Calabria l’aspra terra in Zona Rossa

Ciao Diario di una quarantena, oggi 06 Novembre 2020, Calabria l’aspra terra in Zona Rossa torna ad essere spenta.

C’è un silenzio diverso.

Tutto ciò che abbiamo costruito con molti sacrifici e rinunce durante il periodo di confinamento è stato sapientemente distrutto dai nostri politici.

Ricordi a Giugno scrivevo Estate – Diario di una quarantena, raccontandoti come girava il mondo in quell’attimo in cui tutto si risvegliava.

Ma nell’effimero sonno e nella beffa che segue il risveglio esiste quell’istante di consapevolezza che, se sei in grado di agganciarlo a te stesso ti riporta con razionalità a ciò che vivi.

Io, il mio risveglio l’avevo maturato a Luglio, quando il governo, con sapiente maestria, era riuscito ad addormentare l’animo del cittadino dalla paura del virus, viziandolo con la dolcezza amara del capitalismo.

Ma la voce controcanto è sempre fioca, rispetto alla massa, e viene coperta lì dove son tutti in fila a far la stessa cosa.

Tutti in vacanza a guardare i paesaggi e a doversi riposare per affrontare un inverno complicato. A correre, e a guadagnare ciò che avevamo perso nei giorni di chiusura. Tutti a non ascoltare chi continuava a dire che, a Luglio, la curva dei contagi, aveva già dato i primi segnali di diffusione del virus.

Ed è così che ad Agosto, mentre il mondo politico e i capitalisti ci facevano vedere come era bello spendere e contagiarsi tra di noi, il virus ha giocato d’anticipo ponendoci davanti la realtà concreta al risveglio.

Copertine di giornali la cui attenzione era rivolta:

verso la classe politica, impegnata in quel momento estivo in un amplesso di oblio fisico e mentale nel dolce peregrinar in mare.

Verso il capitalismo, proteso nella disperazione di dover rinunciare e dover dimenticare i magici viaggi verso le isole sconosciute e costose. Rifugiandosi purtroppo, tra le terre italiane, nella speranza di divertire l’ego, in continua ricerca di un sè perduto dal troppo!

A dire il vero sembravano i personaggi di un libro che ho letto sulla nobiltà italiana, quando ai ricchi iniziarono a togliere i primi privilegi, storditi dalla rinuncia, vagano con la manin alzata effimerando:

«Ma buon Dio come farò senza la mia solita camminata tra i giardini accompagnata dalla mia servitù?»

Mi rimarrà impressa l’immagine dorata di un certo personaggio che preso il covid-19 aveva l’esatta sembianza di un nobile sperduto che ormai aveva perso qualunque punto di riferimento e nella vita aveva iniziato a capire quali fossero i valori reali! Ma in realtà dopo essere guarito è tornato peggio di prima a rincorrere il tutto e il niente!

Sono riusciti a contaminarsi tra di loro e a mettere a rischio, non solo la vita altrui, ma anche posti di lavoro dei lavoratori stagionali.

Infettatisi tra di loro sono corsi a farsi curare per poi dire:

“Il virus è davvero brutto”.

La macchina dei contagi è partita nuovamente senza alcuna azione preventiva per la tutela al cittadino.

Solo chiacchiere in mille decreti scritti ma mai attuati!

La Calabria subisce il colpo più duro. Dopo essere stata denigrata per anni, viene sponsorizzata con l’epiteto da parte della Presidente della regione:

Venite in Calabria, il solo rischio è ingrassare.

Una terra che combatte il virus senza sanità, una terra che avrebbe dovuto esser garantita dal governo, è vista come meta per svernare il virus.

I calabresi hanno fame e il turismo è accettato. La lontananza dalle famiglie porta a riunirsi inconsapevolmente.

Il primo attacco al territorio calabrese lo abbiamo avuto quando, il governo ha creato il caos di rientro con il decreto io resto a casa, aumentando la curva dei contagi.

Curva che è rientrata grazie al buon senso cittadino, che ha capito che, doveva scegliere tra la vita e la morte.

Nel frattempo, la fame iniziava il suo strascicante percorso.

La regione Calabria cerca di riaprire le piccole attività, trova il rifiuto del governo che ostacola l’apertura. Come nei migliori libri di storia italiana che fanno vanto nel mondo, il colore politico ha la meglio sul senso civico.

Solo quando le istituzioni centrali decidono di non attaccare il territorio calabrese, in seno ai conflitti di interesse per colore politico, prodigano l’eroica scelta di mettere a rischio un’intera regione e il turismo si riversa in Calabria.

Agosto e Settembre sono caratterizzati dall’inconsapevolezza a farcela.

Mentre una parte dei cittadini ancora svegli chiedono, cosa si sia fatto per prevenire il virus in termini di tutela sanitaria, non vi è risposta nè da parte della regione, nè da parte del governo, se non lettere, accuse e scontri tra di loro. La calabria paga la scelta del voto contro il dittatoriale sistema governativo.

E’così, caro diario, che la curva dei contagi cresce, non in maniera esponenziale, ma in maniera preoccupante per la sanità calabrese, inesistente e massacrata dall’incuria del commissariamento imposto alla regione dopo la ruberia degli anni precedenti.

Tutto ciò che doveva essere fatto per prevenire, il governo non l’ha neppure pensato! E oggi ci ritroviamo a essere nuovamente chiusi.

Molte le manifestazioni nelle piazze per il dissenso, ma sappiamo bene che il cinismo è politica e si nasconde dietro l’ipocrisia quindi trovano la scorciatoia alle domande dei cittadini a cui viene risposto:

Il vero nemico non è il politico, ma il virus.

I veri nemici del popolo sono i politici che hanno rubato i sacrifici dei cittadini.

In nessuna luogo del paese è garantito il diritto alla salute pubblica. Per fare un tampone devi aspettare giorni o fare lunghe file, quindi scegli di pagarlo, se sei fortunato e ti è rimasto ancora qualche soldo in tasca.

Siamo in un lockdown aperto, siamo in una chiusura alla prospettiva futura, ma devi sapere caro diario che, mentre boccheggiamo il governo ha il tempo per scassare la minchia con il Ponte sullo stretto.

Si evince come, il futuro dei soldi che i politici tanto aspettano come cani con la bava alla bocca, hanno un loro destino!

Tagliare completamente la calabria da qualunque posizione commerciale, ed essere solo un ponte. Il progetto prevede il confinamento di alcune aeree che oggi sono attrattiva turistica.

C’è da evidenziare l’aspetto ecologico, posto alla attenta attenzione dell’unione europea, i piloni di un ponte o un tunnel non possano essere fatti di ferro e cemento biodegradabile! Ragion per cui si parla della calabria solo per sbraitare contro il sistema economico e non per aiutarlo.

Il 4 Novembre la Calabria viene nuovamente commissariata alla sanità, la regione impugna il provvedimento

Il 4 Novembre la Calabria è posta in zona rossa la regione impugna il decreto

Il 6 Novembre i calabresi iniziano la lotta alla fame.

Questa terra che tanti lottano, che tanti offendono, che bramano di dominare, è la terra del mare del sole è del cuore dei calabresi. E’ la terra mia che vivo!

Neppure la parola scusa ai cittadini della Calabria l’aspra terra in Zona Rossa per le mancanza di rispetto che la politica ha avuto. Inquietante il comportamento del Presidente di regione facente funzione a non saper reggere il confronto con i cittadini e a voltar loro le spalle.

Inquietante il comportamento del presidente del consiglio di non aver rispetto e non parlare ai cittadini calabresi e spiegare l’inadempienza di ciò che ha scritto nei suoi decreti azzeccagarbugli.

Non fa nulla ci rialzeremo non elemosinando!

Calabria l’aspra terra in Zona Rossa

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