Diario di una quarantena – 25 Marzo 2020 – Lo sbarco bloccato – Italia divisa

Diario di una quarantena – 25  Marzo 2020 – Lo sbarco bloccato – Italia divisa

Ciao Diario di una quarantena,

ho appena terminato di scrivere l’articolo sul blog riferito all’ultimo decreto di contenimento che chiude diverse attività industriali…

No no aspetta !…

Ho sbagliato a scrivere, non è l’ultimo decreto! Ci saranno altri colpi di scena!

Sono rimasti davvero in pochi a lavorare, oltre medici e infermieri, gli autotrasporti rischiano la loro vita giornalmente. I corrieri resistono ancora per poco, sono piccoli grandi soldati che corrono per recapitare ciò che è utile e garantire la continuità di una filiera del lavoro attivo e di vita sociale ormai spezzata. Anche loro si preparano alla cassa integrazione.

Aleggia aria di contrasto politico – sociale, per via delle mille decisioni prese e non ancora realmente attuate. Gli aiuti al popolo decretati non sono realmente attivi. Il sito dell’inps, a tutt’oggi 25 Marzo, non è operativo rispetto le domande da presentare per garantire gli ammortizzatori sociali. Tutto ciò porta a non far entrare soldi a casa.

La classe operaia traballa a casa. La classe ricca è a casa ma col gruzzoletto. Naturalmente nessuno dei nostri parlamentari ha rinunciato al suo stipendio o ad abbassarsi il fruttuoso onorario che il popolo italiano paga mensilmente.

La mia domanda è? Ora che nessuno è in grado di pagare le tasse dove prenderete i soldi per i vostri lussi? Ma la risposta la ho!

Lo sfruttamento dell’europa in termini economici serve anche a garantire la classe politica. Cascano sempre in piedi! Come fù durante il dopo guerra, faranno in modo che, il popolo, si accontenti di farina, allevamento e agricoltura per potersi sfamare. La media del paniere dei beni parla chiaro, l’articolo più venduto è: farina e acqua, la carne a costo basso il pollame, la frutta e verdura scalano la classifica. Rimarrà nel tempo anche la possibilità di investire nel piccolo artigianato che rifiorirà. Tutto in una prospettiva futura di crescita, non per il sud, ma per il ricco nord che guarda tra: il monte bianco e il monte rosa, l’europa.

Ecco perchè, anche questa volta, il governo ha aperto una voragine disastrosa tra nord e sud, l’esodo che riparte per la terza volta. Come in una buona armata pronta al combattimento i comandanti si posizionano. I presidenti delle regioni del sud cercano di chiudere le regioni con le ordinanze ed evitare la contaminazione. Si rischia il tracollo completo del mezzogiorno, uno sterminio di razza che non avrebbe uguali, al sud gli ospedali non garantiscono capienza e supporto alla sanità. L’impegno costante dei sindaci e della regione, in questi giorni ha portato in calabria la realizzazione:

  • 21 Marzo 2020 –   struttura modulare area adiacente Azienda Ospedaliero Universitaria Mater Domini di Catanzaro. La struttura conterrà 80 nuovi posti terapia intensiva e subintensiva si potranno gestire in sinergia con il policlinico ulteriori 1000 casi di possibile contagio. Questi nuovi posti letto si andranno ad aggiungere ai 141 allestiti negli scorsi giorni in tutta la regione.
  • 340 i medici che hanno dato disponibilità per essere impiegati durante l’emergenza Coronavirus in Calabria.
  • ASP avviato le graduatorie degli idonei per l’assunzione, sempre a tempo determinato, di 270 infermieri e 200 Oss oltre che a biologi e tecnici di laboratorio.

L’ordinanza più importante della regione è emessa il 20 Marzo, la Calabria è chiusa, chiunque entri o esca dal territorio lo deve fare con comprovate motivazioni. Ciò non è sufficiente a bloccare le fughe incoscienti verso il sud

Il 22 Marzo, il presidente della regione Calabria rilascia questo comunicato:

Sono felice che il governo abbia compreso le preoccupazioni del Sud ed abbia cercato di porvi rimedio varando un’ordinanza del ministero dell’Interno e della Salute che vieta a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi in un comune diverso da quello in cui si trovano, quindi di evitare “fughe verso Sud”. La Calabria aveva necessità di risposte concrete per evitare nuovi contagi.Ringrazio il Presidente Tajani ed i colleghi parlamentari e consiglieri regionali che ieri ed oggi hanno fatto ‘squadra Calabria’ per raggiungere il risultato. Ringrazio il Ministro Lamorgese ed il Ministro Speranza che hanno subito compreso la gravità delle nostre preoccupazioni.Si tratta di una vittoria per la Calabria, ma anche per tutto il Sud Italia che rischiava di dover fronteggiare una nuova ondata di arrivi che avrebbe reso più critica la situazione attuale.

Tutto ciò non è bastato. A oggi, ti assicuro caro diario, l’esodo è sbarcato nel regno delle due Sicilie. L’affluenza delle macchine ha raggiunto l’apice a Villa San Giovanni notte del 22, quando, chiunque, con motivazioni più o meno certe di veridicità, traghetta, ma questa volta non sono solo residenti italiani al sud, ma anche gli stranieri da oltre Alpi. Viaggiatori sconclusionati riescono a passare il confine italiano e comodamente percorrere lungo tutta la penisola per riuscire ad imbarcarsi allo stretto.

La mia domanda è: come ha fatto questa gente a passare il controllo alle frontiere e poi percorrere l’autostrada da nord verso sud e passare nei vari caselli autostradali? Possibile, lungo il percorso, non ci sia mai stata una volante della stradale? In Italia non esistono telecamere lungo i percorsi autostradali da segnalare anomalie? Dove sono i Ministri?

Sembra l’Italia dei persi per caso!

Fatto sta che, i viaggiatori senza titolo di viaggio autodichiaranti, per decreto pinco pallo, arrivano alla soglia delle stretto. Alcuni sbarcano in Sicilia, altri rimangono intrappolati tra le dodici zampe, presi a morsi dalle grandi fauci dalle sei teste di cane di Scilla. Cariddi li rifiuta.

Il sindaco di Messina, impavido guerriero, scende a difendere il suo popolo, non li vuole! Ha ragione! Accanto a lui, il presidente della regione Sicilia dichiara che, dev’essere lo stato ad intervenire e sbloccare la situazione, poichè è il medesimo ad averla creata!

Il sud delle due Sicilie, non è terra di sbarco per coloro che hanno scelto di andare via, non è solo la terra del sole e del mare e del tutto gratis per via di mamma e papà, è la terra che ha bisogno, da parte di tutti rispetto e sopratutto che lo Stato sia presente, o che lasci liberi Scilla e Cariddi.

La lotta del sindaco di Messina De Luca ha la meglio, vengono bloccate le macchine che non sono in regola con il decreto. Lo stato è muto, non interviene, lascia solo il sindaco della città metropolitana a far fronte al problema, un sindaco  che, si dimostra all’altezza della situazione e cerca di far rientrare l’ordine al blocco. Distribuisce, con la collaborazione del sindaco di Villa San giovanni, del prefetto e della protezione civile, ristoro alle famiglie accampate in macchina, sposta lo sbarco dei tir su Reggio calabria. La polizia è in assetto anti sommossa.

Tra la voce lecita dei sindaci e la voce mesta del popolo, si attua decisivamente il blocco dei traghetti dall’intrepida Scilla. La screanzata decisione degli adulti purtroppo coinvolge anche i bambini, mettere a rischio la vita dei propri figli, è l’ennesimo atto di egoismo che l’essere umano compie! Passano le ore, si raggiunge un compromesso tra le parti delle due sponde, il sindaco De Luca e il presidente di regione ammettono il rientro in sicilia di donne e bambini, restano in calabria 90 macchine, un centinaio di persone vengono messe in quarantena a Villa San Giovanni, ne dà comunicato il sindaco Falcomatà:

Sto scortando personalmente con l’ausilio della Polizia Municipale, della Polizia Metropolitana, della Guardia Costiera e della Questura di Reggio Calabria le prime 150 persone, tutte residenti in Sicilia, che rientreranno a casa dal porto di Reggio per motivi di sicurezza.

Finalmente questa assurda situazione si è sbloccata grazie all’intervento dei Ministri Lamorgese, De Micheli, Boccia e del Presidente dell’Anci Decaro.

Trovo sinceramente vergognoso che ancora rimangano 80 persone in Calabria perchè chi di dovere non è capace di assumersi la responsabilità di decidere.

La politica è una cosa seria, non è uno show. Chi ancora non riesce a comprenderlo, sta mettendo a serio rischio la salute e la sicurezza di un popolo, quello reggino, che con enormi sacrifici e tanta responsabilità, sta rispettando le regole fin dall’inizio di questa complicata emergenza.

Le persone non si respingono come pacchi. Finalmente sblocchiamo una situazione che ha messo in discussione la dignità di ogni essere umano. Non è possibile che più di 200 persone, tra le quali tanti bambini, siano lasciate per quasi 36 ore su una banchina portuale, senza possibilità di andare in bagno, senza viveri, ostaggio di istituzioni incapaci di far rispettare le loro ordinanze e i loro decreti.

E’ ricomparso timidamente lo Stato, sbagliando nelle decisioni.

Fosse stato per me, caro diario, non avrei concesso alcuno sbarco ne ospitalità, ognuno sarebbe tornato da dov’è partito.

Ora in calabria ci troviamo ad avere un focolaio attivo altamente pericoloso in una zona strategica della provincia di Reggio Calabria.

E’ così che, per l’ennesima volta, lo stato riesce a cavarsela dalla sommossa!

A parere mio non hanno capito cosa sta accadendo!

Non hanno capito che le regioni del sud si sono stancate dell’ indifferenza dello Stato ai problemi interni.

Che, il popolo del sud, ha gli stessi diritti, in termini di risorse, come il nord.

E’ finito il tempo in cui si faceva apparire il sud come il luogo in cui il popolo non vuole crescere, per poi parcheggiarlo nell’oblio della parole: Mafia e Ndrangheta.

Il tempo in cui ci hanno messo allo scarto e ci chiamavano terroni e ladri è terminato, perchè questi termini non sono nati dal nord per caso, ma da gente fatta entrare in parlamento a cui è stato dato il libero arbitrio a denigrarci.

Non hanno saputo osservare che, è terminato il tempo dell’indifferenza che hanno usato, quando tra Dicembre e Gennaio il magistrato Gratteri ha liberato la calabria da una parte di oppressione, restituendo legalità e lo stato non ha fatto cenno di merito, neppure durante la manifestazione svoltasi per il nostro encomiabile magistrato.

In serata del 24 Marzo, il colpo di scena dell’annuncio di un nuovo decreto che in aggiunta inasprisce le sanzioni a chi viola le misure di contenimento, l’ammenda sale vertiginosamente al tetto dei 3 mila euro. Lo stato racimola nella disgrazia dal popolo obbligato a rinchiudersi a casa per mancanza di attenzione, preparazione e intervento al virus cinese.

Che dirti caro diario, è Italia, quella fatta di un’immensa storia e di tanti governi irrisori, quella che amo per la sua bellezza, ma che vorrei avesse un pò dell’America.

E’ il principio del lento sfilare della pelle del serpente quando muta, la trascina su di se fino staccarla completamente senza accorgersene. Ecco l’Italia oggi.

Ti allego caro diario il documento che spiega: cos’è il corona virus e la sperimentazione dei farmaci di cui abbiamo sentito parlare, per alcuni casi risulta abbia salvato vite!

Covid-19 – Conosciamolo – La sperimentazione del farmaco Coronavirus –

A presto

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