Notizie Gennaio 2026

Notizie raccontate in poche righe

News told in a few lines


Notizie dal 01 al 15 Gennaio 2026



14 Gennaio

La scure della vendetta del governo Meloni si abbatte sull’Umbria – Usata l’arma del commissariamento scolastico per non aver rispettato l’ordine del ridimensionamento

Riflessione Blog: Il 14 Gennaio 2025 Valditara a capo del MIM scriveva:””Con le misure odierne offriamo alle regioni che dimensionano condizioni di maggior favore nella realizzazione del servizio. Nessun plesso verrà chiuso, ma vi sarà una scuola meglio organizzata e più vicina agli studenti”. L’effetto della manovra ha portato alla chiusura dei plessi, alla disorganizzazione e all’impossibilità di raggiungere la scuola nei territori isolati, non garantendo l’obiettivo previsto del PNRR, ossia avere una rete capillare sul territorio italiano atta ad offrire opportunità d’istruzione in ogni punto del territorio. Sul fronte Asili, 08 Agosto 2025 Valditara dichiara:”Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato un decreto che autorizza ulteriori 164 interventi, per un investimento complessivo di 103.801.899 euro, destinati alla costruzione di nuovi asili o alla riconversione di edifici non già destinati ad asili in tutta Italia. Queste risorse, destinate per il 78,2% a interventi nel Mezzogiorno, provengono dal fondo di 819,7 milioni di euro stanziato dall’articolo 3 del decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, nell’ambito del “Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia” (Investimento 1.1 – Missione 4, Componente 1 del PNRR), finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU. “Potenziare la rete degli asili nido e delle scuole dell’infanzia significa sostenere concretamente le famiglie, ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire pari opportunità educative sin dai primi anni di vita. Grazie alle risorse del PNRR, diamo ai Comuni gli strumenti per realizzare nuove strutture più moderne e sicure”. A tutt’oggi non si hanno riscontri di miglioramento per i cittadini

Riflessione Blog: Il 14 Gennaio 2025 Valditara a capo del MIM scriveva:””Con le misure odierne offriamo alle regioni che dimensionano condizioni di maggior favore nella realizzazione del servizio. Nessun plesso verrà chiuso, ma vi sarà una scuola meglio organizzata e più vicina agli studenti”. L’effetto della manovra ha portato alla chiusura dei plessi, alla disorganizzazione e all’impossibilità di raggiungere la scuola nei territori isolati, non garantendo l’obiettivo previsto del PNRR, ossia avere una rete capillare sul territorio italiano atta ad offrire opportunità d’istruzione in ogni punto del territorio. Sul fronte Asili, 08 Agosto 2025 Valditara dichiara:”Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato un decreto che autorizza ulteriori 164 interventi, per un investimento complessivo di 103.801.899 euro, destinati alla costruzione di nuovi asili o alla riconversione di edifici non già destinati ad asili in tutta Italia. Queste risorse, destinate per il 78,2% a interventi nel Mezzogiorno, provengono dal fondo di 819,7 milioni di euro stanziato dall’articolo 3 del decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, nell’ambito del “Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia” (Investimento 1.1 – Missione 4, Componente 1 del PNRR), finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU. “Potenziare la rete degli asili nido e delle scuole dell’infanzia significa sostenere concretamente le famiglie, ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire pari opportunità educative sin dai primi anni di vita. Grazie alle risorse del PNRR, diamo ai Comuni gli strumenti per realizzare nuove strutture più moderne e sicure”. A tutt’oggi non si hanno riscontri di miglioramento per i cittadini


L’Europarlamento sostiene il multilateralismo della Danimarca e Groelandia dalla mire d’occupazione di Trump

Si legge dalla nota diffusa dalla la Conferenza dei presidenti ha adottato la seguente dichiarazione a sostegno del multilateralismo e dell’ordine internazionale basato sulle regole, nonché a sostegno della Groenlandia e della Danimarca. Il Parlamento europeo sostiene fermamente il multilateralismo e l’ordine internazionale basato sulle regole. Qualsiasi tentativo di minare la sovranità e l’integrità territoriale della Danimarca e della Groenlandia viola il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. La sicurezza dell’Artico è una priorità strategica per l’Unione Europea e siamo fermamente impegnati a salvaguardarla. La strategia artica dell’UE va oltre le semplici preoccupazioni di sicurezza e il nostro impegno a intensificare lo sviluppo sostenibile e la cooperazione con i cittadini della regione è costante. Il Regno di Danimarca, compresa la Groenlandia, è membro della NATO e gode pienamente delle garanzie di sicurezza collettiva dell’Alleanza. Il Parlamento europeo continuerà a rafforzare le capacità di difesa europee e a garantire che gli Stati membri dell’UE rispettino i propri impegni NATO, anche attraverso investimenti sostenuti nella difesa e una forte presenza nella regione artica. La sicurezza artica è garantita nell’ambito della NATO e la Danimarca mantiene accordi con partner chiave, tra cui gli Stati Uniti, per proteggere la regione. Le decisioni riguardanti Danimarca e Groenlandia spettano esclusivamente a Danimarca e Groenlandia, in conformità con le pertinenti disposizioni costituzionali e gli accordi tra Danimarca e Groenlandia. Ricorda che nel 1916 gli Stati Uniti, attraverso un accordo con la Danimarca, dichiararono che la Danimarca aveva piena sovranità sulla Groenlandia. Con questo accordo, gli Stati Uniti riconobbero quindi che tutta la Groenlandia costituiva legittimamente territorio danese. I tentativi esterni di alterare lo status quo sono inaccettabili. Il Parlamento europeo condanna inequivocabilmente le dichiarazioni rilasciate dall’amministrazione Trump in merito alla Groenlandia, che costituiscono una palese sfida al diritto internazionale, ai principi della Carta delle Nazioni Unite e alla sovranità e all’integrità territoriale di un alleato della NATO. Tali dichiarazioni sono inaccettabili e non trovano spazio nelle relazioni tra partner democratici. Il Parlamento europeo invita la Commissione europea e il Consiglio europeo a definire un sostegno concreto e tangibile alla Groenlandia e alla Danimarca, nel rispetto dei principi e del diritto dell’UE, del diritto internazionale e della Carta della NATO“. L’incontro alla Casa Bianca tra Stati Uniti, Groelandia e Danimarca ha rafforzato l’intesa con la Nato e allontnato le mire d’occupazione di Trump. Dopo l’incontro  il vicepremier groenlandese Mute Egede in conferenza stampa ha dichiarato:””I soldati della Nato dovrebbero avere una presenza maggiore in Groenlandia a partire da oggi e nei prossimi giorni. È previsto un aumento del numero di voli e navi militari”. Trump dalo studio ovale afferma:”Non ho intenzione di rinunciare alle opzioni. Il problema è che se la Russia o la Cina volessero occupare la Groenlandia, non c’è nulla che la Danimarca possa fare al riguardo, mentre c’è tutto quello che possiamo fare noi. Lo avete visto la settimana scorsa con il Venezuela. Non posso fare affidamento sul fatto che la Danimarca sia in grado di difendersi da sola”. Il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen, smentisce le affermazioni:”Non è vera la narrativa che ci sono navi da guerra cinesi ovunque”. “Secondo le nostre informazioni di intelligence, non abbiamo navi da guerra cinesi da circa un decennio”


13 Gennaio

Trump mina l’indipendenza della Federal reserve

Il presidente degli Stati Uniti, dalla casa bianca, torna ad attraccare le istituzioni democratiche che gestiscono il mercato internazionale, insulta il governatore della FED (Federal Reserve, la banca centrale americana), Jerome Powell, chiamandolo:“Un idiota”, per non avere abbassato la testa, alla politica monetaria che Trump vuole imporre, ma continuando ad osservare le leggi del mercato. Per vendicarsi, Trump ha sferrato un attacco alla persona, ha perseguitato Powel, attraverso il dipartimento di Giustizia americano, è stata aperta un’inchiesta penale sui costi di ristrutturazione della sede della Fed, accusando Powell di aver superato i costi dei lavori, e di essere “incompetente o disonesto”, con l’augurio che lasci l’incarico prima di maggio termine in cui scade il mandato. Insomma Trump, odia Powel, probabilmente perchè vincola l’azione ostruzionista sui mercati e confina l’azione anti liberale e di dominio internazionale su cui Trump mira e chiaramente ha espresso imponendo dazi e facendo oscillare l’economia del mondo, aumentando lo scontro bellico tra gli Stati Uniti e il resto del mondo. La Fed, in questa brutta vicenda, riceve il sostegno dei banchieri centrali internazionali, in una nota scrivono:”Esprimiamo piena solidarietà al Federal Reserve System e al suo Presidente Jerome H. Powell. L’indipendenza delle banche centrali è un pilastro fondamentale della stabilità dei prezzi, finanziaria ed economica, nell’interesse dei cittadini che serviamo. È pertanto fondamentale preservare tale indipendenza, nel pieno rispetto dello stato di diritto e della responsabilità democratica. Il Presidente Powell ha svolto il suo ruolo con integrità, concentrandosi sul suo mandato e con un impegno incrollabile per l’interesse pubblico. Per noi, è un collega stimato e tenuto nella massima considerazione da tutti coloro che hanno lavorato con lui. Christine Lagarde, Presidente della Banca Centrale Europea, a nome del Consiglio direttivo della BCE. Andrew Bailey, governatore della Banca d’Inghilterra. Erik Thedéen, governatore della Riksbank svedese. Christian Kettel Thomsen, Presidente del Consiglio dei Governatori della Danmarks Nationalbank. Martin Schlegel, Presidente del Consiglio di amministrazione della Banca nazionale svizzera. Ida Wolden Bache, governatore della Norges Bank. Michele Bullock, Governatore della Reserve Bank of Australia. Tiff Macklem, governatore della Banca del Canada. Chang Yong Rhee, governatore della Banca di Corea. Gabriel Galípolo, Governatore della Banca Centrale del Brasile. Lesetja Kganyago, governatore della South African Reserve Bank. Anna Breman, governatrice della Reserve Bank della Nuova Zelanda. François Villeroy de Galhau, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali. Pablo Hernández de Cos, Direttore Generale della Banca dei Regolamenti Internazionali”


12 Gennaio

Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana e Umbria subiscono il controllo del commissariamento nelle scuole per non aver obbedito agli ordini del governo rappresentato all’istruzione da Valditara

Il governo, riunitosi nel 155° Consiglio dei ministri, decide di mettere sotto controllo (chiamato commissariamento), le scuole della regione Emilia Romagna Toscana, Umbria e Sardegna, per non aver ubbidito agli ordini imposti, secondo il ministro all’istruzione Valditara, di ridimensionamento scolastico. Scrive nel comunicato stampa il governo:”Il commissariamento si è reso necessario al fine di assicurare il raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in materia di dimensionamento scolastico”. “E’ stata deliberata la nomina dei relativi commissari ad acta per l’adozione, in via sostitutiva, dei piani entro il 27 gennaio 2026. I commissari individuati sono: il dott. Bruno Di Palma, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Regione Emilia-Romagna; il dott. Francesco Feliziani, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Regione Sardegna; il dott. Luciano Tagliaferri, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Regione Toscana; il dott. Ernesto Pellecchia, direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Regione Umbria”. Le Regioni Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria ribadiscono il loro parere contrario al dimensionamento scolastico voluto dal Governo. L’assessora alla Pubblica Istruzione della Regione Sardegna Ilaria Portas, delegata a presentarsi al cospetto dell’ormai corte impositiva di un governo al potere rende noto:”In questi mesi la Regione Sardegna ha lavorato attivamente per cercare di riprogrammare la rete scolastica in accordo con i territori e le conferenze provinciali. Nell’ultimo triennio nella nostra regione sono state già accorpate 36 autonomie scolastiche e un ulteriore taglio di 9 istituti sarebbe stato deleterio per realtà già in sofferenza. Nonostante la riorganizzazione della rete scolastica non preveda la chiusura di plessi e il trasferimento di alunni, l’assenza di un dirigente risulterebbe un colpo durissimo per le scuole sarde, che spesso già oggi, con la situazione attuale, registrano plessi in numero superiore a dieci e distribuiti in un territorio vasto e poco omogeneo”. “Abbiamo confermato al Consiglio dei Ministri la nostra volontà di mantenere le 232 autonomie scolastiche della Sardegna sottolineando quanto sia deleterio continuare a ragionare su una scuola basata solo su numeri e costi. Continueremo a lavorare per una scuola basata sulla qualità e non sulla razionalizzazione dei costi perché la nostra regione ha un forte bisogno di puntare sulla qualità e la permanenza dei presidi esistenti per garantire un futuro alle nuove generazioni e non peggiorare gli indici di spopolamento e abbandono scolastico. Sulla scuola è necessario investire, non tagliare”. Il presidente della Regione Emilia romagna , Michele de Pascale, e l’assessora regionale alla Scuola, Isabella Conti:”La Regione Emilia-Romagna ha sempre agito nel rispetto rigoroso della leale collaborazione istituzionale, perché crede che la Repubblica si regga sulla fiducia reciproca e sulla chiarezza delle regole. Il Governo ha fissato parametri nazionali per l’efficienza della rete scolastica. Su quei parametri noi siamo non solo in regola, ma più efficienti della media richiesta: a fronte di un obiettivo di 938 studenti per scuola, in Emilia-Romagna siamo a 994. I numeri direbbero che dovremmo avere più dirigenti scolastici, non meno. Eppure, ci viene imposto un ulteriore taglio di 17 autonomie, deciso in un secondo momento, senza trasparenza e senza un confronto vero. Colpire una Regione che ha rispettato le regole significa rinunciare all’obiettivo dell’efficienza per produrre ingiustizia. Significa accettare scuole da duemila studenti, dove ragazze e ragazzi diventano numeri, non persone, e dove il diritto all’istruzione perde il suo significato più profondo, rendendo più difficile la partecipazione delle famiglie, degli studenti, dei docenti e del personale”


11 Gennaio

Iran 490 morti durante la protesta contro il regime – Il Parlamento iraniano grida morte all’America

Le proteste contro il regime ayatollah in Iran aumentano gli scontri tra la popolazione. Le manifestazioni a Teheran e in altre città del paese hanno provocato la morte di 490 manifestanti e 48 agenti della sicurezza. I conflitti con le forze armate sono sempre più cruenti, si contano più di 10mila persone arrestate. Il governo Iraniano ha accusato gli Stati Unti di aver fomentato le rivolte, i manifestanti  sfilano con lo slogan “Lunga vita allo Scià”. Il regime ha isolato il paese privandolo della connessione a internet, con un totale blackout. Trump ha avvisato il governo iraniano di aiutare i manifestanti, il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, rivolgendosi ai deputati, ha avvisato Trump:”qualsiasi attacco statunitense porterebbe Teheran a reagire contro Israele e le basi militari statunitensi” nella regione, definiti “obiettivi legittimi”. Al termine del discorso i parlamentari hanno gridato:”Morte all’America


Il fronte del No al Referendum compatta l’opposizione

Avviata ieri la campagna per il No al Referendum sulla giustizia, presso il Centro Congressi Frentani. Presente e compatta l’opposizione, con il PD e la segretaria Elly Schlein, il M5s con il leader Giuseppe Conte. Il Comitato “Società civile per il No nel referendum costituzionale”, presieduto dal professor Giovanni Bachelet, è promosso e composto da associazioni: Cgil, Anpi, Acli, Arci, Auser, Libera, Libertà e Giustizia, Legambiente


08 Gennaio

Istat dati: Reddito famiglie – Prezzi al consumo – Occupazione

Fonte Istat: Reddito famiglie: “La pressione fiscale è stata pari al 40,0%, in calo di 0,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è cresciuto del 2,0% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dello 0,3%. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stimata all’11,4%, in aumento di 1,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. A fronte di una variazione dello 0,2% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dell’1,8%”. Prezzi al consumo:”A dicembre, secondo le stime preliminari, l’inflazione sale a +1,2%, tornando al livello di ottobre. Nella media 2025, i prezzi al consumo risultano cresciuti dell’1,5% rispetto all’anno precedente, in accelerazione in confronto al dato registrato nel 2024 (+1,0%). Sull’andamento dell’inflazione in media annua pesa la dinamica dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+16,2% da -0,2% del 2024) e quella dei Beni alimentari non lavorati (+3,4% da +2,3%). Nel 2025 l’inflazione di fondo si ferma a +1,9% (da +2,0% del 2024)”. Dato: occupazione- disoccupazione e inattivi: Come lavorano gli italiani: Crescita dei dipendenti permanenti e degli autonomi parzialmente compensata dal calo dei dipendenti a termine:”A novembre 2025, su base mensile, il calo degli occupati e dei disoccupati si associa alla crescita degli inattivi. La diminuzione degli occupati (-0,1%, pari a -34mila unità) coinvolge le donne, i dipendenti a termine e gli autonomi, i 15-24enni e i 35-49enni; il numero di occupati cresce per i 25-34enni e rimane sostanzialmente stabile tra gli uomini, i dipendenti permanenti e tra chi ha almeno 50 anni d’età. Il tasso di occupazione cala al 62,6% (-0,1 punti). La diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-2,0%, pari a -30mila unità) riguarda gli uomini, le donne e tutte le classi d’età tranne i 25-34enni per i quali il numero dei disoccupati è in leggero aumento. Il tasso di disoccupazione scende al 5,7% (-0,1 punti), quello giovanile al 18,8% (-0,8 punti). La crescita degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,6%, pari a +72mila unità) interessa entrambi i generi e tutte le classi d’età, ad eccezione dei 25-34enni, tra i quali il numero di inattivi è in calo. Il tasso di inattività sale al 33,5% (+0,2 punti). Confrontando il trimestre settembre-novembre 2025 con quello precedente (giugno-agosto) si registra una crescita nel numero di occupati (+0,3%, pari a +66mila unità). Rispetto al trimestre precedente, diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-3,1%, pari a -48mila unità) e sono sostanzialmente stabili gli inattivi di 15-64 anni. A novembre 2025, il numero di occupati supera quello di novembre 2024 dello 0,7% (+179mila unità); l’aumento riguarda gli uomini, le donne, i 25-34enni e chi ha almeno 50 anni, a fronte della diminuzione nelle altre classi d’età. Il tasso di occupazione, in un anno, sale di 0,3 punti percentuali. Rispetto a novembre 2024, cala sia il numero di persone in cerca di lavoro (-6,7%, pari a -106mila unità) sia quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,3%, pari a -35mila unità)


Ennesimo sciopero dei treni causato dall’inefficienza del ministero dei trasporti

Trenitalia informa: Dalle ore 21:00 di venerdì 9 alle ore 21:00 di sabato 10 gennaio 2026, i treni possono subire cancellazioni o variazioni, per uno sciopero nazionale del personale del Gruppo FS, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord


Trump annuncia attacchi di terra contro i cartelli

Gli Stati Uniti avrebbero condotto attacchi “di terra” contro i cartelli della droga. Trump dichiara:”Inizieremo attacchi di terra contro i cartelli. I cartelli controllano il Messico. È molto, molto triste vedere e osservare ciò che è successo in quel Paese”


Rilasciati gli italiani detenuti in Venezuela Luigi Gasperin e Biagio Pilieri

Venezuela rilasciati: L’imprenditore Luigi Gasperin arrestato nel 2025  nello Stato Monagas per presunta detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo presso gli uffici di una società di cui era socio di maggioranza e presidente; il giornalista e politico italo venezuelano, Biagio Pilieri, detenuto nel carcere di Carcas da 16 mesi. Si attende il rilascio di Alberto Trentini arrestato il 15 novembre 2024 nello Stato di Apure, senza accuse formali, lavorava per la ong Humanity and Inclusion, rinchiuso nel carcere di massima sicurezza El Rodeo da oltre 400 giorni. Mario Burlò, imprenditore torinese, arrestato nel 2024 per motivi ancora non chiariti dalle autorità venezuelane. Risultano ancora agli arresti 26 italiani, coinvolti per motivi legati alla politica, all’attività professionale o all’espressione di opinioni considerate scomode al governo di Maduro


07 Gennaio

Stati Uniti sequestrano la petroliera battente bandiera russa

Marinera battente bandiera Russa, appartenente alla “flotta ombra” di Putin, è stata sequestrata dalla guardia costiera statunitense. La ribattezzata Bella-1 dal comando militare statunitense veniva inseguita dal 21 dicembre. La petroliera navigava tra i Caraibi e l’Atlantico registrata con il nome Guyana, inserita dal 2024 nella lista delle imbarcazioni sanzionate per il trasporto di petrolio iraniano e per presunti legami con reti di finanziamento del terrorismo. Il segretario alla Giustizia degli Stati Uniti, Pam Bondi, scrive su X. “Oggi gli Stati Uniti hanno eseguito un mandato di sequestro per la BELLA 1, una petroliera responsabile di trasportare greggio sanzionato da Venezuela e Iran. La BELLA 1 era stata precedentemente designata dall’OFAC per il suo ruolo in una rete di elusione delle sanzioni responsabile del sostegno a organizzazioni terroristiche straniere”. “A seguito della mancata obbedienza agli ordini della Guardia Costiera, i membri di questa nave sono sotto inchiesta e saranno avviate accuse penali contro tutti i responsabili. Il Dipartimento di Giustizia sta monitorando diverse altre navi per azioni di contrasto simili: chiunque si trovi a bordo di qualsiasi nave che non obbedisca alle istruzioni della Guardia Costiera o di altri funzionari federali sarà indagato e perseguito con la massima rigore di legge”


Attacco al Venezuela si contano 100 morti voluti dagli Stati Uniti

Il ministro dell’interno venezuelano, Diosdado Cabello, ha reso noto il bilancio delle vittime provocato dall’attacco militare voluto dagli Stati Uniti su Caracas, che ha portato alla cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro e la moglie, il bilancio è di 100 civili, morti per volontà di Trump. Durante il blitz in casa, Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores sono rimasti feriti, lo ha reso noto il ministro dell’Interno venezuelano Diosdado Cabello:”Cecialiè stata ferita alla testa e ha ricevuto un colpo al corpo, il compagno Nicolas è stato ferito a una gamba. Fortunatamente si stanno riprendendo dalle ferite”


05 Gennaio

Maduro si dichiara innocente davanti al tribunale di New York – Delcy Rodríguez giura davanti all’Assemblea Nazionale

Nicolas Maduro è comparso nell’aula del tribunale di Manhattan, davanti al giudice Alvin Hellerstein che presiede il caso, parlando in spagnolo, ha dichiarato di essere il presidente del Venezuela, sono stato “rapito. Sono stato catturato nella mia casa a Caracas”. “Sono innocente, non sono colpevole”, riguardo le accuse di narcotraffico a suo carico. “Sono una persona perbene”. Al processo anche la moglie Cilia Flores, afferma:”Sono la First Lady del Venezuela”. “Sono completamente innocente”. Nicolas Maduro sarà rappresentato in tribunale da Barry Pollack, legale di Julian Assange, sua moglie Cicli Flores sarà rappresentata da Mark Donnelly, ex procuratore del Dipartimento di Giustizia. In Venezuela si compone il nuovo Parlamento, a capo salirà la vice presidente Delcy Rodríguez, la Corte Suprema l’ha nominata ad interim, dopo l’attacco degli Stati Uniti e la cattura del presidente del Venezuela. La Camera Costituzionale della Corte Suprema venezuelana ha assegnato a Delcy Rodríguez un mandato iniziale di 90 giorni , secondo l’articolo 234 della Costituzione, termine che potrà essere prorogato di altri tre mesi se approvato dall’Assemblea nazionale. Nicolás Maduro Guerra – figlio del leader chavista ha sostenuto l’insediamento della Rodriguez:”A te Delcy il mio sostegno incondizionato. Conta su di me, conta sulla mia famiglia. Siamo in unità assoluta nell’obiettivo di portare avanti il Venezuela e che ritornino Nicolás Maduro e Cilia Flores”. Il presidente venezuelano e la moglie sono detenuti nel centro di detenzione di Brooklyn. “Il Consiglio dei ministri e la presidente ad interim del Venezuela hanno creato la commissione di alto livello per la liberazione del presidente Nicolas Maduro Moros e della prima dama e prima combattente, Cilia Flores”


Trump minaccia un nuovo attacco in Venezuela “se non si comportano bene”, vuole l’annessione della Groenlandia

Dopo aver attaccato il Venezuela, e provocato morte tra i civili, Trump minaccia la sicurezza del paese:”Se non si comportano bene, effettueremo un secondo attacco”. “Stiamo trattando con persone che sono appena entrate in carica. Non chiedetemi chi sia al comando, perché vi darò una risposta che sarà molto controversa”. “Ciò significa che siamo noi al comando”. “In questo momento stiamo pensando più a ‘sistemare’ il Venezuela che alle elezioni, le elezioni si terranno al momento giusto”. Sistemare il Venezuela, vuol dire prendere possesso dei pozzi di petrolio di Caracas per Trump, le mire di comando non hanno un dialogo democratico ma il lancio di raid sui civili. La politica internazionale subisce un inversione d’ordine, causato dall’instabilità delle scelte di libero arbitrio dei Trump, che si rifletteranno sulla stabilità mondiale. Un primo passo lo sferra su Cuba, riducendo l’indipendenza del paese, non ricevendo il petrolio venezuelano. Trump minaccia d’attaccare Messico e Colombia, accusando il presidente colombiano Gustavo Petro di essere un narcotrafficante e di “guardarsi allae spalle”, ottenendo da Petro la risposta:”La sua punizione è quella di accusarmi falsamente di essere un narcotrafficante e di possedere fabbriche di cocaina”. Trump, continua a minacciare l’annessione della Groenlandia agli Stati Uniti:”Ci serve assolutamente: è un’isola circondata da navi russe e cinesi”. “L’Unione europea ha bisogno che noi abbiamo la Groenlandia. Abbiamo bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale, è così strategica. In questo momento la Groenlandia è piena di navi russe e cinesi ovunque e la Danimarca non sarà in grado di occuparsene. La Danimarca dice di aver migliorato la sicurezza della Groenlandia, ma lo ha fatto aggiungendo una slitta trainata da cani”. Il premier della Groenlandia Jens Frederik Nielsen:”Basta pressioni. Basta insinuazioni. Basta fantasie di annessione. Siamo aperti al dialogo. Siamo aperti alle discussioni. Ma questo deve avvenire attraverso i canali appropriati e nel rispetto del diritto internazionale”. La premier della Danimarca, Mette Frederiksen:”Non ha alcun senso che gli Stati Uniti parlino della necessità di prendere il controllo della Groenlandia. Abbiamo un accordo di difesa con gli Usa che garantisce loro un accesso alla Groenlandia. E abbiamo investito significativamente per aumentare la difesa nell’Artico. È tempo che gli Stati Uniti mettano fine alle minacce nei confronti di un alleato storico, e nei confronti di un Paese e di un popolo che hanno detto, con molta chiarezza, di non essere in vendita”. “Se gli Stati Uniti attaccassero un Paese della Nato, sarebbe la fine di tutto», ha detto Frederiksen. «Tutto si fermerebbe. Compresa la nostra Nato e quindi il sistema di sicurezza istituito dalla fine della Seconda guerra mondiale. Farò di tutto per impedire che ciò accada”. Una portavoce della Commissione Europea:”Abbiamo già sentito le parole di Donald Trump sulla Groenlandia, l’Ue continua a difendere i principi della sovranità e dell’integrità territoriale, come previsto dalla Carta dell’Onu, e allo stesso tempo continua a esprimere solidarietà alla Groenlandia e alla Danimarca”


Incendio a Crans-Montana rientrate in Italia le cinque salme

Atterrati con volo di Stato i cinque feretri dei ragazzi coinvolti nell’incendio Crans-Montana, la sesta vittima, Sofia Prosperi, italo-svizzera viveva a Lugano, le esequie si svolgeranno nella città elvetica. Nell’incendio di Capodanno di Crans Montana, sono stati identificati 116 feriti e 40 morti


03 Gennaio

Gli Stati uniti attaccano Caracas – Catturato il Presidente del Venezuela Maduro e la moglie – L’attacco viola il diritto internazionale

Alle 2 di notte un raid areo ha colpito la capitale Caracas, sono stati colpiti il palazzo presidenziale di Miraflores, Fuerte Tijuna, il ministero della difesa, l’aeroporto della Carlota e il porto della Guaira. L’attacco ha provocato morti e feriti civili e militari, dichiara il ministro venezuelano degli Esteri, Yvan Gil. Catturato il Presidente del Venezuela Nicolas Maduro e la moglie, accusati di narcoterrorismo, saranno processati negli Stati Uniti. L’azione militare voluta da Trump altera gli equilibri geopolitici. Negli ultimi mesi Trump ha dispiegato “una forza militare imponente nei Caraibi” contro imbarcazioni sospettate di traffico di droga. L’attacco è avvenuto senza autorizzazione da parte del congresso, violando le leggi degli Stati Uniti. alterando gli equilibri e la stabilità per la sicurezza delle nazioni. Le maggiori potenze internazionali condannano l’attacco:L’Ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Colombia Zhu Jingyang, scrive su X:”La Cina è profondamente costernata dall’uso palese della forza da parte degli Stati Uniti contro un Paese sovrano e dal suo attacco al presidente di tale Paese, e lo condanna fermamente. Questo tipo di comportamento egemonico da parte degli Stati Uniti viola gravemente il diritto internazionale, lede la sovranità del Venezuela e minaccia la pace e la sicurezza in America Latina e nei Caraibi. La Cina vi si oppone fermamente. Esortiamo gli Stati Uniti a rispettare il diritto internazionale e gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e a cessare di violare la sovranità e la sicurezza di altri Paesi”. il Cile accusa Trump di voler sfruttare l’oppressione del Venezuela dalla dittatura di Maduro per controllare le risorse del paese:”Dal Cile manterremo la piena coerenza con i nostri principi e valori. Non si tratta di sostenere o giustificare dittature – il Cile non lo fa – ma di chi decide, e con quale legittimità, il futuro di un Paese. Oggi è il Venezuela, con il pretesto del narcoterrorismo e l’intenzione dichiarata di controllarne le risorse; domani potrebbe essere qualsiasi altro Paese, con qualsiasi altra scusa. La sovranità e il diritto internazionale non sono facoltativi: sono la base di ogni ordine legittimo”, scrive su X il presidente cileno gabirle Boric Font. LA Russia condanna l’attacco, in una dichiarazione del ministero degli Esteri russo. “Alla luce delle notizie confermate secondo cui il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sua moglie si trovano negli Stati Uniti, esortiamo vivamente la leadership americana a riconsiderare la sua posizione e a rilasciare il presidente legalmente eletto di un paese sovrano e sua moglie”, In conferenza stampa Trump dichiara:”Porteremo avanti il Paese fino a quando non ci sarà una transizione sicura, corretta e in accordo con la giustizia”. “Governeremo il Paese fino ad allora. Vogliamo pace e giustizia per il popolo venezuelano e non vogliamo ritrovarci nella situazione degli ultimi anni. Abbiamo messo in campo una forza mai vista dalla Seconda Guerra Mondiale, nessun Paese al mondo può raggiungere la nostra potenza”. “Come tutti sanno, il settore petrolifero in Venezuela è in crisi da molto tempo, faremo intervenire le nostre grandi compagnie petrolifere statunitensi, che spenderanno miliardi di dollari, ripareranno le infrastrutture gravemente danneggiate e inizieranno a fare soldi per il Paese”. Presidente del Consiglio europeo è Antonio Costa scrive su X:”Seguendo con grande preoccupazione la situazione in Venezuela, l’Unione Europea chiede una de-escalation e una risoluzione basata sul quadro del diritto internazionale e sui principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite. L’Unione Europea continuerà a sostenere una soluzione pacifica, democratica e inclusiva in Venezuela”. Il governo di destra italiano si dichiara al fianco dell’azione militare di Trump, l’opposizione condanna la violazione del diritto internazionale e la dichiarazione del presidente del consiglio Meloni:”Coerentemente con la storica posizione dell’Italia, il Governo reputa che l’azione militare esterna non sia la strada da percorrere per mettere fine ai regimi totalitari, ma considera al contempo legittimo un intervento di natura difensiva contro attacchi ibridi alla propria sicurezza, come nel caso di entità statuali che alimentano e favoriscono il narcotraffico”. Migliaia di italiani risiedono in Venezuela e sono in pericolo di vita


Tre le vittime italiane identificate nell’incendio Crans-Montana

L’ambasciatore italiano in Svizzera ha confermato le tre vittime italiane identificate. “Le famiglie sono state avvertite”, il 16enne bolognese Giovanni Tamburi, il 17enne golfista genovese residente a Dubai Emanuele Galeppini e il 16enne milanese Achille Barosi


01 Gennaio

Incendio Crans-Montana 40 morti e 100 feriti

L’esplosione nel noto bar Le Constellation, presso Cras-Montana in Svizzera, è avvenuto verso 1:30, il locale era affollato per i festeggiamenti in vista del nuovo anno. Nel comunicato stampa della Farnesina, si legge:”In base alle informazioni fornite dalla Polizia Cantonale vallesana, vi sarebbero circa 40 morti e 100 feriti a causa dell’incendio di natura non dolosa avvenuto nel bar Constellation la notte scorsa a Crans-Montana. Le vittime non sono identificabili a causa delle gravi ustioni riportate. È stato allestito un punto di raccolta per i familiari presso il centro congressi, le Regent di Crans-Montana. È stata allestita una help line da parte della polizia cantonale che risponde al numero +41848112117 contattabile anche dall’Italia. L’Ambasciatore d’Italia in Svizzera e la Console Generale d’Italia a Ginevra si stanno recando a Crans-Montana. La Farnesina ha attivato a Roma una unità operativa con funzionari dell’Unità di Crisi e dell’Unità tutela degli italiani all’estero”. L’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso:”Ci sono altri italiani nei diversi ospedali della Svizzera. Non abbiamo ancora le indicazioni più precise, ma insieme al capo della Protezione civile Nazionale, Fabio Ciciliano, noi abbiamo deciso di mandare un nostro team di nostri esperti di ustioni, quindi medici con competenze specifiche. Dovrebbero partire durante la notte, gireranno tutti gli ospedali della Svizzera per controllare tutte le condizioni dei nostri connazionali ricoverati nei nostri ospedali”. “Mandiamo anche un team di psicologi per assistere i parenti e i genitori di quelli che sono già stati rintracciati e che sono in ospedale e di quelli di cui purtroppo non si hanno notizie”. La presidente della commissione europea Ursula von der Leyen:”Profondamente addolorati per l’incendio di Crans-Montana. I miei pensieri sono rivolti alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che sono stati colpiti. Stiamo collaborando con le autorità svizzere per fornire assistenza medica alle vittime attraverso il meccanismo di protezione civile dell’UE. L’Europa è pienamente solidale con la Svizzera”


Bulgaria aderisce all’euro-zona

La Bulgaria, da oggi 1 gennaio, adotta del suo sistema interno, la moneta europea, aggiungendo un’ulteriore passo all’annessione all’Unione Europea. L’euro sostituirà gradualmente la moneta bulgara lev, con la stabilità del tasso di cambio, il lev sarà convertito al tasso di conversione di 1,95583 lev  per 1 euro. Le due valute saranno utilizzate insieme per un periodo di un mese. La doppia indicazione dei prezzi in lev si applicherà fino all’8 agosto 2026. Dal 1° gennaio, il 96% degli sportelli bancomat (ATM) in Bulgaria distribuirà banconote in euro. La presidente della commissione europea ursula von der Leyen:”L’adesione della Bulgaria all’eurozona è uno dei più grandi successi dell’Unione Europea. Questo traguardo è il frutto di anni di duro lavoro e impegno, superando le sfide. L’euro porterà benefici al popolo bulgaro, rendendo più facili i pagamenti e i viaggi. Offrirà nuove opportunità alle imprese bulgare, consentendo loro di sfruttare meglio i vantaggi del nostro mercato unico comune. Rafforzerà ulteriormente la voce della Bulgaria in Europa. Questo passo è positivo per la Bulgaria e rafforza l’Europa nel suo complesso. Rende la nostra economia più resiliente e competitiva a livello globale. Congratulazioni, Bulgaria! Puoi essere orgogliosa di ciò che hai realizzato”


Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha ridotto i dazi sulla pasta proveniente dall’Italia

In relazione ai dazi antidumping su alcuni marchi di pasta italiani, il dipartimento del commercio degli USA, ha ridotto i dazi per alcuni marchi produttori di pasta italiana, fissati in via provvisoria lo scorso 4 settembre 2025, dal 91,74%, i dazi passano al 2,26% per La Molisana, al 13,98% per Garofalo e al 9,09% per gli altri 11 produttori non campionati, si apprende dalla Farnesina. Le aziende interessate hanno adesso facoltà, se lo ritengono, di presentare ulteriori osservazioni nei riguardi dei provvedimenti annunciati. Si rammenta infine che l’efficacia delle misure in questione resta sospesa fino a quando l’indagine non sarà stata conclusa (l’11 marzo).


Notizie dal 15 al 31 Gennaio 2026



31 Gennaio

Manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna – Scontri tra la polizia e i manifestanti

A Torino migliaia di persone hanno manifestato contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Nei giorni scorsi il dissenso ha occupato la facoltà umanistiche di Torino, I manifestanti hanno esposto lo striscione con la scritta “Askatasuna vuol dire libertà”. Presenti le sigle di rifondazione comunista, Potere al Popolo, Cobas e Cub. “Lo sgombero del centro sociale – ha dichiarato all’ANSA Lorenzo, esponente dell’Usb – rientra al nostro avviso in un vasto e complesso fenomeno repressivo che ha investito, solo per fare un esempio, anche la sospensione dal servizio dei vigili del fuoco che avevano manifestato a favore della Palestina. Noi siamo qui non solo per denunciare tutto questo, ma anche per rilanciare la giornata di sciopero dei porti il programma il prossimo 6 febbraio contro e le guerre e il riarmo”. Al termine del corteo un gruppo di autonomi ha distrutto gli spazi aperti dei bar, lanciando sedie, tavolini e appiccato fuoco, contro le forze dell’ordine. Gli autonomi hanno dato fuoco a un blindato della polizia. Gli scontri con le forze dell’ordine hanno provocato feriti tra i cittadini, sono stati aggrediti i giornalisti della Rai che svolgevano attività d’informazione per la trasmissione Far West. La Rai ha condannato il grave episodio, scrivendo in una nota:”L’aggressione assume un significato ancora più grave alla luce del fatto che ‘Far West’ ha realizzato un’inchiesta su Askatasuna che ha contribuito a far emergere criticità e responsabilità poi al centro dell’attenzione pubblica e istituzionale. Colpire i giornalisti Rai in questo contesto significa tentare di intimidire il servizio pubblico e di punire chi fa informazione. La Rai esprime piena solidarietà ai colleghi aggrediti e ribadisce che non accetterà intimidazioni né zone franche imposte con la violenza. Attaccare i giornalisti significa attaccare il diritto dei cittadini a essere informati”. Due gli agenti feriti e ricoverati in ospedale Le Molinette di Torino. Dalle istituzioni è arrivata la netta condanna verso gli autonomi ribelli e il sostegno alle forze dell’ordine


30 Gennaio

Buttati fuori dalla sala stampa della Camera dei deputati dall’opposizione i fascisti di casa Pound e il leghista

In una nota da Montecitorio:”Annullate per ordine pubblico tutte le conferenze stampa di oggi, dalla Presidenza della Camera”. La conferenza stampa, voluta dai fascisti di casa pound e dagli esponenti della Lega Domenico Furgiuele, mascherata dal tema “Remigrazione e riconquista”, per presentare la raccolta di firme per una proposta di legge di iniziativa popolare, il cui contenuto appoggia la discriminazione della popolazione migrante in Italia, è stata bloccata dalle opposizioni. La sala stampa della Camera dei deputati è stata occupata dai deputati di Pd, M5S e Avs, intonando il canto di Bella Ciao ed esponendo la Costituzione. “I fascisti non possono entrare nelle istituzioni democratiche perché la nostra Costituzione è antifascista“. Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera:”È molto semplice: chi è nazista o fascista qui dentro non può entrare. Non ci sono filosofie da fare. Ci aspettavamo che fosse l’istituzione a impedirlo, ma laddove l’istituzione non è arrivata, sono arrivati i parlamentari che, con il loro corpo, hanno impedito fisicamente che veri e propri nazisti skinhead entrassero a Montecitorio”. Angelo Bonelli, deputato di AVS:”Questa è la casa della democrazia, costruita da figure come Giacomo Matteotti, Umberto Terracini, Teresa Mattei, Sandro Pertini. Persone che hanno dato la vita per la libertà nella lotta antifascista. Sarebbe stato inammissibile consentire l’ingresso di nazisti e fascisti dichiarati, oltraggiando la memoria delle nostre madri e dei nostri padri costituenti”. Matteo Orfini PD:”Oggi abbiamo impedito una violenza, una violenza contro il nostro Parlamento. Abbiamo fermato fascisti e nazisti che volevano profanare questi luoghi. Lo abbiamo fatto in nome e nel rispetto della Costituzione”. La democrazia, ha buttato fuori il fascismo e l’anti democrazia che, con vigliaccheria, entra nei palazzi delle istituzioni, mascherando le intenzioni, approfittando della libertà, consentita dalla costituzione e ripudiandone ogni principio. I centri sociali il potere al governo li chiude, mentre Piantedosi lascia aperta Casa Pound con il beneficio di lasciare liberi e senza controllo i cani sciolti fascisti!


Istat: Diminuiscono gli occupati a Dicembre 2025

A dicembre 2025 il numero di occupati, pari a 24 milioni 142mila, è in calo rispetto al mese precedente. Diminuiscono i dipendenti a termine (2 milioni 405mila), crescono gli autonomi (5 milioni 227mila) e risultano sostanzialmente stabili i dipendenti permanenti (16 milioni 511mila). Rispetto a dicembre 2024, l’occupazione aumenta (+62mila occupati in un anno), come sintesi della crescita dei dipendenti permanenti (+161mila) e degli autonomi (+147mila) parzialmente compensata dal calo dei dipendenti a termine (-245mila). Su base mensile, il tasso di occupazione e quello di disoccupazione scendono al 62,5% e al 5,6% rispettivamente, mentre il tasso di inattività sale al 33,7%


29 Gennaio

Niscemi frana nei 30 anni di indifferenza politica

Si allarga la frana a Niscemi e aumentano gli sfollati. Il segretario generale dell’Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia, Leonardo Santoro dispone:”“Con decreto, domani disporrò l’estensione dell’area di rischio a tutela della popolazione di Niscemi di circa 25 chilometri quadrati. In questa area sarà imposto il divieto di inedificabilità assoluta”. Il capo dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano, traccia il movimento della frana:”“Io do soltanto un dato che riesce a dare la cifra. In questo momento stiamo parlando di un movimento franoso che è circa di 350 milioni di metri cubi. Per fare un paragone, il disastro del Vajont del 1963 ha movimentato 263 milioni. Quindi tecnicamente siamo quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di territorio e di massa franosa che è caduta rispetto a quella del Vajont”. “Sono stati evacuati 1.276 cittadini di Niscemi, pari a 500 nuclei familiari. Queste persone ovviamente, in maniera precauzionale, sono state allontanate. All’interno di queste persone ci saranno coloro i quali non potranno mai più tornare nelle proprie case, non solo non potranno più essere ripopolate ma andranno distrutte, sempre che l’arretramento della frana non ci pensi da sola. Già adesso è necessario pensare a una re-localizzazione di questi cittadini e una delle cose più importanti è farlo in maniera partecipata perché la forzatura nell’identificazione di una zona non va bene perché è necessario che i cittadini partecipano in maniera attiva a questa nuova identità della città”. “La frana è ancora attiva ed è proprio per questo che la fascia di rispetto dei 150 metri, a mano a mano che il fronte di frana continua a cadere, arretra verso il centro cittadino. Questa fascia di rispetto di carattere precauzionale arretra ogni qual volta il coronamento della frana entra dentro la città”. “Il centro di Niscemi, anche se costruito sulla piana, è assolutamente in zona sicura”. Musumeci ha dato la disponibilità di riferire in Aula alla Camera il 4 febbraio alle 11. La procura di Gela ha aperto un’indagine  contro ignoti per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. A coordinare le indagini è il procuratore capo Salvatore Vellafrana. Niscemi nel’97 subì una frana che provocò il crollo di diverse abitazioni e di una chiesa settecentesca, e lo sgombero di oltre 300 abitanti. Il procuratore riferisce:”È presto per dire cosa è stato fatto dal ’97 a oggi. Vogliamo accertare se questa frana si poteva evitare. Presto acquisiremo le carte necessarie. Sono coinvolti diversi enti. Effettueremo anche dei sopralluoghi nelle zone interessate dall’evento franoso”. Il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti chiarisce:”“Ho una cartella sul mio computer, gli uffici hanno la documentazione. Inoltre ad ogni anniversario della frana del 1997 ho mandato una lettera al presidente della Repubblica, al presidente della Regione, al presidente del Consiglio, ai capi dipartimento. Peraltro solo a dicembre del 2025 abbiamo ottenuto i soldi previsti nella fase 2 e 3 della frana di 29 anni fa, per cui ci abbiamo lavorato. Ad ogni modo ci confronteremo, non voglio polemizzare. In questa fase noi ci occupiamo dell’immediatezza delle esigenze e dell’assistenza dei cittadini”. Musumeci, Ministro per la protezione civile e le politiche del mare, fornisce i dettagli del piano per la ricostruzione di Niscemi:”“Nei prossimi giorni penso che incontrerò il sindaco per individuare nuova area dove costruire, i soldi ci sono. Non è quello il problema. Ma dobbiamo pensare anche al domani”. “Oggi per fortuna viene attivato il metano, così mi riferisce il capo dipartimento di protezione civile dopo il nostro intervento, e consente quindi di fornire un servizio essenziale alla popolazione”. Dalla Farnesina si apprende, attraverso Tajani, la preoccupazione a salvaguardare il costoso e tracotante ponte sullo stretto voluto da Berlusconi e perpetuato da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia a ogni costo esoso, mettendo in discussione i soldi dei cittadini che possono essere distribuiti per riqualificare il territorio delle aree colpite dal ciclone Harry in Calabria, Sicilia e Sardegna. Dichiara il vice presidente Tajani:”Forza Italia vuole che il Ponte sullo Stretto diventi una delle grandi opere destinate a favorire la crescita di Calabria, Sicilia e di tutta l’Italia. I fondi previsti per la realizzazione non dovranno essere tagliati ed utilizzati per risarcire i danni del maltempo. Ci sono tante proposte in proposito che verranno esaminate dal governo. Quella di utilizzare i fondi del ponte ci trova contrari”. Il secondo vice premier a capo della Lega e del ministero delle infrastrutture crollate nell’abisso delle politiche inattiva al cambiamento climatico, dichiara:”I fondi destinati al ponte sullo Stretto non saranno dirottati sui danni del maltempo al sud. Abbiamo quasi 30 miliardi di cantieri aperti in Sicilia, cosa facciamo? Li blocchiamo? Troveremo i fondi che servono per Sicilia, per Calabria e per Sardegna ma senza bloccare le scuole, gli ospedali, i ponti, le gallerie, la Tav, il tunnel del Brennero”.La politica, ovvero i politicanti di destra, danno libero sfogo all’egocentrismo personale anziché tutelare i cittadini”. Ancora una volta, la politica di destra, pensa al proprio egocentrismo che al bene dei cittadini. 13,5 miliardi di euro detratti forzatamente dalle casse dello Stato per costruire un ponte instabile, privo di ogni prospettiva per il futuro della Calabria e Sicilia, ricco di favori da restituire e voluto dalle mafie. Angelo Bonelli di AVS:”La prima e unica cosa che il ministro Musumeci deve fare è presentare immediatamente le dimissioni. È politicamente responsabile di quanto accaduto in Sicilia e la sua permanenza al governo è ormai insostenibile. Un documento della protezione civile che dal 2019 al 2022 era sul tavolo del presidente della Regione Musumeci, e chiedeva di intervenire esattamente nei luoghi dove nei giorni scorsi si sono verificate le frane. Quel documento dimostra che Musumeci sapeva. È un ministro inadeguato e imbarazzante”


Istat diminuisce il fatturato dell’industria e dei servizi

Istat:”A novembre 2025 si stima che il fatturato dell’industria, al netto dei fattori stagionali, diminuisca in termini congiunturali dello 0,1% in valore e dell’1,1% in volume, sintesi di una flessione sul mercato interno (-0,4% in valore e -1,8% in volume) e di una leggera crescita su quello estero (+0,6% in valore e +0,2% in volume). Per il settore dei servizi si stima una diminuzione congiunturale dello 0,6% in valore e dello 0,5% in volume, con cali sia nel commercio all’ingrosso (-0,8% in valore e -1,5% in volume) sia negli altri servizi (-0,3% in valore e -0,2% in volume)”. “A novembre 2025, al netto dei fattori stagionali, si registra una dinamica congiunturale negativa degli indici del fatturato dell’industria in senso stretto e dei servizi sia in valore sia in volume. Nei servizi le flessioni maggiori su base mensile hanno interessato il commercio all’ingrosso, mentre nell’industria il calo è attribuibile alla componente interna. Nel complesso del trimestre settembre-novembre 2025 si osserva invece una crescita congiunturale in entrambi i comparti rispetto ai tre mesi precedenti. In termini tendenziali e al netto degli effetti di calendario gli andamenti sono differenziati fra i due macrosettori, con valori stazionari e volumi in crescita per l’industria a cui si contrappongono incrementi in valore e flessioni in volume per i servizi”


La Lega alla Camera dei deputati organizza la conferenza stampa con i gruppi estremisti che richiamano il fascismo e il nazismo

La presidente del gruppo parlamentare del Partito Democratico Chiara Braga:”Domani, alla Camera dei deputati, alla conferenza stampa promossa dal deputato della Lega Furgiuele, saranno presenti gruppi estremisti che si richiamano al fascismo e al nazismo, come i Nazi-skin. Ancora più allarmante è quanto emerge sui social: sotto i post degli organizzatori compaiono messaggi di incitamento alla violenza, come ‘la remigrazione la otterremo con le buone o con le cattive’. Parole inaccettabili per chi pretende spazio nelle sedi democratiche”.Braga rivolgendosi al capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari: “Convinca il deputato del suo gruppo a fare un passo indietro e impedisca questa grave offesa alle istituzioni. Sarebbe un grave precedente che il gruppo della Lega non dovrebbe sottovalutare: il Parlamento non può diventare una tribuna per ideologie fondate sull’odio e sulla violenza”. Angelo Bonelli AVS: “La conferenza stampa annunciata per domani nella sala stampa della Camera dei deputati da parte di organizzazioni dichiaratamente neofasciste come Casa Pound, Forza Nuova, fronteskins e altre sigle dell’estrema destra neofascista rappresenta un fatto gravissimo e un oltraggio alla memoria delle nostre madri e dei nostri padri costituenti”. Il capogruppo M5S alla Camera, Riccardo Ricciardi, ha inviato una lettera al presidente Fontana:”Indignazione e forte contrarietà, personaggi che appartengono a sigle dichiaratamente razziste, xenofobe e artifici di pestaggi e spedizioni punitive verso avversari politici. E’ inconcepibile dare ospitalità nelle istituzioni a coloro che mostrano costante disprezzo per i valori democratici e promuovono violenza e odio politico”


Trump ottiene da Putin di non bombardare Kiev per una settimana

il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante la riunione di governo rende noto:”A causa del freddo, del freddo estremo, hanno le stesse cose che abbiamo noi, ho chiesto personalmente al presidente Putin di non aprire il fuoco su Kiev e le altre citta’ per una settimana durante questo periodo e lui ha accettato di farlo. E devo dire che è’ stato molto bello”. “Non sprechi la telefonata. Non lo otterrà. E lui l’ha fatto, e siamo molto contenti che l’abbiano fatto, perché oltre a tutto il resto, non è quello di cui hanno bisogno, missili che colpiscono le loro città Quindi ho pensato, dovrei dire che ho pensato che fosse una cosa molto, molto buona, e l’Ucraina quasi non ci credevano, ma ne erano molto felici, perché stanno lottando duramente”


28 Gennaio

Meloni in visita a Niscemi:”Il Governo agirà velocemente”

Meloni, sorvola in elicottero la frana che ha distrutto parte della città di Niscemi. Scesa a terra incontra il sindaco e in una riunione prende consapevolezza dell’urgenza e precarietà che il territorio subisce a causa del cambiamento climatico, argomento fastidioso e contrastato dal suo partito, Fratelli d’Italia e dai suoi alleati Lega e Forza Italia. Nel solito e scontato comunicato stampa del governo si legge:”Il Presidente Meloni è arrivata a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, dove una frana attiva di grandi dimensioni sta interessando il centro abitato e ha finora portato all’evacuazione di circa 1500 cittadini. A Niscemi, il Presidente Meloni ha incontrato il Sindaco Massimiliano Conti e ha presieduto presso la sede del Comune una riunione, alla quale hanno partecipato il Prefetto di Caltanissetta, il Capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano e i tecnici della Protezione Civile. Nel corso dell’incontro è stato fatto il punto sull’emergenza ed è stato confermato il massimo impegno del Governo e delle Istituzioni competenti per assistere gli sfollati, a favore dei quali è stato già previsto il contributo di autonoma sistemazione, per ripristinare la viabilità, la ripresa dell’attività scolastica e la funzionalità della rete di forniture di gas ed energia elettrica. A rendere complesso il quadro è l’impossibilità, finché la frana rimarrà attiva, di identificare con esattezza l’area su cui intervenire e stabilire di conseguenza le modalità di intervento. Il Presidente Meloni ha garantito al Sindaco Conti che il Governo farà tutto ciò che è possibile per scongiurare che si ripeta quanto accaduto con la frana del 1997, in particolare per ciò che riguarda i ritardi negli indennizzi. Il Governo agirà velocemente in questa direzione, e il Presidente Meloni si è impegnata a fissare un nuovo incontro tra circa due settimane per prendere decisioni più dettagliate, alla luce delle necessarie informazioni. Il Presidente Meloni ha colto l’occasione per ringraziare l’on. Angelo Bonelli, presente a Niscemi, con cui ha avuto occasione di confrontarsi sulla grave emergenza. Infine, il Presidente del Consiglio si è recata nella sede della Capitaneria di Porto di Catania per presiedere un vertice al quale hanno partecipato, tra gli altri: il Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci; il Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani; il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano; il sindaco di Catania, Enrico Trantino; il sindaco di Messina Federico Basile; il sindaco di Siracusa, Francesco Italia; oltre che i Prefetti di Catania, Messina e Siracusa. Nel corso del vertice, è stata ribadita la massima attenzione del Governo per l’emergenza in corso che colpisce Sicilia, Sardegna e Calabria ed è stato ricordato che la dichiarazione di stato d’emergenza deliberata dal Consiglio dei ministri, con l’iniziale stanziamento di 100 milioni di euro, rappresenta solo la prima risposta ai territori colpiti, in attesa di un quadro più definito della situazione e una esatta quantificazione dei danni. Il Governo sta lavorando alla definizione del decreto-legge di assegnazione delle risorse necessarie”


Valditara e Piantedosi firmano la circolare per l’utilizzo di metal detector nelle scuole

Per contrastare e prevenire l’uso dei coltelli nelle scuole, i ministeri dell’istruzione e interno, nelle persone di Valditara e Piantedosi, hanno firmato una circolare rivolta in particolare alle articolazioni territoriali dei due ministeri, che è finalizzata al contrasto dell’utilizzo dei coltelli tra i giovani. La misura potrà essere adottata su richiesta dei dirigenti scolastici nell’ambito di interlocuzioni con prefetture e questure che vengono rese sistematiche


Inserita nella bozza del decreto PNRR la norma salva-imprenditori

Fratelli’ d’Italia, partito di maggioranza a capo del governo al potere, torna a tutelare il ricco capitalista, penalizzando i lavoratori. La norma, tutela gli imprenditori che, sulla base di quanto stabilito dai giudici, non pagano adeguatamente i propri lavoratori, permettendo di non corrispondere la differenza salariale, sulla base dei contratti collettivi. La norma prevede che se il giudice accerta:”In ogni stato e grado del giudizio, la non conformità all’articolo 36 della Costituzione dello standard retributivo stabilito dal contratto collettivo di lavoro per il settore e la zona di svolgimento della prestazione, tenuto conto dei livelli di produttività del lavoro e degli indici del costo della vita, come accertati dall’ISTAT”, non può condannare il datore di lavoro a pagare gli arretrati, solo”se ha applicato lo standard retributivo previsto dal contratto collettivo o dai contratti che garantiscono tutele equivalenti per il settore e la zona di svolgimento della prestazione”. La disposizione non si applica:”se il giudice accerta che il datore di lavoro non applica un contratto collettivo a norma dell’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 o altro contratto equivalente, oppure se il contratto collettivo applicato non si riferisce al settore economico nel quale il lavoratore ha prestato attività per conto dell’impresa”. La classe dei lavoratori è sempre più sottoposta alla sfruttamento dell’imprenditori e alla mancanza di tutela del governo che avalla azioni anti sindacali e in opposizione alla Costituzione. L’articolo 36 della Costituzione recita:”Il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro, e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. L’articolo 3 recita:”È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli economici e sociali che, limitando la libertà e l’uguaglianza, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. Questo governo stralcia la Costituzione e il diritto dei lavoratori


Il Tar respinge il ricorso sulla data del referendum

Il Tar ha respinto il ricorso proposto dal comitato promotore per la raccolta di firme popolari per il referendum sulla giustizia, con il quale si contestava la decisione del Consiglio dei Ministri di votare il 22 e 23 marzo prossimi. I promotori del referendum, si sono rivolti al Tar, per un’interpretazione ristretta della legge, da parte del governo, che ha fissato la data della consultazione entro 60 giorni – anziché 90 giorni – dall’ordinanza della Cassazione sui quesiti presentati dai parlamentari. La seconda sezione bis del Tar del Lazio – davanti alla quale si è svolta ieri l’udienza a porte chiuse sulla questione – ha dichiarato “infondati” i motivi del ricorso, rilevando che la “disciplina applicabile sia principalmente finalizzata a permettere che la legge di riforma costituzionale, approvata dal Parlamento a maggioranza assoluta dei propri componenti, sia sottoposta, in tempi certi, all’approvazione da parte della volontà popolare”


27 Gennaio

Accordo storico di libero scambio tra India e unione Europea

La presidente della commissione europea Ursula von der Leyen scrive su X al termine dell’accordo di libero scambio tra India ed Unione europea:”L’Europa e l’India stanno scrivendo la storia oggi. Abbiamo concluso la madre di tutti gli accordi. Abbiamo creato una zona di libero scambio di due miliardi di persone, da cui entrambe le parti trarranno beneficio. Questo è solo l’inizio. Rafforzeremo ulteriormente la nostra relazione strategica”. L’accordo aumenterà le esportazioni di beni dell’UE verso l’India entro il 2032, riducendo i dazi doganali del 96,6% portando un risparmio di circa 4 miliardi di euro all’anno. La Commissione presenterà la proposta al Consiglio per la firma, servirà il consenso del Parlamento Europeo e la ratifica indiana per l’entrata in vigore


Niscemi crolla l’intera collina

1500 gli sfollati per il crollo della collina di Niscemi. Il capo della protezione civile Fabio Ciciliano recatosi sul posto traccia il bilancio dei danni:””Ci sono delle case prospicienti sul coronamento della frana che ovviamente non potranno più essere popolate quindi è necessario ragionare insieme al sindaco in una delocalizzazione definitiva di queste famiglie. C’è ovviamente una fascia di sicurezza che deve essere analizzata. E’ necessario che l’acqua defluisca perché è ancora presente nel sottosuolo. Una volta che l’acqua è defluita e quindi la parte che sta scendendo si sarà in qualche maniera fermata o rallentata, potrà essere fatta una valutazione più accurata su quelle che sono le zone di sicurezza. Un dato è certo: la frana è ancora attiva. La situazione è molto, molto complicata. E’ chiaro che se una casa è sul ciglio della frana, non potrà essere abitata. Neanche la casa che sembra integra potrà essere mai abitata. Non potrà neanche essere raggiunta dai Vigili del Fuoco. Voglio che sia chiaro altrimenti infondiamo false aspettative che non è il caso di dare ai cittadini di Niscemi che bisogna trattare con rispetto e dignità”. “La situazione è particolarmente critica. Abbiamo fatto un primo sopralluogo in elicottero. In realtà è l’intera collina che sta scendendo verso la piana di Gela. Significa fondamentalmente che l’impatto è particolarmente complesso”. La frana si è allarga, ai quartieri, tra Sante Croci, Trappeto e via Popolo. La zona rossa è stata ampliata da 100 a 150 metri, con un fronte di frana di 4 chilometri. Evacuati gli abitanti, non potranno tornare nelle loro abitazioni. Il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, in diretta sui social raccomanda la popolazione:”Faremo di tutto per mettere in sicurezza il territorio. Voi state a casa e seguite le indicazioni. Le scuole resteranno chiuse. Vi invito a non superare il limite della zona transennata. Faremo di tutto per risolvere il problema. È una ulteriore ferita grave che la nostra città subisce. È un momento drammatico. Siamo tutti provati”. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha incontrato il sindaco insieme al vicesegretario Peppe Provenzano, chiede al governo di destinare “un miliardo di euro, sottraendolo a opere ritenute inutili come il ponte sullo Stretto”, che investe lo spreco di 14 miliardi, utili per aiutare i territori compiti dal ciclone Harry delle regioni di Calabria, Sicilia e Sardegna. Dal governo arriva l’aiuto alle famiglie sfollate di Niscemi (Caltanissetta) attraverso i contributi del fondo Cas dello Stato: 400 euro a famiglia più 100 euro per ogni componente, fino a un massimo di 900 euro al mese a nucleo per un anno


Il consiglio nazionale dei geologi lancia l’allarme per il maltempo chiedendo interventi mirati e contributo dei geologi nella fase di programmazione ed emergenza

Il Vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Filippo Cappotto, in un comunicato stampa:”In relazione ai fenomeni metereologici che stanno colpendo Calabria, Sicilia e Sardegna, creando una serie di disagi sia sotto il profilo ambientale che in termini di sicurezza pubblica, è intervenuto Filippo
Cappotto, Vicepresidente del Consiglio Nazionale dei Geologi. “Il primo pensiero va alla popolazione delle aree colpite che sta affrontando e dovrà affrontare disagi notevoli per molto tempo. La devastazione a cui stiamo assistendo man mano che arrivano le
immagini dal web fa piangere il cuore”.
“Eventi estremi sempre più frequenti si abbattono su territori impreparati a reggerne l’impatto, la forzante metereologica connessa alle variazioni climatiche è una questione che interessa il territorio nella misura in cui si parla soprattutto di fragilità”. “Consultando i dati riportati nel Dossier “Erosione costiera in Sicilia 2024” a cura di Legambiente possiamo constatare che la Sicilia risulta la prima regione italiana per percentuale di coste a rischio, e che, attualmente, lo stato dell’erosione costiera è estremamente grave. Secondo il Piano per l’Assetto Idrogeologico Siciliano del 2021, il 43.6% è a rischio elevato e il 32.9% è a rischio molto elevato.” “L’impatto degli eventi estremi come il ciclone Harry, si abbatte su territori impreparati a sostenere la loro forza distruttiva. Ancora una volta paghiamo il prezzo di un consumo di suolo eccessivo in aree costiere e di una visione complessiva troppo limitata. È necessario in un’ottica di prevenzione pianificare lo sviluppo futuro delle nostre coste e le azioni di protezione e consolidamento su larga scala, limitando gli interventi puntuali che, se pur mitigando una criticità specifica, spesso trasferiscono il problema al tratto costiero limitrofo”


26 Gennaio

Maltempo provoca frana a Niscemi più di mille sfollati

Il territorio del sud Italia è dilaniato dal maltempo, nelle prossime è previsto un peggioramento delle condizioni meteorologiche. Le politiche attive per la messa in sicurezza del territorio, a fronte del cambiamento climatico, sono inesistenti. La rivolta della destra al potere contro ogni azione di progresso verso i territori di Calabria, Sicilia e Sardegna sono falliti, a causa della presunzione di voler opprimere i cittadini nella morsa del totale abbandono. A pagarne le conseguenze disastrose in queste ore è la popolazione di Niscemi, vede franare i propri sacrifici di una vita. Il paese di circa 25 mila abitanti della provincia di Caltanissetta, è isolato. La protezione civile della regione sicilia rende noto:”Nella giornata odierna si è attivata una frana nell’area del torrente Benefizio, nel territorio comunale di Niscemi. Il movimento franoso ha interessato la strada provinciale SP10, nel tratto di collegamento con il centro abitato, in particolare in prossimità del quartiere Sante Croci, con un cedimento stimato di circa sei metri”. “Su disposizione del direttore generale del Dipartimento regionale della Protezione civile, Salvo Cocina, è in corso il trasferimento da Palermo di centinaia di brandine destinate all’allestimento delle aree di accoglienza per gli sfollati presso il Palazzetto dello Sport “Pio La Torre”. La vita dei cittadini nel quartiere Sante Crocisi è fermata, più di 1000 gli sfollati, a causa del crollo della propria casa e attività commerciale. Il sindaco Massimiliano Conti:”La situazione continua a peggiorare perchè si sono registrati altri cedimenti. In nottata, si è verificato un taglio verticale di 25 metri. Stiamo lavorando, di comune accordo con la Protezione civile a un’alternativa. Per non lasciare il paese isolato, potrebbe essere realizzata un’altra strada. La situazione è drammatica”. Il capo dipartimento della protezione civile Fabio Ciciliano:”Gli sfollati a Niscemi stanno aumentando perché la frana non è ferma, quindi mano a mano che continua il fronte di frana entra dentro la città e diventa sempre più importante aumentare il numero degli evacuati”. “Tre delle quattro strade che raggiungono Niscemi sono sulla frana e poi c’è il problema delle scuole, dell’ospedale e quindi c’è un problema di vita ordinaria che non è più ordinaria, che domani dovrà essere affrontata. L’azione di scivolamento della frana si vede a occhio nudo, quindi significa che è molto grave”. Ciciliano domani sarà a Niscemi e Caltanissetta:“Per incontrare il sindaco, il prefetto e per fare un sopralluogo diretto, per ragionare sulle soluzioni temporanee d’emergenza che però devono essere messe in campo subito e quelle che poi saranno le condizioni future di quel territorio martoriato da tanto tempo. È una frana molto importante, quindi ci saranno da prendere decisioni serie”


Consiglio dei ministri delibera lo stato d’emergenza per Calabria Sicilia e Sardegna – Stanziati 100 milioni di euro

Trova la facile soluzione, dopo il disastro, il consiglio dei ministri, divide 100 milioni di euro equamente tra le regioni colpite dal maltempo. Una magra consolazione per i territori che in queste ore lottano per sopravvivere sperando nella ricostruzione, L’assenza dello Stato si fà sentire, l’attacco indifferente spezza l’Italia in due. Dalle poltrone le infrastrutture continuano a trattenere 14 miliardi di euro per egocentrismo, cercando di sventrare il territorio di Calabria e Sicilia con il ponte sullo stretto, una fissazione egocentrica per sentirsi al di sopra del potere e avallare un opera che distrugge un territorio che in queste ore ha mostrato la fragilità al cambiamento climatico. Al cospetto del Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci, il consiglio dei ministri:”ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza, per dodici mesi, in conseguenza degli eccezionali eventi meteorologici che, a partire dal 18 gennaio 2026, hanno colpito il territorio della Regione Calabria, della Regione autonoma della Sardegna e della Regione Siciliana e che hanno determinato una grave situazione di pericolo per l’incolumità delle persone e gravi danni ai litorali coinvolti, con conseguenze rilevanti sulle attività economiche e produttive, sui beni pubblici e privati, sulle infrastrutture e sui servizi pubblici. Lo stato d’emergenza è dichiarato sulla base della individuazione dei Comuni desumibili dalle richieste regionali e suscettibile di specificazione con ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile. Per l’attuazione dei primi interventi, nelle more della valutazione dell’effettivo impatto dell’evento, sono stati stanziati 100 milioni di euro, da ripartire equamente tra le tre Regioni, a valere sul Fondo per le emergenze nazionali. Hanno partecipato alla riunione, appositamente invitati, i Presidenti delle tre Regioni interessate”. Al termine del consiglio dei ministri in una nota Musumeci dichiara:”L’attività di ricostruzione sarà
coordinata dai rispettivi presidenti di Regione, nominati oggi
commissari delegati con ampi poteri di deroga”


Caso Almasri l’Italia deferita all’Assemblea degli Stati

I giudici della Camera preliminare della Corte Penale Internazionale hanno deferito l’Italia all’Assemblea degli Stati parte dello Statuto di Roma della Corte penale internazionale per il caso Almasri. LA decisione è stata presa dai giudici della corte penale internazionale che discuterà il dossier il prossimo dicembre. I giudici contestano all’Italia il mancato rispetto degli obblighi internazionali per non aver proceduto alla richiesta di arresto e consegna del generale libico accusato di crimini contro l’umanità


Il Tribunale di Roma ha annullato la sanzione da 150mila euro richiesta dal Garante della Privacy alla Rai per la diffusione dell’audio tra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie da parte di Report

Il tribunale di Roma ha accolto il ricorso dell Rai contro la multa di 150 mila euro richiesta dal Garante per la Privacy per la diffusione, da parte della trasmissione giornalistica Report, per la divulgazione dell’audio, nella puntata dell’8 dicembre 2024, tra l’ex ministro Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini sul contratto di Maria Rosaria Boccia, aspirante consulente del dicastero della Cultura. “II Tribunale ravvisa la sussistenza dell’interesse pubblico alla diffusione della notizia, poiché la vicenda, sebbene permeata da profili di natura personale, assume una sostanziale rilevanza pubblica. Le conversazioni telefoniche intercorse tra l’ex Ministro e la moglie attengono al tema, di sicuro interesse, relativo alla possibilità che l’assegnazione di alte cariche istituzionali, anziché ispirate alla miglior cura dell’interesse pubblico, possano essere influenzate da questioni di natura squisitamente personale”


Poliziotto spara a un ragazzo marocchino

Durante un controllo antidroga in via Impastato a Milano nella zona di Rogoredo, un poliziotto del commissariato mecenate, ha sparato a un ragazzo di 28 anni di origine marocchina con precedenti per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale. secondo la prima ricostruzione della questura, il giovane, si avvicinava agli agenti mentre arrestavano uno spacciatore, puntando una pistola a salve. Dopo aver intimato di fermarsi, un agente ha sparato alla testa il giovane marocchino. Sono state aperte le indagini della Questura di Milano, coordinate dalla pm di turno Giovanni Tarzia e dal procuratore Marcello Viola. Gli inquirenti ascolteranno l’agente che ha sparato, per ricostruire la dinamica di quanto accaduto


25 Gennaio

Trump offende i soldati Nato in guerra in Afghanistan

3486 militari Nato caduti nei 20 anni di guerra in Afghanistan sono stati presi di mira dalle parole di Trump, come fossero codardi al fronte. Il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato:”Non abbiamo mai avuto bisogno di loro, non gli abbiamo neanche chiesto niente, dissero che avrebbero mandato dei militari in Afghanistan, l’hanno fatto, ma sono rimasti un po’ indietro, un po’ lontano dal fronte”. “Non abbiamo mai avuto e mai chiesto niente alla Nato”. Dopo l’11 Settembre la Nato ha invocato l’articolo 5 della difesa collettiva,prevede che “un attacco armato contro un membro della Nato deve essere considerato come un attacco contro tutti i membri”. L’Inghilterra insorge alle dichiarazioni offensive, il principe Harry, tra i militari in Afghanistan, replica a Trump, difendendo la memoria di 457 militari inglesi morti in combattimento, in una nota rilasciata dal suo portavoce ha ricordato che:”Nel 2001 la Nato ha invocato l’Articolo 5 per la prima e unica volta nella storia. Ciò significava che ogni nazione alleata era obbligata a schierarsi al fianco degli Stati Uniti in Afghanistan, nel perseguimento della nostra sicurezza comune. Gli alleati hanno risposto a quell’appello”. Il principe Harry ricorda di aver”prestato servizio lì. Ho stretto amicizie che dureranno tutta la vita. E ho perso amici lì”. Furono uccisi 457 militari britannici. “Migliaia di vite sono state cambiate per sempre. Madri e padri hanno seppellito figli e figlie. Bambini sono rimasti senza genitori. Le famiglie ne hanno pagato il prezzo”. “Questi sacrifici meritano di essere raccontati con sincerità e rispetto, mentre restiamo tutti uniti e leali nella difesa della diplomazia e della pace”. L’Italia difende il merito dei caduti in guerra, 53 soldati italiani caduti e oltre 700 feriti, Meloni rilascia una dichiarazione invocando il rispetto che lega l’amicizia tra Stati Uniti e Italia. Si legge nella dichiarazione della Meloni:”Il Governo italiano ha appreso con stupore le dichiarazioni del Presidente Trump secondo cui gli alleati della NATO sarebbero “rimasti indietro” durante le operazioni in Afghanistan. Dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, la NATO ha attivato l’Articolo 5 per la prima e unica volta nella sua storia: un atto di solidarietà straordinario nei confronti degli Stati Uniti. In quell’imponente operazione contro chi alimentava il terrorismo, l’Italia rispose immediatamente insieme agli alleati, dispiegando migliaia di militari e assumendo la piena responsabilità del Regional Command West, una delle aree operative più rilevanti dell’intera missione internazionale. Nel corso di quasi vent’anni di impegno, la nostra Nazione ha sostenuto un costo che non si può mettere in dubbio: 53 soldati italiani caduti e oltre 700 feriti mentre erano impegnati in operazioni di combattimento, missioni di sicurezza e programmi di addestramento delle forze afghane. Per questo motivo, non sono accettabili affermazioni che minimizzano il contributo dei Paesi NATO in Afghanistan, soprattutto se provengono da una nazione alleata. Italia e Stati Uniti sono legati da una solida amicizia, fondata sulla comunanza di valori e sulla collaborazione storica, ancora più necessaria di fronte alle molte sfide in atto. Ma l’amicizia necessita di rispetto, condizione fondamentale per continuare a garantire la solidarietà alla base dell’Alleanza Atlantica”


Naufragio nel mediterraneo 50 persone morte

Il 23 Gennaio Alarm Phone ha segnalato almeno 3 imbarcazioni provenienti dalla Tunisia, avvisando che le condizioni meteorologiche e il passaggio del ciclone Harry, mettevano in pericolo la vita dei migranti. Italia e Tunisia sono state informate. Venerdì una delle tre imbarcazioni è naufragata nel Mediterraneo a causa del mal tempo, sono morte 50 persone, un solo naufrago è stato recuperato in acqua dalla motonave Star, portato a Malta e ricoverato in ospedale. L’uomo ha testimoniato l’orrore vissuto durante il naufragio. L’imbarcazione è partita dalla Tunisia il 22 Gennaio, il giorno dopo, a causa del mal tempo, è naufragata. Aggrappato a un pezzo del relitto ha galleggiato nelle acque del mediterraneo, sino all’arrivo della nave. La guardia costriera italiana da Lampedusa ha inviato le motovedette per la ricerca dei naufraghi, senza avere alcun risultato. Sempre lo scorso 22 Gennaio, due gemelline di un anno sono scomparse in mare durante la traversata dalla Tunisia. La madre è riuscita a salvarsi e sbarcare a Lampedusa con altre 61 persone, risulta morto un naufrago dalle testimonianze raccolte. Altro soccorso è stato effettuato dalla Ong SeaWatch, ha messo in salvo 18 persone a bordo di un barchino in difficoltà. Tra loro due bambini piccoli. Il porto di sbarco assegnato è Catania, arriveremo domani 26 Gennaio. La Ong scrive su X:”Il soccorso è avvenuto in acque internazionali in SAR libica. Poiché non comunichiamo alle autorità libiche le nostre posizioni di soccorso, viste le continue violazioni dei diritti umani, rischiamo sanzioni in Italia”


Al Mit Salvini ospita l’estremista di destra Tommy Robinson

Orgoglioso dell’incontro al ministero dei trasporti che presiede, Salvini posta la foto sorridente e la stretta di mano con il Tommy Robinson, appartenente dell’ultradestra extraparlamentare anti-migranti e anti-islamica del Regno Unito. Un’attacco ai valori della costituzione italiana che ripudiano il fascismo e l’estremismo. Nella consapevolezza di sentirsi al di sopra del ruolo provvisorio che ricopre in totale insufficienza alle infrastrutture dei trasporti, Salvini riduce il ministero in un covo di ospiti estremisti fascisti. E così l’Italia diventa zimbello a livello internazionale, rimarcando l’errore di avere al potere persone che non la rappresentano. Il ministro dei pseudo trasporti, anzichè occuparsi del dissesto idrogeologico delle regioni del sud Italia, Calabria, Sardegna e Sicilia, colpite dal ciclone Harry e attuare politiche attive alla tutela del territorio in ambito delle infrastrutture, si veste da generale della armate pro estremiste e rilascia la dichiarazione:”È stato un onore per me stringere la mano a un uomo al quale ho guardato fin dall’inizio del mio attivismo, un leader coraggioso, un uomo forte d’Europa, il vicepremier italiano Matteo Salvini”. Dall’opposizione Nicola Frantoianni di Avs scrive su X:”Un ministro della Repubblica Italiana che riceve un personaggio con un curriculum criminale notevole e con amicizie a Mosca discutibili è davvero grave è inaccettabile. Ma Tajani che ne pensa? Vogliamo sapere da lui se il governo italiano tollera sconcezze simili”. Il segretario di Forza Italia Antonio Tajani ha commentato:”È incompatibile con i miei valori, io non lo incontro“. “Salvini vede chi vuole, io non lo incontrerò. Lui fa il suo, noi facciamo il nostro”


23 Gennaio

Greenpace ciclone Harry:”Occorre investire da Nord a Sud in maniera strutturale nella transizione ecologica, finanziando interventi di mitigazione e adattamento alla crisi climatica” – Confagricoltura:”L’urgenza di rafforzare gli strumenti assicurativi e di gestione del rischio, superando la logica esclusiva dei ristori compensativi, spesso insufficienti e lenti

Lascia la firma indelebile il ciclone Harry dell’imminente cambiamento climatico, mette in mostra la fragilità del territorio di fronte la forza della natura e la transazione climatica. A farne le spese sono i cittadini delle regioni del sud Italia. Calabria, Sicilia e Sardegna, raccolgono le macerie dell’incuria e dell’indifferenza dei governi passati e quello presente che di transazione climatica non ne vuole sentir parlare, avallando scelte che continuano a mettere il territorio in pericolo, abbattendosi sulle casse dello Stato, quindi dei cittadini. Non resta che la conta dei danni e le lacrime della collettività, costretta a spalare fango e ricostruire i sacrifici di una vita, senza ricevere aiuto dallo Stato che, per le regione del sud, sappiamo bene, ha una forte repulsione antagonista, attuando sprechi irrisori per il proprio compiacimento, e restituire favori elettorali di promesse passate dei governi di Berlusconi, il Ponte sullo stretto ne è l’esempio, un opera che mette in pericolo il territorio di Calabria e Sicilia, voluto dalle mafie e contrastato da ogni legge della natura. Per questa volta, madre natura, ha risparmiato la vita della persone sottoposte al cambiamento climatico, la prossima volta è tutto da stabilire in base a ipotesi contrastanti e improbabili, non quantificabili. E così, dalla presidenza delle regioni interessate, rimane da fare la conta dei danni e dalle sedie comode del governo, viene indetto un consiglio dei ministri per lunedì che, come procedura scontata, in stile ponzio pilato, rimanendo sull’argomento la destra cattolica, dichiarerà lo stato d’emergenza, una magra consolazione che si sarebbe potuta evitare se, le politiche attive per la tutela del territorio agli eventi del cambiamento climatico, non fossero state lo scontro politico dell’attuale governo contro l’opposizione e l’Unione Europea. Va il “merito”, alla Meloni e ai suoi alleati, di aver abbattuto, attraverso il ciclone Harry, la forza dei territori fragili, compromettendo la prima risorsa su cui si sostengono, il turismo, e incidere sulla fonte di guadagno e sostentamento del prodotto interno lordo delle regioni, ovvero l’agricoltura, comparto, su cui il governo Meloni ha retto l’assenso per il benestare del suo governo, colpendo con un tiro inequivocabile, il fallimento delle politiche per il comparto agricolo. Per Calabria, Sicilia e Sardegna, Greenpace traccia un report dettagliato sul passaggio e gli effetti del ciclone Harry. Simona Abbate della campagna Clima di Greenpeace Italia:”Il 2026 è appena iniziato, e sono passati solo due mesi dall’alluvione del Friuli-Venezia Giulia, che l’Italia è già investita da un nuovo grave evento climatico estremo. La devastazione dell’uragano Harry evidenzia ancora una volta come il nostro Paese sia esposto con sempre maggiore intensità e frequenza agli effetti del surriscaldamento globale”. “In Italia molte persone ormai lo vivono sulla loro pelle, mentre il governo anziché tutelarci continua a fare scelte energetiche che rischiano di aggravare la situazione, immaginando di fare del nostro Paese un hub del gas per compiacere le industrie dei combustibili fossili. Per evitare altri disastri occorre invece investire da Nord a Sud in maniera strutturale nella transizione ecologica, finanziando interventi di mitigazione e adattamento alla crisi climatica”. L’uragano Harry è stato alimentato da un Mediterraneo sempre più caldo (fino a picchi massimi di oltre 2,5°C sopra la media climatologica), ricorda Greenpeace. È ormai scientificamente provato che l’aumento delle temperature marine, causato dai cambiamenti climatici, intensifica la violenza di questi fenomeni estremi. Secondo il Climate Risk Index 2025, dal 1993 al 2022 nel mondo sono andate perse più di 765 mila vite e si sono registrate perdite economiche dirette per quasi 4 200 miliardi,di dollari, dovute a oltre 9.400 eventi meteorologici estremi, con l’Italia terzo Paese al mondo fra i più colpiti. Senza una drastica riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, l’aumento atteso del livello del mare entro il 2100 modificherà irreversibilmente la morfologia attuale del territorio italiano, con una previsione di allagamento fino a 5.500 km2 di pianura costiera, dove si concentra oltre la metà della popolazione italiana. “Siamo stanchi di contare danni e vittime, e anche di continuare a vedere derubricati per l’ennesima volta gli effetti della crisi climatica a generici “danni dovuti al maltempo”, peraltro senza l’adeguata attenzione mediatica che eventi di tale portata meriterebbero. Mentre succedeva tutto questo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni continuava a professare sudditanza energetica a Trump e al gas americano, e il vicepremier Salvini, al convegno NGV Italy, ribadiva la sua fedeltà ai motori a combustione interna e all’industria fossile, promuovendo a gran voce una deregulation sui temi ambientali: la ricetta perfetta per il collasso climatico. I dati scientifici pubblicati quotidianamente sono inequivocabili: se Meloni e Salvini continueranno a fare gli interessi dell’industria fossile e di chi ne trae profitto, condanneranno gli italiani a essere tra le popolazioni europee più colpite dagli eventi estremi, con conseguenze sempre più disastrose e danni incalcolabili”. Confagricoltura traccia il resoconto dei danni per Calabria, Sicilia e Sardegna:”Il ciclone Harry ha colpito duramente Sicilia, Sardegna e Calabria, provocando danni ingenti alle produzioni agricole e alle infrastrutture rurali. In base al primo censimento da parte della Regione siciliana, i danni provocati dal maltempo ammontano a 741 milioni di euro. Le province più colpite sono Catania (244 milioni), Messina (202,5 milioni) e Siracusa (159,8 milioni). Sono esclusi da questa stima i danni economici subiti dalle attività produttive, ricettive e turistico‑balneari dovuti alla sospensione delle operazioni durante il ripristino delle strutture, così come i danni al settore agricolo, la cui valutazione sarà fornita dall’assessorato all’Agricoltura. Confagricoltura regionale sta effettuando una verifica capillare tramite gli uffici zona delle Unioni provinciali, nelle campagne di Messina, Catania e Siracusa, risultate le più colpite dal maltempo. In Sardegna, dopo la prima fase di emergenza, emerge un quadro di devastazioni diffuse, in particolare nei versanti meridionali ed orientali dell’isola, con coltivazioni compromesse e numerose strade rurali danneggiate. Confagricoltura Sardegna ha sottolineato la necessità di avviare rapidamente la ricognizione dei danni e di individuare risorse adeguate per i ristori e per la ripresa produttiva, riconoscendo al contempo il lavoro della Protezione civile regionale. Evidenzia inoltre l’urgenza di rafforzare gli strumenti assicurativi e di gestione del rischio, superando la logica esclusiva dei ristori compensativi, spesso insufficienti e lenti. L’Organizzazione ribadisce la necessità di un tavolo tecnico permanente sulla crisi climatica, che coinvolga istituzioni, università e centri di ricerca, per una programmazione efficace e duratura. Sia in Sicilia sia in Sardegna, Confagricoltura assicura, in queste ore e nei prossimi giorni, il proprio impegno a sostegno delle imprese agricole e collaborerà con le istituzioni locali e regionali per favorire la ricostruzione e il ripristino delle attività produttive nel minor tempo possibile. La Regione Calabria nel frattempo ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità naturale per sostenere le aziende agricole di alcune province, che hanno subito danni a strutture e infrastrutture, tali da mettere a rischio la continuità produttiva di molte realtà locali”


22 Gennaio

Trump firma l’atto costitutivo del Board of peace

Prende vita il nuovo organismo che gestirà le sorti della rinascita sulla striscia di Gaza. 22 paesi hanno aderito all’iniziativa voluta da Trump. Tra i paesi firmatari, non sono mancate le figure estremiste che hanno reso le sorti di Gaza un vero sterminio e genocidio. presente il premeire israelaino Netanyahu, Orban presidente della ormai sottoposta a dittatura Ungheria, Milei presidente argentino di destra. Non hanno aderito all’accordo Francia, Regno Unito, Norvegia, Svezia e Slovenia, Germania e Italia, per quest’ultima Meloni ha chiarito in un intervista televisiva:”C’è un problema di compatibilità “tra lo statuto del Board e l’articolo 11 della Costituzione (L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo), “per cui – continua a Meloni – noi possiamo cedere pezzi della nostra sovranità in condizioni di parità tra gli Stati”. Non si sono espressi: Cina, l’Ucraina, l’India, Canada, l’esecutivo dell’Unione europea, la Russia, e lo Stato Vaticano


Sicilia e Sardegna dichiarano lo stato di emergenza regionale. La Calabria arranca e il presidente della regione si ferma alla conta dei danni

Sicilia e Sardegna hanno dichiarato lo stato di emergenza regionale, si valuta la stima dei danni causata dal ciclone Harry di un miliardo di euro per le regioni colpite dal mal tempo. Colpito il canale di Sicilia, strutture balneari, attività commerciali, strade, ferrovie, porti, attività commerciali. I cittadini e i vigili del fuoco con la protezione civile sono impegnati alla ricostruzione della fascia ionica calabrese e siciliana. Per la Sicilia, una prima stima dei danni è stata fatta dalla Protezione civile regionale e dal presidente della Regione Renato Schifani, al temine della giunta straordinaria, dichiarato lo stato di emergenza per i danni causati dal ciclone, per una spesa di 741,5 milioni di euro. La regione sicilia ha stanziato 50 milioni di euro, a cui se ne aggiungeranno altri 20 milioni. La Sardegna ha dichiarato lo stato di emergenza fino al 22 gennaio 2027. La governatrice Todde, durante il sopralluogo con il capo dipartimento della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano alla spiaggia del Poetto di Cagliari: “Danni per centinaia di milioni”. “Qui stiamo parlando di danni di centinaia di milioni per danni infrastrutturali e anche legati ai beni culturali e ambientali. Prima di discutere di fondi regionali dobbiamo discutere con il governo e avere le giuste risorse. Non è una situazione in cui bisogna reagire di pancia, è una situazione in cui bisogna reagire seriamente”


19 Gennaio

Borse europee in negativo a causa dei dazi annunciati da Trump

Le Borse europee hanno registrato 225 miliardi di capitalizzazione negativa a causa della ritorsione minacciata da Trump d’imporre i dazi al 10% a Febbraio a Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Finlandia, Paesi che hanno inviato contingenti in Groenlandia. L’azione eversiva prevede dal giugno un aumento dei dazi al 25% per gli stessi Stati. La Presidente della commissione europea Ursula von der Leyen:”Ho parlato con il segretario generale della Nato Mark Rutte, il Presidente Francese Emmanuel Macron, il Primo ministro Britannico Keir Starmer, il Primo ministro Tedesco Merz e il presidente del consilgio Meloni, insieme restiamo fermi nel nostro impegno a sostenere la sovranità della Groenlandia e del Regno di Danimarca. Proteggeremo sempre i nostri interessi strategici economici e di sicurezza. Affronteremo queste sfide alla nostra solidarietà europea con fermezza e determinazione”. I paesi sono pronti a dialogare in occasione dell’apertura del World Economic Forum a Davos. A causa della mancata intesa tra la Casa Bianca e la Danimarca, il governo danese non sarà rappresentato a Davos 


14 Gennaio

La scure della vendetta del governo Meloni si abbatte sull’Umbria – Usata l’arma del commissariamento scolastico per non aver rispettato l’ordine del ridimensionamento

Riflessione Blog: Il 14 Gennaio 2025 Valditara a capo del MIM scriveva:””Con le misure odierne offriamo alle regioni che dimensionano condizioni di maggior favore nella realizzazione del servizio. Nessun plesso verrà chiuso, ma vi sarà una scuola meglio organizzata e più vicina agli studenti”. L’effetto della manovra ha portato alla chiusura dei plessi, alla disorganizzazione e all’impossibilità di raggiungere la scuola nei territori isolati, non garantendo l’obiettivo previsto del PNRR, ossia avere una rete capillare sul territorio italiano atta ad offrire opportunità d’istruzione in ogni punto del territorio. Sul fronte Asili, 08 Agosto 2025 Valditara dichiara:”Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato un decreto che autorizza ulteriori 164 interventi, per un investimento complessivo di 103.801.899 euro, destinati alla costruzione di nuovi asili o alla riconversione di edifici non già destinati ad asili in tutta Italia. Queste risorse, destinate per il 78,2% a interventi nel Mezzogiorno, provengono dal fondo di 819,7 milioni di euro stanziato dall’articolo 3 del decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, nell’ambito del “Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia” (Investimento 1.1 – Missione 4, Componente 1 del PNRR), finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU. “Potenziare la rete degli asili nido e delle scuole dell’infanzia significa sostenere concretamente le famiglie, ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire pari opportunità educative sin dai primi anni di vita. Grazie alle risorse del PNRR, diamo ai Comuni gli strumenti per realizzare nuove strutture più moderne e sicure”. A tutt’oggi non si hanno riscontri di miglioramento per i cittadini

Riflessione Blog: Il 14 Gennaio 2025 Valditara a capo del MIM scriveva:””Con le misure odierne offriamo alle regioni che dimensionano condizioni di maggior favore nella realizzazione del servizio. Nessun plesso verrà chiuso, ma vi sarà una scuola meglio organizzata e più vicina agli studenti”. L’effetto della manovra ha portato alla chiusura dei plessi, alla disorganizzazione e all’impossibilità di raggiungere la scuola nei territori isolati, non garantendo l’obiettivo previsto del PNRR, ossia avere una rete capillare sul territorio italiano atta ad offrire opportunità d’istruzione in ogni punto del territorio. Sul fronte Asili, 08 Agosto 2025 Valditara dichiara:”Il Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato un decreto che autorizza ulteriori 164 interventi, per un investimento complessivo di 103.801.899 euro, destinati alla costruzione di nuovi asili o alla riconversione di edifici non già destinati ad asili in tutta Italia. Queste risorse, destinate per il 78,2% a interventi nel Mezzogiorno, provengono dal fondo di 819,7 milioni di euro stanziato dall’articolo 3 del decreto-legge 7 aprile 2025, n. 45, nell’ambito del “Piano per asili nido e scuole dell’infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia” (Investimento 1.1 – Missione 4, Componente 1 del PNRR), finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU. “Potenziare la rete degli asili nido e delle scuole dell’infanzia significa sostenere concretamente le famiglie, ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire pari opportunità educative sin dai primi anni di vita. Grazie alle risorse del PNRR, diamo ai Comuni gli strumenti per realizzare nuove strutture più moderne e sicure”. A tutt’oggi non si hanno riscontri di miglioramento per i cittadini


L’Europarlamento sostiene il multilateralismo della Danimarca e Groelandia dalla mire d’occupazione di Trump

Si legge dalla nota diffusa dalla la Conferenza dei presidenti ha adottato la seguente dichiarazione a sostegno del multilateralismo e dell’ordine internazionale basato sulle regole, nonché a sostegno della Groenlandia e della Danimarca. Il Parlamento europeo sostiene fermamente il multilateralismo e l’ordine internazionale basato sulle regole. Qualsiasi tentativo di minare la sovranità e l’integrità territoriale della Danimarca e della Groenlandia viola il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. La sicurezza dell’Artico è una priorità strategica per l’Unione Europea e siamo fermamente impegnati a salvaguardarla. La strategia artica dell’UE va oltre le semplici preoccupazioni di sicurezza e il nostro impegno a intensificare lo sviluppo sostenibile e la cooperazione con i cittadini della regione è costante. Il Regno di Danimarca, compresa la Groenlandia, è membro della NATO e gode pienamente delle garanzie di sicurezza collettiva dell’Alleanza. Il Parlamento europeo continuerà a rafforzare le capacità di difesa europee e a garantire che gli Stati membri dell’UE rispettino i propri impegni NATO, anche attraverso investimenti sostenuti nella difesa e una forte presenza nella regione artica. La sicurezza artica è garantita nell’ambito della NATO e la Danimarca mantiene accordi con partner chiave, tra cui gli Stati Uniti, per proteggere la regione. Le decisioni riguardanti Danimarca e Groenlandia spettano esclusivamente a Danimarca e Groenlandia, in conformità con le pertinenti disposizioni costituzionali e gli accordi tra Danimarca e Groenlandia. Ricorda che nel 1916 gli Stati Uniti, attraverso un accordo con la Danimarca, dichiararono che la Danimarca aveva piena sovranità sulla Groenlandia. Con questo accordo, gli Stati Uniti riconobbero quindi che tutta la Groenlandia costituiva legittimamente territorio danese. I tentativi esterni di alterare lo status quo sono inaccettabili. Il Parlamento europeo condanna inequivocabilmente le dichiarazioni rilasciate dall’amministrazione Trump in merito alla Groenlandia, che costituiscono una palese sfida al diritto internazionale, ai principi della Carta delle Nazioni Unite e alla sovranità e all’integrità territoriale di un alleato della NATO. Tali dichiarazioni sono inaccettabili e non trovano spazio nelle relazioni tra partner democratici. Il Parlamento europeo invita la Commissione europea e il Consiglio europeo a definire un sostegno concreto e tangibile alla Groenlandia e alla Danimarca, nel rispetto dei principi e del diritto dell’UE, del diritto internazionale e della Carta della NATO“. L’incontro alla Casa Bianca tra Stati Uniti, Groelandia e Danimarca ha rafforzato l’intesa con la Nato e allontnato le mire d’occupazione di Trump. Dopo l’incontro  il vicepremier groenlandese Mute Egede in conferenza stampa ha dichiarato:””I soldati della Nato dovrebbero avere una presenza maggiore in Groenlandia a partire da oggi e nei prossimi giorni. È previsto un aumento del numero di voli e navi militari”. Trump dalo studio ovale afferma:”Non ho intenzione di rinunciare alle opzioni. Il problema è che se la Russia o la Cina volessero occupare la Groenlandia, non c’è nulla che la Danimarca possa fare al riguardo, mentre c’è tutto quello che possiamo fare noi. Lo avete visto la settimana scorsa con il Venezuela. Non posso fare affidamento sul fatto che la Danimarca sia in grado di difendersi da sola”. Il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen, smentisce le affermazioni:”Non è vera la narrativa che ci sono navi da guerra cinesi ovunque”. “Secondo le nostre informazioni di intelligence, non abbiamo navi da guerra cinesi da circa un decennio”


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