Corajisima – Tradizione di Calabria le Ceneri

Corajisima – Tradizione di Calabria le Ceneri

Da una ricerca sul campo di Andrea Bressi, libero ricercatore e referente per la Calabria della Rete Nazionale Bambole Quaresima

Carnevale mio morto malato ci hai lasciato.

Steso su un carretto come un marchese, ricoperto di fiori e un telo di raso bianco, Carnevale è pianto tra lamenti, mangiare, bere e musica che lo accompagna.

Carnevale era sposato con Corajisima, una signora anziana brutta e vestita tutta di nero, in testa un copri capo.

La sera del martedì grasso dopo la veglia funebre, rimasta sola e povera, iniziò a girare per le vie del paese, accese un fuoco dietro il mulino dove vi era il vecchio comune e mise a bollire l’acqua che doveva servire per far scottare la gola di coloro che avrebbero mangiato carne durante la settimana santa.

Il giorno dopo iniziava il mercoledì delle Ceneri.

Corajisima, dopo la morte di Carnevale per scandire i giorni alla quaresima iniziò a filare.

Così, i bambini per timore di incontrarla, evitavano per le sette settimane di quaresima di mangiare carne e dolci.

E con questa storia ogni anno la Calabria si veste di tradizione.

La bambola è realizzata

con armatura in legno, di solito si utilizza un cucchiaio di legno lungo, si imbottisce di materiale spugnoso, la struttura si ricopre di tessuto bianco. Il volto è disegnato.

Il vestito che adorna la bambola è nero con in capo “U mandile” (velo), in tessuto nero, tra le mani sono posti il fuso e la canocchia, simbolo dello scandire del tempo per la quaresima.

La bambola di pezza è vestita di nero per indicare simbolicamente il dolore del lutto, e accostarlo al dolore della Madonna addolorata.

Per scandire il tempo la tradizione vuole che intorno ad una arancia siano puntate sette piume, sulle spalle posti a modo di cordata, fichi secchi, uva passa e castagne. Ognuno di questi elementi sarà tirato ogni domenica di quaresima fino ad arrivare alla domenica di Pasqua.

E così tutte le nonne, sopratutto nella zona della Provincia di Catanzaro e Cosenza, hanno tramandato l’usanza del Mercoledì delle Ceneri come una favola raccontata e un insegnamento dato.

La tradizione segue l’usanza che, sette Corajisima siano poste all’esterno da un lato all’altro di due balconi e che ciascuna sia tolta ogni domenica. Le bambole hanno ciascuna il proprio nome: Anna, Susanna, Rebecca, Diana, Lazzara, Parma e Santa.

Corajisima scadda u cannarozzu

Meravigliosa questa tradizione calabrese che concilia un pò la fantasia alla realtà.

Rimane l’insegnamento ai bambini del senso della quaresima legata alla tradizione fantasiosa di un personaggio rievocativo del passato delle nonne.

Corajisima entra nelle scuole e coinvolge i bambini come attività didattica culturale

grazie all’impegno e alla ricerca di Andrea Bressi referente per la Calabria della Rete Nazionale Bambole Quaresima, che ringrazio per l’impegno, il lavoro e la concessione che mi ha dato di poter parlare di una tradizione che segue un percorso di ricerca e di studi approfonditi in terra di Calabria e non solo.

Vi invito a visitare e seguire la sua pagina per conoscere e approfondire la tradizione delle bambole della quaresima

Da una ricerca sul campo di Andrea Bressi, libero ricercatore e referente per la Calabria della Rete Nazionale Bambole Quaresima
Il giorno delle ceneri

osservato dalla religione cattolica cristiana, segue la funzione religiosa, sulla fronte dei fedeli è posta la cenere delle palme benedette l’anno prima in occasione della benedizione.

I cristiani sono invitati dalla chiesa a rispettare un rigoroso digiuno di carne per i 40 giorni successivi alla Pasqua, giorno in cui per annunciare la resurrezione del Cristo si mangia l’agnello.

Da una ricerca sul campo di Andrea Bressi, libero ricercatore e referente per la Calabria della Rete Nazionale Bambole Quaresima

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