Maggio 2020

Diario di una quarantena

L’America lascia OMS

L’America lascia OMS

Ed è così che in questo periodo di pandemia, Trump da un giusto scossone al mondo.

L’America dà il ben servito all’Organizzazione mondiale della Sanità

Il presiedente degli Stati Uniti d’America sveglia nuovamente il mondo dando il ben servito al OMS. Ritiene responsabile l’organizzazione mondiale della sanità della pandemia e della crisi economica che ha provocato Covid-19. Accusa OMS di non aver saputo gestire l’emergenza dal principio, dando l’allarme in tempo del rischio pandemia e coprendo la Cina che nascondeva l’epidemia di un virus che avrebbe portato il mondo in pericolo di vita ed economicamente in retrocessione. 

Continua il Presidente nei suoi Tweet del 29 Maggio.

Stiamo terminando le nostre relazioni con l’Organizzazione mondiale della sanità, che agisce per volere della Cina.

La copertura cinese del virus Wuhan ha permesso alla malattia di diffondersi in tutto il mondo, provocando una pandemia globale che è costata più di 100.000 vite americane e oltre un milione di vite in tutto il mondo

La Cina ha fatto irruzione nelle nostre fabbriche, offuscato il nostro lavoro, sventrato le nostre industrie, rubato la nostra proprietà intellettuale e violato i loro impegni nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio

Per anni, il governo cinese ha condotto uno spionaggio illecito per rubare i nostri segreti industriali”. Il Presidente DonaldTrump sta smantellando la capacità della Cina di usare studenti laureati per rubare proprietà intellettuale e tecnologia dagli Stati Uniti.

Il Presidente Trump tutela la propria nazione da un’organizzazione che, come già scritto e ne consiglio la lettura,  Regolamento sanitario internazionale – Fase 2 Dpcm 26 Aprile  deve, da ordinamento interno: fare raggiungere ai popoli della terra il maggior livello di salute possibile.

Le Funzioni OMS:

  • Contribuire all’eradicazione o eliminazione di malattie
  • Assistere i governi, quando lo richiedano, nel migliorare i servizi sanitari
  • Fornire informazioni, consigli ed assistenza nell’ambito della sanità
  • Promuovere politiche per migliore nutrizione, igiene, ambiente, condizioni di lavoro
  • Proporre accordi e convenzioni internazionali in ambito sanitario
  • Definire norme internazionali su prodotti biologici, farmaceutici, destinati all’alimentazione
  • Promuovere ed indirizzare la ricerca medica
  • Realizzare e sostenere alcuni servizi amministrativi e tecnici (es: epidemiologia, statistica)
  • Informare correttamente l’opinione pubblica

I punti sopra descritti non sono stati rispettati e il presidente degli Stati Uniti d’America esce giustamente dal OMS.

Ciò che regola l’OMS è il:

Regolamento Sanitario Internazionale

Strumento giuridico internazionale che si prefigge di “garantire la massima sicurezza contro la diffusione internazionale delle malattie, con la minima interferenza possibile sul commercio e sui movimenti internazionali, attraverso il rafforzamento della sorveglianza delle malattie infettive mirante ad identificare, ridurre o eliminare le loro fonti di infezione o fonti di contaminazione, il miglioramento dell’igiene aeroportuale e la prevenzione della disseminazione di vettori.

Hong Kong costretta ad essere “Un paese due sistemi”

A peggiorare il conflitto tra Stati Uniti e Cina, è stata l’approvazione da parte dell’Assemblea nazionale del Popolo cinese, della legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong, . L’interferenza delle leggi cinesi al sistema di sicurezza di Hong Kong ormai autonoma, implica venire meno al principio di democrazia ,”Un paese due sistemi”.

Diverse le manifestazioni pacifiche e non dei cittadini di Hong Kong che, tra bandiere e inno americano, chiedono aiuto a Trump.

L’ America risponde chiedendo all’Onu di discutere la legge sulla sicurezza della Cina su Hong Kong. Anche le nazioni: Regno Unito, Australia e Canada si sentono minacciati dalla nuova legge sulla sicurezza.

Gli Stati Uniti avvisano Pechino di ritirare lo status speciale concesso a Hong Kong in termini di relazioni commerciali e rilascio dei visti. Ciò porterebbe Hong Kong ad impoverirsi nuovamente con l’aumento dei dazi e l’uscita degli accordi americani. La Cina risponde che riguarda la loro politica interna e l’America non ha alcun ruolo.


Io non sono cittadina Americana, ma sono contenta di vedere che il presidente Trump lotta per la sua e con la sua gente, anche quando si verificano atti di prevaricazione del potere delle forze dell’ordine sui cittadini. Anche quando le diffrenze razziali dominano l’istinto umano, sapere che il tuo governo è accanto ti rende parte di un unità di stato.

L’America combatte la lotta contro il razzismo

Il poliziotto Derek Chauvin, è stato arrestato con l’accusa di essere il responsabile della morte dell’afroamericano George Floyd a Minneapolis il 25 maggio 2020, mentre lo tratteneva con le ginocchia sul collo provocando il soffocamento. L’uomo era ammanettato. Sono coinvolti nella vicenda i tre colleghi del poliziotto anche loro sollevati dall’incarico. Da tutto ciò è scaturita l’insurrezione del popolo americano che chiede la tutela dei diritti e giustizia per George Floyd. Le sommosse sono violente lo scontro tra poliziotti  e militari sta inasprendo la situazione. Nonostante tutto la casa bianca continua a lavorare per la giustizia del caso e per rilanciare l’america ad una nuova economia.


Io vivo in Italia, i cinesi danno lavoro agli italiani. Con contratti più o meno regolari! Con prodotti molte volte neppure in regola con le direttive europee, come entrano ed escono dall’Italia è pur sempre un mistero! Ti assicuro caro lettore che il brand italiano oggi lo vendi di più nei negozi cinesi. In Fase 2A hanno riaperto i loro immensi negozi pieni di qualunque cosa tu voglia trovare. Non li hai mai visti manifestare o lamentarsi della recessione. Non li vedi al banco dei pegni e neppure a fare i poveri per strada. E ti assicuro che quando è scoppiata in italia l’epidemia loro già sapevano che avrebbero dovuto mettersi in lockdown. Per l’italiano è diverso, ostenta! L’italiano è povero! L’italiano è morto per il covid-19 perchè nessuno gli ha detto di proteggersi! Tra tasse e costo della vita l’italiano alla riapertura Fase 2A, cerca lavoro tra coloro che lo stato ha fatto entrare in Italia durante gli anni 90, ne ha favorito il commercio e l’espansione commerciale negli anni successivi, eppure erano in tanti di loro ad aprire negozi e a non stampare scontrini e i tanti controlli hanno portato alla luce la mafia cinese in Italia.

La Farnesina diverse volte si è recata in Cina, prima della pandemia, per incrementare gli accordi della “via della seta”. Il connubio Italia- Cina porta a favorire l’acquisto dei loro prodotti su quelli Italiani, eppure oggi la stessa Farnesina continua a dire “comprate italiano”, ma favorisce le aperture commerciali cinesi!

La  Cina ha nascosto il virus, poi l’ha reso noto, poi si è diffuso invadendo l’Italia e provocando la perdita di persone care che non dimenticheremo mai nel silenzio assordante del rumore dei carri armati.

Ma la domanda è, perchè tu stato italiano continui a chinare la testa ad un mercato che porta via la proprietà imprenditoriale dei soggetti e la garantisci a chi si insedia nel nostro stato favoreggiano anche l’incursione della malavita?  Perchè non cerchi di aumentare il lavoro tra gli italiani che desiderano aprire catene di negozi e favorisci l’espansione cinese? Perchè oggi un parrucchiere italiano costa 40 euro e uno cinese 20, senza controlli? Perchè un ristorante italiano per andare a mangiare costa in media 30 euro e quello cinese riesce a sopravvivere con le formule di 20 euro? 

Perchè si continua a nascondere la successione degli eventi che realmente hanno maturato la pandemia nel mondo?

Decreto Rilancio - Cassa integrazione - Emersione di rapporti di lavoro "Invisibili"

Decreto Rilancio – Cassa integrazione – Emersione di rapporti di lavoro

Decreto Rilancio – Cassa integrazione – Emersione di rapporti di lavoro “Invisibili”

A capisaldi cerco di porre l’attenzione su alcuni articoli che hanno rilievo importante. Questo governo è molto fantasioso, quando decreta esprime il meglio della sua infinita ricerca alla cosa giusta!

Titolo I
Salute e sicurezza

  • Articoli da 1 a 23 

Art. 3 Modifica all’articolo 2-ter del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020 n. 27

1. All’articolo 2-ter del decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, il comma 5 e’ sostituito dal seguente: “5. Gli incarichi di cui al presente articolo possono essere conferiti anche ai medici specializzandi iscritti regolarmente all’ultimo e penultimo anno di corso della scuola di specializzazione per la durata di 6 mesi. Tali incarichi sono prorogabili, previa definizione dell’accordo di cui al settimo periodo dell’articolo 1, comma 548-bis, della legge 30 dicembre 2018, n. 145, e in ragione del perdurare dello stato di emergenza, sino al 31 dicembre 2020. Nei casi di cui al precedente periodo, l’accordo tiene conto delle eventuali e particolari esigenze di recupero, all’interno della ordinaria durata legale del corso di studio, delle attivita’ formative teoriche e assistenziali necessarie al raggiungimento degli obiettivi formativi previsti. Il periodo di attivita’ svolto dai medici specializzandi esclusivamente durante lo stato di emergenza e’ riconosciuto ai fini del ciclo di studi che conduce al conseguimento del diploma di specializzazione. I medici specializzandi restano iscritti alla scuola di specializzazione universitaria e continuano a percepire il trattamento economico previsto dal contratto di formazione specialistica, integrato dagli emolumenti corrisposti in proporzione all’attivita’ lavorativa svolta.”.

Titolo II
Sostegno alle imprese e all’economia
Capo I
Misure di sostegno

  • Articoli da 24 a 52

Art. 24 Disposizioni in materia di versamento dell’IRAP

1. Non e’ dovuto il versamento del saldo dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive relativa al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2019, fermo restando il versamento dell’acconto dovuto per il medesimo periodo di imposta.

Non e’ altresi’ dovuto il versamento della prima rata dell’acconto dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive relativa al periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, nella misura prevista dall’articolo 17, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, ovvero dall’articolo 58 del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 2019, n. 157; l’importo di tale versamento e’ comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per lo stesso periodo d’imposta.

2. Il comma 1 si applica esclusivamente ai soggetti, diversi da quelli che determinano il valore della produzione netta secondo gli articoli 7 e 10-bis del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, nonche’ dai soggetti di cui all’articolo 162-bis del testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, con ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, lettere a) e b), dello stesso testo unico delle imposte sui redditi, o compensi di cui all’articolo 54, comma 1, del medesimo testo unico non superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge.

3. Le disposizioni del presente articolo si applicano nel rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C(2020) 1863 final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”, e successive modifiche.

4. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze e’ istituito un fondo con una dotazione di 448 milioni di euro finalizzato a ristorare alle Regioni e alle Province autonome le minori entrate derivanti dal presente articolo non destinate originariamente a finanziare il fondo sanitario nazionale. Al riparto del fondo di cui al periodo precedente tra Regioni e Province autonome si provvede con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto legge previa intesa in sede di Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Staro, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano.

5. Agli oneri di cui al presente articolo, valutati in 3.952 milioni di euro per l’anno 2020, si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 30 Riduzione degli oneri delle bollette elettriche

1. Per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020, l’Autorita’ di regolazione per energia reti e ambiente dispone, con propri provvedimenti, la riduzione della spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici, con riferimento alle voci della bolletta identificate come “trasporto e gestione del contatore” e “oneri generali di sistema”, nel limite massimo delle risorse di cui al comma 3, che costituiscono tetto di spesa.

2. Per le finalita’ e nei limiti fissati dal comma 1, l’Autorita’ ridetermina, senza aggravi tariffari per le utenze interessate e in via transitoria e nel rispetto del tetto di spesa di cui al comma 1, le tariffe di distribuzione e di misura dell’energia elettrica nonche’ le componenti a copertura degli oneri generali di sistema, da applicare tra il 1° maggio e il 31 luglio 2020, in modo che: a)      sia previsto un risparmio, parametrato al valore vigente nel primo trimestre dell’anno, delle componenti tariffarie fisse applicate per punto di prelievo; b)      per le sole utenze con potenza disponibile superiore a 3,3 kW, la spesa effettiva relativa alle due voci di cui al comma 1 non superi quella che, in vigenza delle tariffe applicate nel primo trimestre dell’anno, si otterrebbe assumendo un volume di energia prelevata pari a quello effettivamente registrato e un livello di potenza impegnata fissato convenzionalmente pari a 3 kW.

3. Per l’attuazione del presente articolo e’ autorizzata la spesa di 600 milioni di euro per l’anno 2020. Ai relativi oneri si provvede ai sensi dell’articolo 265. Il Ministero dell’economia e finanze e’ autorizzato a versare detto importo sul Conto emergenza COVID-19 istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali nella misura del cinquanta per cento entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto e, per il restante cinquanta per cento, entro il 30 novembre 2020. L’Autorita’ assicura, con propri provvedimenti, l’utilizzo di tali risorse a compensazione della riduzione delle tariffe di distribuzione e misura di cui ai commi 1 e 2 e degli oneri generali di sistema.

Capo II
Regime quadro della disciplina degli aiuti

  • Articoli da 53 a 65

Titolo III
Misure in favore dei lavoratori
Capo I
Modifiche al decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27

Articoli da 66 a 81

Art. 68 Modifiche all’articolo 19 in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario

1. All’articolo 19, del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente: “1. I datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attivita’ lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19″, per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di nove settimane. E’ altresi’ riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di trattamento di cui al presente comma per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020 fruibili ai sensi dell’articolo 22-ter. Esclusivamente per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi, parchi divertimento, spettacolo dal vivo e sale cinematografiche, e’ possibile usufruire delle predette quattro settimane anche per periodi decorrenti antecedentemente al 1° settembre 2020 a condizione che i medesimi abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di quattordici settimane. Ai beneficiari di assegno ordinario di cui al presente articolo e limitatamente alla causale ivi indicata spetta, in rapporto al periodo di paga adottato e alle medesime condizioni dei lavoratori ad orario normale, l’assegno per il nucleo familiare di cui all’art. 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n.69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153.”; b) al comma 2, primo periodo, sono aggiunte infine le seguenti parole: “per l’assegno ordinario, fermo restando l’informazione, la consultazione e l’esame congiunto che devono essere svolti anche in via telematica entro i tre giorni successivi a quello della comunicazione preventiva”; c) al comma 2, secondo periodo, la parola “quarto” e’ soppressa. d) dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti: “2 bis. Qualora la domanda sia presentata dopo il termine indicato nel comma 2, l’eventuale trattamento di integrazione salariale non potra’ aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione”. “2 ter. Il termine di presentazione delle domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attivita’ lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 e’ fissato al 31 maggio 2020. Per le domande presentate oltre il predetto termine, si applica quanto previsto nel comma 2 bis” e) dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente: “3-bis. Il trattamento di cassa integrazione salariale operai agricoli (CISOA), richiesto per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, e’ concesso in deroga ai limiti di fruizione riferiti al singolo lavoratore e al numero di giornate lavorative da svolgere presso la stessa azienda di cui all’articolo 8, della legge 8 agosto 1972, n. 457. I periodi di trattamento sono concessi per un periodo massimo di 90 giorni, dal 23 febbraio 2020 al 31 ottobre 2020 e comunque con termine del periodo entro il 31 dicembre 2020, e sono neutralizzati ai fini delle successive richieste. Per assicurare la celerita’ delle autorizzazioni, le integrazioni salariali CISOA con causale COVID-19 sono concesse dalla sede dell’INPS territorialmente competente, in deroga a quanto previsto dall’articolo 14 della legge 8 agosto 1972, n. 457. La domanda di CISOA deve essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione dell’attivita’ lavorativa. Il termine di presentazione delle domande riferite a periodi di sospensione dell’attivita’ lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 e’ fissato al 31 maggio 2020. Per i lavoratori dipendenti di aziende del settore agricolo, ai quali non si applica il trattamento di cassa integrazione salariale operai agricoli, puo’ essere presentata domanda di concessione del trattamento di integrazione salariale in deroga ai sensi dell’articolo 22.”; f) al comma 6, secondo periodo, le parole: “80 milioni” sono sostituite dalle eseguenti: “1.100 milioni”; g) dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti: “6-bis. Le risorse di cui al comma 6 sono assegnate ai rispettivi Fondi con uno o piu’ decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e trasferite previo monitoraggio da parte dei Fondi stessi dell’andamento del costo della prestazione, relativamente alle istanze degli aventi diritto, nel rispetto del limite di spesa e secondo le indicazioni fornite dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.”; 6-ter. I Fondi di cui all’articolo 26 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 garantiscono l’erogazione dell’assegno ordinario di cui al comma 1 con le medesime modalita’ di cui al presente articolo. Gli oneri finanziari relativi alla predetta prestazione sono a carico del bilancio dello Stato nel limite di 250 milioni di euro per l’anno 2020. Le risorse di cui al presente comma sono assegnate ai rispettivi Fondi dall’INPS e trasferite previo monitoraggio da parte dei Fondi stessi dell’andamento del costo della prestazione, relativamente alle istanze degli aventi diritto, nel rispetto del limite di spesa.”. h) al comma 8, le parole: “23 febbraio 2020” sono sostituite dalle seguenti: “25 marzo 2020”; i) al comma 9, primo periodo, dopo le parole “da 1 a 5” sono inserite le seguenti: “e 7”; le parole “pari a 1.347, 2 milioni di euro” sono sostituite dalle seguenti: “pari a 11.599,1 milioni di euro”.

2. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 11.521,9 milioni di euro per l’anno 2020 si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Alcuni accenni di parte dell’art. 68

  • I datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attivita’ lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID-19”, per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di nove settimane. E’ altresi’ riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di trattamento di cui al presente comma per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020 fruibili ai sensi dell’articolo 22-ter.
  • Esclusivamente per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi, parchi divertimento, spettacolo dal vivo e sale cinematografiche, e’ possibile usufruire delle predette quattro settimane anche per periodi decorrenti antecedentemente al 1° settembre 2020 a condizione che i medesimi abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di quattordici settimane.

  • Ai beneficiari di assegno ordinario di cui al presente articolo e limitatamente alla causale ivi indicata spetta, in rapporto al periodo di paga adottato e alle medesime condizioni dei lavoratori ad orario normale, l’assegno per il nucleo familiare di cui all’art. 2 del decreto-legge 13 marzo 1988, n.69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988, n. 153.”;

Art. 69 Modifiche all’articolo 20 in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano gia’ in Cassa integrazione straordinaria

1. All’articolo 20 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, le parole: “per un periodo non superiore a nove settimane” sono sostituite dalle seguenti: “per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso. E’ altresi’ riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di trattamento di cui al presente comma per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020 fruibili ai sensi dell’articolo 22-ter”;

Art. 70 Modifiche all’articolo 22 in materia di Cassa integrazione in deroga

1. All’articolo 22 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) al comma 1, primo periodo, le parole “nove settimane” sono sostituite dalle seguenti: “per una durata massima di nove settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori cinque settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro ai quali sia stato interamente gia’ autorizzato un periodo di nove settimane. Le predette ulteriori cinque settimane sono riconosciute secondo le modalita’ di cui all’articolo 22-ter e tenuto conto di quanto disciplinato dall’articolo 22-quater. E’ altresi’ riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di quattro settimane di trattamento di cui al presente comma per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020 fruibili ai sensi dell’articolo 22-ter. Per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi, parchi divertimento, spettacolo dal vivo e sale cinematografiche, e’ possibile usufruire delle predette quattro settimane anche per periodi precedenti al 1° settembre a condizione che i medesimi abbiano interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di quattordici settimane.” e, all’ultimo periodo, le parole “ne’ per i datori di lavoro che hanno chiuso l’attivita’ in ottemperanza ai provvedimenti di urgenza emanati per far fronte all’emergenza epidemiologica da COVID-19” sono soppresse;

Capo II
Altre misure urgenti in materia di lavoro e politiche sociali

Articoli da 82 a 103

Art. 82 Reddito di emergenza

1. Ai nuclei familiari in condizioni di necessita’ economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, identificati secondo le caratteristiche di cui ai commi 2 e 3, e’ riconosciuto un sostegno al reddito straordinario denominato Reddito di emergenza (di seguito “Rem”).

Le domande per il Rem sono presentate entro il termine del mese di giugno 2020 e il beneficio e’ erogato in due quote, ciascuna pari all’ammontare di cui al comma 5.

2. Il Rem e’ riconosciuto ai nuclei familiari in possesso cumulativamente, al momento della domanda, dei seguenti requisiti:

a) residenza in Italia, verificata con riferimento al componente richiedente il beneficio; b) un valore del reddito familiare, nel mese di aprile 2020, inferiore ad una soglia pari all’ammontare di cui al comma 5;

c) un valore del patrimonio mobiliare familiare con riferimento all’anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10.000, accresciuta di euro 5.000 per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20.000. Il predetto massimale e’ incrementato di 5.000 euro in caso di presenza nel nucleo familiare di un componente in condizione di disabilita’ grave o di non autosufficienza come definite ai fini dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE), di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159;

d) un valore dell’ISEE inferiore ad euro 15.000. 3. Il Rem non e’ compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennita’ di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ovvero di una delle indennita’ disciplinate in attuazione dell’articolo 44 del medesimo decreto-legge ovvero di una delle indennita’ di cui agli articoli 84 e 85 del presente decreto-legge.

3. Il Rem non e’ altresi’ compatibile con la presenza nel nucleo familiare di componenti che siano al momento della domanda in una delle seguenti condizioni:

a) essere titolari di pensione diretta o indiretta ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidita’;

b) essere titolari di un rapporto di lavoro dipendente la cui retribuzione lorda sia superiore agli importi di cui al comma 5;

c) essere percettori di reddito di cittadinanza, di cui al Capo I del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, ovvero le misure aventi finalita’ analoghe di cui all’articolo 13, comma 2, del medesimo decreto-legge.

4. Ai fini dell’accesso e della determinazione dell’ammontare del Rem:

a) il nucleo familiare e’ definito ai sensi dell’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159;

b) il reddito familiare e’ inclusivo di tutte le componenti di cui all’articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, ed e’ riferito al mese di aprile 2020 secondo il principio di cassa;

c) il patrimonio mobiliare e’ definito ai sensi dell’articolo 5, comma 4, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159; 5.

Ciascuna quota del Rem e’ determinata in un ammontare pari a 400 euro, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza di cui all’articolo 2, comma 4, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, fino ad un massimo di 2, corrispondente a 800 euro, ovvero fino ad un massimo di 2,1 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilita’ grave o non autosufficienza come definite ai fini ISEE.

6. Non hanno diritto al Rem i soggetti che si trovano in stato detentivo, per tutta la durata della pena, nonche’ coloro che sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica. Nel caso in cui il nucleo familiare beneficiario abbia tra i suoi componenti soggetti di cui al primo periodo, il parametro della scala di equivalenza non tiene conto di tali soggetti.

7. Il Rem e’ riconosciuto ed erogato dall’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) previa richiesta tramite modello di domanda predisposto dal medesimo Istituto e presentato secondo le modalita’ stabilite dallo stesso.

Le richieste di Rem possono essere presentate presso i centri di assistenza fiscale di cui all’articolo 32 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, previa stipula di una convenzione con l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS).

Le richieste del Rem possono essere altresi’ presentate presso gli istituti di patronato di cui alla legge 30 marzo 2001, n. 152, e valutate come al numero 8 della tabella D allegata al regolamento di cui al decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali 10 ottobre 2008, n. 193.

8. Ai fini della verifica del possesso dei requisiti di cui al comma 2, lettera c), l’INPS e l’Agenzia delle entrate possono scambiare i dati relativi ai saldi e alle giacenze medie del patrimonio mobiliare dei componenti il nucleo familiare comunicate ai sensi dell’articolo 7, sesto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, e dell’articolo 11, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nelle modalita’ previste ai fini ISEE.

9. Nel caso in cui in esito a verifiche e controlli emerga il mancato possesso dei requisiti, il beneficio e’ immediatamente revocato, ferma restando la restituzione di quanto indebitamente percepito e le sanzioni previste a legislazione vigente.

10. Ai fini dell’erogazione del Rem e’ autorizzato un limite di spesa di 954,6 milioni di euro per l’anno 2020 da iscrivere su apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali denominato “Fondo per il Reddito di emergenza”. L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa di cui al primo periodo del presente comma e comunica i risultati di tale attivita’ al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze. Qualora dal predetto monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, non sono adottati altri provvedimenti concessori. Per gli oneri connessi alla stipula della convenzione di cui al comma 7 e’ autorizzato un limite di spesa pari a 5 milioni di euro.

11. Agli oneri derivanti dal presente articolo pari a 959,6 milioni di euro si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 84 Nuove indennita’ per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19

1. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 27 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, la medesima indennita’ pari a 600 euro e’ erogata anche per il mese di aprile 2020.

2. Ai liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data di entrata in vigore del presente decreto, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019, e’ riconosciuta una indennita’ per il mese di maggio 2020  pari a 1000 euro. A tal fine il reddito e’ individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e nell’esercizio dell’attivita’, comprese le eventuali quote di ammortamento. A tal fine il soggetto deve presentare all’Inps la domanda nella quale autocertifica il possesso dei requisiti di cui al presente comma. L’Inps comunica all’Agenzia delle entrate i dati identificativi dei soggetti che hanno presentato l’autocertificazione per la verifica dei requisiti. L’Agenzia delle entrate comunica all’Inps l’esito dei riscontri effettuati sulla verifica dei requisiti sul reddito di cui sopra con modalita’ e termini definiti con accordi di cooperazione tra le parti.

3. Ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del presente decreto, e’ riconosciuta un’indennita’ per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro.

4. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 28 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, la medesima indennita’ pari a 600 euro e’ erogata anche per il mese di aprile 2020.

5. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 29 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, la medesima indennita’ pari a 600 euro e’ erogata anche per il mese di aprile 2020. La medesima indennita’ e’ riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, ne’ di rapporto di lavoro dipendente, ne’ di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

6. Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, ne’ di rapporto di lavoro dipendente, ne’ di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, e’ riconosciuta un’indennita’ per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro. La medesima indennita’ e’ riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, ne’ di rapporto di lavoro dipendente, ne’ di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

7. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 30 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, la medesima indennita’ e’ erogata anche per il mese di aprile 2020 con un importo pari a 500 euro.

8. E’ riconosciuta un’indennita’ per i mesi di aprile e maggio, pari a 600 euro per ciascun mese, ai lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attivita’ o il loro rapporto di lavoro, individuati nei seguenti:

a)  lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;

b)  lavoratori intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;

c)  lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del codice civile e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020. Gli stessi, per tali contratti, devono essere gia’ iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;

d)  incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attivita’ superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

9. I soggetti di cui al comma 8, alla data di presentazione della domanda, non devono essere in alcuna delle seguenti condizioni:

a) titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente di cui agli articoli 13 e 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81:

b) titolari di pensione.

10. Ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo  che hanno i requisiti di cui all’art. 38 del decreto legge del 17 marzo 2020  n. 18, convertito con modificazioni nelle legge 24 aprile 2020 n. 27, e’ erogata  una indennita’ di 600 euro per ciascuno dei mesi di aprile e maggio 2020; la medesima indennita’ viene erogata  per le predette mensilita’ anche ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019, cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro.   

11. Non hanno diritto all’indennita’ di cui al comma 10 i lavoratori titolari di rapporto di lavoro dipendente o titolari di pensione alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

12. Le indennita’ di cui al presente articolo non concorrono alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 e sono erogate dall’INPS, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 3.840,8 milioni di euro per l’anno 2020. L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa e comunica i risultati di tale attivita’ al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Ministero dell’economia e delle finanze. Qualora dal predetto monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, non sono adottati altri provvedimenti concessori.

13. Ai lavoratori nelle condizioni di cui ai commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 10, appartenenti a nuclei familiari gia’ percettori del reddito di cittadinanza, di cui al Capo I del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, per i quali l’ammontare del beneficio in godimento risulti inferiore a quello dell’indennita’ di cui ai medesimi commi del presente articolo, in luogo del versamento dell’indennita’ si procede ad integrare il beneficio del reddito di cittadinanza fino all’ammontare della stessa indennita’ dovuto in ciascuna mensilita’. Le indennita’ di cui ai commi 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 10 non sono compatibili con il beneficio del reddito di cittadinanza in godimento pari o superiore a quello dell’indennita’. Conseguentemente l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 12, comma 1, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, e’ incrementata di 72 milioni di euro per l’anno 2020.

14. Decorsi quindici giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto si decade dalla possibilita’ di richiedere l’indennita’ di cui agli articoli 27, 28, 29, 30 e 38 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, relativa al mese di marzo 2020. 15. Alla copertura degli oneri previsti dal presente articolo pari a 3.912,8 milioni di euro si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Ti rimando all’articolo Decreto Rilancio – Art 84 – Bonus 600 euro – Procedura Inps troverai la procedura guidata come richiedere l’indennita sul sito inps

Art. 85 Indennita’ per i lavoratori domestici

1. Ai lavoratori domestici che abbiano in essere, alla data del 23 febbraio 2020, uno o piu’ contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali e’ riconosciuta, per i mesi di aprile e maggio 2020, un’indennita’ mensile pari a 500 euro, per ciascun mese.

5. L’indennita’ di cui al presente articolo e’ erogata dall’INPS in unica soluzione, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 460 milioni di euro per l’anno 2020. Le domande possono essere presentate presso gli Istituti di Patronato

Art. 87 Utilizzo risorse residue per trattamenti di integrazione salariale in deroga

 1. L’articolo 1, comma 251, della legge 30 dicembre 2018, n.145, e’ sostituito dal seguente: “251. Ai lavoratori che hanno cessato la cassa integrazione guadagni in deroga nel periodo dal 1° dicembre 2017 al 31 dicembre 2018 e non hanno diritto all’indennita’ di disoccupazione denominata Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) e’ concessa, nel limite massimo di dodici mesi e in ogni caso con termine entro il 31 dicembre 2020, in continuita’ con la prestazione di Cassa integrazione guadagni in deroga, un’indennita’ pari al trattamento di mobilita’ in deroga, comprensiva della contribuzione figurativa. A tale indennita’ non si applicano le disposizioni di cui all’articolo 2, comma 67 della legge 28 giugno 2012, n.92.”

Art. 88 Fondo Nuove Competenze – Contratti collettivi

1. Al fine di consentire la graduale ripresa dell’attivita’ dopo l’emergenza epidemiologica, per l’anno 2020, i contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operative in azienda ai sensi della normativa e degli accordi interconfederali vigenti, possono realizzare specifiche intese di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, con le quali parte dell’orario di lavoro viene finalizzato a percorsi formativi. Gli oneri relativi alle ore di formazione, comprensivi dei relativi contributi previdenziali e assistenziali, sono a carico di un apposito Fondo denominato “Fondo Nuove Competenze”, costituito presso l’Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), nel limite di 230 milioni di euro a valere sul Programma Operativo Nazionale SPAO. 2. Alla realizzazione degli interventi di cui al comma 1 possono partecipare, previa intesa in Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, i Programmi Operativi Nazionali e Regionali di Fondo Sociale Europeo, i Fondi Paritetici Interprofessionali costituiti ai sensi dell’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 nonche’, per le specifiche finalita’, il Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 che, a tal fine, potranno destinare al Fondo costituito presso l’ANPAL una quota delle risorse disponibili nell’ambito dei rispettivi bilanci. 3. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro sessanta giorni dalla entrata in vigore del presente decreto, sono individuati criteri e modalita’ di applicazione della misura e di utilizzo delle risorse e per il rispetto del relativo limite di spesa.

 

Art. 90 Lavoro agile – Smart working

1. Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di anni 14, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attivita’ lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalita’ agile anche in assenza degli accordi individuali, fermo restando il rispetto degli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, e a condizione che tale modalita’ sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. 

2. La prestazione lavorativa in lavoro agile puo’ essere svolta anche attraverso strumenti informatici nella disponibilita’ del dipendente qualora non siano forniti dal datore di lavoro.

3. Per l’intero periodo di cui al comma 1, i datori di lavoro del settore privato comunicano al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in via telematica, i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalita’ agile, ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.

4. Fermo restando quanto previsto dall’articolo 87 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, per i datori di lavoro pubblici, limitatamente al periodo di tempo di cui al comma 1 e comunque non oltre il 31 dicembre 2020, la modalita’ di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, puo’ essere applicata dai datori di lavoro privati a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti; gli obblighi di informativa di cui all’articolo 22 della medesima legge n. 81 del 2017, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL).

Art. 91 Attivita’ di formazione a distanza e conservazione della validita’ dell’anno scolastico o formativo

1. A beneficio degli studenti ai quali non e’ consentita, per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID 19, la partecipazione alle attivita’ didattiche dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale (I e F.P.), dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore ( I.F.T.S.), tali attivita’ sono svolte con modalita’ a distanza, individuate dai medesimi Istituti di istruzione, avuto anche riguardo alle specifiche esigenze degli studenti con disabilita’. 2. Qualora, a seguito delle misure di contenimento del COVID-19, i sistemi regionali di Istruzione e Formazione Professionale (IeF.P.), i sistemi regionali che realizzano i percorsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (I.F.T.S.) e gli Istituti Tecnici Superiori (I.T.S.) non possano effettuare il numero minimo di ore previsto dalla vigente normativa per il relativo percorso formativo, l’anno scolastico o formativo 2019/2020 conserva comunque validita’. Qualora si determini una riduzione dei livelli qualitativi e quantitativi di formazione delle attivita’ svolte, sono derogate le disposizioni di cui all’articolo 4, comma 7 del decreto del Presidente della Repubblica 5 febbraio 2018, n. 22. I medesimi istituti assicurano, laddove ritenuto necessario ed in ogni caso individuandone le relative modalita’, il recupero delle attivita’ formative ovvero di ogni altra prova verifica, anche intermedia, che risultino funzionali al completamento del percorso didattico.

Art. 92 Disposizioni in materia di NASPI E DIS- COLL

1. Le prestazioni previste dagli articoli 1 e 15 del decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 22, il cui periodo di fruizione termini nel periodo compreso tra il 1° marzo 2020 e il 30 aprile 2020, sono prorogate per ulteriori due mesi a decorrere dal giorno di scadenza, a condizione che il percettore non sia beneficiario delle indennita’ di cui agli articoli 27, 28, 29, 30, 38 e 44 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, ne’ di quelle di cui agli articoli 84, 85 e 98 del presente decreto. L’importo riconosciuto per ciascuna mensilita’ aggiuntiva e’ pari all’importo dell’ultima mensilita’ spettante per la prestazione originaria. 2. All’onere derivante dal comma 1 valutato in 613,7 milioni di euro per l’anno 2020 si provvede ai sensi dell’articolo 265.

Art. 93 Disposizione in materia di proroga o rinnovo di contratti a termine

1. In deroga all’articolo 21 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, per far fronte al riavvio delle attivita’ in conseguenza all’emergenza epidemiologica da COVID-19, e’ possibile rinnovare o prorogare fino al 30 agosto 2020 i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato in essere alla data del 23 febbraio 2020, anche in assenza delle condizioni di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81.

Art. 94 Promozione del lavoro agricolo

1. In relazione all’emergenza epidemiologica i percettori di ammortizzatori sociali, limitatamente al periodo di sospensione a zero ore della prestazione lavorativa, di NASPI e DIS-COLL nonche’ di reddito di cittadinanza possono stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2000 euro per l’anno 2020. Il lavoratore percettore del reddito di cittadinanza e’ dispensato dalla comunicazione di cui all’articolo 3, comma 8, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, con riferimento ai redditi percepiti per effetto dei contratti di cui al primo periodo. Conseguentemente l’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 12, comma 1, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, e’ incrementata di 57,6 milioni di euro per l’anno 2020. 2. All’onere derivante dal comma 1 valutato in 58,9 milioni di euro per l’anno 2020 si provvede ai sensi dell’articolo 265. 3. All’articolo 18, comma 3-bis, della legge 31 gennaio 1994, n. 97, dopo le parole: “diffusione del virus COVID-19,”, sono inserite le seguenti: “e comunque non oltre il 31 luglio 2020,”.

Art. 95 Misure di sostegno alle imprese per la riduzione del rischio da contagio nei luoghi di lavoro

1. Al fine di favorire l’attuazione delle disposizioni di cui al Protocollo di regolamentazione delle misure per il contenimento ed il contrasto della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro, condiviso dal Governo e dalle Parti sociali in data 14 marzo 2020, come integrato il 24 aprile 2020, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) promuove interventi straordinari destinati alle imprese, anche individuali, iscritte al Registro delle imprese o all’Albo delle imprese artigiane alle imprese agricole iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, alle imprese agrituristiche ed alle imprese sociali di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017 n. 112, iscritte al Registro delle imprese, che hanno introdotto nei luoghi di lavoro, successivamente alla data di entrata in vigore del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, interventi per la riduzione del rischio di contagio attraverso l’acquisto di:

a) apparecchiature e attrezzature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori, compresi i relativi costi di installazione;

b) dispositivi elettronici e sensoristica per il distanziamento dei lavoratori;

c) apparecchiature per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori rispetto agli utenti esterni e rispetto agli addetti di aziende terze fornitrici di beni e servizi;

d) dispositivi per la sanificazione dei luoghi di lavoro; sistemi e strumentazione per il controllo degli accessi nei luoghi di lavoro utili a rilevare gli indicatori di un possibile stato di contagio; e) dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale.

2. Al finanziamento delle iniziative di cui al presente articolo, fatti salvi gli interventi di cui all’articolo 1, commi 862 e seguenti, della legge 28 dicembre 2015 n. 208, sono destinate le risorse gia’ disponibili a legislazione vigente relative al bando ISI 2019 ed allo stanziamento 2020 per il finanziamento dei progetti di cui all’articolo 11, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, per un importo complessivo pari ad euro 403 milioni.

3. I contributi per l’attuazione degli interventi di cui al presente articolo sono concessi in conformita’ a quanto previsto nella Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020-C (2020) 1863-final “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del Covid-19”, come modificata e integrata dalla Comunicazione della Commissione del 3 aprile 2020-C (2020) 2215-final. L’importo massimo concedibile mediante gli interventi di cui al presente articolo e’ pari ad euro 15.000 per le imprese di cui al comma 1 fino a 9 dipendenti, euro 50.000 per le imprese di cui al comma 1 da 10 a 50 dipendenti, euro 100.000 per le imprese di cui al comma 1 con piu’ di 50 dipendenti. I contributi sono concessi con procedura automatica, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 123.

4. Gli interventi di cui al presente articolo sono incompatibili con gli altri benefici, anche di natura fiscale, aventi ad oggetto i medesimi costi ammissibili.

5. Conseguentemente il bando di finanziamento ISI 2019, pubblicato nella GURI, parte prima, serie generale n. 297 del 19 dicembre 2019, e’ revocato.

6. Al fine di attuare gli interventi di cui al presente articolo, l’INAIL provvede a trasferire ad Invitalia S.p.A. le risorse di cui al comma 2 per l’erogazione dei contributi alle imprese, sulla base degli indirizzi specifici formulati dall’Istituto.

Art. 98 Disposizioni in materia di lavoratori sportivi

1. Per i mesi di aprile e maggio 2020, e’ riconosciuta dalla societa’ Sport e Salute S.p.A., nel limite massimo di 200 milioni di euro per l’anno 2020, un’indennita’ pari a 600 euro in favore dei lavoratori impiegati con rapporti di collaborazione presso il Comitato Olimpico Nazionale (CONI), il Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, riconosciuti dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) e dal Comitato Italiano Paralimpico (CIP), le societa’ e associazioni sportive dilettantistiche, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera m), del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, gia’ attivi alla data del 23 febbraio 2020. Il predetto emolumento non concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e non e’ riconosciuto ai percettori di altro reddito da lavoro e del reddito di cittadinanza di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, del reddito di emergenza e delle prestazioni di cui agli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38 e 44 del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, cosi’ come prorogate e integrate dal presente decreto.

2. Per le finalita’ di cui al comma 1 le risorse trasferite a Sport e Salute s.p.a. sono incrementate di 200 milioni di euro per l’anno 2020.

3. Le domande degli interessati, unitamente all’autocertificazione della preesistenza del rapporto di collaborazione e della mancata percezione di altro reddito da lavoro, e del reddito di cittadinanza e delle prestazioni indicate al comma 1, sono presentate alla societa’ Sport e Salute s.p.a. che, sulla base del registro di cui all’articolo 7, comma 2, del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 luglio 2004, n. 186, acquisito dal Comitato Olimpico Nazionale (CONI) sulla base di apposite intese, le istruisce secondo l’ordine cronologico di presentazione. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 96 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, la medesima indennita’ pari a 600 euro e’ erogata, senza necessita’ di ulteriore domanda, anche per i mesi di aprile e maggio 2020.

4. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con l’Autorita’ delegata in materia di sport, da adottare entro 7 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono individuate le modalita’ di attuazione dei commi da 1 a 3, di presentazione delle domande, i documenti richiesti e le cause di esclusione. Sono, inoltre, definiti i criteri di gestione delle risorse di cui al comma 2, ivi incluse le spese di funzionamento, le forme di monitoraggio della spesa e del relativo controllo, nonche’ le modalita’ di distribuzione delle eventuali risorse residue ad integrazione dell’indennita’ erogata per il mese di maggio 2020.

5. Il limite di spesa previsto dall’articolo 96, comma 1, del decreto-legge 17 marzo 2020, n 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e’ innalzato sino a 80 milioni di euro. Le risorse trasferite a Sport e Salute s.p.a., ai sensi dell’articolo 96, comma 2, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, sono conseguentemente incrementate di ulteriori 30 milioni di euro.

6. Alla copertura degli oneri derivanti dai commi da 1 a 5 pari a 230 milioni di euro per l’anno 2020 si provvede ai sensi dell’articolo 265.

7. I lavoratori dipendenti iscritti al Fondo Pensione Sportivi Professionisti con retribuzione annua lorda non superiore a 50.000 euro possono accedere al trattamento di integrazione salariale di cui all’articolo 22 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, limitatamente ad un periodo massimo di 9 settimane. Al riconoscimento dei benefici di cui al primo periodo del presente comma si provvede nel limite massimo di spesa di 21,1 milioni di euro per l’anno 2020. Al relativo onere pari a 21,1 milioni per l’anno 2020 si provvede ai sensi dell’articolo 265.  

Art. 101 Spese per acquisto di beni e servizi Inps

1. Per consentire lo sviluppo dei servizi finalizzati all’erogazione delle prestazioni destinate a contenere gli effetti negativi sul reddito dei lavoratori dell’emergenza epidemiologica COVID-19, il valore medio dell’importo delle spese sostenute per acquisto di beni e servizi dall’Istituto nazionale della Previdenza Sociale, come determinato ai sensi dell’articolo 1, comma 591, dalla legge 27 dicembre 2019, n. 160, puo’ essere incrementato, per l’esercizio 2020, nel limite massimo di 68 milioni di euro. Alla compensazione dei conseguenti effetti finanziari, si provvede ai sensi dell’articolo 265. .

Art. 102 Spese per acquisto di beni e servizi Inail

1. Per consentire lo sviluppo dei servizi finalizzati all’erogazione delle prestazioni destinate a contenere gli effetti negativi sul reddito dei lavoratori dell’emergenza epidemiologica COVID-19, il valore medio dell’importo delle spese sostenute per acquisto di beni e servizi dall’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, come determinato ai sensi dell’articolo 1, comma 591, dalla legge 27 dicembre 2019, n. 160, puo’ essere incrementato, per l’esercizio 2020, nel limite massimo di 45 milioni di euro. Alla compensazione dei conseguenti effetti finanziari, si provvede ai sensi dell’articolo 265.  

Art. 103 Emersione di rapporti di lavoro

1. Al fine di garantire livelli adeguati di tutela della salute individuale e collettiva in conseguenza della contingente ed eccezionale emergenza sanitaria connessa alla calamita’ derivante dalla diffusione del contagio da -COVID-19 e favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari, i datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ovvero i datori di lavoro stranieri in possesso del titolo di soggiorno previsto dall’articolo 9 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni, possono presentare istanza, con le modalita’ di cui ai commi 4, 5, 6 e 7 , per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale ovvero per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, tuttora in corso, con cittadini italiani o cittadini stranieri. A tal fine, i cittadini stranieri devono essere stati sottoposti a rilievi fotodattiloscopici prima dell’8 marzo 2020 ovvero devono aver soggiornato in Italia precedentemente alla suddetta data, in forza della dichiarazione di presenza, resa ai sensi della legge 28 maggio 2007, n. 68 o di attestazioni costituite da documentazioni di data certa proveniente da organismi pubblici; in entrambi i casi, i cittadini stranieri non devono aver lasciato il territorio nazionale dall’8 marzo 2020.

2. Per le medesime finalita’ di cui al comma 1, i cittadini stranieri, con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno, possono richiedere con le modalita’ di cui al comma 16, un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio nazionale, della durata di mesi sei dalla presentazione dell’istanza. A tal fine, i predetti cittadini devono risultare presenti sul territorio nazionale alla data dell’8 marzo 2020, senza che se ne siano allontanati dalla medesima data, e devono aver svolto attivita’ di lavoro, nei settori di cui al comma 3, antecedentemente al 31 ottobre 2019, comprovata secondo le modalita’ di cui al comma 16. Se nel termine della durata del permesso di soggiorno temporaneo, il cittadino esibisce un contratto di lavoro subordinato ovvero la documentazione retributiva e previdenziale comprovante lo svolgimento dell’attivita’ lavorativa in conformita’ alle previsioni di legge nei settori di cui al comma 3, il permesso viene convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

3. Le disposizioni di cui al presente articolo, si applicano ai seguenti settori di attivita’:

a) agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attivita’ connesse;

b) assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, ancorche’ non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l’autosufficienza;

c) lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.

4. Nell’istanza di cui al comma 1 e’ indicata la durata del contratto di lavoro e la retribuzione convenuta, non inferiore a quella prevista dal contratto collettivo di lavoro di riferimento stipulato dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente piu’ rappresentative sul piano nazionale. Nei casi di cui ai commi 1 e 2, se il rapporto di lavoro cessa, anche nel caso di contratto a carattere stagionale, trovano applicazione le disposizioni di cui all’articolo 22, comma 11, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modificazioni, al fine di svolgere ulteriore attivita’ lavorativa.

5. L’istanza di cui ai commi 1 e 2, e’ presentata dal 1° giugno al 15 luglio 2020, con le modalita’ stabilite con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ed il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali da adottarsi entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, presso:

a) l’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) per i lavoratori italiani o per i cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea;

b) lo sportello unico per l’immigrazione, di cui all’art. 22 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 e successive modificazioni per i lavoratori stranieri, di cui al comma 1;

c) la Questura per il rilascio dei permessi di soggiorno, di cui al comma 2.

6. Con il medesimo decreto di cui al comma 5 sono altresi’ stabiliti i limiti di reddito del datore di lavoro richiesti per la conclusione del rapporto di lavoro, la documentazione idonea a comprovare l’attivita’ lavorativa di cui al comma 16 nonche’ le modalita’ di dettaglio di svolgimento del procedimento. Nelle more della definizione dei procedimenti di cui ai commi 1 e 2 la presentazione delle istanze consente lo svolgimento dell’attivita’ lavorativa; nell’ipotesi di cui al comma 1 il cittadino straniero svolge l’attivita’ di lavoro esclusivamente alle dipendenze del datore di lavoro che ha presentato l’istanza.

7. Le istanze sono presentate previo pagamento, con le modalita’ previste dal decreto interministeriale di cui al comma 5, di un contributo forfettario stabilito nella misura di 500 euro per ciascun lavoratore; per la procedura di cui al comma 2, il contributo e’ pari a 130 euro, al netto dei costi di cui al comma 16 che restano comunque a carico dell’interessato. E’ inoltre previsto il pagamento di un contributo forfettario per le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale, la cui determinazione e le relative modalita’ di acquisizione sono stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro dell’interno ed il Ministro delle politiche agricole e forestali.

8. Costituisce causa di inammissibilita’ delle istanze di cui ai commi 1 e 2, limitatamente ai casi di conversione del permesso di soggiorno in motivi di lavoro, la condanna del datore di lavoro negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per:

a) favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’immigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attivita’ illecite, nonche’ per il reato di cui all’art.600 del codice penale;

b) intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell’articolo 603-bis del codice penale;

c) reati previsti dall’articolo 22, comma 12, del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni. (Lo allego in fondo pagina)

9. Costituisce altresi’ causa di rigetto delle istanze di cui ai commi 1 e 2, limitatamente ai casi di conversione del permesso di soggiorno in motivi di lavoro, la mancata sottoscrizione, da parte del datore di lavoro, del contratto di soggiorno presso lo sportello unico per l’immigrazione ovvero la successiva mancata assunzione del lavoratore straniero, salvo cause di forza maggiore non imputabili al datore medesimo, comunque intervenute a seguito dell’espletamento di procedure di ingresso di cittadini stranieri per motivi di lavoro subordinato ovvero di procedure di emersione dal lavoro irregolare.

10. Non sono ammessi alle procedure previste dai commi 1 e 2 del presente articolo i cittadini stranieri:

a) nei confronti dei quali sia stato emesso un provvedimento di espulsione ai sensi dell’articolo 13, commi 1 e 2, lettera c), del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e dell’articolo 3 del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 luglio 2005, n. 155, e successive modificazioni.

b) che risultino segnalati, anche in base ad accordi o convenzioni internazionali in vigore per l’Italia, ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato;

c) che risultino condannati, anche con sentenza non definitiva, compresa quella pronunciata anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei reati previsti dall’articolo 380 del codice di procedura penale o per i delitti contro la liberta’ personale ovvero per i reati inerenti gli stupefacenti, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’emigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attivita’ illecite;

d) che comunque siano considerati una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone. Nella valutazione della pericolosita’ dello straniero si tiene conto anche di eventuali condanne, anche con sentenza non definitiva, compresa quella di applicazione pronunciata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei reati previsti dall’articolo 381 del codice di procedura penale.

11. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto fino alla conclusione dei procedimenti di cui ai commi 1 e 2, sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore, rispettivamente:

a) per l’impiego di lavoratori per i quali e’ stata presentata la dichiarazione di emersione, anche se di carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale;

b) per l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio nazionale, con esclusione degli illeciti di cui all’articolo 12 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni.

12. Non sono in ogni caso sospesi i procedimenti penali nei confronti dei datori di lavoro per le seguenti ipotesi di reato:

a) favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’immigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attivita’ illecite, nonche’ per il reato di cui all’articolo 600 del codice penale;

b) intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell’articolo 603-bis del codice penale.

13. La sospensione di cui al comma 11 cessa nel caso in cui non venga presentata l’istanza di cui ai commi 1 e 2, ovvero si proceda al rigetto o all’archiviazione della medesima, ivi compresa la mancata presentazione delle parti di cui al comma

14. Nel caso in cui il datore di lavoro impieghi quali lavoratori subordinati, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, stranieri che hanno presentato l’istanza di rilascio del permesso di soggiorno temporaneo di cui al comma 2, sono raddoppiate le sanzioni previste dall’articolo 3, comma 3, del decreto-legge 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 2002, n. 73, dall’articolo 39, comma 7, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dall’articolo 82, secondo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797 e dall’articolo 5, primo comma, della legge 5 gennaio 1953, n. 4. Quando i fatti di cui all’articolo 603-bis del codice penale sono commessi ai danni di stranieri che hanno presentato l’istanza di rilascio del permesso di soggiorno temporaneo di cui al comma 2, la pena prevista al primo comma dello stesso articolo e’ aumentata da un terzo alla meta’. 15. Lo sportello unico per l’immigrazione, verificata l’ammissibilita’ della dichiarazione di cui al comma 1 e acquisito il parere della questura sull’insussistenza di motivi ostativi all’accesso alle procedure ovvero al rilascio del permesso di soggiorno, nonche’ il parere del competente Ispettorato territoriale del lavoro in ordine alla capacita’ economica del datore di lavoro e alla congruita’ delle condizioni di lavoro applicate, convoca le parti per la stipula del contratto di soggiorno, per la comunicazione obbligatoria di assunzione e la compilazione della richiesta del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. La mancata presentazione delle parti senza giustificato motivo comporta l’archiviazione del procedimento.

15. Si procede comunque all’archiviazione dei procedimenti penali e amministrativi a carico del datore di lavoro se l’esito negativo del procedimento derivi da cause indipendenti dalla volonta’ o dal comportamento del datore medesimo.

16. L’istanza di rilascio del permesso di soggiorno temporaneo di cui al comma 2 e’ presentata dal cittadino straniero al Questore, dal 1° giugno al 15 luglio 2020, unitamente alla documentazione in possesso, individuata dal decreto di cui al comma 6 idonea a comprovare l’attivita’ lavorativa svolta nei settori di cui al comma 3 e riscontrabile da parte dell’Ispettorato Nazionale del lavoro cui l’istanza e’ altresi’ diretta. All’atto della presentazione della richiesta, e’ consegnata un’attestazione che consente all’interessato di soggiornare legittimamente nel territorio dello Stato fino ad eventuale comunicazione dell’Autorita’ di pubblica sicurezza, di svolgere lavoro subordinato, esclusivamente nei settori di attivita’ di cui al comma 3, nonche’ di presentare l’eventuale domanda di conversione del permesso di soggiorno temporaneo in permesso di soggiorno per motivi di lavoro. E’ consentito all’istante altresi’ di iscriversi al registro di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n.150, esibendo agli Uffici per l’impiego l’attestazione rilasciata dal Questore di cui al presente articolo. Per gli adempimenti di cui al comma 2, si applica l’articolo 39, commi 4-bis e 4-ter della legge 16 gennaio 2003, n. 3; il relativo onere a carico dell’interessato e’ determinato con il decreto di cui al comma 5, nella misura massima di 30 euro.

17. Nelle more della definizione dei procedimenti di cui al presente articolo, lo straniero non puo’ essere espulso, tranne che nei casi previsti al comma 10. Nei casi di cui al comma 1, la sottoscrizione del contratto di soggiorno congiuntamente alla comunicazione obbligatoria di assunzione di cui al comma 15 e il rilascio del permesso di soggiorno comportano, per il datore di lavoro e per il lavoratore, l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi relativi alle violazioni di cui al comma 11. Nel caso di istanza di emersione riferita a lavoratori italiani o a cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, la relativa presentazione ai sensi del comma 5, lettera a) comporta l’estinzione dei reati e degli illeciti di cui al comma 11, lettera a). Nei casi di cui al comma 2, l’estinzione dei reati e degli illeciti amministrativi relativi alle violazioni di cui al comma 11 consegue esclusivamente al rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro.

18. Il contratto di soggiorno stipulato sulla base di un’istanza contenente dati non rispondenti al vero e’ nullo ai sensi dell’articolo 1344 del codice civile. In tal caso, il permesso di soggiorno eventualmente rilasciato e’ revocato ai sensi dell’articolo 5, comma 5, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e successive modificazioni.

19. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’interno, con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, e’ determinata la destinazione del contributo forfettario, di cui all’ultimo periodo del comma 7. 20. Al fine di contrastare efficacemente i fenomeni di concentrazione dei cittadini stranieri di cui ai commi 1 e 2 in condizioni inadeguate a garantire il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie necessarie al fine di prevenire la diffusione del contagio da Covid-19, le Amministrazioni dello Stato competenti e le Regioni, anche mediante l’implementazione delle misure previste dal Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato 2020-2022, adottano soluzioni e misure urgenti idonee a garantire la salubrita’ e la sicurezza delle condizioni alloggiative, nonche’ ulteriori interventi di contrasto del lavoro irregolare e del fenomeno del caporalato. Per i predetti scopi il Tavolo operativo istituito dall’art. 25 quater del decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, puo’ avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, del supporto del Servizio nazionale di protezione civile e della Croce Rossa Italiana. All’attuazione del presente comma le Amministrazioni pubbliche interessate provvedono nell’ambito delle rispettive risorse finanziarie, umane e strumentali disponibili a legislazione vigente.

21. Al comma 1 dell’articolo 25-quater del decreto legge decreto-legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136, dopo le parole rappresentanti sono aggiunte le seguenti “dell’Autorita’ politica delegata per la coesione territoriale, nonche’ dell’Autorita’ politica delegata per le pari opportunita’”.

22. Salvo che il fatto costituisca reato piu’ grave, chiunque presenta false dichiarazioni o attestazioni, ovvero concorre al fatto nell’ambito delle procedure previste dal presente articolo, e’ punito ai sensi dell’articolo 76 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Se il fatto e’ commesso attraverso la contraffazione o l’alterazione di documenti oppure con l’utilizzazione di uno di tali documenti, si applica la pena della reclusione da uno a sei anni. La pena e’ aumentata fino ad un terzo se il fatto e’ commesso da un pubblico ufficiale.

23. Per consentire una piu’ rapida definizione delle procedure di cui al presente articolo, il Ministero dell’interno e’ autorizzato ad utilizzare per un periodo non superiore a mesi sei, tramite una o piu’ agenzie di somministrazione di lavoro, prestazioni di lavoro a contratto a termine, nel limite massimo di spesa di 30.000.000 di euro per il 2020, da ripartire nelle sedi di servizio interessate nelle procedure di regolarizzazione, in deroga ai limiti di cui all’articolo 9, comma 28, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122. A tal fine il Ministero dell’interno puo’ utilizzare procedure negoziate senza previa pubblicazione di un bando di gara, ai sensi dell’articolo 63, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 18 aprile 2016 n. 50 e successive modificazioni.

24. In relazione agli effetti derivanti dall’attuazione del presente articolo, il livello di finanziamento del Servizio sanitario nazionale a cui concorre ordinariamente lo Stato e’ incrementato di 170 milioni di euro per l’anno 2020 e di 340 milioni di euro a decorrere dall’anno 2021. Con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, i relativi importi sono ripartiti tra le regioni in relazione al numero dei lavoratori extracomunitari emersi ai sensi del presente articolo.

25. Per l’attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo e’ autorizzata la spesa di euro 6.399.000, per l’anno 2020, ed euro 6.399.000, per l’anno 2021, per prestazioni di lavoro straordinario per il personale dell’Amministrazione civile del Ministero dell’interno; di euro 24.234.834, per l’anno 2020, per prestazioni di lavoro straordinario per il personale della Polizia di Stato; nel limite massimo di euro 30.000.000, per l’anno 2020, per l’utilizzo di prestazioni di lavoro a contratto a termine; di euro 4.480.980, per l’anno 2020, per l’utilizzo di servizi di mediazione culturale; di euro 3.477.430, per l’anno 2020, per l’acquisto di materiale igienico-sanitario, dispositivi di protezione individuale e servizi di sanificazione ed euro 200.000 per l’adeguamento della piattaforma informatica del Ministero dell’interno – Dipartimento per le liberta’ civili e l’immigrazione. Ai relativi oneri si provvede ai sensi del comma 26.

26. Agli oneri netti derivanti dal presente articolo, pari a 238.792.244 euro per l’anno 2020, a 346.399.000 euro per l’anno 2021 e a 340 milioni di euro a decorrere dall’anno 2022, si provvede:

a) quanto a 35.000.000 di euro per l’anno 2020, mediante corrispondente utilizzo delle risorse iscritte, per il medesimo anno, nello stato di previsione del Ministero dell’interno, relative all’attivazione, la locazione e la gestione dei centri di trattenimento e di accoglienza per stranieri irregolari. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio;

b) quanto ad euro 93.720.000 per l’anno 2020 con le risorse provenienti dal versamento dei contributi di cui al primo periodo del comma 7, che sono versate ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato e restano acquisite all’erario;

c) quanto ad euro 110.072.744 per l’anno 2020, ad euro 346.399.000 per l’anno 2021 e ad euro 340.000.000 a decorrere dall’anno 2022 ai sensi dell’articolo 265.


Ecco l’articolo Emersione di rapporti di lavoro “Invisibili”, che è costato lacrime, per presa di posizione tra partiti, al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali della Repubblica Italiana Teresa Bellanova.

Le misure adottate provocano dispersione delle risorse economiche al popolo italiano! I nostri ministri lavorano per collocare in Italia gli “invisibili”, così chiamati dal Ministro Bellanova.

A parere mio questo termine è discriminante.
Se andiamo a fondo della questione, a livello di inserimento sociale, i menzionati “invisibili”, vivono in Italia tra regole e non regole per scelta loro! Non è colpa di nessuno!
Distinguiamo la categoria di immigrati “Invisibili” in due parti:
Gli “invisibili” che si sono impegnati ad integrarsi socialmente in Italia!
Gli “Invisibili” confinati, che non hanno la possibilità di integrarsi, non per una commovente storia di emarginazione, ma perchè l’Italia affronta periodi di continui sbarchi parcheggiati per comodità dall’unione europea in Italia.

Segue la retrocessione con cui tutti i giorni facciamo i conti all’Europa, restituendo soldi, grazie al lavoro degli italian; e Le danze, di governi inesistenti. Definirei tutto in una parola “instabilità”.

Li abbiamo accolti, collocati nei centri profughi. Li abbiamo salvati con gli interventi eroici delle nostre forze dell’ordine. Ora massacrare il popolo togliendo i soldi dei contribuenti e riducendo all’emarginazione categorie sociali italiane in periodo di pandemia, direi che sono lacrime senza umanità.
L’italia non ha la possibilità di occuparsi del popolo straniero, perchè deve pensare a poter risalire quel gradino che la pandemia ha fatto scendere, per sfamare il popolo, e restituire ciò che è del popolo e ciò che spende la politica senza una giusta democrazia tra le parti.
Il dispendio di queste risorse poteva essere evitato, non certo dalla commozione, ma regolarizzando gli sbarchi, che certamente riducono le lacrime dei morti annegati.
A oggi, nel settore agricolo, gli italiani chiedono l’inserimento, il ministro  Bellanova preferisce gli “invisibili”. 

Caro ministro, c’erano soluzioni meno dispendiose per il reinserimento dello straniero! Davvero un cattivo esempio nei confronti dei cittadini italiani che cercano di farcela! Non è colpa degli italiani l’emarginazione, è colpa di un storia che da millenni divide ingiustamente i popoli! 

Questa gente ha bisogno di essere regolarizzata dall’origine degli sbarchi: se metti 10000 persone in 5 metri quadrati è normale che: o muoiono o trovano alternativa. L’Italia è satura.

Anziché massacrare i campi di lavoro, caro ministro, avrebbe potuto, nelle piene funzioni del suo ministero, collocare l’immigrazione nel tempo medio-lungo. Oggi infligge al popolo spreco di risorse!

Le regioni, a cui lei si rivolge in decreto in maniera totale come fossimo un unico paese, vivono il problema immigrazione in maniera differente secondo la realtà territoriale. Alcune regioni non pensano all’immigrato, pensano a risanare il territorio massacrato non solo dalla pandemia, ma da immigrazione clandestina buttata in campi profughi al fine di nascondere la mafia tra i barconi! E’ da lì ministro che, la sua azione di governo sarebbe dovuta iniziare e proseguire con una giusta  impronta sociale. 

L’invisibile coltiverà sempre i campi per due motivi:
lo sa fare e inconsciamente ritrova le sue origini;
sa di poter vivere senza avere problemi.

La loro dignità è presupposto di tutti e certamente non la restituisce con le sanzioni, ma la restituisce integrandoli, certamente non tra i campi o con permessi di soggiorno alietori!

L’Italia non ha le possibilità di ricollocare gli immigrati e l’europa ne è complice! Malta li dirige in italia, la Spagna chiude e fà bene! L’Austria, Svizzera, Germania, Olanda, Belgio, Francia, chiudono le frontiere e non passa nessuno. Noi abbiamo immigrati che varcano a piedi le frontiere, che muoiono in mare.

Allora cara ministro, il problema non è l’articolo 103 ma è far terminare questa infinita deportazione incontrollata di essere umani, in una intrinseche vicenda di mafia internazionale!

Basta sbarchi! Basta essere umani che si nascondono tra gli scogli! Basta gente che si nasconde tra le montagne del valico! Basta Italia inchinarti ad un Europa che ha massacrato i confini facendoti diventare “il porto di tutti”!

File name : Decreto-rilancio-DL_20200520.pdf

 

Decreto Rilancio - Art 84 - Bonus 600 euro - Procedura Inps

Decreto Rilancio – Art 84 – Bonus 600 euro – Procedura Inps

La sezione è dedicata al Decreto Rilancio – Art 84 – Bonus 600 euro – Procedura Inps

  • I beneficiari indennità 600 euro
  • Come Registrarsi al sito Inps
  • Come richiedere l’Indennità 600 euro

Decreto Rilancio – Art 84 – Bonus 600 euro – Procedura Inps

Nuove indennità per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19

  • I Beneficiari:

  1. Liberi professionisti titolari di partita IVA attiva alla data di entrata in vigore del presente decreto,
  2. Iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito una comprovata riduzione di almeno il 33 per cento del reddito del secondo bimestre 2020, rispetto al reddito del secondo bimestre 2019, e’ riconosciuta una indennità’ per il mese di maggio 2020  pari a 1000 euro. A tal fine il reddito e’ individuato secondo il principio di cassa come differenza tra i ricavi e i compensi percepiti e le spese effettivamente sostenute nel periodo interessato e  nell’esercizio dell’attivita’, comprese le eventuali quote di ammortamento. A tal fine il soggetto deve presentare all’Inps la domanda nella quale autocertifica il possesso dei requisiti di cui al presente comma. L’Inps comunica all’Agenzia delle entrate i dati identificativi dei soggetti che hanno presentato l’autocertificazione per la verifica dei requisiti. L’Agenzia delle entrate comunica all’Inps l’esito dei riscontri effettuati sulla verifica dei requisiti sul reddito di cui sopra con modalita’ e termini definiti con accordi di cooperazione tra le parti.
  3. Ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano cessato il rapporto di lavoro alla data di entrata in vigore del presente decreto, e’ riconosciuta un’indennita’ per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro.
  4. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 28 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, (Indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago) la medesima indennita’ pari a 600 euro e’ erogata anche per il mese di aprile 2020.
  5. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 29 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, (Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali) la medesima indennita’ pari a 600 euro e’ erogata anche per il mese di aprile 2020.
  6. La medesima indennita’ e’ riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, ne’ di rapporto di lavoro dipendente, ne’ di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.
  7. Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, ne’ di rapporto di lavoro dipendente, ne’ di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, e’ riconosciuta un’indennita’ per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro.
  8. La medesima indennita’ e’ riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, ne’ di rapporto di lavoro dipendente, ne’ di NASPI, alla data di entrata in vigore della presente disposizione.
  9. Ai soggetti gia’ beneficiari per il mese di marzo dell’indennita’ di cui all’articolo 30 del decreto-legge 18 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, (Indennità lavoratori del settore agricolo) la medesima indennita’ e’ erogata anche per il mese di aprile 2020 con un importo pari a 500 euro.
  10. E’ riconosciuta un’indennita’ per i mesi di aprile e maggio, pari a 600 euro per ciascun mese, ai lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attivita’ o il loro rapporto di lavoro, individuati nei seguenti:

a)  lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;

b)  lavoratori intermittenti, di cui agli articoli da 13 a 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;

c)  lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all’articolo 2222 del codice civile e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020. Gli stessi, per tali contratti, devono essere gia’ iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, con accredito nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile;

d)  incaricati alle vendite a domicilio di cui all’articolo 19 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attivita’ superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

  1. I soggetti di cui al comma 8, lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nel settore del turismo e degli stabilimenti termali, alla data di presentazione della domanda, non devono essere in alcuna delle seguenti condizioni:
  • a) titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente di cui agli articoli 13 e 18 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81:
  • b) titolari di pensione.
  • Ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo  che hanno i requisiti di cui all’art. 38 del decreto legge del 17 marzo 2020  n. 18, convertito con modificazioni nelle legge 24 aprile 2020 n. 27, e’ erogata  una indennita’ di 600 euro per ciascuno dei mesi di aprile e maggio 2020; la medesima indennita’ viene erogata  per le predette mensilita’ anche ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo con almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019, cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 euro.

Registrazione sito Inps

  1. Accedere al sito Inps  – Registrazione

Il sito Inps ti fornisce la possibilità di poterti registrare utilizzando:

  • PIN codice dei servizi telematici Inps. E’ composto da 16 caratteri. 8 ti saranno inviati: via SMS, e-mail, posta elettronica certificata PEC. Gli ulteriori 8, li riceverai tramite posta ordinaria al tuo indirizzo di residenza.
  • SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale – Gratuito. E composta da Username e Password, puoi utilizzarlo da qualunque dispositivo mobile e fisso, esempio: PC, Tablet, Telefono
  • CEI – Carta di identità elettronica 3.0 puoi utilizzarla per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione e in particolare ai servizi INPS.
  • CNS – Carta Nazionale dei Servizi è una smart card o chiavetta USB che contiene un “certificato digitale” di autenticazione, puoi accedere ai servizi inps e di pubblica amministrazione

2. Come richiedere il codice Spid:

  • Scegli il tuo Identity Provider, alcuni Provider sono gratuiti, altri a pagamento dipende dall’offerta che propongono. Ti consiglio di scegliere un Provider che garantisce sicurezza.

Io ho scelto il mio Provider. Mi è stato dato un appuntamento in webcam, controllata la mia identità mi hanno concesso l’accesso ai servizi di pubblica amministrazione e Inps. Ci avrò messo 5 minuti! Te lo consiglio! Alcuni provider ti consentono di scaricare la loro app per generare il codice Otp – spid. Se non puoi scaricare l’app, avrai il messaggio sul telefono di invio codice OTP.

Documenti Residenti Italiani

  • un indirizzo e-mail
  • il numero di telefono del cellulare che usi normalmente
  • un documento di identità valido (uno tra: carta di identità, passaporto, patente)
  • la tua tessera sanitaria con il codice fiscale

Documenti Residenti Esteri

  • un indirizzo e-mail
  • il numero di telefono del cellulare che usi normalmente
  • un documento di identità italiano valido
  • il tuo codice fiscale

RICORDA CHE DEVI ESSERE MAGGIORENNE 

Come richiedere l’Indennità 600 euro

Accedere al sito Inps

  1. Cliccate su Home
  2. Entrate in My Inps
  3. Inserite il codice fiscale
  4. Inserite il codice secondo il sistema che utilizzate PIN – SPID – CIE – CSN 

Accesso sezione Indennità 600 euro

Nella schermata Home del sito troverete la sezione dedicata ai servizi del “DECRETO CURA ITALIA E DECRETO RILANCIO”.

  • Cliccate sulla casella Servizio: Indennità 600 Euro
  • Accedete in Inps con le vostre credenziali

L’accesso vi porterà direttamente alla sezione Prestazione servizi – Indennità covid-19 (Bonus 600 Euro)

  • Cliccate Invio domanda
  • Compilate i campi vuoti: Recapiti e Altre informazioni. Cliccate Avanti
  • Riempite la “Casella richieste”
  • Selezionate dal menù a tendina il tipo di “Indennità da richiedere”. Il sistema vi identifica secondo la categoria di beneficiario a cui appartenete attraverso le diverse scelte di categoria lavoratori, identificatevi secondo la categoria di soggetto beneficiario a cui appartenete.
  • Successivamente si aprirà il menù a tendina che vi da la scelta secondo il “Tipo di qualifica” scegliete e cliccate Avanti

Scegliete la modalità di pagamento dal menù a tendina. Cliccate Avanti

A questo punto la domanda è solo da confermare con l’invio. A fine procedura vi sarà fornita la ricevuta che potrete scaricare. La ricevuta attesta l’invio della domanda e il numero di protocollo. Riceverete anche e-mail di presentazione della domanda. Conservate tutto.

Per conoscere lo stato “Esiti domanda”

  • Entra nella sezione “Prestazioni e Servizi”
  • Accedi ai “Servizi on line”
  • Clicca su “Indennita covid-19”
  • Clicca su “Esiti”.

La domanda può presentare tre esiti differenti:

  1. Accolta, ricevi l’accredito.
  2. In attesa di esito – Respinta. Per entrambe viene data la motivazione. Se i requisiti della motivazione lo permettono potrai integrare la domanda caricando i documenti richiesti. Puoi cariare i documenti entro 20 giorni dall’esito cliccando su “Produci Documentazione”
  3. Altra modifica che si può apportare alla domanda riguarda la modalità di accredito, anche qui si può modificare l’IBAN

Coloro che hanno già presentato domanda per Indennità 600 Euro

I beneficiari riceveranno un SMS di notifica dell’avvenuto accredito. Il pagamento di aprile sarà disposto dal 20 maggio e sarà possibile verificare il pagamento eseguito sul sito inps

Procedura visualizzazione pagamenti

  1. Accedete al sito Inps con le proprie credenziali
  2. Selezionate “Fascicolo previdenziale del cittadino”. Se non riuscite a trovare la voce dedicata, in alto alla pagina vi è la barra di ricerca, basterà scrivere Fascicolo previdenziale del cittadino ed entrare
  3. Selezionate  la voce “Prestazioni”
  4. Selezionate la voce “Pagamenti”. Da qui entrate nello stato del pagamento della domanda e trovate la data disponibilità del pagamento

Come mettersi in contatto con l’Inps se siete in attesa di ricevere l’indennità:

  • Inps Contact Center: numero 803 164 da telefono fisso – numero 06 164 164 da cellulare o
  • Scrivete nella sezione Inps risponde.
  • In alternativa chiamate la sede di competenza di vostro riferimento
Capaci 23 Maggio 1992 - 23 Maggio 2020

23 Maggio 1992 – Capaci – 23 Maggio 2020

23 Maggio 1992 – Capaci – 23 Maggio 2020

Il collaboratore di giustizia Buscetta parla dei magistrati Falcone e Borsellino dopo le stragi. Fa intendere che vi siano accordi tra Stato e Mafia

Signor Buscetta lei è stato un’uomo d’onore vuole spiegare alla corte che cosa significa uomo d’onore?

E’ una domanda molto ampia a rispondere, io mi accingo, quando mi direte che vi siete stancati mi direte basta non ne parli più! Cos’è un uomo d’onore? Un uomo d’onore è una persona che nella vita fù raccolto da altre persone avvicinato sperimentato e dopo questa sperimentazione la famosa parola “combinato”  e quindi appartenente ad una determinata famiglia di un determinato rione che ha dei limiti o di un paese.

Spieghi alla corta che cos’è casa nostra?

Per quello che mi è stato detto, prima si chiamava i Carbonari, poi i beati Paoli in ultimo cosa nostra. E’ stata costituita perchè, in tempi lontani, i ricchi sovrastavano i poveri e i  poveri si erano organizzati in una maniera di avere una autodifesa dove lo stato non c’era, tanto che fino oggi credo, ma per lo meno fino ai tempi in cui ero in senno a cosa nostra, si giurava di aiutare sempre i deboli, quindi è una cosa che si tramanda di cooperazione fra un gruppo di persone che si chiamò “cosa nostra.

Cosa nostra quella in cui militava quali finalità ha?

Una volta la finalità di cosa nostra era raggiungere il potere, oggi si cerca di raggiungere l’arricchimento perchè con l’arricchimento viene il potere. Ormai con i mezzi economici che si possiedono dentro cosa nostra si ha il potere, si ha tutto quello che si vuole, mentre una volta si cercava l’affermazione personale del membro di cosa nostra.

In che modo opera cosa nostra per raggiungere le finalità e che tipo di rapporti intrattiene con gli uomini dello stato e con le istituzioni ?

Io ho già detto che i rapporti fra mafia e politica ci sono stato. Ci sono dei procedimenti in corso del quali non desidero assolutamente parlarne ed è la dimostrazione più ovvia che i rapporti fra mafia e politica ci sono stati, sempre i mafiosi hanno cercato l’appoggio dei politici, perchè i politici è il condimento della cosa nostra, era la chiave per l’apertura delle varie casseforti che esistevano per un appalto, per tutto quello che potevano concernere il commercio, ma questo direi che è una cosa più attuale

Che tipo di rapporti cosa nostra ha teso intrattenere con i rappresentanti della legge come poliziotti magistrati?

Il rapporto cosa nostra l’ha cercato sempre con le autorità, e quasi sempre devo dire che ci sia riuscita, anche se questo rapporto è un rapporto che può basarsi anche per finalità amichevoli e non a scopi pecuniari, certe volte si può cercare la corruzione senza apporto di denari e per via d’amicizie. Si è sempre cercato il rapporto per aggiustare i processi. e si sono trovati.

Le risulta che cosa nostra faccia attentati senza un ritorno?

No assolutamente no la mafia se fa un attentato deve avere un ritorno, senza un ritorno non c’è attentato.

Per via d’Amelio qual’è stato il ritorno?

Per via  d’Amelio non c’è ritorno.  L’attentato di via d’Amelio è un’attentato inusitato non di normale amministrazione cosa nostra. L’attentato di via d’Amelio è un attentato che esce fuori dalle regole di cosa nostra e viene fatto subito dopo un attentati di Capaci. Questa concomitanza di date una vicino all’altra fanno pensare essere un omicidio collegato ai processi. La mia opinione non è questa, la mia opinione è un’altro, ho sempre cercato di dirlo non è una novità, oggi quello che è stato detto agli altri, anche in seno a cosa nostra, è un processo è un attentato che noi dobbiamo fare, perché questi ci stanno disturbando, ma in quel momento il dottore Borsellino non stava disturbando cosa nostra nel vero senso della parola come si era potuto definire per il dottore Falcone. Il dottore Falcone si era adoperato nel vero senso della parola nel lavorio del famoso processone, ma il dottore Borsellino no! Borsellino lo trovo troppo anomalo, Borsellino è  un fatto che va al di là dell’interessamento di Borsellino ai processi. Quindi ritengo che è una cosa che la legge dovrebbe cercare in altri risvolti qual’è la morte. Qual’è la ragione della morte del dottore Borsellino.

Il processo continua. Da quel processo, nasce la certezza che la mafia si è insinuata nello stato.

Oggi il ricordo della strage di Capaci lascia merito a frasi convenzionali che vengono scritte ogni anno alla data della commemorazione, ma in questi giorni i magistrati Falcone e Borsellino hanno fatto sentire la loro presenza tra le file della giustizia.

Ricordo solo che c’erano grida, sgomento, una semplice esclamazione!

-L’hanno ammazzato! Con lui la sua scorta e la moglie. E ora che facciamo? Questi non hanno paura di niente! –

Non l’hanno ammazzato, hanno solo reso più forte il valore della giustizia che continua a farlo vivere. Come vivono:

Paolo Borsellino – Rocco Chinnici – Alberto Giacomelli – Antonio Scopelliti – Piersanti Mattarella – Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

E tutti gli uomini di legge che, pur non essendoci fisicamente, hanno lasciato la grande eredità del coraggio alla verità.

Grazie a tutti voi per averci dato la possibilità di conoscere il pericolo della paura contro la mafia. 

Grazie per averci insegnato che uniti, possiamo vivere senza paura, che la “voce” dà sgomento alla mafia.

Anche se la mafia ti stringe forte al collo, arriva un punto in cui la stretta si allenta perchè sei tu a renderla debole davanti la verità.

Non sentiamoci mai soli difronte a nulla.

Meglio un urlo ascoltato che un silenzio sottomesso.

Capaci 23 Maggio 1992 - 23 Maggio 2020

Diario di una quarantena

Gli indifendibili – Il monopattino – La spazzatura – L’imbuto

Ciao Diario di una quarantena oggi 21 Maggio 2020, fase 2A pandemia Covid-19, ti racconto: Gli indifendibili – Il monopattino – La spazzatura – L’imbuto

Gli indifendibili

Caro diario il guardasigilli italiano è riuscito a salvare il sigillo dalla sfiducia.

Era stato messo all’angolo dal Magistrato Di Matteo con le sue coraggiose dichiarazioni. Come fosse un romanzo poliziesco, Di matteo racconta la vicenda dell’incontro con il guardasigilli. Quest’ultimo lo convoca per la nomina al Dap, ma pare sia stata, per detto del guardasigilli una percezione di Di Matteo. L’incarico venne dato ad altro soggetto! A felicità di alcuni boss che già lamentavano la presenza del magistrato Di Matteo come capo Dap. Quindi possiamo dire che in questo guazzabuglio aggrovigliato da azzeccagarbugli, la chiarezza sia andata a farsi fottere. La cosa intricata è, sbrogliare la matassa rimessa a nodo dal collaboratore di giustizia Mutolo, che scuote nuovamente i palazzi della giustizia e si intrinseca con l’esecutivo. In mezzo c’è  la trattativa stato-mafia. Quindi, se per qualcuno il mondo era diventato libero nonostante i crimini di mafia e la sparizione dei nostri magistrati, Falcone e Borsellino, quello stesso qualcuno che ad oggi non ha nome, deve rifare i conti con il passato.

Non solo, ad aggravare le posizioni sono state le azioni incompiute di mancata gestione delle carceri durante l’emergenza covid-19, con conseguenza di rivolte ed evasioni dei detenuti. Ciliegina sulla torta la liberazione dei boss successivamente ratificate da un decreto.

Il 20 Maggio in aula del senato le mozioni presentate dal centrodestra: Lega, Fratelli di Italia e Forza Italia e +Europa con Emma Bonino, Azione di Carlo Calenda, sono state bocciate. 

Quindi l’Italia  o meglio, il movimento 5 stelle, ha ancora il suo Ministro di grazia e giustizia. Con il piede traballante sotto le sedie, pronti al colpo di stato, i grillini vedevano lesa la loro maestà e integrità sul fronte giustizia! Entra in campo anche il loro leader Bebbe Grillo che sfodera Trilussa puntando il dito verso l’atteggiamento di Renzi, che all’ultimo momento, con i voti di Italia Viva, salva il guarda sigilli votando contro la mozione di sfiducia. Scontato come non mai!

Ti menziono ciò che Trilussa scrisse:

Un Cane Lupo, ch’era stato messo
de guardia a li cancelli d’una villa,
tutta la notte stava a fa’ bubbù.
Perfino se la strada era tranquilla
e nun passava un’anima: lo stesso!
Nu’ la finiva più!
Una Cagnola d’un villino accosto
je chiese: – Ma perché sveji la gente
e dài l’allarme quanno nun c’è gnente? –
Dice: – Lo faccio pe’ nun perde er posto.
Der resto, cara mia,spesso er nemmico è l’ombra che se crea
pe’ conserva’ un’idea:
nun ce mica bisogno che ce sia.

Praticamente taccia Renzi di persona che pur di non perdere il posto china la testa.

Dichiara:

Lei è l’unico responsabile insieme al pd dell’entrata in vigore della norma sciagurata che blocca la prescrizione!

Tribunali aperti in pandemia anche per i processi ordinari, chiusi molto dopo. Con la conseguenza che avvocati, personale di cancelleria magistrati si sono ammalati. 

Non so quanto lei sia a conoscenza del fatto che, nel momento in cui si sospendono le norme del Codice di procedura penale, si sospendono ovviamente delle norme molto importanti.

Lei sa che in questo periodo tantissime donne sono state ostaggio di violenze a casa? Lei sa che a queste donne che cercavano aiuto e si rispondeva: che è inutile che invocate di essere sentite nell’immediatezza dei tre giorni perché sono sospesi i termini del Codice rosso? “.

Lei lo sa che è riuscito a sospendere i termini del Codice rosso, o non sa nemmeno questo?”.

La risposta della maggioranza insensibile probabilmente all’argomento è stata come di consueto gridare: “Non speculare”

La senatrice Bongiorno prosegue il discorso:

Non c’è da speculare, c’è da prendere atto dell’incapacità di questo governo, ha risposto la leghista. Mi spiace molto che, di fronte a un’evidente défaillance del vostro Ministro, che probabilmente non è nemmeno consapevole di ciò, una donna anziché tutelare le donne si alzi. Si vergogni!

La norma acchiappa boss è una norma vuota che aggiunge solo qualche parere. Se doveva fare una scelta sulle scarcerazioni mi spiega perché non ha fatto uscire chi era in custodia cautelare, presunti innocenti, invece dei condannati definitivi? Poi parla di norme antiche, ma lei non è di passaggio. Se quelle norme non vanno bene le deve cambiare. Non capisco quando escono è colpa del magistrato perchè io non ho competenza, quando entrano la competenza è mia, c’è qualcosa che non va.

Questione Di Matteo, c’è stato un periodo in cui bastava un solo sospiro di un collaboratore di giustizia per aprire processi, è stato un periodo buio, io non credo ai pentiti, lei sa che un pentito Mutolo ha dichiarato per quanto riguarda la scelta di Di Matteo, ovvero la non scelta al dap, come ripercussione della trattativa stato mafia?  E’ una dichiarazione gravissima. Io non ci credo ai pentiti, ma è grave quello che ha detto Mutolo, lei rappresenta lo stato: cosa intende fare di fronte questa dichiarazione di Mutolo? Assumerà iniziative? Perchè se sta calunniando qualcuno è lei che deve prendere iniziative. Perchè dice che è stato frutto di una trattativa quello che è successo per Di Matteo e la mancata nomina? Ne vogliamo parlare? Assuma iniziative!

Questo intervento è stato dettato dalla realtà di fatti avvenuti che vengono celati da alternative verità supportate dal sistema di giustizia italiano. Purtroppo la presunzione a non ammettere di aver sbagliato porta ancora di più a capire che questo governo non ha la mentalità aperta al dialogo tra le parti.

Su una cosa non sono d’accordo, i pentiti ci hanno aiutato, i pentiti sono coloro che hanno aiutato i magistrati onesti! I pentiti sono coloro che a tutt’oggi detengono il potere della verità e mi auguro la vogliano dire. I pentiti sono coloro che, al momento dei confronti, hanno voltato pagina alla dominanza mafiosa e si sono confrontati, mentre all’esterno massacravano intere famiglie! Il buio menzionato dalla senatrice a chi è riferito? Perchè più che buio, in quegli anni, c’è stata chiarezza e a questa deve succedere la verità. Non avvalliamo le persone che con parafrasi dissentono dall’operato della giustizia sana, perchè poi sentiamo espressioni in cui si radicano ideali come:” Sei un buscetta!” – “O sei uno schifoso pentito!” – “Oh tu sei nu fetusu pecchi parrasti!”.

RISPETTO!   

Fatto sta, caro diario, che proseguono le schermaglie a danno del popolo che, in questo momento sta lottando per la riapertura del commercio al dettaglio. Mentre la gente per reazione alla costrizione si aggrega al famoso assembramento, viene fuori la manovra economica del decreto detto “Rilancio”. Insomma altri numeri che vanno a sottolineare che, per poterli recuperare dobbiamo noi popolo, massacrarci nuovamente!

Intanto gli ammortizzatori sociali promessi subiscono ritardi da Marzo! Il popolo con fierezza va avanti, i politici continuano a mangiare a nascondere e a non comprendere!

Se vuoi sapere una novità, tra  le loro idee fantasiose che vengono messe in campo come fosse di assoluta necessità all’evento pandemia, e da ciò si comprende bene come siano lontani dalle esigenze del popolo, tra i meandri dei 266 articoli del decreto Rilancio,  nasce un Buono che mai mi sarei aspettata considerando i miliardi di aiuti che si possono dare al cittadino:

Il Buono mobilità

Il monopattino – La bicicletta

Per la tutela dell’ambiente!

Ti cito il contenuto in parte dell’articolo

“buono mobilità”, pari al 60 per cento della spesa sostenuta e, comunque, in misura non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica di cui all’articolo 33- bis del decreto – legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8, ovvero per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture. Il
“buono mobilità” può essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle
destinazioni d’uso previste. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono definite le modalità e i termini per l’ottenimento e l’erogazione del beneficio di cui al terzo periodo del presente comma, anche ai fini del rispetto del limite di spesa. Al fine di ridurre le emissioni climalteranti, le risorse relative agli anni dal 2021 al 2024
sono destinate nei limiti della dotazione del fondo di cui al primo periodo e fino ad esaurimento delle risorse, alla concessione, ai residenti nei comuni interessati dalle procedure di infrazione comunitaria n. 2014/2147 del 10 luglio 2014 o n. 2015/2043 del 28 maggio 2015 per la non ottemperanza dell’Italia agli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE che rottamano, dal 1° gennaio 2021 al 31 dicembre 2021, autovetture omologate fino alla classe Euro 3 o motocicli
omologati fino alla classe Euro 2 ed Euro 3 a due tempi, di un “buono mobilità”, cumulabile con quello previsto al terzo periodo, pari ad euro 1.500 per ogni autovettura e ad euro 500 per ogni motociclo rottamati da utilizzare, entro i successivi tre anni, per l’acquisto, anche a favore di persone conviventi, di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale, nonché di biciclette anche a pedalata assistita, e di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica di cui all’articolo 33- bis del decreto – legge 30 dicembre 2019, n. 162, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2020, n. 8 o per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale.”

Cosa me ne faccio del monopattino o la bicicletta se non ho da mangiare e nè da lavorare. Dove vado in bici se le strade sono piene di buche? Ma sopratutto perchè devo andare in monopattino quando ho la macchina comoda mentre tu politico, sei con un auto che ti pago io per scarrozzarti in giro e quando passi hai sempre il lampeggiante blu come se la fretta ce l’hai solo tu e tutti gli altri sono coglioni!

La Spazzatura

Ma sopratutto del tutto, vacci tu in giro con il monopattino in periodo pandemia e non solo, devo rischiare la salute mentre le strade sono piene di spazzatura in compagnia di ratti, bratte, colombe, zanzare e altri piacevoli inquilini che passeggiano tra le strade; magari ne metti sotto o e ti becchi una multa da pagare; sei a spasso in bici e ti vedi arrivare dietro le spalle la municipale o la stradale che ti dici: : “Ehi lei ha pestato un ratto, 400 euro di multa per la tutela degli animali!” –  “Ehi lei non si è fermato mentre la colomba mangiava i rimasugli della spazzatura buttati a terra e quindi con le ruote sta sporcando il suolo pubblico!”. Caro diario guarda che sono capaci di tutto ciò! Non sanno più dove prendere soldi e continuano a massacrare i nostri portafogli. Finchè la stanchezza non porterà a Roma! E’ di questi giorni la notizia che i sindaci si sono recati in regione Calabria per lamentarsi del disservizio della spazzatura. La regione non ha dato risposta, aumentando ancora di più le incomprensioni tra sindaci  e regione che indossano colori di fazione opposta. Tutto ciò si aggiunge ad altri intrighi di palazzo reale! Si chiede aiuto al governo centrale che continua a fottersene, a parte i ministri fare dispetti e differenze alle ordinanze emesse tra regioni del nord e del sud, perdura lo schifo all’ambiente in Calabria. A breve la stagione turistica tra mille difficoltà sarà aperta, pensa a passare tra il fetore della spazzatura che lievita al calore mentre siamo in pandemia. Ma la cosa che lascia interdetta è il fatto di far spendere soldi ai comuni per sanificare e poi lasciarli in preda alla spazzatura! Prendete una decisione a palazzo, o ci lasciate nella merda o ci togliete dalla merda, ma in tutti i sensi pero!   

Comunque, qualora fossi interessata alla proposta, ma non penso perchè la mia indole non è mai stata sportiva, farò il pensiero per la Bicicletta! Informate alcuni politici che l’italia non è l’Austria, né la Svizzera, né il Belgio e né l’Olanda, dove i mezzi come la bicicletta sono usati, quelli sono altri stati dove l’amministrazione pubblica magari funziona!

L’imbuto

A proposito di indole sportiva, mi ricordo quando andavo a scuola! Io ho avuto la fortuna di formarmi tra i banchi non di un liceo ma della ragioneria, dove davvero te la dovevi lottare! All’ora di educazione fisica, non si sa perchè, mi sentivo sempre male! Bei tempi! Chissà se torneranno mai più le scuole in cui varcavi il portone, entravi in aula e facevi lezione faccia a faccia con l’insegnante! Per ora c’è un nuovo metodo di insegnamento quello dell’imbuto!

Il ministro dell’istruzione oltre a lasciare nell’oblio la scuola vorrebbe impartire la didattica come fosse qualcosa da inserire nel cervello con contenuti prestabiliti. L’è nata  la graziosa e fantasiosa idea di rappresentare l’insegnamento attraverso la metafora di Norimberga che descrive un bambino seduto con la lavagna in mano e il docente che gli versa le nozioni scolastiche  attraverso un imbuto ficcato nel cervello Esempio becero, misero e poco dignitoso nei confronti della scuola e degli insegnanti che, in questo periodo, lottano per poter continuare a far conoscere il sapere agli alunni che aspettano di ricevere la notizia finalmente dell’apertura delle scuole. Secondo me è un tentativo di fermare l’insegnamento per chiudere le scuole pubbliche, si cerca di inserire l’insegnamento privato sempre per dare beneficio alle casse dello Stato. Ma in Italia l’insegnamento è pubblico, come diritto costituzionale! Troppi meccanismi di competenza privata! Poi diciamocela tutta in questi anni i grilli non è che abbiano contribuito alla crescita didattica da lasciare un segno distintivo, ma ogni governo segue l’origine della sua cultura!

Carissima ministro dell’istruzione, la cultura è di tutti, le forme della cultura sono aggraziate dall’apprendimento libero che ciascuno di noi esplica nel sociale. Chi adotta una dottrina assolutistica dell’insegnamento come l’imbuto, non ha ben capito che la scuola è fatta di cervelli pensanti! Se lo ponga lei in testa l’imbuto! Io per me stessa la mia cultura la pongo nel cervello con libertà di scelta!

Quindi caro diario dopo l’austerità e la dittatura dei decreti, ora si vorrebbe la dittatura scolastica!

Ricordo ai signori del governo di ripassare la costituzione e che tanti come me difficilmente si fanno comandare. So di stare poco simpatica, ma male per voi esisto! E come me ci saranno altri e poi le nuove generazioni e a quel punto il canto del grillo diverrà canto della cicala!

Vabbè ora ti lascio, vado a fare un giro sul sito dell’ inps per vedere se la razza lavoratori autonomi è stata contaminata dal bonus di 600 euro, che ci avevano detto salisse a 800 ma poi ci hanno ripensato.

Sto studiano il decreto!

A presto

Dpcm 17 Maggio 2020 - Protocolli - Allegati

Dpcm 17 Maggio 2020 – Protocolli – Allegati

Dpcm 17 Maggio 2020 – Protocolli – Allegati

Decreto del Presidente dei Consiglio dei Ministri, 17 Maggio 2020 

Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. (20A02717) (GU Serie Generale n.126 del 17-05-2020)

Eccolo l’atteso Decreto che riapre l’Italia nel sociale, nei diversi rami produttivi, nei luoghi di culto, nel trasporto pubblico.

Vediamolo nel dettaglio, vi menziono le parti di interesse collettivo, le voci specifiche sono per lo più spiegate negli allegati.

Di seguito troverete la mappatura degli articoli, Gli approfondimenti vi consiglio di leggere il decreto per la parte di vostro interesse.  E’ un decreto molto prolisso nella stesura, i contenuti sono scanditi da un’insieme di regole al fine di mantenere bassa la curva dei contagi. Il distanziamento sociale è presente in quasi tutti gli articoli, idem l’uso dei dispositivi di protezione. La cosa che mi lascia perplessa è l’attenzione ai protocolli negli ambienti di lavoro, hanno sommariamente linee guide troppo rigide, le stesse si fondono con gli articoli in materia di ingresso e transito in Italia. Il distanziamento gli italiani non vi è dubbio lo pagano con il sacrificio del lavoro; mi chiedo, gli ingressi dai paesi europei a cosa servono, se mettono in percentuale di rischio l’Italia? Torniamo nuovamente all’inizio della pandemia, quando alcuni stati europei e non solo, ci hanno chiuso le porte. Oggi nuovamente apriamo i nostri confini, ma non è lo stesso per altri stati, sopratutto quelli dell’Unione europea! L’Italia continua ad essere il porto aperto di tutti! Troppo libero il pensiero della Farnesina, remore di ciò che è accaduto, avrebbe dovuto essere più cauto nell’aprire l’ingresso estero italiano.

Il decreto per poter essere veloce in lettura è importante dividerlo nei temi contenuti. Sembrerà un “assembramento” di parole, mai in realtà il contenuto è semplificato dalla divisione del testo.

Il testo del Decreto è composto da:

  • 11 Articoli 

  • 17 Allegati -Protocolli

Art. 1 – Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

1. Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:

Accesso ai parchi

b) l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville e ai giardini pubblici è condizionato al rigoroso rispetto del:

  • divieto di assembramento
  • distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro; 

E’ consentito l’accesso dei minori, anche assieme ai familiari o altre persone abitualmente conviventi o deputate alla loro cura, ad aree gioco all’interno di parchi, ville e giardini pubblici, per svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto nel rispetto delle linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia

c) a decorrere dal 15 giugno 2020, è consentito l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del dipartimento per le politiche della famiglia;

le Regioni e le Province Autonome possono stabilire una diversa data anticipata
o posticipata a condizione che abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali;

d) è consentito svolgere attività sportiva o attività motoria all’aperto, anche presso aree attrezzate e parchi pubblici, ove accessibili, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività salvo che non sia necessaria la presenza di un accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti

Allegato 8 – Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia Linee guida per la gestione in sicurezza di opportunita’ organizzate di socialita’ e gioco per bambini ed adolescenti nella fase 2 dell’emergenza covid-19 

Sport

e) sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati.

f) l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, sono consentite, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, a decorrere dal 25 maggio 2020. Le Regioni e le Province Autonome possono stabilire una diversa data anticipata o posticipata a condizione che abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi
contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali

h) sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici;

Manifestazioni pubbliche – Sale giochi – Cinema -Teatro – Sale giochi

i) lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a
condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento, nel rispetto delle prescrizioni imposte dal questore ai sensi dell’articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773;
l) sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo;
m) gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020. Dal 15 giugno 2020, detti spettacoli sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le regioni e le province autonome possono stabilire una diversa data, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori. L’attività degli
spettacoli è organizzata secondo le linee guida di cui all’allegato 9. Restano sospesi gli eventi che implichino assembramenti in spazi chiusi o all’aperto quando non è possibile assicurare il rispetto delle condizioni di cui alla presente lettera; restano comunque sospese le attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi.

Allegato 9 – Spettacoli dal vivo e cinema

Luoghi di culto

n) l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai
frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
o) le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni di cui agli

Allegati da 1 a 7:

  • Allegato 1 Protocollo con la Conferenza Episcopale Italiana circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo

  • Allegato 2 Protocollo con le Comunita’ ebraiche italiane

  • Allegato 3 Protocollo con le Chiese Protestanti, Evangeliche, Anglicane

  • Allegato 4 Protocollo con le Comunita’ ortodosse

  • Allegato 5 Protocollo con le Comunita’ Induista, Buddista (Unione Buddista e Soka Gakkai), Baha’i e Sikh

  • Allegato 6 Protocollo con le Comunita’ Islamiche

  • Allegato 7 Protocollo con la Comunita’ della Chiesa di Gesu’ Cristo dei Santi degli ultimi giorni

Musei – Luoghi di cultura: Beni culturali e del paesaggio

p) il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura di cui all’articolo 101 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, è assicurato a condizione che detti istituti e luoghi, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100.000 l’anno), garantiscano

  • modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone 
  • consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro.
    Il servizio è organizzato tenendo conto dei protocolli o linee guida adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome. Le amministrazioni e i soggetti gestori dei musei e degli altri istituti e dei luoghi della cultura possono individuare specifiche misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonché di tutela dei lavoratori, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi e delle attività svolte;

Scuola e attività scolastiche: Chiuse

Sono esclusi dalla sospensione:

  • I corsi di formazione specifica in medicina generale.
  • I corsi per i medici in formazione specialistica e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica possono in ogni caso proseguire anche in modalità non in presenza.
  • Sono esclusi, a decorrere dal 20 maggio 2020, i corsi abilitanti e le prove teoriche e pratiche effettuate dagli uffici della motorizzazione civile e dalle autoscuole, secondo le modalità individuate nelle linee guida adottate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa.

Eventi – Meeting – Congressi: Sospesi

Centri benessere e termali – Centri culturali e centri sociali

z) sono sospese le attività di centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali e centri sociali;
aa) è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa deidipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso (DEA/PS), salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto;
bb) l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite (RSA), hospice, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, che è tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezione;
cc) tenuto conto delle indicazioni fornite dal Ministero della salute, d’intesa con il coordinatore degli interventi per il superamento dell’emergenza coronavirus, le articolazioni territoriali del Servizio sanitario nazionale assicurano al Ministero della giustizia idoneo supporto per il contenimento della diffusione del contagio del COVID-19, anche mediante adeguati presidi idonei a garantire, secondo i protocolli sanitari elaborati dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute, i nuovi ingressi negli istituti penitenziari e negli istituti penali per minorenni. I casi sintomatici dei nuovi ingressi sono posti in condizione di isolamento dagli altri detenuti, raccomandando di valutare la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare. I colloqui visivi si svolgono in modalità telefonica o video, anche in deroga alla durata attualmente prevista dalle disposizioni vigenti. In casi eccezionali può essere autorizzato il colloquio personale, a condizione che si garantisca in modo assoluto una distanza pari a due metri. Si raccomanda di limitare i permessi e la semilibertà o di modificare i relativi regimi in modo da evitare l’uscita e il rientro dalle carceri, valutando la possibilità di misure alternative di detenzione domiciliare;

Attività commerciali al dettaglio

dd) le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato,

  • oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro,
  • che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e
  • che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni;

le suddette attività devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui

Allegato 10 – Criteri per Protocolli di settore elaborati dal Comitato tecnico-scientifico in data 15 maggio 2020

I principi cardine che hanno informato ed informano le scelte e gli indirizzi tecnici sono:
1. il distanziamento sociale: mantenendo una distanza interpersonale non inferiore al metro;
2. la rigorosa igiene delle mani, personale e degli ambienti;
3. la capacità di controllo e risposta dei servizi sanitari della sanità pubblica territoriale ed ospedaliera.
Per garantire a tutti la possibilità del rispetto di tali principi è necessario prevedere specifiche misure di sistema, organizzative, di prevenzione e protezione, igieniche e comunicative declinate sullo specifico contesto produttivo e di vita sociale, tenendo presente i seguenti criteri anche facendo riferimento ai documenti di indirizzo prodotti da ISS e INAIL:

1. Il rischio di aggregazione e affollamento e la possibilità di prevenirlo in maniera efficace nelle singole realtà e nell’accesso a queste 

2. La prossimità delle persone (es. lavoratori, utenti, ecc.) rispetto a contesti statici (es. persone tutte ferme in postazioni fisse), dinamici (persone in movimento) o misti (contemporanea presenza di persone in posizioni fisse e di altre in movimento);

3. L’effettiva possibilità di mantenere la appropriata mascherina da parte di tutti nei contesti raccomandati;

4. Il rischio connesso alle principali vie di trasmissione (droplet e contatto) in particolare alle contaminazioni da droplet in relazione alle superfici di contatto;

5. La concreta possibilità di accedere alla frequente ed efficace igiene delle mani;

6. L’adeguata areazione negli ambienti al chiuso;

7. L’adeguata pulizia e igienizzazione degli ambienti e delle superfici;

8. La disponibilità di una efficace informazione e comunicazione.

Si raccomanda altresì l’applicazione delle misure di cui all’allegato 11;

Allegato 11 – Misure per gli esercizi commerciali

1. Mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale.

2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell’orario di apertura

3. Garanzia di adeguata aereazione naturale  e ricambio d’aria

4. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.

5. Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale.

6. Uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquiston particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande.

7. Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalità:
a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie;
b) per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori;
c) per locali di dimensioni superiore a quello della lettera b)l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.

8. Informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.

Attività di ristorazione

ee) in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10; continuano a essere consentite le attività delle

Mense e del catering continuativo su base contrattuale,

  • che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

Resta anche consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto,

nonché la Ristorazione con asporto, anche negli esercizi siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo le autostrade, fermo restando l’obbligo di

  • Rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro,
  • il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e
  • il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi;

ff) restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro;

Attività ai servizi della persona

gg) le attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli
o nelle linee guida nazionali e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10; resta fermo lo svolgimento delle attività inerenti ai servizi alla persona già consentite sulla base del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020;

Servizi Bancari assicurativi – Settore agricolo, zootecnico – agroalimentari

hh) restano garantiti, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie, i servizi bancari, finanziari, assicurativi nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi;

Trasporto pubblico locale

ii) il Presidente della Regione dispone la programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza COVID-19 sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve, comunque, essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto nelle fasce orarie della giornata in cui si registra la maggiore presenza di utenti. Per le medesime finalità il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, con decreto adottato di concerto con il Ministro della salute, può disporre, al fine di contenere l’emergenza sanitaria da COVID-19, riduzioni, sospensioni o limitazioni nei servizi di trasporto, anche internazionale, automobilistico, ferroviario, aereo, marittimo e nelle acque interne, anche imponendo specifici obblighi agli utenti, agli equipaggi, nonché ai vettori ed agli armatori;

Attività Professionali 

ll) in ordine alle attività professionali si raccomanda che:

a) sia attuato il massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
b) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
c) siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
d) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;

Stabilimenti balneari

mm) le attività degli stabilimenti balneari sono esercitate a condizione che le regioni e le province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi. Detti protocolli o linee guida sono adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto di quanto stabilito dalla presente lettera e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10.

Spiagge libere

Per tali attività e nelle spiagge di libero accesso deve essere in ogni caso assicurato il mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro, secondo le prescrizioni adottate dalle regioni, idonee a prevenire o ridurre il rischio di contagio, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi, delle infrastrutture e della mobilità.

I protocolli o linee guida delle regioni riguardano in ogni caso:
1) l’accesso agli stabilimenti balneari e gli spostamenti all’interno dei medesimi;
2) l’accesso dei fornitori esterni;
3) le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
4) la distribuzione e il distanziamento delle postazioni da assegnare ai bagnanti;
5) le misure igienico-sanitarie per il personale e per gli utenti;
6) le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;
7) lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione degli utenti;
8) le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all’interno degli stabilimenti balneari;
9) le spiagge di libero accesso;

Strutture ricettive (Alberghi, Case vacanze, Campeggi)

nn) le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il
mantenimento del distanziamento sociale, garantendo comunque la distanza interpersonale di sicurezza di un metro negli spazi comuni, nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio e comunque in coerenza con i criteri di cui all’allegato 10, tenuto conto delle diverse tipologie di strutture ricettive.

I protocolli o linee guida delle regioni riguardano in ogni caso:
1) le modalità di accesso, ricevimento, assistenza agli ospiti;
2) le modalità di utilizzo degli spazi comuni, fatte salve le specifiche prescrizioni adottate per le attività di somministrazione di cibi e bevande e di ristorazione;
3) le misure igienico-sanitarie per le camere e gli ambienti comuni;
4) l’accesso dei fornitori esterni;
5) le modalità di svolgimento delle attività ludiche e sportive;
6) lo svolgimento di eventuali servizi navetta a disposizione dei clienti;
7) le modalità di informazione agli ospiti e agli operatori circa le misure di sicurezza e di prevenzione del rischio da seguire all’interno delle strutture ricettive e negli eventuali spazi all’aperto di pertinenza.

Art. 2
Misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali

Attività produttive industriali e commerciali,

Sull’intero territorio nazionale tutte le attività produttive industriali e commerciali, fatto s alvo quanto previsto dall’articolo 1, rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali

Allegato 12 – Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro fra il Governo e le parti sociali

Attività nei cantieri

Il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del covid-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le parti sociali, di cui

Allegato 13 – Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri

Settore del trasporto e della logistica

Allegato 14 – Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica

Art. 3
Misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale

2. Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti.
3. Ai fini di cui al comma 2, possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso.
4. L’utilizzo delle mascherine di comunità si aggiunge alle altre misure di protezione finalizzate alla riduzione del contagio (come il distanziamento fisico e l’igiene costante e accurata delle mani) che restano invariate e prioritarie.

Art. 4
Disposizioni in materia di ingresso in Italia

(Desta particolare attenzione la lettura dell’articolo in questa fattispecie in materia di disposizioni d’ingresso!)

9. Le disposizioni di cui ai commi da 1 a 8 non si applicano:
a) all’equipaggio dei mezzi di trasporto;
b) al personale viaggiante;
c) ai cittadini e ai residenti nell’Unione Europea, negli Stati parte dell’accordo di Schengen, in Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano e nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro;
d) al personale sanitario in ingresso in Italia per l’esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l’esercizio temporaneo di cui all’art. 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;
e) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
f) al personale di imprese aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 72 ore, salvo motivata proroga per specifiche esigenze di ulteriori 48 ore;
g) ai movimenti da e per la Repubblica di San Marino o lo Stato della Città del Vaticano;
h) ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell’Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari;
i) agli alunni e agli studenti per la frequenza di un corso di studi in uno Stato diverso da quello di residenza, abitazione o dimora, nel quale ritornano ogni giorno o almeno una volta la settimana.
10. In casi eccezionali e, comunque, esclusivamente in presenza di esigenze di protezione dei cittadini all’estero e di adempimento degli obblighi internazionali ed europei, inclusi quelli derivanti dall’attuazione della direttiva (UE) 2015/637 del Consiglio del 20 aprile 2015, sulle misure di coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell’Unione non rappresentati nei paesi terzi e che abroga la decisione 95/553/CE, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, adottato su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale e di concerto con il Ministro della salute, possono essere previste deroghe specifiche e temporanee alle disposizioni del presente articolo.

Allegato 15  – Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del covid-19 in materia di trasporto pubblico

Art. 5
Transiti e soggiorni di breve durata in Italia

Con la dichiarazione di cui al comma 1 sono assunti anche gli obblighi:
a) allo scadere del periodo di permanenza indicato ai sensi della lettera a) del comma 1, di lasciare immediatamente il territorio nazionale e, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione, la dimora o il luogo di soggiorno indicato

Art. 6
Ulteriori disposizioni in materia di spostamenti da e per l’estero

(Anche in questo articolo appare l’apertura dell’Italia verso l’estero, non ricambiata in egual modo!)

1. A decorrere dal 3 giugno 2020, fatte salve le limitazioni disposte per specifiche aree del territorio nazionale ai sensi dell’articolo 1, comma 3, del decreto-legge n. 33 del 2020, nonché le limitazioni disposte in relazione alla provenienza da specifici Stati e territori ai sensi dell’articolo 1, comma 4,
del decreto-legge n. 33 del 2020, non sono soggetti ad alcuna limitazione gli spostamenti da e per i seguenti Stati:
a) Stati membri dell’Unione Europea;
b) Stati parte dell’accordo di Schengen;
c) Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del nord;
d) Andorra, Principato di Monaco;
e) Repubblica di San Marino e Stato della Città del Vaticano.
2. Dal 3 al 15 giugno 2020, restano vietati gli spostamenti da e per Stati e territori diversi da quelli di cui al comma 1, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
3. A decorrere dal 3 giugno 2020, gli articoli 4 e 5 si applicano esclusivamente alle persone fisiche che fanno ingresso in Italia da Stati o territori esteri diversi da quelli di cui al comma 1 ovvero che abbiano ivi soggiornato nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia.

Art. 7
Disposizioni in materia di navi da crociera e navi di bandiera estera

1. Al fine di contrastare il diffondersi dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, sono sospesi i servizi di crociera da parte delle navi passeggeri di bandiera italiana.

Art. 8
Misure in materia di trasporto pubblico di linea

Allegato 14 – Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica

Art. 9
Ulteriori disposizioni specifiche per la disabilità

1. Le attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all’interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, sociooccupazionale, sanitario e socio-sanitario vengono riattivate secondo piani territoriali, adottati dalle Regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.
2. Le persone con disabilità motorie o con disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di supporto, possono ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza, operanti a qualsiasi titolo, al di sotto della distanza prevista.

Art. 10
Esecuzione e monitoraggio delle misure 

Art. 11
Disposizioni finali


Conferenza Stampa Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte

“Da lunedì ci si sposterà all’interno della regione senza nessuna limitazione: quindi via alle autocertificazioni. Questo significa uscire di casa senza più dover giustificare le ragioni dello spostamento. Si potrà andare dove si vuole: in un negozio, in montagna, al lago, al mare. Riprende anche la vita sociale, riprendono gli incontri con gli amici. Rimane naturalmente il divieto di uscire di casa per chi è positivo al virus, per chi viene posto in quarantena. Rimangono anche limitazioni per chi ha sintomi riconducibili al Covid-19, che dovrà rimanere a casa. Resta il divieto di creare assembramenti di persone in luoghi pubblici. In questa fase bisognerà comunque rispettare la distanza di un metro e, anche, raccomandiamo di portare con sé la mascherina che peraltro va indossata obbligatoriamente in alcuni specifici luoghi. In ogni caso raccomandiamo sempre di indossarla al chiuso o anche all’aperto nell’eventualità – immaginate –  di una strada particolarmente affollata in cui ci fosse il rischio o l’impossibilità di rispettare le distanze”.

Fino al 3 giugno gli spostamenti interregionali saranno possibili solo per motivi di lavoro, salute e urgenza. A partire da tale data, se i dati continueranno ad essere incoraggianti, oltre che su tutto il territorio italiano, sarà possibile viaggiare all’interno degli Stati dell’Unione europea, senza obbligo di quarantena per chi arriva in Italia.

Per quanto riguarda le attività commerciali, dal 18 maggio riapriranno i negozi di vendita al dettaglio (quali ad esempio abbigliamento, calzature ecc.), le attività legate alla cura della persona (parrucchieri, barbieri e centri estetici), così come le attività per la ristorazione (bar ristoranti, pizzerie, gelaterie, pub, ecc.). Il tutto a condizione che le Regioni accertino che la curva epidemiologica sia sotto controllo e che vengano adottati protocolli di sicurezza.

Sempre a partire da lunedì potranno riprendere la loro attività gli stabilimenti balneari, così come potranno riprendere gli allenamenti degli sport di squadra e riapriranno i musei. Il tutto sempre nel rispetto dei protocolli di sicurezza specifici.

Dal 18 maggio è prevista anche la ripresa delle celebrazioni liturgiche e religiose in ossequio alle disposizioni di sicurezza stabilite nei protocolli firmati nei giorni scorsi dal Governo e dalle rappresentanze delle varie comunità religiose.

25 maggio è stata programmata la riapertura di palestre, piscine, centri sportivi

15 giugno potranno riprendere le loro attività cinema e teatri.  

Da tale data, inoltre, “sarà a disposizione dei nostri bambini un ventaglio di offerte varie a carattere ludico-ricreativo. E qui devo ringraziare ancora una volta gli enti locali per aver collaborato proficuamente all’elaborazione di questo ventaglio di attività e di offerte”.

Le singole Regioni avranno la possibilità di decidere se ampliare o restringere le misure in base alle valutazioni sui dati epidemiologici dei loro territori.


File name : DPCM_20200517_txt.pdf

File name : Dpcm_20200517_allegati.pdf

Gestione e Tecniche di vendita Fase 2A

Gestione e Tecniche di vendita Fase 2A

Ciao a tutti, parliamo di Gestione e Tecniche di vendita Fase 2A Covid-19

Giorno 18 Maggio inizia la fase di “RI- strutturazione”, non solo per le nostre attività commerciali, ma per noi stessi, messi alla prova ai grandi sacrifici. Lottate sempre, difendete ciò che è di vostra proprietà, altrimenti arriva lo Stato e in un modo o nell’altro ne diventa gestore.

Vi lascio alcuni consigli utili per la gestione del punto vendita e la coordinazione del personale. La guida vi riporta formazione e suggerimenti per un apertura strutturata sulle nuove regole e gestione del cliente secondo Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-10 negli ambienti di lavoro

Se avete domande scrivetemi.

File Name: Gestione-e-Tecniche-di-vendita-Fase-2A-Covid-19.pptx

Tiramisù

Tiramisù

Ciao a tutti, Tiramisù.

INGREDIENTI

3 UOVA

120 GR DI ZUCCHERO

250 GR DI MASCARPONE

500 ML DI CAFFE’ AMARO

400 GR DI SAVOIARDI

CACAO ZUCCHERATO

SALE

COSA SERVE

2 CIOTOLE – UNA PLACCA RETTANGOLARE DA 25X30 – SBATTITORE ELETTRICO – LECCAPENTOLE – PELLICOLA TRASPARENTE – SETACCIO

PROCEDIMENTO

  • Prepara il caffè
  • Dividi i tuorli dagli albumi
  • Monta a neve gli albumi con un pizzico di sale
  • Unisci ai tuorli lo zucchero con lo sbattitore
  • Amalgama gli albumi ai tuorli delicatamente con il lecca pentole, dovrài ricavare un composto morbido e spumoso
  • Unisci un pò per volta il mascarpone con lo sbattitore
  • Ricopri il fondo della pirofila con un pò di crema al mascarpone
  • Inzuppa i savoiardi e posizionali in pirofila con la parte zuccherata rivolta verso l’alto in senso di lunghezza della pirofila
  • Ricopri lo strato con un velo di crema al mascarpone
  • Ripeti l’operazione ricoprendo con i savoiardi imbevuti di caffè
  • Chiudi il Tiramisù coprendo di crema al mascarpone
  • Distribuisci il cacao sul Tiramisù con il setaccio
  • Copri con la pellicola
  • Riponi in frigo

Ti consiglio di realizzare il Tiramisù il giorno prima. Se lo devi utilizzare per il giorno stesso lascia che riposi in frigo almeno 3 ore.

Tiramisù Tiramisù

Ecco il video. Se ti è piaciuto lascia un commento e iscrivi al mio canale

Apri e Chiudi - Dap e Boss - Diario di una quarantena

Apri e Chiudi – Dap e Boss – Diario di una quarantena

Apri e Chiudi – Dap e Boss – Diario di una quarantena

Ciao Diario di una quarantena siamo arrivati al 12 Maggio 2020. Ti devo raccontare un sacco di cose interessanti, spero tu abbia tanta pazienza nell’ascoltarmi. 

Apri e Chiudi – Regioni e Governo a colpi di ordinanza

Gentili clienti il servizio a vostra disposizione offre l’asporto di cibo e vivande. Consultate il menù. Prenotate il vostro ordine. Presto torneremo a riempire le vostre giornate con un servizio completo. Grazie. 

Dal 4 Maggio siamo partiti con il gioco dell’oca, dunque la prima casella era: Fase 1 – ora siamo siamo andati avanti di un’altra casella dopo esserci fermati per due mesi e siamo passati alla casella Fase 2A. Possiamo uscire, hanno riaperto le industrie e il commercio all’ingrosso. Coloro che hanno ancora qualche soldo risparmiato, continuano a lottare per non far morire la propria attività. Il decreto concede l’attività di asporto ai bar, gelaterie, ristoranti, pizzerie.

Mentre il nord Italia riparte con l’economia industriale, e in alcune zone come in Trentino Alto Adige, regione autonoma a statuto speciale, l’ordinanza emanata dal governatore dà la possibilità di riaprire la maggior parte delle attività commerciali: parrucchieri, mercati, negozi; la Calabria, con la stessa ordinanza di apertura rivolta alle attività commerciali, viene bloccata dal governo che, “Boccia”,  non solo come verbo ma anche come Ministro, l’ordinanza, riponendo in chiusura la regione. Anche in Trentino, il Ministro Boccia impugna l’ordinanza e dice di volerla rigettare, ma la decisione e l’accanimento non ha certamente lo stesso rilievo di quella avuta in Calabria. La logica è conseguenziale all’azione, il differente colore politico della Santelli, governatrice della Calabria, posizionata sul partito di Berlusconi – Forza italia –  rappresentante della destra nazionale, va nettamente in conflitto con la sinistra del partito democratico e del movimento cinque stelle. Ancora ricordo in aula le bagarre contro Berlusconi di Beppe Grillo! Quindi è normale che, il Ministro Boccia appartenente al Partito Democratico, abbassi la testa al volere dei cinque stelle. E nonostante Berlusconi stia dando esempio di comportamento legittimo evitando polemiche e guerre tra partiti e cercando di evitare una crisi di governo, la maggioranza continua l’atteggiamento poco rispettoso nei confronti del popolo calabrese, che ad oggi, combatte il virus senza niente, rimediando tamponi da altre regioni, uguale discorso è fatto per le introvabili mascherine nonostante la Farnesina ha assicurato in termini di scorte e reperibilità, così la fornitura da parte della protezione civile agli ospedali, ricordando che in Calabria le strutture ospedaliere sono cadenti per via di una sanità posta all’estremo dalla cattiva amministrazione.

Ma il governo, imperterrito nella sua forza come un generale ai tempi del dominio austro ungarico, fa capire che il suddito deve abbassare la testa! Prosegue, alza lo scudo e punisce i calabresi dal carattere ribelle, chiudendoli nel loro recinto senza niente, così che non possano muoversi e stare zitti! Ma caro governo, amar per te sappi che troverai sempre un calabrese che ti aiuta se lo rispetti, ma non troverai mai un calabrese che abbassa la testa come l’asino perchè ti piace! 

E’ notizia di ieri, 11 Maggio, che a Cosenza, davanti la prefettura, alcuni manifestanti si sono scontrati con la Polizia. La loro richiesta è: voler parlare con il prefetto delle condizioni economiche disagiate in cui riversano i lavoratori, sopratutto coloro che lavorano in nero, perchè caro diario, mentre il nord riapre in linea legale, e mentre si pensa a mettere in regola gli immigrati, la calabria fà  i conti con il tasso di disoccupazione alto, che porta l’operaio ad accontentarsi di qualunque offerta di lavoro, fà i conti con la malavita presente, fà i conti con lo stato che, non curante, chiude il sud per coprire i suoi affari. L’incongruenza degli aiuti economici del governo centrale e il balletto delle ordinanze, fermentano e mettono in dissidio continuo la popolazione! Ecco che i manifestanti, davanti la prefettura, portano con loro il simbolo di cassette vuote, per gridare che: non hanno più soldi per fare la spesa e le casse sono vuote. Nonostante ciò, il governo, continua a chiudere la Calabria, non per un fine di espansione ma per un atto di autorità! 

E’ nota l’affermazione del magistrato Gratteri di sollecitare gli aiuti alla calabria:

Per un capo mafia dare 100 o 200 euro è come per noi pagarne 5. Verrà visto come un benefattore, uno che arriva sempre prima dello Stato. E quando si tratterà di dare una riposta, quell’intera famiglia che ha ricevuto semplicemente 200 euro se ne ricorderà e voterà per il candidato prescelto dal capomafia 

Nel frattempo, la disperazione di chi ha perso i propri cari è ancora forte, ma il cinismo del nostro governo non si arresta al pianto, non c’è tempo, arriva il conto della fattura da saldare dei corpi cremati, delle urne, del trasporto delle salme con i carri armati. Ancora lo sento lo strisciare nel silenzio buio di quegli enormi carri. Tutto a spese del cittadino che ha visto andar via i propri cari senza poter dire addio, né laico né Cattolico o di altro credo. Cimiteri chiusi, loculi indisponibili. Il fiume di morte ha la stessa forma della rosa dei venti, per ogni punta a queste anime non è concesso nulla, solo spirare ed essere portati via dalla corrente. Il gesto di recapitare la fattura, a chi ancor medita la perdita e a chi ancor non comprende cosa accade, caro diario, è la cosa più schifosa, infida e malamente intenta alle intenzioni che uno Stato può fare al cittadino! Senza neppure sapere se quella fattura si è in grado di poterla pagare, senza sapere se e come si sta vivendo la tristezza, senza sapere cosa il covid-19 ti ha lasciato e cosa tu Governo hai tolto! Bestie da macello!

Vergogna!  Il popolo lotta tra mille difficoltà stentando la fame! Gli aiuti non esistono se non limitatamente alle poche capacità di organizzazione burocratiche di uno stato assente.

Si muove tutto intorno a decreti. 

Non esiste un punto di riferimento stabile, traspare chiaro che, chi fa da portavoce, è il frutto della mente di coloro che, per anni, hanno aspettato la debolezza del voto per lo sprezzante risentimento degli anni vissuti dietro le poltrone a gridare e ora rendono succubi gli italiani di quella satira velenosa.

Ma nonostante le lacrime e gli stenti, come volessero nuovamente aver voce, appaiono dal passato alcuni uomini di giustizia che ormai non ci sono più, quasi a risvegliare gli animi assopiti e stanchi di ciascuno di noi, come se volessero dirci “Svegliatevi perchè abbiamo bisogno di voi”!

Devi sapere, caro diario che, quando hai una carica importante e ti viene tolta o hai paura di perderla, cerchi di evitare, facendo tutto il possibile. Se hai lavorato onestamente non hai nulla da perdere, ma se nel tuo percorso ciò fosse il contrario, le conseguenze porterebbero a gesti pochi compiuti e irreparabili. Solo se hai l’onesta, la dignità e il coraggio, puoi portare avanti le tue idee. Solo se non hai paura e non vendi le tue idee al sistema puoi essere parte di una “giustizia”. 

Dap e Boss

Scandaloso in questo momento l’uscita dalle carceri di detenuti che scontano la pena con il 41 Bis. L’assoluto isolamento carcerario, non potrebbe mai portare alla contaminazione del virus. Eppure sono stati liberati!

Ora perchè si capisca cosa stia accadendo e in funzione del fatto che il cittadino deve essere informato e sopratutto istruito, cercherò caro diario di ripeterti le lezioni che ascoltavo all’università di diritto costituzionale. Si hai ragione! Mi mettevano un gran sonno! Ma questa vicenda anziché rendere statica la scrittura tra soggetti giuridici e organi costituzionali, mi permette di vederli in movimento come fossero soggetti inventati in uno scritto! Quindi ora ti racconto l’intrigo di palazzo tra le stelle!

C’ è da dire che, in Italia la Costituzione prevede il principio di separazione di poteri:

  • Legislativo: Parlamento;
  • Esecutivo:  Governo – Ministeri-  Ministero della giustizia;
  • Giudiziario: Magistratura –  Consiglio superiore della magistratura

(E’ scontato che la menzione ai poteri, è la sintesi dei soggetti coinvolti dal punto di vista di persone giuridiche, rispetto il caso di cui ti sto parlando).

Sono poteri che tra loro non si possono incrociare, non possono intervenire nelle decisioni, ma possono coordinarsi. In casi di necessità, esempio come questo, il potere legislativo si incontra con il potere esecutivo tramite i decreti legge, legiferando. 

In questa vicenda i protagonisti sono: Il Ministro della giustizia che fà parte del potere esecutivo; il Consiglio superiore della magistratura, i magistrati che fanno parte al potere giudiziario.

La scarcerazione dei boss, è decisione autonoma del potere giudiziario, in cui è presente il Consiglio superiore della magistratura. Esso non può essere né imposto, né sottoposto al potere esecutivo, che ha il compito, attraverso il Ministero della giustizia di coordinare l’uscita dalle carceri. Solo in caso di necessità urgente il Ministro della giustizia può intervenire!

Il Ministero di giustizia è composto da quattro dipartimenti, uno dei quali ha il nome di DAP, dipartimento di polizia penitenziaria. Esso è suddiviso in Direzioni generali, per il caso specifico la tutela è posta alla Direzione generale del trattamento dei detenuti, con il compito della assegnazione e trasferimento dei detenuti. Particolare attenzione è posta ai detenuti che scontano il carcere con l’articolo 41 Bis, il massimo carcere rigoroso che un detenuto può avere. Il 41 Bis è stato fortemente voluto dal magistrato Falcone per evitare che i mafiosi avessero contatti o potessero inviare messaggi all’esterno e inquinare i processi, come successe in diversi casi.  

Dopo le stragi di Capaci: 23 maggio 1992 in cui persero la vita Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la scorta; la strage di Via d’Amelio, il 19 luglio 1992 in cui venne ucciso Paolo Borsellino insieme alla scorta; il 41-bis si inasprì ancora di più grazie al decreto antimafia – legge 8 giugno 1992, n. 306 voluto fortemente dall’allora Ministro della giustizia Claudio Martelli e il Ministro degli interni Vincenzo Scotti. Il decreto fù convertito in legge il 7 agosto 1992, n. 356. Il 41 Bis. Da questo momento i detenuti non possono avere alcun contatto con l’esterno, qualora lo avessero sono strettamente controllati, posti a distanza in modo che gli agenti di polizia penitenziaria possano controllare, debitamente registrati da telecamere di controllo. Non hanno contatti con altri detenuti, l’ora d’aria è breve e sola, in cella sono da soli.

“Soli”, una parola caro diario che fà riflettere. Se non erro il virus lo prendi se vieni a contatto con le persone, ma se sei da solo non lo prendi e allora tutti questi boss a che servivano fuori? 

E’ previsto nel contenuto della legge che: “In casi eccezionali di rivolta o di altre gravi situazioni di emergenza, il Ministro della giustizia ha facoltà di sospendere nell’istituto interessato o in parte di esso l’applicazione delle normali regole di trattamento dei detenuti e degli internati. La sospensione deve essere motivata dalla necessità di ripristinare l’ordine e la sicurezza e ha la durata strettamente necessaria al conseguimento del fine suddetto”.

E’ così è stato durante la rivolata delle carceri, per paura della contaminazione del virus già diffuso all’interno tra gli agenti di polizia penitenziaria. L’assenza di ospedali destinati ai carcerati ha prodotto il panico, la rivolta e l’evasione. Ma questo in regime di detenzione normale, non di isolamento con il 41 bis. 

Fatto sta che questa cosa di liberare i detenuti con il 41 bis, non è piaciuta neppure ad uno dei pentiti che ha collaborato con i giudici Falcone e Borsellino, aiutandolo a scavare tra le ombre della trattativa stato – mafia. I pentiti nascono dall’idea non di liberarsi del carcere, ma di poter essere da giustizia agli errori commessi e che si commetteranno. Dopo un pò di tempo, ai vertici se ne dimenticano, pensando che ormai i morti sono morti, ma il sussulto del coraggio e l’eredità lasciata dai giudici li riportano in vita, questa volta con la

dichiarazione del collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo ex mafioso di Cosa nostra con 22 omicidi alle spalle:

Le scarcerazioni dei boss mafiosi “fanno parte della trattativa tra Stato e mafia. E’ stata la prima cosa che ho pensato quando ho letto delle scarcerazioni dei boss. Cioè, che ci potevano essere ancora quei patti anche se fatti in ritardo. Basti pensare a quello che sta facendo Giuseppe Graviano dal carcere. Lancia segnali con le sue dichiarazioni nel processo di Reggio Calabria. Prima non sarebbe stato immaginabile. Fa tutto parte della stessa strategia, la trattativa tra Stato e mafia non è mai finita. Vedrete. Lo Stato ha perso, ma non adesso. Ha perso tempo fa, quando ha avviato la trattativa con Cosa nostra che continua tuttora, la nomina di Nino Di Matteo a capo del Dap è saltata per questo motivo. Ha fatto moltissimo contro la mafia e al Dap avrebbe potuto fare danni ai boss.

Parole che risuonano e che vengono echeggiate durante una trasmissione televisiva “Non è l’Arena”, il magistrato Di Matteo nel corso di una telefonata di chiarimento sulla vicenda della mancata nomina a Dap, si scontra con il Ministro della giustizia Bonafede che rigetta le sue dichiarazioni!

Di Matteo dichiara:

 Il 18 giugno 2018 Bonafede mi chiamò al telefono. Mi pose un’alternativa: andare a dirigere il Dap oppure prendere il posto di capo degli Affari penali. Aggiunse che dovevo decidere subito perché mercoledì ci sarebbe stato l’ultimo plenum utile del Csm per presentare la richiesta di fuori ruolo. Richiesta che era urgente per il Dap, ma non lo era per la direzione degli Affari penali. Gli dissi che sarei stato a Roma il giorno dopo e mi sarei recato da lui al ministero. Bonafede chiuse il telefono dicendomi – scelga lei –  Il giorno seguente, mi sedetti davanti a Bonafede e gli dissi che accettavo il posto di capo del Dap. Lui però, a quel punto, replicò che aveva già scelto Basentini, mi chiese se lo conoscessi e lo apprezzassi. Risposi di no, che non lo avevo mai incontrato. Bonafede insistette sugli Affari penali, parlò di moral suasion con la collega Donati perché accettasse un trasferimento. Non dissi subito no, ma manifestai perplessità. Siamo a giugno, disse Bonafede, lei mi manda il curriculum, a settembre sblocchiamo la situazione. Il giorno tornai dal Ministro Bonafede e gli comunicai che a queste condizioni non era più disponibile. Gli dissi di non tenermi più presente per alcun incarico, lui ribatte che per gli Affari penali non c’è dissenso o mancato gradimento che tenga. Una frase che, se riferita al Dap, mi fece pensare. Di Matteo racconta ancora che dopo le elezioni alcuni giornali scrissero che c’era un’ipotesi di una mia nomina al Dap. Mi chiamarono da Roma dei colleghi per dirmi che c’era una cosa molto brutta che mi riguardava. In più penitenziari, per esempio all’Aquila, boss di rango avevano gridato: dobbiamo metterci a rapporto col magistrato di sorveglianza per protestare contro questa eventualità. Subito dopo 52 o 57 detenuti al 41 bis, avevano chiesto di conferire. A quel punto era stata fatta un’informativa diretta a più uffici di procura e al Dap. Il ministro fù informato. Pensai allora, e ho sempre pensato, di essere stato trattato in modo non consono per la mia dignità professionale. Del comportamento di Bonafede mi turbò il fatto che dal ministro arrivò prima una proposta, poi un’altra. Da allora mi sono sempre chiesto cos’era accaduto nel frattempo. Se, e da dove, fosse giunta un’indicazione negativa, magari uno stop degli alleati o da altri, questo io non posso saperlo. 

A queste affermazione il Ministro Bonafede chiama in trasmissione e replica:

Ero convinto che il progetto fosse completo, ma Di Matteo mi chiamò e mi chiese di vedermi il giorno dopo. Ero convinto che volesse entrare nel merito del progetto. Ma tornò e disse che non era più disponibile, perché preferiva il Dap. Lo appresi con sorpresa, ma gli dissi  che avevo già inviato al Csm la richiesta di fuori ruolo per Basentini. Gli spiegai anche chi fosse Basentini. Un magistrato alla quinta valutazione di professionalità di cui la procura nazionale antimafia diceva che aveva saputo far fronte alla mole di lavoro per l’esperienza maturata proprio sulla mafia. Ovviamente  nessuno vieta a Di Matteo di non condividere mia scelta. Le cosiddette esternazioni dei boss in cella riportate in un rapporto del Gom, la struttura che ha al vertice il generale Mauro D’Amico e che monitora il comportamento dei detenuti ristretti al 41 bis. Non si tratta di intercettazioni vere e proprie ma di scambi di messaggi tra i detenuti raccolti dagli agenti. Quelle esternazione dei boss erano note dal 9 giugno, quindi prima della telefonata, nella quale lo stesso Di Matteo mi parlò delle frasi dei boss. Tant’è che lo stesso Di Matteo ha chiarito a Repubblica che il ministro era informato della questione. Non vi fu alcuna interferenza né diretta, né indiretta sul Dap. Quindi tanto meno quella dei mafiosi.

Ed è così che, tornano come fossero tra noi da sempre i magistrati Falcone e Borsellino, aleggia l’aria dei complotti passati che hanno oscurato l’attività dei magistrati durante le loro inchieste. Tanti particolari non detti, tante verità nascoste, tanti documenti che tutt’oggi si cerca di portare alla luce della trattativa tra Stato e Cosa nostra. La presenza dei giudici e di tutti coloro che hanno perso la vita per dare luce ad una nuova giustizia non finirà mai. Hanno lasciato l’immensa eredità di voler continuare ciò che loro non hanno potuto fare. 

Caro diario, mi vengono in mente quei momenti in cui l’esercito italiano fù mandato in Sicilia nel 1992, con l’operazione dei “Vespri siciliani” vennero catturati diversi esponenti della Mafia e si ebbe la consapevolezza che nello stato c’è la mafia.

Oggi nonostante il virus dilaghi, l’effimera pretesa di Icaro di volare in alto per arrivare al sole lo porta a morire. Così sono quelle persone che per una voglia suprema di essere sopra le parti perdono il controllo e non sanno gestire. Le due figure coinvolte in questa vicenda dovrebbero essere indagate rispetto alle affermazioni date. Sopratutto si dovrebbe comprendere perchè vi sia stata una tale libertà di intenti a scarcerare chi ha seminato terrore, chi ha ucciso senza scrupolo, chi ha sottomesso l’italia alla paura! 400 boss fuori carcere con il 41 bis, l’unica nazione al mondo che fà uscire i criminali dal carcere!

Ormai lo sbaglio è fatto e come dice in una dichiarazione il collaboratore di giustizia ed ex killer di Cosa nostra, Pasquale Di Filippo, 

I boss di Palermo hanno di sicuro festeggiato per quelle scarcerazioni, so come ragionano, sono stato anche io un mafioso. Hanno festeggiato per la disorganizzazione dell’antimafia. Dopo le stragi Falcone e Borsellino, lo Stato si è messo a fare seriamente la lotta alla mafia, i boss lo sanno. E neanche loro si aspettavano tanta disorganizzazione e confusione. Ma quando hanno capito che una grande maglia si era aperta, ne hanno approfittato subito, con decine, centinaia di istanze. Ne è venuto fuori un disastro, che non fa certo onore a chi è morto per mettere in carcere tutti quei mafiosi. Intanto, le richieste di scarcerazione continuano ad aumentare. Certo, non sarebbe dovuto accadere. Perché Cosa nostra vive anche di segnali. E questo è stato davvero brutto. Davanti ai mafiosi non si indietreggia, mai. Altrimenti ti fregano, un’altra volta.

Il ministro Bonafede viene sfiduciato dal centro destra. Le motivazioni della sfiducia: la vicenda Di Matteo, la rivolta nelle carceri, la scarcerazioni di decine di detenuti, tra cui numerosi boss della criminalità, legate all’emergenza coronavirus.

Si apre il capitolo di un nuovo decreto per le scarcerazioni:

La settimana scorsa abbiamo approvato un decreto che rende obbligatoria la richiesta del parere della direzione nazionale e delle direzioni distrettuali antimafia e antiterrorismo, prima di assegnare la detenzione domiciliare, e, stando ai dati di questa prima settimana, sta già dando i suoi frutti: abbiamo fermato l’emorragia. Oggi chiudiamo il cerchio. 

Il Ministro della giustizia

Caro diario, mi ritrovo di nuovo come tanti anni fà, quando avevamo paura che lo spettro della mafia potesse essere ovunque. E’ ritornato! Quando lo stato vacilla, la mafia lo sostituisce.

E seppur tutta la vicenda sembrano il racconto di uno scritto, è purtroppo la realtà dei contorti giochi di palazzo.

Ecco questo è ciò che sta accadendo nella grande confusione del virus. Sembra quasi che tutta questa fase sia un modo per poter far uscire il meglio o il peggio.

Certo è, che questo paese in cui vivo, anziché andar avanti e pensare a Ri- strutturare sta tornando indietro.

Nel frattempo ti annuncio che a breve ci sarà l’uscita di un nuovo numero di decreto. Sembro quando vado in cartoleria a chiedere: Signora, ha il nuovo numero del giornalino?

A presto e che Dio ce la mandi buona.

Apri e Chiudi - Dap e Boss - Diario di una quarantena

Regolamento sanitario internazionale - Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Ordinanza 41 Regione Calabria – RI strutturare

Ordinanza 41 Regione Calabria – RI strutturare

La Calabria ha una nuova ordinanza che permette di poter cominciare a posizionarsi nella fase 2A! Ora vediamo quanto darà fastidio alle loro maestà!

È come il gioco dell’oca: ogni passo che facciamo in crescita economica e sociale ci porta a Ri- strutturare il nostro territorio e andare avanti nel tabellone che, l’ultimo dpcm ci mostra a pagine 69-70. I tempi del vivere sono scanditi dalla prudenza, se non rispettiamo i consigli degli esperti, il gioco dell’oca ci riporta indietro alla casella lockdown! Quasi come un intimorire il popolo, in realtà dobbiamo essere responsabili per noi stessi.

Dobbiamo avere il coraggio di uscire dal guscio del #iorestoacasa e passare alla fase #iocostruisco.

Se tutti da nord a sud riusciamo a compiere questo percorso, usciamo dalla Fase2A. Uso il presente perché voglio che sia il tempo quotidiano ad essere il mio futuro.

Il contrario subiremo sempre la continua pressione di un governo che ripetutamente e senza diritto democratico ha massacrato la nostra libertà di pensiero.

RI- strutturiamo, perché il RI- costruire l’hanno fatto i nostri padri scrivendo la storia di una Italia libera.

Abbiate il coraggio del rischio, in funzione di ciò i vostri sacrifici hanno una prospettiva! Non abbiate paura, altrimenti lo Stato si sentirà in diritto di essere proprietario e gestire la “Cosa vostra”

Andate avanti- Lottate

Ordinanza 41 Regione Calabria

Regolamento sanitario internazionale - Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Organizzazione mondiale della sanità – Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Organizzazione mondiale della sanità – Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Per quanto riguarda l’ultimo Dpcm, abbiamo ascoltato e letto i chiarimenti del Governo riguardo alcuni punti essenziali che fanno parte del nostro legittimo e costituzionale diritto di libertà della persona, che, allo stato attuale viene e verrà vincolato qualora si dovesse prospettare lo schema che viene posto a Pagina 69-70 del Dpcm.

Scopriamo quali sono i poteri eccezionali/straordinari esecutivi in fase di pandemia del governo! Da chi sono previsti e in linea a quale regolamento. 

Partiamo da questo

Regolamento sanitario internazionale - Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Organizzazione mondiale della sanità – Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Regolamento sanitario internazionale - Fase 2 Dpcm 26 Aprile

Organizzazione mondiale della sanità – Fase 2 Dpcm 26 Aprile

In questo momento in cui si discute giustamente sul senso delle parole: “Congiunti – Spostamento”, ci dobbiamo soffermare anche sul concetto di “Monitoraggio del Rischio Sanitario”.

Non dimentichiamo che tutto ciò che ruota intorno alle decisioni del governo e della task force, trova disciplina attraverso:

Organizzazione mondiale della sanità – Organizzazione intergovernativa che fa parte delle Nazioni Unite

Che cos’è?

L’Organizzazione che nasce con l’obiettivo di: fare raggiungere ai popoli della terra il maggior livello di salute possibile

Funzioni:

  • Contribuire all’eradicazione o eliminazione di malattie
  • Assistere i governi, quando lo richiedano, nel migliorare i servizi
    sanitari
  • Fornire informazioni, consigli ed assistenza nell’ambito della sanità
  • Promuovere politiche per migliore nutrizione, igiene, ambiente,
    condizioni di lavoro
  • Proporre accordi e convenzioni internazionali in ambito sanitario
  • Definire norme internazionali su prodotti biologici, farmaceutici,
    destinati all’alimentazione
  • Promuovere ed indirizzare la ricerca medica
  • Realizzare e sostenere alcuni servizi amministrativi e tecnici (es:
    epidemiologia, statistica)
  • Informare correttamente l’opinione pubblica

E’ composta da:

192 Stati Membri
Quartier Generale (HQ) : Ginevra –

3 Organi principali:

  • Assemblea Mondiale della Sanità
  • Consiglio Esecutivo Rende effettive le decisioni e le politiche dell’Assemblea Mondiale, fornisce consigli tecnici e generalmente facilita il lavoro di questa
  • Segretariato: composto da circa 3500 esperti nel campo sanitario ed in altri
    campi, con staff di supporto, operante a livello di HQ, negli uffici regionali e negli Stati membri

6 Regioni

  • Comitato Regionale
  • Ufficio Regionale

Articoli che della costituzione del OMS forniscono le basi dello strumento del Regolamento Sanitario internazionale:

  • Articolo 21 della Costituzione dell’OMS L’Assemblea Mondiale della Sanità ha l’autorità di adottare regolamenti concernenti: Richieste sanitarie o quarantenarie ed altre procedure studiate allo scopo di prevenire la diffusione internazionale delle malattie
  • Articolo 22 della Costituzione dell’OMS: I regolamenti adottati sulla base dell’articolo 21 entrano in vigore per tutti gli Stati membri dopo debita comunicazione della loro adozione da parte dell’Assemblea Mondiale della Sanità, con l’eccezione di coloro che presentano, nei tempi dovuti, riserve o respingimenti

Regolamento Sanitario Internazionale

Che cos’è? 

E’ uno strumento giuridico internazionale che si prefigge di “garantire la massima
sicurezza contro la diffusione internazionale delle malattie, con la minima interferenza possibile sul commercio e sui movimenti internazionali, attraverso il rafforzamento della sorveglianza delle malattie infettive mirante ad identificare, ridurre o eliminare le loro fonti di infezione o fonti di contaminazione, il miglioramento dell’igiene aeroportuale e la prevenzione della disseminazione di vettori.

Di seguito la lettura di alcuni articoli che costituiscono il Regolamento Sanitario Internazionale 

Parte I – Articolo 3 – Principi


1. L’implementazione del presente Regolamento deve avvenire nel pieno rispetto della dignità, dei diritti e delle libertà fondamentali dell’uomo.
2. L’implementazione del presente Regolamento deve essere guidata dalla Carta delle Nazioni Unite e dalla Costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
3. L’implementazione del presente Regolamento deve avere come obiettivo la sua applicazione universale al fine di proteggere l’umanità dalla diffusione internazionale di malattie.
4. Gli Stati godono, ai sensi della Carta delle Nazioni Unite e dei principi del diritto internazionale, del diritto sovrano di legiferare e di implementare legislazione in accordo con le loro politiche sanitarie. Nel fare ciò, dovrebbero appoggiare lo scopo del presente Regolamento

Posta la conoscenza di ciò che ci tutela, possiamo analizzare lo schema contenuto nel dpcm. Noteremo come, la Fase 1 e Fase 2 varia secondo l’analisi dei valori seguenti: 

  • Trasmissione del contagio
  • Restringimento delle libertà della persona 
  • Capienza nei presidi ospedalieri
  • Quarantena,
  • Reperibilità dei soggetti 
  • Tamponi – Test sierologici

Ad oggi il percorso della pandemia ha superato lo step della Fase 1 per giungere alla Fase 2A –  Transizione iniziale.

Se manterremo costanti i parametri sopra scritti alla base del RSI, passeremo alla Fase 2B – Transizione avanzata.

Da questa Fase 2B, il passo verso il vaccino è breve, conseguente sarà il Passaggio di mantenimento Fase 3 – Ripristino – Fine della Pandemia. Caso contrario si ritornerà indietro.

In alcuni momenti ci siamo chiesti perchè i voli continentali e intercontinentali non venissero chiusi. La Cina dà il messaggio dell’allarme di contaminazione, restringe il popolo in lock down. Dall’altro lato, il resto delle nazioni, avrebbero dovuto chiudere qualunque collegamento ed evitare la diffusione. Ma non è stato fatto, in sinergia ogni nazione ha preferito seguire una propria strada e Covid- 19 si è diffuso, creando la Pandemia.

Oggi il dpcm riapre i punti di ingresso. Cerchiamo di capire che regole segue il nostro esecutivo per aprire e chiudere i punti di ingresso.

Regolamento Sanitario Internazionale 2005
Allegato 1: capacità essenziali di sorveglianza e risposta Livello NAZIONALE – Capacità di risposta

  • Determinare rapidamente le misure di controllo richieste per evitare una diffusione nazionale e internazionale.
  • Fornire supporto tramite personale specializzato, analisi di laboratorio di campioni, e assistenza logistica ;
  • Fornire assistenza sul posto, quando richiesta per completare le indagini
    locali;
  • Fornire un collegamento operativo diretto con funzionari di sanità pubblica
    con esperienza e altri ufficiali per approvare rapidamente e implementare misure di controllo e contenimento;
  • Fornire un legame diretto con altri ministeri competenti ;
  • Fornire, tramite il più efficiente mezzo di comunicazione disponibile, collegamenti con ospedali, cliniche, aeroporti, porti, attraversamenti terrestri, laboratori e altre aree operative chiave per la diffusione di informazioni e raccomandazioni ricevute dall’OMS relativamente agli eventi nel territorio dello Stato Parte e nei territori di altri Stati Parti;
  • Istituire, porre in atto e mantenere un piano nazionale di risposta ad emergenze sanitarie, includendo la creazione di gruppi multidisciplinari/multisettoriali con il compito di rispondere ad eventi che possano costituire un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale; e FORNIRE QUANTO DETTO IN PRECEDENZA 24 ORE SU 24.

C’è un’altro aspetto che ci appassiona e a cui fà capo il RSI e che chiarisce alcuni aspetti sulla mobilità territoriale in termini di raccomandazioni. Articolo 17 Criteri per le raccomandazioni

a) i punti di vista degli Stati Parti direttamente interessati;
b) il parere del Comitato di Emergenza o del Comitato di Revisione, a seconda del caso;
c) i principi scientifici nonché le prove e le informazioni scientifiche
disponibili;
d) misure sanitarie che, sulla base di una valutazione del rischio adeguata alle circostanze, non siano più restrittive del traffico e del commercio internazionale e più intrusive per le persone rispetto ad alternative ragionevolmente disponibili che
permetterebbero di raggiungere il livello adeguato di protezione
sanitaria;
e) normative e strumenti internazionali attinenti;
f) attività intraprese da altre organizzazioni intergovernative ed enti internazionali competenti;
g) altre informazioni adeguate e specifiche relative all’evento

Articolo 18 Raccomandazioni relative a persone, bagagli, carico,
container, mezzi di trasporto, merci e pacchi postali
Per le persone

a) non si consigliano misure sanitarie specifiche;
b) verifica della storia di viaggi nelle aree affette;
c) verifica dell’esame medico e delle analisi di laboratorio;
d) richiesta di esami medici;
e) verifica di prova di vaccinazioni o altra profilassi;
f) richiesta di vaccinazioni o altra profilassi;
g) osservazione di sanità pubblica di persone sospette;
h) quarantena o altre misure di sanità pubblica per persone sospette;
i) isolamento e terapia, quando necessari, per le persone affette;
j) individuazione dei contatti delle persone affette o sospette;
k) rifiuto dell’ingresso di persone affette o sospette;
l) rifiuto dell’ingresso di persone non affette in aree affette; e
m) screening in uscita e/o restrizioni su persone provenienti da aree
affette


Abbiamo ora un quadro chiaro e delineato:

  • di chi ci tutela: OMS
  • di chi ci regola: RSI ù
  • di chi esegue: il Governo.

Ecco, il perchè forse, ma non motivato, la distinzione in gruppi di appartenenza come in matematica tra: insiemi e sottoinsiemi. L’insieme A emigra dall’insieme B composto da termini ricavati da A.

Il ceppo di famiglia è facilmente riconducibile qualora tu sia positivo, diversamente se si tratta di contatto tra amici!

Ho imparato nel corso degli anni che l’essere umano è decifrato a numeri, se lavori sei un numero, se studi idem, se vai al supermercato anche, qui hanno fatto lo stesso. Non vi aspettate umanità!

Naturalmente per noi civili mortali rappresenta, privazione! E’ vero anche che, razionalmente dal punto di vista scientifico è più sicuro. Consiglio al presidente Conte anziché allungare su, emerite didascalie poetiche, di spiegare al popolo come e perchè delle decisioni dell’esecutivo! Altrimenti sembra che sia frutto di una mente diabolica atta a voler condizionare il popolo, per alcuni versi, è vero lo sia. Non tutto è fatto secondo coscienza democratica! 

In altre nazioni l’apertura è stata motivata dal voler affrontare il virus. In Italia ci si apre a settori. Il virus però non guarda se sei un lavoratore autonomo o un impiegato o imprenditore, guarda il modo di protezione con cui lo affronti! Dispositivi sanitari, Ospedali sull’intero territorio nazionale con percorso covid, disciplina delle regole sanitarie di prevenzione! Tutto questo è presente solo nel 60 percento del territorio nazionale, il restante se la cava! Ecco perchè le differenze e le tensioni tra nord e sud! Se lo stato non sa mappare i territori, converrebbe prima di decretare, fare una analisi approfondita e dare competenza regionale, così eviteremo gli episodi spiacevoli che viviamo in regioni come: Lombardia, Veneto, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia. Molte volte l’autonomia delle regioni non è un presupposto politico ma un fondamento al bene dei cittadini. L’Italia da secoli è divisa e il governo la taglia ancora di più con decreti che favoriscono le zone del nord ad espansione industriale avanzata, sfavorendo il sud dei piccoli imprenditori, artigiani e coltivatori diretti!

Ricordo al Presidente Conte le sue dichiarazioni

Se riparte il Sud, riparte l’Italia intera; ed è con questo spirito, con questa convinzione che muoviamo e ci disponiamo a realizzare l’agenda di governo sul tema della coesione nazionale.

Il resto del decreto ottempera le seguenti regole come da conferenza stampa del Presidente del Consiglio Conte:

Per quanto riguarda gli spostamenti, questi saranno possibili all’interno di una stessa Regione per motivi di lavoro, di salute, necessità o visita ai parenti; gli spostamenti fuori Regione saranno invece consentiti per motivi di lavoro, di salute, di urgenza e per il rientro presso propria abitazione.

Obbligatorio l’utilizzo delle mascherine sui mezzi pubblici.

Sarà consentito l’accesso ai parchi pubblici rispettando la distanza e regolando gli ingressi alle aree gioco per bambini, fermo restando la possibilità da parte dei Sindaci di precludere l’ingresso qualora non sia possibile far rispettare le norme di sicurezza.

Per quanto riguarda le cerimonie religiose, saranno consentiti i funerali, cui potranno partecipare i parenti di primo e secondo grado per un massimo 15 persone. Inoltre, già nei prossimi giorni si studierà un protocollo che consenta quanto prima la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza.

Previste regole più stringenti per chi ha febbre sopra i 37.5 gradi e sintomatologie respiratoria: obbligo di restare a casa e avvertire il proprio medico.

Per quanto riguarda le attività di ristorazione, oltre alla consegna a domicilio, sarà consentito il ritiro del pasto da consumare a casa o in ufficio.

A partire dal 4 maggio potranno quindi riprendere le attività manifatturiere, di costruzioni, di intermediazione immobiliare e il commercio all’ingrosso. Per queste categorie, già a partire dal 27 aprile sarà possibile procedere con tutte quelle operazioni propedeutiche alla riapertura come la sanificazione degli ambienti e per la sicurezza dei lavoratori .

Per consentire una graduale ripresa delle attività sportive, a partire dal 4 maggio saranno consentite le sessioni di allenamento a porte chiuse degli atleti di sport individuali.

link per visualizzare il decreto fonte sito Governo DPCM 26 APRILE 2020 

Scarica la nuova autocertificazione prevista dal Dpcm 

File name : nuovo_modello_autodichiarazione_editabile_maggio_2020.pdf

Di seguito l’ordinanza del Commissario Arcuri che fissa il prezzo delle mascherine a 0,50 centesimi. E’ vergognosa la ribellione dei farmacisti. Le mascherine anzi tempo costavano 0,09 centesimi! Il guadagno c’è!

Link per visualizzare Ordinanza n. 11/2020 del Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19

Proteggetevi sempre e lottate per ciò che avete costruito in passato. Pensate sia una continuazione differente ma pur sempre continuità. Non è un ricominciare è un continuare! La mente è intrappolata da frasi “Andrà tutto bene”. Andrà secondo percorso storico. In funzione di ciò che ricostruisco lotto per il mio futuro! Rimanete sempre con i piedi per terra e non pensate che tutto ciò che ci viene detto sia completamente la realtà, scavate su tutto. 

Grazie per aver letto,

se avete domande a destra il tasto della chat o scrivetemi a

gsartecucina@icloud.com

A presto

Finger food in Tempura

Finger Food in Tempura

Ciao a tutti, Finger Food in Tempura.

La caratteristica della frittura Giapponese, luogo in cui nasce la Tempura, è quella di trattenere meno umidità possibile e assorbire meno olio in frittura. Rimarrà la croccantezza leggera.

Differenze tra Pastella e Tempura – Cosa succede mentre prepariamo

La pastella e la tempura trovano differenza nel modo in cui si uniscono gli ingredienti che hanno in comune: Farina 00 – Acqua – Uovo.

La pastella è formata da acqua e farina. A contatto con l’acqua, la farina forma la maglia di glutine. Durante la lavorazione della pastella, attraverso la forza del movimento che applichiamo, otteniamo uno spessore della trema della maglia glutinica, più ampio e una consistenza più forte che, al momento della frittura tratterà l’olio. L’umidità in frittura è un elemento importante, la pastella trattiene più umidità per via dello spessore della maglia di glutine. Differente è la tempura che rimane meno spessa tra la trama della maglia glutinica, grazie alla forza inferiore applicata durante la preparazione, il tempo di riposo, la presenza dell’uovo. 

Il piatto di oggi – Grazie Chef Hiro

Il finger food di oggi, è un piatto con una frittura leggera in tempura. La ricetta della tempura non è mia, ma di Chef Hiro che, in questo momento di Lockdown, ci ha regalato splendidi piatti incrociando la cucina tradizionale giapponese, a quella Italiana. Lo ringrazio per avermi insegnato, non solo dal punto di vista della cucina, ma ci ha portato alla scoperta di luoghi stupendi attraverso i suoi viaggi in Giappone. Grazie Chef Hiro.

Accanto vi lascio il link Instagram. Vi consiglio di seguirlo Pagina Chef Hiro Instagram

INGREDIENTI TEMPURA

100 GR DI FARINA 00

200 GR DI ACQUA NATURALE FREDDA

1 CUCCHIAIO DI UOVO

INGREDIENTI FINGER FOOD

2 CIPOLLE DI TROPEA MEDIE 

2 MELANZANE

100 GR DI PROSCIUTTO COTTO

100 GR DI PROVOLA

SALE

OLIO DI GIRASOLE

COSA SERVE

CIOTOLA – CUCCHIAIO – PADELLA – PIATTO PIANO – CARTA ASSORBENTE – 

PROCEDIMENTO

PREPARAZIONE TEMPURA

  • Batti l’uovo in un piatto.
  • Versa l’acqua in una ciotola
  • Unisci un cucchiaio di uovo. Amalgama.
  • Versa la farina, miscela con movimenti delicati e circolari finchè la farina non si è completamente unita all’acqua. Non preoccuparti se forma grumi, la magia della tempura è farli scegliere durante il tempo di riposo.
  • Fai riposare per 10 minuti.
  • Muovi con il cucchiaio la tempura per qualche secondo, noterai come la maglia di glutine si è unita e i grumi si sono sciolti

PREPARAZIONE FINGER FOOD

  • Taglia le melanzane in senso di lunghezza e le cipolle a rondelle.
  • Prepara le melanzane appoggiando su una fetta il prosciutto e la provola
  • Richiudi con un altra fetta di melanzane.
  • Prepara l’olio a temperatura di 160 gradi. Se non hai il termometro da cucina, fai cadere a filo un pò di tempura, se l’olio inizia a friggere ha raggiunto la temperatura ideale.
  • Immergi le fette di melanzane ripiene e friggi.
  • A fine cottura appoggia su carte assorbente finisci con un pò di sale. 
  • Immergi le cipolle a rondelle nella tempura
  • Friggi
  • A fine frittura ponile su carta assorbente
  • Salale

Ecco fatto un buon Finger Food in Tempura da utilizzare per ogni occasione!

Grazie per avermi fatto compagnia. A destra trovi la chat scrivimi.

Vi auguro un nuovo inizio per giorno 4 Maggio. Proteggetevi dal virus così che il virus non prenda la vostra libertà. Ribellatevi contro ciò che non vi piace. Il maggior incubo della vita è lasciare la possibilità agli altri di sentirsi in diritto di chiuderci e buttar via i nostri sacrifici! Le attività commerciali sono vostre non dello stato. Siete voi padroni di decidere, basta non stare zitti e sottostare! 

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