2020 ove incompatibili con la disposizione dell'art. 1 del presente decreto.    Roma, 9 marzo 2020 
     
                                                     Il Presidente        
                                               del Consiglio dei ministri 
                                                         Conte            
    Il Ministro della salute 
            Speranza 
    
    Registrato alla Corte dei conti il 9 marzo 2020 
    Ufficio controllo atti  P.C.M.  Ministeri  della  giustizia  e  degli
    affari esteri e della cooperazione internazionale, reg.ne n. 421

    Cosa non possiamo fare su tutto il territorio nazionale:

  • E’ divieto assoluto di uscire: chi ha febbre a 37,5 deve contattare il proprio medico; coloro che hanno contratto il virus o sono in quarantena;
  • Non possiamo stare tutti nello stesso posto, Assembramenti come: mercatini, passeggiate in vie principali affollate, visite ai musei archeologici, cinema, teatro, sale gioco, discoteche, pub, scuole da ballo;
  • Chiusi gli stadi: le partite o le altre discipline sportive sono state fermate; Gli atleti continueranno ad allenarsi a porte chiuse. Le competizioni internazionali come le coppe si svolgeranno senza pubblico; Chiuse le palestre, le piscine, centri termali, centri anziani e ricreativi; possiamo fare sport all’aperto mantenendo la distanza di un metro;
  • Chiuse le piste da sci;
  • Bar e ristoranti aprono alle 6 chiudono alle 18, con obbligo di garantire la distanza di un metro, pena la sospensione dell’attività. Vale anche per i negozi dei centri commerciali, prevista la chiusura nel fine settimana;
  • Rimangono con normale attività di chiusura e apertura per qualunque giorno della settimana gli alimentari le Para e farmacie;
  • Le chiese possono celebrare messa se rispettano il metro di distanza;
  • Non si possono svolgere le funzioni di matrimonio, battesimo, comunione, cresima, e funerali;
  • Sospese la cerimonie civili;
  • Scuole e università chiuse fino al 3 aprile;
  • Non sono fermi gli esami per concorso medico;
  • Non si possono sostenere gli esami di patente guida;
  • Si raccomanda ai datori di lavoro pubblici e privati il diritto di ferie e congedi al lavoratore;
  • Sospesi i congedi dei medici;
  • È applicabile il lavoro agile, smart working. Il lavoro agile è una forma di rapporto di lavoro tra dipendente e datore di lavoro senza vincolo orario con obiettivi preposti atto a migliorare la vita del lavoratore e al fine di aumentare la produttività aziendale.
  • I cittadini sono limitati agli spostamenti: qualora dovessero spostarsi devono autocertificare la motivazione dello spostamento;

Come siamo arrivati fin qui? Beh non è difficile! E’ mancato il senso di responsabilità collettiva. E’ mancato il valore dell’altruismo, è prevalso il voler imporre se stessi all’altro. Ora impareremo a capire cosa vuol dire libertà limitata.

Rispetta le regole e rispetti te stesso!

Decreto CoronaVirus 08/03/2020 l'Apocalisse dei "Ladri di merendine" dal nord verso il sud

Decreto CoronaVirus 08/03/2020 l’Apocalisse dei “Ladri di merendine” dal nord verso il sud

Decreto CoronaVirus 08/03/2020, l’Apocalisse dei “Ladri di Merendine” dal nord verso il sud. Sono a dir poco schifata dal comportamento irresponsabile, incivile e senza scrupoli di chi stanotte è scappato, nonostante sapesse il pericolo e il diffondersi del virus.

L’assedio al sud è stato epocale, correvano via come fossero clandestini dalla propria terra.

Non mi sarei mai aspettata che, dato il decreto messo in atto il 04/03/2020, non ci fosse coerenza di responsabilità sociale tra i cittadini. Accalcarsi nelle vie centrali, senza rispettare le semplici regole che ci sono state suggerite, è come dire di essere complici di omicidio di massa volontario, è come avere un mitra in mano e sparare sulla folla volontariamente. 

Nonostante ciò, anche il governo non è stato in grado di gestire la situazione!

Disseminare terrore, bacchettando la folla con un nuovo decreto, vuol dire mettere in moto il panico. 

Cito il testo del decreto nei punti salienti:

(Misure urgenti di contenimento del contagio nella regione Lombardia e nelle province di
Province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini; Pesaro e Urbino; Venezia,Padova, Treviso; Asti e Alessandria )

  1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 nella regione
    Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro
    e Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Asti e Alessandria sono adottate le seguenti misure:
    a) evitare in modo assoluto ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al
    presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori di cui al presente articolo,
    salvo che per gli spostamenti motivati da indifferibili esigenze lavorative o situazioni
    di emergenza;

Da questo momento si propaga il panico, la fuga, tutta messo in moto nel pomeriggio di un senso di ribellione e restrizione non accettata da parte di quei cittadini che non hanno mai compreso il senso di rinuncia per mera condivisione e che non comprendono che: il virus ha un tasso di mortalità alto e colpisce tutti!

E’ stato più forte il senso del vizio recondito e della frustrazione di non poter passeggiare e sedersi al bar sui navigli a Milano! Siete gente pericolosa, senza morale, priva di contenuti, viziata dallo stesso vizio che non fa ragionare! Gente che ha pensato al torna conto proprio e non ha maturato mai l’idea di condivisione! 

Ho assistito a scene apocalittiche che vi descrivo: premesso che io mi trovo in Calabria e già nei giorni successivi alla chiusura delle scuole vi era il continuo vociferare:

“Prendiamo la macchina e andiamo a prenderci i figli, hai visto che dicono?”;

Io me ne torno in Calabria, ho la casa lì, qui se chiudono che resto a fare?”

Tutta questa gente tra mezzi di trasporto: treni/aerei e macchine, stanotte in data 07/’03/2020, hanno invaso la calabria dal nord! Senza preoccuparsi del male che possono fare anche ai familiari stessi!

Stamattina li osservavo dalla finestra arrivare come i clandestini e infilarsi a casa come se nessuno li vedesse. 

Lo Stato è complice di tutto questo, ha spostato quello che ormai non riusciva più a gestire al nord verso il sud, in maniera cinica, giocando con il panico!

A coloro che si nascondono come “ladri di merendine” dico: metteteci la faccia e chiudetevi in casa, non contaminate chi da anni ha preservato il territorio e oggi lotta per portarlo avanti. Ve ne siete andati voi, da codardi non avete saputo lottare per la vostra terra.

Per quei genitori che hanno mandato a studiare al nord i figli e questa notte se li sono riportati a casa, l’università esiste in Calabria e nell’intero sud, è gente come voi che non la manda avanti perchè avete in essere il senso di superamento sull’altro: ” No, mio figlio è a Milano/Bologna, qui che deve fare?”! Teneteveli in casa perchè sono probabili diffusori di virus!

Per conto mio le autorità  competenti mi hanno spiegato che, qualora dovessi capire che vi è un soggetto non chiaramente sano proveniente dalle zone rosse indicate dal decreto, posso tranquillamente segnalarlo, saranno loro poi a svolgere i regolari controlli. 

Vi consiglio in questi giorni come già sta accadendo di seguire le indicazioni che il Ministero della sanità ci ha dato e che vi riporto. 

Vergognatevi siete persone irresponsabili e privi di coscienza morale.

Decreto CoronaVirus 08/03/2020  l'Apocalisse dei "Ladri di merendine" dal nord verso il sud

Decreto CoronaVirus 08/03/2020 l’Apocalisse dei “Ladri di merendine” dal nord verso il sud

Link Decreto Coronavirus 08/03/2020

Decreto Coronavirus linee guida

Decreto Coronavirus linee guida, emanato dal Consiglio dei Ministri il 04/03/2020.

Leggetelo, le disposizioni chiariscono alcuni dubbi e organizzare al meglio la nostra routine stravolta.

Gli articoli prevedono:

  • Misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19;
  • Misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale;

Vi riporto alcuni punti importanti del decreto:

Considerato che l’Organizzazione mondiale della sanità il 30 gennaio 2020 ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale;
Vista la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, con la quale è stato dichiarato, per sei mesi, lo stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all’insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili;
Considerati l’evolversi della situazione epidemiologica, il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia e l’incremento dei casi sul territorio nazionale;
Ritenuto necessario disciplinare in modo unitario il quadro degli interventi e delle misure attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, da applicare in modo uniforme sull’intero territorio nazionale, nonché individuare ulteriori misure; Considerato, inoltre, che le dimensioni sovranazionali del fenomeno epidemico e l’interessamento di più ambiti sul territorio nazionale rendono necessarie misure volte a garantire uniformità nell’attuazione dei programmi di profilassi elaborati in sede internazionale ed europea;
Tenuto conto delle indicazioni formulate dal Comitato tecnico scientifico di cui all’articolo 2 dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile in data 3 febbraio 2020, n. 630, nelle sedute del 2, 3 e 4 marzo 2020;

ART. 1
(Misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19)

Nell’articolo 1 vengono citati i paragrafi in essere alle disposizioni ve ne evidenzio alcuni:

a) sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità; è altresì differita a data successiva al termine di efficacia del presente decreto ogni altra attività convegnistica o congressuale;

b) sono sospese le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro di cui all’allegato 1, lettera d);

c) sono sospesi altresì gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato; resta comunque consentito, nei comuni diversi da quelli di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico; in tutti tali casi, le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli idonei a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. Lo sport di base e le attività motorie in genere, svolte all’aperto ovvero all’interno di palestre, piscine e centri sportivi di ogni tipo, sono ammessi esclusivamente a condizione che sia possibile consentire il rispetto della raccomandazione di cui all’allegato 1, lettera d);

d) Limitatamente al periodo intercorrente dal giorno successivo a quello di efficacia del presente decreto e fino al 15 marzo 2020, sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, e le attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché la frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master e università per anziani, ferma in ogni caso la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza; sono esclusi dalla sospensione i corsi post universitari connessi con l’esercizio di professioni sanitarie, ivi inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, i corsi di formazione specifica in medicina generale, le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie, nonché le attività delle scuole di formazione attivate presso i ministeri dell’interno e della difesa;

i) a beneficio degli studenti ai quali non è consentita, per le esigenze connesse all’emergenza sanitaria di cui al presente decreto, la partecipazione alle attività didattiche o curriculari delle Università e delle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, tali attività possono essere svolte, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime Università e Istituzioni, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità; le Università e le Istituzioni assicurano, laddove ritenuto necessario e in ogni caso individuandone le relative modalità, il recupero delle attività formative, nonché di quelle curriculari, ovvero di ogni altra prova o verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico; le assenze maturate dagli studenti di cui alla presente lettera non sono computate ai fini della eventuale ammissione ad esami finali nonché ai fini delle relative valutazioni;

l) è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto;

m) l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA) e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;

ART. 2
(Misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale)

  1. Sull’intero territorio nazionale si applicano altresì le seguenti misure:

b) è fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, di cui all’allegato 1, lettera d);

d) i sindaci e le associazioni di categoria promuovono la diffusione delle informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie di cui all’allegato 1 anche presso gli esercizi commerciali;

e) è raccomandato ai comuni e agli altri enti territoriali, nonché alle associazioni culturali e sportive, di offrire attività ricreative individuali alternative a quelle collettive interdette dal presente decreto, che promuovano e favoriscano le attività svolte all’aperto, purché svolte senza creare assembramenti di persone ovvero svolte presso il domicilio degli interessati;

i) chiunque, a partire dal quattordicesimo giorno antecedente la data di pubblicazione del presente decreto, abbia fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato in zone a rischio epidemiologico, come identificate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, o sia transitato o abbia sostato nei comuni di cui all’allegato 1 al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 1° marzo 2020, e successive modificazioni, deve comunicare tale circostanza al dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio nonché al proprio medico di medicina generale ovvero al pediatra di libera scelta. Le modalità di trasmissione dei dati ai servizi di sanità pubblica sono definite dalle regioni con apposito provvedimento, che indica i riferimenti dei nominativi e dei contatti dei medici di sanità pubblica; ove contattati tramite il numero unico dell’emergenza 112 o il numero verde appositamente istituito dalla regione, gli operatori delle centrali comunicano generalità e recapiti per la trasmissione ai servizi di sanità pubblica territorialmente competenti.
2. L’operatore di sanità pubblica e i servizi di sanità pubblica territorialmente competenti provvedono, sulla base delle comunicazioni di cui al comma 1, lettera i), alla prescrizione della permanenza domiciliare, secondo le modalità di seguito indicate:
a) contattano telefonicamente e assumono informazioni, il più possibile dettagliate e documentate, sulle zone di soggiorno e sul percorso del viaggio effettuato nei quattordici giorni precedenti, ai fini di una adeguata valutazione del rischio di esposizione;

b) accertata la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, informano dettagliatamente l’interessato sulle misure da adottare, illustrandone le modalità e le finalità al fine di assicurare la massima adesione;

c) accertata la necessità di avviare la sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, l’operatore di sanità pubblica informa inoltre il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta da cui il soggetto è assistito anche ai fini dell’eventuale certificazione ai fini INPS (circolare INPS HERMES 25 febbraio 2020 0000716 del 25 febbraio 2020);

d) in caso di necessità di certificazione ai fini INPS per l’assenza dal lavoro, si procede a rilasciare una dichiarazione indirizzata all’INPS, al datore di lavoro e al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto in quarantena, specificandone la data di inizio e fine.

  1. L’operatore di sanità pubblica deve inoltre:

a) accertare l’assenza di febbre o altra sintomatologia del soggetto da porre in isolamento, nonché degli altri eventuali conviventi;
b) informare la persona circa i sintomi, le caratteristiche di contagiosità, le modalità di trasmissione della malattia, le misure da attuare per proteggere gli eventuali conviventi in caso di comparsa di sintomi;
c) informare la persona circa la necessità di misurare la temperatura corporea due volte al giorno (la mattina e la sera).

  1. Allo scopo di massimizzare l’efficacia della procedura sanitaria è indispensabile informare sul significato, le modalità e le finalità dell’isolamento domiciliare al fine di assicurare la massima adesione e l’applicazione delle seguenti misure:

a) mantenimento dello stato di isolamento per quattordici giorni dall’ultima esposizione;
b) divieto di contatti sociali;
c) divieto di spostamenti e viaggi;
d) obbligo di rimanere raggiungibile per le attività di sorveglianza.

  1. In caso di comparsa di sintomi la persona in sorveglianza deve:

a) avvertire immediatamente il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta e l’operatore di Sanità Pubblica;
b) indossare la mascherina chirurgica fornita all’avvio della procedura sanitaria e allontanarsi dagli altri conviventi;
c) rimanere nella propria stanza con la porta chiusa garantendo un’adeguata ventilazione naturale, in attesa del trasferimento in ospedale, ove necessario.

  1. L’operatore di sanità pubblica provvede a contattare quotidianamente, per avere notizie sulle condizioni di salute, la persona in sorveglianza. In caso di comparsa di sintomatologia, dopo aver consultato il medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta, il medico di sanità pubblica procede secondo quanto previsto dalla circolare n. 5443 del Ministero della salute del 22 febbraio 2020, e successive modificazioni e integrazioni.

Nell’allegato 1
Misure igienico-sanitarie:

Decreto Coronavirus linee guida

a) lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
b) evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute e comunque evitare abbracci, strette di mano e contatti fisici diretti con ogni persona;
c) igiene respiratoria (starnutire o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
d) mantenere in ogni contatto sociale una distanza interpersonale di almeno un metro;
e) evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, anche durante l’attività sportiva;
f) non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
g) coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
h) non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
i) pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
l) usare la mascherina solo se si sospetta di essere malato o si assiste persone malate.

Consigli: Decreto Coronavirus linee guida

Fatene tesoro seguiamo le istruzioni che vengono disposte. La prospettiva è, un emergenza sanitaria fitta, al di là delle favole che vengono raccontate, ma in Italia si può parzialmente affrontare grazie ai sacrifici dei cittadini che hanno pagato le tasse per la sanità. 

Vi racconto la mia storia, dopo aver accettato di dover svolgere la mia attività da pc e non poter star a contatto con le aule che amo incondizionatamente, proseguo ad informare e insegnare con i giga, nel mio settore privato. Così posso fare esperienza e aggiungere questa nuova sfida tra le tecniche di vendita emotiva.

Lo stesso accade nelle scuole con l’insegnamento didattico al computer, ai ragazzi dico, è davvero un’esperienza entusiasmante, una nuova prospettiva di cambiamento nell’ambito didattico è un nuovo modo di amare i libri, impegnatevi tanto perchè credetemi la scuola è tutto, è il mondo del sapere e conoscere infinito, io oggi ancora studio! Mio padre ha sempre sul suo tavolo da studio libri che non finiscono mai di arricchirlo nelle sue conoscenze. E poi vuoi mettere di vedere il proprio compagno/a di scuola con cui fai cavolate nei corridoi a casa? E scambiarsi dopo messaggi whatsapp  del tipo:

” Ma sta cavolata via internet che pensi?”

” Te ne freghi, ci divertiamo, sono più facili, almeno non stiamo a casa a fare niente!”

Io avrei pagato per una scuola così interattiva, sopratutto quando mi trovavo indietro con i compiti, considerando che non sono mai stata una secchiona, o meglio come mi dicevano gli insegnanti e penso che questa frase la sappiate pure voi: ” E’ brava ma si deve impegnare di più!”.  Quindi approfittatene.

Perchè scrivo questo? Per farvi capire che: anche se il buio è propenso a volersi impropriamente infittire, possiamo chiedere al sole di aiutarci attraverso piccoli gesti di coraggio quotidiano. 

Ho visto gente scappare per la paura, gente affollarsi dal medico senza motivo in cerca di sicurezza, gente che mi chiama per telefono per sapere qual’è la soluzione migliore, è semplice! Attenetevi a ciò che vi dice il Ministero della sanità! 

Per il vostro quotidiano, fate come gli innamorati che si sono persi, ricostruite pensando al cambiamento positivo, io l’ho sto facendo e sto scoprendo che avevo lasciato dietro cose belle e cose che mi aiutano a migliorarmi.

L’italia è un’immenso paese, una nazione che gli stati esteri invidiano e hanno sempre invidiato, una nazione al centro del mondo, un porto dalle grandi scoperte, un tavolo immenso, dove tutti sanno di poter mangiare bene, l’eccellenza nella letteratura, scienze, arte, moda. Non saremo bravi a fare business, ma siamo onesti! Nonostante ci dicano: “Italia, pizza e mafia!” Noi la mafia la combattiamo da sempre! Certo, politicamente siamo allo sbaraglio per alcuni versi, ma, in questo caso, anche i nostri politici cercano di essere più responsabili. Quindi, anche se hanno chiuso le porte gli stati che abbiamo da sempre aiutato, noi abbiamo la possibilità di essere chiavi di quelle porte e ripartire. L’Italia è degli italiani, ricordatelo sempre!

Al nord auguro tanto di poter star bene e riprendersi velocemente;

Al mio sud, dico: lottiamo per poter continuare a sopravvivere, cerchiamo di contenere bassa la diffusione del virus seguendo le linee guida del ministero della salute. Sappiamo bene che i nostri ospedali non sono l’eccellenza italiana e il personale medico non è molto!

C’è una cosa che voglio aggiungere a questo lungo articolo,

l’Università non è un élite per pochi, ma è per tutti!

Se negli anni il ministero della pubblica istruzione non avesse messo a numero chiuso la facoltà di medicina, a quest’ora i medici ci sarebbero stati! Siccome doveva contenere i costi della sanità allora prosciugati, la prima cosa che si è inventata è stata colpire i giovani nell’inserimento al lavoro pubblico! Ma evitiamo la polemica.

La scuola è di tutti non è per pochi! E i talenti in Italia sono parte della classe del popolo! Imparate cari ministri!

Cliccate sul link per leggere il decreto internamente DPCM-del-4.3.2020.pdf

Vi lascio con tre parole, fatene tesoro:

IMPEGNO

SOLIDARIETÀ’

PARTECIPAZIONE

Se avete voglia di conversare a destra trovate il bottone della chat.

Corona virus – Covid-19

Calabria: Impegno sociale degli alunni creata la soluzione igienizzante

Decreto Coronavirus linee guida

Decreto Coronavirus linee guida

Calabria: Impegno sociale degli alunni creata la soluzione igienizzante

Calabria: Impegno sociale degli alunni creata la soluzione igienizzante

Calabria: Impegno sociale degli alunni creata la soluzione igienizzante

Gli alunni frequentanti: l’Istituto tecnico industriale – per geometri, dipartimento di chimica di Vibo Valentia., seguiti dai professori e diretti dalla loro dirigente Maria Gramendola, hanno realizzato il prodotto igienizzante per le mani.

La soluzione è composta da: sale a base di cloro, diluito con acqua distillata.

Il prodotto igienizzante sarà distribuito gratuitamente presso gli istituti scolastici, il comune, la prefettura.

L’impegno sociale dei giovani calabresi per il proprio territorio è meritevole di elogio e gratitudine. L’istituto in questione ha sempre lottato per il miglioramento scolastico in termini di didattica e di infrastrutture.

Per molti anni penalizzato dall’assenza di iscrizioni e la preferenza ai licei, oggi dimostra che, l’impegno e la frequenza agli istituti professionali, eleva socialmente e culturalmente. Il futuro dei giovani è nella mani della scuola, molte volte lasciata all’abbandono.

Lo Stato, il Ministero della pubblica istruzione, dovrebbe riflettere, voltare lo sguardo all’interesse socio culturale e coinvolgere i giovani ad arricchirsi, investendo risorse in una Calabria che ha fame di crescere, invogliare i giovani a  non andare via dalla propria regione.

Avanti così sempre. Complimenti ragazzi.

Calabria: Impegno sociale degli alunni creata la soluzione igienizzante

Calabria: Impegno sociale degli alunni creata la soluzione igienizzante

Corona virus – Covid-19

Ciao cittadino Italiano, creo questa sezione per condividere le informazioni più importanti che in questo momento ci coinvolgono da nord a sud della nostra nazione a proposito del Corona virus – Covid-19. Una Italia, che a parere mio, non è stata tutelata come avrebbe dovuto essere.  Abbiamo aperto le porte a tutti e ci ritroviamo a pagarne le conseguenze. Mi dispiace per chi legge e pensa che non sia stato così, ma i fatti dimostrano l’inverso. La Farnesina a tutt’oggi è protagonista, per il nostro popolo, di un’immensa umiliazione. Ti racconto uno degli esempi che si stanno susseguendo, 40 passeggeri di un volo per le Mauritius sono stati rifiutati perché provenienti dalle aeree colpite dal corona virus, ossia Lombardia, Veneto e Emilia Romagna. Il sud Africa ha introdotto misure restrittive per il nostro paese, noi continuiamo ad accoglierli in tutti i modi! La Farnesina ha aperto le porte a tutti e il corona virus ha fatto visita all’Italia e si è insediato e per quanto vogliano raccontarci le storielle la realtà è differente. Allo stato attuale siamo il terzo paese infetto al mondo. Ciò sta propagando ansia, paura e timore, come biasimare il popolo? La corsa al cibo è iniziata, la corsa al farmaco non ha raggiunto la giusta consapevolezza ma di lì a poco anche quella subentrerà. COVID-19 ci viene detto non sia un epidemia, ma se trovate un sinonimo più convenevole, correggerò il testo che a tutt’oggi scrivo. 

Vi aggiungo alcune immagini che riguardano raccomandazioni igenico sanitarie, e vi consiglio di non restringere la prospettiva delle vostre idee focalizzando la sola attenzione su un punto, ma aprite la mente e sviluppate il pensiero.

Vi faccio degli esempi:

  • Al supermercato non esiste solo Amuchina e candeggina, esistono tanti prodotti che riportano il simbolo “presidio medico chirurgico”, anche quelli possiamo comprarli. E se non troviamo nulla, l’alcool è l’antibatterico per eccellenza. Non tutti siamo tolleranti al contenuto dell’ Amuchina, ci sono persone allergiche, quindi abbiamo una prospettiva differente;
  • Recarci in farmacia e non trovare la mascherina non è sinonimo di disperazione, possiamo prestare attenzione, quando siamo in mezzo la gente e usare i fazzoletti per proteggere la bocca, certo che in questo periodo non stare tra la folla è il consiglio ideale.
  • La spesa. Sapete che non tutti possiamo comprare una marea di roba? C’è gente che può farlo secondo diverse necessità, quindi collaborate e siate virtuosi dimostrando un giusto e consapevole impegno sociale. La carne, il pesce, la frutta è per tutti, non solo per noi stessi. Se chiudono il territorio in cui siamo residenti, il Presidente del consiglio ha rassicurato che: a nessuno mancheranno gli aiuti necessari. Credergli? Beh lo so avete ragione non è facile, ma la scelta non è molta! Collaborate, unendovi socialmente!
  • Se sei in quarantena, organizza la tua vita riempiendo casa di attività quotidiane che intrattengono il corpo e la mente. Giochi, attrezzi da palestra, musica, lettura, scrittura, condivisione di un film. Approfitta del tempo per stare con i tuoi bimbi e far capire loro che è solo un momento passeggero.
  •  Le farmacie non sono sanatorie, rechiamoci secondo giusta necessità.
  • Il medico di base segue delle direttive per il corona virus quindi non forziamo il suo intervento, sono stati creati i numeri di pubblica utilità, digitate il numero   1 5 0 0 

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Ecco le regole da seguire per una giusta prevenzione

Corona virus - Covid - 19

Corona virus - Covid - 19

Di volta involta la pagina sarà aggiornata con relativi articoli Corona Virus.

Che dirvi, collaboriamo tutti per uscire da questo momento poco piacevole. L’Italia non meritava questo,  il popolo dopo un lunga recessione ancora in corso non doveva avere questo momento poco piacevole. Se le autorità avessero attuato la giusta chiusura del confine l’Italia sarebbe sana, ora siamo noi ad essere isolati dal resto del mondo!

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