Storia di una bomba annunciata alla libertà di stampa

La Storia di una bomba annunciata alla libertà di stampa inizia con la distanza ad avvicinare la verità…

17 Ottobre 2025 viviamo questo:

Sgomento, rabbia, paura…dalla voce del popolo si sente: “Era normale che succedesse…”

La normalità… quella parola che confina per non far vedere la verità, per paura della violenza.

In che modo ci limita?

Basta generare un clima di odio, che sprofonda nell’abisso di menti malate, dissociate dal sistema democratico e associato alla criminalità e che persegue l’obiettivo di sottomissione.

La storia di Peppino Impastato non è una storia passata, ma presente, da ricordare ogni giorno nei nostri 100 passi. La storia che vive il magistrato Gratteri non è il fatto di cronaca, ma è la realtà di ciò che sta accadendo e che viviamo. Il bavaglio al diritto all’informazione veicolato dalla televisione pubblica, è stato messo anche a chi voleva raccontarci come il malaffare entra nelle nostre vite e si avalla delle istituzioni.

Eppure c’è stato negato, la televisione pubblica ha chiuso le porte al programma di Gratteri, provocando una voragine implosa dalle istituzioni all’informazione. Cosa diffondeva di così estremamente pericoloso il magistrato Gratteri da tentare di mettere il bavaglio? Perché la gente non deve essere informata di ciò che non vede? A chi politicamente dà estremamente fastidio considerando l’attacco costituzionale alla magistratura?

Le storie raccontate dalla redazione di Report ai cittadini, non sono frutto di antagonismo mediatico, ma di risveglio della coscienza sociale.

In Italia toccare temi che incrociano il giornalismo alle istituzioni e la criminalità, vuol dire risvegliare l’estremismo integralista radicato.

Se le istituzioni dichiarano guerra al giornalismo libero, mettendo la museruola con atti di sabotaggio indiretto, è conseguente comprendere che la criminalità avalli il diritto di coprire la voce indipendente dei giornalisti. L’esempio palese è il taglio della messa in onda delle puntate di Report e l’accanimento contro la redazione. La rabbia espressa contro persone che lavorano per l’utilità sociale alimenta l’estremismo, l’odio, la rivendicazione, il diritto a poter gestire la vita dell’altro togliendola!

Che poi ci sia il favoritismo giornalistico finalizzato al piacer dilettoso della politica, beh è risaputo!

Basti pensare che per la diffusione del manifesto di Ventotene, durante il periodo fascista, le staffette partigiane persero la vita, mentre i gerarchi opprimevano l’informazione, riducendola in ridicoli articoli soggetti all’obbedienza. La storia insegna!

Ragion per cui, agitare sui palchi l’elogio all’odio contro i giornalisti liberi e poi affondare la spada nelle sedi del parlamento e divulgarlo nelle televisioni monopolizzate dal potere, porta all’estremismo, porta a comprendere che lo Stato avalla il bavaglio giornalistico e l’intimidazione è il mezzo per poterlo indossare.

La conseguenza? La criminalità si fa spazio creando la voragine delle bombe.

Assistiamo al fenomeno giornalaio,

usa il giornalismo come carta da stampare, con la forza dirompente del dominio mentale acquisito sul lettore e inconsciamente e consciamente la lettura non è volta all’informazione, ma alla corrente a cui appartengono! Lì dove il giornalaio comprende che questa scelta è una virata per sostenere il sistema al potere, diventa iena sulla preda, riducendo la forza all’indipendenza giornalistica, così facendo l’estremismo si diverte a mettere bombe, uccidere, massacrare, fare carne da macello per proteggere il despota!

Mi domando: quando la massificazione capirà di essere giornalista e non un blog?

Io sono un blog e oggi ti comunico lettore ciò che penso, vivendo la realtà nella comunità, cercando di diffonderla, esprimendo il mio pensiero, modificandolo per il bene sociale, ma non ho la responsabilità giornalistica di scrivere orazioni partitiche, sotto forma di giornalismo e non ho la responsabilità di comunicarti un evento ingigantendo la situazione, simulando preconcetti. Il giornalista libero è colui che si discosta da tutto questo ed entra nell’asse parallelo del divulgatore, per poi ritrovarsi con le bombe sotto cosa e con la sua vita e quella dei suoi cari in pericolo!

Il 7 maggio 2024 dalla commissione europea si legge:

Un giornalismo indipendente e basato sui fatti contribuisce a proteggere le nostre democrazie mettendo in luce le ingiustizie, chiamando i leader a rispondere delle loro azioni e consentendo ai cittadini di prendere decisioni informate. I giornalisti, che talvolta svolgono la loro professione correndo grandi rischi personali, dovrebbero essere in grado di lavorare liberamente e in condizioni di sicurezza. È questo il cardine dei valori e delle democrazie dell’UE. Questa settimana entrano in vigore due atti legislativi dell’UE che garantiranno una maggiore protezione dei giornalisti e sosterranno ulteriormente la libertà dei media: 

  • Il 6 maggio 2024 hanno iniziato ad applicarsi nuove norme contro le azioni legali strategiche tese a bloccare la partecipazione pubblica (SLAPP), fornendo ai giornalisti e ai difensori dei diritti umani strumenti per contrastare i procedimenti giudiziari abusivi.  
  • Il 7 maggio 2024 entra in vigore il regolamento europeo sulla libertà dei media che sostiene l’indipendenza editoriale e il pluralismo dei media, rafforza la trasparenza e l’equità e promuove una migliore cooperazione delle autorità dei media attraverso un nuovo comitato europeo per i servizi di media.  

Queste iniziative fanno parte di una strategia europea per i media, basata sul piano d’azione per la democrazia europea e sul piano d’azione per i media e l’audiovisivo. Un recente studio mostra inoltre che i paesi dell’UE stanno compiendo progressi nell’attuazione della raccomandazione della Commissione sulla protezione, la sicurezza e l’emancipazione dei giornalisti. Le nuove norme contribuiranno a garantire che i giornalisti possano svolgere il loro lavoro in un panorama mediatico sano. 

Oggi in Italia ci ritroviamo ad affrontare il capitolo inverso a ciò che è la libertà di informazione,

e ripeto, tutto ciò è alimentato da un clima di odio, conflitto, sottomissione!

Il blog ringrazia il giornalista Sigfrido Ranucci e la sua redazione, per:

l’informazione dedicata in questi anni; per aver aperto gli occhi alla società sulla realtà; per avere svelato maschere confinate tra i palazzi del sacro potere; per avere dato un segnale chiaro che, per parlare di democrazia bisogna essere parte della libertà di stampa. Per aver lottato ed essere rimasto nell’ambiente contaminato della televisione pubblica, assuefatta da spettacoli senza contenuto sociale, atti a stordire la mente del cittadino limitando la capacità del pensiero. Per aver dedicato all’intera società un corso gratuito sull’informazione libera, compreso da pochi, ma fastidioso a tanti!

Gente svegliatevi da chi vi fa vedere lustrini artefatti tessuti ad arte solo per brillare!

Chi ha in mano il potere e le parole, in qualunque campo si trovi, manipola la vostra coscienza! Chi ha in mano la penna con un inchiostro artefatto non vi racconta la verità! Chi ha le mani in pasta e comanda il potere, ha le mani sul vostro futuro, abbassare la testa sottomettendosi per il favore avuto o per l’intimidazione ricevuta, non fa di voi un cittadino virtuoso, ma una pecora a cui dare bastonate perché impaurita! E vi assicuro che in ogni gregge che ho incontrato le pecore in massa sono state sacrificate. Tante le storie di gente trovata con le mani in pasta, per nascondere il mandato di qualcuno seduto al potere comodamente! Nessuno si sporca le mani direttamente, ma le farà sempre sporcare all’altro, raccontando storielle!

Siate consapevoli di voi stessi.

In questo momento la democrazia vacilla e la bomba messa sotto casa di un giornalista è la chiara manifestazione di guerra a non sforare i 100 passi!

La nostra costituzione è il cuore della democrazia

Articolo 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

E’ questo che oggi cercano di limitare, intimidendo… con il risonante boato…

A presto

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