Estate – Diario di una quarantena

Estate – Diario di una quarantena

Si, finalmente!

Nonostante tutto quello che stiamo vivendo.

Oggi 29 Giugno 2020, ci sono 31 gradi. Il mare è azzurro tonalità estate, è completamente statico nel suo moto, calmo sotto il sole che riscalda finalmente la terra e che riflette negli occhi. Le strade sono infuocate, le scarpe basse e aperte fanno sentire che l’asfalto scotta. Ti guardi intorno e cerchi l’ombra. La pelle brucia al sole, ha già cambiato colore, è tra il rossastro e il bianco, è marcata dalle linee degli abiti. L’unica cosa che pensi è:” La voglia di andare a mare”.

Non c’è sicuramente l’atmosfera degli altri anni. La grande folla si è ridotta. In questo periodo nei piccoli paesini si montavano i palchi per le cosiddette: “Feste per quando vengono i turisti”,  si guardavano le locandine delle sagre. Ogni giorno c’era l’attesa di andare in un posto diverso e cercare un’allegria nuova. Ma quest’anno la paura ci ha segnato, e sono scomparse le bancarelle, le ballate nelle piazze sotto il palco, le risate tra i tavolini con il vassoio dei prodotti tipici; non ci sono, vuoto, forse spento, tutto assopito. Ma nonostante tutto la voglia di farcela non ce la toglie nessuno. Quindi ho tolto fuori tutto ciò che è estate. Ho messo in borsa il telo mare, ho aggiunto un borsellino per mettere la mascherina, il solare che certamente non utilizzerò, predico bene e razzolo male! Aggiungerò un libro per l’estate che devo comprare come al solito passando all’ultimo momento in libreria, quest’anno mi farò compagnia con – Riccardino – l’ultimo libro dello scrittore Andrea Camilleri. Naturalmente lascerò fisso fino settembre nel portabagagli il fastidioso ombrellone, che ormai ha la sua storia, orfano della punta al bastone; che poi mi sono sempre chiesta: ma come fà a sparire nella sabbia la punta? Anche se sai dove l’hai puntato e scavi, non la trovi! Bah misteri! Ho messo in freezer i contenitori del ghiaccio per la borsa termica, perchè è tassativo che se vai a mare qualcosa te la devi mangiare!

In questi giorni ho fatto un giro per perlustrare i posti dove c’è poca gente, ma non è una novità per me, ho sempre amato i luoghi tranquilli, quelli che nelle vicinanze hanno i bar. Così da sentire da lontano la musica dell’estate e dopo aver fatto il bagno, andare a sedermi al tavolino di plastica scottante di colore blu, e mangiare lo stecco! Penso sia la cosa più bella delle vacanze. Che dirti l’immensa libertà di nuotare è scontato che lo dica, ma quest’anno aggiungo al mio set di cose inutili e ingombranti un super ciambellone che ho visto in pubblicità. Mi ci metto su e mi faccio trasportare.

Sicuramente caro diario avrai capito che l’estate è la mia stagione preferita. 

Facendo un giro ho notato quanta difficoltà ci sia ad adeguarsi ai nuovi protocolli di sicurezza per il distanziamento. C’è chi ha rispettato le distanze, c’è chi le ha un pò accorciate, ma va bene così, è giusto vivere, è giusto che quei pochi soldi che ancora circolano siano per tutti, perchè se stiamo ad aspettare, il lezzo politico ci invade e la loro ingordigia ci fa morire. In questi giorni hanno rimesso i vitalizi alcuni senatori, hanno paura di morire di fame in vecchiaia, visto che il covid gli ha fatto vedere come si può essere minuscoli davanti a ciò che non conosci; poverini, miseri dentro l’anima e fuori d’aspetto! Giocano sulla bontà del popolo! Mi auguro crepino tra lezzo e ingordigia pensando a tutto ciò che tolgono agli italiani. Esponenti di destra hanno rievocato il loro stile ormai abitudinario il “ladroniggio legalizzato”. Nel frattempo la storia del pagamento della cassa integrazione e indennità non ha avuto esito tranne che, uno striminzito interessamento da parte del presidente del consiglio Conte che ha chiamato in udienza il ministro dell’economia e il presidente dell’inps. E’ in tendenza social Salvini che è di nuovo in tour per racimolare le comunali, nel suo sogno di governare. Dall’altro lato Di Maio continua a twittare l’aumento in busta paga per i lavoratori. Ma chi lavora? I dipendenti statali e quelli che da anni sono stati messi in contratto a tempo indeterminato, per il resto noi poveri autonomi stiamo ancora aspettando! Ma soldi niente! E tasse molte! E il lavoro è diminuito.

Comunque caro diario io mi metterò su quella grande ciambella, tanto sono piccola e ci entro, e me ne fotto di tutto. Covid mi ha insegnato a vivere alla giornata.

Meglio essere felici con ciò che hai di tuo. Perchè sapere di avere tanto ma con il compromesso di averlo tolto, ti farà sentire un fastidioso ingombrante peso che, alla fine del percorso, porterà via a te ciò che resta di te stesso.

A presto

Estate - Diario di una quarantena

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