Gratteri chiama Figliuolo – L’invasiva commissione interministeriale

Gratteri chiama Figliuolo – L’invasiva commissione interministeriale

Aula bunker di Lamezia terme, un nuovo passa avanti per contenere i fascicoli. La regione Calabria concede la disponibilità dell’edificio difronte all’aula bunker di grandezza di 3.600 metri quadrati, in qualità di Archivio.

Il distretto, diretto dal Procuratore capo dell Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri, raggiunge un altro importante obiettivo e fa risparmiare alle casse dello stato, quindi ai cittadini, 600 mila euro l’anno in canone di locazione.

«Oggi, è l’occasione anche di annunciare che la Regione ci concede altri spazi, una struttura di 3.600 metri per realizzare gli archivi per tutto il distretto. Vuol dire risparmiare altri 600mila euro l’anno di fitti. E questa è una notizia importante».

Nicola Gratteri

In occasione della consegna dell’edificio si è svolta l’inaugurazione ufficiale dell’aula bunker, alla presenza del presidente della Regione, Nino Spirlì,  il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, il procuratore generale, Beniamino Calabrese, e il direttore generale del ministero della Giustizia, Massimo Orlando.

Accento marcato su alcuni temi importanti che riguardano il momento che stiamo vivendo.

Il procuratore Gratteri fà richiesta di rafforzare i centri vaccinali, pensa bene di fare una richiesta precisa al generale Figliuolo:

«È importante creare un centro vaccinale qui – riferendosi all’aula bunker – Anche perché c’è un medico specializzato, tre infermieri, abbiamo anche un’infermeria con tecnologia ultramoderna. Ci sono tutte le condizioni per poterlo fare. Siamo in attesa. La mia idea è quella che la Calabria possa dimostrare al resto d’Italia che cosa può fare in termini di efficienza e organizzazione».

Tra il procuratore e il generale è intercorsa una telefonata,

sembra che il generale abbia accolto positivamente la richiesta del procuratore. Si attendono conferme che avranno una grande ripercussione sugli obiettivi preposti dal magistrato in Calabria.

Fermo nel costruire per la Calabria concretezza, dal primo giorno,

il procuratore, svolge un lavoro encomiabili fino a farlo arrivare al maxi processo Rinascita- scott. Il processo vede protagoniste le Mafie/Ndrine che hanno travolto il territorio, arretrandolo sotto ogni punto di vista, avvallate dal potere politico.

E’ per questo che alla domanda, di cosa ne pensa della Commissione interministeriale per la giustizia nel Mezzogiorno,

voluta dal Marta Cartabia, ministro della Giustizia, e Mara Carfagna, ministro per il Sud e la Coesione territoriale, il procuratore Gratteri risponde con molta chiarezza:

«Le buone prassi dovremmo insegnarle noi e non altri. Il giorno in cui mi sono insediato c’erano 16 anni di arretrati di fascicoli e adesso marciamo con l’attualità. Forse siamo in grado di spiegare come si organizzano gli uffici».

«Se lo stesso ministero della Giustizia dice che il distretto di Catanzaro è l’unico distretto in Italia che durante il periodo Covid ha smaltito il 110% dei fascicoli. Siamo l’unico distretto con segno positivo e ora si sente l’esigenza di creare una struttura per spiegare le buone prassi? Ma quali sarebbero le buone prassi?

Voi pensate di poter sovrapporre un qualsiasi tribunale del nord con i carichi e col tipo di mafie che ci sono in Sicilia, in Calabria, in Basilicata o in Puglia?

E chi dovrebbe insegnare a noi come si organizza un ufficio, nel momento in cui in quattro mesi e mezzo siamo riusciti a fare quest’opera nel momento in cui siamo partiti da un convento del Quattrocento, abbandonato e chiuso da dieci anni, i cui lavori sono stati eseguiti dalla Sovrintendenza alle Belle Arti per riportarlo alla bellezza originaria».

La Commissione nasce con l’idea secondo il Ministro Carfagna,

di verificare la possibile funzionalità nei distretti giudiziari del Mezzogiorno, ma anche formulare proposte per migliorare le condizioni di lavoro degli operatori della giustizia al Sud, superare le carenze relative all’edilizia giudiziaria, applicare l’intelligenza artificiale per una maggiore efficienza dei tempi processuali.

Ora il ministro avrà pure le sue buone intenzioni, ma in Calabria le sarà sfuggito ci sia già tutto questo, come puntualizza lo stesso Procuratore Gratteri.

La commissione che indebolisce le procure

Il ministro, anziché creare una commissione interministeriale, che per ipotesi dovrebbe gironzolare nei distretti e portare all’esterno informazioni tali da indebolire la Procure e mettere a rischio la vita di chi lotta contro la criminalità, dovrebbe incidere sugli obiettivi che ha presentato.

L’ambito di studio della Commissione sarà relativo soprattutto al processo civile, perché solo tagliandone drasticamente i tempi si potranno incentivare gli investimenti e la creazione di un ambiente favorevole allo sviluppo dell’economia. Inoltre, gli approfondimenti effettuati dalla Commissione saranno valorizzati per fornire la dotazione di strutture, beni e risorse umane anche sfruttando i finanziamenti previsti dal PNRR e dal nuovo ciclo di programmazione.

Quindi al sud risorse da investire devono essere una certezza!

Sembra un modo per mettere mano a ciò che il Procuratore Gratteri ha sempre difeso, cercando di non far mai passare informazioni all’esterno, tale da indebolire la propria procura. E’ l’ennesimo atto di inquinamento da parte del potere esecutivo sulla magistratura come da consuetudine!

Il presidente della Corte d’Appello di Catanzaro, Domenico Introcaso

«Ringrazio la Regione Calabria e il ministero alla Giustizia, che hanno reso possibile la celebrazione del processo “Rinascita Scott” in Calabria. Il messaggio forte che è stato dato è che i processi che nascono in Calabria si devono celebrare in Calabria. Ringrazio il presidente Spirlì per l’impegno speso, coadiuvato dal procuratore Gratteri che è stato il filo di Arianna che ha condotto tutta l’attività necessaria. Quello che abbiamo potuto fare tutti noi è trasmettere un messaggio importante: questo non è solo un luogo fisico, ma di relazione sociali e di affermazione della legalità».

 Il procuratore generale, Beniamino Calabrese

«Si è trattato di uno sforzo enorme, in un periodo difficilissimo della nostra storia. Realizzare quest’opera è stato un impegno, ma anche una soddisfazione enorme. Averlo fatto in Calabria, una terra notoriamente massacrata dalla retorica giornalistica che la descrive ultima in tutto, è un po’ la dimostrazione di aver sconfitto questi luoghi comuni. Invece, abbiamo realizzato quest’opera in soli cinque mesi, in piena pandemia e con la sinergia di tutte le istituzioni. Oggi realizziamo un ulteriore tassello grazie alla Regione Calabria, perché prende corpo anche la realizzazione di uno spazio dedicato agli archivi e potrà costituirsi quasi una seconda cittadella giudiziaria»

Gratteri chiama Figliuolo - L'invasiva commissione interministeriale

Bonafede e Gratteri la consegna dell’aula bunker

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