Vibo Valentia Capitale italiana del libro per il 2021

Vibo Valentia Capitale italiana del libro per il 2021

Sai sono quelle giornate in cui ti alzi meccanicamente e fai quello che devi fare, comunque hai sempre lo stesso obiettivo che coltivi da anni, quello di lottare in cui credi e nella terra in cui sei nato.

E allora gli anni passano, cresci cullata dalla bellezza della tua terra che ti avvolge nella sua cultura, che non cessa di incantare chiunque venga.

Ispiratrice di poesie, saggi, narrativa, cucina, archeologia, teatro, studio della lingua, letteratura, ingegneria, innumerevoli voci che accostano Vibo Valentia.

Sono cresciuta in questa piccola città alta dal mare 500 metri. Alle sue spalle le montagne, all’orizzonte il mare. Ogni sera il tramonto si confonde tra i colori chiari e scuri del sole e del cielo, essi si specchiano l’uno nell’altro, ti fanno vedere la meraviglia lontana delle isole Eolie.

Come non puoi innamorarti di questa grande città che riscopre la cultura

La città di Vibo Valentia dev’essere considerata come un centro a continuità di vita dal VII secolo a.C. fino ai nostri giorni.

Per il periodo Magno Greco dai dati archeologici si evince che tra il VI e il V secolo a.C. Hipponion raggiunse il massimo sviluppo con la costruzione della poderosa cinta muraria in opera quadrata con torri circolari con un perimetro di circa 8 km: al suo interno sorgevano quattro aree di culto datate dal VI al IV secolo a.C. collocate sui punti più alti della collina su cui sorgeva la città; ossia Srimbia, Cofino, Belvedere-Telegrafo e Cava Cordopatri. Quest’ultima è situata sul punto più alto della collina, a circa 568 m s.l.m. Sorgeva, invece, a valle, sempre all’interno delle mura, la cosiddetta Necropoli Occidentale utilizzata dal VI al III secolo a.C. Un’altra struttura che avrà molta importanza per le vicende storiche ed economiche di Hipponion sarà l’edificazione del porto, attestato dal V secolo a.C.

Durante il periodo Romano, invece, l’abitato avrà un grande impulso con la costruzione della via Popilia e del suo porto il quale costituiva l’unico scalo sulla costa tirrenica tra Napoli e Reggio. L’abitato raggiungerà il livello più alto della sua monumentalizzazione durante la fase imperiale, come dimostra il ritrovamento del teatro, delle ricche domus, di un complesso termale e di un’area industriale. Tali strutture si trovano in via Sant’Aloe, via Terravecchia e alle spalle dell’attuale Municipio. L’abitato romano si può pertanto asserire che si sviluppò ai piedi della collina e non andò a intaccare, se non in maniera marginale, le aree occupate dagli edifici sacri del periodo magno greco…

Per gentile concessione della Dottoressa in Archeologia Fiammetta Soriano. Diritti riservati

E poi la storia si intreccia alla legenda

La legenda di Diana Recco rende Vibo Valentia misteriosa

La storia di Diana ha origine nel 1500, sotto il dominio della signoria del conte Ettore Pignatelli. Il conte rivendicava l’acquisto della città da Federico II di Aragona ormai scomparso. Il popolo di Monteleone, (questo era il nome di Vibo Valentia a quell’epoca), non vuole la tirannia del Pignatelli e si rivolta. Per domare l’insurrezione il conte Pignatelli affida l’incarico a Giovanni del Tufo.

Egli, con l’inganno di voler discutere sulla questione, invita i capi della rivolta, li cattura e li condanna a morte tagliandogli la testa. Per intimorire il popolo appende le sette teste lungo le merla della torre del castello. Il popolo recatosi per protestare contro la tirannia vide l’orribile scenario, tra i sette martiri vi era anche il fratello e il padre di Diana Recco. Diana preparò in silenzio la sua vendetta e in un momento di debolezza del tiranno, si vendicò uccidendolo durante il matrimonio della figlia a Lavello, in Basilicata. Scappò e non venne mai catturata, ritornò al castello e tutt’oggi si sente lo scalpitio degli zoccoli del cavallo. Diana non andò mai via dalla sua città!

Da questa storia che vi ho raccontato saltellando tra il passato storico e la narrazione leggendaria, nasce l’idea di non andare via da ciò che è parte di me, ma di migliorare un territorio che è posto all’oscuro e all’ombra di infidi e bradipi meccanismi che servono all’egoismo umano. Ma anche per questi, le grandi figure intellettuali, ci hanno aiutato a venire fuori scrivendo testi che accompagnano la conoscenza dal recondito oblio.

C’è chi scrive poesie che aggroviglia in un turbinio di essenza di frasi che non possono far altro che denotare gli aspetti di Monteleuni;

Chi narra del suo passato;

C’è chi ne scrive delle gesta compiute;

Poi ci sono gli scrittori che non allontanano dalla propria terra le proprie opere e le fanno nascere e crescere dove sono nati, anche senza tanta popolarità, basta che ne siano parte.

Oggi 07 Maggio 2021 È Vibo Valentia la Capitale italiana del libro per il 2021
Il ministro della cultura Franceschini: Una bellissima competizione

“È Vibo Valentia la Capitale italiana del libro per il 2021. È stata proclamata all’unanimità”.

Lo ha comunicato in diretta zoom il ministro della cultura, Dario Franceschini al termine della selezione svolta da una giuria di esperti presieduta da Romano Montroni.

“Una bellissima competizione: 23 città, 6 finaliste, una vincitrice. Tutti insieme per sostenere il libro e la lettura. Dopo Chiari e Vibo Valentia, seguiranno per tanti e tanti anni altre città. La Capitale del libro nasce dall’esperienza molto importante della Capitale italiana della Cultura che ha mostrato nelle diverse edizioni la capacità della cultura di
mettere in moto meccanismi virtuosi”

ha dichiarato il ministro Franceschini dopo aver letto le motivazioni della scelta.

Ecco le motivazioni

con cui la commissione presieduta da Romano Montroni e composta da Valentina Alfery, Pierangelo Cappello, Gerardo Casale e Fulvia Toscano
ha proclamato all’unanimità Vibo Valentia Capitale italiana del Libro per il 2021:

“la città prescelta si è distinta per la qualità delle iniziative presentate, esposte con una chiarezza in cui si fondono rigore ed entusiasmo: “L’idea di base,” era scritto nell’introduzione al progetto che ha vinto, “è di far entrare prepotentemente il libro nella vita delle persone”. Un concetto che siamo certi verrà tradotto in comportamenti virtuosi, destinati a lasciare un’impronta duratura. La giuria ha dunque scelto all’unanimità come Capitale del libro 2021 la città di Vibo Valentia, premiando il programma che più degli altri sembra efficace per diffondere e promuovere i libri e la lettura”.

Roma, 7 maggio 2021
Ufficio Stampa MiC

Il Sindaco di Vibo Valentia emozionata ha espresso il pensiero di molti cittadini che hanno il senso identitario e di appartenenza al luogo.

La mia città è sempre stata considerata ultima in tutte le graduatorie e noi vogliamo essere orgogliosamente i primi o comunque concorre orgogliosamente a testa alta in Italia e nel mondo, perchè la città di Vibo Valentia è una città BELLA, ricca, piena di patrimonio, piena di straordinarie bellezze.

Il sindaco di Vibo Valentia è attenta ai suoi cittadini, valorizza il territorio, lo rende innovativo ed è meritevole sopratutto in questo periodo di pandemia di essere accanto alla cittadinanza.

E’ una giornata stupenda. Quando ho avuto l’idea del mio volume “Il tuo quaderno di cucina”, sono andata contro tutti, ma ho trovato la forza, l’idea e la conoscenza. L’ho tratta dal luogo in cui sono nata. Ho creduto nel voler diffondere lo spirito in cui ero nata. In quel momento non era affatto un bel posto per la società comune, ma era solo agli occhi di tanta stampa il covo di mala vita e il luogo in cui l’arretratezza socio culturale portava a denigrare il territorio di Vibo Valentia. Non ho voluto arrendermi a chi dice:”Ormai qui non c’è più niente”, e tutti i giorni lotto per far capire che si può costruire anche in maniera diversa. E’ vero sono tante rinunce ma per ciascuna non farei a cambio con nulla.

I libri sono la cultura della mente

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