Notizie Marzo 2026

Notizie raccontate in poche righe – News told in a few lines


Notizie dal 01 al 15 Marzo 2026



15 Marzo

Naufragio a largo di Lampedusa disperso un bimbo di due anni

Venerdì scorso nella notte un barchino di 9 metri è partito da Sfax, in Tunisia, a bordo c’erano persone di Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Guinea e Sierra Leone. La traversata dei migranti si è fermata a largo di Lampedusa, ha imbarcato acqua tra le onde alte travolgendo la barca, a bordo c’era un bambino di due anni, accompagnato dalla mamma, ha disperso il piccolo tra le onde. I militari della motovedetta Cp327 della guardia costiera sono riusciti a salvare 64 persone, fra cui 14 donne e 10 minori, il bimbo non è stato trovato, la motovedetta Cp 271e il velivolo Manta della guardia costiera, continua a cercarlo. I naufraghi sono stati accolti nell’Hotspot di Lampedusa. La mamma del piccolo disperso si è salvata anche con il resto dei migranti. Le ricerche del sono ancora in corso con la motovedetta Cp 271e con il velivolo Manta della guardia costiera. I superstiti hanno raccontato di avere pagato per la traversata 300 euro e hanno detto di volere restare in Italia


Emergency soccorsi 123 naufraghi in 48 ore il governo assegna il porto lontano di Civitavecchia

Emergency:”Terza operazione di soccorso in meno di 48 ore per la Life Support, la nave di ricerca e soccorso di EMERGENCY, che sabato 14 marzo all’incirca alle ore 20.00 ha tratto in salvo altre 25 persone che navigavano nel buio e senza giubbotti salvagente su un piccolo gommone bianco sovraffollato, in acque internazionali nella zona SAR maltese. Tra i 25 naufraghi, 11 sono minori non accompagnati. “Il buio ha complicato le attività di ricerca ma, appena individuato questo piccolo gommone sovraffollato, abbiamo iniziato le operazioni di salvataggio – dichiara Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support –. Una volta lì, ci siamo ritrovati davanti venticinque persone pietrificate dalla paura, senza giubbotti salvagente. Questo soccorso si unisce agli altri due effettuati nelle precedenti ventiquattro ore. Al momento, a bordo della nostra nave ci sono 123 naufraghi. Le 25 persone soccorse, nel terzo salvataggio di sabato 14 marzo, sono 18 uomini, di cui sette minori non accompagnati e 7 donne, di cui 4 minori non accompagnati. I naufraghi hanno riferito di essere partiti da Zawiya la sera del 13 marzo e provengono da Sudan, Sud Sudan, Somalia, Yemen, paesi segnati da conflitti, violenze, povertà, insicurezza alimentare e cambiamenti climatici. In totale sono 123 persone a bordo della nave, di cui 26 minori non accompagnati e 20 donne, che si stanno dirigendo verso il porto di Civitavecchia, assegnato dalle autorità competenti subito dopo il primo salvataggio, a tre giorni di navigazione dall’attuale posizione della Life Support, con l’arrivo previsto nella prima mattinata del 17 marzo. “Lo staff di EMERGENCY si sta prendendo cura di tutte le persone a bordo costrette a raggiungere un porto molto distante, come quello di Civitavecchia – continua Jonathan Nanì La Terra –. La Life Support rimarrà disponibile durante la sua navigazione verso nord, nel caso di altre possibili segnalazioni o barche in difficoltà.” L’assegnazione di un porto così lontano obbliga i naufraghi, già provati da un viaggio difficile e in condizioni di estrema fragilità fisica e psicologica, a trascorrere altri giorni in mare, ritardando il loro accesso ai servizi essenziali. Inoltre, i giorni di navigazione per raggiungere il porto di Civitavecchia costringono la Life Support a restare lontana per più tempo dalla zona di ricerca e soccorso, dove c’è più bisogno e, quando, in meno di 48 ore, sono stati effettuati tre diversi salvataggi. L’ultima operazione di soccorso si unisce alle altre due avvenute tra la mattina e la sera di venerdì 13 marzo e che hanno tratto in salvo, rispettivamente, 41 e 57 persone, che si trovavano in balia del mare in acque internazionali della zona SAR libica. La Life Support sta compiendo la sua 41esima missione nel Mediterraneo centrale, operando in questa regione dal dicembre 2022. Durante questo periodo, la nave SAR di EMERGENCY ha soccorso complessivamente di 3.371 persone


14 Marzo

USA colpiscono l’isola di Kharg base per il trasporto del petrolio dell’Iran

L’isola di Kharg accoglie il petrolio proveniente dall’Iran, è punto di attracco per le petroliere e base di stoccaggio. Nel tempo è diventato il principale porto di collegamento per il commercio petrolifero. L’attacco aereo Usa nella notte ha colpito oltre 90 obiettivi militari. Trump afferma sul suo social Truth che l’Iran è sconfitto, per lo stretto di Hormuz i paesi che ricevono il petrolio devono liberarlao:”Gli Stati Uniti d’America hanno sconfitto e annientato completamente l’Iran, militarmente, economicamente e in ogni altro modo, ma i Paesi del mondo che ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz devono occuparsi di quel passaggio, e noi daremo il nostro contributo – e in modo considerevole! Gli Stati Uniti si coordineranno inoltre con questi Paesi affinché tutto proceda rapidamente, senza intoppi e con successo. Questo avrebbe dovuto essere fin dall’inizio uno sforzo congiunto, e ora lo sarà – e unirà il mondo verso l’armonia, la sicurezza e una pace duratura!” Trump respinge i tentativi di avviare i colloqui per il cessate il fuoco in Iran. L’Iran ha escluso qualsiasi possibilità di cessate i fuoco fino a quando non saranno terminati gli attacchi di Stati Uniti e Israele


Striscia di Gaza colpita dalla tempesta di sabbia

Il forte vento aumenta l’intensità della tempesti di sabbia che si è abbattuta sulla striscia di Gaza. La popolazione raccolta nelle tende rischia di morire soffocata. La Protezione Civile della Striscia di Gaza ha emesso un avviso di allerta, raccomandando ai “cittadini di non uscire dalle proprie abitazioni, rifugi o tende se non in casi di estrema necessità, in particolare a chi soffre di malattie respiratorie”, consiglia di indossare una mascherina di stoffa o un panno umido sul naso. La protezione civile raccomanda “la necessità di mettere in sicurezza tende e rifugi per evitare che vengano spazzati via dal vento, specialmente per chi si trova in riva al mare e nelle zone costiere”


Fermo della nave Sea Eye 5 il tribunale di Ragusa annulla il provvedimento e condanna il ministero dell’Interno al pagamento delle spese

Il fermo riguarda il soccorso della ong tedesca di 65 migranti, a cui viene assegnata dalle autorità italiane il porto sicuro Taranto, ma il comandante ritiene le condizioni dei passeggeri gravi e richiede due evacuazioni mediche urgenti eseguite dalla Guardia costiera, la nave contesta il porto d’attracco e la Sea Eye 5 ottiene l’autorizzazione a sbarcare a Pozzallo, la nave sarà sottoposta a fermo da parte della Prefettura di Ragusa. Il tribunale civile di Ragusa ritiene legittimo la richiesta della Sea Eye 5,”risulta conforme alla normativa vigente, non essendosi arbitrariamente rifiutata di fornire informazioni o di osservare indicazioni, bensì essendosi essa limitata a rappresentare la situazione concreta”. Il Tribunale ha ritenuto “ravvisabili delle ragioni sufficienti per l’accoglimento della proposta opposizione” e “annulla il provvedimento di fermo emesso dalla prefettura di Ragusa” e “il verbale e ogni altro atto eventualmente conseguente”. Il giudice “condanna il ministero dell’Interno – Ufficio del Governo Prefettura di Ragusa al pagamento delle spese di lite, in favore della parte opponente” per un importo di 2.518 euro


13 Marzo

Il consiglio supremo di difesa richiama l’articolo 11 della Costituzione per il conflitto tra USA Israele e Iran dichiara l’Italia non in stato di guerra ma dà disponibilità d’utilizzo delle infrastrutture militari sul territorio nazionale ai Paesi amici ed alleati

Articolo 11 Costituzione:”L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. Si è riunito oggi, al Palazzo del Quirinale, il Consiglio supremo di difesa, presieduto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel comunicato si afferma che “l’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra”. “Il Consiglio ha preso atto favorevolmente che, con propria risoluzione, il Parlamento si è già espresso sulle richieste ricevute da parte dei Paesi amici ed alleati di assistenza nella loro difesa nonché sulla necessità che l’utilizzo delle infrastrutture militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi avvenga nel rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti che include fra l’altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico. Il Consiglio ha inoltre preso atto che eventuali richieste che dovessero eccedere il perimetro delle attività già disciplinate dagli accordi citati saranno sottoposte al Parlamento. Il Consiglio ha approfondito le linee già illustrate dal Governo in Parlamento per affrontare la crisi in atto nel Mediterraneo, in Medio Oriente e nei Paesi del Golfo, a partire dall’impegno per la messa in sicurezza delle migliaia di cittadini italiani presenti nella regione e della decisione di fornire sostegno e assistenza ai Paesi del Golfo, amici e importanti partner strategici dell’Italia, a tutela dei numerosi militari italiani presenti in quelle aree, in base a missioni in atto e già autorizzate dal Parlamento. Il Consiglio ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa assunta dal Governo di operare insieme ai principali alleati europei, in particolare Francia, Germania e Regno Unito, per coordinare le iniziative sul piano della difesa degli interessi comuni e su quello più generale della sicurezza. Ciò anche in considerazione dell’allarme per i missili lanciati verso Cipro – territorio dell’Unione Europea – e verso la Turchia – territorio dell’Alleanza Atlantica – e intercettati dalle difese NATO nel Mediterraneo orientale nonché dei rischi che il conflitto in Iran sta producendo sul piano della sicurezza economica ed energetica, sia a livello nazionale che internazionale. Il Consiglio valuta gravi le azioni dell’Iran per ostacolare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz.
Il Consiglio ha preso in esame con particolare attenzione anche la situazione in Libano e chiede a Israele di astenersi da reazioni spropositate alle comunque inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Libano in un nuovo drammatico conflitto. Come sempre il prezzo più alto lo pagano le popolazioni civili, con numerose vittime e centinaia di migliaia di cittadini evacuati dal Sud del Libano e altrettanti dalle aree sciite di Beirut. Il Consiglio ritiene allarmanti le continue gravi violazioni della risoluzione n. 1701 del 2006 e il ripetersi di inammissibili attacchi da parte israeliana al contingente di UNIFIL, attualmente a guida italiana. Anche in relazione alle decisioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU di concludere la missione UNIFIL, resta ineludibile garantire la sicurezza della Linea Blu, favorendo l’incremento delle capacità delle Forze Armate Libanesi. Il Consiglio esprime condanna per l’aggressione ai militari italiani a Erbil in Iraq”


Droni iraniani colpiscono la base militare di Mala Qara nel Kurdistan ucciso un militare francese

Due due droni iraniani hanno colpito la base militare di Mala Qara, nel Kurdistan iracheno, uccidendo un militare francese, il maresciallo capo Arnaud Frion di 42 anni e ferendone altri sei. Il gruppo armato sciita, filo-iraniano Ashab al-Kahf ha rivendicato l’attacco, in risposta alla Francia all’invio della portaerei nella regione del Kurdistan. Il governo francese ha convocato in giornata la riunione del Consiglio di difesa. Il premier francese su X ha scritto:”Il sottufficiale Arnaud Frion del 7° battaglione di cacciatori alpini di Varces è morto per la Francia durante un attacco nella regione di Erbil, in Iraq. Alla sua famiglia, ai suoi fratelli d’armi, voglio esprimere tutto l’affetto e la solidarietà della Nazione. Molti dei nostri soldati sono rimasti feriti. La Francia è al loro fianco e alle loro famiglie. Questo attacco contro le nostre forze impegnate nella lotta contro Daesh dal 2015 è inaccettabile. La loro presenza in Iraq rientra strettamente nel quadro della lotta al terrorismo. La guerra in Iran non può giustificare tali attacchi”


12 Marzo

La guida suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei:”Vendicheremo il sangue dei nostri martiri”

Il primo discorso pubblico della nuova Guida suprema dell’IranMojtaba Khamenei è un dichiarare guerra agli attacchi di Israele e USA, su X dichiara:”Miei cari fratelli in armi! Ciò che il popolo iraniano desidera è la continuazione di una difesa efficace che faccia rimpiangere il nemico. La leva della chiusura dello Stretto di Hormuz deve sicuramente continuare a essere utilizzata. Sono stati condotti studi sull’apertura di altri fronti dove il nemico ha un’esperienza minima e dove sarebbe altamente vulnerabile. Se la guerra dovesse continuare, l’attivazione di tali fronti verrà effettuata in base a specifici interessi. Senza dubbio, la cooperazione tra i membri del Fronte di Resistenza abbrevierà il percorso verso l’eliminazione della sedizione sionista.
Il coraggioso e fedele Yemen non ha smesso di difendere la popolazione oppressa di Gaza. Nonostante tutti gli ostacoli, l’abnegato Hezbollah è accorso in aiuto della Repubblica Islamica, e la Resistenza in Iraq ha coraggiosamente seguito la stessa strada. La vendetta che abbiamo in mente non è dovuta solo al martirio dell’illustre Leader della Rivoluzione. Ogni membro della nazione martirizzato dal nemico è un caso a sé stante che esige la nostra vendetta. Il crimine deliberatamente commesso dal nemico contro la scuola Shajarah Tayyibah a Minab e altri casi simili riceveranno particolare attenzione in questo processo di vendetta. Ai leader di alcuni paesi della regione: condividiamo i confini con 15 paesi e abbiamo sempre desiderato, e desideriamo ancora, avere relazioni cordiali con loro. Ma per anni il nemico ha stabilito basi militari e finanziarie in alcuni di questi paesi per garantire il proprio dominio sulla regione. Come avevamo chiaramente avvertito in anticipo, e senza commettere alcun atto di aggressione contro i paesi della regione, abbiamo preso di mira solo le basi statunitensi presenti in quella zona. Dopodiché, non avremo altra scelta che continuare su questa strada. Consiglio ai leader dei paesi della regione di chiudere quanto prima possibile quelle basi [statunitensi], perché ormai avranno sicuramente capito che le pretese degli Stati Uniti di garantire sicurezza e pace non sono altro che bugie”


La guerra voluta da Trump in medio oriente frutta all’economia statunitense

Trump vanta il beneficio dell’aumento del costo del petrolio per le casse dello Stato americano. Sul suo social Truth scrive:”Gli Stati Uniti sono di gran lunga il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando i prezzi del petrolio salgono, guadagniamo un sacco di soldi. MA, di ben più grande interesse e importanza per me, come Presidente, è impedire a un impero malvagio, l’Iran, di possedere armi nucleari e di distruggere il Medio Oriente e, in effetti, il mondo. Non permetterò mai che ciò accada!”


11 Marzo

La politica di destra impone la nomina di Beatrice Venezi al Teatro la Fenice – Si dimette il consigliere del Ministero della cultura Alessandro Tortato

La confermata della nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale della Fenice di Venezia, contestata dagli orchestrali e ritenuta divisa dai sindacati, sfocia nelle dimissioni del consigliere d’indirizzo della Fondazione Teatro La Fenice Alessandro Tortato, nominato dal ministero della Cultura a gennaio 2025. Nel post sui social Tortaro delinea le motivazioni delle sue dimissioni partendo dalla nomina del sovrintendente Nicola Colabianchi:”In democrazia chi vince le elezioni ha il diritto di governare, anche i teatri che sono istituzioni fondamentali del nostro paese. Il sovrintendente, al netto delle ipocrisie, è una figura politica. Mi si fa il nome di Nicola Colabianchi. Ha ricoperto questa carica all’Opera di Roma e a Cagliari. Insegna a Roma in Conservatorio. Ha quindi tutte le carte in regola. La sua candidatura viene proposta dal Presidente, approvata dal Consiglio, comunicata al Ministero che lo nomina”. Dalla nomina del sovraintende l’imposizione della nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del teatro:”Nicola Colabianchi nomina Beatrice Venezi direttore musicale del Teatro La Fenice. È una nomina legittima, lo dice lo Statuto, legge fondamentale del Teatro. Si può essere in disaccordo, protestare, parlare di prassi violata, ma la nomina è lecita. Non è altrettanto lecito, o perlomeno corretto, che Colabianchi faccia sapere che la nomina è stata approvata all’unanimità dal Consiglio d’indirizzo, cosa mai avvenuta. Il Consiglio, sempre da Statuto, non ha alcun titolo per esprimersi in merito alle nomine artistiche, può farlo solo su approvazione bilanci, programmazione, individuazione Sovrintendente, vertenze sindacali. Stop. Affermo tale pensiero pubblicamente e in un consiglio successivo mi oppongo all’inserimento nel verbale dell’espressione «il Consiglio approva all’unanimità la nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del teatro», propendendo per un generico sostegno a Venezi in quanto direttore musicale del Teatro, nominato legittimamente dal Sovrintendente. L’ “affaire Venezi” nel frattempo diventa argomento di discussione politica nazionale”. La contestazione alla nomina da parte degli orchestrali e del consigliere sfocia da parte della Venezi nelle offese che Tortato mette nero su bianco:”Se la nomina di Beatrice Venezi è stata assolutamente lecita, non è lecito da parte sua – o per lo meno non è da me accettabile – parlare pubblicamente della Fenice come di un «teatro con gestione anarchica», affermazione che chiama in causa il Sovrintendente, il Presidente e l’intero Consiglio. È poi inopportuno abbracciare una persona che ha appena dichiarato pubblicamente che orchestrali e coristi del “suo” teatro sono «pippe il cui massimo titolo è il battesimo». I professori d’orchestra e i coristi del Teatro La Fenice non solo non sono “pippe” ma sono professionisti di altissimo livello, alcuni di essi tra i migliori sul panorama internazionale. I concorsi per accedere a queste posizioni hanno prove complicatissime e sono infinitamente più difficili di qualsiasi esame universitario (lo posso dire tranquillamente avendo effettuato entrambi i percorsi di studio). Altrettanto fuori luogo sono le dichiarazioni sul pubblico veneziano composto da ottantenni”. La vicenda ha portato il consigliere alle dimissioni:”Davanti a tutto questo, mi immaginavo almeno una presa di posizione da parte della governance del Teatro a cui appartengo. Al contrario, ieri, ancora in barba allo Statuto, si è voluto far pronunciare nuovamente il Consiglio di indirizzo sulla nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del Teatro. A questo punto è evidente che la questione si è fatta meramente politica e che, di conseguenza, non c’è alcun bisogno di avere un musicista tra i consiglieri. Quindi me ne vado.Torno alle mie passioni, mai abbandonate, con il grande rimpianto di aver vissuto un’esperienza che mi aspettavo entusiasmante e che si è invece rivelata un disastro. Un disastro però estremamente interessante sotto molti punti di vista. A tal proposito, al di là dei micetti/e da tastiera che mi fanno quasi tenerezza, non dimenticherò mai i messaggi di solidarietà ricevuti da alcuni musicisti del Teatro proprio mentre i loro rappresentanti sindacali mi stavano attaccando e da altri (molti) del Conservatorio in cui insegno. Non dimenticherò neppure la vicinanza manifestata da persone che nemmeno conosco e che mi seguono sui miei vari “fronti”. Mi scrivevano: «Spero la paghino bene per sopportare una situazione così complicata…». Ne approfitto per precisare che il consigliere d’indirizzo non riceve nemmeno un euro: è una carica completamente onorifica. E veramente è stato per me un grande onore ricoprirla, sebbene per breve tempo e sebbene in uno dei periodi più difficili che questo straordinario teatro ha vissuto nella sua lunga e gloriosa storia. Ma così è la vita… Viva la Fenice! Viva Venezia!


Comunicazioni della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo e sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente

Il Senato e la Camera hanno approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, e sul conflitto sfociato in Medio Oriente. Crisi Medio Oriente, Meloni:”È in questo contesto di crisi attuale del sistema internazionale, nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale, che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano. 
Un intervento a cui, lo dico subito a scanso di ogni equivoco, l’Italia non prende parte e non intende prendere parte”. Azione militare dell’Italia nella guerra in Medio Oriente, Meloni:”Stiamo fornendo assetti di difesa aerea ai Paesi del Golfo, così come hanno fatto gli altri principali Paesi europei – in particolare Regno Unito, Francia e Germania. E questo non soltanto perché si tratta di Nazioni amiche e partner strategici dell’Italia, ma anche perché in quell’area sono presenti decine di migliaia di cittadini italiani che dobbiamo proteggere, senza contare che, nel Golfo, sono di stanza circa 2000 soldati italiani. Inoltre, come sapete, abbiamo inviato una nostra unità navale a Cipro per sostenere un partner europeo che ha visto il proprio territorio colpito da parte iraniana. Un atto dovuto di solidarietà europea, ma anche di prevenzione”. Basi USA in Italia, Meloni:”Mi corre l’obbligo di ricordare, infatti, che le basi concesse agli americani in Italia dipendono da accordi che risalgono al 1954 e che sono stati sempre aggiornati, da governi di ogni colore. Secondo quegli accordi, ci sono autorizzazioni tecniche quando si parla di logistica e di operazioni non cinetiche, che non comportano – semplificando – dei bombardamenti. Nel caso in cui dovessero giungere richieste di uso delle basi italiane per altre attività, la competenza a decidere se concedere o meno quell’utilizzo spetterebbe – sempre in virtù di quegli accordi – al Governo. Ma, su questo punto, ribadisco con chiarezza la posizione che il Governo ha già espresso: la decisione, in quel caso, per noi spetterebbe al Parlamento. Allo stesso modo, e a scanso di equivoci, chiarisco che ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta in questo senso. Così come ribadisco che noi non siamo in guerra, e non vogliamo entrare in guerra. Sicurezza interna dell’Italia:”Il governo si è immediatamente attivato per rafforzare la sicurezza interna, a partire dal presidio degli obiettivi sensibili, contro eventuali rischi di terrorismo collegati a possibili cellule dormienti o “lupi solitari”. Tanto il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza quanto il Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo, sono di fatto riuniti permanentemente”. Speculazione prezzi energia e carburante:”Sui prezzi dell’energia, per monitorare i quali il Presidente dell’Autorità per l’Energia ARERA ha istituito una apposita task force, così come sui beni di consumo, sui quali il Ministro Urso ha attivato quello che tutti conosciamo come “Mr. Prezzi”, cioè il sistema di monitoraggio che verifica se ci sono aumenti anomali e ingiustificati dei prezzi, soprattutto alle pompe di benzina e sui generi alimentari. In particolare, sui carburanti, stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette “accise mobili” che questo Governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023, nel caso i prezzi aumentassero in modo stabile. Come sapete, il meccanismo – la cui attivazione è stata peraltro chiesta anche da parte dell’opposizione – consente di utilizzare la parte di maggiore IVA derivante dall’aumento dei prezzi per ridurre le accise. È lo strumento della sterilizzazione che era presente anche nel nostro programma, e la sua attivazione è tra le contromisure che siamo chiaramente pronti a prendere”. “Riguardo l’attuale aumento dei prezzi dei carburanti, il messaggio che voglio dare, agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese, è: consiglio prudenza, perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi, compreso, se necessario, recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili”. L’affondo alle decisioni per tutelare il cambiamento climatico da parte dell’Unione Europea con l’introduzione del Sistema di scambio di quote di emissione:”In molte Nazioni europee una parte rilevante del costo dell’energia è legato, direttamente o indirettamente, al sistema europeo di tassazione del carbonio, il cosiddetto ETS. Un sistema che necessita di una revisione per correggere una serie di meccanismi che oggi – in un significativo numero di Stati membri, Italia inclusa – gonfiano artificialmente il prezzo dell’elettricità, con punte che, per la nostra Nazione, toccano i 30 euro per MWh, un quarto dell’intero costo dell’elettricità. Perché, com’è noto, gli ETS sono di fatto una “tassa” voluta dall’Europa che dovrebbe gravare solo sulle modalità più inquinanti di produzione di energia, come quelle di origine fossile, ma finisce per determinare il prezzo di tutte le forme di energia, anche quelle rinnovabili, che questa “tassa” non la pagano. Con lo scoppio della crisi in Medio Oriente, il tema dei prezzi dell’energia ha evidentemente assunto ancora maggiore rilevanza ed è per questo che, a livello europeo, stiamo anche chiedendo – in attesa proprio di questa necessaria revisione annunciata per la seconda metà di quest’anno – di sospendere urgentemente l’applicazione dell’ETS alla produzione di elettricità da fonti termiche, cioè dal termoelettrico. Si tratta di un provvedimento che serve subito, e almeno fino a quando i prezzi globali delle fonti energetiche fossili non torneranno sui livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente. Aldilà di questa misura emergenziale e urgente, chiediamo che la revisione di ETS corregga strutturalmente l’effetto inflattivo legato all’applicazione congiunta delle regole europee di fissazione del prezzo dell’energia elettrica e dell’ETS.  L’ETS dovrebbe colpire solo chi inquina, e non la produzione tramite rinnovabili. Non pagare l’ETS sulle rinnovabili è, peraltro, proprio l’obiettivo che si è posto il Consiglio dei Ministri, approvando lo scorso 18 febbraio il cosiddetto Decreto Bollette. La nostra aspettativa è che l’Unione Europea ci consenta di correggere rapidamente, e in maniera strutturale, questo meccanismo controproducente. Sempre in tema di ETS, chiediamo che vengano affrontate altre due questioni fondamentali: la proroga delle quote gratuite per le industrie energivore, che comprendono, come sapete, alcuni dei settori chiave del Made in Italy – come  siderurgia, cartiere, lavorazione del vetro, ceramica – e la riduzione della volatilità del prezzo delle quote ETS attraverso l’introduzione di un “cap”, oppure escludendo dal mercato degli ETS gli attori non industriali, così da limitare ogni speculazione finanziaria su questo strumento”. Il contrasto con la magistratura e la politica migratoria, la giustificazione dello spreco di soldi pubblici del centro di accoglienza Albanese:”La revisione del concetto di Paese terzo sicuro, l’adozione di una lista europea di Paesi di origine sicuri, con la possibilità di designare Paesi di origine sicuri con eccezioni territoriali e personali e, a breve, la revisione del Regolamento rimpatri con la previsione esplicita degli hub per i rimpatri in territorio extra-Ue.
In sostanza, oggi l’Europa ci dice chiaramente, e nero su bianco, che il Governo italiano ha tutto il diritto a far funzionare i centri in Albania, proprio perché il meccanismo che abbiamo messo a punto è pienamente in linea con il diritto internazionale ed europeo. Anche se temo che per alcuni non basterà neanche questo, e che non cesseranno le ordinanze di revoca dei trattenimenti in Albania. Come accaduto nel recente caso dei migranti irregolari condannati per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo, e – è molto desolante doverlo raccontare – violenza sessuale su minore, che per i giudici non possono essere trattenuti né rimpatriati perché hanno fatto strumentalmente richiesta di protezione internazionale. Decisioni che non trovano giustificazione nella normativa italiana, nella normativa europea e neppure nel buon senso. Ma voglio dirlo chiaramente: nel pieno rispetto della Costituzione, noi continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere per rispettare la volontà popolare di combattere l’immigrazione illegale e garantire la sicurezza ai cittadini”


Italia in ritardo per la presentazione del piano nazionale di ristrutturazione edilizia presentato alla Commissione europea

La Commissione europea invita gli Stati membri a presentare le bozze dei piani nazionali di ristrutturazione degli edifici previsti dalla direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia, la scadenza era prevista entro il 31 dicembre 2025. “I NBRP sono uno strumento essenziale e strategico per gli Stati membri per trasformare il loro parco immobiliare in un bene ad alte prestazioni, efficiente dal punto di vista energetico e decarbonizzato entro il 2050. Creando percorsi di ristrutturazione prevedibili e traiettorie chiare a lungo termine, questi piani sosterranno la piena attuazione della direttiva riformulata sulla prestazione energetica nell’edilizia ( 
direttiva (UE) 2024/1275) e forniranno la necessaria stabilità e prevedibilità degli investimenti. Questi piani sono fondamentali per migliorare la prestazione energetica degli edifici e quindi contribuire a ridurre le bollette energetiche. La presentazione tempestiva delle bozze di piano consente alla Commissione di valutare efficacemente la strategia di ciascuno Stato membro, garantendo che i piani definitivi siano completi, attuabili e in linea con gli obiettivi climatici ed energetici nazionali e dell’UE aggiornati. La Commissione chiede ora agli Stati membri interessati di presentare le loro bozze di piano senza ulteriori indugi. Questi Stati membri hanno due mesi di tempo per rispondere alle lettere di costituzione in mora. In assenza di una risposta soddisfacente, la Commissione può decidere di emettere un parere motivato”


Conflitto in Medio Oriente la priorità immediata per l’Unione Europea mantenere i flussi energetici in movimento nello Stretto di Hormuz

In un posto su twitter il Presidente del Consiglio europeo Antonio Costa e la presidente della commissione europea Ursula von der Leyen hanno congiuntamente delineato le azioni da intraprendere per affrontare il blocco navale dello stretto di Hormuz:”Grazie Emmanuel Macron per aver organizzato una chiamata con i partner del G7 per discutere una risposta coordinata alla preoccupante situazione in Iran e in Medio Oriente. Ci concentriamo sulla riduzione al minimo dell’impatto sulla sicurezza e sul mercato energetico globale. Il Presidente Von der Leyen e io abbiamo ricordato che la priorità immediata è mantenere i flussi energetici in movimento, in particolare la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, fondamentale per l’economia globale. L’applicazione del tetto massimo al prezzo del petrolio contribuirà a stabilizzare i mercati e a limitare le entrate della Russia. Questo non è il momento di allentare le sanzioni contro la Russia. Abbiamo entrambi accolto con favore la decisione odierna dell’AIE di mettere a disposizione 400 milioni di barili di petrolio di riserva di emergenza per allentare le tensioni nell’approvvigionamento energetico globale. Abbiamo concordato di collaborare strettamente con i partner della regione per impedire l’allargamento del conflitto e ripristinare la stabilità”


10 Marzo

Per il capo del gabinetto del guardasigilli Bartolozzi i giudici sono “plotoni di esecuzione”

Durante un dibattito su una tv siciliana, TeleColorMa in cui l’argomento è il Referendum per la riforma della magistratura le dichiarazioni della capo di gabinetto del Guardasigilli, Giusi Bartolozzi, palesa il dissenso della politica di destra contro i magistrati le intenzioni forvianti della riforma che mirano al controllo del potere giurisdizionale:”Finché la giustizia non ti marchia tu non lo capisci. Faccio appello a tutti i cittadini che hanno sofferto sulla propria pelle: Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione”. Ha continuato ad affermare la Bartolazzo sul Referendum:”Se vince il no io scappo dall’Italia”. Ciò che lamenta la Bertolazzi, ovvero:”Finché la giustizia non ti marchia tu non lo capisci”, fà riferimento probabilmente al caso Almasri, la Bartolazzi è iscritta dalla Procura di Roma sul registro degli indagati per il reato di false dichiarazioni al pubblico ministero, in relazione alle informazioni rilasciate in un’audizione davanti al tribunale dei Ministri, ritenute mendaci. A fine febbraio, le è stato notificato l’atto di chiusura delle indagini per il reato di false comunicazioni ai pm, nell’ambito della vicenda Almasri. Alle parole offensive della Bartolazzi nei confronti della magistratura, ha cercato di rimediare il guardasigilli Nordio:”Mi dispiace per le parole usate dal mio capo di gabinetto. Anche se pronunciate nel contesto di un confronto televisivo lungo e acceso, quell’affermazione è apparsa un attacco all’intera magistratura. Come è chiaro a chiunque in buona fede, la riforma non indebolisce in alcun modo la magistratura né intende attaccare i magistrati, bensì punta a restituire loro prestigio e autorevolezza. Il mio capo di gabinetto ha già chiarito che si riferiva a una piccola parte di giudici politicizzati e sicuramente non avrà alcuna difficoltà a scusarsi per parole che sono certo non rispecchiano il suo pensiero e la stima che ha della magistratura, di cui, tra l’altro lei stessa fa parte”. Ma la capo del gabinetto non si scusa e cerca di rimediare una bozza di parole scusanti:”Spiegavo che la particolare attenzione data dal governo al processo penale deriva dalla drammaticità degli effetti che esso porta nella vita delle persone, delle famiglie, delle aziende, specie quando a trovarsi al centro dell’azione giudiziaria è qualcuno che sa di non aver commesso nulla di male. Effetti che nessuna assoluzione è in grado di cancellare. Il riferimento al plotone di esecuzione alludeva quindi allo stato di assoluta prostrazione in cui ci si trova in questi casi”. Le sue parole, ha detto, “sono state tratte da un discorso molto più ampio e quindi piegate ad una lettura fuorviante”. L’associazione nazionale magistrati risponde agli attacchi del governo:”In queste ultime settimane abbiamo deciso di non rispondere mai agli attacchi ricevuti a più riprese da esponenti politici, anche di altissimo profilo – spiega la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati -. L’appello all’abbassamento dei toni che è stato rivolto a tutte le parti in causa dalla più alta carica dello Stato era, e ancora di più oggi, è assolutamente opportuno. Per cui, anche se il tono e le argomentazioni contro la magistratura italiana sono oramai giunte a un livello inaccettabile per chi auspica la rispettosa collaborazione tra le istituzioni del nostro Paese, continueremo a mantenere inalterata la nostra linea”. L’opposizione chiede le dimissioni della capo di gabinetto, ma Nordio difende l’operato della Bartolazzo:”No, non deve dimettersi. La stessa dottoressa Bartolozzi ha chiarito il suo punto di vista, che non si riferiva assolutamente a tutta la magistratura, ma soltanto a quella piccola parte minoritaria, che ha definito politicizzata. Sicuramente, come ho già detto, sono certo che si chiuderà con un’espressione che può essere stata interpretata in modo improprio, ma che, conoscendola anche come magistrato, non rappresenta certamente il suo pensiero”. Anche dall’interno del partito di maggioranza sembra che la Meloni non gradisca le esternazioni della capo di gabinetto, “deve tenere a freno la lingua”


Guerra in Medio Oriente le Guardie Rivoluzionarie dell’Iran “qualunque nave militare statunitense o dei suoi alleati che attraversi lo Stretto di Hormuz verrà colpita”

Le Guardie Rivoluzionarie dell’Iran controllano lo stretto di Hormuz, risultano bloccate al transito 157 navi di cui 98 sono petroliere. Il capo della Marina delle Guardie Rivoluzionarie, Alireza Tangsiri ha dichiarato, dopo l’annuncio del ministro dell’Energia americano Chris Wright sull’attraversamento di una petroliera nello Stretto di Hormuz, smentito dalla casa bianca:”L’affermazione di una petroliera che attraversa lo Stretto di Hormuz con una scorta militare statunitense è completamente falsa. Qualsiasi passaggio della flotta statunitense e dei suoi alleati sarà bloccato da missili iraniani e droni kamikaze”. Trump avvisa l’Iran su possibili mine nello stretto di Hormuz:”Se per qualsiasi motivo sono state posizionate mine e non vengono rimosse immediatamente, le conseguenze militari per l’Iran saranno a un livello mai visto prima”


La ragioneria dello Stato blocca il ponte sullo stretto

Con il decreto infrastrutture, pareva che Salvini avesse l’asso nella manica per mandare avanti il piano distruttivo per Calabria e Sicilia, ossia la costruzione del ponte sullo stretto. Ma la ragioneria di Stato lo ha bloccato, non tornano i conti sui 14 miliardi defraudati agli italiani, le nuove operazioni burocratiche che il ministero dei Trasporti dovrà affrontare non devono avere nessun costo aggiuntivo per le casse pubbliche. Andranno usati i soldi pubblici già stanziati, eventualmente i fondi messi da parte dal ministero stesso. Insomma Salvini si deve far bastare i 14 miliardi


Il gruppo Volkswagen prevede di tagliare 50mila posti di lavoro entro il 2030

L’amministratore delegato Oliver Blume nella lettera agli azionisti in occasione dei risultati del 2025. “Abbiamo realizzato risparmi per 1 miliardo nel 2025 e siamo sulla strada giusta per raggiungere il nostro obiettivo di risparmiare oltre 6 miliardi di euro annui in tutto il gruppo entro il 2030 “


09 Marzo

Conflitto Medio Oriente missili tra Turchia Iran e Libano

Il ministero della Difesa di Ankara rende noto: Un missile balistico lanciato dall’Iran è entrato nello spazio aereo turco ed è stato intercettato dai sistemi di difesa aerea della Nato. Il missile aveva traiettoria verso l’est del Mar Mediterraneo.  Gli Stati uniti hanno chiuso il consolato ad Adana, in Turchia


Calciatrici iraniane hanno ottenuto asilo in Australia

Durante la Coppa d’Asia in Australia le giocatrice iraniane si sono rifiutate di cantare l’inno nazionale in solidarietà alle proteste contro il regime in Iran e a coloro che sono stati uccisi, tra cui Sahba Rashtian, un’assistente arbitro di calcio femminile di 23 anni. Da questo episodio, le calciatrici avrebbero ricevuto minacce alla sicurezza, insieme alle loro famiglie in Iran. Il ritorno in Patria avrebbe costituito un serio pericolo per la vita delle giocatrici. L’Australia per proteggerle, ha concesso asilo politico


Ministero dell’istruzione taglia l’importo della carta docenti destinato a un milione di docenti supplenti

Per un milioni di docenti supplenti è arrivata la carta docenti, ma con il taglio che ha portato l’importo da 500 euro a 383 euro. Un regalo del ministero dell’istruzione che continua ad accanirsi sulla scuola pubblica depotenziando ogni servizio a tutela degli insegnanti. Il ministro Valditara trova al giustificazione al taglio, in una nota si legge:“Quando il governo Renzi ha adottato la carta docente erano stati immotivatamente esclusi tutti i docenti precari. Non venivano nemmeno considerate le esigenze di formazione del personale Ata. A partire dal 2021 alcune sentenze hanno giustamente riconosciuto anche ai docenti precari il diritto a beneficiare della carta. Nessun governo ha tuttavia mai esteso questa provvidenza ai titolari di contratti di supplenza. Questo governo ha ora esteso la card docente a 253.000 insegnanti precari finora esclusi”.       

Riflessione Blog: Se Renzi ha escluso un parte della platea degli insegnanti precari, Valditara l’ha allargata a caro prezzo, se davvero il ministro dell’istruzione voleva aiutare i supplenti, avrebbe potuto allargare la platea e lasciare l’importo stabile. Ma è oramai contemplato che dare al popolo, per questa classe dirigente, vuol dire non sottometterlo. La manovra prevista forvia il cittadino, l’ennesima presa in giro di promesse evanescenti e futili


Milano deraglia un tram

Nel comune di Rozzano un tram ha deragliato uscendo dai binari, fortunatamente non si registrano feriti. L’episodio segue un altro incidente dovuto al mal funzionamento della linea, un tram ha deragliato a causa della presenza di bulloni sulle rotaie. Dal ministero delle infrastrutture non si hanno notizie di nessuna azione che possa migliorare l’intera rete dei mezzi pubblici sull’intero territorio italiano


08 Marzo

Meloni il Mef studia come arginare la speculazione dei prezzi dell’energia e della benzina

In un video messaggio Meloni anticipa la manovra del Mef allo studio per regolare la speculazione del costo dell’energia e della benzina alimentata dallo scoppio della guerra in medio oriente voluta dagli Stati Uniti e appoggiata da Israele, dichiara la premier:”iamo anche al lavoro per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini e la nostra nazione. Con taskforce attivate per monitorare l’andamento dei prezzi dell’energia, della benzina, dei generi alimentari e per combattere la speculazione. In particolare, sulla benzina, stiamo valutando di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023 nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. Il meccanismo, la cui attivazione viene chiesta anche da parte di alcuni partiti dell’opposizione, consente di utilizzare la parte di maggiore Iva che arriva dall’aumento dei prezzi, per la riduzione delle accise. E’ lo strumento della sterilizzazione che avevamo scritto nel programma di governo e la sua attivazione è allo studio già da qualche giorno da parle Mef”. A seguito dell’attacco israeliano e americano in Iran la conseguente chiusura dello stretto di Hormuz il prezzo del greggio è salito oltre i 90 dollari al barile, un aumento pari al 40% in una settimana. Trump, in un intervista, chiama l’aumento dei prezzi della benzina piccolo inconveniente:”L’aumento dei prezzi della benzina è un “piccolo inconveniente. Sapevo esattamente che sarebbe successo, ma la cosa positiva è che abbiamo affondato 44 delle loro navi e abbiamo messo fuori uso tutte le loro comunicazioni e telecomunicazioni. I loro sistemi antiaerei sono andati”. Trump, vanta l’amicizia solida con la Meloni, animando il sodalizio anche sul fronte della guerra:”Un’ottima leader e una mia amica” e una partner che “cerca sempre di aiutare”. Sintetico e diretto, il presidente degli Stati Uniti risponde così a una telefonata del Corriere della sera


Sciopero nazionale domani

Per domani è previsto lo sciopero nazionale che coinvolgerà sia il settore pubblico che privato


Nominata la Guida suprema dell’Iran

Mojtaba Khamenei, il secondogenito dell’Ayatollah Ali Khamenei, è stato nominato guida suprema 


06 Marzo

Stretto di Hormuz l’Iran chiude il passaggio alle sole navi mercantili Statunitensi e Israeliane

Il conflitto in Iran si infittisce e aumenta le tensioni con Israele e Stati Uniti, sullo stretto di Horunz le Guardie Rivoluzionarie avevano dichiarato di chiudere il passaggio alle petroliera occidentale minacciando di incendiarle. Oggi l’Iran dichiara che dallo stretto non potranno passare le navi israeliane e statunitensi


Guerra Medio Oriente a difesa di Cipro l’Italia invia la fregata missilistica Martinengo della Marina militare

In un assetto in coordinamento tra Spagna, Francia e Olanda, l’Italia invia in difesa dell’isola di Cipro la fregata missilistica Federico Martinengo della Marina militare. È partita dal porto di Taranto con 168 militari che compongono l’equipaggio, dovrebbe raggiungere Cipro entro un paio di giorni circa


05 Marzo

Guerra Medio Oriente: Conversazione telefonica tra il leader italiano Meloni e il leader francese Macron

Si apprende da palazzo Chigi:”Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. I due leader hanno discusso le implicazioni del conflitto in Iran sia sul quadro regionale mediorientale che a livello globale, concentrandosi in particolare sull’impatto delle ostilità sulla libertà di navigazione. Il Presidente Meloni e il Presidente Macron hanno anche ribadito il comune impegno per sostenere le Nazioni del Golfo colpite dagli ingiustificabili attacchi iraniani e la sicurezza di Cipro e a evitare un’escalation militare in Libano. I due leader hanno concordato di mantenersi in stretto contatto sull’evoluzione della crisi”. Meloni ha chiarito l’Italia non entrerà in guerra:”Voglio dire che non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra. Per quello che riguarda le basi militari, mi pare che tutti si stiano in realtà attenendo a quello che prevedono gli accordi bilaterali. La stessa portavoce spagnola ha dichiarato ieri: esiste un accordo bilaterale e, al di fuori di quell’accordo, non ci sarà alcun utilizzo di basi spagnole. Significa che non viene messo in discussione quello che prevedono gli accordi. E penso che valga per tutti così, vale anche per noi” precisa Meloni. “In Italia abbiamo delle basi militari concesse all’utilizzo americano in virtù di accordi che non ho siglato io, che risalgono al 1954. E sono sempre stati aggiornati. Secondo quegli accordi, ci sono delle autorizzazioni tecniche quando si parla chiaramente di logistica e di cosiddette operazioni non cinetiche, sarebbe a dire, operazioni di non bombardamento, se ci vogliamo intendere. Poi, se arrivassero richieste di uso delle basi italiane per fare altro, io penso che sarebbe competenza del Governo decidere se concedere o no un utilizzo più esteso, ma io penso che in quel caso dovremmo deciderlo insieme al Parlamento. A oggi, però, non abbiamo nessuna richiesta in questo senso”. Per il rischio di azioni di terrorismo di matrice islamica, Meloni osserva: “Non bisogna mai abbassare la guardia, siamo totalmente mobilitati, sono mobilitati tutti i servizi di sicurezza, il ministro Piantedosi ha già convocato il comitato per l’ordine e la sicurezza, il comitato analisi strategica antiterrorismo” si riunisce “in modo cadenzato, abbiamo delle eccellenze. Non siamo distratti, la guardia è altissima”


Speculazione sui prezzi energia: Avviata la nuova Unità di ARERA per la Vigilanza Energetica

Arera informa:”nel contesto delle forti tensioni seguite all’escalation geopolitica in Medio Oriente, ha costituito l’Unità di Vigilanza Energetica con il compito di monitorare in tempo reale l’evoluzione dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio di gas ed elettricità, valutare i possibili effetti sui corrispettivi applicati ai clienti finali e fornire al Governo, al Parlamento e alle Istituzioni europee gli elementi di analisi necessari per le valutazioni di competenza. L’Unità opererà con sessioni di aggiornamento giornaliere. Gli indicatori di riferimento saranno pubblicati con cadenza quotidiana su questa pagina. ARERA ricorda che, ai sensi del decreto legislativo n. 3/2026, i contratti di fornitura elettrica a prezzo fisso stipulati con i clienti finali non sono suscettibili di modifica unilaterale da parte del fornitore, né possono essere risolti anticipatamente in senso pregiudizievole per il cliente. L’Autorità rafforzerà le attività di sorveglianza sul rispetto di tale disposizione, con specifico riferimento alle condotte commerciali scorrette, per quanto di competenza, tramite vendita telefonica o porta a porta. I clienti finali che ricevessero modifiche contrattuali non previamente concordate sono invitati a presentare segnalazione allo Sportello per il Consumatore Energia e Ambiente


La stangata di Meloni al cambiamento climatico sospendere il sistema degli Ets

La guerra in Medio oriente, marca la scia dell’aumento dei prezzi dell’energia e gas. Meloni ne approfitta e ritorna a mirare contro il sistema creato dall’Unione Europea per ridurre le emissioni di gas serra che prevede un limite massimo alle emissioni per industrie, aviazione e settore marittimo. Ogni impianto autorizzato deve compensare annualmente le proprie emissioni con quote (European Union Allowances – EUA, equivalenti a 1 tonnellata di CO2eq) che possono essere comprate e vendute dai singoli operatori interessati. Gli impianti possono acquistare le quote nell’ambito di aste pubbliche europee o riceverne a titolo gratuito. In alternativa, possono approvvigionarsene sul mercato. Meloni dichiara:”L’Italia vuole proporre in particolare di sospendere il sistema degli Ets in questo momento di rischio di impennata dei prezzi dell’energia, almeno per quella da generazione elettrica. Gli Ets sono praticamente quella tassa, semplificando, voluta dall’Europa che grava sulle forme più inquinanti di produzione di energia. E questo chiaramente ha una sua logica. Il problema che noi continuiamo a porre è che oggi si tiene conto anche degli Ets per determinare il prezzo di tutte le forme di energia, anche di quelle che inquinanti non sono, anche di quelle rinnovabili, che quindi non pagano questa tassa. E questa cosa secondo noi non ha senso”. La richiesta dell’Italia, spiega la premier è quella di “scorporare il costo degli Ets dalla determinazione del prezzo delle energie rinnovabili, come idroelettrico e solare, per abbassare i costi. A maggior ragione penso che dobbiamo tornare a chiederlo con forza in questa fase di emergenza di sospendere questo meccanismo. Ci sarà un Consiglio europeo tra meno di due settimane ed è una delle proposte che intendiamo portare


Il governo riferisce in aula alla Camera sulla guerra in Medio oriente

Il ministro della difesa Crosetto e il capo della Farnesina, hanno riferito in aula delle Camera sull’evoluzione del quadro internazionale e la crisi in Medio Oriente. L’Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza che impegna il governo “a partecipare” allo “sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana” e a “confermare il rispetto, nell’utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti”. La risoluzione parla anche del “dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica e di sorveglianza, nel perimetro di quanto autorizzato nell’area geografica di intervento, a protezione dei cittadini italiani, a supporto dei Paesi partner dell’area del Golfo e per la salvaguardia delle infrastrutture strategiche presenti nell’area, a tutela degli interessi primari nazionali”. Tajani nel corso delle comunicazioni sulla richiesta di aiuti dai Paesi del Golfo:”“Non siamo qui soltanto per un atto formale o solamente per rispondere doverosamente alle richieste del Parlamento. Siamo qui per una precisa scelta politica coinvolgere il Parlamento in tutti i principali passaggi e nelle decisioni strategiche che questa crisi ci impone di assumere. La voglio ribadire ancora una volta: la gravità della situazione richiede a tutti noi, governo e Parlamento, un’assunzione di responsabilità condivisa sulla politica estera sulla sicurezza dei cittadini sulla difesa del tessuto produttivo, una grande democrazia deve essere capace di non dividersi” ha aggiunto Tajani. “Sono 100mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree” della crisi, riferisce il titolare della Farnesina. “La sicurezza dei connazionali è la priorità assoluta. La task force Golfo ha gestito 14mila chiamate e diverse migliaia di email. Gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio sono arrivati a 10mila”. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto:”Non è una guerra che l’Italia vuole o ha voluto” ma “visto quello che è successo in Turchia, visto quello che è successo a Cipro, ho dato mandato e ho chiesto al Capo di Stato Maggiore della Difesa di innalzare al livello massimo il livello di protezione della rete di difesa aerea e anti-balistica nazionale, in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Perché quando dico che di fronte a una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto, tutto può essere aspettato”. “Prima del conflitto, avevamo 2.576 persone nell’area interessata dalla crisi in Medioriente, e prima dell’attacco abbiamo predisposto degli spostamenti e adottato alcune misure per la messa in sicurezza del personale. In Kuwait – ha reso noto Crosetto – è in atto un movimento di 239 militari verso l’Arabia Saudita: dei 321 ne rimarranno 82. In Qatar sette dei 10 militari stanno raggiungendo l’Arabia Saudita, in Bahrein stiamo ritirando i nostri cinque militari presenti”. Quanto al Libano, “stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte ad ogni esigenza anche con un dispositivo navale laddove si rendesse necessaria una evacuazione”


04 Marzo

Attacco USA in Sri Lanka affondata nave da guerra iraniana

A largo della costa meridionale dell’isola Sri Lanka, vicino al porto di Galle, in acque internazionali nell’Oceano Indiano, il sottomarino statunitens ha affondato la nave da guerra iraniana Iris Dena, tramite siluro dalla Seconda guerra mondiale. Il ministro degli Esteri Vijitha Herath ha riferito che a bordo c’erano circa 180 marinai. 32 marinai sono stati tratti in salvo dalle autorità dello Sri Lanka, e trasferiti in ospedale sulla terraferma. 148 uomini al momento risultano dispersi. Il portavoce della Marina dello Sri Lanka, Budhika Sampath ha reso noto:”Abbiamo trovato delle persone che galleggiavano sull’acqua, le abbiamo salvate e più tardi, quando abbiamo indagato, abbiamo scoperto che quelle persone provenivano da una nave iraniana”

Assoutenti Speulazione sul prezzo dei carburanti dai petroliferi

L’Italia dispone di riserve stoccate tra le più alte d’Europa, sufficienti a tamponare le oscillazioni dei prezzi, ma i petroliferi speculano e i distributori aumentano i prezzi del carburante. Codacons evidenzia l’aumento dei prezzi ai distributori sull’intera rete stradale:”Il prezzo del gasolio alla pompa ha già superato in autostrada la soglia psicologica dei 2,5 euro al litro in modalità servito. Lo denuncia il Codacons, che ha realizzato un monitoraggio sulla base dei dati pubblicati oggi dal Mimit sull’apposito Osservatorio carburanti.
L’ondata di rincari dei listini alla pompa come conseguenza dell’impennata del petrolio sta interessando tutta la rete stradale, ma nei distributori ubicati in autostrada si registrano picchi di prezzo elevatissimi”. L’aumento incide sul costo della vita delle famiglie:”Pur non trattandosi di prezzi medi, i listini praticati da diversi distributori lungo la rete autostradale hanno raggiunto livelli che non si vedevano da tempo, una crescita che desta forti preoccupazioni perché, come sanno bene gli automobilisti, ad un repentino incremento dei prezzi alla pompa non corrisponde mai un altrettanta veloce diminuzione in caso di deprezzamento del petrolio. Un andamento ancor più pericoloso per le tasche degli italiani se si considera l’avvicinarsi del periodo di Pasqua, quando aumenteranno gli spostamenti in auto dei cittadini”. il CNA evidenzia l’incidenza dei rincari per il trasporto su gomma:”Il conflitto in Iran sta scatenando un’ondata di rincari dei carburanti, mettendo a rischio la tenuta di migliaia di imprese dell’autotrasporto e la stabilità delle catene di approvvigionamento del Paese. L’aumento dei prezzi alla pompa in appena quattro giorni si traduce, secondo le stime di CNA Fita, in un aggravio di oltre 2.400 l’anno per un mezzo pesante che percorre 100mila km annui. Se le tensioni nello Stretto di Hormuz dovessero continuare, si stima un ulteriore rincaro di 0,445 euro/litro (+25%) che significherebbe altri 13mila euro di spesa extra l’anno per ogni singolo automezzo. CNA Fita chiede con urgenza un credito d’imposta straordinario: un sostegno diretto e immediato per tutte le imprese, a prescindere dalla classe ambientale e dalla massa, esteso a gasolio, AdBlue e gas per autotrazione. Le risorse possono arrivare dall’extragettito IVA, che va immediatamente redistribuito per calmierare i prezzi alla pompa. Infine, non è accettabile osservare rincari alla pompa su scorte di carburante acquistate e raffinate mesi addietro”. Pasquale Russo, Presidente di Conftrasporto e Vicepresidente di Confcommercio:” Il trasporto sta pagando prima di tutti il conto del conflitto. Dal 2 marzo il barile è salito di quasi il 17%, da 72 a circa 84 dollari. Con il 30% del GNL importato dal Qatar e dall’area mediorientale, l’Italia è esposta in modo diretto. Ogni ulteriore tensione si traduce in un aggravio immediato per le imprese”. “L’Europa deve parlare con una sola voce e reagire senza esitazioni. Alcuni Paesi, come la Spagna, si sono già mossi per contenere i prezzi. Non possiamo restare fermi. Conftrasporto chiede la sospensione immediata dell’ETS per il trasporto e misure straordinarie del Governo a sostegno del sistema logistico. Se non si interviene ora, il costo della guerra verrà scaricato integralmente sulla filiera produttiva e sui cittadini”. La Presidente nazionale di ADOC, l’Associazione Nazionale per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori, Anna Rea:”“Assistere a rialzi fino a 10 centesimi al litro sul gasolio in una sola notte è inaccettabile,” continua Rea. “I petrolieri applicano listini da panico basandosi su previsioni future, ignorando che il Paese dispone di riserve stoccate che dovrebbero ammortizzare queste oscillazioni. È un salasso ingiustificato che mette in ginocchio non solo gli automobilisti, ma l’intero sistema Paese.”
Per ADOC, le misure attualmente in vigore sono del tutto insufficienti a fronteggiare il nuovo scenario geopolitico: il ‘Decreto Bollette’ è superato e appartiene a un’epoca diversa. Il mondo è cambiato e i tempi di questa crisi non saranno brevi. Non possiamo continuare a rincorrere l’emergenza con bonus temporanei: il Governo deve avere il coraggio di ampliare gli interventi e varare misure strutturali. È necessario rendere operativa la sterilizzazione delle accise per compensare l’extra-gettito IVA e, contemporaneamente, accelerare senza esitazioni verso l’autonomia energetica e le fonti rinnovabili.” A preoccupare maggiormente è l’effetto domino sull’intera economia. Con un’inflazione che a febbraio ha toccato l’1,6% e un carrello della spesa già al 2,2%, il rincaro dei carburanti rischia di innescare una spirale inflattiva devastante. “Oltre l’80% dei prodotti essenziali in Italia viaggia su gomma,” conclude Anna Rea. “Se aumentano i costi di trasporto, aumentano i prezzi di pane, latte e medicinali. Il Governo e ‘Mister Prezzi’ devono vigilare affinché questa crisi non diventi l’ennesimo pretesto per rimpinguare i profitti delle grandi compagnie a scapito delle persone”. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha convocato per venerdì 6 marzo due riunioni della Commissione di allerta rapida sui prezzi, presieduta da “Mister Prezzi” Benedetto Mineo, per monitorare mercati energetici e possibili impatti sull’inflazione. Urso assicura:”Siamo nella condizione di essere abbastanza sicuri quantitativamente, con lo stoccaggio più alto d’Europa e fonti diversificate”


Funerali nel duomo di Napoli del piccolo Domenico

I tanti palloncini bianchi sono volati in cielo durante l’ultimo saluto al piccolo Domenico, il bimbo di due anni, morto a causa di un trapianto del cuore sbagliato, al piccolo è stato trapianto un cuore congelato. L’intera comunità italiani chiede “giustizia”, “Chi ha sbagliato pagherà”, per la morte del piccolo Domenico. Le prime verità arrivano dal medico legale Luca Scognamiglio, consulente della famiglia del piccolo Domenico Caliendo al termine della prima fase dell’autopsia che si è svolta a Napoli:”Non sono “emerse lesioni al cuore nella fase dell’espianto, in particolare non sembra esserci il taglio sul ventricolo di cui qualche fonte ha parlato”. L’esame sul corpicino è durata circa 3 ore, hanno partecipato 25 tra periti e consulenti di parte. Il secondo accesso di tutto il collegio si terrà il 28 aprile si faranno valutazioni sui campioni anatomopatologici. Intanto Guido Oppido, il cardiochirurgo dell’ospedale Monaldi di Napoli, indagato per omicidio colposo per la morte del piccolo Domenico, cerca giustificazioni, intervistato dalla trasmissione ‘Lo stato delle cose’ su Rai 3, asserisce:””Io so solamente che le cose le ho fatte bene, le ho fatte bene, quindi io sono la vittima”. “Ho buttato 11 anni della mia vita per operare i bambini qui in Campania. Tremila bambini ne ho operati io. Tutto questo lo sto passando perchè ho provato ad aiutare i figli degli altri.” Alla domanda sul perchè abbia tolto il cuore prima di accertarsi delle condizioni del nuovo cuore ha risposto: “Di tutte queste belle cose ne parleremo con i giudici”


03 Marzo

Conflitto Iran schizzano i prezzi di gas metano e petrolio – Crolla Borsa di Milano

Il conflitto in Iran e la conseguente chiusura dello stretto di Hormuz si ripercuote sui mercati finanziari le borse europee chiudono in ribasso, l’indice Ftse Mib chiude a -3,92%. Il prezzo del gas sale dal 33,5% a 59,38 euro. Wall Street apre in calo, con i prezzi del petrolio in rialzo a New York si è mosso su rialzi medi del 5% raggiungendo la quota dei 70 dollari al barile, con massimi in avvio di seduta a 75 dollari. Il Brent europeo ha invece raggiunto anche gli 80 dollari al barile. i prezzi dei carburanti aumentano il diesel self service aumenta di +8 millesimi e il diesel servito +7 millesimi sfiorando, la speculazione delle maggiori compagnie di carburante avanza inesorabilmente a danno dell’economia italiana. Confindustria per l’Energia:”Prevediamo di nuovo un’elevata volatilità dei prezzi dell’energia fino a quando le tensioni non saranno rientrate”. Il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso:”Il governo sta valutando l’impatto del nuovo conflitto che dall’Iran viene propagato nei paesi vicini e siamo preoccupati delle conseguenze che si possono avere sul costo dell’energia a prescindere dall’approvvigionamento energetico che credo sia garantito”. “Credo che il problema non sia l’approvvigionamento energetico quanto il costo dell’energia che potrebbe crescere anche ulteriormente, dipende molto ovviamente da come proseguono gli avvenimenti, cioè e se quando il conflitto sarà concluso”. “I tempi del conflitto avranno ovviamente conseguenze sul sistema energetico e produttivo, tanto più che alcuni di quei paesi sono sempre più importanti e imprescindibili sia come paesi investitori in Italia (mi riferisco agli Emirati, all’Arabia Saudita e al Qatar),  sia come paesi destinatari dei nostri prodotti”. Da palazzo Chigi il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha presieduto due riunioni di Governo dedicate agli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Al primo incontro hanno partecipato il Vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e i Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, in una nota:”La riunione si è focalizzata sugli ultimi sviluppi della crisi, con particolare attenzione alle ulteriori misure per assistere e garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte, ribadendo il massimo impegno dell’Esecutivo. Nel secondo incontro, a cui si sono aggiunti gli amministratori delegati di Eni Claudio Descalzi e di Snam Agostino Scornajenchi, è stato inoltre affrontato il tema della sicurezza energetica, con un’analisi dell’impatto attuale e potenziale delle ostilità sui mercati dell’energia e sull’economia, nonché delle possibili azioni di mitigazione che il Governo potrebbe adottare nel breve e medio periodo


Iran ristabilisce l’assetto dittatoriale Mojtaba Khamenei è la nuova Guida Suprema dell’Iran 

L’Assemblea degli esperti ha eletto il secondogenito di Khamenei, morto in raid statunitense, Mojtaba Khamenei, 56 anni. L’Iran riassetta lo Stato dittatoriale, nonostante abbia cercato di fermare l’elezione della guida suprema colpendo l’Assemblea degli Esperti a Qom, stavano eleggendo il successore. Distrutti i centri di comando iraniani. L’Iran ha colpito l’ambasciata Usa a Riad. Israele ha allargato il conflitto, l’esercito ha conquistato il territorio a sud del Libano. Il premier israeliano riferisce:“Per impedire il fuoco sulle comunità israeliane di confine”. “Costruivano nuovi siti nucleari, ora o mai più”. L’Iran ha lanciato oltre 450 missili e 1.140 droni contro i Paesi del Golfo


Spagna e Inghilterra non appoggiano Trump nella guerra in Iran

La Spagna nega l’utilizzo delle basi militari a Trump. La ministra spagnola della Difesa, Margarita Robles:”Posso affermare con assoluta certezza che la Spagna non ha fornito alcun tipo di assistenza all’attacco contro l’Iran”, Trump “deve operare nell’ambito della legalità internazionale” e, in assenza di una risoluzione di un organismo multilaterale come Onu, Nato o Ue, “non è applicabile”. “Le basi” militari in Andalusia “non presteranno alcun supporto, se non eventualmente di natura umanitaria”. “Fino a quando non vi sarà una risoluzione internazionale, il trattato non è operativo”, “gli aerei cisterna statunitensi non hanno svolto né avrebbero svolto alcuna missione di appoggio”, “probabilmente per questo l’Esercito americano ha preso la decisione sovrana di trasferirli in altre basi”. La stessa decisione la prende l’Inghilterra, il premier laburista Keir Starmer non crede al “un cambio di regime imposto dal cielo” a suon di bombe e missili. Non senza ribadire “fermamente” la scelta “deliberata” di non prendere parte ai raid diretti contro l’Iran, o la volontà di limitare la collaborazione britannica a finalità “esclusivamente difensive” a fronte della pur prevedibile escalation di rappresaglie “sconsiderate” di Teheran


Istat: Secondo le stime preliminari, a febbraio l’inflazione sale all’1,6%, dall’1% del mese precedente

Istat:”febbraio 2026, secondo le stime preliminari, l’inflazione registra una sensibile accelerazione (+1,6%, dal +1,0% di gennaio), dovuta soprattutto alla dinamica dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e, in particolare, a quella dei Servizi di alloggio (+10,3%), dei Servizi relativi ai trasporti (+3,0%) e degli Alimentari non lavorati (+3,6%). Un effetto di contenimento della crescita inflazionistica si deve all’ampliarsi della flessione dei prezzi degli Energetici (-6,6%). La crescita su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” è pari a +2,2% (da +1,9%), mentre l’inflazione di fondo sale a +2,4% (da +1,7%)”


02 Marzo

Guerra in Iran la chiusura dello Stretto di Hormuz brucia 314 miliardi di euro a piazza affari

La chiusura dello stretto di Hormuz si riflette su piazza affari, nella giornata di oggi la seduta ha riportato la perdita di 314 miliardi di euro di capitalizzazione. L’instabilità è dovuta alla previsione del mancato approvvigionamento del petrolio. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto hanno partecipato a una riunione convocata per aggiornare associazioni di categoria e imprese italiane sulla crisi in Iran e l’escalation nella regione, con un focus sulle possibili conseguenze economiche del conflitto e per una verifica dell’effetto delle ultime decisioni Usa sul tema dazi. Il Ministro Pichetto ha registrato il +25% sul mercato del gas e con i tecnici del Ministero valuta le possibili influenze sul mercato italiano ed europeo. Tajani ha confermato che l’Italia si mantiene in stretto raccordo con i partner europei e internazionali per limitare e gestire possibili conseguenze del conflitto e della chiusura dello Stretto di Hormuz per il commercio internazionale, un tema discusso nelle riunioni straordinarie del G7 e del Consiglio Affari Esteri UE tenute nel fine settimana. L’obiettivo è scongiurare blocchi prolungati ed evitare effetti sui prezzi, in particolare di energia e materie prime. Tajani ha illustrato anche alle associazioni e alle aziende italiane gli effetti della applicazione provvisoria del Mercosur: “E’ una notizia positiva, il governo ha accolto positivamente la decisione della Commissione”. Grazie all’applicazione provvisoria, saranno eliminati i dazi per tutti i principali prodotti d’esportazione europei, a beneficio delle imprese italiane interessate fra cui le 13 mila realtà italiane che già esportano verso il Mercosur (per un valore di 7,7 miliardi di euro nel 2025). Secondo le proiezioni, l’eliminazione dei dazi consentirà agli esportatori UE di risparmiare oltre 4 miliardi di euro all’anno. Sui dazi USA, il Ministro ha assicurato che i provvedimenti preannunciati dall’Amministrazione USA dovrebbero confermare le assicurazioni ricevute da Washington, circa la volontà americana di continuare a conformarsi alla Dichiarazione Congiunta UE-USA e alla soglia pattuita di dazi medi del 15%. Tajani ha ribadito che la pronuncia della Corte Suprema non incide sui provvedimenti adottati per acciaio, alluminio e relativi derivati, che restano pienamente in vigore senza subire variazioni


Iran attacca Qatar e Arabia Esaudita chiusi i principali impianti di gas e petrolio

L’Iran non ferma i bombardamenti ma allarga l’asse territoriale del conflitto bombardando il Qatar e l’Arabia Esaudita, colpendo i principali siti di produzione di petrolio e gas. A Doha, capitale del Qatar, un attacco con droni da parte di Teheran, ha colpito i siti operativi a Ras Laffan. Il più grande impianto al mondo Mesaieed ha reso noto:”A causa degli attacchi militari agli impianti operativi di QatarEnergy a Ras Laffan e Mesaieed, QatarEnergy ha cessato la produzione di gas naturale liquefatto (Gnl) e prodotti associati”. In Arabia Esaudita un attacco con drone ha interrotto le operazioni nella raffineria di Ras Tanura


Farnesina creaTask Force Golfo per far fronte alle richieste di assistenza dei cittadini bloccati bloccati nei paesi del Golfo

La Farnesina rende noto:”Ieri vi è stata alla Farnesina una riunione del ministro degli Esteri Antonio Tajani con gli ambasciatori in Iran e della regione per valutare l’andamento delle operazioni militari di Israele e Stati Uniti. Il ministro ha creato una “Task Force Golfo” che rafforzerà il lavoro dell’Unità di Crisi e sosterrà l’impegno delle ambasciate e dei consolati nella regione per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza delle migliaia di cittadini bloccati nei paesi del Golfo. Il Governo italiano ha accolto con favore la collaborazione che i governi del Golfo e le loro linee aeree stanno offrendo ai cittadini bloccati, innanzitutto offrendo assistenza per alloggiare in albergo. L’ambasciata negli Emirati e quella in Qatar sono riuscite a far spostare dagli aeroporti in alberghi tutti i passeggeri in attesa. Al momento non ci sono previsioni di riapertura degli aeroporti”


127 cittadini italiani bloccati a Dubai e Oman sono di rientro con un volo charter

La Farnesina rende noto:”É partito da Mascate un primo volo charter con 127 cittadini italiani bloccati in Oman oppure trasferiti da Dubai in Oman con assistenza della Farnesina. Ad Abu Dhabi, Dubai e in Oman ambasciate e consolati stanno lavorando per favorire il trasferimento di cittadini italiani verso aeroporti operativi della regione. La compagnia aerea Etihad sta organizzando brevi aperture anche dell’aeroporto di Abu Dhabi”


01 Marzo

Stretto di Hormuz bloccate le navi in acque aperte al largo delle coste dei principali produttori di petrolio e Gnl del Golfo tra cui Iraq, Arabia Saudita e Qatar

Al Jazeera:”Almeno 150 petroliere, comprese navi che trasportano greggio e gas naturale liquefatto, hanno gettato l’ancora nelle acque aperte del Golfo oltre lo Stretto di Hormuz”. “Altre decine di navi erano ferme dall’altra parte dello stretto. Questi movimenti sono avvenuti dopo gli attacchi Usa e israeliani contro l’Iran”. “Le petroliere erano raggruppate in acque aperte al largo delle coste dei principali produttori di petrolio e Gnl del Golfo, tra cui Iraq e Arabia Saudita e Qatar”. La compagnia di navigazione Msc ha richiamato le navi ordinando di dirigersi verso “porti sicuri”. Le ripercussione della chiusura dello stretto si abbatte sul prezzo del petrolio, le aspettative con l’apertura dei mercati installano il prezzo a 100 dollari al barile


Guerra in medio oriente il governo Italiano sente il Re di Giordania e il Sultano dell’Oman – Informato anche il presidente della Repubblica italiana

Si apprende da palazzo Chigi:”Anche nel corso della giornata odierna sono proseguiti i contatti del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con i leader della regione mediorientale, a partire dalle conversazioni telefoniche intercorse con il Re di Giordania e il Sultano dell’Oman, che si aggiungono ai numerosi contatti già avuti nella giornata di ieri con le restanti autorità delle Nazioni del Golfo. Il Presidente Meloni ha inoltre avuto colloqui con la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e con il Presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulidīs, in qualità di Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea. Il Presidente del Consiglio ha quindi relazionato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aggiornandolo compiutamente sugli sviluppi della situazione e sui contatti intercorsi. In parallelo, continua il costante coordinamento con il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, in merito alla situazione dei connazionali residenti e in transito nella regione, a cui si rinnova l’invito alla massima prudenza e a osservare le indicazioni che provengono dall’Unità di crisi della Farnesina


Il ministro della difesa Crosetto ritorna da Dubai con volo di Stato che si auto paga – Le opposizioni attaccano le scelte del governo – Trump non ha avvisato Meloni dell’attacco all’Iran

Il Ministro Tajani a capo della Farnesina riferisce sugli italiani bloccati a Dubai dopo i bombardamenti di ieri e oggi che hanno colpito il Fairmont Hotel sulla Palma, l’aeroporto di Dubai, il Burj Al Arab, la Vela. “Nessun rischio sulla incolumità degli italiani, molti studenti, rimasti bloccati a Dubai, ma “preoccupazione per l’alto numero” delle persone presenti negli Emirati Arabi e che devono rientrare in Italia”. Risultano bloccati 200 studenti italiani a Dubai. tra gli italiani anche il ministro della difesa Crosetto, in visita personale alla famiglia a Dubai. Il ministro dichiara su X di rientrare in Italia con volo di Stato pagato a sue spese e di lasciare la famiglia a Dubai in attesa di trovare una soluzione per il rientro di tutti i connazionali. Scrive su X:”Sto rientrando in Italia continuando a gestire da ieri la situazione delicata con tutti gli strumenti tecnici necessari per farlo anche all’estero. Rientrerò come ovvio da solo, per evitare l’esposizione ad ulteriori pericoli ad altri che viaggiando con me in condizioni attuali possono essere messi a rischio. Lo farò ovviamente con un aereo militare, e lascerò qui la mia famiglia (che comprende la scelta), dopo essermi sincerato che per loro, come per gli altri cittadini italiani e stranieri, non ci siano rischi rilevanti se non quelli di nefasta casualità. Continuo a lavorare, per loro come per altri, per trovare una soluzione veloce e sicura a totale supporto dell’unità di crisi della Farnesina. Rientrerò utilizzando un volo militare ma dopo aver bonificato (un’ora fa) al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo ( per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato, in modo tale da togliere anche la possibilità di attaccarmi dicendo che sono tornato usando un volo di Stato. Trovo vergognoso e basso questo modo di fare polemica e vorrei rassicurare sul fatto che non prendo lezioni da nessuno per senso dello Stato e delle istituzioni ed ancor meno per la quantità dell’impegno e per la dedizione all’Istituzione. Sulla qualità diranno altri. Non penso si possa strumentalizzare una situazione creatasi per eventi, l’attacco a Dubai, che non erano considerati tra le ipotesi di risposta iraniana, nelle tempistiche e nei modi con cui sono avvenuti e si sono concretizzati, proprio perché nell’ultima crisi, più violenta di questa, gli Emirati furono esclusi dalla reazione e l’aeroporto di Dubai rimase aperto. Ciò detto la mia presenza qui ieri e questa notte è stata utile nella gestione della crisi in corso e nei rapporti con gli Emirati. Così come lo sono state le interlocuzioni con i miei colleghi europei e mediorientali oggi e quella che avrò con il Pentagono questa sera tardi”. Le opposizioni attaccano il governo, nonostante l’intesa la presidente del consiglio Meloni non ha ricevuta informazione preventiva dell’attacco degli USA in Iran. Il presidente del M5s attacca il governo:”Inutile girarci intorno: non ci sentiamo tutelati da questo Governo. L’Italia a guida Meloni che – secondo i media controllati dalla maggioranza – doveva assicurare dialogo e ponti fra Stati Uniti ed Europa non sapeva nemmeno dei pesanti attacchi di Usa e Israele sull’Iran. Al punto che il ministro della difesa Crosetto è andato venerdì a Dubai ed è rimasto bloccato lì mentre piovevano missili sulla testa sua e di tanti altri italiani, fra cui anche 200 studenti che vivono con paura e apprensione questa escalation. Ben 300 soldati italiani si son dovuti riparare nei bunker in Kuwait e per fortuna sono rimasti illesi. Intanto l’escalation è imprevedibile: il sangue che continua a scorrere con le bombe, come quelle che hanno causato 108 vittime in una scuola femminile in Iran, lo stop allo Stretto da cui passa il petrolio che pagheremo caro tutti quanti. Tutte conseguenze di scelte unilaterali di Usa e Israele su cui Italia ed Europa non hanno avuto alcun ruolo se non quello di “osservatori”. È la fine del diritto internazionale, è l’esilio delle organizzazioni che dovevano garantire pace e sicurezza percorrendo la strada della diplomazia e non quella delle armi, anche di fronte a un regime terribile come quello iraniano. Presidente Meloni lei ha dimenticato il nostro tricolore, la nostra Costituzione. Il ministro Tajani che si passa tra le mani il cappellino Maga di Trump e il ministro Crosetto isolato a Dubai come un turista qualsiasi sono le immagini più emblematiche della perdita della dignità politica”


Notizie dal 16 al 31 Marzo 2026



31 Marzo

Meloni trova un nuovo posto di lavoro a Gasparri come presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato

Le dimissioni di Gasparri da capo gruppo di Forza Italia, avevano fatto sperare a un inizio di pulizia tra i componenti di destra, ma la Meloni trova un posto d’onore a Gasparri come nuovo presidente della commissione Esteri e Difesa del Senato, il rimpasto sembra sia una resa dei conti per creare un’immagine diversa agli elettori che hanno le idee chiare dimostrandolo al referendum


30 Marzo

Arera aumenta la bolletta elettrica del 8,1% ai clienti vulnerabili

Arera rende noto:”Nel secondo trimestre del 2026, la bolletta elettrica per il cliente tipo vulnerabile servito in Maggior Tutela aumenterà dell’8,1%. L’aggiornamento riguarda unicamente i 3 milioni circa di clienti vulnerabili attualmente serviti in Maggior Tutela. Si ricorda che tutti i clienti vulnerabili che si trovano nel mercato libero hanno il diritto di passare alla Maggior Tutela. L’incertezza sulla durata del conflitto in Medioriente ha causato un inaspettato innalzamento dei prezzi dei prodotti energetici sui mercati internazionali con una ricaduta diretta sulle bollette di energia elettrica, in cui l’aumento della spesa per la materia energia è solo parzialmente compensato da una riduzione del 2,2% del prezzo di dispacciamento (PD). Attualmente rimane ancora invariata, la componente degli oneri di sistema, grazie ad una gestione ottimizzata della liquidità attualmente disponibile. Inoltre, in attuazione del DL Bollette, l’Autorità ha previsto una riduzione dell’aliquota applicata all’energia prelevata della componente tariffaria ASOS per gli utenti non domestici (non energivori). La spesa annuale per l’utente tipo vulnerabile in regime di Maggior Tutela si attesterà a 589,34 euro nel periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026, in aumento del 4,5% rispetto ai 563,76 euro registrati nel periodo precedente (1° luglio 2024 – 30 giugno 2025)


Caro carburante proclamato il fermo nazionale dei servizi di trasporto merci dal 20 al 25 aprile

Il Presidente Nazionale di Trasportounito, Franco Pensiero comunica:”L’organizzazione di rappresentanza dell’autotrasporto, Trasportounito, avrebbe voluto iniziare ad effettuare il fermo dei servizi di trasporto merci sin da subito ma, “In considerazione degli orientamenti procedurali il fermo nazionale è stato proclamato dal 20 al 25 aprile     prossimi, nonostante ci siano controindicazioni espresse dalla Commissione Garanzia Sciopero e con l’auspicio che le proposte presentate per uscire dall’emergenza carburante siamo approvate con estrema urgenza”. L’assoluta emergenza, causata dal rincaro fuori controllo del carburante, il quale incide in modo letale su bilanci già fragilissimi delle imprese di autotrasporto, potrebbe avviare sin d’oggi i fermi dei Tir nelle proprie rimesse e Trasportounito si impegna a sostenere questi atti con il massimo dell’assistenza sindacale. Gli autotrasportatori scenderanno in piazza in 100 città italiane, a comunicarlo è l’associazione di categoria degli autotrasportatori Unatras:”Ad oggi l’incontro avuto con il Ministero dei Trasporti ha prodotto misure insufficienti che, nei fatti, non danno alcun risultato positivo per la categoria perché non affrontano in modo adeguato l’emergenza in corso. UNATRAS, la rappresentanza unitaria composta dalle principali federazioni nazionali di settore, presenti nel Comitato centrale dell’Albo degli autotrasportatori, non può che esprimere la forte preoccupazione generata dalla disillusione che è presente nella categoria. Le richieste di iniziative dimostrative divengono sempre più pressanti in contemporanea con l’inerzia decisionale che non fornisce risposte adeguate. Pertanto, il Comitato di presidenza Unatras ha deciso di avviare un’ampia consultazione in cento realtà del Paese al fine di raccogliere le legittime preoccupazioni della categoria e definire iniziative di sensibilizzazioni per ottenere risposte concrete ed immediate atte ad affrontare le difficoltà del momento. Stanziamento di risorse adeguate a ristorare le perdite subite, sospensione e differimento dei versamenti contributivi e fiscali per garantire la liquidità, garanzia di intervento nei confronti di comprovate violazioni delle norme sui costi della sicurezza nei confronti dei committenti e speculatori, sono la base immediata per garantire la regolare continuità dei servizi di trasporto e sostenere il comparto dell’autotrasporto in profonda crisi. Unatras non può che auspicare la prosecuzione del confronto col Governo per l’adozione immediata di misure emergenziali atte a gestire una situazione d’emergenza. Consapevoli della complessità della fase in corso, le federazioni di Unatras, guidate dal senso di responsabilità, hanno assunto tale decisione anche al fine di evitare iniziative autonome di protesta che potrebbero sfociare in evoluzioni di difficile gestione. Confesercenti scrive una lettera alla Meloni:”In una lettera alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni il Presidente di Faib Giuseppe Sperduto e quello di Fegica, Roberto Di Vincenzo hanno segnalato criticità urgenti legate all’entrata in vigore del Decreto Legge 18 marzo 2026 n. 33 sui prezzi petroliferi. “Al momento solo una parte minima dei Gestori ha ricevuto dalle compagnie il prezzo consigliato da esporre, creando il rischio di contestazioni durante eventuali controlli della Guardia di Finanza, poiché i Gestori sono obbligati ad applicare i prezzi comunicati dai fornitori. Evidenziamo inoltre che alcune compagnie hanno inviato listini con prezzi in aumento proprio alla vigilia dell’entrata in vigore del Decreto”. “Abbiamo comunque già dato indicazione ai nostri associati di aggiornare immediatamente i prezzi, non appena ricevute le comunicazioni, ma questo potrebbe determinare differenze di prezzo anche tra impianti vicini, senza responsabilità del Gestore. Da stamattina poi registriamo malfunzionamenti del portale “Osservaprezzi carburanti”, che impediscono l’invio regolare dei dati, con il rischio di ulteriori contestazioni improprie”. “Infine chiediamo di introdurre una misura di “compensazione”, già adottata in casi analoghi, per evitare vantaggi o svantaggi ingiustificati dovuti alle giacenze di carburante, che noi non possono controllare, in quanto dipendono dalle scelte delle compagnie fornitrici”


Il governo israeliano introduce la pena di morte per atti di terrorismo

62 voti a favore e 48 contrari, in Israele passa la legge che prevede la pena di morte a ”chi causa intenzionalmente la morte di una persona nell’ambito di un atto di terrorismo, con l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele”.


Si allarga l’indagine sulla società Le cinque forchette

La procura di Roma allarga la cerchia degli indagati per la società Le cinque forchette in cui è implicato il dimissionario Delmastro ex sottosegretario del governo Meloni. L’accusa agli indagati Mauro e Miriam Caroccia è di aver ‘‘trasferito e reinvestito” nella società Le 5 Forchette quote”proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese”. Secondo l’accusa, padre e figlia, nel dicembre del 2024, avrebbero “investito” nella società al fine di “permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche” e “di reinvestire i capitali illecitamente accumulati nel corso degli anni”.


29 Marzo

Israele chiude le porte del santo sepolcro ai cattolici

Per la comunità cattolica cristiana il giorno delle Palme apre la settimana santa, per il premier israeliano Netanyahu è l’occasione per attaccare la chiesa cattolica, che ha condannato Israele allo sterminio di massa sui Palestinesi, L’odio di Israele si è abbattuto sulla chiesa, le autorità hanno impedito l’ingresso al santo sepolcro ai fedeli, al Patriarca latino di Gerusalemme Pizzaballa e a padre Francesco Ielpo, custode ufficiale della Chiesa del Santo Sepolcro. Il cardinale Pierbattista Pizzaballa:”Ci sono stati dei fraintendimenti, non ci siamo compresi ed è questo quello che è accaduto”. “E’ vero che la polizia aveva detto che gli ordini del comando interno aveva impedito qualsiasi genere di aggregazione nei luoghi dove non c’è un rifugio però noi non avevamo chiesto nulla di pubblico, solo una breve e piccola cerimonia privata per salvare l’idea della celebrazione nel Santo Sepolcro”.”I fatti di stamattina sono importanti ma dobbiamo pensare al contesto generale. C’è gente che sta molto peggio di noi che non può celebrare per motivi molto diversi”. Papa Leone XIV all’Angelus: “Mentre la Chiesa contempla il mistero della Passione del Signore, non possiamo dimenticare quanti oggi partecipano in modo reale alla sua sofferenza. La loro prova interpella la coscienza di tutti”


26 Marzo

Parlamento Europeo via libera alle norme anticorruzione

Il Parlamento europeo ha approvato con 581 voti a favore, 21 contrari e 42 astensioni la normativa che regola per i paesi dell’Unione Europea le fattispecie di corruzione che devono essere qualificate come reati dai paesi UE, tra cui corruzione nel settore pubblico e in quello privato, appropriazione indebita, ostruzione della giustizia, traffico di influenze, esercizio illecito di funzioni, arricchimento illecito legato alla corruzione, occultamento e corruzione nel settore privato, e ne armonizza le sanzioni. Il nuovo quadro mira a colmare le lacune nell’applicazione delle norme, in particolare nei casi transfrontalieri, modernizzando le regole, allineando le definizioni giuridiche e introducendo livelli comuni di sanzioni. La direttiva stabilisce, a livello UE, solo i livelli minimi delle pene massime. I paesi UE potranno adottare norme più severe e adattarle ai propri sistemi giuridici. La cooperazione tra autorità nazionali e organismi UE — tra cui OLAF, Procura europea, Europol ed Eurojust — sarà rafforzata, insieme allo scambio di informazioni e al coordinamento. Gli Stati membri dovranno inoltre pubblicare ogni anno dati comparabili e leggibili, per migliorare la trasparenza e il processo decisionale basato sull’evidenza. I paesi UE dovranno adottare e aggiornare regolarmente strategie nazionali anticorruzione, coinvolgendo la società civile, nonché effettuare valutazioni dei rischi e garantire sistemi solidi per contrastare i conflitti di interesse e garantire la trasparenza del finanziamento politico e degli standard etici. Dovranno inoltre istituire organismi dedicati e sufficientemente indipendenti per prevenire e contrastare la corruzione. La direttiva dovrà ora essere formalmente adottata dal Consiglio. Entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Gli Stati membri avranno 24 mesi per recepirla (36 mesi per le disposizioni su valutazioni dei rischi e strategie nazionali). Con l’introduzione della nuova norma europea si pone un limite all’abolizione del reato d’ufficio voluta dal governo Meloni, si abbatte una nuova tegola dopo il referendum che colpisce il ministero di giustizia. La legge incontrato con la normativa europea dovrà essere applicata solo nei limiti previsti dalle nuove regole e depotenziata in caso di corruzione nei pubblici uffici. Il governo Meloni continua a ricevere l’opposizione non solo dei cittadini di cui non gode più del consenso, ma anche del sistema europeo che ha cercato di contrastare isolando l’Italia


Regolamento sui rimpatri il Parlamento Europeo continua l’iter per adottare nuove misure

Con 389 voti a favore, 206 contrari e 32 astensioni, il Parlamento europeo ha deciso di passare alla fase successiva del processo legislativo per adottare un aggiornamento della politica UE in materia di rimpatrio dei cittadini di paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell’Unione. I punti principali della posizione del Parlamento: Sostegno finanziario e operativo da parte dell’UE e delle sue agenzie ai paesi UE; I cittadini di paesi terzi destinatari di una decisione di rimpatrio sono tenuti a cooperare con le autorità competenti per lasciare il territorio dell’UE; In caso di non cooperazione, i rimpatriandi possono essere detenuti fino a 24 mesi; I rimpatri possono essere effettuati verso un paese terzo anche sulla base di un accordo con gli Stati membri e/o l’UE (inclusi i cosiddetti hub di rimpatrio); Norme più rigorose per le persone che rappresentano un rischio per la sicurezza. L’iter successivo sarà Un primo ciclo di negoziati con la Presidenza cipriota per trovare un accordo sulla forma finale della legislazione è previsto a breve. L’approvazione ha trovato la maggioranza tra i Ppe Ecr ed estrema destra, ovvero popolari e conservatori, rafforzando ancora di più la discriminazione tra gli immigrati con i rimpatri verso un paese terzo e gli hub per i rimpatri, collocabili anche nei Paesi terzi. Tra gli italiani hanno votato a favore le forze del governo, Forza Italia, FdI, Lega e Vannacci, mentre si sono espressi contro Pd, M5S, Avs e la liberale Elisabetta Gualmini


Guardia di finanza perquisisce gli uffici del ministero delle difesa

Possibili reati di corruzione, riciclaggio, autoriciclaggio, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite sono i reati su cui indaga la Procura di Roma, la guardia di finanza ha perquisito gli uffici del ministero della difesa, 15 le persone indagate tra cui generali della Difesa, dirigenti di imprese pubbliche e imprenditori. Per il pubblico ministero gli illeciti si riferiscono a irregolarità negli appalti informatici


Domani sciopera il trasporto pubblico le scuole e la stampa domani

Entrano in sciopero il lavoratori di ATM a Milano, che durerà di 24 ore. La protesta è stata indetta contro i processi di apertura al mercato alla privatizzazione e ricorso agli appalti dei servizi oggi gestiti dal Gruppo Atm. Il settore dell’istruzione e della ricerca si fermano per 24 ore, lo sciopero indetto dal sindacato SISA, riguarderà: insegnanti, dirigenti scolastici, personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA). La richiesta riguarda l’aumento degli stipendi del 20% netto per compensare la perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione, l’istituzione di un ruolo unico per i docenti, con uguale orario e trattamento economico dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori. Per i precari il comparto chiede la stabilizzazione dei posti vacanti, compreso il personale ATA, l’abolizione del concorso per dirigenti scolastici, sostituito da un sistema elettivo interno, l’introduzione delle lingue araba, russa e cinese nelle scuole superiori, la possibilità di pensionamento anticipato dal 2026/27 per chi ha un’invalidità superiore al 67% e almeno 30 anni di servizio e una riduzione dei costi dei percorsi di specializzazione. La Federazione nazionale della stampa motiva lo sciopero:”Dignità. È questa la parola d’ordine che spinge le giornaliste e i giornalisti italiani ad altri due giorni di sciopero: il 27 marzo e il 16 aprile. Sì, vogliamo che all’informazione sia riconosciuta la necessaria dignità e garantirle soprattutto un futuro anch’esso dignitoso. Oggi questo non è scontato, anzi. Il nostro contratto di lavoro è scaduto da 10 anni, i nostri stipendi sono stati erosi dall’inflazione e hanno perso il 20% del potere di acquisto. Siamo l’unica categoria ad attendere da così tanto tempo il rinnovo. C’è una evidente questione economica e c’è un altrettanto evidente tema di autorevolezza e indipendenza della stampa”


Traballano gli equilibri all’interno del governo si dimette Gasparri capo gruppo di Forza Italia al Senato

14 senatori di Forza Italia e due ministri Elisabetta Casellati e Paolo Zangrillo, hanno chiesto le dimissioni di Gasparri al suo posto è stato dato l’incarico a Stefania Craxi:”Ringrazio il segretario Tajani e i colleghi senatori. È un onore guidare il gruppo in una fase così stimolante per il Paese”


25 Marzo

Santanchè costretta a dimettersi dalla carica di Ministro al turismo

Dopo tre anni di occupazione al ministero del turismo, Santanchè obbedisce al padrone e accoglie la richiesta di dimissioni lanciata dalla Meloni. Il nuovo atto di ignavia verso i cittadini si è consumato, l’amica di La Russa seduto alla presidenza del Senato e di Meloni governava il ministero pur essendo indagata per presunta truffa all’Inps, la ministra è accusata di aver percepito tra il 2020 e il 2022, 126.000 euro di cassa integrazione Covid destinati ai dipendenti, la beffa è di averli incassati mentre i dipendenti erano in corso di prestazione d’opera. L’ex occupante del ministero al turismo nel 2024, la Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per la presunta falsificazione dei bilanci di Visibilia Editore, Visibilia srl e Visibilia Editrice. Lettera di dimissioni della Ministra al turismo Daniela Santanchè:”Cara Giorgia ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo. Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta. Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio. Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei esssere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio. Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Del Mastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire “obbedisco“ e a fare quello che mi chiedi. Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento. Cari saluti. Daniela”


La vicepresidente del Consiglio regionale della regione Piemonte in quota Fratelli d’Italia si dimette per essere coinvolta nella vicenda Del Mastro

Il caso Del Mastro si allarga e raggiunge la vicepresidente del Consiglio regionale della Regione Piemonte Elana Chiorino. Nel 2024 per la società “Le 5 Forchette” deteneva il 5% delle quote del ristorante insieme, a Delmastro, all’impiegata Donatella Pella e Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia condannato in via definitiva per intestazione fittizia con l’aggravante di aver agevolato un’associazione mafiosa. La Chiorino:”Sono una persona rigorosa e per bene: ho commesso una grave leggerezza che non mi perdono ma che ho compiuto in assoluta buona fede. E di questo chiedo scusa ai cittadini. Il mio modo di chiedere scusa è rinunciare e restituire la delega più importante tra quelle che assegna il presidente, ovvero quella di rappresentare l’ente in sua assenza. In riferimento alla richiesta di chiarimenti ribadisco che sono pronta fin da ora a fornire tutte le spiegazioni relative a questa vicenda di fronte all’aula del Consiglio regionale perché sono una persona trasparente e non ho nulla da nascondere”


Studente di terza media accoltella la professoressa di francese

Presso l’istituto Leonardo da Vinci di Trescore Balneario in provincia di Bergamo, uno studente di terza media ha accoltellato la professoressa di francese, la motivazione era stampata sulla maglietta che indossava, “Vendetta”. Il 13 enne è entrato a scuola con un coltello e una pistola scacciacani, alle 7.45 nel corridoio davanti alla classe, la 3°A, ha accoltellato l’insegnante, riuscendo a filamre l’aggressione con il cellulare appeso al collo con un laccio. A fermare il gesto efferato è stato un insegnante e da due collaboratori scolastici. Il giovane è stato consegnato alle autorità intervenute sul luogo, non è imputabile in quanto minorenne. Nell’abitazione del ragazzo è stato trovato materiale esplosivo. In una nota, i carabinieri del comando provinciale di Bergamo hanno precisare che “non è riconducibile a finalità terroristiche” e che si è trattato 2di un gesto isolato”. L’insegnante è stata aggredita al collo, e trasferita in elicottero all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, per essere operata


24 Marzo

L’ignavia del potere baratta il Referendum con le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e il capo di gabinetto Bertolozzi

Il giorno dopo del Referendum, l’ignavia dell’affarismo del potere che si arroga il diritto di comandare sui cittadini senza consenso, si manifesta con decisioni che sarebbero dovute seguire per iter e condotta irrispettosa nei confronti delle istituzioni. Il caso eclatante è del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro implicato in affari mangiando e bevendo presso il ristorante “Le 5 Forchette”, in società con la figlia di Mauro Caroccia, prestanome del boss romano Michele Senese. Il caso che lascia senza parole, è quello del torturatore Almasri, che il governo Meloni libera, il guardasigilli smarca con il non conosco l’inglese e non so leggere gli atti e la Farnesina dice di aver tolto dall’Italia un pericoloso criminale mentre al Corte penale internazionale aveva emanato un ordine d’arresto, la Meloni per la vicenda etrna a spada tratta e se la prende con i magistrati che cercano la verità sulla questione, la Bertolozzi, sottosegretaria di gabinetto del guardasigilli è stata iscritta dalla Procura di Roma sul registro degli indagati per il reato di false dichiarazioni al pm, davanti al tribunale dei Ministri, nell’ambito dell’inchiesta del caso Almasri. All’indomani del Referendum Delmastro e Bartolozzi subiscono la spada di Damocle e si dimettono con il consenso della Meloni che rende noto da palazzo Chigi:”Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, esprime apprezzamento per la scelta del Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e del Capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi di rimettere gli incarichi finora ricoperti e li ringrazia per il lavoro svolto con dedizione. Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè”. E così la Santanchè, trova il fine corsa, dopo aver riposato comodamente sui banchi della Repubblica con tanto di falso in bilancio e bancarotta fraudolenta nell’ambito del caso Ki Group. Gli italiani, che hanno ampiamente espresso il dissenso al governo Meloni, si ritrovano nuovamente ad assistere al teatrino di gente che non li rappresenta


23 Marzo

Gli italiani dicono NO al cambiamento della costituzione

14.459.924 hanno detto NO al Referendum giurisdizionale, il 53,74% dei cittadini ha difeso la Costituzione, il popolo ha lottato contro il meschino attacco alla democrazia e al diritto ad avere uno Stato equo tra i poteri da parte della destra che sottomette il paese. Ha vinto la Repubblica, la dignità dei padri fondatori, la Resistenza. L’Italia ha detto NO all’autarchia che genera conflitti senza portare rispetto alle istituzioni. Il potere esercitato dal governo Meloni, l’arroganza del guardasigilli, la beffa al Parlamento, l’oppressione ai rappresentanti d’opposizione, hanno portato alle urne i cittadini a dire NO. Si apre un nuovo capitolo, fatto di partecipazione, che l’errata politica aveva asfissiato, Il Referendum ha concesso il sapore della Repubblica. Gli italiani hanno dato onore ai padri costituenti. La democrazia ha vinto!


Reazioni post Referendum

Il guardasigilli Nordio

Dopo aver attaccato la Costituzione, esser entrato in conflitto con la magistratura, puntato il dito contro il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri, per il guardasigilli Nordio non rimane che raccogliere le carte della “madre di tutte le riforme”. L’idea di spaccare il potere giurisdizionale alla servitù della politica dividendo il Consiglio Superiore della Magistratura in due organi: il Consiglio superiore della magistratura giudicante, il Consiglio superiore della magistratura requirente e l’Alta Corte, si inchina davanti alla volontà sovrana del popolo che decide il rispetto della Costituzione preservando i sette articoli della Costituzione. Per il guardasigilli non resta che inchinarsi davanti al popolo e dichiara:”“Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall’articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia”. Così il Ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito al risultato del referendum sulla Giustizia

Il Procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri

Dopo gli insulti ricevuti dalla destra per aver affermato la realtà sul Referendum e sulla riforma alla giustizia informando i cittadini dell’iniquità che avrebbero subito, il magistrato Nicola Gratteri post referendum dichiara:”La vittoria del No al referendum rappresenta un segnale forte e chiaro: la società civile è viva, attenta e pronta a mobilitarsi quando sono in gioco principi fondamentali. È stata una scelta consapevole, in difesa della Costituzione e dell’equilibrio delle istituzioni. Non è un rifiuto al cambiamento, ma di un metodo. La giustizia ha bisogno di riforme serie, capaci di ridurre i tempi dei processi e migliorarne il funzionamento, garantendo efficienza senza sacrificare le garanzie. Le riforme sono necessarie, ma vanno costruite con responsabilità e rispetto dei diritti”

L’Associazione Magistrati della Corte dei conti

“L’Associazione dei magistrati della Corte dei conti ringrazia i cittadini italiani per aver difeso la nostra Costituzione. L’esito del referendum rafforza il principio che la legge è uguale per tutti e che la magistratura è al suo servizio”. La giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati:””Oggi è un bel giorno per il nostro Paese. Non per la magistratura, ma per tutte le cittadine e i cittadini. Questo risultato tuttavia non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza”. “Abbiamo contribuito a preservare l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione, proteggendo la Costituzione. I cittadini hanno democraticamente confermato la bontà delle nostre scelte e delle nostre indicazioni sui problemi reali della giustizia. Ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati con noi in questi mesi a difesa della Costituzione”

La segretaria del PD Elly Schlein

“Tra i 18 e i 34 anni il No ha vinto con il 61%: i giovani hanno fatto la differenza, nonostante gli sia stato sottratto il diritto a votare fuori-sede”. Così la segretaria dem Elly Schlein ha commentato il risultato del referendum giustizia 2026. “Abbiamo vinto, una maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata. Una vittoria ancora più bella, perché partivamo da una sconfitta annunciata, invece abbiamo ribaltato quell’esito”,

Giuseppe Conte Presidente del M5s

“Si apre una nuova stagione politica, una nuova primavera. Ce la metteremo tutta per rispondere a questa richiesta di voltare pagina da parte dei cittadini”. “Non possiamo soffocare la voglia dei cittadini di essere protagonisti, quindi ci apriamo alla prospettiva delle primarie”, ma non primarie di qualche apparato ma aperte anche ai cittadini. Serve una discussione ampia in tutto il Paese per individuare il candidato piu’ competitivo per rappresentare il programma”. “Questo e’ un avviso di sfratto a questo governo, un segnale politico, credo che dietro alla vittoria del No ci siano tantissimi giovani a loro questo governo ha dato uno schiaffo”


22 Marzo

Referendum urne aperte domani 23 Marzo dalle 7 alle 15

Per votare nel proprio comune di residenza, serve recarsi al proprio seggio elettorale e presentare un documento d’identità valido e la tessera elettorale, se si è sprovvisti o dev’essere rinnovata, basta recarsi presso l’ufficio elettorale del Comune di residenza. L’affluenza alle urne il primo giorno di votazione ha registrato alle 23:00 il 45,93%


Decreto carburante i distributori rincorano i prezzi

Aumentano i prezzi alle colonnine dei distributori, il decreto carburanti emanato dal governo Meloni non ha avuto alcun effetto sul portafoglio dei cittadini. I limitati 20 giorni di taglio delle accesi e i controlli ai distributori hanno prodotto la reazione inversa alla speculazione sui prezzi rialzandoli. Il Codacons rileva Campania e Clabria con i prezzi pialti:”Ancora rincari per i carburanti, con i listini alla pompa del gasolio che, rispetto a ieri, registrano un incremento generalizzato sulla rete che porta oggi il prezzo medio a 1,976 euro al litro, mentre la benzina sale a 1,717 euro/litro. Sulle autostrade il diesel sale a 2,045 euro al litro, la verde a 1,781 euro/litro. Lo afferma il Codacons, sulla base dei dati regionali pubblicati stamattina dal Mimit. In alcune regioni i listini del gasolio al self si avvicinano sempre di più alla soglia dei 2 euro al litro, con i prezzi più alti in Campania (1,995 euro/litro), Calabria (1,994 euro/litro), Molise (1,990 euro/litro). Rincari che non dipendono certo dalla mancata applicazione del taglio delle accise, dal momento che solo il 2,7% degli impianti alla data di ieri non aveva adeguato i prezzi allo sconto disposto dal governo, ma sono causati dalla crescita del prezzo industriale dei carburanti, che prosegue inesorabile, e dalle forti anomalie che permangono a livello regionale nell’andamento dei listini. Rispetto ai prezzi medi praticati il 18 marzo scorso, prima del decreto del governo, il gasolio alla pompa scende oggi solo di 12,7 centesimi di euro, a fronte di un taglio delle accise di 24,4 centesimi, la benzina cala invece di 15 centesimi. Un andamento al rialzo che rosicchia giorno dopo giorno lo sconto sulle accise, determinando un mancato risparmio da 5,85 euro su un pieno di gasolio, e che di questo passo entro pochi giorni vanificherà del tutto la riduzione della tassazione che, ricorda il Codacons, durerà solo per un periodo di 20 giorni


21 Marzo

Italia al Referendum urne aperte il 22 e 23

Gli italiani sono chiamate alle urne, hanno in mano una grande responsabilità nei confronti della carta costituzionale, son in ballo sette articoli che la destra vuole eliminare, iniziando un percorso di distruzione per la storia della Repubblica. Il Referendum taglierà l’indipendenza della magistratura, il SI la sottomette, il NO lascia l’indipendenza al cittadino di poter avere un potere giurisdizionale autonomo dalle correnti politiche. Più il potere esecutivo controlla il consiglio supremo della magistratura, anche in via trasversale, più la legge ha un cambiamento radicale per l’uguaglianza dei diritti fondamentali. Il Referendum ha subito un attacco autarchico per il diritto di voto, i fuori residenti non possono votare e l’esecutivo punta a diminuire il dissenso a una proposta che radicalizza l’Italia. Si vota domenica 22 marzo, dalle ore 7 alle ore 23, e lunedì 23 marzo, dalle ore 7 alle ore 15. il quesito è il seguente: “Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?”. Per votare basta una croce sul “sì” oppure sul “no”. Circa cinquanta milioni di italiani sono chiamati al voto. Non è previsto un quorum. Votiamo per tutelare la Costituzione!


20 marzo

Caro Gasolio i 20 centesimi del governo non risolvono il problema nel portafoglio degli italiani

Dal Mimit si apprende che i controlli della guardia di finanza hanno porta a far scendere per 20 giorni irrisori il prezzo del carburante, facendo arrivare il prezzo medio in modalità self-service sulla rete stradale nazionale a 1,712 €/l per la benzina e a 1,958 €/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, il prezzo medio self è stato pari a 1,788 €/l per la benzina e a 2,030 €/l per il gasolio. La grande idea del governo per mettere una toppa allo sbaglio di aver aumentato le accise sul diesel e aver appoggiato Trump e la follia delle guerre, ha prodotto nel portafoglio degli italiani un aumento delle spese, per i lavoratori impoverimento, per le aziende l’aumento dei costi che riflettono sui consumatori aumentando i prezzi e giustificandoli con la frase “a causa della guerra”. Nonostante l’87,7% degli impianti lungo la rete stradale e autostradale ha adeguato al ribasso i propri prezzi, lunedì mattina, al Mimit, ci sarà un nuovo incontro della Commissione Allerta Rapida, presieduto dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, sull’andamento dei prezzi dei carburanti, dell’inflazione e sulle possibili ripercussioni nell’approvvigionamento di materie prime critiche. Il governo dovrà rincorrere la spada di damocle, chiamata inflazione, prevista dalla BCE che continua a mantenere stabili i tassi d’interesse


Meloni giustifica il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro coinvolto in presunti affari con la figlia di Mauro Caroccia, condannato per reati di mafia

Il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, è coinvolto con la figlia di Mauro Caroccia, condannato per reati di mafia nell’ambito di un’indagine sul clan Senese. Il coinvolgimento di Delmastro riguarda la quota in societa per il ristorante “Le 5 Forchette Srl”, di cui faceva parte come amministratore unico Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia,, in carcere a Viterbo con condanna definitiva a 4 anni per l’indagine prodotta della Dda di Roma sul clan di stampo camorristico capeggiato da Michele Senese, detto “O’ Pazz”. La Srl, fondata davanti ad un notaio di Biella il 16 dicembre 2024, aveva al suo interno altri esponenti biellesi di Fratelli d’Italia: come scrive Repubblica si tratta della vicepresidente della Regione Piemonte, Elena Chiorino, di Cristiano Franceschini, segretario provinciale di FdI e assessore al Comune di Biella. E Davide Eugenio Zappalà, consigliere FdI in Regione. La Srl aveva l’unità locale in via Tuscolana, al civico 452, dove è stato aperto il ristorante “Bisteccheria d’Italia”.  La Meloni giustifica la vicenda :”Delmastro è stato leggero, ma da qui a dire che è connivente… Se c’è stata una manina che dice ‘tiriamo fuori la cosa peggiore sul governo negli ultimi giorni di campagna sul referendum’, gli italiani valuteranno. Però non c’entra niente con il referendum sulla giustiza”. I pm della Dda di Roma indagano su presunte attività di riciclaggio legato al business della ristorazione in relazione all’attività imprenditoriale della famiglia Caroccia. Nel del fascicolo si ipotizza anche il reato di intestazione fittizia di beni alla società ‘Le 5 Forchette Srl’. Gli atti dell’inchiesta sugli affari del clan romano dei Senese, associati al caso di una ex società del sottosegretario Andrea Delmastro, sarebbero approdati in Commissione parlamentare antimafia e la prossima settimana le richieste dell’opposizione per l’audizione del sottosegretario saranno valutate in ufficio di presidenza Il PD chiede:”Alla presidente della Commissione, Chiara Colosimo, di acquisire gli atti sulla vicenda che riguarda esponenti piemontesi di Fratelli d’Italia, in primis il sottosegretario Delmastro. Notizie di stampa hanno rivelato che questi esponenti politici di primo piano in Piemonte gravitanti nell’area territoriale biellese, hanno dato vita a una società che ha intrattenuto rapporti con esponenti della famiglia Caroccia”. Per il M5s le parole del sottosegretario sono “disarmanti”. “Non è minimamente credibile che una ragazza di 18 anni agisca da sola come amministratore unico con il 50% delle quote di una società, è evidente che dietro di lei si muove il ben noto gruppo familiare. Delmastro vuole dirci di essersi accorto solo dopo una sentenza definitiva che Miriam Caroccia è figlia di?”


Il governo britannico ha dato il via libera agli Stati Uniti per l’utilizzo delle proprie basi militari 

Il governo di Keir Starmer allarga la schiera degli alleati in guerra in medio oriente conedend agli USa l’uso delle basi militari contro obiettivi iraniani che minacciano lo Stretto di Hormuz. Su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi risponde:”La stragrande maggioranza dei cittadini britannici non vuole prendere parte alla guerra intrapresa da Israele e dagli Stati Uniti contro l’Iran. Ignorando il proprio popolo, il signor Starmer sta mettendo in pericolo vite britanniche permettendo che le basi del Regno Unito vengano utilizzate per aggressioni contro l’Iran. L’Iran eserciterà il suo diritto all’autodifesa”


19 Marzo

Bce mantiene i tassi d’interesse invariati

Il Consiglio direttivo ha deciso oggi di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento della BCE. Esso è determinato ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi sul nostro obiettivo del 2% a medio termine. La guerra in Medio Oriente ha reso le prospettive significativamente più incerte, generando rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica. Il conflitto avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici. Le implicazioni a medio termine dipenderanno dall’intensità e dalla durata della guerra nonché dal modo in cui le quotazioni dell’energia influenzeranno i prezzi al consumo e l’economia. Il Consiglio direttivo si trova in una posizione favorevole per affrontare tale incertezza. L’inflazione si è collocata intorno all’obiettivo del 2%, le aspettative di inflazione a più lungo termine risultano saldamente ancorate e l’economia ha evidenziato una buona capacità di tenuta negli ultimi trimestri. Le informazioni che il Consiglio direttivo acquisirà nel prossimo periodo consentiranno di valutare l’impatto del conflitto sulle prospettive di inflazione e sui rischi a esse associati. Il Consiglio direttivo segue attentamente la situazione e definirà in modo appropriato la politica monetaria grazie al suo approccio fondato sui dati. Nello scenario di base l’inflazione complessiva si collocherebbe in media al 2,6% nel 2026, al 2,0% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Rispetto alle proiezioni di dicembre, l’inflazione è stata rivista al rialzo, in particolare per il 2026, in ragione dell’incremento dei prezzi dell’energia causato dalla guerra in Medio Oriente. L’inflazione al netto della componente energetica e alimentare si porterebbe in media al 2,3% nel 2026, al 2,2% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Anche tali valori sono più elevati rispetto alle proiezioni di dicembre, principalmente per effetto dei rincari dei beni energetici che si trasmettono all’inflazione al netto di energia e alimentari. I nostri esperti si attendono una crescita economica pari in media allo 0,9% nel 2026, all’1,3% nel 2027 e all’1,4% nel 2028, con una revisione al ribasso, in particolare per il 2026, derivante dagli effetti a livello mondiale che la guerra produrrà sui mercati delle materie prime, sui redditi reali e sul clima di fiducia. Al tempo stesso, il basso livello di disoccupazione, la solidità dei bilanci del settore privato, la spesa pubblica per difesa e infrastrutture dovrebbero continuare a sostenere la crescita. Inoltre, in linea con l’impegno previsto dalla strategia di politica monetaria del Consiglio direttivo di integrare rischi e incertezze nel processo decisionale, i nostri esperti hanno analizzato come la guerra in Medio Oriente potrebbe influire su crescita e inflazione. Un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas comporterebbe un’inflazione più alta e una crescita più bassa rispetto allo scenario di base delle proiezioni. Le implicazioni per l’inflazione a medio termine dipendono in misura determinante dall’entità degli effetti indiretti e di secondo impatto di uno shock energetico più forte e persistente


Consiglio Euorpeo la furia di Orban si scaglia contro l’Ucraina bloccato il prestito a Kiev da 90 mld

Il Consiglio Europeo riunito con i 27 capi di Stato ha deciso di approvare il prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina, l’approvazione delle conclusioni è avvenuto con soli 25 paesi, l’Ungheria e la Slovacchia, si sono opposti, Orban vuole sbloccare l’ingresso del petrolio russo in UE. Zelensky in collegamento con il consiglio ha dichiarato:”Ormai da tre mesi, la più importante garanzia di sicurezza finanziaria per l’Ucraina da parte dell’Europa non funziona: il pacchetto di sostegno da 90 miliardi di euro per quest’anno e il prossimo. Per noi è fondamentale”


18 Marzo

Caro benzina controlli a tappeto e accise in ribasso per 20 giorni – Meloni parte per Bruxel alla volta

Il consiglio dei ministri si riunisce per dare una boccata d’aria ai cittadini che subiscono la pressione del caro benzina. Il decreto carburanti da domani avrà effetto con il taglio delle accise di 25 centesimi al litro su benzina e gasolio, previsti controlli a tappetto da parte del Garante per la sorveglianza dei prezzi, segnalerà anomalie o incrementi alla Guardia di Finanza che ispezionarà la documentazione contabile lungo l’intera filiera, risalendo dai costi giornalieri alla pompa fino alle quotazioni internazionali del greggio, per verificare che il taglio fiscale non venga assorbito da rincari arbitrari. E’ previsto il credito d’imposta del 28% riservato agli autotrasportatori che utilizzano veicoli Euro 5 o superiori, per calmierare i costi della logistica e della distribuzione delle merci. Per la Social Card sono stati stanziati 130 milioni di euro per il 2026, con la carta i beneficiari potranno fare anche carburante. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto legge carburanti.Per il consiglio europeo previsto per domani la Meloni affina la proposta di revisione del sistema Ets, principale meccanismo dell’UE per ridurre i gas serra


Indagini per la morte del piccolo Domenico i medici iscritti nel registro degli indagati dovranno rispondere del reato di falso nella cartella clinica

Il La Procura di Napoli prosegue le indagini per la morte del piccolo Domenico di due anni. Il cuore del bambino è stato tolto prima di verificare le condizioni del cuore da trapiantare, arrivato all’ospedale Monaldi di Napoli da Bolzano in condizioni alterate di conservazione, la testimonianza degli infermieri interoggati in procura, il cuore sembrava “una pietra durissima”,dovemmo scongelare il cuore con acqua fredda, poi tiepida, infine calda”, secondo le testimonianze il cardiochirurgo Guido Oppido se ne sarebbe accorto, affermando:”questo cuore non farà neppure un battito, non ripartirà mai”. Le indagini recenti della Procura di Napoli hanno attestato che due dei sette medici accusati di omicidio colposo, sono indagati anche del reato di falso nella cartella clinica, si tratta del cardiochirurgo che ha eseguito il trapianto Guido Oppido, e della seconda operatrice Emma Bergonzoni, il Gip ha richiesto per entrambi è la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio dalla professione medica. Per i pm le modifiche apportate nella cartella clinica riguarderebbero gli orari di arrivo del cuore da Bolzano a Napoli e dell’inizio dell’espianto dell’organo. Le criticità emerse dall’analisi della cartella clinica riguardano l’orario dell’arrivo del cuore in sala operatoria coincidente con le fasi propedeutiche al trapianto: questi orari non sarebbero stati confermati da alcuni sanitari ascoltati come persone informate dei fatti


Ucciso in un raid israeliano il capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale di Teheran, Ali Larijani

Ali Larijani segretario del Consiglio Supremo per la sicurezza nazionale dell’Iran è stato ucciso in un raid israeliano. La guida suprema  suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei in un messaggio intima i sionisti:”L’assassinio dimostra la sua importanza e l’odio che i nemici dell’Islam nutrono nei suoi confronti. Gli anti-islamisti devono comprendere che versare questo sangue ai piedi dell’albero del sistema islamico non fa che rafforzarlo. E naturalmente, ogni sangue ha un prezzo che i criminali assassini dei martiri dovranno presto pagare”. “Era un uomo saggio, intelligente e impegnato, con una vasta esperienza in diversi settori, i quasi 50 anni di lavoro a vari livelli del sistema islamico che hanno contribuito a renderlo una figura di spicco”. Il comando centrale americano ha reso noto di aver colpito siti lungo la costa iraniana:”Poche ore fa, le forze USA hanno lanciato diversi proiettili perforanti da 5.000 libbre contro postazioni missilistiche iraniane lungo la costa iraniana vicino allo stretto di Hormuz. I missili antinave iraniani presenti in queste postazioni rappresentavano un rischio per la navigazione internazionale nello Stretto”

USA e Israele colpiscono il giacimento di gas di South Pars e degli impianti di Asaluyeh

“Una parte degli impianti petroliferi e del gas di South Pars e di Asaluyeh è stata presa di mira dal nemico sionista-americano”, ha riportato l’agenzia di stampa Mizan. Il giacimento di gas South Pars è il più grande al mondo, condiviso tra Iran e Qatar, produve il 40 per cento di gas di Teheran, ed è importante per l’industria del gas iraniana. La maggioranza del gas estratto da Teheran estrae viene consumata in Iran e non viene esportata. L’attacco all’impianto petrolifero ha prodotto un aumento del prezzo del petrolio risalendo a 95,5 dollari al barile


17 Marzo

Vetrerie Maccarinelli licenzia dipendenti con un Whatsapp

L’azienda Vetrerie Maccarinelli di Travagliato nel Bresciano, ha presentato tramite whatsapp la lettera di licenziamento a sette dipendenti e senza preavviso. Il giorno precedente i lavoratori hanno svolto regolarmente attività, incluso straordinario. Il sindacato Uiltec-Uil di Brescia chiede spiegazioni all’azienda, la titolare non ha fornito alcuna risposta:”Erano stati effettuati nuovi investimenti e lo scorso febbraio non era stato attivato alcun ammortizzatore sociale né avviato un confronto sindacale che facesse ipotizzare la chiusura”. Nel 2025 la società aveva ottenuto un riconoscimento con riferimento al rispetto dei criteri sociali e di governance. Per la vicenda attuale l’azienda, dopo aver comunicato un giorno di ferie per calo produttivo, la titolare”è sparita nel silenzio totale, non rispondendo più né alle maestranze, né ai rappresentanti sindacali”, evidenzia Andrea Cassago della Uiltec-Uil di Brescia. “Parliamo di persone che hanno dedicato oltre 25 anni di servizio a questa vetreria, sostenendola anche nei momenti più difficili. Oggi queste stesse persone sono trattate come numeri, liquidate con un messaggio senza nemmeno il coraggio di essere guardate negli occhi. Dietro ogni licenziamento ci sono famiglie e vite intere dedicate all’impresa che non possono essere cancellate nell’indifferenza”. “Da parte del sindacato ora si chiede chiarezza assoluta rispetto a quanto accaduto e sulle reali motivazioni della cessazione dell’attività produttiva. “Siamo pronti a fornire tutta la tutela legale ai lavoratori – aggiunge Andrea Cassago – valutando tutte le azioni necessarie, sia sindacali che legali, per proteggere i lavoratori e le loro famiglie”


16 Marzo

Deputato FdI invita militanti e dirigenti a ricorrere al “solito sistema clientelare” per far vicere il SI al Referendum

Non si ferma la battaglia di Fratelli d’Italia per il SI al Referendum sulla giustizia. Affina le armi con il deputato Aldo Mattia durante la campagna elettorale a Genzano di Lucania, in provincia di Potenza, invita i militanti di partito a usare il clientelismo per far vincere il SI:”Non ci credi? Fammi questo favore, perché tu sei mio cugino, perché io ti ho fatto questo favore. Aiutami per quest’altra questione perché io te ne ho fatti già tanti”. “Utilizziamo anche questi mezzi. Perché dobbiamo vincere questa battaglia”. “Utilizzate anche il solito sistema clientelare”. Rincara la dose supponendo una possibile sconfitta, che secondo il deputato per Fratelli d’Italia sarebbe:”Una crepa nel racconto di compattezza” per il governo. “Non possiamo permetterci il lusso di avere una ferita nel corpo”. Come sempre accade dal partito del deputato non vi è stata nessuna condanna alle parole che offendono i cittadini usandoli come burattini per i propri scopi politici. Si palesa ancora una volta la vera intenzione del SI del Referendum per la giustizia, ovvero, manovrare lo Stato e ridurre l’indipendenza dei poteri.


Trump intima la Nato “Ci aiuti ad aprire lo Stretto di Hormuz o conseguenze negative”

Trump vuole riaprire lo stretto di Hormuz, convinto di aver vinto la guerra in Iran mentre i droni cadano sui cieli dell’Arabia saudita. Trump ha la consapevolezza di aver scatenato la guerra mondiale, è altrettanto consapevole di voler colpire la Nato, per aumentare le tensioni internazionali tra i paesi dell’unione europea, quindi punta sullo stretto di Hormuz e dice di volerlo liberare dalla chiusura imposta dall’Iran, ma soltanto con l’aiuto della Nato:”Se non ci sarà alcuna risposta, o se la risposta sarà negativa, penso che sarà molto negativo per il futuro dell’Alleanza atlantica”. Durante il consiglio affari esteri tenutosi oggi per discutere sul blocco parziale dello stretto di Hormuz e sulle misure da adottare per liberare riserve di petrolio, l’Alta rappresentante dell’Ue Kaja Kallas ha risposto a Trump:”Siamo stati in contatto con la Nato in precedenza, ma questo è davvero al di fuori dell’area d’azione della Nato. Ecco perché abbiamo l’operazione Aspides, e ci sono Stati membri che sono anche disposti a contribuire, sia nella coalizione dei volenterosi che nell’operazione stessa. Ma è al di fuori dei territori della Nato. Non ci sono Paesi Nato nello stretto di Hormuz”. “Nel fine settimana ho parlato con il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres per capire se è possibile avere un’iniziativa a Hormuz come quella sul Mar Nero per il grano dell’Ucraina”, ha spiegato Kallas. La chiusura dello stretto rappresenta un grave pericolo per le forniture di petrolio, specie per l’Asia, ma a la situazione è problematica “anche per quanto riguarda i fertilizzanti”. “E se quest’anno ci sarà carenza di fertilizzanti, l’anno prossimo si verificherà anche una carenza di cibo”. Anche i paesi al di fuori dell’Unione Europea negano il coinvolgimento con Trump. Il premier britannico Keir Starmer:”Lasciatemi essere chiaro, questo non sarà e non è mai stata immaginata come una missione della Nato”. Anche la Cina, coinvolta nelle affermazioni di Trump di voler l’intervento di navi militari nello stretto di Hormuz, esclude ogni intervento. Il vertice previsto a Pechino tra Trump e il suo omologo cinese Xi Jinping potrebbe essere rinviato di un mese


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