Diario di una quarantena

Diario di una quarantena – 12 Marzo 2020 –

Oggi è tutto molto diverso, le lancette dell’orologio vanno avanti velocemente, a dir il vero già da ieri un senso di adeguamento al tempo fa scandire il tic toc delle lancette.

Tutti a casa! Il decreto firmato in data 11 Marzo dal Presidente del consiglio restringe ancora di più la possibilità di uscire.

Possiamo andare a: fare la spesa, a comprare un farmaco, a lavorare, ma poi dobbiamo andare a casa, è per il nostro bene, per il bene dei nostri figli e per il bene sopratutto di chi ha genitori anziani , nonni che amiamo. E’ per il bene dell’Italia, che sta lottando per mandar via questo virus.

Sembra sia un insegnamento ai popoli delle diverse razze. Convid_19 è presente in tutto il mondo.

Le caratteristiche sintomatiche che lo distinguono sono: forte febbre e blocco respiratorio.

Da ieri pomeriggio, ho introdotto un nuovo vocabolo nel mio dizionario “Pandemia” l’organizzazione mondiale della sanità l’ha chiamata così, oramai e quasi in tutto il mondo. L’unica cosa che possiamo fare per debellarlo è: cercare un vaccino adeguato che, però, richiede tanto tempo per via della sperimentazione; stare a casa per non diffonderlo tra di noi.  In Cina lo hanno fatto.

E’ partito tutto da Wuhan, provincia cinese Hubei, a Dicembre 2019, il mondo si sveglia capisce che stavano lottando contro un virus che, i virologi, hanno chiamato Corona virus – Convid_19. Sembrava fosse lontanissimo per i chilometri che ci separano, ma a febbraio anche l’Italia è stata invasa da Convid_19. Da questo momento la vita degli Italiani cambia, passa diversi stadi:

Consapevolezza

Accettazione

Sopravvivenza

Rinuncia

Rispetto

Regole

Oggi il sole intiepidisce l’aria, è bellissimo sentire il tepore  dei raggi . Sono sempre più innamorata del luccichio del mare che si rifrange tra Trinacria e i monti aspri, sono sempre in attesa di poter essere fortunata e vedere, Fata Morgana, l’amore maledetto di Scilla e Cariddi l’ho già visto. C’è un’aria leggera, sono seduta sulla panchina in balcone, ho un gelsomino sbocciato con i fiori gialli e sto aspettando che la pianta fiorisca i calla, uno dei miei fiori preferiti. Sento le voci della gente in fila al supermercato, faccio capolino per vedere se rispettano ciò che c’è stato detto, anziché ammucchiarsi, sono distanti l’un dall’altro, mascherina e guanti. Sento discorrere su ciò che sta succedendo e su ciò che si potrebbe o si sarebbe potuto fare. Questa cosa mi fà stare bene, vuol dire continuità di vita. Io la spesa lo già fatta, senza accalcarmi! Ho sempre avuto l’abitudine di prevedere che, possa “succedere qualcosa” durante la settimana normale, lavoro, partire, spostarsi per la famiglia, l’amore per la cucina, quindi le provviste ci sono! Molte volte mi sono presa gli insulti di chi mi sta attorno di essere una pastiglia vagante ansiogena e ansiolitica, ma stavolta si sono ricreduti un pò tutti! E’ stata una soddisfazione sentirmi dire: beata te che ti sei fatta la spesa prima!

I primi giorni l’assalto al cibo è stato eclatante,

sembrava finisse tutto subito, nonostante il governo ci avesse avvisato che i negozi alimentari non avrebbero chiuso e la merce sarebbe arrivata, la gente è corsa al supermercato sfidando un possibile contagio. E’ prevalso il senso di panico! Riempire i cofani della macchina di ben 3/4  carrelli di spesa!  Litigare per il posto auto. Scene apocalittiche!

Per non descrivere quando l’ 8 marzo è stato firmato il decreto che chiudeva come zona rossa la lombardia, scena davvero da film,! La sera trapela la notizia sui network, la gente del nord si riversa al sud senza alcun senso di responsabilità verso il prossimo e con un pericolo di contaminazione altissimo. Tutti di corsi ai treni/aerei, gente che partiva in macchina di nascosto, verso il sud! Il sud Italia in quel momento non registrava numeri alti di Covid_19, quindi coloro che sono emigrati al nord e ancora si ritrovano parenti, amici e casa al sud, hanno ben pensato che giù non avrebbero avuto alcun pericolo. In realtà, dopo neppure un giorno, la loro azione irresponsabile è sfociata nella contaminazione. Il sud ha una grave mancanza nel sistema sanitario, gli ospedale sono fatiscenti rispetto al nord i cui ospedali funzionano! Quindi noi gente che abitiamo al sud da sempre e non abbiamo mai lasciato e rinunciato alla nostra terra ci siamo incavolati e direi non poco!

Convid_19, ci ha fatto vedere come l’essere umano non abbia più il senso dell’altruismo, ma l’egoismo che imparerà a gestire con la conseguenza dei gesti.

E’ così mi ritrovo ad oggi  a scrivere sul Diario di una quarantena. Io amo scrivere, il 2019 dopo tanto tempo mi ha regalato l’opportunità di poter pubblicare un libro di cucina, lo amo più di me stessa. Anche io nel mio piccolo sono tra i fogli delle immense librerie. Stò scrivendo nuovamente, i miei personaggi stanno nascendo come fossero reali, il bello sta proprio nel creare ciò che vuoi tra le lettere della tastiera. Sono Italiana e gli italiani sono sempre stati scrittori, poeti, naviganti, scopritori, artisti, e questa cosa mi ha reso sempre fiera.

Ora caro Diario di una quarantena penso a cosa cucinare stasera, non ho molta fame in questi giorni, però cucinare ti dà un senso di libertà, unisci i sapori che vuoi con gli ingredienti che metti in ricetta. Sono costretta a chiudere, altrimenti passerò anche la notte a scrivere e leggere.

Ci rivediamo domani Diario di una quarantena, al momento il silenzio della strada avvolge tutto.

Io non esco. Rispetto le regole. Sto in casa e svolgo ciò che amo.

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