La Cina censura i Libri democratici di Hong Kong

Il sogno di una democratica Hong Kong sfuma sempre più nella lenta corrente della censura alla libertà di parola ed espressione. La Cina censura i Libri democratici di Hong Kong

Non c’è atto più antidemocratico che, bandire o censurare un libro in piena garanzia di espressione, particolarmente quando i libri esprimono idee e pensieri pacifici di cambiamento democratico.

E’ quello che sta accadendo a Joshua Wong, Horace Chin e Tanya Chan attivisti democratici e scrittori di Hong Kong.

In un un tweet del 04 luglio 2020 Joshua Wong annuncia:

La nuova legge sulla sicurezza di Hong Kong adottata forzatamente dalla Cina è entrata in vigore.

Le autorità possono gestire la circolazione dei libri e dei loro contenuti. Dopo un’accurata valutazione, il testo sarà rimesso nelle librerie e nei sistemi di ricerca online, così afferma il sistema bibliotecario di Hong Kong, fino allora la censura è l’obiettivo principale per tappare la bocca ai democratici attivisti.

Non si comprende il motivo, dato che i libri censurati sono stati pubblicati negli anni antecedenti alla pandemia, motivo scatenante dell’intervento alla legge sulla sicurezza di Hong Kong .

Gli interventi della partito comunista cinese, mirano a sottomettere la parte considerata opposizione e ribellione al potere politico con l’ausilio delle forze armate che attuano violente azioni sul popolo manifestante. Hong Kong, ancora una volta, diventa meta per la Cina di terra da sottomettere, magari l’essere stata colonia britannica ha reso il popolo memore di democrazia inesistente in Cina.

Ancora una volta nel mondo vengono lesi i diritti civili dell’uomo, fondamentale è la libertà di espressione.

Purtroppo la paura porta alla sottomissione del cittadino che psicologicamente si fà soggiogare dal potere per una forma di protezione a se stesso contro la violenza delle armi a cui l’individuo non può contrastare. E’ così che Hong Kong viene nuovamente isolata.

Tutto questo non è giusto. Il mondo dovrebbe chiedere chiarimenti allo Stato Cinese che continua a giustificare i suoi interventi minatori della libertà individuale come una affare interno alla nazione.

Davvero brutto esempio censurare i libri democratici. In tempi del fascismo sono stati banditi tutti i libri che parlavano di uguaglianza e introdotti i libri fascisti, si poteva leggere e scrivere solo ciò che il potere nazista voleva. Gli esseri umani dovevano avere solo un forma mentis per poter essere sempre sottomessi al potere. Non penso la Cina voglia arrivare a questo, ma leggendo alcuni testi si evince la scrittura conservatrice che limita l’espressione degli ideali.

L’Italia ha lottato per essere libera e ancora oggi lotta. Le testate giornalistiche sono divise tra fazioni di destra e sinistra. I decreti finanziano le testate secondo il piacere politico del giornale più riverente. Rimangono sempre in prima linea gli scrittori indipendenti, e fanno la differenza, per il resto il ruolo di compromesso con il marketing delle case editrici rende la scrittura volatile.

La libertà di espressione è sacra e Joshua Wong, Horace Chin e Tanya Chan, lo stanno insegnando al mondo, li hanno privati di ciò che uno scrittore ama di più l’inchiostro.

Mi auguro La Farnesina, Ministero degli esteri Italiano, voglia chiedere al governo Cinese di allentare la morsa anti democratica che si sta costruendo intorno a Hong Kong. 

Ma l’Italia agli esteri segue Hong Kong o segue la via della seta sapendo che i dazi americani incombono sulla testa dei cittadini italiani? Il governo italiano sa di non essere in Cina quando finanzia le aziende e lascia indietro i cittadini italiani? 

Rammento ai governi autoritari qualora intendessero rispettare la strada democratica che la

Costituzione Italiana

evince un principio fondamentale dei diritti umani che mi auguro vogliano seguire e  introdurre:

Articolo 21

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

La Cina censura i Libri democratici di Hong Kong

La Cina censura i Libri democratici di Hong Kong

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