Dpcm 18 Ottobre – Limite attività ristorazione

Mentre il contagio sale e l’unione europea rimane un’insieme di stati che lotta singolarmente contro il virus cinese, l’Italia cerca di difendere il territorio dall’attacco del virus. Attacco posticipato dato dal fatto che, abbiamo riaperto la nazione dopo e lentamente rispetto altri stati. Non c’è miracolo se non il Dpcm 18 Ottobre – Limite attività ristorazione

Non è sicuramente chiudendoci che si risolve il problema,

quando il problema lo si scatena a monte con consapevolezza.

Era ovvia una nuova ondata, era scontata la modalità! Non è che il virus è cambiato o si è trasformato, siamo noi che ci dobbiamo abituare e accettare un nuovo concetto di vita.

Quindi anziché regalare nuovi dpcm, anziché aprire le regioni in estate come fossero confini chiusi, si sarebbero potuti limitare gli spostamenti all’interno e all’esterno della nazione, e avere una tranciabilità della diffusione più contenuta.

Quindi non avendo ormai scelta cosa facciamo? Massacriamo ciò che possiamo gestire meglio, il lavoratore autonomo!

Mi domando: perchè non chiudere i confini ed evitare migliaia di persone infette! Chiudere i porti ed evitare situazioni come Rosarno in cui la tendopoli contaminata è esplosa in situazione critica rossa? Ridurre Lampedusa in campo profughi infetti? Perchè non intensificare la rete dei tamponi sapendo che ormai possiamo farlo tutti?

Andare in vacanza e tornare neri come il carbone e poi iniziare a far crepare la gente?

Perchè non allestire strutture anche se dormienti covid-19?

Anche i trasporti mi lasciano attonita, spiego, se nel paese i servizi pubblici di trasporto in capienza risultano inferiori rispetto l’esigenza del cittadino, perchè massificare ugualmente e non assumere ditte esterne che aiutino il servizio pubblico.

Esistono, sfruttiamoli, creiamo posti di lavoro, o costerebbero troppo e il cittadino non deve essere tutelato? Tanto le tasse le paghiamo noi, e se per voi è inutile per noi cittadini è necessario. Quindi a pareggio di conti prima di farvi uscire i soldi dei dipendenti statali, dovete fornire garanzie a tutti!

Questo in un paese democratico! Ma mi sfugge ormai il concetto del democratico!

Quindi, data la situazione, bisogna trovare una misura che rinforzi il servizio di trasporto, quel’è?

Scaglionare le ore di entrata delle scuole superiori. Direi che, dovreste lasciare in pace gli studenti.

Mi domando: Perchè ci rimette sempre il cittadino?

Poi mi ridomando: la fila per i tamponi e le file per i vaccini influenza!

Perchè il popolo che paga le tasse deve fare ore di fila e la classe privilegiata ha tamponi a iosa e a dismisura?

In tv effettuano tamponi a perdifiato, in politica, appena ho l’influenza il tampone è pronto ad aspettarli, per il cittadino ci sono le lunghe attese in fila in macchina, per poter fare il tampone! Non ho visto in fila: politici, vip, imprenditori, non li ho visti aspettare ore, ore e ore, eppure postano sui social come fossero vittime di un sistema, si lamentano, diffondono il mal contento!

La differenza qual’è? Che io cittadino sono il coglione che paga le tasse e tu benestante ne hai diritto?

Vero è, che la classe del lavoratore ormai colpita e affondata è, quella del lavoratore autonomo.

La filiera che contribuisce ad aumentare il contagio è la ristorazione! Però il prodotto interno lordo cresce!

C’è un pò di confusione al governo!

Funziona così:

Per mandare avanti la mia impresa acquisto generi di prima e seconda necessità, consumo servizi, e su tutto ciò pago le tasse. Se tu stato limiti, l’insieme di questo circuito rallenta! Oltre l’attività che possiedo, salta il lavoro che, tu stato, cerchi di garantire con manovre economiche insolute, smart working, cassa integrazione, bonus, reddito di emergenza. Quel famoso dato di crescita su cui ti reggi probabilmente oscillerà nella misura in cui tu dai poco spazio allo scambio microeconomico da settore.

Mi sembra di capire che siamo inquadrati stile muli, non che prima non lo fossimo, ma c’era una forma di presa per i fondelli meno esplicita.

Non dimentichiamoci il governo ventennale Berlusconiano, in cui stavano bene gli imprenditori, mentre gli statali erano categoria appesa e tagliata. Ma non dimentico neanche la classe operaia sottopagata e trattata stile compravendita delle vacche secondo la tipologia del contratto sottopagato. Contratto di un giorno, un mese, tre mesi, poi ti licenzio, poi ti riassumo, contributi tagliati, insomma la danza del ricco sul povero!

Oggi tempo di covid-19, lo statale va in vacanza e il lavoratore autonomo lavora per racimolare quello che ha perso. L’imprenditore vorrebbe andare via dall’Italia ma non può, perchè il mondo è pandemico!

Quindi cosa si fà? Faccio un dpcm per l’assembramento, è la via più facile a fronte della legge di bilancio futura!!!

Dpcm 18 Ottobre :

Limite attività ristorazione

Le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 sino alle ore 24,00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo,

e sino alle ore 18.00 in assenza di consumo al tavolo;

resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto,

nonché, fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze;

continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente;

è fatto obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti

Di seguito il file Protocollo linee guida Ristorazione

File name : RISTORAZIONE.pdf

Le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo

alla lettera l), dopo le parole “sono consentite” sono aggiunte le seguenti “dalle ore 8,00 alle ore 21,00”;

l) le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10;

Sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale

Sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale, previa adozione di Protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico, e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro

Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali

Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e a condizione che siano assicurate specifiche misure idonee a limitare la presenza del pubblico;

nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza;

In presenza di assembramento in strade o piazze nei centri urbani, chiusura dopo le ore 21,00

Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.

Rammento ai sindaci il Decreto legge 25 Marzo 2020 – Leggi l’articolo

Art. 3.
Misure urgenti di carattere regionale o infraregionale

  1. I Sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali, né eccedendo i limiti di oggetto cui al comma 1.
Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale

Sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali;

per tali eventi e competizioni è consentita la presenza di pubblico, con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori per manifestazioni sportive all’aperto e di 200 spettatori per manifestazioni sportive in luoghi chiusi, esclusivamente negli impianti sportivi nei quali sia possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere, con adeguati volumi e ricambi d’aria, a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia frontalmente che lateralmente, con obbligo di misurazione della temperatura all’accesso e l’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, enti organizzatori.

Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni Sportive Nazionali;

L’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sono altresì sospese tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale;

Scuola

Fermo restando che l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, per contrastare la diffusione del contagio, previa comunicazione al Ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali

Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica ai sensi degli articoli 4 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999 n. 275, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.00

Le università, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, predispongono, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza in funzione delle esigenze formative tenendo conto dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria ed, in ogni caso, nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca, di cui all’allegato 18, nonché sulla base del protocollo per la gestione di casi confermati e sospetti di covid-19, di cui all’allegato 22; le disposizioni di cui alla presente lettera si applicano, per quanto compatibili, anche alle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica

File name : DPCM_18_ottobre_2020.pdf

Leggi Dpcm 13 Ottobre – Disposizioni cautelative Covid-19

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